Scomposta corsa per le calli di Venezia, nel tardo pomeriggio di ieri, fino alla Casa del Cinema di San Stae, nel sestiere di Santa Croce, dopo aver scoperto all’improvviso che alle 20.30 vi sarebbe stata proiettata la versione in lingua inglese di “Jane Eyre” di Fukunaga, ovviamente tratto dal capolavoro di Charlotte Brontë.
Sono arrivato a Palazzo Mocenigo con la lingua penzoloni ma in tempo per il film, di cui devo dire che valeva proprio l’affanno patito. Leggo su Mymovies:
“Non è facile ridurre il lungo e complesso romanzo di Charlotte Brontë senza il rischio di snaturarne o peggio epurarne pagine e anima. Ciò nondimeno riescono nell’impresa Moira Buffini, sceneggiatrice inglese, e Cary Joji Fukunaga, regista californiano, sceneggiando una versione struggente e ‘integrale’ di “Jane Eyre…”.
Concordo pienamente.
Della mia passione per le sorelle Brontë non ho mai fatto mistero con nessuno. Il primo vero post di questo blog era dedicato loro. Lo copio-incollo:
«5 giugno 2005. Eccomi di ritorno dallo Yorkshire, dove ho coronato l’antico sogno di visitare il Brontë Parsonage Museum (la canonica in cui vissero le sorelle Brontë, fiancheggiata da un plumbeo cimitero) ad Haworth, sotto la brughiera omonima. Ho osservato il divano su cui, appena trentenne, tirò gli ultimi Emily Brontë (“Cime Tempestose“), cui erano già morte la madre (di cancro), le sorelline Maria ed Elisabeth (11 e 10 anni) e il fratello oppiomane Branwell (31 anni). Emily aveva preso freddo, appunto, al funerale di Branwell. Ho visto la stanza riservata alle amatissime oche Adelaide e Victoria e quella in cui dormiva Charlotte, la più longeva (morì a ben 39 anni). La terza sorella scrittrice, Anne Brontë, malata anch’essa, era stata invano, nel frattempo, portata al mare a Scarborough (ricordate la canzone di Simon & Garfunkel “Scarborough Fair“?) dove era morta a 29 anni. La sua tomba è fuori la chiesa di St. Mary, sotto il castello di Scarborough. Ho visitato anche quella… »
…
…
…
Potrei aggiungere che una mia vecchia traduzione (“Villette“), sempre di Charlotte Brontë, mi valse l’apprezzamento di Aldo Busi:
http://lucioangelini.wordpress.com/2011/05/15/aldo-busi-su-lucio-angelini/

(Charlotte Brontë)
Ecco, stavo pensando che… magari… con questo post dedicato a un film brontiano… dopo sette anni di dolenti aggiornamenti quasi quotidiani… ow… ouch… merda!… potrei anche chiudere definitivamente “Cazzeggi Letterari” … e dedicarmi – chessò io? – al restauro di “Lucio in the sky with diamonds“, per esempio. Che ne dite?
Etichette: aldo busi, Cary Joji Fukunaga, charlotte bronte, Haworth, Jane Eyre



28 aprile 2012 alle 08:15
Grande, Lucio.
Se chiudi Cazzeggi Letterari, per prima cosa nascerà il comitato per la costituzione dl Fondo Angelini; il passo successivo sarà una raccolta di firme per la futura intitolazione di una calle o di una piazzetta o di un vicolo: meglio mettercisi per tempo;-)
28 aprile 2012 alle 08:16
E, se a Venezia faranno difficoltà, a Fano non potranno sottrarsi:-)
28 aprile 2012 alle 08:56
@paolo. in concorrenza con Giovanni?
http://www.angelini-fondazione.it/
*-°
28 aprile 2012 alle 09:06
No, “di complemento” a Giovanni;-)
28 aprile 2012 alle 09:17
Me stai a pijjà per Fondo?
28 aprile 2012 alle 09:41
@paolo, se Lu’ chiude i battenti mi sa che dovrai aprirli tu @.@
28 aprile 2012 alle 10:06
Potrebbe aprire un blog in proprio anche Fabio Pena Rete Lama, con i suoi interrogativi cervellotici, così ci divertiremmo a spremerci le meningi:-)
28 aprile 2012 alle 10:53
Io invece propongo — seriamente — di aprire un blog collettivo in cui potremmo scrivere noi commentatori, anche postando (per chi ha già un blog) cose vecchie che possoono essere rinfrescate.
Ho a disposizione alcune url, fra le quali ad esempio: beffe.wordpress.com.
ma ne ho anche altre meno ridanciane, che potrebbero fare al caso.
28 aprile 2012 alle 11:38
hai detto “collettivo”? oddiomio…
io sono già parte di un blog collettivo, a cui sono molto affezionata. Siamo tre gatti più uno perennemente latitante, ma ci conosciamo dai tempi del forum di fahre, e siamo – nonostante l’immane divario che a volte ci divide su questa o quelal cosa – molto uniti.
Poi ho anche un mio blog, che però non è un vero blog interrattivo, ma solo un archivio delle mie cose speciali, cose e persone notevoli che incontro in rete (o fuori).
28 aprile 2012 alle 11:40
per la Sezione Popmpamento dell’Io (SPdI)
Lucio: la battuta sul Fondo era buona.
28 aprile 2012 alle 11:40
*Pompamento
28 aprile 2012 alle 12:27
oddio, ripensandoci, ma forse io non era compresa nel collettivo. Mi sono autopompata!
28 aprile 2012 alle 12:42
Ho letto solo ora tutto il post di Lucio. Ecco una “famiglia” di cui non mi sono ancora occupata ma che senz’altro merita…. Che vite tragiche. Ricordo che tempo fa incrociai una biografia delle sorerlle Bronte che sembrava molto promettente, poi non ricordo, qualcosa deve avermi distratto. Forse, Lucio, l’avrai letta.
Le oche Adelaide e Victoria mi hanno ricordato gli adorati polli di Flannery O’Connor(ognuno aveva un nome). E la canonica nello Yorkshire, la farm Andalusia, a Milledgeville, Georgia, dove viveva Flann. Un’altra vita tragica vissuta in quasi totale reclusione, ma con grandissima vivacità di sentimenti e idee.
Andrò a vedere il film. Mi era piaciuto anche quello di Zeffirelli, comunque.
Cos’è “Lucio in the sky with diamonds”? Sono favorevole, comunque.
28 aprile 2012 alle 12:58
Sì, ok, il nero mi dona… ma se chiudi Cazzeggi sarò costretta a mettermi in lutto.
28 aprile 2012 alle 13:21
… potrei anche chiudere definitivamente “Cazzeggi Letterari” … e magari dedicarmi – chessò io? – al restauro di “Lucio in the sky with diamonds“, per esempio. Che ne dite?
@.@
Macosadicimai?
Il 1° aprile è passato da 27 giorni, Lu’, non se ne parla proprio,
S C O R D A T E L O!
28 aprile 2012 alle 13:28
Ho a disposizione alcune url, fra le quali ad esempio: beffe.wordpress.com.
ma ne ho anche altre meno ridanciane, che potrebbero fare al caso.
Pa’ ma anche tu sei un personaggio eh! Collezioni url?
GRANDE!
28 aprile 2012 alle 14:11
diait, ma i links ai tuoi cinquemila blogs?
28 aprile 2012 alle 14:14
eh, ma se voglio fare la morale a chi si autopompa, non posso autopomparmi. E io VOGLIO fare la morale!
28 aprile 2012 alle 14:15
Cmq, la famiglia Bronte, che ecatombe…
28 aprile 2012 alle 16:22
@pirulix. però, come vedi, le loro opere non sono state dimenticate. peraltro, ripensando al caso Lippemanni, saprai che nel 1846 le tre ragazze pubblicarono una raccolta di poesie sotto tre pseudonimi maschili: “Poems by Currer, Ellis e Acton Bell”. Pare ne vendettero appena tre copie, di cui una fu acquistata da tale Fredrick Enoch, abitante di Cornmarket, Warwick. Costui, ammirato, scrisse all’editore per richiedere un autografo: è il solo documento esistente che rechi le firme dei tre finti maschietti Currer, Ellis e Acton:-)
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d8/Bronte_poems2.jpg/180px-Bronte_poems2.jpg
28 aprile 2012 alle 20:57
Nella mia ipotesi di blog collettivo erano ricompresi tutti, anche Gaia Conventi, naturalmente! Tutti i mejo…
28 aprile 2012 alle 21:42
la mia impressione è che nessuno legge più i blog. Sono troppi, c’è di tutto, e il giorno è fatto di 24 ore. Quanti blog puoi leggere al giorno? Se anche volessimo seguire reciprocamente solo i nostri (ognuno leggere quelli degli altri) non potremmo. Se poi vuoi anche intervenire, devi leggere bene, documentarti, informarti….
Ho l’impressione che anche l’attività su FB sia in calo. Vedo che ormai sulle bacheche delle mie nipoti passano anche giorni prima di vedere qualche segno di attività. Mentre prima gli aggiornamenti erano continui.
Forse l’ubriacatura del virtuale sta passando. O comunque cercando nuove strade.
28 aprile 2012 alle 21:44
anche nei blog più seguiti, i commentatori sono sempre più o meno gli stessi, e non più di qualche decina.
28 aprile 2012 alle 22:10
E’ vero: non solo i blog sono in generale decaduti, rispetto all’auge di anni fa, ma anche facebook sta perdendo smalto, mi sembra (a sentirne parlare, perché da dentro non lo vedo).
28 aprile 2012 alle 22:20
io ho aperto un account qualche mese fa su FB per seguire i miei nipoti, e ho già registrato un calo verticale della (loro) Attività. Resistono gli impiegati e chi comunque per lavoro vive davanti al pc, e cerca – come me- qualsiasi scusa per distrarsi.
28 aprile 2012 alle 22:23
posto continuamente video o altra roba, mendicando qualche (loro) Mi piace. Il triste destino della zia diait.
28 aprile 2012 alle 22:40
Si potrebbe sperimentare qualche novità: ad esempio, “Pinterest”, qualcuno me ne ha parlato, e Gaia ci tiene una sua bacheca.
28 aprile 2012 alle 22:43
uhm non lo conosco. Una scusa in più per non lavorare. Tanto sono irrimediabilmente indietro.
28 aprile 2012 alle 22:47
ho letto la voce di wikipedia
è una specie di guardaroba di segnalazioni divise per interessi. La cosa curiosa è che in america gli utenti sono donne per l’80 per cento. Da noi, uomini. Houston, we have a problem, mi sa.
29 aprile 2012 alle 08:37
@paolo, diait . I blog sono uno strumento potente, una specie di ferrari,
forse un vettore aerospaziale ma metti una scimmia alla guida di una ferrari (in generale eh? non cominciamo a vedere provocazioni inesitenti.), vedrai che non ci sale nessuno a fare un giro o quei pochi che salgono entro mezzo chilometro tirano il freno a mano. Ecco: il mezzo chilometro è passato e il freno a mano è stato tirato.
29 aprile 2012 alle 09:56
@fabio – be’, un po’ è così. D’altra parte, come la tv, i blog hanno anche una funzione semplicemente ricreativa o di compagnia. Solo che il tempo per questo cose è limitato pure quello, e l’offerta di “diversivi e evasione” online è immane. Insomma, c’è troppo di tutto e forse si comincia a sentire il bisogno di disintossicarsi. Non io, per ora – come si vede.
Stai lavorando alla pars construens che aspettiamo?
29 aprile 2012 alle 10:16
Sì, mi sono soffermato a dimensionare comparativamente un campo d’analisi forse più accessibile alla discussione rispetto a quanto ci proponevamo, così da introdurre meglio detrminati concetti ( innovativi anche per me) su cui – a discapito di quanto può sembrare – non ho una gran padronanza. Il dibattito potrebbe aiutarmi. ma che vogliamo riprendere là dietro? Dopo 233 commenti? Eventualmente se ne parla via e-mail e si ragiona un po’ meglio. tanto mi son reso conto che il problema qui non interessa poi tanto. In troppi son convinti (pregiudizialmente ) non esserci risposte a determinate domande per il solo fatto di non averle trovate.
29 aprile 2012 alle 10:33
son convinti (pregiudizialmente ) non esserci risposte a determinate domande per il solo fatto di non averle trovate.
E’ l’argomento dei creazionisti. “Complessità irriducibile”. Ergo: sia fatta la Sua/Loro volontà (dei baronetti ideologhi/ideologi)!
29 aprile 2012 alle 14:18
…un uomo-scimmia cammina,
o forse guida una Ferrari, chissà
du-dad-du-dad…
29 aprile 2012 alle 19:31
http://www.nonsolocinema.com/Le-sorelle-Bronte-di-Bernard-de_15186.html
una cosa buffa sulle sorelle bronte trovata mentre cercavo una biografia. Sicuramente, lucio, la conosci e magari ne hai anche scritto.
29 aprile 2012 alle 20:56
@diait. torno ora da una magnifica escursione in Carnia (anello del monte Giaipeit). ho visto lo spettacolo – esilarante – sulle singolari sorelle proprio qui a Venezia, al teatro Goldoni. Prima di passare a wordpress avevo depositato il file del vecchio splinder su iobloggo. per adesso ritrovo il post solo qui:
http://lucioangelini.iobloggo.com/1025/le-sorelle-bront-un-musical/&y=2009&m=02
29 aprile 2012 alle 21:04
ahahaha! fantastico. Un incrocio tra la “Clinic for very very nervous people” di Mel Brooks, le sorelle materassi di Paolo Poli e i Legnanesi! Che roba.
29 aprile 2012 alle 21:14
vuoi dire Giaideit, forse. Dopo tre ore a googlare Giapeit posso dirlo con forza.
29 aprile 2012 alle 21:22
sì, ovviamente, in vetta al Giaideit, passando per la incantevole Pieve di San Floriano e poi concludendo il giro a Illegio per la mostra “I bambini e il cielo”.
30 aprile 2012 alle 10:27
Io sto uscendo, ma non vedo la foto di lucio con cappello, occhiali neri e aria truce sul Giaidet. Be’, che famo?
S’arìbbecchìmo stasera, gente.
1 maggio 2012 alle 16:00
Posso aggiungere che quella vecchia (neanche tanto) traduzione di “Villette”, col titolo “L’Angelo della Tempesta”, è tutt’ora più rara di un Gronchi Rosa? Se non ricordo male, l’autore riferì tempo fa che era stata acquistata da Mondadori e che quindi sarebbe tornata in circolazione, ma per ora nada. Io ho mandato email a praticamente tutte le librerie dell’usato d’Italia senza risultati. Ah, e la Frassinelli non considera le email a riguardo… Un vero peccato per una così valida traduzione. Perché in Italia Charlotte Bronte si riduce a “Jane Eyre”, e stop?!?
Saluti da un’altra che non fa mistero della sua passione per le sorelle Bronte
18 giugno 2012 alle 01:01
[...] NEL NOME DI CHARLOTTE [...]
10 luglio 2012 alle 05:56
[...] NEL NOME DI CHARLOTTE [...]