Archive for febbraio 2010

IL MIO SECONDO ILLUSTRATORE

26 febbraio 2010

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Il mio secondo illustratore, dopo Federico Maggioni
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fu una goriziana, Rosanna Nardon:
(Rosanna Nardon)
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scelta direttamente dalla boss di El-Emme-Einaudi Ragazzi, Orietta Fatucci.
(Orietta Fatucci)
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Se mi è consentita una piccola sboronata, considero GRANDE, GROSSO E GIUGGIOLONE uno dei libri più innovativi scritti negli ultimi venti anni nel campo della letteratura per ragazzi. Ma se ne accorgeranno, forse, solo le generazioni future. L’attuale cupola del FUMER (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi) non è in grado di averne percezione, e tu, Dio, non stare a perdonarle, ‘ste editor buzzicone, con la solita attenuante che non sanno quello che fanno:-)
(La foto di Rosanna Nardon è tratta da  http://www.illustralibri.it/ )

FEDERICO MAGGIONI, IL MIO PRIMO VERO ILLUSTRATORE

24 febbraio 2010

Risale al lontano 1993 il mio debutto come autore per ragazzi. Già conoscete le illustrazioni amatoriali di Mario Crevato Selvaggi per "Dora Squarcialenzuola":

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/22128245/OMAGGIO+A+MARIO+CREVATO-SELVAG

Il mio primo illustratore "professional" fu invece il grande Federico Maggioni, di cui potete ammirare alcune tavole. Nell’edizione francese "Quella bruttacattiva della mamma!", che diventò "Méchante Maman" (Flammarion, Castor Poche) fu illustrato da Bruno Gibert.

(Clicca sulle immagini per ingrandirle)

Vedi anche:

http://www.federicomaggioni.com/

VENEZIA ARRIVA SECONDA AL FESTIVAL DI SANREMO

22 febbraio 2010

(Emanuele Umberto Reza Ciro René Maria Filiberto di Savoia, principe di VENEZIA [?], a Sanremo)

 DA WIKIPEDIA:

«Nel
1805 Napoleone, come re d’Italia, nominò Eugène de Beauharnais viceré del neocostituito Regno d’Italia. Bonaparte voleva che alla guida dello stato satellite vi fosse un uomo a lui assolutamente fedele e che non avesse obiettivi politici propri. Eugène de Beauharnais era dunque, per lui, il candidato ideale.

«Il senato, riunito a Palazzo Borromeo a Milano, stabilì che al de Beauharnais spettasse, in qualità di principe ereditario, il titolo di principe di Venezia ed il trattamento di altezza serenissima [Cfr. "SERENISSIMA Repubblica di Venezia", N.d.R.]. Il titolo derivò dal fatto che Venezia era considerata, dopo la capitale Milano, la seconda città del regno. Con la dissoluzione del Regno d’Italia, nel 1814, il titolo venne abbandonato.

Controversia

Dopo quasi due secoli il titolo di principe di Venezia, benché non sia mai appartenuto a Casa Savoia, viene oggi utilizzato da Emanuele Filiberto di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele.

I sostenitori di Emanuele Filiberto affermano che il titolo gli sia stato concesso oralmente da Umberto II in occasione del battesimo. Dall’elenco delle concessioni nobiliari fatte da Umberto II, però, non risulta che il re abbia mai conferito il titolo di principe di Venezia, anche se tale titolo è riportato, senza fonti, dall’Almanacco del Gotha nella seconda serie del volume I (anni 1998, 1999, 2000, 2003 e 2004).»

Da http://www.disavoia.it/

«Il Capo della Reale Casa  è il depositario dei Valori e delle Tradizioni su cui si fonda la storia della Dinastia Millenaria e della nostra Patria che fu unita grazie al Risorgimento e che vide in Re Vittorio Emanuele II il suo primo promotore; il Padre della Patria. Il Capo della Reale Casa ha anche un ruolo di difensore delle radici cristiane sin dall’epoca delle crociate, da qui lo stemma crociato della Casa.» [Compiti, prerogative e responsabilità del capo di Casa Savoia nell'Italia repubblicana]

«Io credo nelle tradizioni… Io credo nella mia cultura e nella mia religione» ("ITALIA AMORE MIO", canzone sanremese, lyrics)

I COMMENTI:

"Ora capisco perché il mondo piange" (Irene Fornaciari), "la Casa ha i rubinetti da cambiare, la stanza ha le pareti da rifare" (Irene Grandi), "vorrei buttarlo in tutti i luoghi e in tutti i laghi" (Valerio Scanu).

"Propongo di inserire l’obbligo di assistere a un intero CONCERTO del principe di Venezia fra le misure alternative alla detenzione di breve durata previste dalla legge Legge 354/1975" (il direttore d’orchestra di Sanremo Marco Fabiu).

(Foto da httphttp://www.ansa.it/webimages/medium/2010/2/20/inf18ximX_20100219.jpg ) 

IL NUOVO TERMINAL AL LIDO DI VENEZIA (A INTEGRAZIONE DEL POST DI IERI)

19 febbraio 2010

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(Il nuovo Terminal al Lido di Venezia)

Perché diavolo ogni volta che si costruisce qualcosa di nuovo a Venezia o al Lido di Venezia deve essere in senso peggiorativo? A chi servono tutte queste gabbie orribili e sovradimensionate che stanno costruendo sulla nuova banchina d’approdo dei vaporetti? Addio vista sulla laguna verso San Marco, per tutto il tratto che insiste su Santa Maria Elisabetta. Ma chi ha approvato un progetto così demenziale? Che sconforto.

(Ha commentato Pleiade Orione su Facebook, dove ho diffuso la foto dei lavori in corso alla Nuova Porta d’accesso al Lido:

«Parole sante! Che ne sarà di noi rarae aves, rari nantes di questa povera Venezia contesa da questo"p[i]attume politico"?» )

Notizie BEN DIVERSE qui:

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9393

(Foto di Lucio Angelini)

PICCOLI VENEZIANI CRESCONO

18 febbraio 2010

piccolo

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Proprio ieri ho postato su Nazione Indiana un commento al post "La responsabilità dell’autore" di Erri De Luca, a proposito dell’impegno politico di scrittori e uomini di cultura:

«Qui a Venezia gli scrittori prestati alla politica non mancano… Sono stato ai Magazzini del Sale, di recente. Parlavano Cacciari, Orsoni, Bettin, Caccia. Tutti a riempirsi la bocca di espressioni come green economy, net economy, creative city (una gara a chi sfoderava più English). Quello che ci ritroviamo è il Mose, l’inceneritore di Marghera (pattumiera di tutto il Veneto), le Grandi Navi in bacino San Marco, l’Imob (che ha solo complicato la vita agli utenti, a fronte di una spesa di molti milioni di euro), gli hot-spot di Venezia digitale, costati l’ira di Dio per consentire ai turisti di collegarsi in Canal Grande (e chissenefrega???), mentre chi vuole semplicemente navigare a casa propria deve continuare a pagarsi l’ADSL… Insomma è tutto uno sperpero di denaro publico, mentre ai problemi gravi e urgenti non pensa nessuno. Uno per tutti: case ai veneziani a prezzi agevolati, anche per frenarne l’esodo (siamo finiti sotto quota 60.000 abitanti, dai 150.000 degli anni Cinquanta). Sul versante opposto, abbiamo il neo-napoleonico Brunetta, a cui non è ancora venuto in mente altro che trasferire la sede municipale a Palazzo Ducale (con il sogno segreto di essere scritturato dal regista Bertolucci per “Il piccolo doge”, dopo “Il piccolo Buddha”?). [Magari poi chiederà di usare la basilica di San Marco come cappella privata per lui e Titti. A chi importa che i consiglieri comunali si accapiglino nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale anziché a Ca' Farsetti?]»

Il mio sconforto nasce dal fatto che non vedo all’orizzonte NESSUNA personalità veramente innovativa e affidabile. Vorrei che almeno i giovani veneziani si coalizzassero in una Lista Civica a sé, fuori da Pd e da Pdl… L’unico giovane che ho sentito parlare è stato tale Marco Baravalle (sempre là ai Magazzini del Sale), ma mi è parso ancora più vanesio e bizantino degli altri.

(La foto in alto ritrae una publicità elettorale attualmente appesa nei vaporetti veneziani; la foto di Brunetta è presa dalla rete.)

RICCHI E POVERI AL CARNEVALE DI VENEZIA 2010

17 febbraio 2010

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(Foto di Lucio Angelini)

LA PEGGIOR MASCHERA DEL CARNEVALE DI VENEZIA 2010

16 febbraio 2010

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La peggior maschera del Carnevale di Venezia 2010 è sicuramente quella approvata dal Comune di Venezia per il Ponte dei Sospiri, a cui non resta che sognare di andare definitivamente in pensione vincendo al Win for Life.

Allibito pure il cane qua sotto:

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(Foto di Lucio Angelini)

MINA A VENEZIA PER IL DRAG QUEEN BEAUTY PAGEANT

13 febbraio 2010

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.(Foto di Lucio Angelini)

TIZIANO SCARPA CONTRO GLI ZOMBIE DELLA LIRICA

12 febbraio 2010

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«Nel teatro gran parte dei finanziamenti pubblici se li mangia l’opera, le risorse vanno tutte lì. La lirica è una sciagura! Non m’interessa, la vedo come una cosa triste, penso che bisognerebbe congedarsi dalla lirica, fare qualche dvd e smetterla: è una cosa che non ha più senso fare. L’Italia si è accorta di Emma Dante perché ha fatto la Carmen alla Scala! È umiliante che un’artista come lei debba fare le invenzioni sul già pronto. È il male della nostra epoca, un messaggio tristissimo…lo dico proprio perché c’è questa situazione coi finanziamenti: se fossimo ricchissimi potremmo fare di tutto, ma non è così. Non credo che rimettere in scena per l’ennesima volta la Carmen sia cultura. Così si uccide il teatro contemporaneo. Bisognerebbe tentare strade alternative: per esempio il musical. È l’equivalente dell’opera lirica nel passato. È una formula dove si potrebbe inventare qualcosa di nuovo. Non dico il musical alla Cocciante, che non è proprio di mio gusto, però se gli artisti fossero meno criptici e più ambiziosi e si mettessero a fare musical, se i musicisti contemporanei si misurassero con il musical forse potrebbe essere una strada, altrimenti continueremo sempre con questo fossile vivente (l’opera lirica, ndr), questi vampiri, questi zombie che succhiano artisticamente le nostre vite: i mostri sacri dell’800 ci tengono col piede sulla testa. Ma d’altronde è questa la condanna della nostra epoca: quando nell’800 è bruciata la Fenice l’hanno rifatta moderna, noi l’abbiamo rifatta uguale!»

(Da http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/2-gennaio-2010/musica-lirica-sciagura-sottrae-risorse-tutta-l-arte-1602235545987.shtml )

SERGIO GARUFI VA A RISCIACQUARE I PROPRI PANNI IN TEVERE

10 febbraio 2010

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C’è un post bellissimo di Sergio Garufi, "Ground Zero", che potete leggere per intero QUI . Ne scelgo qualche passo:

«Ho fatto per 23 anni lo stesso lavoro, l’unico lavoro della mia vita: l’arredatore… Oggi non so più chi sono, anche perché non ho smesso avendo un’alternativa pronta, e questo è uno dei motivi dello sconcerto dei miei amici… il mio desiderio di provare a campare di scrittura, che chiunque conosca un po’  l’ambiente non può che giudicare come un suicidio professionale… Il progetto difatti è quello di trasferirmi a Roma. Ho già fermato un bilocale in zona Prati, vicino alla Rai, dove seguirò un corso di sceneggiatura…Naturalmente c’è il libro, il romanzo per cui ho firmato un contratto con l’editore e che doveva essere pronto alcuni mesi fa… Il mio segno è una data. Il 2 settembre. Quando mio padre si uccise, vent’anni fa, e quando ho conosciuto lei, la scorsa estate. Per la mia famiglia quella data è una sorta di 11 settembre, il crollo di ogni cosa, e il momento in cui tutto è distrutto può anche essere quello della ricostruzione, del ripartire da zero, dopo lo sgombero delle macerie. Ground zero, appunto… in fondo scrivendo ricorro spesso alla tecnica del patchwork, metto insieme, assemblo materiali eterogenei. I miei taccuini, la fonte primaria dei miei scritti, sono pieni di frasi carpite. Faccio il bracconiere di parole: ascoltando le chiacchiere al mercato, le confidenze degli amici, i discorsi in famiglia, quelli della mia donna, o quando leggo o vedo la tivù. Forse il mio talento è quello: riconoscere il bello e saperlo mettere insieme, dargli forma, al modo dell’antico rapsodo greco, che veniva considerato “un cucitore di canti”. Anche il mio limite è simile: non ho una fantasia di primo grado, e pure se riconosco delle buone idee, come un pescatore di perle abbandonate, non vado mai oltre la dimensione artigianale, da bottegaio della letteratura: il raccontino da blog o l’elzeviro del quotidiano, bozze che non sanno elevarsi al rango di saggio articolato o romanzo vero e proprio…  »

Gli ho scritto:

«Se visiti http://www.librimoltospeciali.splinder.com trovi traccia del volume “Scoppi in aria: Schopenhauer e i Pink Floyd a Venezia” e della breve scheda d’accompagnamento:

“È il primo romanzo-Arlecchino della storia della letteratura italiana, ottenuto per circa il 90% cucendo assieme ‘ritagli’ di stoffa letteraria di oltre settanta autori… ”.

Ovviamente ti auguro miglior fortuna di quella arrisa all’Anonimo autore di QUEL patchwork letterario*-°»

[Immagine tratta dal blog 'La vie en beige']


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