UN CONTRIBUTO DI CESARE PASTORINO ALLA CINEMATICA DEAMBULATORIA DI FABIO PAINNET BLADE

Rileggiamo il commento di FABIO PAINNET BLADE del 17 aprile scorso in coda al post:

http://lucioangelini.wordpress.com/2012/04/11/vivere-di-scrittura-o-di-insegnamento-della-scrittura/

« “Valutazione” non è associazione a un valore numerico. Questa è
standardizzazione, cioè applicazione della cultura standardizzante cartesiana, di cui Werner Heisenberg è stato uno dei principali critici fra gli scienziati moderni, come ho accennato nello stralcio. Heisenberg sarebbe stato uno dei maggiori sostenitori di Keating a voler sviluppare il tema nei suoi risvolti tecnici (due culture significa proprio questo). Scrissi un articolo per la edi ermes (e diversi altri simili per varie riviste specializzate) in cui sostenevo esattamente l’inutilità delle procedure standardizzanti, non nella valutazione di opere d’arte ma nei confronti di una materia che si chiama cinematica deambulatoria, quindi nel cuore stesso del contesto scientifico propriamente detto. Il Sapere quindi non ha seguito un indirizzo monolitico ma si è evoluto secondo due approcci differenti e contrapposti, uno dei quali è appunto quello standardizzante che – s’è visto – non funziona nemmeno in determinati campi (scientifici) d’indagine . Prima di WH , N. Bhor, (scuola di Copenhagen) et al. , si era indotti a credere non esistessero altri metodi applicativi, ma la rivoluzione quantistica è stata proprio l’affermazione di una metodologia supportata da criteri nuovi, non causali e non-standardizzanti… »

Ebbene, tale commento mi ha fatto tornare in mente l’ analisi di una mia poesia giovanile (“Scherzi di natura”) operata da una prestigiosa firma del newsgroup it.cultura.libri nella sua fase aurea: Cesare Pastorino.

Questa era la poesia:

SCHERZI DI NATURA”  

 C’era una volta

un brutto cigno.

Poveretto,

aveva il collo

taurino.

Un giorno

incontrò un toro

assai ridicolo:

poveretto,

aveva un collo

da cigno.

Il cigno

lo guardò

con aria arcigna,

poi prese il toro

per le corna

e disse:

“Madre Natura

 si è divertita

 alle nostre spalle… “

 “Mi pare evidente”,

 convenne il toro

 con aria scornata.

 “Be’,”

 disse il cigno. 

 “Non prendiamocela.

 Non ne vale la pena.

 In fondo

 siamo solo

 degli innocenti

 scherzi di natura!”  

—-

 E questa è l’analisi del professor Pastorino:

«Carissimo Lucio, io credo veramente che le vette dell’arte poetica stiano in un punto della retta f=f ‘ dello spazio delle frequenze in cui sono in equilibrio il massimo di contenuto della lingua, X(t), e il minimo del ‘segnale’, Y(t). Come è stato ampiamente dimostrato dagli studi di Landau negli anni ’30 e più recentemente confermato dal gruppo di  Rouelle e Beneforti a Ginevra, la debolezza del ‘segnale’ è ciò che permette di cogliere i contenuti che il poeta, usando consapevolemente questa ricchezza di possibilità espressive e comunicative della lingua, cerca di mettere nel suo lavoro. In questo senso, la Fast Fourier Transform della tua poesia mi conferma l’esistenza di picchi nell’ultravioletto, ed un massimo del contenuto linguistico per f=fH= frequenza di Heaney, con un minimo del segnale Y per lo stesso valore di frequenza. In generale, poi, il rapporto segnale/rumore della tua poesia è molto basso, cosa che è ovviamente  assai positiva. Ci sarebbe in effetti una risonanza per f = 10fH, ma io credo si possa eliminare, semplicemente inserendo un opportuno filtro lock-in in uno stadio iniziale del componimento – suggerirei dopo il secondo verso. Tutto questo per dirti che la tua poesia è un capolavoro e l’analisi spettrale lo dimostra senza ombra di dubbio. I miei più sinceri complimenti. Cesare »

[RISULTATI DELL'ANALISI SPETTRALE TRAMITE FFT della poesia di Lucio Angelini "Scherzi di natura". Cesare Pastorino. 26 marzo 2001  23:58]

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341 Risposte to “UN CONTRIBUTO DI CESARE PASTORINO ALLA CINEMATICA DEAMBULATORIA DI FABIO PAINNET BLADE”

  1. fabio painnet blade Says:

    Troppo onore. Mi si conferisce carisma e virtù che non credo proprio di meritare.

  2. Lucio Angelini Says:

    Leggo in rete:

    “Salve,sono una ragazza di 19 anni. Premetto che non faccio alcun tipo di attività fisica e non faccio lunghe camminate, causa un neuroma di morton al piede sinistro che mi provoca molto dolore se cammino a lungo. Da 3 giorni avverto un forte dolore nella zona posteriore del ginocchio destro…”

    Risposta del Dottor L. Grosso:

    “La presenza di un Neurinoma di Morton non è solo un problema del piede (in termini di sintomatologia algica) ma è anche una stimolazione propriocettiva che si riflette su tutta la CINEMATICA DEAMBULATORIA (con ripercussioni sulla caviglia, sul ginocchio e sull’anca). E’ difficle stablire cosa sia successo al suo ginocchio senza un controllo clinico, pertanto le consiglio vivamente di effettuare una visita dallo specialista ortopedico.
    Auguri.

    Dr. Luigi Grosso
    Ortopedico-Chirurgia Articolare Artroscopica Spalla”

  3. paolo f Says:

    Lo SCOOP della settimana:

    Ecco chi ha affossato Nazione Indiana

  4. Lucio Angelini Says:

    Un Fake di Angelini? Roba da matti. Però mia nonna diceva sempre: “Molti fake, molto onore” :-)

    Invece Massimiliano Parente (tanto per saltare di palo in fresca), così recensisce l’ultimo libro di Baricco:

    “… leggere il romanzo-Twitter di Baricco è come andare in pedalò, dopo i primi due minuti non vedi l’ora di scendere ma ormai l’hai pagato e ci devi stare almeno mezz’ora, e però alla fine sarete premiati”

    (http://www.ilgiornale.it/cultura/baricco_ha_twittato_altro_romanzo/19-04-2012/articolo-id=583758-page=0-comments=1)

  5. paolo f Says:

    Sottotitolo del post sarebbe: “Angelini e Diavolini”
    (noto remake di Angeli e Demoni di Dan Brown…)

  6. Lucio Angelini Says:

    Eh, sì, ricordo i tempi in cui mi si accusava di essere perverso e polimorfo:-)

    P.S. Ma se Nazione Indiana era Scarpa + Moresco, essa non è morta, ha solo cambiato nome: Ilprimoamore.

  7. paolo f Says:

    Appunto: allora la sedicente nazione indiana cosa sarebbe? Un B-movie?

  8. Lucio Angelini Says:

    Il ramo originario, tenuto in vita da altri. Sempre ammesso che NI fosse davvero solo il binomio Scarpa/Moresco. Un collettivo è un collettivo, se poi qualcuno si stacca, amen.

  9. diait Says:

    analisi spettrale Fast & Furious! Be’, applicandola insieme all’Indice di Flesch avremo la formula per il capolavoro più leggibile. Perché se è solo capolavoro, tipo Ulisse, chi lo legge?
    Ora però credo di essere afflitta da neurinoma di Morton, come da qualsiasi altra malattia nota propriocettiva di cui vengo a conoscenza. Grazie, eh.
    (Dove hai trovato la foto? è una cosa fatta col photoshop, o cosa?)
    Apprezzo molto fabio, in quanto eccentrico e appassionato coltivatore di idee. Non capisco seminiente delle cose di cui si occupa, ma secondo me in questo blog ci sta bene.

  10. diait Says:

    “il collettivo”… E’ sorprendente quanto un “collettivo” possa diventare un monumento agli “eghi” di cui è composto. L’effetto è spesso esilarante, quando si capita su Giap, dove ogni WM parla di se stesso in terza persona autopromuovendosi. E il passo dalla terza persona alla prima plurale di Otelma – nel parlare di sé – è breve.

  11. Lucio Angelini Says:

    La foto è realissima, scattata durante un’escursione lungo la Via del Tabacco in Valsugana (ma il *nostro* Fabio abita in Sardegna):-)

  12. paolo f Says:

    Secondo me il “ramo originario” di n.i. è l’attuale ilprimoamore.
    La n.i. rimasta è un superstite sgarrupato, che somiglia a un paletto di cemento semi-sgretolato, ma tenuto insieme dall’anima di ferro che sporge arrugginita.

  13. Lucio Angelini Says:

    E’ un po’ come per le squadre di calcio. certi calciatori cambiano squadra ma i nomi delle squadre cui erano appartenuti restano comunque gli stessi. poi, si sa, vivere significa corrompersi.

  14. fabio painnet blade Says:

  15. fabio painnet blade Says:

    Eh no, angelini, non va proprio bene.

  16. fabio painnet blade Says:

    non dico tanto per l’epitaffio sul muro che sa di lapide come a voler dire: qui è nato e qui lo facciamo secco. No, non è tanto per questo che magari fa pure simpatia. E’ il post ad essere costruito in maniera, davvero poco elegante.

  17. Lucio Angelini Says:

    Ti ricordo il tuo primo commento: “Troppo onore. Mi si conferisce carisma e virtù che non credo proprio di meritare.”

  18. fabio painnet blade Says:

    Senti, mi sorbisco tutto, però quel kitting lo devi correggere perché come post d’introduzione sfregia oltrmisura lecita il contenuto dell’articolo già sballottato a dovere dalla tua faccia tosta.

  19. Lucio Angelini Says:

    Bada che ti sto osservando:-)

  20. fabio painnet blade Says:

    Senti, di palo in frasca: ma l’hai letto l’ultimo commento di mozzi su quel thread centenario? Il fenomeno ‘candida’ ha un senso compiuto, allora. Una sorta di determinazione causale irreversibile, quasi – quantisticamente parlando – una biforxazione multipla obbbligata dal contesto entopico termico definito da frattali teoretici che per la seconda legge della termodinamica si innestano in una corrente faradica i ellettroni anomali, indeterministaicamente quantizzati su frequenze cosmiche riderinite entro piani euclidei polimorfi a disgregazione magnetica…

  21. fabio painnet blade Says:

    e non mi piacete per niente.

  22. fabio painnet blade Says:

    Anche la tua risposta non era male. M’è rimasta impressa quella del convento dei capuccini.

  23. fabio painnet blade Says:

    Lucio, promettimi però che correggi il post. e sostituisci il termine cinematica deambulatoria con: ‘cammino dell’uomo’.
    Non puoi negarmelo. Daiiii.

  24. Lucio Angelini Says:

    Scripta manent:-)

  25. diait Says:

    io neanche avevo capito che la cinematica deambulatoria di fabio era un errore. Siccome parli difficile, fabio, io l’avevo buttata in quel mucchio di cose assurdamente incomprensibili e manco ci ho pensato un secondo. Pensa come sto messa. Tra kitting, heinstein e cinematica deambulatoria, chi vuoi che si metta a cercare il capello. Per me sono tutte cose che indicano una persona impulsiva (con la testa piena di robe urgentissime da comunicare) che scrive di getto e non si rilegge. Bene.

  26. pirulix Says:

    Evvai col refuso! Ormai con lo smartphone e un microtastierino sensibile al minimo tocco mi ci sono rassegnata

  27. fabio painnet blade Says:

    non era un errore ma forse la eccessiva specializzazione dei termini fomenta troppi, inutili umorismi. Ci tenevo ad una risposta seria, ma qui si rimediano soprattutto prese per i fondelli e poca sostanza. Vabbè mi rassegnerò.

  28. fabio painnet blade Says:

    @ lucio, scripta manent una cippa! E’ scorretto da parte tua inserire errori del genere in un virgolettato, dopo aver omesso gli altri interventi. Alla faccia della proverb correttezza. Vedi di cambiare quei termini che son lesivi della mia immagine, seppure virtuale.
    Altrimenti devi concedermi un nuovo post, cosicché possa esprimere nella forma più chiara ciò che volevo dire.

  29. diait Says:

    lucio, se correggi fabio potresti anche togliere quella foto del Trota impestata di virus, che se mi si infetta il pc te la giuro.

  30. diait Says:

    io autodenuncio il mio ultimo errore
    ho scritto “chi vuoi che si metta a cercare il capello
    forse facendo un mix di “cercare il pelo nell’uovo” e “spaccare il capello”

  31. Lucio Angelini Says:

    @fabio. mi pare di avere indicato il link da cui è stato semplicemente COPIA-INCOLLATO il tuo intervento:

    “Rileggiamo il commento di FABIO PAINNET BLADE del 17 aprile scorso in coda al post:

    http://lucioangelini.wordpress.com/2012/04/11/vivere-di-scrittura-o-di-insegnamento-della-scrittura/

    Se sostituissi ‘cinematica deambulatoria’ con ‘il cammino dell’uomo’ non avrebbe più senso nemmeno il titolo del post e tutti i successivi riferimenti allo stesso. In fondo compari con un nick, quindi la tua immagine professionale non ne risentirà. Ma sinceramente non vedo di che scorrettezza mi accusi.

  32. Lucio Angelini Says:

    @diait. una mia poesia giovanile si intitolava

    IL LUPO PIGNOLO

    Il lupo pignolo
    perde il pelo
    ma non il vizio
    di cercarlo nell’uovo

    (vd: http://lucioangelini.wordpress.com/2006/11/28/perche-tu-mi-dici-poeta/ )

  33. diait Says:

    la musicalità già c’era… (vedi recensione di Busi), con i pun, doppi sensi eccetera. Ebbravo!

  34. fabio painnet blade Says:

    Te lo spiego: nella dinamica di un commentario, gli errori ci stanno, togliersi i dubbi è facile, basta cliccare un pò più su e il termine lo trovi bello trascritto correttamente . Infatti, come qualcuno fa notare, la dinamica di un dialogo è bella perché spontanea e rapida. In un post, invece, un Kitting scritto a quel modo, fornisce un pessimo attestato di credibilità all’autore del virgolettato: quindi il sottoscritto.
    Deontologicamente parlando, hai toppato! Mettimi almeno le visrgolette a Chitting o concedimi un post sulla questione (scritto da me), cosicchè possa spiegarmi meglio E daììììì, zio Lucio, sforzati un poco, sii magnanimo coi tuoi nipotini d’oltremare.

  35. diait Says:

    ora è diventato Chitting… a ‘sto giro però non te lo corregge più.

  36. Lucio Angelini Says:

    Ti riferisci a questo?

    http://www.nvsuk.org.uk/growing_show_vegetables_1/chitting-sprouting-potatoes.php

  37. paolo f Says:

    Fabio: insistere con un Gemelli per fargli fare qualcosa che non è propenso a fare non porta da nessuna parte. Proprio non ci si riesce: le rare volte che con mia moglie ho fatto prevalere il mio orientamento, poi è andato tutto storto.
    Lascia fare al buon vecchio Lucio, da’ retta a me…

  38. diait Says:

    infatti. L’allarme antivirus compare sempre e sempre comparirà, ab aeterno o ad aternum a seconda di come cavolo si dice.

  39. pirulix Says:

    Paolo! Ma che scorpioncino sei?!? @.@
    (manco se avessi sposato un capricorno!)

  40. pirulix Says:

    Il LUPO PIGNOLO è…


    d e l i z i o s a m e n t e ARGUTA!
    la citerò spesso, credo.

  41. Lucio Angelini Says:

    @diait. ho salvato la foto del Trota e l’ho ricaricata. Come va adesso?

  42. diait Says:

    perfetto. Ritiro tutto. Sei accomodante e arrendevole.

  43. fabio painnet blade Says:

    ma insomma stò gemelli è accomodante o tostorruru come una bilancia? Angelini correggimi o virgolettami questo Khitting fammi il favore. Non ho capito se me lo concedi o no un post autografato. troppi mi definiscono incomprensibile. Dammi un’occasione. Una sola poi non ti rompo più. prometto che non faccio errori.

  44. fabio painnet blade Says:

    Cmq i dialoghetti con Candida stanno diventando un cult della rete.
    Complimenti a entrambi.

  45. fabio painnet blade Says:

    scusa se approfitto per colmare la mia ignoranza abissale. Quando dici che un post ha toccato mille contatti, intendi dire che sono entrate mille persone diverse (quindi ti tornano un migliaio di indirizzi differenti ciascuno con più contatti), oppure fanno fanno cassa i contatti plurimi di uno stesso indirizzo?

  46. paolo f Says:

    La seconda che hai detto;-)

  47. paolo f Says:

    (a meno che non mi sbagli)

  48. Lucio Angelini Says:

    @fabio. ti ho accontentato da varie ore e manco te ne sei accorto.

  49. fabio painnet blade Says:

    Accipicchia!

  50. fabio painnet blade Says:

    vado a vedere, poi ti ringrazio

  51. fabio painnet blade Says:

    Grazie. Ora va meglio, decisamente. Allora questi gemelli non sono così legnosetti come si dice. Sanno capire…

  52. paolo f Says:

    Ma sì, ero io che la facevo tragica, via.

  53. fabio painnet blade Says:

    Non m’ero accorto che gli avessi dato del legnosetto anche tu.

  54. paolo f Says:

    Nemmeno io, in effetti; ma in realtà mi riferivo a mia moglie: lui ha dimostrato di non esserlo.

  55. fabio painnet blade Says:

    Perdindirindina che audacia! Presto lucio taglia via l’ultima di paolo se vuoi risparmiargli un brutto quarto d’ora. io posso riattaccare con la cinematica deambulatoria e la tecnica delle reazioni multiple dilazionate per sollevare un pò di polverone e consentirgli la ritirata

  56. paolo f Says:

    Com’è noto. Lucio ha la leggerezza di una farfalla…;-)

  57. fabio painnet blade Says:

    Sarà già volato a letto a quest’ora.

  58. fabio painnet blade Says:

    Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin !
    Acc!Porc! mannagg..ma vaf….romp! stroz! mer. grrr! vr , ihc……zzzzzzzzzzz!

  59. fabio painnet blade Says:

    Mi siedo al pc, un attimo di tranquillità. Scorro il post del giorno. Si parla di Joyce, Svevo e ‘flusso di coscienza’. Scopro finalmente qualche autore in comune con i blogger. Noto , come altri, che è stato un bel post: implicitamente significa un post ‘migliore’ di altri. E’ una comparazione inconsapevole, tutti la fanno e stilano perfino graduatorie di qualità, però a sentir parlare di quantificaz. si scandalizzano. La mente misura e rimisura continuamente, a prescindere dalla volontà, altrimenti non produrrebbe associazioni; però a sentir parlare di relazioni
    artistiche si storce il naso. Il mito della contrapposizione fra arte e scienza, fra letteratura e sapere è una speculazione ottocentesca che già gli intellettuali dell’epoca percepivano poco conveniente.
    La misurazione è confronto, il confronto facilita e consente le relazioni e l’arte, di cui la letteratura costituisce un importante settore, è fondamentalmente relazione fra le cose. L’arte comporta insomma la capacità di fare relazioni ed anzi esige qusta abilità da parte dei suoi interpreti che forse, senza nemmeno accorgersene, misurano molto più di un fisico delle particelle.

    Ma weir, insieme a una buona dose di audacia romantica, mette in bocca al suo personaggio (il nostro indomito Chittig) un concetto falso e fuorviante, così facendo al posto di una pellicola godibile genera un ‘capolavoro’ di basso qualunquismo sofista. Grazie a Cz Lt mi son reso conto che ‘L’attimo fuggente’ è una gran cagata di film!
    Non l’avrei mai detto prima.

  60. fabio painnet blade Says:

    Ciò che mi premeva ribadire in questa sede, è tuttavia un criterio scientifico inamovibile: non è possibile misurare scientificamente l’arte, nessuno ha mai sostenuto una simile sciocchezza, ma, nemmeno è possibile misurare un effetto fisico come il passo umano, che sembrerebbe invece di dominio scientifico.
    Ora, qualcuno l’ha fatto ma, dire che il passo X di un uomo è maggiore di quello Y di un altro uomo, ha portato aalle stesse difficoltà (tecniche non teoriche) incontrate dal Chitting cinematografico. Il modo di camminare insomma di due individui perfettamente sani non si può quantificare in senso globale. Un passo può essere più breve o più rapido di un altro, ma non ci esistono caratteristiche prese singolarmente o combinate che possono fornire una misura completa della condotta specifica. In sostanza, affermare che un passo è ‘migliore’ di un altro equivale a dire che una poesia è migliore di un’altra: un’emerita cazzata, come si è detto. Il polpettone hollywoodiano in salsa di canguro, finemente intessuto di contenuti ideologici (ma dubito che qualcuno mi sosterrà in questo giudizio) trae quindi in inganno, specie quelle figure intellettualistiche di romantici ottocenteschi che vanno per la maggiore, perché pone scienza e arte in una contrapposizione invece inesistente.
    Se permettete, s’è detto in questo post credo, che l’opinione di un fisico quantistico (non un trattato sulla fisica, ma un opinione ponderata su questo preciso problema) conta poco o conta come le altre (ce ne vuole eh?) . Ebbene preferisco, forse sbagliando, continuare a formulare le mie idee in accordo con quelle di eisenberg piuttosto che con le brutture di quella testa da caprone di peter weir .

  61. fabio painnet blade Says:

    Ecco quindi che l’ironia canzonatoria di questo brillante post si ritorce contro il suo autore.

    @Lucio. A proposito dell’immagine fotoritoccata, potresti inviarmi l’integrale, della parete a sinistra dove si intravede quello stilema art noveau (credo). Un altro dettaglio incredibilmente centrato sul tema del post. Casualità? Il caso non esiste.

  62. fabio painnet blade Says:

    Guarda un pò! contagiato dalla forte infezione qualunquista ho chiamato Werner ‘un’ fisico quantistico. Imperdonabile errore. Accenderò un cero nella cappella della vergine del rimedio alla memoria del defunto scienziato.

  63. diait Says:

    Il film è stato scritto da Tom Schulman ed è “ispirato” alla sua esperienza in una prep-school molto conservatrice e tradizionalista di Nashville. Il povero Weir è solo il regista, e ha confezionato un buon prodotto medio, secondo me. Schulman non sarà Mamet o Stoppard, ma ha scritto “Tutte le manie di Bob”, con Bill Murray, che è semplicemente esilarante. In linea generale, però, condivido il tuo giudizio, fabio, sul film “L’attimo fuggente”: poco arrosto e molta retorica…

  64. diait Says:

    credevo di essere la feticista dei post contigui, ma tu mi batti: 6 è record.

  65. fabio painnet blade Says:

    Deus gratias. Ci tengo sia chiaro però che la cinematica deambulatoria, cioè il cammino umano, non è una rappresentazione scelta a casaccio. Perchè dunque credete sia possibile (e coerente) misurare il modo di camminare di un essere vivente mentre ritenete inadatto applicare un criterio relazionante a un prodotto artistico? La valutazione non può essere generalizzata: migliore o peggiore, ma richiede un orientamento di indagine che, come avviene (dovrebbe avvenire ) nelll’arte consentta di esaltare la possibilità di afferrare relazioni (similitudini, differenze etc.) con la realtà.

  66. fabio painnet blade Says:

    Sì, ti batto però l’argomento in questione non è propriamente la pettinatura di marco candida

  67. diait Says:

    io non ne ho idea, fabio. Per cui non mi sento chiamata in causa dal tuo “voi”. Non so se l’arte si possa o debba misurare, e come. Non è una domanda che mi faccio perché a) non sono un’addetta ai lavori, b) non avrei gli strumenti per rispondermi, c) della risposta non saprei che farmene, in concreto!

  68. fabio painnet blade Says:

    Sapevo la storia, ma apprendo ora da te il luogo a cui si è ispirato weir.
    Nashville, dici? non sarà un luogo legato a john nash, spero. Sai chi era Nash, vero? Mi sembra che abbiano fatto un filmino stupido anche sulla sua vita.

  69. diait Says:

    sì, l’ho visto. Ricordo la scena quando spiega agli amici come rimorchiare ognuno una ragazza, in quel bar: scartando la più bella. Ho studiato la famiglia di Nash, più che la sua opera, la teoria dei giochi eccetera. Anche suo figlio è molto malato.

  70. fabio painnet blade Says:

    Riguardo la tua pace interiore, credo sbagli a non voler cogliere le domande che ti si presentano. Se leggi e ami la letteratura, opuure l’arte sei un ‘addetto ai lavori’ in piena regola e dovresti inseguire le risposte come fossero pane. Gli esperti di settore non contano nulla, non è vero che sono necessari. Ci dev’essere una spinta interiore a indicarti la strada perché la luce non ha bisogno di filtri per essere vista, già ci è stato dato il cervello come filtro e quello basta anche se si intasa facilmente. Mamma mia Se mi sente il doge parlare così mi rovina. Ora devo sparare altri sei commenti per confondermi meglio

  71. diait Says:

    per addetto ai lavori intendevo scrittore o critico letterario o persona che si occupa di queste cose. Come lettrice, mi affido senz’altro al mio giudizio (non a quello degli esperti), senza stare ogni volta a smontarlo per capire com’è fatto. In generale, rispondo alle cose in cui mi riconosco almeno un po’, o che “riconosco” in qualche modo. Per cui, per esempio, L’impero del sole e Magnolia sono film molto diversi – artisticamente, narrativamente, cinematograficamente parlando – ma ugualmente “miei”.

  72. fabio painnet blade Says:

    Che vuol dire hai studiato la famiglia? la sua opera no? Sai che è la teoria dei giochi? Mi onoro di dirti allora che la meccanica quantistica è un derivato diretto della suddetta teoria. Le cose cominciano nel seicento eh?Mica ieri . Il caso, per l’appunto non esiste. Heisenberg, liberty, nash, Dio non gioca a dadi. Ah! Ah! fantastico!
    Posso dirti con sicurezza che il film di weir è stato confezionato, non a caso su un lavoro (la teoria di nash) che spaventa. e non poco. Mi hai fornito (casualmente?) il tassello mancante dei miei fondati sospetti

  73. fabio painnet blade Says:

    Non costruiamo i nostri giudizi per noi, sia chiaro. I nostri giudizi 8se non sono pregiudizi) non sono che mani tese sul prossimo. I giudizi sono importanti e così le valutazioni, per questo è importante capire, e bene, se le modalità di valutare le impariamo spontaneamente oppure ce le insegnano a scuola e nella vita. E in questo secondo caso dobbiamo porci il problema; Ce una sola di modaità di apprendim oppure ci sono differenti modi di acquisire le informazioni dal mondo che ci circonda? la seconda che ho detto! Quindi se ti insegnano a osservare secondo una prospettiva (aritmetica, spazio euclideo etc) finirai per vedere e concepire determinati aspetti della realtà, ma se te ne insegnano un’altra avrai modo di scoprire cose incredibili e insperate. Questo diceva Nash, questo diceva pascal che s’è occupato di giochi prima di nash e diceva: la matematica e la filosofia ingannano. Okkio a cartesio! quello non me la conta giusta!
    L’unico modo per osservare la realtà è la probabilità (pensieri BlaisePascal). Papale papale ciò che diceva il leggendario werner che tu manco conoscevi. Ed infatti devi continuare a non sapere nulla di lui o di nash. E’ molto meglio che si parli delle loro vicende familiari o sentimentali , delle amanti o dei bordelli che frequentavano. Guai se ad un tratto cominciassimo ad occuparci del loro pensiero e scoprissimo tutto ad un tratto che le loro teorie sono di una semplicità inaudita.

  74. diait Says:

    Appena ci avrò messo mano – a cartesio, werner, pascal e nash – torno qui e ne parliamo. Tranqui.

  75. diait Says:

    Von Neumann, è venuto prima di Nash, a quanto pare. Questo documentario ti piacerà. Poi me lo vedo anch’io. A presto. (Tra parentesi, io c’ho provato a giocare a “Go”. Lasciamo perdere…)

  76. fabio painnet blade Says:

    Una puntualizzazione: non ho mai letto nulla di cartesio, di pascal (solo pochi penseès a ‘caso’), o di nash. Di heisenberg lessi una biografia e sto cercando di approfondire da qualche mese Physics and Philosophy che a discapito del titolo è un saggio altamente divulgativo, molto più accessibile del trattato di binaghi sulla narrazione, o di un articolo di D.Ventre, tanto per capirci.
    Per una consulatazione risolutiva e spettacolare sul piano delle rivelazioni delle potenzialità insite nella teoria dei giochi e del calcolo probabilistico, suggerirei il libro di Simon Singh, L’ultimo teorema di Fermat. (bur edit., mi sembra). Da lì proviene una notizia sconcertante, l’occultamento di un fascicolo di missive dello stesso fermat al fisico anglosassone Isaac newton. In quelle lettere newton ammetteva che senza il tributo di fermat, riguardo un metodo specifico di ricavare alcuni dati trigonometrici, non sarebbe riuscito a formulare i principi che gli diedero fama imperitura. Ma fermat era un noto amico e collaboratore soprattutto di pascal. Quanti oggi sanno chi era newton? Quanti conoscono De fermat? Perché si incensa fermi e non majorana (definito ‘genio’ dallo stesso werner heisenberg), oppure eistein e non eisenberg? La fama sembra privilegiare arbitrariamente alcuni a discapito di altri. Perché? posso pormi queste domande o mi devo prima laureare in fisica atomica per manifestare leciti dubbi?

  77. fabio painnet blade Says:

    Grazie per il filmato, ma lo reputo solamente un ennesimo tributo alla figura del matematico senza troppe velleità. Non dispensa notizie utili a comprendere facili implicazioni del calcolo probabilistico e mescola fatti di politica internazionale in misura eccessivamente semplificante. No. Non credo sia utile per un primo approccio al problema. meglio venti pagine del libro di Singh.

  78. fabio painnet blade Says:

    Paragonare la guerra a un’aula di tribunale lo trovo invece alq pretestuoso. Se vogliamo collegare i conflitti attuali alla teorie espresse da nash nel filmato direi che il gioco è soprattutto quello della roulette russa con un tamburo da caricato per sette ottavi e la canna della rivolatella puntata alla tempia dei paesi del terzo mondo. Nash faceva meglio a parlare di economia, non di politica.

    Il gioco probabilistico della roulette è invece mirabilmente raccontato nei suoi risvolti matematici ( e drammatici) nell’indimenticata pellicola di Cimino, ‘Il cacciatore’.

  79. paolo f Says:

    Io lo vidi appena uscì, al cinema: insuperato.

  80. fabio painnet blade Says:

    Per quel film il regista si perse tanti appoggi favorevoli nella scalata al successo. Un caso momlto simile a quelli che riportavo in precedenza dove la fama di alcune figure di spicco del mondo scientifico è stata costruita arbitrariamente. Ci domandavamo retoricamente perchè.

  81. paolo f Says:

    Questo non lo sapevo, a dire il vero.
    So invece che, dopo quel film, Michael Cimino divenne così importante e “favorito” che gli fecero girare un kolossal lunghissimo e ambiziosissimo, nonché costosissimo: Gates of Heaven (I cancelli del cielo). Il film costò una cifra spaventosa, le riprese furono laboriosissime a causa del suo perfezionismo, e quando andò al botteghino fu un enorme flop: al punto che la United Artists che l’aveva prodotto — casa cinematografica fondata da Charlie Chaplin — andò clamorosamente in fallimento (per essere poi assorbita dalla MGM). Michael Cimino divenne così l’uomo che aveva fatto fallire la UA. Solo diversi anni dopo riuscì a girare un film minore, L’anno del Dragone, con Mickey Rourke ancora non famoso.

  82. fabio painnet blade Says:

    Sì, insomma Cimino non ha avuto una buona fama in linea di massima. Io sapevo di boicottamento. Di certo dal panorama che conta è scomparso e non basta un flop ai botteghini per motivare un tale buio mediatico nei suoi confronti. Mi sarebbe piaciuto vedere su di lui un bel documentario come quello di nash qua sopra in cui ci racconta qualcosa

  83. fabio painnet blade Says:

    pardon boiccottaggio

  84. fabio painnet blade Says:

    pardon boicottaggio. Comincio a sfarfallare di brutto

  85. fabio painnet blade Says:

    Ahhhh..Buona giornata. Avevo bisogno di un buon sonno per rimettere a posto qualche consonante. In quanto alla memoria invece, nonostante la stanche zza funzionava benissimo. Ricordavo bene, Michael Cimino denunciava un boicottaggio feroce nei suoi confronti, a cui voglio credere. Anche perché, com’è noto, l’america può trasformarti in un Dio se sai esser schiavo dei suoi precetti, bandiera e promoter dei suoi prodotti oltre che dei suoi modelli. Cimino, dice qualcosa che all’ estabilishment dell’epoca non andava bene. Lo dice forte e bene. A suo livello, riguardo certi temi ha saputo raccontare bene anche R.Scott. Bei lavori di cuore entrambi. Lavori ‘puliti’, lavori forti.

  86. diait Says:

    Cimino è anche e totalmente uno fuori di testa. Francis Ford Coppola ha subito rovesci e incontrato ostacoli altrettanto immani, ma si è sempre rialzato riprendendosi il destino nelel sue mani. Rimettendoci in prima persona, “abbassandosi” a fare anche cose che non gli piacevano per poter fare quelle che gli piacevano, autoproducendosi. Insomma “attrezzandosi”. Un vero americano.

  87. fabio painnet blade Says:

    Quando un soggetto non è gradito al palazzo gli si dà del matto, o dell’anarchico.
    Se poi continua a rompere le scatole si tira su un’inchiesta di stupro e lo si taglia fuori dai giochi che contano. Una storia vecchia e già vista infinite volte. ma se si paragonano le pressioni che può subire un lavoro di cimino con uno di coppola, credo sia sfuggito un tantino l’orientamento di questa lunga discussione. La cultura che ci perviene è il risultato di una selezione ideologicamente predeterminata. questo è il punto. Scremare l’originale dall’alterato, o dall ‘adulterato’, non è cosa facile. La tecnica di corruzione dei significati è però semplicissima da appplicare. Basta debilitare gli schemi parametrali d’analisi o conferirgli un valore di inattendibilità cosicché, nell’incapacità di ristabilire una corretta lettura delle gerarchie, la confusione regna sovrana. A quel punto imporre culturalmente le gerarchie del più forte diventa un gioco da ragazzi.

  88. paolo f Says:

    Essere una grande coscienza e non scendere a patti col potere, o con un certo segmento del potere, può costare caro, a meno che si goda di protezioni particolari. Questo da sempre. Andare in giro a pestare piedi, poi, non ne parliamo…

  89. fabio painnet blade Says:

    Detto ciò posso anche dire che ammiro molto alcuni lavori di coppola.
    Nel suo caso, data la prestanza mediatica del soggetto, devo dire esser stata applicata una tecnica di imbavagliamento un pò più sofisticata che io uso denominare ‘metodo cellophane’. Cito Vittorio messori (per chi ha letto uno dietro l’altro i suoi libri: Ipotesi su Gesù e ‘ Perché credo’) come uno dei casi più scandalosi in cui si è fatto uso di questa tecnica.

  90. diait Says:

    fabio, a me purtroppo i discorsi sul potere dicono poco. Non riesco a capire di cosa parliamo. Michael Moore, con i suoi documentari “scomodi”, in America è diventato stramiliardario – non mi risulta sia stato rinchiuso in manicomio. Una piccola prova, forse, che la legge del profitto (Moore vende e si vende bene) può essere più democratica di leggi illuminate imposte da conventicole che decidono chi o cosa può essere pubblicato, visto (vedi campagne contro la pubblicità) eccetera, e cosa possiamo o non possiamo fare del nostro corpo.

    Ma concordo anche in parte con la tua analisi della follia. Mi viene in mente Semmelweiss o Turing o altri, che hanno pagato care intuizioni “inopportune” all’epoca.

    Opterei per una via di mezzo, forse…. Scartando sempre le teorie del complotto con al centro “il potere” xy.

  91. fabio painnet blade Says:

    Nessun complottismo plutocratico per carità. Un direttore di tg che vuol far carriera lecca il culo spontaneamente, non gli viene ordinato da nessuno. Non c’è complotto dunque ma solo reazioni comportamentali predeterminate da induzione culturale. Di questa induzione fa parte, ovviamente, il bagaglio informatico che ci proviene dai media, ma soprattutto – come da post – dalla maniera in cui ci viene insegnata l’analisi matematica, che è meccanicista. I technocrati ci tengono più dei cardinali a tener separati i rapporti fra arte / letteratura e conoscenza. Ecco che si torna alla selezione delle grandi personalità scientifiche che hanno promosso un certo tipo di approccio all’osservazione della natura piuttosto che un altro (pascal, de fermat, nash etc.)

    Sul profitto vedo che ci siamo capiti benissimo, visto che dissi in precedenza su questo post. ‘Per tornare al profitto non ci resta che tentare di riacciuffare il senso (oggettivo) della qualità’

  92. diait Says:

    … ma vuoi vedere che alla fine ravamo d’accordo dall’inizio? Che roba. Un bel giro di peppe avremmo fatto. E comunque, su Michael Moore, Papa del Dissenso, Elliot Morris (autore del documentario su Abu Ghraib Standard Operating Procedure) ha detto: “Fahrenheit 9/11″ è un buon film, ma credo che rientri in una certa categoria, quella di chi predica ai convertiti. E’ diventato quasi una chiesa laica dove la gente può pregare insieme e attaccare gli infedeli di Bush. Una comunicazione partigiana a senso unico tende a richiamare un publico di credenti e a rafforzare quello in cui già credono, anziché indurre qualcuno a cambiare idea. Sottoscrivo al mille per cento.

  93. fabio painnet blade Says:

    , esser d’accordo non è cosa buona, genera omologazione (gioco a somma zero zero), perciò lunga vita alle incomprensioni se non si seppelliscono in sargofaghi di grassa ottusità.

    Ed io aggiungo: Se Moore parla tanto vuol dire che è funzionale ai sistemi che gli danno voce. Io lo paragono a beppe grillo. Tipi intellettualmente onesti ma puerilmente convinti che i modelli siano buoni e che sia solo una questione di mele andate a male. Bisogna porsi il problema che ci sia qualcosa sotto a far imputridire queste benedette mele e che pertanto bisogna rimuovere l’intero cesto non solo il suo contenuto marcio.
    Le loro ricette o le denunce sono assai comode e funzionali ad una certa interpretazione globale della politica sebbene deleterie per una fazione. perfetto quindi il concetto di ‘predicatori per credenti’.

  94. paolo f Says:

    Mi domando se l’attività di Beppe Grillo — fattosi milionario anche lui — possa essere assimilata a quella di Michael Moore: forse no, perché il movimento di Grillo parla anche a chi vota i politici tradizionali per indurre a non votarli più: quindi punta a fare nuovi proseliti.

  95. fabio painnet blade Says:

    Il paradosso delle mele marce e del cestino non dev’essere stato sufficntmnt comprensibile. volevo dire che i politici ‘tradizionali’ , in realtà, non sono affatto tali perché altrimenti farebbero politica che è altra cosa rispetto alle macchinazioni che si sono organizzati. Ancora una volta a monte dev’esserci stata una confusione di significati. Però non credo che una generazione di santi risolverebbe i problemi di un’economia globalizzata (omologante) che pertanto attraverso pressioni esterne finirebbe per portare gli stessi attuali condiz.economici. La politica e il senso dell’autonomia degli stati e della autodeterminaz. dei popoli è un concetto (tradizionale) andato perduto con la delega internazionale dell’autorità agli istituti economici. Siamo insomma proiettati nel vortice di un sistema che determina a tavolino le politiche, i flussi economici e i comportamenti sociali. Siamo in pieno meccanicismo determinista entro il quale i criteri di probabilità (aritmetica non quantistica*.) inducono a formulare modelli di sviluppo precisi. In questo senso il documentario di nash , poco più sopra a questi commenti, sembra dire qualcosa di importante.

    *la differenza è semplicissima

  96. fabio painnet blade Says:

    Accidenti s’è fatto tardi, il dovere mi chiama. è stato un piacere.
    Buona domenica a tutti,

  97. Lucio Angelini Says:

    @fabio. eh, sì, dopo 47 commenti a uno stesso post avevi proprio diritto a un po’ di riposo*-°

  98. Anonimo Says:

    ciao,fabio.lavoro in campo riabilitativo da circa vevti anni.volevo avere,se possibile, una tua opinione su cio che concerne la simmetria e l’asimmetria del passo.alessandro

  99. diait Says:

    fabio, secondo me questo giovane fisico (e surfista) americano che ha formulato una sua “Teoria del tutto” può interessarti. Ho incrociato il suo sito qualche anno fa, facendo ricerche su Faynman, e l’ho trovato fantastico. Qui la sua conferenza (20 minuti) al TED, sottotitolata in italiano. http://www.ted.com/talks/lang/en/garrett_lisi_on_his_theory_of_everything.html

  100. diait Says:

    (i sottotitoli italiano cliccando sulal selezione di lingue sotto la finestra del video)

  101. maria pia Says:

    http://www.corriere.it/cultura/12_aprile_23/di-stefano-le-classifiche-del-merito-pasolini_008d3bf6-8d11-11e1-a0b5-72b55d759241.shtml

  102. fabio painnet blade Says:

    Ehi Alessandro, quelle coordinate mi appartengono. Alludi all’articolo del prof Boccardi vero? POssibile esista qualcuno che ricordi ancora quei lavori? Sapessi poi, che ne è seguito… Soprattutto guai. Le cose migliori però le conservo in un corpo di lettere private. Interpellai tutti i capoccioni, dal centro di Bioingegn.di torino,al Prof Giaquinto,Prof Formica, collaborai con Carini (ricordi le vignette su R.O.? mi incontrai con Rinaldi, quello di Firenze, con vincenzo saraceni, alla sapienza, quell’altro che si diverte a organizzare i corsi in primavera, dove tutti se la spassano alla grande( altro che riabilitazione ). Insomma questi grandi baroni (i più grandi credo) mi hanno confermato, sebbene privatamente, i peggiori sospetti sulla famosa questione della valutazione del cammino. Quello che dicevo era verissimo, non so poi se i testi universitari sono stati modificati, ma ciò che riportavano era assolutamente falso (e tutti erano al corrente, peraltro). Inoltre all’epoca, scambiai alcune lettere con prof Perfetti: non ci credereai, ma se ora sto qua è colpa sua. Ma Dammi le tue coordinate, cosicché possa capire chi sei. Qua in mezzo mi sento un pesce fuor d’acqua. Vedi come mi trattano? ‘tuttologo’, ‘egocentrico’, dicono che faccio ‘ricette’ e pozioni, come gli stregoni.
    Sono galvanizzato dall’idea che qualcuno possa ever compreso alcune delle cose che dico. Perché non chiedi il mio indirizzo ad Angelini e mi mandi un email. Mi piacerebbe sapere come ve la passate in continente, coi guai che toccano tutto il settore. Scusa se sono così logorroico, ma leggere il tuo commento è stato come scorgere un’anima dopo giorni e giorni di deserto. Ho provato una sensazione stranissima quando hai scritto quelle parole magiche. Anche qui è tutta una questione di asimmetria, ma vallo a far capire a questi testoni!

  103. diait Says:

    Sono strafelice, fabio, che tu abbia trovato proprio qui, nelle pagine che lucio ti ha messo a disposizione, un interlocutore con interessi, passioni e sguardo più vicini ai tuoi. Non è fantastico? Quando frequentavo il forum di Fahrenheit (radio3), anni fa, ho fatto amicizie che durano ancora oggi. (mi sono commossa quando ho letto “Sono galvanizzato dall’idea che qualcuno possa ever compreso alcune delle cose che dico…”. Effettivamente, quando succede è piiuttosto “galvanizzante”!)

  104. fabio painnet blade Says:

    Riguardo all’articolo sulla graduatoria dei classici o quant’altro, riportato gentilmente da M.Pia, credo sia inutile soffermarci su quegli esempi, se non abbiamo idea di come siano stati definiti i parametri della graduatoria in questione. la fitta discussione che ci precede ha esacerbato un problema di fondo che riassumo in due parole: da un lato esistono criteri standardizzanti (e sono la maggior parte, perché derivano da un vizio di ‘inculturazione’ passiva,) , dall’altro esiste un modo per relazionarci al reale, ma se questa modalità (ho citato fra l’ilarità dei presenti chiare posizioni di Heisenberg) prende le distanze da qualsivoglia logica aritmetica, puoi immaginare quanto si allontani da analoghe trovate di intellettuali che ignorano determinate premesse .
    I parametri da loro introdotti suppongo non diffeeriscano molto da quelli (oggettivi?) che tentò di promuovere la vecchia redazione di vibrisselibri. Nei confronti di quei tentativi davvero poco meditati, suppongo valga ancora il giudizio che ne diede angelini e che reputo ancora valido nei confronti di una pseudo classifica (fra le tante) che pone pasolini e gadda in serie cadetta. No, qui s’è parlato d’altro, credo

  105. fabio painnet blade Says:

    grazie per la solidarietà diait. m’è parso che alla fine con te e paolo avessimo fermato alcuni concetti interessanti.

  106. diait Says:

    senz’altro. Se solo non mi fossero riscappati!
    D’altra parte, neanch’io riuscirei a interessarti veramente alle storie di famiglie che inseguo in giro per il mondo. A ciascuno il suo, con possibilità di incroci.

  107. fabio painnet blade Says:

    A ognuno il suo wilson

    “Wilson! Wilson!. Scusami, non volevo…”

    dal film Cast away.

  108. diait Says:

    non l’ho visto! Ma sottoscrivo.

  109. pirulix Says:

    …ma vallo a far capire a questi testoni!

    Wilson aka testa di cuoio aka fantoccio con cui monologare

  110. diait Says:

    ah, era un fantoccio.

  111. fabio painnet blade Says:

    ‘Era un fantocccio’
    Sì, anche la croce di Cristo in fondo è un pezzo di legno

  112. Lucio Angelini Says:

    @fabio. posso essere franco? non ho ancora capito in che modo proponi di misurare l’artisticità di un’opera. puoi riassumere senza fumisterie? grazie.

  113. paolo f Says:

    Le fumisterie mi fanno ricordare i vecchi tempi, quando ero ancora una giovane promessa…

  114. Lucio Angelini Says:

    Facevi discorsi pretenziosi, ma inconsistenti?

    http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/F/fumisteria.shtml

  115. paolo f Says:

    Sì, ma quelli erano la conseguenza pratica delle potenti aspirate che si facevano attraverso la mano chiusa, con la canna piazzata fra mignolo e anulare.

  116. Lucio Angelini Says:

    Acqua passata non macina più:-)

  117. diait Says:

    non trovo fabio “pretenzioso”. Non è un aggettivo che associerei a lui. Non al suo 97° commento. Si fa trascinare dal suo (proprio) discorso, ti acchiappa per il bavero se non lo stai a sentire, ci si butta, con un certo candore anche quando si confonde. No, pretenzioso no. Lo immagino “autodidatta” appassionato, in un luogo (fisico, geografico, non so) in cui trova pochi interlocutori.

  118. paolo f Says:

    Anch’io qui trovo pochi interlocutori: troppo occupati ad allevare galline, capre, pecore, buoi e maiali, e naturalmente a coltivare vigne e orti. Vaglieli a spiegare, a ‘sta gente, i nostri bisogni.

  119. Lucio Angelini Says:

    Il punto di partenza di Fabio è: “la rivoluzione quantistica è stata proprio l’affermazione di una metodologia supportata da criteri nuovi, non causali e non-standardizzanti”. A parte che non capisco se “causali” sia un refuso (= da intendere come “casuali”), Fabio non ci ha ancora spiegato come possa valutare un’opera d’arte se non in riferimento a relativissimi canoni estetici (propri di singole ed effimere correnti o fasi storiche) e al senso critico sviluppato da alcune persone particolarmente sensibili e colte, ma pur sempre suscettibili di essere contraddette da altre non meno sensibili e colte, a parità di opera esaminata.

  120. Lucio Angelini Says:

    P.S. Si pensi allo Zdanovismo:

    “Ždanov fu inflessibile nell’imporre il cosiddetto realismo socialista e nel liquidare ogni fermento di libertà essendo promotore di una serie di azioni atte a censurare la produzione artistica e letteraria in Unione Sovietica. Le opere NON CONFORMI AGLI IDEALI DEL PARTITO venivano accusate di “formalismo” e censurate; gli autori di queste “deviazioni” venivano ammoniti pubblicamente; l’opera Lady Macbeth del distretto di Mzensk, del celebre compositore Dmitrij Šostakovič venne pesantemente accusata nel gennaio del 1936 tramite un articolo apparso sulla Pravda, intitolato Caos anziché musica. Il triennio detto Ždanovščina (“Era di Ždanov”, 1946-48) segna il culmine di questa situazione di controllo e repressione…” (Wikipedia).

    Certo, lì il bello dell’arte coincideva con l’aderenza agli ideali del partito. Scientificissimo. Epperò…

  121. fabio painnet blade Says:

    stavolta non posso rispondere di getto. purtroppo sono alle prese con una brutta nevralgia. fra un attesa e l’altra però mi organizzerò una risposta.

    @’causali’= soggiacenti al criterio di causa effetto. Un principio ultradeterministico vuole che tutti gli effetti siano prevedibili a conoscerne le cause. Il ‘tempo’ quindi è/sarebbe una variabile ininfluente perché al riprodursi delle medesime condizioni non influirebbe sulla formula che consentirebbe di calcolare con precisione l’effetto desiderato (o la posizione e la velocità della particella a in un tempo t2 direbbero i fisici) .
    ma noi non siamo fisici perciò possiamo arrivare tranquillamente a capire questo fenomeno con i mezzi a disposizione. Anziché studiare i trattati di margerita hack saraà dunque sufficiente fare un gioco o ragionare su quello, come ha fatto Nash. il gioco che io propongo per comprendere l’influenza della variabile tempo è il lotto.
    Il principio della causa-effetto riguarda le basi della meccanica classica che considerano quindi la reversibiità. temporale. La meccanica quantistica, capovolge letteralmente questi principi fondanti introducendo fra le altre strutture il principio di irreversibilità temporale, cioè il tempo non è reversibile, determina quindi esso stesso le condizioni. ma e il tempo è un fattore condizionante ecco che salta il principio di causalità perche senza tener conto del tempo non è sufficiente conoscere le cause originarie per prevedere un fenomeno. Capite dunque perché storielle come quella del big bang diventano favole per bambini?

  122. fabio painnet blade Says:

    in quanto alla ‘ricetta’ che mi chiede angelini per non incorrere in inutili fomentazioni umoristiche, gli dico subito che non ce l’ho perchè non è una formula secca che può aiutare questa difficile intesa fra culture contrapposte. Non ci possono essere parametri definitivi su nulla. Perfino la scienza deve sapere cosa vuole misurare di un passo prima di farlo. Quando ha creduto di poter capire se una condotta sulla base diun numero può esser definita solo ‘migliore’ o peggiore’ di un’altra , ha rimediato solenni figure di merda. Quindi prima di proseguire dev’esserci un’intesa comune sul significato (orientamento) da dare alle opere che si vuol comparare. Ci tengo sia chiaro però che la cinematica deambulatoria, cioè il cammino umano, non è una rappresentazione scelta a casaccio. Perchè dunque credete sia possibile (e coerente) misurare il modo di camminare di un essere vivente mentre ritenete inadatto applicare un criterio ‘relazionante’ a un prodotto artistico?
    .Qualsiasi valutazione non può essere generalizzata: migliore o peggiore, ma richiede un orientamento di indagine che, come avviene (dovrebbe avvenire ) nelll’arte consentta di esaltare la possibilità di afferrare relazioni (similitudini, differenze etc.) con la realtà.
    Qusta è una premessa di cui nessuno tiene conto.

  123. Lucio Angelini Says:

    Insomma siamo di nuovo al punto di partenza. In attesa che la scienza arrivi a misurare l’arte e il grado di “piacere estetico” che è in grado di fornire a fruitori fra loro diversissimi, non ci resta che continuare a goderne secondo la nostra individuale preparazione, sensibilità e cultura.

  124. fabio painnet blade Says:

    L’esempio dello zdanovismo è attinente. in quel caso, siccome gli intellettuali (secie quelli in siberia) non erano certo nelle condizioni di fornire un loro criterio di orientamento qualitativo, l’autorità ha introdotto il proprio. Le differenze fra quei tempi e i nostri,sono minime, racchiuse perolopiù nell’atteggiamento degli intellettuali, non in quello dell’accademia che è invece il medesimo. I nostri letterati un criterio, di loro spontanea volontà, l’hanno scelto. Peccato che sia lo stesso dell’autorità dominante, peccato che non corrisponda ad un principio di orientamento comune definito a prescindere dai parametri economici.
    il criterio che va per la maggiore è quello della somma di opinioni di un gruppo di addetit ai lavori. Più son famosi costoro più il loro giudizio viene popolarmente ritenuto indicativo e attendibile. Ecco dunque che classe intellettuale e autorità dominante si ritrovano perfettamentesulla stessa linea d’intesa. Chi non è con loro sta ai margini. Grosse differenze dalla russia stalinista non ce n’è a parte l’assoluta mancanza di denuncia da parte di una vile classe intellettuale. ma credo sia il momento di fare qualche esempio su questo benedetto criterio di orientamento della ricerca tanto caro agli illuministi, peraltro.

  125. Lucio Angelini Says:

    @fabio. ok per la parte destruens. ora passa alla construens. grazie. se no discutiamo del sesso degli angeli.

  126. diait Says:

    il criterio che va per la maggiore è quello della somma di opinioni di un gruppo di addetit ai lavori. Più son famosi costoro più il loro giudizio viene popolarmente ritenuto indicativo e attendibile.

    perfetto! Anch’io aspetto di capire come se ne esca….

  127. fabio painnet blade Says:

    non se ne esce certo con una battuta!

    Una cosa però – prima di cominciare – mi preme specificarla.
    Le riflessioni che propongo alla tua/vostra attenzione, non riguardano me, non fanno parte di impellenti bisogni interiori da esternare ai quattro venti per il fatt che non trovino interlocutori, ma esattamente il contrario: sono spesso stralci di lavori lunghi e complessi formulati in gruppi di soggetti estremamente eterogenei . In questo lavoro annale, dove ogni elaborazione è frutto di un impegno comune, non vi sono quindi paternità
    nè individualismi illuminanti, nè io ho la pretesa di attribuirmene. Se trovate sensati alcune costruzioni lo dovete dunque al pensiero di tante persone che lo hanno messo a disposizione di altre. Posso dire che è la prima volta, questo sì, che introduco certi argomenti in rete, nonostante il premuroso suggerimento di non farlo. Più che altro sono incentivato dalla possibilità di individuare nuove prospettive o validi spunti a completamento di architetture teoriche spurie, attraverso le idee di una comunità virtuale che mi sembra affine all’area intellettuale umanista. Cerco cioè di mescolare culture e modi di intender attraverso l’acquisizione di figure e rappresentazioni diverse da quelle che conosco . Però non so ancora se ho fatto la cosa giusta.

    Questo metodo del ‘lavoro collettivo’, lo imparai da gruppi di giovani universitari dell’area marxista ortodossa, ma solo in seguito mi avvicinai all’opera e al contributo di alcuni teologi (curioso eh?). Mi sono accorto che il confronto potrebbe arricchirsi enormemente con l’apporto
    di prospettive e punti di vista per me sconosciuti o con cui ho sempre faticato ad intendermi, ma chissà che proprio da questo contrasto non prendano spunto relazioni teoriche inattese.

  128. Lucio Angelini Says:

    @fabio. da amico ad amico: su arte, Dio, religione, bellezza, esperienze mistiche… non c’è scientificità possibile. non fare come il lupo pignolo, che perde il pelo ma non il vizio di cercarlo nell’uovo.

  129. Lucio Angelini Says:

    P.S. E’ comunque possibile che a certe esperienze estetiche, mistiche eccetera corrispondano precisi biochimismi del cervello, sulla verifica dei quali non ho alcuna possibilità di indagine. letterato fui!!!:-(

  130. fabio painnet blade Says:

    Quello che scriverò forse ci farà capire meglio i punti che condividiamo di questo discorso che per il vero tu riconduci sempre a una retorica spicciola, da filmino hollywoodiano, per l’appunto.

  131. Lucio Angelini Says:

    Perfetto. Attendo fiducioso “quello che scriverai”. Sperando che sia meno fumoso di quanto hai già scritto.

  132. fabio painnet blade Says:

    Dai invece l’idea di agganciarti all’ultimo commento senza aver letto nulla di quanto precede, perché continui a chiedere cose su cui perfino paolo ha concordato inoltre, non fai una sola domanda pertinente portandomi così a rimandare le conclusioni che poi dovrebbero riguardare un esempio bello e buono sulla possibilità di quantificazione, che mi chiedi. Ma se pensi possa fornirti una formuletta magica su cui costruire il tuo umorismo qualunquista ti sbagli grosso Preparati dunque a una prolissa premessa, al termine della quale la domande te le farò io.

  133. Lucio Angelini Says:

    Amore, la mia prima tesi di laurea (“Forme di misticismo indotte chimicamente”) riguardò anche le ricerche del dottor Pahnke su Drugs and Mysticism. Costui si domandava se le esperienze ottenute con l’LSD fossero equiparabili a quelle del misticismo tradizionale.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Pahnke

    Drugs and Mysticism [PhD thesis] (1966)
    Drugs and Mysticism (1966)
    Implications of LSD and Experimental Mysticism (1966)
    LSD and Religious Experience (1967)
    The Psychedelic Mystical Experience in the Human Encounter With Death (1971)
    The Use of Music in Psychedelic (LSD) Psychotherapy (1972) with Helen Bonny

    Vorrà dire che la mia prossima tesi di laurea si intitolerà “Forme di piacere estetico misurabili secondo i parametri forniti da Fabio Painnet Blade”.

  134. pirulix Says:

    Riporto il commento dell’amico da cui avevo mutuato il link all’articolo del corriere che avevo segnalato millemila post fa:
    “Ecco cosa succede quando il”pensiero unico” impone i suoi parametri nel campo delle humanae litterae. Effetto grottesco, valutazioni ridicole, graduatorie vergognose. Il mondo a misura del ranking e dei WTI è la morte della cultura (e la fine delle Università così. come sono nate dieci secoli fa in Europa). Alessandro Iovinelli ( per sapere chi è basta googlare)

  135. Lucio Angelini Says:

    Concordo perfettamente. Non a caso sostengo che nel campo dell’arte ciascuno debba sentirsi libero di giudicare secondo la propria soggettività. Non c’è oggettività possibile. A Fracchia il tanto celebrato “La corazzata Potemkin” parve “una boiata pazzesca”, come ricorderai:-)

  136. diait Says:

    Un esempio concreto su cui, fabio, vorrei il tuo giudizio sul giudizio da dare (e lo dico senza polemica, per autentica curiosità visto che mi sembra chiaro – più o meno – che ci hai riflettuto più di me su questa cosa) è il film di Sokurov premiato a Cannes come un capolavoro, “Faust”. Siccome in astratto faccio fatica a ragionare, se lo hai visto, si potrebbe partire da quello e rifare il percorso di come funziona un approccio più “scientifico” al giudizio.

  137. diait Says:

    p.s. per maria pia. Il punto – come segno di interpunzione – erratico è una specie di tuo marchio? (anche qui, lo chiedo per semplice curiosità)

  138. paolo f Says:

    Lucio: non era Fracchia (personaggio televisivo), ma Fantozzi (personaggio prima letterario e poi cinematografico).

  139. pirulix Says:

    diait, ti amo! ;-)
    No, il punto “casual” è dovuto al fatto che scrivo sulla tastiera tattile dello smartphone, dove il punto è vicino al tasto della barra spaziatrice (se chiamasi così … )

  140. Lucio Angelini Says:

    @paolo. ooops. alla faccia del mio “come ricorderai”:-)

  141. diait Says:

    x pirulix: ahahahahahaha E io che ci vedevo un gesto postmoderno o roba del genere, o una specie di ribellione da punkabestia, o altro.
    Te possino. Ma ditemele ‘ste cose, no? Io c’ho un cassabanco per cellulare, marca Anticaje & Petrella.

  142. paolo f Says:

    x diait (ot): te piace l’imitazione der sindaco fatta da Max Paiella?

  143. diait Says:

    io max paiella (immenso) lo seguo al Ruggito del coniglio, perché la mia religione (e i miei timpani – perché urla sempre agitando le braccia?) mi impediscono di guardare la Dandini. Fantastico quando fa Alemanno! Ma era grande anche quano faceva Minzolini.

  144. paolo f Says:

    Io l’ho visto dal vivo col Ruggito al teatro Diego Fabbri di Forlì.
    Fantastico: tra un’esibizione e l’altra si strappava i peli dal petto e li gettava alla platea adorante.

    A un certo punto, quando passavano col microfono m’era venuta voglia di apostrofarlo dicendo: “Aho’, lo sai che il Fiume Sacro (il Tevere) nasce qua, sopra Cesena? Tiè, beccate questa!”

  145. diait Says:

    ahahaha! sei un mito, sei stato al Ruggito and friends live! Io pensa che ci potrei andare tutte le settimane, a roma, e non ci vado mai. Rimando sempre. Una volta ho conosciuto un “Rassegnato stampa” (rubrica di qualche anno fa del Ruggito). Mia sorella è stata in studio, lei sì, invece, e mi ha fatto fare un autografo da Presta, che tengo appeso. “Con molta simpatia”. “Molta”, capito?

  146. diait Says:

    Dopo Feynman, Flannery O’Connor e RD Laing, nel mio pantheon c’è il Ruggito.

  147. diait Says:

    per i non romani, Anticaja e Petrella era un rigattiere di Campo de’ fiori. Che poi purtroppo ha chiuso (se non sbaglio). Ci lavoravano certi soggetti incredibili. Tra cui Iaio e Er tapparella. vedi sotto:

  148. paolo f Says:

    Ammappete! Io mi sono accontentato di conservare la bandierina.

  149. diait Says:

    Che comunque è il biglietto d’ingresso nel mio pantheino!

  150. Lucio Angelini Says:

    Basta baccano! Vi richiamo al tema fabiesco e all’ordine.

  151. paolo f Says:

    Giusto, in effetti eravamo andati fuori tema:-/
    Aspettiamo dunque le argomentazioni fabiesche…

  152. fabio painnet blade Says:

    Ecco appunto, però qui ogni volta scorrere 150 commenti è una palla.
    Perchè non inauguriamo un nuovo post al seguito di questo? Magari come foto potresti inserire l’altro lato della facciata liberty, di cui ti ho chiesto tempo addietro. Anche perchè ho notato che alcune domande sono ripetizioni belle e buone a cui dovrei rispondere con nuove ripetizioni. Vabbè che, repetita iuvant, però in un altro post aiutano meglio.

  153. Lucio Angelini Says:

    Manda alla redazione di cazzeggi letterari un testo comprensibile con quesiti ben impostati e obiettivi chiari. Vedrò di convincerla a pubblicarlo.*-°

  154. fabio painnet blade Says:

    ma che parametri di scelta utilizza la redazione?

  155. diait Says:

    E fai esempi concreti, fabio, per i non-possumus cognitivi come me.

  156. fabio painnet blade Says:

    Attendo la risposta di angelini. nuovo post o no?

  157. diait Says:

    no, angelini ti ha detto di spedire un breve testo in cui riassumi i punti chiave della teoria, cercando di semplificare e ridurre all’osso il possibile. Così, chi vuole interviene in quel post, commentando.

  158. diait Says:

    cioè, lui lo pubblica come Post/Articolo da commentare.

  159. fabio painnet blade Says:

    Direttore angelini, confermi?

  160. Lucio Angelini Says:

    Se non rifriggi il già fritto e non accusi chi espone il proprio punto di vista di “retorica spicciola da filmino hollywoodiano” (???), sì.

  161. fabio painnet blade Says:

    Certo che mi tocca bell’impegno. Tutti a cazzeggiare a destra e a sinistra, ed io relegato nel mio angolino virtuale, castigato e obbligato a comporre il compitino per casa impartitomi da maestro Lucio che non vuol sentir parlare di ‘sesso degli angeli’. Detto da uno che si chiama angelini fa veramente ridere. lasciatemi il tempo di rileggere, una volta
    tanto, e spedire.

  162. paolo f Says:

    Noi, intanto, si cazzeggia, mentre tu lavori…;-)

  163. Lucio Angelini Says:

    Leggendo tutti questi commenti, ad alcuni è venuto il dubbio che il vero cazzeggiatore sia proprio Fabio*-°

  164. fabio painnet blade Says:

    PAINNET BLADE Egocentrico.
    – da inoltrare alla solerte redazione di CzLt:

    E vaiiiiii! con un nuovo giro di giostra. Minchia! C’è da diventar matti come voi a leggere gli ultimi commenti del primo post sulla valuta-zione di un’opera d’arte (UN CONTRIBUTO DI CESARE PASTORINO ALLA CINEMATICA DEAMBULATORIA DI FPBLADE).

    Terrò conto solo di alcune proposte. Ovviamente, non si può correr dietro a tutti sti’ sbalzi di memoria, ste’ ripetizioni, ste’ confusioni senili. Ma io non mi scoraggio e mi presto al gioco dell’animatore o del ri-animatore della memoria. La pazienza non mi manca, dati
    i trascorsi professionali.
    Questa massima per esempio è stata ripetuta allo sfinimento:
    ‘… su arte, Dio, religione, bellezza, esperienze mistiche… non c’è scientificità possibile… e data la solennità del tono mi ero già permesso di consigliare una visitatina agli scritti di un certo Werner Heisenberg. Mi si disse in quell’occasione che l’opinione di un premio Nobel in democrazia vale quanto quella di un fesso, quindi ho preferito glissare per non risultare offensivo. Però nulla mi vieta di cercare di capire le parole di una delle più brillanti menti del vente-simo secolo piuttosto che quelle di uno, o più, fessi di passaggio.

    il punto di cui nessuno sembra tenere nella giusta considerazione è che viaggiamo in un sistema abituato a diffondere significati spesso ambivalenti per uno stesso concetto.
    Abbiamo condiviso in precedenza (vedi prima parte del post) alcune ovvie obiezioni su autori e registi che giungono alle luci della ribalta dopo una selezione non necessariamente polarizzata su valutazioni di merito, quindi secondo i criteri di una GRADUATORIA di genere ‘artistico’ del tutto arbitraria. eppure nessuno sembra farci caso, nessuno si lamenta. Basterebbe questa semplice consapevolez-za per rifiutarsi di entrare in una qualsiasi sala cinematografica, o persino di frequestare la scuola dell’obbligo senza prima aver compreso la motivazione coerente per ogni assurda selezione imposta sui testi o sui temi della programmazione didattica, invece…
    Invece abbiamo visto che la storia, i suoi protagonisti, la cultura, i poeti,i nomi degli stessi scienziati che ci propinano in ogni lezione scolastica o radio-televisiva,indifferentemente, derivano da una classificazione faziosa. Gli stessi autori o le loro opere vengono sottoposte a un continuo giudizio selettivo da quattro teste di baronetti ideologhi, prima di esser pubblicate sulle antologie scolastiche. Ma di quelle graduatorie,’artistiche’ a tutti gli effetti (seppur con l’alibi della didattica formativa), nessuno si lagna.
    Abbiamo visto che tutto quanto ci viene dato da leggere, da consultare, da guardare al cinema o alla tivù, proviene da una selezione non priva di occultamenti e boicottaggi. La cultura passa cioè dalla volontà e dalle preferenze di un entità censoria avezza a formulare una classifica dietro l’altra a proprio gusto per poi propinarla al prossimo come fosse nettare degli dei. Ma qui si continua a sostenere che l’arte o la bellezza non si possono misurare: cazzo! ma ancora nessuno s’è accorto che arte e bellezza vengono misurate e soppesate ovunque? Eventualmente, se non siete d’accordo, non è a me che dovete rivolgervi! Entrate in una pinacotaca qualsiasi, e cominciate ad urlare: chi ha disposto i quadri in quella maniera? Chi ha deciso i testi e le immagini sui depliant e
    sui cataloghi all’ingresso? chi ha deciso queste preferenze?
    Tutto insomma è frutto di graduatorie arbitrarie volte ad orientare il nostro gusto e qui mi si viene a dire che l’arte non si misura? stupidi luoghi comuni! Se davvero l’arte non si può misurare rifiutiamola in blocco, giriamo alla larga dai musei e bruciamo i grandi altari pagani
    consacrati ai modelli della cultura accademica, perché fino ad oggi ci hanno solo preso per il culo.

    virgolettami pure questa pappardella di prologo se non ti viene nulla di meglio, poi accoglierò garbatamente l’invito che mi è stato fatto di passare agli esempi e alle formulazioni concrete.

  165. fabio painnet blade Says:

    ci sono lo stesso due o tre errorini eh?

  166. fabio painnet blade Says:

    così ‘lavorate’ un po’ anche voi

  167. Lucio Angelini Says:

    “Invece abbiamo visto che la storia, i suoi protagonisti, la cultura, i poeti,i nomi degli stessi scienziati che ci propinano in ogni lezione scolastica o radio-televisiva,indifferentemente, derivano da una classificazione faziosa”.

    Più che faziosa, soggettiva. La storia, per esempio, in genere, viene raccontata quasi sempre dal punto di vista dei vincitori, e rivisitata continuamente perché si adatti a sempre nuove esigenze (fai raccontare la storia dell’unità d’Italia da un Leghista del Nord, e te ne accorgerai; o la storia del nazismo da un reduce dei lager, anziché da un fan di Hitler… ). E con ciò? Proponi un Comitato di Premi Nobel (premi assegnati anch’essi sulla base di pareri inevitabilmente soggettivi) che facciano passare attraverso un loro scientificissimo IMBUTO tutta la produzione estetico/artistica accumulatisi fin qui per stilare nuove classificazioni di merito? Suvvia, non cadiamo dalla padella nella brace.

  168. fabio painnet blade Says:

    La discussione è proprio questa. Se non ci fosse nulla da discutere che post sarebbe? cmq correggi quei due refusi se li hai visti..

  169. paolo f Says:

    Caspita, ma questa è anti-cultura!
    Proprio oggi il Presidente Napolitano ha tuonato contro i demagoghi dell’anti-politica — vedi Grillo che vuol dare alle fiamme tutto quanto — e ci ha ricordato che senza i partiti politici non si può vivere. Come la mettiamo?

  170. diait Says:

    Io sono ancora a quel viaggiamo in un sistema abituato a diffondere significati spesso ambivalenti per uno stesso concetto – che non ho capito a) cosa significhi; b) cosa ci faccia lì appeso, senza un prima e un dopo a cui raccordarsi.
    Ho ancora due pagine da tradurre entro stasera, però, quindi devo rimandare il resto a domani. Magari, fabio, se ci riesco, te lo edito in una versione semplificata per menti più letterali e semplici.

  171. diait Says:

    p.s. però mi sembra che lucio banalizzi un po’ troppo il discorso di fabio, senza cercare – forse – di entrare nella sua cornice. Il frame!!!!!

  172. diait Says:

    p.p.s. anche perché per ora ce sta solo la cornice…

  173. pirulix Says:

    Come tutti ben sapete non esiste il Nobel per la matematica, a proposito di. Nobel… e come mai?

    http://www.focus.it/curiosita/storia/perche-non-esiste-un-premio-nobel-per-la-matematica-_C39.aspx

  174. paolo f Says:

    Ora che mi fai riflettere sul frame: sta’ a vedere che tutta la controversia fra Lucio e il waso ming deriva proprio dal rifiuto del primo d’inserire i ragionamenti nel frame proposto dal secondo…

  175. diait Says:

    infatti!
    cioè, lucio doveva uscire dalla propria cornice, e entrare in quelal di wm1, dove però si sarebbero presi a botte, e te saluto. Sempre così finiva.

  176. fabio painnet blade Says:

    Qui non finirà un bel niente, Si tratta di cominciare, non di finire.

  177. pirulix Says:

    :-O
    PAUUURA! ;-)

  178. pirulix Says:

    @pa’ & diait, il *frame* di wm è fragilissimo e non ha retto al soffio ironico di Lu'; inoltre per *fare a botte* con wm basta pronunciare tre paroline: “non sono d’accordo” che scatenano in automatico l’ira funesta del soggetto.
    Dalla sua wm ha, però , una proprietà di linguaggio e una chiarezza espositiva magistrale al punto da poter far passare come genialate le ovvietà infiocchettate -o asteriscate che dir si voglia – come chissà quale discorso critico originale e innovativo.
    Fpb in oltre 150 monologhi in “politichese” non s’è capito che voglia dal povero angelini se non “fargli i chiodi”…
    Entrambi i soggetti, wm e fpb, sono privi di qualsiasi tipo di ironia e di disponibilità al DIALOGO con i soggetti che si scelgono come interlocutori.
    Fésso s. m. e agg. [dall’agg. prec., attraverso il sign. eufem. del femm. fessa nell’Italia merid.]. –Imbecille, sciocco; è soprattutto usato come ingiuria: un povero f.; fare il f.; fare f. qualcuno,ingannarlo. Come accr. scherz., o in tono di scherno, f. d’oro,personaggio sciocco oltre il credibile. ◆ Dim. scherz. fessac
    chiòtto.
    fpb, fa’ attenzione, all’uso dei vocaboli che scegli per connotare tuoi probabili interlocutori, posto chevtu ne voglia…

  179. diait Says:

    x fabio.
    La tua premessa mi ha convinto. Me la sono riscritta in un aversione “for dummies”, e spurgata dalle frecciatine, e devo darti ragione: perché cavolo non ci rifiutiamo “di entrare in una qualsiasi sala cinematografica, o persino di frequentare la scuola dell’obbligo, senza che prima qualcuno venga a spiegarci i criteri di merito in base ai quali vengono scelti film, testi e programmi”. E perché non ci mettiamo a urlare entrando in una pinacoteca, se alla fine sono quattro baronetti ideologhi a “misurare” e decidere quello che dobbiamo e non dobbiamo leggere, guardare e consultare? Bottom line is: l’arte e la bellezza sono GIA’ misurate tutti i giorni. E non è con fabio che dobbiamo prendercela. (Ottimo punto)

    Se esiste un modo per uscirne, voto a favore. Aspetto la pars construens dunque.

    p.s. Hai mai ascoltato “Castelli in aria” di Vallauri su radio3? In una puntata si chiedeva perché la gente non si ribellava e scendeva in piazza a fare dei roghi di Pilaquik (sorpresina del Nesquik), dal momento che quello che prometteva (farti fare tanti amici e divertirsi insieme) era clamorosamente falso. Buona domanda: perché la gente abbocca senza dire a?

  180. Lucio Angelini Says:

    La via d’uscita è una sola: che ciascuno si scriva i propri libri, si giri i propri film, si dipinga i propri quadri, si costruisca le proprie case… e via discorrendo. Perché diavolo fidarsi di chi si specializza in certe competenze?

  181. Lucio Angelini Says:

    P.S. Si cfr. il film “Io sono un autarchico”*-°

  182. diait Says:

    OTTIMO al cubo.

  183. diait Says:

    a che si riferisce il p.s. La tua è una citazione dal film? Che cavolo, io che sia una roba latina o un film, non le riconosco mai.

  184. Lucio Angelini Says:

    E’ il titolo del noto film di Moretti, che qui interessa appunto come titolo, più che per l’argomento trattato:-)

  185. diait Says:

    ah, era un p.s. al tuo commento – Chi fa da sé fa per tre. Ci arrvo tardino, ma alla fine, a forza di chiedere in che senso, ci arrivo.

  186. pirulix Says:

  187. Lucio Angelini Says:

    @pirulix. OK, il pezzo è giusto:-)

  188. diait Says:

    Io sono un autarchico era veramente fantastico. Se solo – qui da noi e in Francia – non si fosse proceduto al sistematico e indefesso pompamento dell’io del regista, negli anni, forse oggi farebbe cose ancora migliori!

  189. paolo f Says:

    Solo Lucio è assolutamente immune da ogni pompamento dell’io: potremmo lodarlo a oltranza, ma lui sempre umilissimo rimane!

  190. Lucio Angelini Says:

    @paolo. no sta’ a pijja per culo*-°

  191. diait Says:

    lucio è autarchico, e l’io se lo autopompa. Ottimo!

  192. Lucio Angelini Says:

  193. pirulix Says:

    Se solo – qui da noi e in Francia – non si fosse proceduto al sistematico e indefesso pompamento dell’io del regista, negli anni, forse oggi farebbe cose migliori

    Moretti è sempre stato pompatissimo. Lo salvava la bravura, anzi l’originalità dei suoi primi film. Sul resto d’accordo con quanto quotato.
    Sul fatto che forse Moretti avrebbe fatto cose migliori, boh… e qui ci sta bella bella la teoria sul ciclo creativo di un artista elaborata da paolo.
    Sull’autopompamento dell’io il numero 1 credo sia…
    idovinate chi? ;-)

  194. pirulix Says:

    Una riflessione che condivido:
    Gli stessi autori o le loro opere vengono sottoposte a un continuo giudizio selettivo da quattro teste di baronetti ideologhi, prima di esser pubblicate sulle ANTOLOGIE SCOLASTICHE. , scrive fpb (grassetto e maiuscolo soo miei).
    PAOLOOOOOOOO!
    non ti fa venire in mente niente?

  195. diait Says:

    Oh, ma vedete che eravamo d’accordo praticamente su tutto con fabio?

  196. pirulix Says:

    cioè, poteva risparmiarsi novemilasettecentocinquantadue post di tremiliardi di parole per cercare di convincerci? @.@
    ma nooooooo

  197. diait Says:

    eh, la prolissità rema contro la chiarezza.

  198. paolo f Says:

    Pirulix: quello che hai richiamato mi fa ricordare — letto da qualche parte — che la docente universitaria Giovanna Cosenza avrebbe inserito in un’antologia scolastica (non so se come testo o come indicazione di lettura) per gli adolescenti una nuova strepitosa e innovativa autrice: Lara Manni, che — detto per inciso — promuoveva abitualmente, di concerto con l’ineffabile giornalista che tiene il blog su Kataweb e scrive trafiletti su Repubblica.
    Me lo confermi, oppure ricordo male?

  199. paolo f Says:

    (ho sbagliato il grassetto, ahimé…)

  200. diait Says:

    Io, per capirlo meglio, me lo sono riassunto così:

    Affermazione di cui si discute:
    “… su arte, Dio, religione, bellezza, esperienze mistiche… non c’è scientificità possibile…”

    Premessa di Fabio
    “Abbiamo già condiviso alcune ovvie obiezioni su autori e registi che diventano famosi dopo una selezione basata non su valutazioni oggettive di merito, ma su una GRADUATORIA “artistica” del tutto arbitraria. Eppure nessuno sembra farci caso, nessuno si lamenta: quando basterebbe questo per rifiutarsi di entrare in una qualsiasi sala cinematografica, o persino di frequentare la scuola dell’obbligo, finché qualcuno non venisse a spiegarci i criteri di merito in base ai quali vengono scelti film, testi e programmi.
    Invece….

    Invece, come abbiamo visto, la storia, i suoi protagonisti, la cultura, perfino gli scienziati che ci vengono propinati a scuola o alla tivù sono il risultato di classificazioni faziose. Sono quattro baronetti ideologhi a decidere quali autori e opere meritano di essere inseriti nelle antologie scolastiche. Eppure, di quelle che sono a tutti gli effetti “graduatorie artistiche” (anche se con l’alibi della formazione didattica) nessuno ha obiezioni.

    In pratica, tutto quello che ci viene dato da leggere, studiare, guardare al cinema o alla tivù è frutto di una selezione che non si fa scrupolo di ricorrere a occultamenti e boicottaggi. La cultura, cioè, passa attraverso un ente censorio che sforna classifiche a getto continuo, per poi propinarcele come fossero oro colato.

    Ma se è vero – come qui si sostiene – che l’arte e la bellezza non si possono misurare, come mai nessuno si è accorto che arte e bellezza vengono già misurate e soppesate ovunque? Se poi non vi sta bene, non è con me che dovete prendervela! Entrate in una pinacoteca qualsiasi e mettetevi a urlare: Chi ha disposto i quadri in quest’ordine? Chi ha deciso testi e immagini stampati sui dépliant? Chi ha deciso cosa, e come?

    Se tutto, insomma, è frutto di graduatorie arbitrarie fatte apposta per orientare il nostro gusto, come si fa a dire che l’arte non si misura? Se davvero l’arte non si può misurare rifiutiamola in blocco: giriamo alla larga dai musei e bruciamo i grandi altari pagani consacrati ai modelli della cultura accademica, perché fino ad oggi ci hanno solo preso per il culo.”

  201. diait Says:

    1a errata corrige: “su quelle che sono a tutti gli effetti….”

  202. pirulix Says:

    Paolo, confermo eccome!
    Inoltre una riflessione della Lippa fa pendant con quanto scritto da fpb e da quanto.FATTO da giovanna Cosenza:
    “Provo a dire la mia, [...] Continuo a essere convinta che le due strade (immaginario e azione sociale e politica) si intreccino, e che la seconda non possa essere efficace senza la prima. Ma agire sull’immaginario significa rivolgersi in primo luogo ai ragazzi. [...] Significa non solo lavorare sulla loro cultura, a partire dall’infanzia, ma trovare, davvero, le parole per dirlo e persone disposte a dirlo. Persone di cui hanno stima. [...] Significa anche, però, che di narrazione si deve discutere, e non di interventi didascalici o politicamente corretti (e dunque destinati a essere poco efficaci). Significa che bisogna trovare il linguaggio, e provare a liberarlo da toni colpevolizzanti o, viceversa, vittimistici.”(Lippa)

  203. diait Says:

    resta preoccupante quell’agire sull’immaginario e la cultura dei ragazzi …. Io preferirei che non si agisse, che si uscisse dalla cornice pedagogica per cui B sta lì per riempire A di contenuti, e a cambiare sono solo i contenuti di cui lo si riempie.

  204. pirulix Says:

    diait, si in ree la prolissità non paga. Bisognerebbe essere brevi, concisi e sintetici.

    Interventi troppo lunghi rischiano di non essere lett i. E bisognerebbe mantenere un profilo basso, come ho avuto modo di.constatare.

  205. paolo f Says:

    Pirulix. In pratica, Loredana Lipperini sta teorizzando il modo in cui (attraverso anche le antologie scolastiche) manipolare gli adolescenti e “lavorare sulla loro cultura, a partire dall’infanzia”: un programma da Minculpop, quindi un ritorno al Ventennio.

  206. diait Says:

    Io punto molto sugli a capo, come bussola per orientare il lettore e consentirgli di prendere fiato. Almeno negli interventi in cui si cerca di spiegare qualcosa.

    Se, comunque, i concetti sono infilati in mezzo a frecciatine, allusioni e riferimenti ad altri discorsi troppo lontani o magari lasciati a metà, la faccenda si complica.

  207. diait Says:

    x paolo: la direzione in cui si muovono le varie commissioni “femminili” (pari opportunità, discriminazioni di genere, war on stereotypes, ecc.) sembra essere quella. Sostituire un arbitrio all’altro. Aboliamo la scuola pubblica, così le “nuove insegnanti” e i “nuovi approcci educativi” dovranno guadagnarsi il loro primato sul campo. Niente iscritti paganti, no party.

  208. pirulix Says:

    ps. Il lippapensiero è stato tratto da un suo post sul bullismo.

  209. diait Says:

    ah, ma il bullismo degli altri.

  210. paolo f Says:

    Io penso che questa attività e ideologia di irreggimentazione — e allora il discorso di fpb acquista un senso — siano inaccettabili.
    Loredana Lipperini conduce, seppure a fasi alterne per fortuna, un programma culturale sulla Radio Pubblica: questa persona prende i soldi dei contribuenti per condurre e rafforzare le sue attività, fra cui quella di agire sull’immaginario e la cultura dei ragazzi, e attua iniziative editoriali interessate che secondo molti perseguono intenti privatistici.
    Questo è inaccettabile. Dunque la Radio Pubblica deve prendere qualche provvedimento, per preservare e difendere i diritti dei suoi utenti e della cittadinanza in generale.
    Per inciso, conosco molti ascoltatori di Fahrenheit che, quando la conduzione è affidata alla “giornalista” che scrive trafiletti per Repubblica, non lo ascoltano.

  211. diait Says:

    forse il problema è la radio pubblica. Tra i conduttori di fahre apprezzo Giartosio (impeccabile) e Cimatti (schieratissimo, ma senza infingimenti, sornione quel tanto che basta).

  212. paolo f Says:

    Per rinfrescarci la memoria:

    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/06/09/libri-di-e-sulle-donne
    Torno, invece, su un romanzo cui era già stato fatto cenno, qui e su Carmilla, nei mesi scorsi: si tratta di Esbat di Lara Manni, appena uscito per Feltrinelli. Romanzo che ha la già sottolineata particolarità di provenire dal mondo delle fan fiction: del resto, il passaggio dal fandom alla carta stampata comincia a divenire frequente in altri paesi.
    L’altra particolarità di Esbat, però, è che si tratta di un horror al femminile, scritto da una donna e con donne protagoniste: caratteristica piuttosto rara, soprattutto in Italia. Altre informazioni qui.”

    “Seguo con interesse la vicenda Lara Manni da quando ho scritto una scheda sulle fan fiction per un’antologia destinata al biennio delle superiori. Antologia in cui ho menzionato il caso, perché meritava.
    Ho comprato il libro, che ho appena cominciato a leggere, o meglio a rileggere perché avevo già sbirciato i vari capitoli in rete (non bene né in modo sistematico, ma abbastanza da apprezzarli e… sapere come va a finire ).
    Noto ora, con grande piacere, che l’autrice ha fatto un lavoraccio di content editing e riscrittura, rispetto alle versioni on line, davvero notevole. Brava.”
    *Postato martedì, 9 giugno 2009 alle 1:31 pm da Giovanna Cosenza

    “Aggiungo un’osservazione da novizia del genere horror (devo a Loredana e Wu Ming 1 l’iniziazione a King… ehm… solo un paio di anni fa, lo confesso).
    La cosa che più ho apprezzato di Esbat è il fatto che possa essere letto a più livelli e in modo trasversale: c’è la vita, l’amore, la morte. C’è l’interazione fra diverse generazioni. C’è la paura di invecchiare. Ci sono i problemi dei ragazzini con il loro corpo. C’è l’attualità. Per questo secondo me il libro ha molti potenziali lettori, diversi per gusti, età, provenienze, competenze, abitudini di lettura. Fra l’altro si legge in un fiato.
    Chiudo qui perché ho la coda di paglia: non sapendone abbastanza di horror (a parte King, che peraltro amo per motivi analoghi, mutatis mutandis), non vorrei dire troppe ovvietà.”
    *Postato martedì, 9 giugno 2009 alle 1:46 pm da Giovanna Cosenza

  213. diait Says:

    Se scrivi libri, collabori a testate, gestisci un blog e conduci una trasmissione radiofonica è normale che un’attività rinforzi l’altra. In questo non ci vedo niente di male. Non so Lipperini, ma Cimatti ha pubblicato tanti libri suoi, di cui non ho mai sentito parlare a Fahrenheit. In questo senso, è solo un peggior promotore di se stesso. Non usa molto la rete, quasi per niente, e riserva le sue energie per l’attività accademica (insegna all’università) e di ricerca. La questione della radio/tv pubblica, però resta. Mi dà fastidio quando chi la fa ne parla come di radio/tv di servizio, per tutti, come se le altre radio non facessero informazione, servizio eccetera, appunto, per tutti altrettanto bene, male o meglio. Io oggi ascolto radio24 e ne sono soddisfatta, a costo zero.

  214. Lucio Angelini Says:

    Vedo che il nuovo post sulla ciclovia delle isole vi è piaciuto molto:-)

    P.S. Mentre voi chattavate, sono stato in spiaggia qui al Lido e ho pure fatto il bagno.

  215. diait Says:

    scusa se non ti abbiamo pompato nei cinque minuti che eri via.

  216. Lucio Angelini Says:

    ah ah ah. nessun problema. come hai detto sopra, io mi auto-pompo.

  217. pirulix Says:

    Lu’ , io *chattavo* mentre ero dal parrucchiere a
    … restaurarmi le chiome…
    diait, non ci trovo niente di male nell’autopromozione.
    Trovo singolare che Giovanna Cosenza, notoriamente culo e camicia con Loredana Lipperini, inserisca Lara Mani (presunto pseudonimo fake di Lipperini) in una scheda di antologia scolastica per il biennio delle superiori della nota e credibile Zanichelli spacciandola per un “caso letterario di una giovane sconosciuta giunta alla pubblicazione scrivendo fan fiction. Se non è questo voler influenzare il pensiero dell’ adolescenza cui è destinato. il testo in questione… sto. testo andrebbe corretto, forse…

  218. Lucio Angelini Says:

    @paolo. penso che farò un post intitolato “GIOVANNA COSENZA INCENSA LOREDANA LIPPERINI”, usando le tue tracce… se mi permetti.

  219. paolo f Says:

    scheda di antologia scolastica per il biennio delle superiori della nota e credibile Zanichelli spacciandola per un “caso letterario di una giovane sconosciuta giunta alla pubblicazione scrivendo fan fiction“:

    Su questo specifico punto, vi informo che con le associazioni dei consumatori stiamo valutando l’adozione di provvedimenti, primo fra tutti la costituzione di un “comitato di difesa” contro la pubblicità ingannevole.

    (E chi vuole intendere intenda:
    Segnalo, per ora non on line, l’intervento di Giulia Bongiorno sul Corriere della Sera di oggi a proposito di stalking e diffamazione via Internet. Argomento di cui si è discusso ieri e su cui molte blogger stanno iniziando a prendere, fin qui singolarmente, provvedimenti. Perché sta, in effetti, diventando urgente.”)

  220. paolo f Says:

    Altroché se permetto, ci mancherebbe.

  221. diait Says:

    Lucio e Paolo, lasciate perdere. Io non ho i soldi per pagarmi un avvocato, quindi passerò la mano, stavolta. Mi ci manca solo la class action Mondo contro diait.

  222. paolo f Says:

    Vinceresti tu, cosa credi?

  223. diait Says:

    p.s. seriamente, però, l’accanimento contro i soliti noti non lo capisco più, oltre un certo limite. Se diventano un’idea fissa, hanno comunque “vinto loro”. Vale anche per me, naturalmente, quando mi fisso su certe cose, e poi mi rendo conto del tempo che ho buttato a pensarci.

  224. diait Says:

    guarda, il mese scorso ho avuto un incidente in motorino e mi sono rotta un braccio perché un cretino è uscito con la sua auto in retromarcia senza guardare nello specchietto. Per poche ore, la mia assicurazione – appena pagata, anche se in ritardo – non mi copriva. E nonostante il torto marcio dell’altro, e il fatto che in quarant’anni non ho fatto un incidente uno e ho sempre pagato miliardi di assicurazione per il mio cinquantino, me la sono presa in saccoccia. Per un mese non ho potuto lavorare, quindi guadagnare (perché sono una partita iva), e tanti saluti. Nel frattempo avevo mamma in ospedale, ad aggiungere il doppio dolo alla beffa. Le cose a me mi vanno così, in genere. Una causa per diffamazione non me la auguro di certo. E perderei eccome. In aula mi farei prendere da un attacco isterico e sfanculerei qualcuno, e finirei dentro per oltraggio o intralcio alal giustizia, per esempio.

  225. paolo f Says:

    Sante parole. Ma stai facendo castelli in aria: su, rilassati e respira. Ooommmm…

    In fondo non è successo niente. Si sta discutendo e basta, come quando si discute di politica. Vuoi mettere con tutto quello che s’è detto di Silvio Berlusconi? Qui si sta parlando di Antologie scolastiche e di possibili (ripeto: possibili abusi su un bene pubblico che è la Scuola. Non mi sembrano cose su cui dover per forza tacere per non dispiacere a qualcuno.

  226. paolo f Says:

    Ora, in pratica, si sta discutendo di questo:

    http://giovannacosenza.files.wordpress.com/2008/10/narrazioni-in-rete-di-gcosenza-per-zanichelli.pdf

    che non è un documento prodotto da me, e nemmeno prodotto da te, ma è prodotto da chi se ne assume interamente la responsabilità.
    Dunque discutiamo su una cosa prodotta da altri, non ne siamo noi gli artefici: per questo, trattandosi di qualcosa che riguarda la Scuola Pubblica, bene di tutti, ne chiediamo conto.

  227. diait Says:

    sì, capisco. Ma sai di quante cose dovremmo chiedere conto ad libitum, data la prevalenza del “pubblico” in tutti i campi (e dove c’è pubblico, pare, c’è magagna…)

    Nel frattempo, potremmo anche chiederci: se uno di noi, poniamo, fosse tra i destinatari dell’attenzione e della promozione toccata ad altri, in questi e altri blog che non ci piacciono particolarmente, sarebbe altrettanto solerte nel denunciare, sottolineare, chiederne conto?

  228. paolo f Says:

    A quanto ne so, l’uomo cerca sempre di fare i propri interessi, nel piccolo e nel grande: sembra essere una disposizione naturale.
    Un possibile discrimine è: farlo rispettando la deontologia oppure non rispettandola. C’è chi sceglie la prima via, c’è chi sceglie la seconda.

  229. diait Says:

    la prima via dev’essere molto poco battuta mi sa… Anche perché la mente umana è molto creativa, e come ci insegna fabio, la deontologia si può sempre riformulare e reinterpretare a proprio uso e consumo.

  230. pirulix Says:

    la deontologia si può sempre riformulare e reinterpretare a proprio uso e consumo.

    à la…
    ;-) :-D

    p.s (ma questo non è l’assunto che fpb sta cercando di confutare a tutti i costi? boh… )

  231. diait Says:

    pensavo, forse fabio sa come fissare in modo scientifico e più esatto i criteri per definire la deontologia, per non lasciarli esposti a fluttuazioni…

  232. diait Says:

    p.s. x tutti: io devo mettermi a lavorare sul serio, se continuo a distrarmi domani non consegno. Lascio qui un “A domani”, così non posso rientrare, pena la figura da peracottara.

  233. pirulix Says:

    Dunque discutiamo su una cosa prodotta da altri, non ne siamo noi gli artefici: per questo, trattandosi di qualcosa che riguarda la Scuola Pubblica, bene di tutti, ne chiediamo conto.

    Come dovrei metterla io, mamma, se mia figlia, complice un testo scolastico scritto da una persona di tutto rispetto dalle credenziali ineccepibili, si mettesse in testa di diventare scrittrice partendo dalla fan fiction, quando il caso messo in evidenza sarebbe un falso?
    Per amor di verità Giovanna Cosenza sul testo segnalato scrive senza sbilanciarsi e in tono neutro: nel 2009, ad esempio, viene pubblicato e distribuito in libreria esbat di Lara Manni, romanzo nato in rete nel 2007 come fan fiction di Inuyasha, e per oltre un anno discusso accanitamente dai fan di quel manga… fin qui tutto ok, ma perché non segnalare che il romanzo nato in rete è l’opera di una giornalista di esperienza che si è divertita e ha sperimentato con la fan fic? E’ sempre un testo per la SCUOLA, se questa istituzione ha ancora un significato. Forse potrebbe essere corretto per non indurre le giovani menti di adolescenti (13/14 enni) a credere la fan fic un modo per raggiungere il successo = pubblicazione o a suggerire determinate letture come “esempi”…

  234. roberto maugeri Says:

    ma questi criteri scientifici esistono o no?

  235. Lucio Angelini Says:

    sì, ma li conosce solo fabio painnet blade e non vuole dirceli

  236. diait Says:

    è roba che scotta, credo.

    oppure una nuova campagna virale di fazi. E fabio è laramanni.

  237. fabio painnet blade Says:

    noooo! aiuto vi prego, quei nomi mi danno l’orticaria solo a leggerli.
    Vabbè passo al dunque.

    Partiamo dal basso allora. Se ti dico : sapresti valutare per qualità (cioè orientando un criterio su un attributo qualitativo condiviso) il contenuto di alcuni post (a tua scelta) cosa mi risponderesti lucio?
    Prendi pure come esempio due o più post dai blog che preferisci e motivami un criterio di scelta. Non basarti però esclusivamente sul numero dei commenti inviati.

  238. diait Says:

    fabio, lucio si sta facendo il semolino. Sei tu che devi fare l’operazione di scegliere un post e valutarlo con i tuoi criteri per farci capire. Partici tu dal basso, scusa!

  239. fabio painnet blade Says:

    dai ma così on si può andare avanti. Questo post ad esempio, con trecentocinquanta contatti può definirsi superiore a quello di ieri? Secondo te? secondo voi? e se sì, quale aspetto privilegeresti di questa ‘superiorità’ (L’ ‘orientamento’ di cui si è detto)?
    Posso aspettare persino che lucio si lavi la dentiera, tanqui

  240. Lucio Angelini Says:

    @fabio.

    Nel torneo letterario “IO SCRITTORE 2012″ organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS), ogni partecipante viene invitato a giudicare un certo numero di opere presentate da altri partecipanti. Accanto al giudizio discorsivo di non più di 2000 battute spazi inclusi, per ciascuna opera bisogna valutare con voto numerico da 1 a 10 i seguenti elementi:

    1) Trama e personaggi: giudica l’efficacia della trama, la forza dei personaggi, la capacità della storia di coinvolgere il lettore

    2) Originalità: giudica la capacità dell’opera di introdurre elementi di novità rispetto al genere a cui appartiene

    3) Grammatica e ortografia: giudica la capacità dell’autore di utilizzare correttamente la lingua italiana

    (Ma tutti sanno che il voto numerico non è meno soggettivo di quello verbale. Avrai avuto anche tu professori di manica larga e professori di manica stretta. Insomma si naufraga in un mare di soggettività. Aspettiamo quindi tutti con ansia il tuo innovativo e scientificissimo metodo per valutare un’opera in modo oggettivo.)

  241. fabio painnet blade Says:

    Sì, piglia pure per il cu… che io vado avanti. Però rispondi sul post sennò che stiamo a fare qua? Non siamo mica la giuria del calvino.
    Ti ho chiesto di orientare secondo un aspetto condivizsibile di qualità di un post. Di un post, capito ? Tanto nella tua testolina già lo fa? Il numero conta poco? Direi che conta in relazione all’eterogeneità dei commentatori, questo è essenziale rispetto ad un orientamento di valori. Quindi eterogeneità + quantità numerica. Ho fatto un esempio. Ti sembra sufficiente?, vuoi introdurre qualcos’altro? Non mi sembra che nelle graduatorie accademiche che continuate a menzionare sia mai stata fatta un’equazione del genere che pure è fondamentale. Anzi là si scelgono essenzialmente gruppi di esaminatori molto simili fra loro. Ciò è assolutamente sconsigliato nelle indagini per campinature, ad esempio. Dettagliio non di poco conto.

  242. Lucio Angelini Says:

    Prima traducimi in italiano corrente la seguente incomprensibile richiesta: “sapresti valutare per qualità (cioè orientando un criterio su un attributo qualitativo condiviso) il contenuto di alcuni post (a tua scelta) cosa mi risponderesti lucio”.

  243. paolo f Says:

    Secondo me, “orientare un criterio su un attributo qualitativo condiviso” significherebbe, appunto, che un certo numero di persone si orientino a valutare la consistenza qualitativa di un oggetto discorsivo/espositivo/narrativo seondo critreri condivisi. Quindi, quanto meno dovrebbero essere d’accordo sul metro e avere un grado di sensibilità affine.

  244. fabio painnet blade Says:

    Finalmente ti sei deciso. Ecco , quando si opera un indagine in genere se non si sta facendo fuffa ci si deve mettere d’accordo sull’orientamento qualitativo. Un post ad esempio può essere considerato culturale, ironico, politico. L’orientamento qualitativo deve poi essere condiviso. Dire che si vota un libro migliore di un altro è un’emerita imbecillagine senza senso. Se mi avessi dato modo di introdurre il tema con un nuovo post avrei fatto le giuste premesse. Siamo ancora in tempo a farlo, fra l’altro paolo e diait avevano toccato punti decisivi che mi avrebbero aiutato ad esporre la questione. Ma sembra che invece ti sia messo in testa di rendermi la vita impoissibile

  245. fabio painnet blade Says:

    paolo è un grande!

  246. Lucio Angelini Says:

    un grande secondo quale attributo qualitativo condiviso?

  247. fabio painnet blade Says:

    Allora, consideriamo i post sotto l’aspetto culturale, prima dobbiamo condividere il significato di cultura. Paolo ci viene in aiuto, credo che in due righe (diversi commenti più su) abbia detto , ‘un buon romanzo deve contenere tre cose': …

  248. Lucio Angelini Says:

    Non riesco a ritrovare il commento. Te lo sei sognato? Fammi un copia-incolla.

  249. fabio painnet blade Says:

    vedi a che serviva inaugurare un nuovo post. vabbè ora me lo devo cercare anch’io.

  250. Lucio Angelini Says:

    Avevo già dato il mio assenso: “Manda alla redazione di cazzeggi letterari un testo comprensibile con quesiti ben impostati e obiettivi chiari. Vedrò di convincerla a pubblicarlo.*-°”

    La redazione nega di aver ricevuto alcunché.

  251. fabio painnet blade Says:

    insomma paolo diceva che un romanzo deve contenere tre cose:
    vita, amore, morte. Se vogliamo: avventura, passione, tragedia; e via dicendo. non credo esista intellettule al mondo che possa sintetizzare meglio o anche negare questa possibilità di sintesi assoluta universale e completa di un opera.
    Io direi a mio modo: conoscenza (scienza), arte e religione. Ma sto parlando ancora delle stesse categorie. Questo aspetto non può essere confutato ed è quindi condivisibile, forse all’unanimità. L’ostacolo della soggettività di giudizio in questo caso decade. Onore a paolo allora che
    l’ha genialmente intuito..
    Un post deve quindi per essere classificato bene deve contenere elementi culturali appartenenti a queste tre categorie che possono sembrare qualitative ma in realtà sono anche numeriche perché comprendono e possono rivelare i tre aspetti fondamentali e condivisi dell’attributo considerato fondamentalenella ai fini dell’ orientamento dell’indagine che ci proponevamo. Ma riprenderem questo tema più avanti se ne avremo modo.

  252. Lucio Angelini Says:

    Quindi una lapide di cimitero con scritto “Qui giace Cunegonda Tettamanzi, sposa e madre esemplare” (vita, amore e morte) ha già un valore letterario oggettivo?

  253. fabio painnet blade Says:

    se ci fate caso abbiamo già trovato, senza sforzarci poi tanto, elementi cruciali: un orientamento di indag. condiviso, un parametro di partecipazione (ancora numerico) ed uno di eterogeneizzazione (analisi della distribuzione di frequenze) . Questi ultimi due già mi consentivano di elaborare una buona graduatoria fra post. Ad esempio, questo in cui stiamo scrivendo conta molti commenti ma il discorso non è molto diversificato dato il basso numero di commentatori (omogeneità media). Aggiungo un nuovo parametro diviso in tre livelli di classif attribuibili ad ogni commento : in tema, fuori tema, scherzoso (che può essere considerato in tema). Altri tre elementi che mi permettono di selezionare i tempi in cui si è fatto dibattito centrandolo su un tema preciso ed altri tempi negativi o fasi morte, in cui si è discusso a ‘cazzo’, o a cazzeggio. Ovviamente ciò non era quantificabile come fase positiva nella dinamica generale.

  254. fabio painnet blade Says:

    Stiamo parlando di post e prenderò il tuo esempio come buono.
    Perciò preferisco considerare i commenti dedicati a un post come campo d’indagine e non il thred in sè, che al momento non considero suscettibile di interesse. Andiamo con ordine. Allora un post lo consideri classificabile, inseribile in una graduatoria o no?

  255. fabio painnet blade Says:

    E comunque detto per inciso, una lapide di un cimit monumentale ha un valore culturale ben maggiore di un romanzo di amanda (?) comecazzosichiamava. Altro giudizio obiettivo mi sembra, senza il ricorso ad alcuna classificaz.

  256. fabio painnet blade Says:

    Stimo parlando di orientamento culturale (qui abbiamo condiviso degli elementi di classificaz), non letterario.

  257. Lucio Angelini Says:

    Personalmente la chiudo qua. La successione dei commenti rivela un solo filo rosso: trattasi del classico dialogo tra sordi, o meglio, con un sordo. Il finto-difficilese di Fabio in realtà non aggiunge nulla a quanto già si sapeva e si pratica comunemente. Durante la mostra del cinema di Venezia, si stilano graduatorie di gradimento critico dei film via via presentati considerando i pareri degli inviati dei vari quotidiani… pareri spesso contrastanti, malgrado la riconosciuta autorevolezza dei singoli critici. Non parliamo poi dei fischi con cui il pubblico vero spesso reagisce all’annuncio dei titoli premiati… Ok. Continuate voi, io mi sono stancato.

  258. diait Says:

    vedo che è arrivato l’intervento di fabio. Devo rimandare a stasera, ciao, d

  259. diait Says:

    Ho provato a seguire fabio, ma mi perdo. Forse per insufficienza di strumenti, e anche perché a volte* ho difficoltà a seguire ragionamenti troppo complessi, soprattutto se condotti in modo dispersivo (digressioni, riferimenti e allusioni a cose date per scontate o lontane, ecc.)

    *sempre

  260. diait Says:

    sto leggendo un epistolario di Groucho Marx, è geniale ma non contiene né religione né tragedia… Poraccio.

  261. fabio painnet blade Says:

    dopo l’ennesimo complimento (‘finto – difficilese’) , puntualmente annotato sul mio palmares personale e dopo il fuggi-fuggi generale, credo sia venuto il momento di non insistere.
    .A fronte di premesse non di certo impeccabili (ma non ho avuto modo di esporle così come avrei voluto), ritengo che, tutto sommato, abbiamo espresso buoni ragionamenti.

  262. fabio painnet blade Says:

    La premessa mai riportata è la seguente, mi scuso per la lunghezza.

    In linea di principio tutti noi sembriamo escludere a priori l’introduzione di misurazioni numeriche in un ambito comunemente ritenuto instabile sotto l’aspetto strettamente quantificativo.
    Parafrasare il ‘chitting’ dell’attimo fuggente, distorcendo il principio cui sottende il suo giusto ripudio verso un qualsivoglia procedimento standardizzante di a un’ opera letteraria (associazione di caratteristiche fisiche del testo con valori numerici assoluti) appare fin troppo facile.
    Ho portato in questo commentario l’esempio del cammino umano, per introdurre una premessa che difficilmente potrà venire ancora fraintesa. Sia chiaro dunque che non esiste un modo coerente e scientifico di comparare il cammino di un uomo a valori secchi.

    – Guarda! Lucio cammina come un’anatra zoppa.
    – sì , però macina più strada di Paolo che tiene il portamento di un olimpionico greco ma non arriva all’edicola sotto casa senza il fiatone.

    Se tuttavia chiediamo a Paolo e Lucio di misurarsi su cento metri piani ecco che immediatamente è dato di capire (classificare) chi dei due è più veloce. Ma ‘veloce’ non significa necessariamente migliore, come ben sanno i maratoneti. Infatti alla distanza ecco prevalere quell’ anatra zoppa di lucio.

    Le graduatorie dunque sottendono sempre un orientamento preliminare della ricerca che si vuole svolgere. Anche in letteratura dovremmo quindi porci prioritariamente una sorta di polarizzarione rispetto agli aspetti di un opera che vogliamo privilegiare. Non mi è mai parso però di capire quale aspetto gli intellettuali intendano privilegiare della loro materia, cioè della letteratura. Al momento sembrano essere interessati alle vendite, ma evidentemente nemmeno tale facilitazione consente loro di apportare delle graduatorie efficaci con cui soddisfare almeno questa bassa ambizione. Già sarebbe molto se i libri da loro classificati più vendibili, vendessero qualcosa,
    ma ahimè non sono capaci nemmeno di padroneggiare neppure un parametro semplice come quello.

    Io credo che la definizione di un orientamento preliminare della ricerca, cioè la polarizzazione di una dimensione comparativa>/strong> sia utile, ma non esaurisce i termini della nostra analisi di cui questa definizione non costituisce che un aspetto marginale. una volta definito quindi l’orientamento della ricerca attraverso la descrizione di caratteristiche significative della materia ‘letteratura’ occorrerà tenere a mente un principio fisico ben preciso. trattare la materia però non è facile

  263. Lucio Angelini Says:

    @ Dici: “Le graduatorie dunque sottendono sempre un orientamento preliminare della ricerca che si vuole svolgere”. Ti faccio notare che nessun critico serio oserebbe mai stilare alcuna GRADUATORIA delle opere passate alla storia della letteratura, con tanto di maglia rosa, maglia gialla e via discorrendo. Altra cosa è il giro d’Italia. Altro paio di maniche ancora il modo di camminare degli umani.

  264. fabio painnet blade Says:

    ho letto con attenzione le varie graduatorie che mi avete sottoposto ma non ho trovato mai, a monte, una definizione d’orientamento della materia letteraria. Se ti ricordi gli esempi da te riportati sulla vecchia
    redazione di vibrisselibri, ponevano dei parametri soggettivi non certo orientati su un significato condiviso dell’oggetto d’indagine, la letteratura.
    quindi ora perché ne parli come di un passaggio scontato? per voi non lo fu e non lo è nemmeno per le graduatorie di altra levatura che ho letto dai link precedenti. Ma questo non è che un aspetto della faccenda.

    sì, in effetti trattare la materia non è facile e la sede forse non è adeguata, lo riconosco

  265. fabio painnet blade Says:

    ma possibile che un lavoro del genere non lo si riesca a portare avanti nemmeno su un campo di indagine più semplice, come potrebbe essere quello di una classificazione fra post?

  266. Lucio Angelini Says:

    Aggiungo solo che è già avvenuto da un pezzo il passaggio dalla vecchia critica valutativa a quella solo descrittivo-interpretativa.

  267. fabio painnet blade Says:

    Valutando esclusivamente un criterio (aspetto/orientamento) condiviso, si punta proprio a superarlo l’ostacolo ‘interpretativo’. Questo pensavo fosse chiaro.

  268. Lucio Angelini Says:

    Fermo restando che un’opera d’arte è da considerarsi “polisensica” e che ognuno è libero di vederci quello che vuole.

  269. fabio painnet blade Says:

    mi cito di nuovo:ma possibile che un lavoro del genere non lo si riesca a portare avanti nemmeno su un campo di indagine più semplice, come potrebbe essere quello di una classificazione fra post?

    Per gli uomini di buona volontà riprendo da una domanda precedentemente dribblata:
    sapresti valutare con criteri comunemente condivisi (cioè orientando il criterio su un attributo condiviso, quindi non-interpretato a piacimento) il contenuto di alcuni post a tua scelta?
    Prendi pure come esempio due o più post dai blog che preferisci e motivami un criterio di scelta. Non basarti però esclusivamente sul numero dei commenti inviati. Nei commenti precedenti abbiamo parlato di elementi importanti ma se ne possono aggiungere di nuovi, eventualmente.

    se vuoi posso provarci io

  270. Lucio Angelini Says:

    sì sì, fai tu

  271. pirulix Says:

    Lu’ che il lector stia in fabula ok, ma esistono comunque limiti all’ interpretazione di un testo letterario, no?
    Chiunque è chiamato alla valutazione di un’ opera letteraria si suppone abbia gli strumenti necessari per farlo (io lo do per scontato): semantica , linguisticasemiologia… cose così,, insomma. E si giudica in base a un gusto formatosi attraverso studi, letture…

  272. fabio painnet blade Says:

    Per l’appunto. E rilancio la proposta della valutazione di un post.
    ma insomma, possibile che non si riesca a capire da voi se almeno questo campo può essere valutato criticamente? Si parla di postadesso, mettiamo da parte la questione arte, letteratura etc…sennò non ci si capisce.

  273. Lucio Angelini Says:

    Ti ricordo la tua proposta: “se vuoi posso provarci io” e il mio commento “sì sì, fai tu”. Fai, dunque.

  274. paolo f Says:

    Lucio: «Fermo restando che un’opera d’arte è da considerarsi “polisensica” e che ognuno è libero di vederci quello che vuole.»

    Ricordo anni fa il racconto di un artista/scrittore: certi suoi amici critici gli interpretavano le opere, associandole a opere cinematografiche di grandi autori, delle quali pure facevano l’esegesi.
    Lui obiettava: Ma io non intendevo dire questo o quest’altro; quello che dite voi non ce lo vedo.
    E loro ribattevano: Ma siamo noi che sappiamo cosa intendevi dire, mica tu: noi siamo i critici, e vediamo ciò che tu non riesci a vedere, dunque sappiamo meglio di te cosa volevi esprimere. Tu fa’ l’autore e basta, gli interpreti siamo noi.

  275. pirulix Says:

    Ecco, ma non solo, appunto…

  276. Lucio Angelini Says:

    Verissimo. Ognuno è libero di vedere in un’opera d’arte ciò che crede, indipendentemente dalle reali intenzioni dell’autore, spesso inconoscibili o inverificabili. Come chiedere a Dante cosa intendesse davvero significare con la “lonza leggiera e presta molto”?

  277. pirulix Says:

    Estremizzare Deriddanon è indicato per un approccio il pi possibile oggettivo a un testo (oggettività. che non esiste).
    Da lettore ludico affronto il testo di pancia, ma se poi voglio cercare di analizzarlo criticamente o quanto meno razionalmente non posso prescindere dal testo stesso e anche dalle presunte o dichiarate intenzioni dell’autore etc. etc.

  278. Lucio Angelini Says:

    @fabio. voglio venirti incontro. uno dei post più interessanti di Cazzeggi Letterari per me è “Uno psichiatra alla mia tavola”, del 15 maggio 2007. Lo trovi qui:

    http://lucioangelini.wordpress.com/2007/05/15/uno-psichiatra-alla-mia-tavola/

    Non trovi irresistibile anche tu l’epifania di Nedo Vannini in questo blog?

  279. paolo f Says:

    Lucio: tu mi vuoi far morire di c r e p a p e l l e !
    Ma questo post è un capolavoro assoluto: come facevo a non ricordarmene?
    Oddio, mi sto sbellicando e non so se arriverò a domani…

  280. pirulix Says:

    Quoto Ferrucci! Questo blog è una miniera!
    *.*

  281. diait Says:

    Meraviglioso (e ancora non ho letto tutto per mancanza di tempo)!

    Alcune citazione colte còlte:
    Diario di un curato di campagna. (Tutte le sere beve un bicchiere di alcol fatto con le scarpe che gli sarà fatale)
    Wittgenstein – Un weirdo che vive in una baracca e sa aggiustare il motore di un trattore, alla bisogna.
    Don Lurio. L’uomo dei lupi
    Mia mamma è di Viareggio. (ex Pensione Pini)

    Poi l’hai conosciuto l’autore? Io credevo che fosse tutto tuo il pezzo, morphing compreso. (E lo stile è quello…) Poi l’hai incontrato?
    Aspetta, non dirci nulla: è laramanni.

  282. maria pia Says:

    ma il messaggio di Lucio qual’è? Attenti, ché fpb è un burlone del web?

  283. maria pia Says:

    chiedo venia: “qual è”

  284. fabio painnet blade Says:

    Ah, finalmente angelini ha capito! Ci ha fornito un bel post da confrontare con altri post. ora aspetta da noi altre segnalazioni, cosicché dopo che anche noi riportiamo qualcosa che ci è piaciuto, lui possa passare alla valutazione e dimostrarmi che l’oggettività è impossibile. Io adesso cerco un post esilarante come il suo e poi, voi fate altrettanto sono sicuro che dedicherà un nuovo commentario all’operazione. Dopodiché si renderà conto, spero, che quando qualcosa è buona lo è per davvero, LO E’ PER TUTTI. IN SENSO OBIETTIVO. intendo. forza ragazzi! segnaliamo qualcosa di nostro gradimento al direttore.

  285. Lucio Angelini Says:

    @fabio. soprattutto ho capito che non mi hai capito.

  286. fabio painnet blade Says:

    vabbè, vabbè. Noi intanto si cerca un post da mettere a confronto col tuo. Non sarai così poco elegante da non ammettere repliche a un livello tanto basso di umorismo?
    hai detto ‘fabio voglio venirti incontro…’, che dopo 280 intervnt può voler dire solo: confrontiamo un post da me ritenuto ‘interessante’, con uno di pari livello. Altrimenti cosa vuoi che ci freghi dei post che consideri interessanti? Le risate di paolo erano forzate e come d’abitudine eccessivamente riverenti nei tuoi confronti, quindi non contano; gli altri ancora si domandano cosa volessi dire con quella pappardella troppo lunga, noiosa e senza ritmo. Se in tanti non ti capiscono forse ti spieghi male, no?

  287. diait Says:

    fabio: se comparisse su un altro blog xy, questo stesso esilarante post angelini/vannini sarebbe bannato perché “divaga e falsa la discussione” o “fa dell’ironia fuori luogo”, eccetera. Qui è buono per tutti quelli che sono qui, perché non sono qui per caso (presumibilmente hanno tot. cose in comune, per es.).

    Postalo sulla bacheca di mio nipote, calciatore e tatuato dalla testa ai piedi, e credo che l’accoglienza sarà freddina.

  288. fabio painnet blade Says:

    In quanto a post divertenti ne ho trovato uno che ti fa dieci a zero.

  289. diait Says:

    x fpb ah allora tu non lo trovavi buono. Non riesco mai a seguirti, fabio. E anche questo è obiettivamente un fatto.

  290. fabio painnet blade Says:

    in comune su un blog c’è soprattutto lo ‘scazzo’. Dai, non sopravvalutiamo la cosa. Le cose ‘in comune’ te le auguro di tutto cuore con le persone in carne ed ossa.

  291. paolo f Says:

    Le mie risate non son mai forzate, sia chiaro: Lucio mi fa divertire spesso. Anche certi miei post (come quello sull’affossatore di nazione indiana) m’hanno fatto spanciare per una settimana.

  292. Lucio Angelini Says:

    @fabio. hai trovato un post che mi fa dieci a zero? possibilissimo, visto che a giudicare sei tu stesso (o hai usato i famosi scientificissimi parametri oggettivi che non ti decidi a rivelare?). insomma anche con te siamo fermi al vecchio “de gustibus” e non c’è verso di poter muovere un solo passo avanti :-/

  293. fabio painnet blade Says:

    fai giudicare ai (tuoi) blogger allora. Fa dieci a zero al tuo post, con o senza parametri. Con o senza riverenze.

    @paolo il post in questione è una stupidata bella e buona, lento noioso. Capisco la vostra amicizia che vogio sperare ‘reale’ e di lunga data , però quando il padrone di casa scorreggia di gran lena mica gli puoi sempre dire che profuma di violetta. ‘notte ragazzi.

  294. Lucio Angelini Says:

    @fabio. ovviamente dovresti segnalarci dove leggerlo (il post che fa dieci a zero al mio). o è sufficiente che, al pari degli scientificissimi parametri di valutazione oggettiva, lo conosca solo tu? Basta menar il can per l’aia, please. Concretizza. Mantieni le azioni annunciate e mai eseguite. Oppure piantala di arrampicarti sugli specchi, dopo esserti incartato da solo. Se ti senti finito in un “cul de sac”, come dice su populu sardu, desisti e morta là, visto che nel frattempo è morto anche il blog*-°

  295. fabio painnet blade Says:

    @angeletti, i qui presenti 280 post, tolti i tuoi interventi pressoché vuoti di contenuto, stanno a dimostrare che qualcuno ha compreso il lato serio del problema.
    Continuando a riptere come un disco incantato che non capisci dimostr solo che al momento ‘non capisci’ e a lungo andare che ‘non sei in grado di capire’. Ecco questo andare dopo 280 post si sta facendo molto, ma moooolto lungo.
    Cmq accolgo il tuo invito e inauguro il post di oggi.

  296. Lucio Angelini Says:

    @fabio. comincio a sospettare che tu voglia praticare il cosiddetto “accanimento terapeutico” ai danni di un argomento ormai ridotto al puro stato vegetativo. Magari ti piace soprattutto il fatto che nel titolo del post figuri il tuo nome, che ne so?

  297. paolo f Says:

    Fabio. Ti confido che il post in questione — oltre a essere un piccolo capolavoro — mi ricorda molto la cifra e il talento di qualcuno che abbiamo conosciuto, che io ho anche frequentato: dunque, motivi per amare questo post ne ho a volontà.

  298. maria pia Says:

    maria strofa?

  299. paolo f Says:

    Azz…

  300. maria pia Says:

    Azz… cosa?

  301. paolo f Says:

    Azz, m’hai beccato: non ti si può nasconder niente;-)

  302. pirulix Says:

    Pa’ era facilissimo: la risposta era sottintesa nel tuo intervento ;-)

    (per la cronaca: pirulix e maria pia sono la stessa persona: io)

  303. Intrecci d’Antologia « L U N A T I S M I Says:

    [...] eventuale commento su quanto sopra è superfluo. Tranne l’osservazione che sono in gioco due aspetti che a volte [...]

  304. diait Says:

    Caspiterina!
    (ecco dove avevi citato il lavorìo sulle menti dei ragazzi…)
    Caterina! Prendi il dizionario!

  305. BOCL N. 49 (PUPÙ RI DI RANDOM POST 2.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    [...] Angelini Dice: 19 aprile 2012 alle 07:52 modifica Leggo in [...]

  306. diait Says:

    x fabio. su: http://fahreunblog.wordpress.com/

    oggi si fanno tre domande:

    A. Cos’ è l’ arte?

    B. Cosa distingue un oggetto artistico da un oggetto non artistico?

    C. Cosa distingue l’ opera di valore?

    Ora o mai più, fabio, per esporre la tua teoria.
    ciao
    d

  307. Luan Says:

    Confronta:

    http://lucioangelini.iobloggo.com/491/le-mie-prime-difficolt-espressive/&y=2007&m=01

  308. diait Says:

    Il commento di Dracone te lo raccomando.
    Ma in sostanza tu cosa volevi dire, in quel post: che certe domande (di senso) è inutile/inopportuno porsele?

  309. pirulix Says:

    LUCIO!
    quel post è bellissimo! :-D
    Sempre in linea con la tua ironia! :-D

  310. Luan Says:

    @pirulix. pensa che l’ho appena spedito a mozzi per l’evento “Ricordo d’infanzia”, anche se è una specie di presa in giro:-)

    http://vibrisse.wordpress.com/2012/07/12/il-ricordo-dinfanzia-un-libro-da-fare/#more-15038

  311. diait Says:

    qualcosa di simile lo va facendo da circa un anno, alla radio, Matteo Caccia, su radio24, tutti i giorni alle 16. Gli ascoltatori inviano un breve ricordo di una situazione vissuta, di una sensazione provata. E lui ne legge uno al giorno, con commento sonoro. Mi sembra una cosa che si presta più al mezzo radiofonico, o – eventualmente – al videoclip, che non alla carta stampata. Un’antologia di brevissimi ricordi (poco più di un haiku, dieci righe) di sconosciuti aspiranti scrittori a tempo perso? O sono di una bellezza fulminante, o diventano una noiosa trafila… Almeno con musica e immagini si valorizzano.

  312. diait Says:

    quanti lucii ci saranno, fra gli applicants?

  313. Luan Says:

    @diait. temo anch’io che sarà l’ennesimo libro inutile e noioso…

  314. pirulix Says:

    Guardate che quanto ha proposto Mozzi non è affatto cosa semplice. È u’idea intrigante, ma per risultare interessante, anzi genericamente evocativa per il lettore/compratore, per far si che un ricordo altrui ti stritoli le budella di nostalgia in poche riga, ci vuole arte, perizia… non è cosa facile o da tutti….
    dice bene diait che. per non risultare una trafila noiosa di luoghi comunii infiocchettati artisticamente dovrebbero essere di una bellezza. fulminante

  315. paolo f Says:

    Per donare al mondo un libro non inutile e non noioso bisognerebbe raccontare la mia vita: quella sì che è un fior di romanzo! Prima o poi la scriverò: ho già il titolo;-)

  316. Anonimo Says:

    Né prima né poi, Ferrucci!
    O R A!
    (gli disse una il cui motto è da sempre non rimandare mai a domani quello che puoi fare altrettanto bene dopodomani
    Mark Twain, obviously ;-) )

  317. Luan Says:

    @paolo. dai che stavolta ce la fai a farcela*-°

  318. paolo f Says:

    Ce la farò sì, perdinci: Dia’ e Mipì le mie Muse!;-)

  319. Luan Says:

    … voi leggiavate un giorno con diletto di Angelinotto come il cazzeggiar lo strinse… galeotto fu il blog e chi lo scrisse…

  320. diait Says:

    è una meta che – ce la posso fare – io raggiungerò, io ce la farò
    e ogni ostacolo che supererò sarà come un colpo d’ali
    e là io volerò
    e ora tocca a me
    finalmente io saprò volare e volerò

  321. diait Says:

    versione tamarra in inglese

  322. pirulix Says:

    Per incitare Ferrucci ;-)

    Lu’ … ANGELINOTTO?!? :-D :-D :-D

  323. Luan Says:

    @pirulix. un calco su ‘Lancialotto’ (Dante, Inferno, Paolo e Francesca… )

  324. pirulix Says:

    Lu’, certo che avevo capito il riferimento, ma ciò non toglie che Angelinotto sia… buffo :-)

  325. diait Says:

    AVEVI CAPITO IL RIFERIMENTO?

  326. diait Says:

    ve lo dò io il calco, sui denti.

  327. diait Says:

    “Questo blog ha la culatta pesante” – vediamo se cogliete questo, di riferimento.

  328. Luan Says:

    Ho la culatta pesante! (Filottete)

    http://it.wikiquote.org/wiki/Hercules

  329. diait Says:

    grazie, co’ google so’ bbòni tutti. Tzk. E poi è Phil.

  330. Luan Says:

    In fatto di cartoni animati sono ignorantissimo, sorry.

  331. diait Says:

    Per il 2034, ti consiglio “L’era glaciale” (il primo), un autentico capolavoro. Il bradipo Syd è imbattibile. E parla di famiglia.

  332. Luan Says:

    Nell’attesa, mi sono lasciato trascinare a vedere il minestrone di fiabe “Biancaneve e il cacciatore”, dove il Bene la vince a fatica sul Male*-°

  333. diait Says:

    fai con calma, hai 22 anni di tempo…

  334. bye Says:

    Trascinato…, eri completamente rapito dalla oscura, giovane e bellissima Regina di “Biancaneve e il cacciatore” :-)

  335. diait Says:

    ma infatti, ma quante ne racconta, lucio.

  336. Luan Says:

    @bye. bellissima? che esagerazione. ammetto solo che ce ne sono in giro di peggio…

  337. diait Says:

    .. parliamo di Charlize Theron? Eh, sì, ce ne sono circa miliardi, in giro, di peggio.

  338. Luan Says:

    @diait. a fabio painnet blade, per esempio, piace di più la classica pastora baffuta della porta accanto…

  339. diait Says:

    be’, se l’algoritmo estetico dà la pastora baffuta come risultante, non ci si può opporre.

  340. diait Says:

    NOTIFICA:
    gente, mi sono cancellata da FB.
    Maria Pia, nell’impeto del momento, mi sono dimenticata di recuperare il tuo indirizzo per l’invio del libro! (Mi fai sapere attraverso paolo o lucio via e-mail)
    Continuiamo a parlarci qui, allora.
    Fin qui tutto bene, come dice quello che sta cadendo dall’ottavo piano nel film di Kassowitz, “L’odio”.

  341. Luan Says:

    Sì, però qui siamo al 340° commento. Direi di spostarci in coda all’ultimo post… se no Fabio si emoziona eccessivamente.

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