CONDIVISIONE E COSTRIZIONE

Il 29 dicembre scorso Franz Krauspenhaar ha postato in Nazione Indiana una meditazione di Fabrizio Centofanti intitolata: "Come leggere il Vangelo e rimanere vivi 2", che inizia così:
 
<<In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: “Che cosa dobbiamo fare?”. Rispondeva: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”.>>
 
e più giù:
 
<<Il messaggio è semplice: dare la metà di quello che si ha. Non è contro la proprietà privata: ma è un possesso fluido, non afferrato come fosse l’ultima salvezza disponibile.  Il dare è un darsi: nessuno può obbligare. E’ un’etica della spontaneità e della libertà. La generosità non s’impone.>>

[Nessuno chiarisce se per "dare la metà di quello che si ha" si debba intendere un contributo una tantum (in tal caso, a che punto della vita?) o una prassi continua: prima la metà di quello che si ha, poi la metà della metà, poi la metà della metà della metà fino all’atomizzazione del patrimonio iniziale, n.d.r.].

Ha osservato tale Josè nei commenti:

<<Che senso ha questo testo? Dare metà di quello che si ha … Ma i militanti di ogni tempo, da Spartaco in avanti, non hanno sempre CONDIVISO ciò che avevano in piena solidarietà? Bisognava aspettare il Vangelo per saperlo? E proprio Spartaco non è finito in croce ben prima di un Cristo qualsiasi? E poi: vi ci vedete voi, poniamo a Genova nel 2001, chiedere ad uno sbirro: non maltrattarmi? Quante parole inutili … Tutto ciò è basato sul volontarismo … Ma se non c’è una forma giuridica che imponga a chi ha di dare, state freschi che costoro daranno: si terranno tutto per sé, alla faccia degli ultimi e degli sfigati. SI DEVE COSTRINGERE A CONDIVIDERE (è questo il senso delle rivoluzioni). Perché senza costrizione, ovvero quando tutto è lasciato alla buona volontà, nulla verrà dato, o solo le briciole… “Non è contro la proprietà privata” … E’ qui il problema: è la proprietà privata (dei mezzi di produzione, ovvio) la vera causa del disequilibrio presente (e delle ingiustizie e delle oppressioni). Se non sei contro, vuoi solo stemperarne gli effetti … E quindi, di nuovo, non puoi che rimetterti alla buona volontà … Meglio, davvero, un bell’atto di forza che imponga ai “padroni” di farsi i loro cazzi alla pari coi loro “schiavi” …

PS: Giovanni? Ah! Giovanni detto il Battista, ovvero: quello che finì decollato per mano della splendida Salomé (mandante: Erodiade)? Sì, è senza rimedio un corpo fatto a pezzi, un cencio umano. Meglio l’erotismo dispiegato di Mallarmé, là dove scrive: “lei (…) / evoca la bellezza / umana della vita – / che oltre non si vada” (Cfr. Le nozze di Erodiade). José Sar.>>

E Tashtego [unisco vari commenti, n.d.r.]:

"tovarich josè…. Le cose che dice [Centofanti] nel passo che citi, eticamente sono come la minestrina delle suore: acquetta buona per i fedelucci inginocchiati nella tua chiesa che sperano tanto che l’aldilà – con proprietà privata – che tu gli garantisci, esista… Ma non vi rendete conto di cosa andate cianciando dai vostri amboni? di quanto siete fuori del mondo, o meglio, di quanto ormai siete nel mondo solo per dare una mano ai più forti, ai più ricchi, ai più potenti, semplicemente facendo stare buoni i più poveri? sai bene cosa intendo dire quando parlo di fedeli inginocchiati: è la loro mente spalmata sull’irrazionalità religiosa che i professionisti della menzogna come te alimentano all’infinito galleggiandovi sopra, sfruttando l’umanissima paura della morte e del nulla.non ho niente contro chi crede. ho molto contro chi amministra e alimenta la loro fede."

A quel punto è intervenuto Franz:

"A me pare che il sig. Tashtego sia insufficiente. La sua sufficienza velenosa è insufficiente a una discussione come questa. E penso che abbia parecchi pregiudizi. Causati dal suo disprezzo. A me Centofanti piace (anche) perchè dice pane al pane (azimo, all’occorrenza) e vino al vino (santo)."

Replica di Tashtego:

"non disprezzo nessuno in particolare, caro franz, ma non puoi pensare che un blog letterario possa ospitare santini teisti senza che nessuno dica niente in direzione contraria. in questo caso quasi nessuno ha detto qualcosa, perché è del tutto evidente che all’atto pratico, l’agnosticismo la vince: solito vecchio vizio nostrano che fa sì che poi la nostra sia una società etero diretta dal dettato della chiesa cattolica: se a te e ai tuoi colleghi bloggers sta bene, niente da eccepire. in fondo è solo una questione di percezioni. lo spiritualismo, di questa come di altre leghe, è segnale che siete, e tu in particolare, franz, sei, in tutta evidenza a corto di idee e allora la pappina buonista dei credenti e dei sostenitori di padrepio/madreteresa/escrivà/eccetera può andarti bene per riempire un vuoto tematico ormai pauroso. ma non penserai che questo non si percepisca. esiste un principio fondamentale ed è il principio di scelta, è il saper/dover discriminare tra ciò che si include e ciò che, necessariamente si deve escludere dal proprio discorso, pena lo snaturamento del livello della discussione: sono principi elementari dell’insiemistica, ma a te e ai tuo amici sembra sfuggire che alcune cose non stanno bene assieme ad altre.buon anno a tutti."

Di nuovo Franz:

"Tashtego, dici stronzate: in questo lit-blog ci sono pezzi sui più svariati argomenti, come sempre è stato. La deriva spirtualista non esiste, da qualche tempo conosco Centofanti che è anche un poeta e uno scrittore (siamo in tema e siamo nel posto giusto) e pubblico certe sue cose senza nessun intento. Se non ti vanno certe cose tira dritto per la tua strada. Se vuoi criticare critica ma non dire cazzate, che è meglio. Tu sei come un tizio che conosco io: va allo stesso bar tutti i giorni, da anni e dice sempre che quel bar fa schifo… Poi( non ho finito) me le devi citare le pappine buoniste di cui straparli, le santeterese e i padripii. No, guarda, qui di buonisti non ce ne è neanche mezzo. Io mi incazzo di brutto, e in tutti i modi, se è necessario… E mi incazzo soprattutto con la tua arroganza da comunista fallito. Tu hai visto morire il tuo dio, è questo che ti rode… ah oh tashtego, una cosa notevole di questo blog è proprio il fatto (che a te, vecchio indottrinato comunista non piace, e comunisti, come fascisti – per me è lo stesso- si nasce e si muore) che c’è assoluta orizzontalità, e molteplicità di sguardi. Quello che quelli come te prendono per mancanza di argomenti e/o per confusione, non è altro che libertà. Non pensare che tra noi non si discuta, oh tastego, eh? non lo pensare o mi arrabbio di nuovo. E te lo faccio vedere, il Padre Pio. Eh, caro? Buon anno, e se per caso ti viene l’illuminazione di non tornare più qui a rompere, beh, ecco, segui l’illuminazione… Ah, “l’insiemistica” lo sai dove te la puoi attaccare, vero?  

Tashtego:

"occorre precisare per chi non lo sa, come franz, che il comunismo non è un dio, né una religione, ma la massima e maggiormente operante utopia degli ultimi due secoli, generata dalle condizione umane instauratesi con l’avvento della Rivoluzione Industriale, e nata dal pensiero e dall’azione di milioni di uomini per i quali tali condizioni erano non-tollerabili. il fatto che il comunismo abbia sottratto fedeli alla chiesa non lo ha perciò stesso trasformato in una religione, ma ne conferma la forza come sistema di pensiero. tuttavia tu non conosci (se non per qualche accenno ad un mio “comunismo interiore” che non hai capito e non puoi capire) i miei rapporti, passati e presenti, col marxismo e col comunismo, dunque non eri, e non sei, autorizzato a scrivere una frase del genere, che ti qualifica esattamente per ciò che sembri, vale a dire una persona a corto di idee in qualsiasi campo, compreso quello delle fedi, politiche e non. posso solo aggiungere che mentre il pensiero socialista punta(va) all’emancipazione dell’uomo dalle condizioni di sfruttamento cui lo sottopone(va) il capitale, la chiesa a quello stesso uomo oggetto di sfruttamento suggerisce ora e sempre di abbozzare e di accontentarsi, come viene ribadito nei passi delle scritture citati dal prete con sindrome egotica, qui sopra.per me era ed è più interessante la prima ipotesi, la prima via, perché la seconda lascia le cose come stanno e le cose come stanno non mi piacciono.a te piacciono? stoppe & greetings.

Ieri 2 gennaio Tashtego ha mitigato le sue posizioni tessendo le lodi (vabbè, sì, ironicamente… ) dell’IKEA nel suo blog http://www.tashtego.splinder.com/:

"L’errore della modernità marxista fu di porsi come obbiettivo l’abolizione di ogni male, invece del più realistico e ragionevole contenimento delle patologie economico-sociali più gravi. Il mito della Rivoluzione genera mostri. IKEA non intende rivoluzionare la tua vita, vuole solo darti un po’ di conforto. E ci riesce. Non è un caso che in una società dei consumi, corredata da morte-delle-ideologie, frammenti di giustizia sociale, di utopia dell’habitat, eccetera, ormai si possano manifestare solo in un centro commerciale e nei suoi prodotti."

Annunci

2 Risposte to “CONDIVISIONE E COSTRIZIONE”

  1. kinglear Says:

    Peppone non mi piace.
    Neanche Don Camillo.
    Guareschi però sì: lo scrittore però, l’uomo mica tanto, anzi.

    Buona befana, Befano 🙂

    g.

  2. PaoloFerrucci Says:

    Buona Befanona anche da me, Lucione.
    😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...