Archive for settembre 2005

30 settembre 2005

  

LA TORRE DI PISA

A VENEZIA 

 L’ineffabile Oliviero Toscani ha tenuto ieri un “non incontro” (così ha deciso di chiamarlo, a sottolineare la straordinarietà della sua vena creativa) al “Venice Cube” della Giudecca (Incubatore Ex Cnomv), in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Faber Adv – società di comunicazione web. Ecco una delle sue frasi salienti: 

Venezia si presenta sempre come una sorta di Disneyland, perdipiù antica e screditata in modo scandaloso… Per i veneziani la città è un grande banchetto da sfruttare, una grande prostituta!

Una frecciata è stata indirizzata anche alla vendita nei banchetti delle onnipresenti maschere (quasi sempre confezionate nel terzo mondo) che fanno da cornice tutto l’anno a “uno squallido Carnevale veneziano”.  

Bene, facciamo un passo indietro… 

 

Se qualcuno ha avuto occasione, negli ultimi mesi, di venire a Venezia, avrà notato che la Torre dell’Orologio, in piazza San Marco, non si vede più, è sparita. Al suo posto, oh sorpresa e meraviglia!, è spuntata dapprima la torre di Pisa, poi la tour Eiffel, attualmente il Big Ben…

Non sto scherzando, è tutto vero. 

 

 La Torre dell’orologio, infatti, aveva bisogno di restauri, ma anziché nasconderla dietro la solita gigantografia protettiva raffigurante il monumento stesso (sarebbe stato troppo banale!), il fantasioso Oliviero Toscani ha proposto al Comune una soluzione alternativa: un ingombrante baldacchino di tubi innocenti e teli su cui far apparire di volta in volta, a puntate, un’intera serie di altre torri scelte a caso. Si è iniziato, dicevo, con la Torre di Pisa (un vero pugno nell’occhio nel contesto di piazza San Marco, credetemi!). Lo scopo dell’operazione, assicurava Toscani, era eccellente: suscitare un dibattito tra i veneziani. E i veneziani, in effetti, hanno dibattuto a lungo sull’idiozia della pensata, chiedendo a gran voce che la serie ‘Torri del mondo’ venisse interrotta al più presto. Invano. Che volete, il contratto era ormai stato firmato, l’artista pagato eccetera…

Siccome la Torre dell’Orologio non sarà pronta prima di chissà quanto altro tempo, chi verrà a San Marco nei prossimi mesi potrà godere, a seconda dei periodi, della vista di una torre veneziana squallidamente mascherata (per fare il verso alla terminologia di Toscani) da Big Ben, da Empire State Building e così via. Non è esaltante? Provocazione per provocazione, allora sarebbe stato preferibile rappresentare un minareto islamico, un tempio buddista eccetera, con un occhio al pluralismo e all’integrazione.

Per fare spazio al baldacchino, oltretutto, un provvisorio ufficio di cambio-valute è stato fatto avanzare – orrore degli orrori! – quasi a ridosso del portale di San Marco. Ovviamente i turisti giapponesi in transito secondo il pacchetto “Venezia-Firenze-Pisa-Roma-Napoli in cinque giorni”, vedendo la maxifoto della torre di Pisa di fianco a San Marco non hanno potuto che pensare che essa (o le altre torri in programma) si trovasse proprio là sotto. 

 

La mia ira è stata tale che ho inviato al Gazzettino di Venezia ben tre lettere di protesta, in momenti diversi. Eccole:

  

27.10.04

L’operazione torre di Pisa in piazza San Marco è perfettamente riuscita.
Oliviero Toscani ne ha tratto – come da una partecipazione all’Isola dei Famosi – il desiderato Rilancio Personale e il sindaco Costa si è auto-convinto di aver suscitato una salutare "discussione" fra la popolazione (ci sarebbe riuscito ugualmente presentandosi in consiglio comunale con un cespo d’insalata  in testa). Aggiungo solo che anni fa,  capitato in Portogallo davanti alla Torre di Belém, la trovai chiusa per restauri, ma foderata da maxifoto che la riproducevano tale e quale. In qualche modo mi bastò. L’avessi trovata avvolta da immagini della torre dell’Orologio di Venezia, ne avrei tratto
solo fastidio.
 

 

30 marzo 2005  

Ho avuto degli ospiti, per Pasqua, e naturalmente li ho accompagnati in piazza San Marco. Mentre a Venezia si è ormai sopito il dibattito sulla dissennata iniziativa Toscani-Costa "torri del mondo" (in realtà nessun dibattito: la condanna dell’intervento è stata unanime), i miei ospiti, che non ne erano al corrente, arrivando in piazza non hanno potuto trattenere un grido di raccapriccio. Che dire, peraltro, di quel provvisorio banco di cambio fatto avanzare ***fin quasi a ridosso*** della basilica? Solo una testa turricefalica poteva autorizzare una profanazione simile. Accanto allo scempio della piazza, aggiungo che attendo da anni la riapertura della più bella passeggiata di Venezia (Accademia–à Punta della Salute–à Zattere), di cui i veneziani sono stati inutilmente scippati, senza che nessuno sappia dire perché e soprattutto fino a quando. 

 

Ieri 30 settembre 2005 

 

Una volta apprezzavo Oliviero Toscani, adesso non più. Ha avuto un bel tuonare al Venice Cube della Giudecca contro  i veneziani che considerano Venezia una grande prostituta da sfruttare. E lui che cosa ha fatto? Ha ideato la grande baggianata "torri del mondo" in combutta con l’ex sindaco Costa e suppongo NON gratuitamente, ma mungendo a sua volta la generosa vacca… Purtroppo pare che la demenziale operazione andrà avanti ancora per un bel pezzo (papà Cacciari, fai qualcosa tu!), ma Toscani insiste nel dare lezioni di creatività ai veneziani… naturalmente sperando di ottenere sempre nuove e ben remunerate commesse. Farebbe meglio a tacere.

29 settembre 2005

 

 

 

TORNANO IN CARTACEO I COWGAY DEL (o DELLO?) WYOMING  

  

LOVE IS A FORCE OF NATURE

Ecco che mi ritocca parlare di quel furbone un po’ snob, ma indubbiamente abile, di Alessandro Dalai, mio ex vicino di casa qui a Venezia nel secolo scorso e adesso a capo della possente Baldini Castoldi Dalai editore di Milano. Nel 1999 aveva pubblicato una raccolta di racconti di E. Annie Proulx: "GENTE DEL WYOMING". Ebbene, adesso gli è venuta l’idea di estrapolarne uno a caso:- ), per l’esattezza quello da cui è stato tratto il clamoroso Brokeback Mountain, vincitore del Leone d’Oro alla recente Mostra del Cinema di Venezia. Dalai ne ha fatto uno smilzo, elegante volumetto a sé, da far circolare in concomitanza con l’uscita della versione italiana del film. In copertina, naturalmente, i due cowgay del film di Ang Lee.   

 

Il racconto, benché stampato grosso, è di appena 47 pagine (da pag. 5 a pag. 52). Alla scena clou si arriva quasi subito, ovvero a pag. 14:

 

Vieni qui sotto. Il sacco a pelo è grande abbastanza”, disse Jack con voce irritata, impastata di sonno. Era grande abbastanza, caldo abbastanza, e di lì a poco approfondirono notevolmente la loro amicizia. Ennis andava a tutto gas su tutte le strade, che si trattasse di sudarsela o di spassarsela, e non volle saperne quando Jack gli prese la mano sinistra portandosela sull’uccello eretto. Ennis strappò via la mano come se avesse toccato il fuoco, si sollevò sulle ginocchia, slacciò la cintura, si abbassò i calzoni, mise Jack a quattro zampe e, con l’aiuto dei fluidi suoi e di un po’ di saliva, gli andò dentro, cosa mai fatta prima ma non occorreva un manuale di istruzioni. Se la fecero in silenzio salvo per qualche ansito e il soffocato “sto partendo” di Jack, poi fuori, giù, a dormire…” 

 

E poco più giù:

 

Non parlarono mai della cosa, lasciavano che accadesse… salvo una volta che Ennis disse: “Mica sono  un finocchio” e Jack subito: “Neanch’io. Mai capitato prima. Riguarda solo noi.”

          La traduzione è di Mariapaola Dèttore.

Copio-incollo i giudizi già comparsi in Internet Bookshop a cura dei soliti buontemponi:-/ Tengo a chiarire che il Luca.ve75 non   sono io, anche se il librino è parso piuttosto intenso anche a me.

Luca luca.ve75@virgilio.it (10-02-2003)
Da mandare a memoria. Molto meglio di un qualsiasi corso di scrittura creativa. Un libro di 60 pagine che ne racchiude quattrocento. Una tappa obbligata per chiunque aspiri a diventare scrittore. L’arte della brevità ai massimi livelli.
Voto: 5 / 5

Sebastiano Ricci (23-09-2005)
Sentore di truffa. Se tutto sta nell’idea (eccellente) la pagina è invece stenterella con qualche slancio lirico di troppo e troppa polpa narrativa inespressa di meno. Sembra – forse è – un pre-libro. Il sentore di truffa si accentua nella nuova edizione che l’editore (giustamente) si è affrettato a stampare sul successo del film a Venezia: 50 pagine in caratteri per ipovedenti tanto per giustificare la pubblicazione e il prezzo di copertina. Sembra un video clip ben confezionato della Marlboro Country. Vedremo se il film è meglio.
Voto: 3 / 5

Camel (08-03-2005)
All’autrice viene commissionata un’opera sullo stato del Wyoming. Non sapendone niente, chiede di poter trascorrere un breve periodo ospitata laggiù. Da quell’esperienza, oltre all’opera richiesta, saltano fuori una decina di racconti, forzatamente quasi tutti identici nell’ambientazione (i ranch con le loro enormi mandrie di manzi, i pascoli impervi aridi d’estate e sepolti dalla neve d’inverno, i villaggi in cui gli unici svaghi sono il pub e la festa del rodeo…) e nelle storie che narrano. Nel complesso, dunque, la lettura è piuttosto monotona, soffocata dalla stagnazione dei luoghi, delle vite, dello stile, anche se ci sono un paio di buone storie.
Voto: 2 / 5

28 settembre 2005

 BALDINI CASTOLDI DALAI  E FELTRINELLI

 UNITI NELLA LOTTA

 DA http://www.bcdeditore.it/index.aspx  (BALDINI CASTOLDI DALAI)

SE VUOI INVIARCI UN TUO MANOSCRITTO…

Cari amici,
al momento non siamo disponibili a valutare nuovi manoscritti. Vi preghiamo di non inviarci delle proposte né in forma cartacea né via internet. Vi preghiamo di non contattarci telefonicamente.

Grazie della collaborazione,
La segreteria editoriale.
 

 ——–

Da www.feltrinelli.it/contatti  Feltrinelli editore 

Manoscritti . Al momento non prendiamo in esame manoscritti non richiesti.  

Curricula. L’organico dell’azienda è attualmente completo. I curricula inviati all’indirizzo postale vengono esaminati e archiviati per eventuali necessità future. Non inviare curricula agli indirizzi e-mail.  

Allegati e attachment. Non allegare alcun tipo di file alle e-mail. Tutti gli attachment verranno cestinati automaticamente. 

   GLI AUTORI NUOVI NO PASARAN!!!

 Comunicare meglio in inglese

 Ma CORAGGIO, non tutto è perduto!!!

 

 Ecco un’opportunità concreta per gli autori desiderosi di farsi un nome:

 “ANSPI – CENTRO D’INTERESSE,
PARROCCHIA SAN GERARDO MAIELLA
GALLIPOLI
3°      CONCORSO DI POESIA RELIGIOSA

Don Tonino Bello, il profeta della pace

Il Centro di Interesse  Anspi della Parrocchia San Gerardo Maiella, in
Gallipoli, indice il 3°  concorso di poesia religiosa sul tema " Don Tonino
Bello , Profeta della Pace "

a) Poesia in lingua italiana

b) Poesia in vernacolo salentino

c) Libro di poesie  a tema religioso edito negli ultimi 10 anni  (dal 1996
in poi)

2. Per le  sezioni a) e  b)   potranno essere presentate al massimo tre
poesie non eccedenti i quaranta versi ciascuna, in  una sola copia
autografa. Per la sezione c)   si partecipa  con una sola opera edita dal
1995 in poi.

3. Tutte le opere devono pervenire entro il  30  settembre 2005   ( farà
fede il timbro postale)  al seguente indirizzo: Centro di Interesse  Anspi –
Parrocchia San Gerardo Maiella, via Mantova – 73014 Gallipoli

4. Ogni concorrente dovrà  indicare in calce  ad ogni opera le  generalità ,
l’indirizzo,  il  numero telefonico e la dichiarazione che l’ opera  stessa
è frutto della sua creatività (esclusa la sez. "c").

Verranno premiati i primi TRE classificati di ciascuna sezione  con "ICONE
RELIGIOSE".A tutti i concorrenti verrà rilasciato diploma di partecipazione e fatto dono del
volume  " La Santina di Gallipoli"  di Augusto Buono Libero.

5. Tutti  i partecipanti saranno invitati formalmente invitati alla
cerimonia di premiazione che avverrà  il  23  ottobre 2005  , alle ore
20,00,  presso la Sala Conferenze della Parrocchia San Gerardo Maiella.. I
premiati che , per vari motivi,  non potessero partecipare alla cerimonia ,
potranno ricevere ugualmente  l’eventuale  premio e  il dono  loro riservato
presso il proprio domicilio ,  secondo modalità che verranno a suo tempo
concordate.

6. Le opere prime classificate e quelle ritenute comunque meritevoli
verranno recensite presso l’emittente televisiva Teleonda Gallipoli. I
concorrenti con la partecipazione al presente concorso s’impegnano a dare
fin d’ora  il loro assenso per la gratuita diffusione televisiva, o
pubblicazione .

7. E’ richiesta una quota di

partecipazione alle spese di  EURO 15.00
(quindici =00)  per ogni sezione, che dovrà essere versata mediante vaglia
postale,  assegno bancario non trasferibile intestati a:   Centro di
Interesse  Anspi –  Parrocchia San Gerardo Maiella, via Mantova – 73014
Gallipoli, oppure in contanti , direttamente presso il Centro di Interesse .

8. La  Giuria  del Concorso,   presieduta dal Parroco,  sarà resa nota
durante la manifestazione di premiazione . Tutte le opere ammesse alla fase
finale  saranno declamate dagli autori  medesimi ( o da esperti lettori) ,
in occasione della serata  di premiazione.

9. La partecipazione  al concorso comporta la piena e completa accettazione
del presente regolamento e il perfetto adempimento di tutti gli obblighi in
esso contenuti. In caso contrario la partecipazione è considerata nulla.
L’operato della  Giuria è insindacabile e inappellabile.

        Il parroco don Piero De Santis

27 settembre 2005
Prezzemolina. Con CD Audio

 

LETTERATURA

È VITA?

 

Ricordo che anni fa, al tempo in cui ero ancora perverso e polimorfo e di conseguenza praticavo spudoratamente il morphing in rete (con gran “dispitto” del leggendario Peltio, che tentava invano di educarmi alla netichetta), un giorno, presso una certa comunità telematica, mi spacciai per tale Prezzemolina2000. Volevo tastare il polso alla comunità stessa sul tema: “Letteratura è vita?”. 

Riproduco il testo: 

«Da bambina mi colpì da morire la fiaba "Prezzemolina" e in particolare la frase con cui la protagonista (Prezzemolina, per l’appunto) rispondeva sdegnosa a Memè, il cugino delle fate, ogni volta che questi le chiedeva un bacio:
"Preferisco dalla Fate esser mangiata/
Piuttosto che da un uomo esser baciata."

Purtroppo, quando – divenuta più grandicella – il mio primo ragazzo mi chiese un bacio, quasi senza volerlo pensai: "Preferisco dalle fate esser mangiata/piuttosto che da un uomo esser baciata." E lo allontanai da me. Da allora questa mia piccola tragedia personale si è ripetuta puntualmente ad ogni analoga richiesta successiva. Per farla breve, benché non sia più giovanissima, ho continuato e continuo a respingere ogni sorta di aspiranti alla mia mano e soprattutto alla mia… bocca, condizionata da quello che è diventato nella mia mente una sorta di slogan ossessivo: "Preferisco dalle Fate ecc.". Posso quindi dire a ragion veduta che se la letteratura, da un lato, rispecchia la vita, può anche succedere che la vita, dall’altro, rifletta fortemente la letteratura. A voi è mai successo di comportarvi come i personaggi di qualche opera letteraria?»

 Tale Mario Giagnori rispose:

«A me succede una cosa strana, vedo che qualche personaggio di opere letterarie si comporta come me. Sarà che la mia vita è un romanzo? :-D»

E una non meglio identificata Pikkiatella: 
«Come Pinocchio ogni tanto. Mia madre me lo dice spesso, che ho la testa di legno.» 

 Bartleby:
«ci avrei l’istinto di barbablu’,
ma mia moglie e’ di altro avviso, ‘azz.»

Andrea Laforgia:

«Me ne vergogno un po` ma devo ammettere di sì. Ricordo di aver letto, una volta, una storia ambientata in un circo.  Il nano gay Perspinacio, uno degli artisti del circo, si era follemente innamorato di un domatore molto bello.  Costui aveva un aspetto statuario, un corpo muscoloso e possente e menava la frusta come un dio. Un giorno Perspinacio, nel vedere che il suo innamorato si piegava per allacciarsi una scarpa (le tipiche scarpe da domatore), gli corse da dietro, preso dalla voglia sfrenata di sfogare la sua furia sessuale.  L’uomo, che aveva intuito tutto, si girò di scatto e gli disse: "No ! preferisco dal leone esser mangiato! che dal nano impalato!". Da quel giorno nessuno ci crede, quella frase mi e` rimasta talmente impressa che io rispondo cosi` a tutti quelli che vogliono sottopormi a un rapporto anale.».  Eccetera.

 

Di recente, per la precisione il 22 settembre scorso, tale MoS (giuro che NON sono io!) ha scritto in it.cultura.libri:

 

«Salve a tutti,
sono un ragazzo  di quasi 27 anni che si accorge di non avere affermato del tutto una propria spiccata personalità e che spesso si riconosce e si vede comportare nella vita come in "quella situazione" farebbe un’altra persona che in quel momento è per me un esempio di comportamento(uno simpatico, uno che ci sa fare con le donne, uno sicuro di sé o in quello che crede dovrebbe essere l’atteggiamento migliore per "quel caso"…). E questo può accadere in un approccio con una ragazza, nel modo di ridere in alcune situazioni, di esprimersi, di rapportarsi agli altri o altro e non necessariamente in situazioni "importanti", ma anche banali. Immagino che trovi in alcune
persone dei modelli da seguire (si tratta di amici o comunque persone con cui sono spesso a contatto perlopiù), ma credo anche di avere molte doti (al tempo stesso sono assolutamente convinto della AUTENTICITA’ dei rapporti che stabilisco con le persone che sono DAVVERO a me vicine) e che non mi manchi nulla per poter essere me stesso in quelle situazioni e non appoggiarmi a qualcun altro e questo provoca in me un dissenso interiore. Mi piacerebbe aiutarmi in questo percorso attraverso delle letture anche perché l’argomento mi incuriosisce molto e credo mi sarebbe molto utile. Avete qualche consiglio da darmi? Grazie comunque a tutti.»

Voi che cosa gli avreste risposto? 

P.S. Il Giambattista Basile autore di "Prezzemolina" (ripresa anche da Calvino nella sua raccolta di ‘Fiabe Italiane’) non va confuso con il il Basile dei VMO.

26 settembre 2005

Giuni Russo

A CASA DI IDA RUBINSTEIN

***Nell’88, con l’album A casa di Ida Rubinstein arriva la svolta che chiude definitivamente la sua fase "leggera": realizzando contaminazioni originali e sorprendenti, Giuni esegue note arie e romanze di Bellini, Donizetti e Verdi, un repertorio che conferma la naturale vocazione di Giuni alle contaminazioni musicali più all’avanguardia e la consacra come la prima ed unica interprete della "musica di confine"*** (da www.giunirusso.it )

Giuni Russo, cofanetto Cd+Dvd a un anno dalla morte

Ad un anno dalla morte esce in edizione limitata, con la supervisione di Franco Battiato, ‘Giuni Russo’, cofanetto curato da Maria Antonietta Sisini, compagna d’arte e di vita della cantautrice siciliana.
Il cofanetto (un Dvd e un Cd) contiene l’unica testimonianza video di uno dei suoi più coinvolgenti concerti, registrato il 10 settembre 1984, durante il Mediterranea Tour, oltre a contenuti speciali extra e a un libretto, con foto inedite. Il Cd audio contiene invece la riedizione dell’album ‘A casa di Ida Rubinstein’, il disco che meglio indica la forte vena anticipatrice di Giuni Russo, impegnata in questo lavoro nella contaminazione fra musica classica e pop.

"Mi considero la più fortunata delle persone e con infinita gratitudine ringrazio il Signore per avermi fatto un dono tanto prezioso – ha detto la Sisini – e per aver condiviso con Giuni oltre 35 anni di vita e di arte".
Nel Dvd ci sono anche tre videoclip (‘Diva Divina’, ‘Una rosa è una rosa’ e ‘Nada de turbe’), il brano ‘La sua figura’ (dal vivo nel 2002) e un incontro-intervista con Madre Emanuela, superiora delle Carmelitane scalze. "Giuni era una donna forte", dice la religiosa. Proprio la sepoltura tra le Carmelitane Scalze, al Cimitero Maggiore di Milano, è stato il suo ultimo desiderio prima di morire a soli 53 anni, in seguito a una lunga malattia. (AnC)

(13 settembre 2005)

(da: http://www.kwmusica.kataweb.it/kwmusica/news_scheda.jsp?idContent=124001&idCategory=2022 )

Giuni Russo: un DVD e un CD per ricordare la sua arte

"La notte tra il 13 e il 14 settembre del 2004 è scomparsa all’età di cinquantatre anni una delle più grandi cantanti italiane: Giuni Russo (vero nome Giuseppa Romeo).
In sua memoria, ad un anno di distanza dalla sua morte, è stato pubblicato lo scorso 9 settembre un cofanetto eponimo ad edizione limitata contenente un DVD e un CD, pubblicato dalla Nar International e distribuito dalla Edel.
Il progetto è stato curato da Maria Antonietta Sisini (compagna di vita e di arte di Giuni) con la supervisione di Franco Battiato, collaboratore, amico e conterraneo della cantante. Il DVD presenta uno dei momenti più intensi della vita di Giuni, e raccoglie una sua esibizione live del 10 settembre 1984 durante il “Mediterranea tour”.
All’interno del primo disco, oltre a brani come “Good good-bye”, “Un’estate al mare” e “Limonata cha cha”, sono presenti anche dei contenuti speciali tra cui un’esibizione live del 2002 in cui Giuni canta il brano “La sua figura”, il videoclip originale del 1987 di “Diva divina”, il videoclip del 2003 di “Una rosa è una rosa”, una versione di “Mediterranea” tratta da “Le stanze della musica tour 2001”, il videoclip di “Nada te turbe” girato nel Monastero di Chiaravalle, e la testimonianza di Madre Emanuela, superiora delle Carmeline Scalze di Milano, con la quale Giuni aveva allacciato un rapporto molto profondo.
Il CD invece è una riedizione di “A casa di Ida Rubinstein” (pubblicato nel 1988 in collaborazione con Franco Battiato), l’album in cui Giuni Russo esprime il suo lato classico, interpretando “A mezzanotte”, “Le crepuscole”, “La zingara” e “Me voglio fa ‘na casa” di Gaetano Donizetti, “Malinconia” e “Fenesta che lucive” di Vincenzo Bellini e “Nell’orror di notte oscura” di Giuseppe Verdi. Alla conferenza stampa per la presentazione del cofanetto erano presenti il discografico Mario Limongelli e l’ideatrice del progetto Maria Antonietta Sisini (Battiato non è potuto esserci, ma ha mandato un comunicato di congratulazioni ad Antonietta).
“Penso di essere la persona che conosceva meglio Giuni”, ha spiegato la Sisini, “Ho avuto l’idea di produrre questo cofanetto perché ho ricevuto parecchie sollecitazioni: ci sono molte persone che ammirano Giuni da molti anni, mentre altri, quelli più giovani, hanno conosciuto la sua arte da poco. Questo progetto è per loro, per chi ha ancora fame e sete della grandezza di Giuni”.
“Per la realizzazione di questo lavoro ho provato a chiedere alcuni pareri a persone a me vicine”, ha proseguito Antonietta, “ma poi ho capito che l’unica persona che poteva davvero consigliarmi era Franco Battiato e sono corsa immediatamente a Catania da lui. Mi è stato di molto aiuto”.
Maria Antonietta Sisini è anche la fondatrice dell’Associazione Giuni Russo Arte, l’unica associazione autorizzata e ufficiale nata con lo scopo di promuovere il patrimonio culturale dell’artista siciliana e tenere vivo il suo nome.
“C’è molto materiale inedito che riguarda Giuni”, ha aggiunto la Sisini, “Esistono circa trenta canzoni provinate e che mi piacerebbe poter pubblicare in futuro. Un altro progetto che ho a cuore è quello creare un libro di fotografie di Giuni, per mostrare a tutti il suo vero carattere di donna spiritosa e molto divertente”.
Dallo scorso 9 settembre è on-line il nuovo sito Internet ufficiale della cantante, http://www.giunirusso.it."

da http://www.rockol.it/news.php?idnews=73466 

"A partire dal 1994 Giuni segue un percorso sempre più personale: collabora con scrittori e poeti, studia antichi testi sacri, tiene numerosi concerti, compone nuove canzoni.
E’ in questo periodo che l’artista si avvicina alla spiritualità carmelitana e comincia ad ammirare le figure di Santa Teresa D’Avila, di Edith Stein, di San Giovanni della Croce, i cui scritti sono per lei fonte di continua ispirazione… [cut]…
Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004 Giuni Russo si è spenta nella sua casa di Milano.
Essere sepolta tra le Carmelitane Scalze è stato il suo ultimo desiderio."

da www.giunirusso.it                                       

                              Il carmelo di Echt

(testo e musica di Juri Camisasca)

E per vivere in solitudine nella pace e nel silenzio
Ai confini della realtà
Mentre ad Auschwitz soffiava forte il vento
E ventilava la pietà
Hai lasciato le cose del mondo
Il pensiero profondo dai voli insondabili
Per una luce che sentivi dentro
Le verità invisibili
Dove sarà Edith Stein?
Dove sarà?
I mattini di maggio riempivano l’aria i profumi nei chiostri
Del carmelo di Echt.
Dentro la clausura qualcuno che passava
Selezionava gli angeli
E nel tuo desiderio di cielo
Una voce nell’aria si udì: “gli ebrei non sono uomini”
E sopra un camion o una motocicletta che sia
Ti portarono ad Auschwitz.
Dove sarà Edith Stein?
Dove sarà?
I mattini di maggio riempivano l’aria i profumi nei chiostri
Nel carmelo di Echt
Dove sarà Edith Stein?
Dove sarà?
E per vivere in solitudine nella pace e nel silenzio
Nel carmelo del cielo

24 settembre 2005

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"TUTTO È AUTOBIOGRAFICO

e qualunque cosa è un ritratto", sostiene Lucian FREUD, artista tedesco di origine ebraica (ma naturalizzato cittadino britannico), di cui al Museo Correr di Venezia sono in mostra un’ottantina di dipinti fino al 30 ottobre 2005 (www.museiciviciveneziani.it). Il fatto che si tratti del nipote di Sigmund Freud spinge la gente a sparare con aria dotta: “Ah, sì, indubbiamente ha una notevole capacità di introspezione psicologica!”. Se cercate volti e soggetti sorridenti, statene alla larga. Il ritratto più gioviale, per dirne una, è quello della regina Elisabetta,  prestato per la prima volta dalle Collezioni Reali:

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Tra museruole di cani, copriletti spiegazzati, peni inerti, lavandini che non hanno mai visto un detersivo, silfidi come la donna stravaccata a terra nel dipinto sopra riportato, (si tratta di Sue Tilley, soprannominata Big Sue , modella prediletta del pittore), tutto si può dire del pur fascinosissimo Freud tranne che voglia edulcorarci la realtà:-)

24 settembre 2005

È SOLO
APPARENTEMENTE
MORTO:-)

23 settembre 2005

SONO SOLO APPARENTEMENTE MORTO”, una manovra musicale visuale su Hans Christian Andersen [prima italiana]

Teatro alle Tese (Terza Tesa), ore 20.00, 22-23 settembre 2005

LA BIENNALE DI VENEZIA, 37. Festival Internazionale del Teatro

ALCUNI GIUDIZI:

“Mi ha lasciato completamente sopraffatto e quasi apparentemente morto, tanto è stato il godimento per gli occhi e le orecchie” (Lucio Angelini:- ) )

“Ancora una volta Kirsten Delholm ha creato una performance meravigliosa – e mai troppo magica – ai confini fra il teatro della performance, l’architettura, l’arte visiva e il concerto. Il culmine assoluto è l’OPERA CORALE QUASI SACRALE, DI INCANTEVOLE BELLEZZA, del tedesco Manos Tsangaris, elaborata elettronicamente con consumata abilità da Simon Stockausen” (Ekstra Bladet)

“NINNA STEEN è carismatica e allo stesso tempo inquietante nel ruolo dell’infelice Andersen e, insieme agli altri 14 cantanti della performance, che provengono tutti dal DR Radiokoret, porta la rappresentazione ai massimi livelli (Børsen)

“Una cosa è certa: le immagini di Hotel Pro Forma sono fra quelle che rimarranno impresse sulla retina anche quando l’anno anderseniano sarà terminato.” (Berlingske Tidende)

“Le sue immagini a più livelli innescano associazioni e sono condensate di volta in volta in momenti di grande forza” (Frankfurter Rundschau)

“Gli interpreti assumono atteggiamenti ‘parlanti’, ma cantano. Talvolta cantano con serafica bellezza, talvolta invece con un tono rude che impedisce a ogni armonia di affacciarsi sul palcoscenico. Il DR Radiokoret è di prima categoria – un gruppo eccellente” (Kölner Stadt-Anzeiger)

NOTA BENE:

PER CHI NON È RIUSCITO A TROVARE POSTO A VENEZIA, ECCO LE PROSSIME DATE:- )

3/11/2005 20:00 Theremin Scalascenen, Århus Teater, Denmark

12/1/2006 20:00 I only appear to be dead Spielzeiteuropa – Berliner Festspiele

13/1/2006 20:00 I only appear to be dead Spielzeiteuropa – Berliner Festspiele

14/1/2006 20:00 I only appear to be dead Spielzeiteuropa – Berliner Festspiele

2/2/2006 21:00 The Algebra of Place 1 Axelborg, Vesterbrogade 4, København


Notizie generali
(rubo qua e là dal volantino):

 
Diretto da Kirsten Delholm con le musiche (splendide) di Manos Tsangaris e gli effetti elettronici di Simon Stockhausen, “SONO SOLO APPARENTEMENTE MORTO” (Jeg er kun skindød) presenta 14 cantanti del DR Radiokoret e la performer Ninna Steen (che interpreta Andersen). Un suono polifonico in un paesaggio panoramico. Lo scenario è un corridoio lungo 28 metri su un lato del quale si ergono 32 immagini ad altezza d’uomo: rappresenta la strada della vita e diventa per gli interpreti uno stupefacente contesto di interazione.

"SONO SOLO APPARENTEMENTE MORTO" è  una performance sullo scrittore danese Hans Christian Andersen che, nella rappresentazione dello straordinario gruppo Hotel Pro Forma, è “un uomo perseguitato da demoni, ansia, vanità e solitudine. Un uomo che cerca sempre un senso di appartenenza, ma che non sente mai di avere ottenuto riconoscimento. Un uomo con un’enorme sensibilità che sopravvive grazie a un umore nero e a una vera immaginazione artistica”.

SONO SOLO APPARENTEMENTE MORTO” è basato sui diari di H.C. Andersen. Canto e recitativo sono in italiano, tedesco e danese. Il titolo fa riferimento al biglietto scritto a mano che Hans Christian Andersen teneva sul comodino di notte per paura di essere sepolto vivo (una delle sue ossessioni), così come teneva sempre in valigia una corda per calarsi dalla finestra dei vari alberghi in cui alloggiava in caso d’incendio:- )

Hotel Pro Forma è una società di produzione che si occupa di performance e mostre. Ogni produzione è un nuovo esperimento e una nuova ricerca che contiene una doppia messa in scena: contenuto e spazio.

L’architettura e la tradizione del luogo (a Venezia: la “Terza Tesa” dell’Arsenale) sono parte della rappresentazione. Percezione, prospettiva e temi del mondo attuale si mescolano in un’opera d’arte concettuale, interdisciplinare. Ogni produzione è il risultato di una stretta collaborazione tra professionisti di diverse discipline: arte visiva, architettura, musica, cinema, letteratura, scienza e media digitali. Gli interpreti vengono scelti accuratamente per ogni performance.

PRO FORMA: a prima vista, qualcosa che non ha un vero senso letterale, nell’interesse della forma.

Hotel Pro Forma è stato fondato nel 1985 da Kirsten Dehlholm, direttore artistico e artista visivo.

23 settembre 2005

Non mi era mai successo di dover firmare una liberatoria per poter assistere a uno spettacolo. Ho dovuto farlo ieri sera alle 22 per sottopormi a FEED”, di Kurt Hentchlager (al Teatro Piccolo Arsenale di Venezia  il 20, 21, 22 settembre), La Biennale Teatro.

Ecco il testo: 

 

Il sottoscritto…, nato a…, il…, residente a….  A conoscenza della particolarità dell’azione scenica e cioè che l’area scenica sarà completamente satura di fumi non tossici dal 30° minuto al 45° minuto, limitando la visibilità a pochissimi centimetri e creando un effetto di assoluto isolamento visivo, con utilizzo anche di luci stroboscopiche per 15 minuti, e quindi opportunamente informato, partecipo sotto la mia personale responsabilità alla performance, esonerando la Fondazione La Biennale di Venezia da qualsiasi azione di rivalsa derivante da inconvenienti che potrebbero accadermi durante il periodo dell’azione sopra descritta.  (Firma)

Compilo, entro e mi siedo. L’altoparlante avverte che è presente del personale medico in caso di disturbi, allucinazioni, malori e quant’altro. La cosa si fa interessanteJ

Su un grande schermo vengono proiettati dei manichini che danzano, fluttuano, si intrecciano, hanno scatti epilettici. Poi iniziano le fumarole. Gran nebbione, ma si riesce a non tossire. Finalmente iniziano i sospirati bombardamenti stroboscopici e, come da opuscolo, Feed si fa  “pura sensazione di luce, dove le presenze immateriali affogano e scompaiono, MENTRE LE RETINE DEGLI SPETTATORI, NON RIUSCENDO A ELABORARE TUTTE LE ONDE LUMINOSE, GENERANO OGNI TIPO DI FORMA E FENOMENI”. Tutto vero. Certo, divertente e vagamente lisergico, ma  

 

                  NIENTE A CHE VEDERE CON LO STRAORDINARIO, ALTISSIMO SPETTACOLO

 

 "SONO SOLO APPARENTEMENTE MORTO" 

manovra musicale visuale su Hans Christian Andersen, da cui ero reduce e di cui vi parlerò domani.

Troooooooooooppo bello!

Che pena mi fate voi che NON l’avete visto. Si replica  oggi 23 sempre alle 20.00, ma i biglietti sono pressoché introvabili.

 

22 settembre 2005

(Mi si era cancellato per errore. Reintroduco il pezzo)

Per la serie: BAGGIANATE DELLA BIENNALE

o anche: MESTIERI NUOVI: L’INSTALLATORE DI BOIATE)

Nel programma c’era scritto:

Mark Bain (Usa/Olanda)

SONUSPHERE

[prima italiana]

orario di apertura, dalle 18.00 alle 20.00. Arsenale. Spazio Ex Officine.

Alle 18.00 in punto mi presento all’ingresso, raggiungo la sede dell’installazione, entro e mi guardo attorno. Mi trovo in un’ampia sala quadrangolare vuota, a parte una grande sfera – posta nel centro –  rivestita di plastica grigia. Squallidissima. Nella sala un fastidioso rumore continuo, tra il forte brusio e il vero e proprio rombo.

Dopo un paio di minuti chiedo al guardasala: “Scusi, lei che sta qui tutto il giorno, sa mica se a un certo punto succede qualcos’altro?”

Risposta: “No, nient’altro.”

“Grazie”, dico. “Mi sento sufficientemente preso per il culo già così.”

“La capisco perfettamente. Condivido la sua opinione”, risponde il guardasala.

Lo saluto ed esco.

———————————————-

Sentite, adesso, come questa stessa INSTALLAZIONE possa essere descritta in termini BEN PIÚ ACCATTIVANTI. Rubo dall’opuscolo:

Mark Bain (USA/Olanda)

da giovedì 15 a mercoledì 21 settembre – Arsenale

Sonusphere (installazione) prima nazionale

«La nuova creazione di Bain è una sfera dotata di sensori sismici che fanno da “collettori” dei movimenti non percepibili del nostro pianeta. Si può dire che Sonusphere vuole essere “lo spettacolo della terra” che, movendosi, produce una sua parola. Il palcoscenico, in questo caso, è il cosmo, e il pianeta è l’attore, come in una sorta di “socle du monde” di Piero Manzoni in versione musicale. Il risultato, aldilà della percezione acustica monotòna [prego notare l’accento sulla penultima] e oggettiva, è di INASPETTATA COMMOZIONE di fronte alla MALINCONIA del canto di questo gigante.»

Ebbene, voglio lanciarvi una sfida all’OK ARSENAL. Andate a visitare l’installazione e sappiatemi dire se qualcuno di voi è stato colto da qualche parvenza di inaspettata commozione…

Vediamo anche internet:

http://biennale.tiscali.it/it/teatro/programma/2005/sonusphere.html

«Una gigantesca sfera che pulsa ingoiando il rumore della terra. È la nuova, monumentale creazione dell’artista di Seattle – ma di stanza ad Amsterdam – Mark Bain, intitolata Sonusphere. Sono sensori sismici a fare da "collettori" dei movimenti normalmente non udibili della terra e a canalizzarli fino a raggiungere una sorta di "crescendo" nella Sonusphere di Bain… [cut]… le creazioni di Mark Bain – esposte in centri e musei internazionali – captano l’acustica della struttura molecolare e la trasformano in fenomeno visivo, sopportando e restituendo tutta la tensione e la vibrazione presenti nella materia e nell’anti-materia. Bain fa della realtà fisica uno spettacolo materialista e, insieme, metafisico.»