Archive for dicembre 2006

L’EPOPEA DI MARIA STROFA (6)

22 dicembre 2006
(Lucio Angelini in uno dei suoi voli pindarici)
.
EPILOGO
<<È ormai storia dei giorni nostri. Le forze antitroll in campo sono diverse e ben più temibili, per Mario Strofo, di quelle esistenti in passato. Lo Staff Bynoi – The TrollHunters intuisce che sotto il personaggio di Maria Strofa c’è del marcio, e inizia a scavare. L’allarme viene, come sempre, da un fake "usa e getta", l’ennesimo, di Maria Strofa: twat tam asi. (77)
Si inserisce nella polemica tra il simpatico troll di 2° classe "mangia-la-mia-merda" e Bart di Monaco, a gennaio del 2003 (78). In pochi giorni tat twam asi scompare, soppresso da Maria Strofa che ammette la sua creazione in seguito a una precisa e circostanziata deposizione di Bart di Monaco (79). La fame di gloria di Maria Strofa si è ancora una volta nutrita con le carni di un fake usa e getta, sacrificato senza pietà alcuna.
Scattano le indagini, il team di investigatori al soldo dei Trollhunters provvede a interrogare Maria Strofa, che non cede. Il Comm. Basettoni, L’Ispettore Callaghan, L’Isp. Zenigata, Robocop, Ginko, DylanDog si rivolgono a Maria Strofa con domande mirate e circostanziate, cercando di strappare una confessione che purtroppo non arriva.
E mentre lo staff investigativo prosegue con le indagini, lo staff psichiatrico Bynoi, guidato dal Prof. Freud, traccia un interessante profilo di Maria Strofa.
E i fatti confermano quanto indicato nel profilo predisposto dagli esperti.
Alle domande rivolte a Maria Strofa risponde Lucangel; di questo comportamento rivelatorio il lettore dia l’interpretazione più opportuna. Non è una scelta casuale: Mario Strofo dà le indicazioni giuste ai detective, ma lo fa, come sempre, alla sua maniera. Durante una confessione, in cui è Lucangel a interrogare Mario strofo, c’è il crollo definitivo (80):
"Facciamo una cosa Lucangel, così ti calmi. Sono Carlo Berselli e sono un gay, ok ? Non vedo quale mistero tu debba risolvere e in che modo pensi di punzecchiarmi. Nemmeno capisco quale interesse abbia questa vicenda della mia identità. Mi chiamo Carlo Berselli e sono un gay. Contento? Adesso che tutto è a posto posso continuare a scrivere o debbo dichiararlo a ogni post chi sono e perché ? Posso continuare con il nick Maria Strofa oppure debbo allegare mio codice postale, carta di credito, codice fiscale, numero di telefono e indirizzo ? ciao"
(Maria Strofa – M.ID. bjac5v49ghe5h3cl63abdut1bnnlgqp32m@4ax.com)
La triplice Triade si chiude, stavolta definitivamente. Maria Strofa risponde alla domanda che ci eravamo posti: È CARLO BERSELLI. Lo aveva già gridato il povero fake P_ungari, scomparso in circostanze ancora da chiarire. La confessione è solo un tassello di rifinitura ad un puzzle che avevamo già completato. Un tassello cui aggiungere come didascalia sono le seguenti, sinistre parole:
"Desidero darle alcune informazioni circa l’identità di Maria Strofa. In base ad alcuni elementi privati, che non posso rivelarle, so con certezza che dietro questo nick si nasconde non altri che tal Carlo Berselli. Si tratta di un personaggio tanto brillante nelle sue prestazioni polemiche quanto mediocre come scrittore (si veda, ad esempio, il modestissimo volumetto "I libronauti"), per non dire della meschinità caratteriale dell’uomo. Nel mondo dei newsgroup è un famigerato seminatore di zizzania."
(Dalla lettera di Anonimo a Lucangel – M.ID. Qx2E8.54044$zW3.752515@news1.tin.it)
E in chiusura di questo affascinante viaggio che ci ha portato da Berselli a Maria Strofa, passando per gli abissi della mente umana, vogliamo dedicare alcuni pensieri, ed un ricordo, a quanti non sono più con noi. Il nostro pensiero va a Peltio il paladino, unico baluardo contro Lucangel negli anni bui. Un ricordo ad Emerenziano Paronzini, coraggioso portatore di verità.
Un istante di silenzio in memoria di P_ungari, che con il suo coraggio disperato cercò di riscattare la sua vita bruciata di inutile fake, lasciando una testimonianza scomoda ed insostituibile.
Una prece per i 34 nick di Lucangel, per tutti i fakes "usa e getta" creati da Maria Strofa, serviti solo come vittime sacrificali per la sua notorietà. Una dedica ai fakes Tristan Shandy, Cuticchia, Ol’ga, la Sig.na Cuori infranti, Petulia, e tutti quelli, forse troppi, che qui non ricordiamo.
Il nostro ringraziamento va a tutti gli utenti di usenet che hanno collaborato con questa ricerca, che ci hanno sostenuto e suggerito spunti d’indagine interessanti.
Ci congratuliamo con i validi collaboratori dello Usenet Investigation Team per la loro abnegazione e ferrea volontà, e tranquillizziamo tutti gli utenti di usenet: tante domande restano ancora senza risposta, ma noi non ci siamo fermati.
Il lavoro dei TrollHunters continua. Lo ricordino Maria Strofa e tutti i suoi fakes ancora a piede libero… >>
Da
http://web.archive.org/web/20050306174716/www.bynoi.com/blu/blu.html

Be’, che dire, se non che "A QUALCUNO PIACEVA EPICO"?         Malgrado le promesse-minacce dei TrollHunters, per vostra sfortuna Maria Strofa e Lucangel sono ancora tra voi. Definitivamente scomparsi dalla circolazione, invece, proprio loro, i Bynoi boys, con tutti i loro meticolosi e, ahimè, inani dossier, schede, profili (il classico impegno degno di miglior causa…). Scomparso il sito www.bynoi.com. Per ironia della sorte, è toccato proprio a me, "uno dei più perniciosi troll mai apparsi in rete" (la definizione è di Peltio, che adorava fabbricare grandi circostanze con avvenimenti di poco conto) salvare dall’oblio il frutto di tante indefesse – e, ribadisco, sicuramente anche un po’ fesse –  fatiche: "BLU TROLL"…

—–

Il 14 aprile 2003, alle ore 13:08, Maria Strofa osservò in it.cultura.libri, a proposito di BLU TROLL:

"La sola cosa vera di questa articolessa (lenta e che non ha bevuto vino) è che mi chiamo Milena, anche se mia mamma mi ha sempre chiamato Maria. Milena Desi. Abito a Reggio Emilia, nella zona di viale Dimitrov. Cominciai a postare su it.cultura.single, alcuni anni fa, dove conobbi ol’ga che aveva un altro nick. E me ne innamorai perdutamente. Purtroppo si trattò, ancora si tratta, e sempre si tratterà, di un amore romantico: perché io sono lesbica mentre ol’ga è eterosessuale. Parafrasando Don Chisciotte: ‘Soltanto per ol’ga nacque maria strofa’. Tutte le mie poesie sono state scritte per lei. ol’ga è la sola che ha potere di vita o di morte su di me. Quando deciderà di non più comparire suiciderò maria strofa. Il filo può reciderlo soltanto lei. Perciò di tutto quello che si dice o non si dice qui, niente ha importanza se non la decisione di ol’ga. O vivremo insieme, su icl, o insieme, usettianamente, moriremo. La sola cosa che mi irrita di questa indagine è che qualcuno voglia dimostrare di essere più fissato su di me di quanto io non sia fissata su di ol’ga. maria "

—-

Infine, vagando per la rete, ho scoperto il sito:

http://digilander.libero.it/Peltio/Peltio/peltioweblife.htm

in cui Peltio nostalgicamente dichiara: "I like the Web of the good old times: when the content was… the content, and not some fancy, useless and heavy to download multicolored animation. But that’s me. An old fashioned web dweller of the past millenium."

AVVERTENZA. Come si sarà notato, i link numerati della parte terza non portano a nulla. Un esperto mi ha suggerito il seguente espediente:

"Usa la versione della wayback machine su archive.org, salvala in locale, apri con Blocco Note ed edita i link togliendo la parte "http://web.archive.org/web/123…ecc…/" prima del vero e proprio collegamento ai messaggi. Ripeti per ogni link, sono solo 37. :-)"

(Immagine da www.corriere.it )

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PUBBLICITA’ PROGRESSO

21 dicembre 2006

"Il babbo che credeva a Babbo Natale".

Qui:

www.carmillaonline.com

L’EPOPEA DI MARIA STROFA (5)

21 dicembre 2006

<< È proprio mentre infuria la lotta tra Lucangel e Peltio che si evidenzia un primo strisciante legame tra Maria Strofa e il vecchio trollone Lucangel. Maria Strofa, pur non chiamata direttamente in causa, si inserisce nella contesa dichiarando di aver sfidato i propri abuse di riferimento autodenunciandosi per morphing (38) per solidarietà a Lucangel . È il 6 giugno 2001.

Questa sarà d’ora in poi una dinamica ricorrente: nelle diatribe riguardanti Lucangel, compare tempestivamente Strofa, e viceversa. Strano, molto strano. Un mese più tardi Strofa difende Lucangel, su ICL, ma è uno sforzo vano: a fine luglio 2001 a Lucangel viene finalmente segato l’account. È una grande vittoria morale di Peltio, questa (39).

Ancora una volta, in seguito alla segatura dell’account, Maria Strofa prende le difese di Lucangel, inscenando per protesta uno sciopero del posting. Si tratta di nient’altro se non di un espediente per avere per sé un pezzetto della scena che ora è occupata da Lucangel.

"Mi si nota di più se non partecipo… o se partecipo rimanendo in silenzio ? " (N. Moretti).

Ma, trattandosi di troll, la risposta è scontata, e di tutt’altro tenore. Dopo pochi mesi troviamo ancora Strofa intenta a difendere Lucangel da infamanti [e naturalmente destituite di ogni FONDAMENTO, tengo a precisasare, n.d.r.] accuse di perversione sessuale (40). Da notare come tutto questo avvenga a cavallo tra ICL e ICLI: quelli che erano gli ng ove si discettava di cultura e linguistica vengono trasformati dall’avvento del Giano bifronte Lucangel-Strofa in un bordello dove i due (o forse si tratta di due facce della stessa medaglia ?) si arrogano il diritto di discutere di "cazzi" e palazzi senza nessun rispetto per manifesti, netiquette e, soprattutto, utenti.

Questa problematica è invero in crescente diffusione. Sono sempre di più i personaggi che, su usenet, acquisiscono una autorevolezza nella fase iniziale della propria presenza, per poi evolversi verso comportamenti trolleggianti o netkookeggianti che non vengono sanzionati per via dell’aura che protegge l’autore in virtù delle trascorse glorie.

Allora di fronte a personalità del calibro di Peltio, l’obiettività del cronista lascia spazio all’emozione dell’uomo, che non può fare altro se non tributare un meritato plauso a coloro che, pionieri, ponevano la propria mente e le proprie energie al servizio della difesa di usenet. E Peltio proseguirà nella sua opera meritoria ancora per diverso tempo, novello paladino, fino ad accompagnare col suo sguardo benevolente la nascita di "Bynoi".

Comunque sia, sotto le mazzate di Peltio, Lucangel vacilla. Tenta di sollevare un caso sulla sua stroncatura di account su It.News.Net-Abuse, ma addirittura viene sbeffeggiato dal De Cesari (ROTLF!) (41). 31-11-2001. E, stranamente, quando Lucangel è in difficoltà anche Maria Strofa va incontro a fasi ciclotimiche di disagio mentale. A fine 2001 è presa da sindrome di abbandono (patologia che manifesterà più volte nel tempo), ed accusa alcuni suoi compagni di ng di averla sputtanata. La "sindrome da sputtanamento" è notoriamente sintomo di difficoltà del troll, ed è invero interessante notare come in Maria Strofa tale sindrome sia regolarmente abbinata alla "sindrome da accerchiamento", fase in cui la Strofa paventa di essere incastrata e smascherata come fake. (42)

È facilmente comprensibile. Maria Strofa, lo abbiamo visto, è un fake di Ungari/Soames/Berselli, pertanto la sua coscienza è tutt’altro che pulita… ogni accerchiamento può essere fatale.

La simbiosi Strofa-Lucangel vive un momento di svolta il 1 dicembre 2001. Sappiamo bene che il 1° giorno del mese è data rituale e simbolica, e "Mario Strofo" non resiste a questo richiamo. Si produce in un’entusiastica recensione a proposito di un libro di cui è autore Lucangel. Recensione talmente entusiastica da sembrare, in certi passi, una presa per il culo.

Tutto questo mentre su ICL iniziano a circolare voci sempre più insistenti, voci pericolose: si mormora che "Mario Strofo" e Lucangel siano la stessa persona. Se questo fosse vero, si aprirebbero nuovi inquietanti scenari: Lucangel creatore di altri 6 fakes oltre ai 34 accertati da Peltio, solo 6, certo, ma di razza: da Soames a Berselli a Sversato. Con il nick Carlo Berselli che altro non sarebbe se non una nemesi di Lucangel.

Gli interrogativi sono aperti, ma prima che i paladini pionieri possano intervenire, la storia viene ancora una volta sconvolta: come per miracolo, riappare la solita sincronia tra i due protagonisti del teatrino: se Strofo punzecchia Lucangel, questi non è da meno, e inizia a diffondere per i ng voci che danno Strofo come fake di altri personaggi invero interessanti, ma certo di secondo piano rispetto ai nomi che conosciamo. Saltano fuori, suggeriti da Lucangel, i nomi di Tecla Dozio (It.Discussioni.Giallo) (43) (44) e Cuticchia (It.Arti.Trash) (45).

Un tempismo davvero d’eccezione: quando si sospetta che Lucangel e Strofo siano la stessa entità, i due iniziano infangarsi l’un l’altro, quasi a voler convincere l’ingenuo lurker che essi siano due acerrimi nemici piuttosto che un Giano bifronte.


Il Giano bifronte

E in questa situazione, già di per se torbida, si incastona un gioiello per appassionati: l’amicizia e stima reciproca che lega Mario Strofo e Semi-True.Doc.Serg1. (46) (47)

Il primo post di Serg1, rinvenibile su Google, risale al 1999, 11 novembre. (48).

Naturalmente si rimanda a quanto già pubblicato su “Bynoi” per un profilo di quello che è oggi Semi-True.Doc.Serg1.

I suoi esordi (1999) avvengono su It.Arti.Poesia, dove Serg1 si mostra apparentemente di animo gentile. Non tarderà però a rivelare il lato più becero del suo essere, proponendo al ng un componimento disgustoso. (49). Viene giustamente ignorato, e per questo il 30 novembre ’99 cade in una profonda crisi. (50)

A febbraio del 2000 il tracollo mentale di Serg1: trasuda dai suoi post quella rabbia che ben conosciamo dal suo presente in IDL. L’insicurezza e il nascente squilibrio di Serg1 vengono elaborati durante un periodo di circa 1 anno, e infine aggravati dalle provocazioni di Mamo, a Maggio del 2001 (51). Serg1 is back. Ora si fa chiamare Doc.Serg1, è il "nostro" Doc.Serg1, quello che quotidianamente viene sbeffeggiato e deriso su IDL, il trolldler (Troll-Idler), come giustamente evidenziato da Bynoi.

Il Mangano arriva addirittura a teorizzare (52) un interessante parallelo tra lo stile espressivo utilizzato da Strofo e quello utilizzato da DocSerg1.

La rabbia, il rigetto contro tutto ciò che li circonda sembra in effetti accomunare Serg1 e Strofo. E questa rabbia porta ancora una volta Strofo a tradirsi, facendo esplicita e chiara ammissione dell’uso del morphing al fine di non essere killato in una flame con il moderarotfl Beneforti (soprannominato "nano bagonghi" da Maria Strofa) (53). L’uso del morphing "ad hoc", con la creazione di appositi mini-fakes "usa e getta" è una strategia di trollinguerriglia ampiamente teorizzata anche da Enoch Soames, uno dei più terribili alter ego di Maria Strofa. (54)

3.5 – Il mistero Strofa/Berselli. Le lettere anonime.

Oramai la trasformazione di Strofa/o in troll è completa. Nessun riguardo per il topic del ng, che viene trasformato in campo di battaglia su cui risolvere le beghe personali. Naturalmente, trovandoci di fronte a uno scenario dove operano oltre 40 entità (tra cloni e fakes), le flames sono di proporzioni sconvolgenti.

Il mite F.Giannici si duole (55) del comportamento di Mario Strofo e dei suoi fakes, inascoltato: la sceneggiata prosegue (56). Ma è un buffo quanto rivelatorio intervento del buon Bart Di Monaco ci regala un’ottima chiave interpretativa. Questi, il 26.2.2002, a fronte delle camionate di sterco scaricate da Mario Strofo sul ng, se ne dichiara platonicamente attratto, chiamando la donna con i baffi “Regina del ng” (57). È la dimostrazione che come è vero che dietro ogni scemo c’è un villaggio, altrettanto vero è che dietro ogni troll c’è un ng, che ne alimenta e sostiene le malefatte.

Un lucido intervento di Merlino su IAP conferma questa tesi (58): "il ng spesso ha bisogno del troll per poter sopravvivere. E forse sono le toccanti parole di Merlino a incidere nell’animo di Strofo, che su IAP, utilizzando il fake Berselli, si dà pubblicamente del coglione (59). E’ un momento di autocoscienza importante, questo, ma proprio quando sarebbe opportuno adoperare il fioretto per dare la stoccata finale al troll in seria difficoltà, Emerenziano Paronzini sceglie la via della sciabola, stroncando Maria Strofa come scrittrice (60). Il narcisismo è indubbiamente il tasto che attiva e rinvigorisce il troll, e così è anche in questo caso. Niente più autoflagellazioni, e il solito vecchio stile di flame su ICL. Il “nonno” Bart, già segretamente innamorato di Strofo, resta impietrito di fronte a tanta virulenza. (61)

E, come era da aspettarsi, in chiusura c’è l’ennesimo colpo di teatro di Lucangel, il quale propone l’ipotesi Strofo = Berselli (62). A detta di Lucangel, sarebbe stata una lettera anonima a svelargli il segreto. Ma perché un anonimo si sarebbe dovuto rivolgere proprio a Lucangel per svelare questo importante particolare ? Proprio a colui che Maria Strofa considera uno degli “eletti” di ICL ? Troppe coincidenze…. troppe domande aperte… ed una che ancora è in cerca di risposta:

Come interpretare questa esternazione del Lucangel ?

Esistono, al riguardo , due scuole di pensiero:

1) La prima corrente sostiene che questi attacchi di Lucangel a Strofa siano la prova che Lucangel e Maria Strofa, la donna con i baffi, sono due entità diverse.
“Altrimenti perchè – si sostiene – Lucangel dovrebbe accusare Strofa di essere Berselli ? Se Maria Strofa fosse un suo fake, danneggiando lei, Lucangel non farebbe altro se non danneggiare se stesso, quindi non è possibile! Il creatore non può attaccare un suo fake, una sua creatura!”

2) La seconda posizione è più articolata, ma probabilmente più credibile se rapportata all’epoca in cui si svolgono i fatti. La esponiamo passo per passo:

Situazione di partenza: Maria Strofa, nell’epoca di riferimento, si trova a dover fronteggiare un grosso, incombente problema: è stata accusata di essere un fake di Lucangel. (63)

Se questo è vero, il problema può essere risolto solo da Lucangel distogliendo l’attenzione del ng da questo interrogativo. E Lucangel svia per l’appunto l’attenzione del ng proponendo la vecchia ipotesi Strofa=Berselli. Ma perché proprio questa ipotesi ? Semplice, perché oramai è già un anno e mezzo che Berselli e Strofa sono contemporaneamente presenti su usenet, e nessun utente ha avuto mai nulla da eccepire.

Nessun utente, nel 2002, aveva ancora messo in luce quanto da noi evidenziato, ovvero che Maria Strofa è un fake di Berselli. Questo all’epoca portò il buon Lucangel/Strofa a presuppore (dimenticando le tracce lasciate in giro per usenet) che non esistessero prove certe per dimostrare che Berselli=Strofa (e a seguire che Lucangel=Berselli), pertanto tale ipotesi, ventilata da Lucangel stesso, avrebbe preso due piccioni con una fava qualora accolta favorevolmente dal pubblico:

1) Avrebbe distolto l’attenzione dalla morbosa simbiosi-sovrapposizione tra Lucangel e Strofa.

2) Sarebbe stata indimostrabile per insufficienza di prove. Prove che invece, si è visto, esistono, pertanto, passato il turbinio iniziale si sarebbe sgonfiata come una bolla di sapone, senza lasciare strascichi.

Lucangel avrebbe sistemato così in un colpo solo presente e passato.

Ma l’imprudente Lucangel avrebbe fatto i conti senza considerare P_Ungari, e il primo post di Maria Strofa, elementi tramite i quali abbiamo sopra evidenziato ciò:

Maria Strofa=Ungari=Sversato=Critichino=Enoch Soames=Carlo Berselli

La domanda risuona: perché Lucangel scredita Maria Strofa svelando che essa è un fake di Berselli ?

Ripetiamo il pericolo principale per Lucangel: l’accusa che Maria Strofa sia un suo fake.

Allora come ben sappiamo, nei momenti di difficoltà, il capobranco è solito immolare alcuni fakes, pur di salvare tutta la famiglia. Ed è ciò che Lucangel tenta di fare anche ora, eliminando Maria Strofa. Ma non gli è possibile, perché ancora una volta il fake si è autoalimentato, brilla ormai di luce propria, lontano dal suo creatore.

E si innesca una situazione paradossale: Lucangel roditore che rosica in quanto la sua fama è stata oscurata dalla fama di un suo fake… Pirandello non avrebbe saputo offrirci di meglio.

Il tentativo di Lucangel di sopprimere il suo fake Maria Strofa naufraga miseramente. Ancora una volta la creatura si è rivoltata contro il creatore, addentando quella mano che l’ha nutrita e allevata.

3.6 – Maria Strofa: Troll, Netkook o roditore? Autorevolezza e Trolling

La tensione è palpabile, e Phatpreak, nel maggio 2002, affonda come una lama in una ferita aperta, intervenendo con decisione contro Maria Strofa. (64)

È una tensione che intacca anche la solitamente inscalfibile lucidità di Maria Strofa. In seguito a una festosa invasione di ICL compiuta dagli IATTATORI, in ICL si fa strada l’ipotesi che l’intera invasione (oltre 200 post in un 3ad dedicato nel giro di una giornata (65) sia stata compiuta da dei fakes di Maria Strofa. È un segnale importante, il segnale che la popolarità di Strofa è in calo anche presso quel ng che l’aveva un tempo difesa e amata. La risposta del troll Maria Strofa non si fa attendere. E il giorno 11 giugno 2002 flamma contro gli IATTERS sia su ICL (107 post in 2 gg) (66) che sulla stessa IAT (111 posto in 2 gg) (67). Sono evidenti e palpabili i motivi del malessere di Maria Strofa: il rosicamento per aver perso il ruolo di prima donna, la rabbia per non essere stata difesa da ICL, il rancore contro IAT, ng che pure aveva frequentato con l’evidente intento di conquistare nuove ribalte e darsi un’immagine di troll anticonformista, sbarazzino e dalle larghe vedute.

Relativamente alla tipologia del comportamento adottato, risulta chiaro come spesso sia labile il confine che separa il troll dal net-kook e dal roditore. Possiamo affermare ragionevolmente che la permanenza di un troll su un ng facilita la deriva del troll stesso verso comportamenti netkookeggianti quando il trolleggio non è più sufficiente a far conservare le luci della ribalta. Salvo poi approdare a posizioni di roditore quando anche il netkookeggiamento non impedisce al troll di essere oscurato, nella considerazione degli utenti del ng, da altri eventi di maggior interesse per il gruppo.

Ma esistono altri aspetti legati alla permanenza del troll sul ng. Il troll genera altri troll: Il 12 giugno è lo stesso Bart di Monaco, conosciuto fino ad allora come pacato di ICL, a trolleggiare impunemente. (68)

Mario Strofo ha ormai perduto la lucidità. È triste, per chi come noi nel troll aveva comunque ammirato una grandezza che andava al di là del bene e del male, leggere dei posts che non hanno più niente di quell’astuzia e capacità di innesco che furono proprie di Maria Strofa: il grande troll, nel maggio 2002, è l’ombra di se stesso, solo il ricordo della grandezza che fu. Le argute provocazioni ed il sottile morphing di un tempo lasciano spazio a desolanti e sconnesse farneticazioni che sono la spia evidente di una triste e malsana regressione del troll allo stadio infantile. (69)

È una fase passeggera, invero, e un intervento apparentemente IT è l’occasione per rinverdire gli antichi fasti e proporre al pubblico una delle vecchie trollate. (70)

La debolezza del troll non passa inosservata, si aprono spazi per nuove voci di dissenso, e il 17 luglio 2002 G.Tiso, su ICL, grida "La regina è nuda":

"Prendi Maria Strofa, siccome tanto le piace che si parli di lei: checché di buono se ne possa dire, è evidentemente un troll. (…) Solo che come troll Maria è strana perché spesso posta anche a proposito." (Cit.)

L’acuto intervento di Tiso centra con notevole anticipo sui tempi un problema che è oggi oggetto di dibattito, e costituisce uno dei cardini di questo “Dossier Blu troll”: il rapporto tra autorevolezza acquisita nel ng e potenzialità di trolleggio. La storia dimostra che uno dei requisiti essenziali per poter sviluppare delle capacità di trolleggio che non siano effimere ma durino nel tempo è il fatto che il troll disponga di un certo grado di credibilità sul ng in cui agisce. Questa credibilità è una sorta di “corazza” per il troll, che può permettersi di gettare le sue esche in giro per il ng e osservare i ganzi che abboccano, senza pagare apprezzabili conseguenze. La credibilità del troll fa parte integrante dell’esca lanciata dal troll stesso…

La conseguenza di questo è semplice: il troll che “spesso posta a proposito” è tutt’altro che strano, anzi. È questa una strategia di trolling estremamente lungimirante, che mira a costruire con pazienza una solidità del personaggio nel tempo tale da permettere trolleggi reiterati nel corso del tempo.

II troll di lungo periodo privilegia quindi la solidità e inattaccabilità della propria posizione rispetto all’effetto sorpresa che gli verrebbe dall’intervenire nel ng trolleggiando quando ancora non ha acquisito sufficiente notorietà.

L’equilibrio naturalmente regge fino a quando il troll agisce con freddezza sufficiente a mantenere in piedi questo sottile equilibrio tra autorevolezza acquisita nel passato e trolleggio posto in essere nel presente.

L’autorevolezza può essere considerata come una fonte di energia esauribile limitatamente rinnovabile dal troll. Una volta acquisito un monte autorevolezza che chiamiamo A, il troll può procedere con il trolleggio. Ogni trollata di medio valore consuma un ammontare 2 di autorevolezza, per cui dopo la 1° trollata, l’autorevolezza del troll è pari a A-2. Un intervento mediamente autorevole effettuato dal troll incrementa l’ammontare di autorevolezza con 1 punto. Per cui partendo da A, dopo una trollata e un intervento serio il nostro troll conserva A-1 di autorevolezza residua. Alternando una trollata e un intervento autorevole il nostro troll consumerà nel tempo il proprio patrimonio di autorevolezza, arrivando a un valore di A/2 che è considerabile come “valore soglia”, al di sotto del quale egli inizia ad essere riconosciuto come troll dagli utenti più sensibili del ng. Man mano che il valore si abbassa ulteriormente, cresce la percentuale degli utenti che riconoscono come troll il nostro personaggio. Per valori ancora più bassi di A si arriva ai plonkaggi, e se A scende ancora si arriva alle segnalazioni al provider.

Naturalmente stiamo ragionando in termini di trollate medie e interventi di media autorevolezza. Trollate estreme e interventi molto autorevoli possono presentare valori diversi da quelli ipotizzati nel nostro modello. Ciò che resta immutato è il meccanismo con cui il trolleggio si nutre dell’autorevolezza, consumandola.

Sarà quindi cura del troll accorto non scendere mai sotto il livello A-2 di autorevolezza che gli garantisce una sorta di “immunità”.

Probabilmente, sul finire del 2002, Maria Strofa si avvicina pericolosamente al suo valore soglia, e forse scende al di sotto di esso.

Le sue trollate divengono sempre più violente e dirompenti, e sempre con maggiore difficoltà compensate da interventi autorevoli, finchè il giorno 11 novembre 2002 scoppia il bubbone Paronzini. Strofo apre un nuovo 3ad (71), e con l’occasione si riaggancia alla vecchia polemica con Lucangel a proposito dell’ipotesi Berselli=Strofa (72). La polemica è violenta, e come sempre ICL viene asservito alle esigenze del troll Maria Strofa. Questi gli interventi pregnanti: (73) (74). Sostanzialmente Maria Strofa si rivolta contro il suo creatore Lucangel, ed accusa Emerenziano Paronzini (il quale, da vero signore, non partecipa alla flame dimostrano umana pietà per il delirante fake Strofa) di aver diffuso via mail la notizia secondo cui Strofo sarebbe in realtà Berselli.

E’ la standing ovation. La fama del troll Maria Strofa valica i confini dei ng letterari, e approda su IDL, ove il saggio Carlo Trobia, al cospetto di tanto trolleggio china la testa e parla in nome di tutti i suoi idleriani compagni d’arme:

“Noi siamo solo dei dilettanti” (Cit.)

Gli animi sono ormai esasperati ed i tempi maturi per il germogliare di nuove iniziative di protesta contro il troll che tiranneggia incontrastato, su ICL Stefano Pederzini ha il coraggio di opporsi allo scempio che è stato fatto del ng, pronunciando le famose parole:

“Vi si potrebbe mettere in culo, branco di stracciacazzi che non siete altro. Se volete parlare dei cazzi vostri ritrovatevi al bar!” (Cit.)

Rivolto a quanti approvano e sostengono il morphing di Maria strofa. (75)

La sostanza è comunque una: Maria Strofa smentisce di essere Berselli (76). Strano, appena un anno prima, con nick P_Ungari aveva dichiarato di essere Enoch Soames, noto fake di Berselli. Le tracce lasciate in giro sono troppe, troppo evidenti le contraddizioni. Vogliamo credere al compianto fake P_Ungari, testimone scomodo che gridava con i suoi headers una verità scomoda: MARIA STROFA E’ BERSELLI.

Allora perché prima lo ammette, poi lo nega, poi lo riammette?>>

[CONTINUA]

L’EPOPEA DI MARIA STROFA (4)

20 dicembre 2006

3.2 – Maria Strofa e l’evoluzione verso il trolling

Come leggere quanto accade ? Ciò che muove il troll è, sostanzialmente, la fame di gloria. La linfa vitale che lo nutre è l’attenzione del ng che lo ospita. Questo significa che il troll può anche non essere tale nel momento in cui riesce a soddisfare la propria sete di successo e può, forse, contentarsi della fama raggiunta grazie a una frequentazione del ng rispettosa dei criteri del "buon vivere comune". Ma la sete di gloria è un fuoco che, ardendo, si autoalimenta, e ciò che oggi basta, domani non è più sufficiente. Dopo pochi mesi, IAP inizia a stare stretta a Maria Strofa, che decide di estendere a It.Cultura.Libri la sua area di attività. Ma seguendo non tanto le regole poste dal manifesto di ICL, quanto le SUE regole: in poco piu’ di due mesi flooda ICL con oltre 100 post OT, contenenti dei componimenti letterari (prosa e poesia). L’anima del troll, più volgarmente, l’animale troll viene fuori prepotentemente: per ottenere l’attenzione del ng, Maria Strofa non bada a regolamenti né manifesti. Forte di uno zoccolo duro di consensi che le viene da alcuni utenti che già la conoscevano su IAP, prosegue imperterrita a fare il "cazzo" che le pare su ICL. Ma non tutti la bevono. C’è una voce fuori dal coro.

Civilmente, ma con fermezza, Sergio Garufi si dichiara contrario a legittimare l’uso smodato degli OT da parte di Maria Strofa. (31)

Si accoda a questo intervento l’ottimo Emerenziano Paronzini che, per la prima volta, evidenzia la beffa perpetrata dalla Strofa a tutto il ng (32): Maria Strofa è una donna con i baffi.

MariaStrofa

Maria Strofa non gli perdonerà mai questo richiamo alla verità e alle regole del buon vivere comune. Nel tempo si instaurerà tra Strofa e Paronzini una lotta senza quartiere, che, vedremo, metterà a soqquadro il ng.

Mentre Maria Strofa inizia il suo cammino a cavallo tra IAP e ICL, su It.Cultura.Single c’è un estemporaneo rientro di Sversato, il 3.2.2001. (33)

E il 28.03.2001. Ginesio Passamonte riappare, come fake satellite di Maria Strofa, su ICL (34). Posta come "Ginesio" firmandosi con l’acronimo CB, Carlo Berselli. Questi gli headers del suo post:

From: cb@libero.it (Ginesio Di Passamonte)
Newsgroups: it.cultura.libriv Subject: Re: Amélie Nothombv Date: Wed, 28 Mar 2001 19:54:40 GMT
Lines: 30
Message-ID: <3ac240bb.8034248@News.CIS.DFN.DE>
References: <0xkw6.2555$HF3.239702@news.infostrada.it> <99te95$oot$1@fe2.cs.interbusiness.it>
NNTP-Posting-Host: 62.122.34.187
X-Trace: fu-berlin.de 985809353 2820282 62.122.34.187 (16 [74616])
X-Newsreader: Forte Free Agent 1.21/32.243

Ci piace confrontarlo con gli headers di un post inviato da Maria Strofa a ICL in data 20.03.2001, per scoprire, ancora una volta, singolari somiglianze:

From: maria strofa
Newsgroups: it.arti.poesiav Subject: Rima e verso libero
Date: Tue, 20 Mar 2001 13:56:38 +0100
Lines: 31
Message-ID:
NNTP-Posting-Host: 62.122.31.199
Mime-Version: 1.0
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
Content-Transfer-Encoding: 8bit
X-Trace: fu-berlin.de 985093087 64388 62.122.31.199 (16 [74788])
X-Newsreader: Forte Agent 1.8/32.548


3.3 – Lucangel contro Peltio: gli albori del trollhunting

La storia di Maria Strofa, nella prima fase della sua esistenza, si caratterizza su 3 linee portanti:

1) Una notevole insistenza nel postare poesie erotiche.
2) Una affinità inspiegabile con il noto troll comunemente conosciuto come Lucangel. [Lucangel era uno dei nick di Lucio Angelini, n.d.r.]
3) Una volontà decisa di espandere il proprio palcoscenico a diversi ng, sempre, si intende, calpestando il manifesto senza alcun ritegno.

Il particolare più inquietante, ancora oggi oggetto di studio, è il legame tra Maria Strofa e Lucangel. Rimandando comunque alla scheda del personaggio Lucangel, richiamiamo alcuni punti particolarmente di rilievo. Lucangel, come attualmente è conosciuto su usenet, è probabilmente uno dei morpher di maggior spessore che la gerarchia it. * abbia partorito. Operante sui ng it.cultura.* (in particolare su ICLI, ICLInglese, ICL), si distingue sin da principio per lo spregiudicato uso di fakes da cui trasuda gratuita volgarità (35) (36), oltre che per la presunzione e supponenza con cui si rapporta agli altri utenti. Tutto questo lo porta a scontrarsi a più riprese con l’abuse del suo provider (Libero). Tutti i punti appena elencati, è bene ricordarlo, sono caratteristici e ricorrenti anche nella linea di condotta di Maria Strofa. Tornando al Lucangel, la sua condotta totalmente irresponsabile trova un muro in uno degli antesignani del trollhunting: il fiero Peltio, oggi uno dei protagonosti del leggendario Branco. Peltio, che oggi si può incontrare agevolmente su It.Cultura.Filosofia, nell’epoca in cui si svolgono i fatti (primi mesi del 2000) era solito scrivere (poster "storico") su ICLInglese. Qui la sua strada si incrocia con quella di Lucangel. Peltio, privo di una struttura logistica quale quella che oggi supporta lo staff "Bynoi", si batte strenuamente contro Lucangel, segnalandone all’abuse il continuo morphing. Saranno 34 i fakes accertati da Peltio (37) nel corso della sua eroica e disperata battaglia contro Lucangel.

Affascinante, per il curioso lettore, rivolgere l’attenzione al mito Classico, e scoprire che l’epopea di Peltio contro il morpher dalle 34 teste non è nient’altro se non il perpetuarsi dell’eterna lotta dell’Uomo contro le forze oscure:

<L’animale si ergeva sulle sue tre potenti braccia, le nove teste vorticavano con le bocche aperte da cui uscivano fiamme immonde, la coda squamosa fendeva l’aria fetida e batteva l’acqua melmosa schizzando melma purulenta. Sembrava la personificazione di tutte le paure, gli orrori, i timori, i pensieri orrendi concepiti dall’inizio dei tempi. L’idra si lanciò contro Ercole, lo avvolse per i piedi, e l’eroe, preoccupato di scivolare nell’acqua melmosa, tagliò la testa più vicina. Orrore! Due orride teste crebbero in luogo di quella tranciata. La lotta estenuante, stava per vedere Ercole soccombere, quando, dal profondo della sua disperazione Ercole risentì dentro di se la voce del Maestro: "Ci eleviamo inginocchiandoci". Ed ecco che Ercole si inginocchia nel pantano, poi con tutta la sua forza alza l’Idra verso il cielo, alla luce. Tolto dal suo ambiente oscuro il mostro s’indebolisce, le teste si avvizziscono ad una ad una, si riversano prive di vita. Solo allora Ercole si accorge che una testa, il gioiello mistico, è immortale. La nasconde sotto una roccia. Ha vinto ancora una volta. >

Allora è lecito chiedersi, oggi: perché il valoroso Peltio non riuscì nel suo intento ?

Non è dato saperlo. Possiamo ipotizzare che la sua forza non fu sufficiente a tenere il morpher issato verso il cielo per il tempo necessario a inibirne la vitalità. Stremato dalla lotta, Peltio non potè finire il mostro [Il mostro son sempre io, Lucio Angelini, n.d.r.:-) ]…

(CONTINUA)

(Immagine iniziale da http://lamenteeilcuore.splinder.com )

L’EPOPEA DI MARIA STROFA (3)

19 dicembre 2006

Capitolo 2°. La 2° Triade: Critichino, Sversato, P_Ungari

Mentre la 1° triade devastava ICLI, vediamo cosa succedeva parallelamente su un ng affine: It.Arti.Poesia. È il 1 luglio 2000, la data in cui compare il 1° post di "Critichino" su IAP. Come ricordato in precedenza, ancora il 1° giorno del mese come data rituale scelta per la creazione di un nuovo fake. (24)

Con un atteggiamento volutamente provocatorio, Critichino evita di postare le proprie composizioni su IAP, limitandosi, come suggerisce il suo nick, alla critica degli altrui post, con un atteggiamento il più delle volte irridente e strafottente. Un avvio scoppiettante, insomma… peccato che il 15 luglio 2000 Critichino scompaia.

Il 6 Settembre 2000, sempre su IAP, fa la sua apparizione "Sversato": e-mail tin e message-id che indica, nuovamente, "galactica". (25)

Anch’egli irridente e presuntuoso, uno stile simile a quello di Critichino, esprime una preferenza letteraria da non dimenticare: Dostoevskij (26). Perché diciamo "da non dimenticare" ? Perché il narratore russo sarà anche il preferito di uno dei personaggi cardine di questo nostro dossier: Maria Strofa.

Teniamo in debita attenzione, inoltre, una particolarità del suo stile di scrittura, che si rivelerà ricorrente in futuro: Sversato racchiude tra parentesi quadre, nel post, dei pensieri che nelle sue intenzioni sarebbero quasi "sussurrati sottovoce" al lettore, mentre l’oggetto principale del post è un’invettiva contro un altro utente. È quasi come se Sversato dialogasse con gli omini che abitano nel suo cervello, commentando in tempo reale quello che accade sul ng (27). Ed anche in questo caso è uno stile condiviso con Maria Strofa.

Ma torniamo al 2000: trascorrono due mesi di provocazioni agli altri utenti, e il 10 settembre 2000 Sversato getta la maschera: confessa di essere un fake di "Critichino". (28)

Il ng viene scosso da questa novità, che ha, però, solo una mezza verità. Il 18 novembre 2000 un nuovo nick, p_ungari@deja.com fa una nuova sconcertante rivelazione. Dichiara, non smentito, di essere un fake di Enoch Soames e di Sversato. Siamo di fronte a una nuova triade:

Ungari è un fake di Soames, ma è anche un fake di Sversato, che a sua volta si era già dichiarato fake di Critichino.

Ungari-Sversato-Critichino – Una nuova triade di fakes di Soames, personaggio che appartiene anche alla 1° triade. È il secondo anello della nostra catena.

Ungari, che si dichiara poeta, spiega anche i motivi della sua follia, con un espediente letterario che richiama ‘L’Orlando Furioso’ di Ariosto: la pazzia per amore. (29)

Al di là di quelle che sono le cause del disagio interiore di Ungari, è istruttivo dare uno sguardo alla scheda, risultata dagli header del suo post di confessione:

From: p_ungari@my-deja.com
Newsgroups: it.arti.poesia
Organization: Deja.com – Before you buy.
NNTP-Posting-Host: 62.122.2.56
X-Http-User-Agent: Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 5.5; Windows 98; libero)
X-Http-Proxy: 1.1 x67.deja.com:80 (Squid/1.1.22) for client 62.122.2.56
X-MyDeja-Info: XMYDJUIDp_ungari

Dati che ritroveremo, presto, sotto una nuova veste.

Un’annotazione: l’operato della seconda Triade ha, su usenet, un impatto sensibilmente più ridotto rispetto a quanto risultante dall’attività della prima Triade. Tuttavia ha un’importanza strategica fondamentale, in quanto è nell’esistenza della seconda Triade il passaggio che collega il primo blocco al terzo, quello dove andremo a analizzare il trolleggio di Maria Strofa.

Capitolo 3° – La 3° Triade: Maria Strofa, Cuticchia, Lucangel… e i giorni nostri.

3.1 – Nascita di Maria Strofa

È il 1° gennaio 2001, il ricorrere di una data simbolica (soprattutto alla
luce di quello che abbiamo evidenziato), e nasce uno dei più grandi
protagonisti di questo nostro "Mistero BLU TROLL": Maria Strofa.
Attenzione, perchè questo momento è fondamentale: analizziamo con cura il primo intervento di Maria Strofa:  (30) 
La "nuova" postatrice scrive su IAP, utilizzando account Deja.com come il compianto P_Ungari e con il compianto Ungari ha anche tanti altri punti in comune. Diamo un’occhiata agli headers di questo 1°post:
From: maria strofa <maria_str@my-deja.com< X-MyDeja-Info: XMYDJUIDmaria
Newsgroups: it.arti.poesia
Date: Mon, 01 Jan 2001 16:05:37 GMT
Organization: Deja.com
NNTP-Posting-Host: 62.122.4.168
X-Article-Creation-Date: Mon Jan 01 16:05:37 2001 GMT
X-Http-User-Agent: Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 5.5; Windows 98; libero)
X-Http-Proxy: 1.1 x58.deja.com:80 (Squid/1.1.22) for client 62.122.4.168
X-MyDeja-Info: XMYDJUIDmaria_strofa 

I dati in neretto son quelli IDENTICI a quelli rilevati nel post di Ungari/Sversato/Critichino/Soames/Bersani.
È una carta d’identità che racconta una storia già intuita dall’accorto lettore. Ci sono tutti i presupposti per poter prima sussurrare e poi gridare un legittimo interrogativo. Maria Strofa è un fake di Ungari ?

Se così fosse, ricapitolando, per la proprietà transitiva dell’uguaglianza
dei fake/cloni avremmo:
Maria Strofa=Ungari=Sversato=Critichino=Enoch Soames=Carlo Berselli
Senza dimenticare Ginesio di Passamonte=Enoch Soames=Milena Desi
Maria Strofa si dimostra da subito fake megalomane. Nell’arco di pochi mesi
propone al ng una raffica di poesie a sfondo erotico.
L’espediente è trito e ritrito ma funziona. La trattazione di argomenti erotici è una potente calamita, e svia l’attenzione degli utenti da altri particolari meno evidenti, ma forse più interessanti, quale è appunto la reale identità di Maria strofa. La strategia è vincente:
Ungari/Sversato/Critichino/Soames/Berselli Strofa si inserisce a meraviglia
nel ng, dove vive armoniosamente conquistando ciò che più desidera: le luci della ribalta

[CONTINUA] 

[Immagine da eraseunavez.blogia.com]

L’EPOPEA DI MARIA STROFA (2)

18 dicembre 2006
Rotolibro d'autore
(La copertina di un libro di Carlo Berselli)
Cap. 1 – LA 1° Triade : Enoch Soames, Carlo Berselli, Giuseppe Critelli
.
<< A maggio 2000, parallelamente alla nascita di Soames e Berselli, compare un nuovo amico su IEB: Giuseppe Critelli. Si tratta, ancora una volta, di un utente "galactica": gli scherzi del destino…
Il 9 maggio, Critelli e Soames si scontrano su IEB, dando inizio a una diatriba che dura a lungo. (1)
Critelli ha uno stile scomposto, sgrammaticato, forse anche troppo sgrammaticato… sembra quasi artificiale…
Le due entità, comunque, flammano, flammano parecchio, e la loro fama giunge fino a Free.It.Flamewars. (2)
Il 19 giugno 2000 qualcosa cambia e la situazione si complica, le acque si intorbidiscono… il "presunto finto" Soames dichiara (3) l’esistenza di due suoi fakes: Ginesio di Passamonte e Milena Desi, Ginesio di Passamonte è utente di "libero", esordisce su IEB, dove opera da maggio a giugno 2001, quando scompare. Ricomparirà, guarda caso su ICL, in data 28.03.2001. (4)
E Milena Desi ? (5)
Niente più di un fuoco di paglia, una farfalla la cui vita dura un solo giorno: nasce il 1° maggio, e muore la sera stessa…
E comunque interessante annotare un particolare:
il 1° maggio non è una data qualsiasi. Da questo momento in poi saranno diversi i personaggi implicati in questo mistero che sceglieranno proprio il 1° giorno del mese come data in cui inviare il "primo post" della loro esistenza di fake. Sarà quasi una data rituale, che si ripeterà in diverse occasioni: la genesi di un nuovo fake (vissuta dall’autore del fake come cambiamento e rigenerazione) abbinata al primo giorno di un nuovo mese.
Con l’estate 2000, periodo dell’anno in cui notoriamente si acuiscono i fenomeni di disagio mentale, arriviamo a una svolta: Giuseppe Critelli dichiara di essere un fake di Enoch Soames (6). E il 17 agosto 2000 un ulteriore colpo di scena: Carlo Berselli, col nick Enoch Soames, dichiara su ICLI di avere intenzione di clonare Giuseppe Critelli.
Ricapitoliamo:
Critelli dichiara di essere un fake di Soames il quale a sua volta, firmandosi Carlo Berselli, dichiara di voler clonare Critelli.
E di ognuno di questi nick, lo ricordiamo, esistono due o tre versioni: clonazioni, non fakes.
Alcuni richiami gnoseologici: concettualmente è di grande importanza la distinzione tra clone e fake:
Un fake è un personaggio X di nuova creazione, generato da un personaggio Y esistente su usenet ed adoperato da questo personaggio Y come "maschera" con cui agire indisturbato sui ng. Y è una marionetta governata da X.
Il clone è un personaggio X di nuova creazione, generato da un personaggio Y esistente su usenet che attribuisce alla sua creatura X lo stesso nick e la stessa casella e-mail (apparente) di un terzo personaggio Z. L’intera operazione è orchestrata da Y al fine di sputtanare Z, ponendone in scena comportamenti riprovevoli.
Y è una marionetta che indossa la maschera di Z e viene governata da X.
Parata di fakes pronti all’uso.
Ad agosto 2000 si ha comunque la chiusura del cerchio: tutto è riconducibile a Carlo Berselli, o meglio a UN Carlo Berselli, uno dei tanti comparsi finora. Questa mossa a sorpresa del nostro amico riunifica tutti i nick (e presunti cloni) comparsi finora: Berselli, Critelli, Soames, Ginesio e Desi. (7)
A questo punto sembrerebbe tutto chiaro, ma il 19 agosto 2000 c’è un parziale ribaltamento: Carlo Berselli accusa Soames di clonazione, delegittimando l’equilibrio che sembrava raggiunto (8). Ma seguono ancora nuove confessioni, accuse e ritrattazioni, in un turbinio di notizie che intorbidiscono le acque, ma non abbastanza da nascondere i protagonisti di questo mistero. (9) (10) (11)
Duramente provato, e in difficoltà nel garantire la vita a tutti i suoi fakes, Carlo Berselli si aggrappa disperato a un comportamento materno estremamente diffuso nel mondo animale: sceglie i più deboli dei suoi figli per ucciderli, al fine di garantire la vita degli altri. E i fake più deboli, quelli che Berselli vuole eliminare, sono due: il primo è Ginesio di Passamonte, ancora troppo acerbo per avere una reale credibilità (12); Il secondo è Enoch Soames, ormai sputtanato oltre maniera su mezza usenet. (13)
È un passaggio delicato, questo… L’acerbo Ginesio è un fake arrendevole e viene ridotto al silenzio senza troppi complimenti… ma non si può dire lo stesso di Soames. Berselli vacilla di fronte alla inaspettata vitalità mostrata dalla sua creatura. Essa sembra non indebolita, ma piuttosto rafforzata dallo sputtanamento che l’ha ricoperta, e Berselli teme lo scatenarsi delle forze che lui stesso ha creato (14). Sembra quasi una richiesta d’aiuto sussurrata, implorata, la sua, quando si rivolge a GCPillan (15) confessando il proprio sconforto per essere divenuto, lui che era burattinaio, burattino.
"Devo distruggere Enoch Soames per fare vedere che non sono il suo trastullo e la sua merdina" – Carlo Berselli (Giuseppe Critelli).
Il creatore divora i suoi fakes
Ma Berselli non sbagliava: è troppo tardi… Enoch Soames, novello Frankestein, vive di vita propria e si rivolta contro il suo creatore, riproponendo l’antico mito di Crono. La divinità ellenica divorava i propri figli per non essere sopraffatto da essi… il solo Zeus, scampato alla morte, crebbe, e da adulto uccise suo padre. Enoch Soames rivive questo affascinante mito classico.
Era il 26 e il 30 agosto è il suo momento di gloria, su ICLI. Soames sfida apertamente il ng dichiarando un suo futuro morphing al quale gli utenti del ng non potranno sottrarsi. (16)
È solo l’inizio di una tremenda escalation:
Il 30 agosto 2000, Enoch Soames si rivolge a ICLI: utilizza il plurale maiestatis, probabilmente riferendosi anche a tutti i suoi fakes (siamo già a quota 5 in 3 mesi di vita), parla e insulta ICLI (17), il ng del quale si era autoproclamato "direttore" (incarico da lui già ricoperto su IEB) e, nello stesso post, dichiara la propria intenzione di farla finita con l’utilizzo del proprio nick "Enoch Soames". È un "al lupo al lupo" che verrà gridato più volte, ma senza reali conseguenze. Drammatico il suo messaggio rivolto a GCPillan, di cui Soames teme probabilmente l’intervento evocato da Berselli. (18)
Il delirio di Soames prosegue poi, di fronte all’indifferenza di ICLI, con un’ammissione della sua stessa pazzia. (19)
In ultimo Soames rivolge un’estrema richiesta di aiuto a ICLI, di cui chiede l’appoggio per distruggere Berselli. Il mito ellenico si presenta in tutta la sua drammaticità: il fake Soames, cioè il figlio, cerca di distruggere il padre Berselli. (20)
Forse in quest’ultimo post troviamo una efficace chiave di lettura: Soames/Berselli è schiavo dei mostri generati dalla sua stessa mente malata, e per distruggerli deve allearsi con le vittime dei suoi stessi fakes: gli utenti di ICLI.
L’esistenza di questa triade porta giocoforza a ripensare e ridefinire il concetto di troll. Ciascuno di questi fakes/cloni, preso singolarmente, non è considerabile come "troll" in senso stretto, ma è la loro compresenza ad essere esplosiva. La presenza di uno di essi, sul ng, richiama ineluttabilmente la presenza degli altri due, e il loro interagire costituisce questa forma di troll "multiface", dove la segatura di un account da parte dell’abuse non risolverebbe il problema, ma creerebbe, forse, solo un martire strumentale alla sopravvivenza del troll.
Quel che è certo, è che due ng (IEB prima e ICLI poi) vengono sconvolti dalla presenza di queste 3 entità che si presentano indissolubilmente legate, richiamando l’una la presenza dell’altra in modo sinistro….
Non ci sono le prove, o forse ce ne sono talmente tante da essere confuse…. ma tutto lascia pensare che ci troviamo di fronte a dei fakes di un unico individuo. Per comodità lo chiameremo Carlo Berselli, anche se è in realtà una scelta soggettiva: Berselli (o meglio: "un" Carlo Berselli, visto che ne sono comparsi diversi) è un fake di Critelli, o è Critelli ad essere un fake di Berselli ? Le entità comunque flammano con violenza, si accusano reciprocamente di essersi clonate, minacciano azioni legali chiedendo lumi su it.diritto.internet… il risultato è che IEB e ICLI restano attonite e devastate….
A novembre del 2000 il colpo di genio, la prova che legittima e sublima l’esistenza del troll multiface autoalimentante: Soames, Critelli e Berselli 3ddano all’unisono su ICLI; 3ddare con se stessi frazionandosi nei diversi fakes o cloni cui si è dato vita è unanimemente considerata la prova da maestro del grande troll, e Berselli in questo frangente dimostra la sua classe inarrivabile. (21)
Soames, Berselli e Critelli non scompaiono con il finire del 2000… in futuro (fino al 2002) saranno rinvenibili diversi loro interventi sui ng d’insediamento a testimonianza di quanto lo stesso Berselli temeva: quelli che erano dei semplici fakes si sono ribellati al creatore, e ormai vivono di vita propria, fuori da ogni controllo.
Potremmo in ultima analisi prendere in considerazione l’ipotesi che altri si siano impossessati dei fakes abbandonati per strada dal Berselli, come simulacri privi di vita, e abbiano restituito loro una nuova giovinezza, una nuova vita.
A nulla serviranno, in futuro, le parole di Eddy Murphy che, profeta inascoltato, nel gennaio 2002 avvisa il ng It.Arti.Poesia di quale sia la forza di Sversato/Berselli. (22) (23)
E tutto questo sfacelo avviene mentre l’astuto Mamo girovaga per i ng usando le sue energie per bacchettare qua e là gli users che utilizzano il suffisso R anziché il corretto RE nella risposta… >>
[CONTINUA]
(Da www.bynoi.com/blu/prima.html )

L’EPOPEA DI MARIA STROFA (1)

17 dicembre 2006
.
Do you remember il famigerato WWW.BYNOI.COM? Ormai il sito è scomparso dalla rete (probabilmente in conseguenza di qualche azione legale), mentre la non più misteriosa MARIA STROFA vi è ricomparsa come blogger [ www.mariastrofa.splinder.com ] . Grazie alle possenti copie cache di Google è stato possibile recuperare uno dei più pregnanti documenti mai scaturiti dal lavoro indefesso (e sicuramente anche un po’ fesso) dei sedicenti troll-hunters di allora, in realtà gran trolloni essi stessi:
                                           "BLU TROLL".
Lo ripubblichiamo a puntate a beneficio dei niubbi della rete, affinché facciano tesoro dei tesori del passato e, così attrezzati, possano progettare il futuro (webbico) con aumentata consapevolezza:- )
                                                    * * *
"L’animale si ergeva sulle sue tre potenti braccia, le nove teste vorticavano con le bocche aperte da cui uscivano fiamme immonde, la coda squamosa fendeva l’aria fetida e batteva l’acqua melmosa schizzando melma purulenta.
(Il Mito classico: Ercole e l’Idra di Lerna).
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. 
<<Questa è una storia poco chiara, una storia fatta di cultura e volgarità, economia e letteratura… una storia dove si incontrano e si sovrappongono uomini e donne… nick maschili e femminili. È una storia dove non è sufficiente, forse, il lavoro svolto dallo staff di Bynoi, per far luce sulla verità e sui motivi che da anni spingono questo troll a effettuare scorribande su usenet.
Sono tanti, i personaggi di questa storia che vogliamo raccontarvi… o forse uno soltanto… È questo il primo mistero di "Blu troll" che vogliamo proporvi, per cercare di capire insieme a voi ciò che ancora non è chiaro.
Prologo: Maria strofa e la Triplice Triade
. 
La nostra storia inizia tre anni fa, quando ancora usenet era un far-west ed era facile, per troll e fakes, sbeffeggiare interi newsgroup senza destare il minimo sospetto. Sono anni di transizione: l’epoca dei pionieri di internet è passata da un pezzo, ma è proprio in questo periodo che la rete si afferma come mezzo di comunicazione di massa, uscendo dall’utilizzo riservato agli addetti ai lavori e diventando per un crescente numero di utenti una "bacheca virtuale", dove affiggere messaggi che trattano i più svariati argomenti e spesso portano tra le righe la firma della follia. Bacheche virtuali che rappresentano, per personalità narcisiste e schiave di disturbi di natura schizoide (e forse per questo affascinanti) uno splendido palcoscenico su cui interpretare diversi personaggi, con i quali incantare un pubblico la cui numerosità aumenta di giorno in giorno.
Sono gli anni di Kuros, che devasta interi NG utilizzando pochi post e siti amatoriali abilmente provocatori.
Sono questi gli anni in cui compare il primo post firmato dal nick Carlo Berselli. È un nick apparentemente anonimo, Carlo Berselli, ma impiega poco tempo a raggiungere una certa notorietà su usenet, a diventare un nome "speciale". Un nick che dobbiamo tenere presente, perchè tornerà più e più volte, sarà un fantasma ricorrente che aleggerà tra un newsgroup e l’altro, per anni dopo la scomparsa dello stesso Berselli.
Il primo intervento oggi recuperabile di CB risale al 28.04.2000: su It.Economia.Borsa, con un post su STMicroelectronics
305° post in un 3ad di 1264 articoli. Forse è in quel momento che CB intuisce l’enorme potenzialità di usenet.
Mentre su IEB nasce Carlo berselli, su ICLI c’è un altro nick che muove i primi passi: Enoch Soames.
Un appunto sul significato di questo nick: nella RL, parlando di Enoch Soames, si fa riferimento ad un poeta decadente del XIX secolo (1862-1897). Un nick, dunque, che può essere scelto solo da una persona appassionata di letteratura… proprio come lo sono tutti i protagonisti di questa nostra prima indagine "Blu Troll". Un letterato dunque, forse uno studioso o, perchè no ? uno scrittore.
Il nostro Enoch esordisce su ICLI il 27.05.2000, e si stabilisce su quel NG come pacifico utente per alcuni mesi. Ma presto Enoch fa il salto della quaglia: propone il suo primo post su IEB… dove già avevamo trovato Carlo Berselli.
E l’appartenenza a IEB non è l’unico elemento che lega i due. Pensate: sia CB che ES utilizzano per postare una e-mail "galactica". Ma mentre Berselli la utilizza da subito, ES la utilizza da Giugno 2000, mese in cui troviamo un suo post di verifica su it.test. Fino ad allora, Soames utilizzava una mail "hotmail". Ma perchè cambiare ?
Lasciamo in sospeso questo punto interrogativo…
 
[CONTINUA]

A NOI IL PROFITTO CI FA UN BAFFO

15 dicembre 2006

Parafrasando il titolo di uno degli articoli che sono stati dedicati a Vibrisselibri ("A noi la carta ci fa un baffo":

http://www.girami.it/scheda_notizia.php?ID=424 ),

riprendo in 7 punti la bella intervista rilasciata da Giulio Mozzi a "Il giornale":  

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=140407.
1. Io sono l’esatto contrario di un imprenditore: mi piace avere una buona idea e trovare qualcuno che ci stia. Non guardo al profitto, il profitto è un limite».

2. [Perché non fare una casa editrice vera e propria?] «Per uscire dalla logica del piccolo editore, costretto a rifugiarsi nella nicchia per non soccombere alla logica della grande industria editoriale.
.
3. Io voglio fare azioni esemplari e minimizzare i costi significa avere la libertà dal profitto. Al mio progetto lavorano gratis cinquanta persone che hanno aderito con entusiasmo.
 
4. [Scusi Mozzi, lei è un editore o il capo di un girotondo per la liberazione della letteratura, un no global del libro?] «Macché, un vecchio democristiano come me [IL SOLITO VEZZO DI GIULIO PER BASIRE L’INTERLOCUTORE, n.d.r.] al massimo può fare un’iniziativa di sinistra riformista».
5. A me non interessa assecondare il gusto, mi interessa l’innovazione. Io penso che ogni libro possa avere più vite. La prima gliela diamo noi su vibrisselibri, sperando che poi ne trovino un’altra di carta. Il mio scopo è che questi libri vengano poi stampati».

6. [Che libri intende pubblicare?] «Libri mostruosi… [cut]… Voglio fare libri che siano mutazioni genetiche [si veda il mio post di ieri, n.d.r.]. Il problema vero dell’industrializzazione dell’editoria è la riduzione della varietà genetica.Sono contro l’eugentica del libro: deve essere fatto in certo modo per andare bene. Questo danneggia la specie».
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7. Se io fossi capace di fare soldi come Baricco, farei come lui. Avrei fatto la scuola di scrittura Holden, avrei creato la casa editrice Fandango. Ho molta stima di lui come operatore culturale, c’è molta sufficienza in chi ignora questo fatto. Ma io non ho questo talento. Talenti diversi dal mio, con le mie idee potrebbero farci molti soldi.
[Foto da internet]

MOSTRE DI MOSTRI

14 dicembre 2006

[cut]

"… a proposito, sei mai entrato in un museo di storia naturale?"
"Un museo di che?"
"Di scienze naturali, se preferisci."
"Be’, sì, in visita istruttiva con la scuola."
"Fantastico. Allora ti avranno sicuramente spiegato che i primi musei di storia naturale nacquero, appunto, per ospitare collezioni di meraviglie provenienti da varie parti del mondo: ‘gabinetti di curiosità’ in cui veniva esposta gran parte degli esemplari ritenuti degni di fare mostra di sé…i cosiddetti mostri, appunto."
"Mostre di mostri… che buffo!"
"All’epoca poco importava che si trattasse di un normalissimo (e spaventosissimo!) coccodrillo o di un vitello a due teste. In Oriente, addirittura, sorse un vero mercato delle mostruosità."
"Sarei curioso di vedere qualcuna di queste collezioni."
"Purtroppo le collezioni teratologiche sono passate di moda, anche se rientrano a pieno titolo nella tradizione dei musei di storia naturale, ma ti assicuro che una semplice collezione di anomalie potrebbe costituire un eccellente strumento didattico."
"Didattico? Che significa?"
"Che mira a insegnare qualche cosa, a istruire… "
"E che cosa potrebbe mai insegnare una collezione di mostruosità?"
"Semplicemente che i mostri non sono fenomeni da baraccone, da schernire e da osservare a distanza"  

"E che cosa sarebbero, allora?"
"Ho visto i tuoi pesci rossi, nella boccia sul tavolo."
"Che c’entra questo?"
"Anche i comuni pesci rossi del tipo ‘coda a velo’ o ‘testa di leone’ sono dei mostri, se vuoi saperlo. Mostri portatori di evidenti ‘aberrazioni’."
"Stento a crederci."
"Le loro sono mutazioni genetiche spesso favorite o indotte artificialmente dall’uomo. Quegli orribili mostriciattoli dei tuoi pesci, in realtà, scomparirebbero rapidamente se venissero lasciati nel loro ambiente naturale."

"In che senso?"

"Nel senso che verrebbero eliminati dai normali processi di selezione, data la loro scarsa… idrodinamicità."
"Idrodinamicità?"
"Già, la loro forma scarsamente idonea a resistere nell’acqua, ovvero nell’ambiente in cui vivono. Per loro fortuna, l’uomo trova spesso belli e ‘decorativi’ questi pesci portatori di mostruosità, e così li alleva e li riproduce in gran numero per adornare acquari e fontane."
"Ne sei proprio sicuro?"
"Sicurissimo. Il mondo è ricco di esseri viventi portatori di mostruosità estremamente seducenti o utili. Vengono selezionati e allevati proprio perché, in un modo o nell’altro, fanno comodo. Dai cani da salotto alla frutta senza semi, potrei farti infiniti esempi di mostri che non ti saresti mai sognato di definire tali, e tanto meno di mangiare."
"Pensavo che i mostri avessero un aspetto esclusivamente orribile."
"In realtà ci sono diversi tipi di mostri. Alcuni vengono immaginati dagli uomini a bella posta per dare forma riconoscibile alle paure che hanno dentro, paure notoriamente… informi. Ci sono, poi, i mostri ideati per comodità, a spiegazione di fenomeni altrimenti inesplicabili. Quanto agli esseri effettivamente malformati, vengono alla luce per cause legate all’inquinamento, alla malnutrizione, alle malattie o alle alterazioni genetiche… "

"E tu a quale categoria apparterresti?"
"Te lo dirò fra un po’. Per il momento ti basti sapere che il mostro più grande è l’incultura, la disinformazione. E che da tale mostro nascono quegli infiniti e pericolosi mostricini che sono i pregiudizi."
"I famosi giudizi dati prima?"
"Esattamente."
"E gli esseri malformati? Parlami di quelli. Mi incuriosiscono da morire."
"Ti avevo accennato al DNA e a quelle anomalie o variazioni genetiche dovute a ‘errori di trascrizione’ più o meno casuali, anomalie che non sono necessariamente peggiorative: a  volte, anzi, possono rivelarsi straordinariamente vantaggiose…"
"Che tipo di anomalie?"
"Di volume, per esempio. Come nel caso del nanismo o del gigantismo."
"Oppure?"
"Oppure di forma e di struttura; o di numero, se danno luogo a diminuzione o aumento di organi e apparati."
"Anche del numero delle zampe?"
"Certo."
"E si può nascere anche con più di una testa?"
"Sicuro. Così come possono nascere individui doppi uniti per un’unica testa e torace, o magari dall’ombelico in giù."
"Che orrore!"
"Non tutte le anomalie, ti ripeto, vengono per nuocere."
"E se a un individuo capita di nascere con una di queste variazioni, che cosa può succedergli?"
"Può andare incontro a tre differenti tipi di destino."
"Quali?"
"Se è molto grave, l’anomalia può portarlo alla morte ancora prima che nasca, o subito dopo."
"In tal caso non c’è problema."
"Vedi che sei mostruosamente cinico?"
"E gli altri tipi di destino?"
"Nella maggior parte dei casi le anomalie risultano abbastanza lievi o compatibili con una vita normale… soprattutto se gli individui che si autodefiniscono normali e ‘non-mostruosi’ hanno l’intelligenza, la civiltà e soprattutto la non-mostruosità di rispettarli e aiutarli."
"Altrimenti?"
"Altrimenti i veri mostri sono proprio loro, i cosiddetti ‘normali’."
"E il terzo tipo di destino?"
"Il terzo tipo di destino è appunto quello collegato alle anomalie di tipo vantaggioso, alle ‘mostruosità’ che conferiscono un concreto vantaggio sugli esemplari ‘normali’ della stessa specie. In quei casi, infatti, il ‘mostro’ risulta maggiormente adattato all’ambiente e favorito nella competizione per il cibo, il territorio o la riproduzione."
"E i suoi figli?"
"Se l’anomalia si sarà fissata nel DNA, il carattere verrà trasmesso anche ai discendenti, per via ereditaria."
"Beati loro!"
"Beati sì, perché tutti i portatori di questo gene mutato saranno favoriti dalla selezione naturale."
"Mi piacerebbe avere per genitori dei mostri del genere."
"È proprio quello che ti è successo."
"Che cosa vuoi dire?"
"Che è solo grazie a delle mutazioni genetiche del tutto casuali che la selezione naturale, di volta in volta, ha trasformato i cosiddetti ‘mostri’ in una tappa più avanzata delle specie viventi nel loro processo di evoluzione. Ecco perché ti ho definito mostruoso."
"Non ho capito bene."
"Ogni essere vivente può ritenersi ‘mostruoso’ rispetto alla forma di vita da cui si è evoluto. Pensa solo a quanto mostruoso sarebbe sembrato un uomo con andatura eretta e privo di peli ai nostri curvi e pelosi progenitori, gli ominidi… "
"È vero!"
"I cosiddetti ‘mostri’, in sostanza, nascono da quegli stessi errori di trascrizione del DNA che sono anche responsabili dell’evoluzione degli esseri viventi."
"Insomma sarei un mostro del terzo tipo, un portatore di mostruosità vantaggiosa."
"Per tua fortuna."
"E tu, invece, a che categoria appartieni?"
"A quella dei mostri inventati a bella posta per stupire, terrorizzare, divertire."
"Ah sì? E chi ti avrebbe inventato."
"Lucio Angelini, naturalmente."

              (da "Bobo e il mostro di Halloween")

AVVOCATI

13 dicembre 2006

Il 6 dicembre scorso ho ricevuto una diffida dal sedicente avvocato Alberto Konrad:

"Subject: diffida

Gentile signore/a librimoltospeciali@infinito.it ,

sono l’avvocato Alberto Konrad titolare dell’omonimo studio Legale, mi trovo costretto a riscriverle perchè continuano ad arrivarmi dal suo indirizzo email librimoltospeciali@infinito.it  messaggi dal contenuto sconveniente. La rimando a tal proposito a verificare l’ultimo arrivato, che riporto in calce a questo messaggio. Non sono un esperto informatico, tuttavia il tecnico del nostro studio afferma che questi invii da parte sua sono forse involontari e causati da un worm informatico. Dice inoltre che è possibile rimuovere questo worm con il disinstallatore scaricabile da questo sito ******** [vi risparmio l’indirizzo vero, n.d.r.]. Io non ho né le competenze né il tempo per verificare l’esattezza di questa teoria, purtroppo mi trovo costretto a DFFIDARLA dal continuare questi invii indesiderati alla mia posta di lavoro. Se riceverò UN SOLO ALTRO MESSAGGIO di questo genere procederò per vie legali senza ulteriore avviso. Sospenda questi invii o, se si tratta di un virus worm, ripulisca il suo computer al più presto perchè sicuramente non sono il solo che sta ricevendo questa immondizia da lei. Le ricordo che i reparti di polizia delle telecomunicazioni hanno gli strumenti per rintracciare la vera identità del proprietario di un indirizzo di posta elettronica, per quanto registrato con dati di fantasia o internazionale. Per cui non creda di poter continuare a infestare la mia casella email con queste cose. in attesa di un suo cortese riscontro, cordiali saluti

Ufficio Legale
Alberto Konrad e associati
Corso Magenta 24
Parma"

Mia risposta:

"Gentile dottor Konrad, l’indirizzo da cui mi segnala l’inconveniente apparteneva effettivamente alle edizioni Libri Molto Speciali, ora defunte. Chiunque poteva reperire in rete tale indirizzo, ma il dominio www.librimoltospeciali.com non è più di mia competenza. La polizia postale non avrà difficoltà a risalire all’IP da cui sono state inviate le mail con l’indirizzo usurpato. Da parte mia, le assicuro che non ho l’abitudine di molestare il mio prossimo, verso il quale ho il massimo rispetto, anche telematico. Non uso assolutamente mai l’indirizzo librimoltospeciali@infinito.it per inviare posta, bensì quello da cui le sto scrivendo. Cordiali saluti
Lucio Angelini"

Passano alcuni giorni e leggo sul Gazzettino di domenica 10:

"OCCHIO ALLA TRUFFA VIA E-MAIL.

Si fingono avvocati, in realtà sono pirati informatici. La mail è di quelle che, al solo aprirle, fanno venire agitazione: un avvocato scrive alla vostra casella di posta elettronica, informandovi che da qualche giorno riceve dal vostro indirizzo materiale pornografico alla casella del suo ufficio, e, con tono minaccioso, vi diffida dal continuare, altrimenti vi denuncerà per diffusione di materiale osceno. Poi, più conciliante, vi informa che però, stando a quanto sostiene il tecnico del computer del suo studio, il responsabile degli invii potrebbe essere un virus annidatosi nel vostro pc, e bontà sua, vi fornisce un link su cui cliccare per scaricare gratuitamente un programma in grado di risanare il vostro computer contaminato. Non si tratta, però, di un buon samaritano, bensì di uno scaltro pirata informatico. Cliccando sul link suggerito, nel vostro computer viene installato un programma in grado di causare enormi danni al sistema. Basta infatti controllare in internet per accorgersi che sia il nome dell’avvocato sia l’indirizzo dello studio legale sono inesistenti. Sul sito della Polizia informatica da qualche giorno ci sono continui avvisi per mettere in guardia i navigatori…" (Art. di Mariangela Vaglio)."

Insomma ci sono cascato come un pero. Forse perché, in questo periodo, la sola parola "avvocato" mi fa venire i brividi. Come mai? Semplice: di recente, per l’assistenza alla separazione consensuale, il mio avvocato mi ha chiesto una parcella di ben 22.000 euro. Sono ancora sotto choc…

P.S. Non fate come me! Accordatevi in privato con il vostro coniuge, se potete. Evitate avvocati, notai, tribunali, se non volete rischiare di rimanere in mutande. Separazioni e divorzi sono privilegi alla portata delle sole classi alte!)

Immagine da http://www.confartigianatofirenze.it/images/Avvocato.gif