FINDING MY RELIGION (2)

Ieri, dopo aver letto i commenti di Giuseppe Iannozzi al mio post, ho digitato distrattamente le parole "Finding my religion" in Google e, oh meraviglia, è venuto fuori un racconto di Matteo B. Bianchi dallo stesso titolo: 

http://www.matteobb.com/tina/issue000mat01.html

pubblicato nel lontano maggio del ’96 sul numero zero di ‘Tina, la rivistina – appunto – di Matteo B. Bianchi. Ne copio-incollo l’explicit:

"… I genitori della ragazzina, i suoi assistenti, le infermiere e tutte le persone che si trovavano nel corridoio si voltarono contemporaneamente quando Michael uscì dalla stanza.
Lui non li guardò neanche.
Cominciò a camminare verso la rampa di scale e scese velocemente giù in strada. Camminò instancabile per ore, attraversando la città senza mai fermarsi. Quando finalmente si arrese ai suoi passi, si trovava in una zona industriale abbandonata, al limitare della campagna.
Si guardò intorno, senza vedere nulla, e poi chiuse gli occhi.
Solo in quel momento riconobbe che quel formicolio che da settimane sentiva sulle scapole, così simile al dolore, era il segno delle ali che gli stavano spuntando."

La cosa più stupefacente è che il racconto – a detta dello stesso Matteo B. Bianchi – era stato ispirato dalla figura di quel Michael Stipe dei R.E.M che solo molti anni dopo avrebbe scritto la canzone "Losing my religion": la stessa di cui ieri ho linkato il video!

Ora, non si vorrà negare che dietro tutte queste prefigurazioni e coincidenze non può che celarsi un disegno divino, ma teso a che scopo? Che cosa può avere in mente il Grande Tessitore dei Destini Umani nel legare fra loro quattro personaggi eterogenei come Giuseppe Iannozzi, Matteo B. Bianchi, Michael Stipe e Lucio Angelini? E spunteranno le ali anche a me – già Angelini di cognome – come al personaggio di Matteo B. Bianchi?

Mah. Bah. Chissà.

Una sola cosa è certa: il mio post di ieri era solo apparentemente dettato dalle emozioni di una giornata trascorsa sulla neve del Pelmo… :- )

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14 Risposte to “FINDING MY RELIGION (2)”

  1. kinglear Says:

    Il racconto di Matteo Bianchi è stato pubblicato nel ’96.

    “Losing my Religion”, scritta da Stipe, è stata pubblicata nel ben lontano 1991: appuntati la data. Compare nell’album “Out of Time”, ed è il singolo di punta che ha poi fatto conoscere Stipe e compagni anche al pubblico più refrattario.

    L’unico disegno divino che si configura in queste non-coincidenze è la tua totale ignoranza in fatto di rock. Poi, cadermi sugli R.E.M. è come dire che non sai chi sono gli U2. Insomma, Lucio, altro che Angelini: a te è già tanto quando ti riesce la torta con il lievito Bertolini. Le ciambelle con il buco, quelle, mai. 🙂

    Peraltro, Matteo se non altro lo ammette che gli REM li conosce poco: e si vede, eccome se si vede.

    Aggiusta ‘sto post, che è tutto un errore.

    ciao ciao

  2. Lioa Says:

    Oddio, stai facendo crollare un palco. Ma sarai affidabile? A me pare che “Losing my religion” sia un successo recente…
    Ma in effetti suonava un po’ strano che il disegno divino avesse coinvolto proprio te:- )

  3. Lioa Says:

    Wikipedia ti dà ragione, sia per data, sia per contenuto (“To lose one’s religion” significa grosso modo perdere le staffe… )

    Come dire che noi angelini facciamo le pentole, ma non i coperchi…
    Epperò… non è ancora detta l’ultima. Aspettiamo. Pazientiamo. Magari ti converti tu, dopo una terribile Notte del Nominato:- )

  4. kinglear Says:

    Lucio, i REM hanno iniziato a suonare e cantare negli anni Ottanta in UNA CHIESA SCONSACRATA. Dovrà pur significare qualcosa, o no?

    Dài, aggiusta ‘sto post.

  5. kinglear Says:

    Infatti: sbagliando, molti traducono “perdere la fede”, “perdere la propria religione”. Quando la traduzione più esatta sarebbe “Perdere la pazienza” o “Perdere le staffe” al limite.

    Una volta stavo per comprare una biografia che trattava di Stipe e compagni: l’autore riportava stralci di canzoni anche, e mi sono imbattuto in “Losing My Religion” tradotta come “Perdere la fede”: ho strabuzzato gli occhi e ho deposto il libraccio. Spero sia finito al macero.

    Impossibile: sono russelliano DOC.

  6. matteobblog Says:

    Non vorrei infrangere il disegno divino, ma visto che mi sento chiamato in causa tengo a specificare che il racconto “Finding my religion” era nato originariamente per una fanzine di racconti ispirati a canzoni e gruppi rock. Non sono mai stato un fanatico dei REM ma conosco abbastanza la loro discografia, e chiaramente il titolo del mio testo era una storpiatura di “Losing my religion”, che conoscevo benissimo (così come l’album “Out of time”). Il racconto tuttavia non è legato al testo della canzone, ma sull’idea che Michael Stipe fosse un’emanazione divina. Ipotesi azzardata, libero delirio narrativo. Ma del resto nei miei racconti Laura Pausini è bulimica, Cher è Babbo Natale, Raiz degli Almamegretta un mio amante. Il rapporto tra le rockstar reali e le rockstar personaggi è puramente indicativo. Temo che il disegno divino riscontrato da Lucio sia accidentale.
    Everybody hurts!
    Baci,
    Matteo

  7. Lioa Says:

    Maddai, è tutto uno scherzo… però, vuoi mai che, come dice Eugenio De Medio, l’autore dell’attesissimo “NENIO” (prossima uscita di Vibrisselibri), Dio parli nella lingua conosciuta da chi ascolta?:- )

  8. MariaStrofa Says:

    Ci siete cascati tutti come polli. Lucio sa bene che REM significa rapid eye movement e che di conseguenza, il riferirsi a questo acronimo, significava che era tutto un sogno. 🙂

    Per fortuna che noi (io e la mia tastiera) Lucio lo conosciamo bene.

  9. erostratos Says:

    > Che cosa può avere in mente il Grande Tessitore dei Destini Umani nel legare fra loro quattro personaggi eterogenei come Michael Stipe, Giuseppe Iannozzi, Matteo B. Bianchi e Lucio Angelini?

    forse un remake del film ‘un genio, due compari e un pollo’. :))
    ciao lucio!

  10. Lioa Says:

    Erostratos, amore, ogni tua visita è un orgasmo:- )

  11. utente anonimo Says:

    “Che cosa può avere in mente il Grande Tessitore dei Destini Umani nel legare fra loro quattro personaggi eterogenei come Michael Stipe, Giuseppe Iannozzi, Matteo B. Bianchi e Lucio Angelini? ”

    Vonnegut direbbe che e’ un classico caso di Granfaloon
    ciao
    k.

  12. Lioa Says:

    … Vuoi dire, a group of people who outwardly choose or claim to have a shared identity or purpose, but whose mutual association is actually meaningless in terms of fulfilling God’s design? An’ vedi st’impunito!!!

  13. utente anonimo Says:

    si’, e ricorda:
    if you wish to study a granfalloon, just remove the skin of a toy balloon.

    k.

  14. MariaStrofa Says:

    Lucio, ricorrendo il cinquantesimo dalla morte di Toscanini mi è venuto in mente di dirti (ma lo saprai) che era un appassionato rocciatore.

    ciao

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