NUVOLE A COLAZIONE

 

 

NUVOLE A COLAZIONE

 Mi è capitato fra le mani – forse non a caso – un vecchio numero di “Andersen” (la più importante rivista sulla produzione letteraria per ragazzi) con i libri premiati per il 1996: 

Menzione speciale per il valore civile dell’iniziativa a

Nuvole a colazione”, Panini Ragazzi Editore

Il libro (una raccolta di racconti gratuitamente forniti da venti autori per ragazzi e illustrati, sempre gratuitamente, da altrettanti illustratori) venne presentato qui a Venezia nella sala consiliare del municipio – alla presenza del sindaco Cacciari, del prosindaco scrittore Gianfranco Bettin, del critico specializzato Roberto Denti, di varie scolaresche e di parecchi autori e illustratori del settore – esattamente 10 anni fa:  

                                                        l’11 novembre 1995  

Proprio oggi, dunque, ricorre il decennale di un evento che preparai con grande entusiasmo, ma che, paradossalmente, provocò la mia cacciata come autore dal mondo dell’editoria per ragazzi.  

Sintetizzo l’antefatto. 

L‘idea del libro mi venne nel 1995 dopo un Forum su Sarajevo svoltosi qui a Venezia il 7 luglio all’Ateneo Veneto, con Adriano Sofri, Massimo Cacciari, Gianfranco Bettin eccetera. Quella che mi colpì, soprattutto, fu la testimonianza agghiacciante di una giovane donna bosniaca (l’assedio di Sarajevo era nella sua fase più drammatica). Premetto che ero già abbastanza sconvolto dal suicidio di Alex Langer (il 3 luglio 1995 a Pian dei Giullari, sopra Firenze: “Continuate in quello che era giusto”, aveva lasciato scritto nel messaggio d’addio) e dal tragico appello del sindaco di Sarajevo Tarik Kuposovic a Cacciari: “Ti prego di adoperarti in ogni modo per inviarci più cibo possibile“). Pensai che ognuno dovesse fare qualcosa, muovendosi nel proprio ambito (sono contrario ai progetti troppo vasti o fumosi). Mi dissi: “Se fossi un politico, farei qualcosa a livello politico. Poiché sono un autore per ragazzi, proverò a smuovere le acque nel mio ambiente”. Telefonai a vari colleghi, a Roberto Denti, proponendo l’iniziativa di un libro i cui proventi andassero in favore delle vittime della guerra in Bosnia. Ci fu una risposta immediata e generosa da parte di quasi tutti gli interpellati. Una delle poche a reagire con parole che allora mi suonarono malevole e retoriche (oggi molto meno) fu proprio Orietta Fatucci, il mio editore, che si rifiutò di ospitare l’iniziativa (“Queste cose si fanno perché ci si vuole sentire buoni… davanti all’orrore l’unico atteggiamento possibile è il silenzio“, eccetera). Mortificato, ma confortato dalle altre adesioni, strinsi i denti e procedetti per la mia strada. Tullia Colombo si adoperò per trovare un altro editore: la signora Laura Panini, che a sua volta si prodigò lodevolmente per la riuscita dell’iniziativa.  

Le conseguenze: 

La Fatucci, da radicale qual era ed è, dopo altri “scazzi” sulla questione decise addirittura di radiarmi dalla EL/Emme/Einaudi Ragazzi sia come autore, sia come traduttore (per insubordinazione?). Nuvole a colazione fu presentato anche in televisione da Bianca Pitzorno nel programma domenicale della veneziana Mara Venier, fruttò 25 milioni di lire in royalties e tale contributo fu regolarmente versato sul conto corrente umanitario pro-Sarajevo aperto dal Comune di Venezia.

Purtroppo qualche mestatore (qualcuno degli esclusi dalla raccolta?) prese a spargere merda e fango sull’iniziativa e in particolare sulle mie “vere” (?) intenzioni. La mia coscienza era a posto, ma presto, in una sorta di reazione a catena, vari personaggi che avevano costituito un riferimento professionale per me, cominciarono a prendere le distanze dal promotore dell’operazione (il mondo dell’editoria per ragazzi è un piccolo mondo in cui tutti conoscono tutti). In seguito, infine, mi capitò di sentire citare alla radio una frase di Enzo Ferrari, il magnate dell’automobile: Non fate del bene, se non siete preparati a sopportare l’ingratitudine“. Il monito mi suonò tristemente rivelatore. E devo confessare che se, da un lato, non mi ero aspettato la gratitudine di nessuno, dall’altro ero tutt’altro che preparato a sopportare di essere addirittura buttato fuori dal giro lavorativo per così poco, dopo sei volumi già pubblicati e ottimamente recensiti. Se avessi previsto, anzi, quanto indigeste si sarebbero rivelate per me le nuvole a colazione, forse, chissà, avrei vilmente scelto di fare colazione con qualcos’altro. Comunque, dopo essermi roso il fegato per molto tempo, alla fine riuscii a consolarmi dedicandomi alle traduzioni, alla montagna e all’alpinismo. Compresi anche, a poco a poco, che l’esperienza dell’ingiustizia è in qualche modo il momento clou delle nostre esistenze, il vero rito di passaggio per il conseguimento di un necessario, anche se doloroso, disincanto. “Quando la vita ci mette a dura prova”, mi disse un amico, “è nostro dovere tenerci insieme, non lasciarci travolgere, guardarci vivere con tutta l’ironia di cui siamo capaci. E stringere i pugni in attesa di momenti migliori, perché prima o poi la tensione si allenta.”

Da allora, ripeto, sono passati dieci anni esatti. Qualcuno mi ha detto che i grandi cicli del destino, nell’esistenza di un uomo, durano, appunto, dieci anni. Voglio sperare che da domani 12 novembre 2005 la ruota riprenda a girare nel verso giusto e mi riservi un ciclo professionale migliore. Se così non sarà, pazienza. La vita mi ha comunque dato altre soddisfazioni: due figli che adoro, una casa nella città più bella del mondo, il conforto delle montagne eccetera. Sono – tuttavia – certo del fatto che, se mai dovessi “rientrare in circolo” come scrittore per ragazzi (o, perché no?, anche per adulti), a certe potenti megere del FUMER (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi) fumerebbero tremendamente i marroni:- /

5 Risposte to “NUVOLE A COLAZIONE”

  1. utente anonimo Says:

    senti, ma tu devi metterti a lavorare e a scrivere seriamente. Bravo sei bravo, ma pure pigro. Basta con ‘sti cazzeggi🙂

  2. utente anonimo Says:

    “Grande, Grosso e Giuggiolone” è un bel libro (già) scritto da Lucio Angelini. Per saperne qualcosa si può andare qui:http://space.tin.it/clubnet/badimona/Angelini.htm

    Per un’iniziativa lodevole, Lucio, sei andato incontro ad un avverso destino letterario, mi dispiace.

    Se può consolarti, nella mia prossima raccolta di letture (se uscirà, nel 2006) ci sarà anche quella relativa al tuo “Grande, Grosso e Giuggiolone”.

    I miei libri non smuovono niente, ma chissà che la mia scelta non ti porti fortuna.

    Bart

  3. letturalenta Says:

    Poor Lucio! far questo a te, a fellow of infinite jest. Comunque è vero che le buone azioni suscitano odio e rancore. La tattica giusta è quella del buon samaritano: agire in incognito.

  4. utente anonimo Says:

    Fa pensare, questa esperienza. Soprattutto alla luce dei (discutibili) libri che Bettin e Sofri scrissero per Sarajevo (nell’ordine, Feltrinelli e Sellerio)…
    Non mi dilungo, ma è interessante.
    Babsi

  5. Lioa Says:

    Lucatassa l’hai detta giusta. Mai più iniziative benefiche allo scoperto. Mai più. Lo ripete anche il corvo di Allan Poe: never more.

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