Archive for febbraio 2007

14 FEBBRAIO. MON COEUR MIS À NU

14 febbraio 2007

Happy Valentine

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Eccomi mentre stiro di buona lena nella mia mansarda al Lido di Venezia. Benché sia il giorno di Valentino, dedico a quanti seguono Cazzeggi letterari questa mia sobria foto  "rubatami" da quella mattacchiona di Donatella (Versace). 

(Cfr. "Oste, VERSACE n’antro litro!)

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LACRIME E SANGUE DI GALLO

13 febbraio 2007

Amami

Da "Scrivete, scrivete, qualcuno pubblicherà" di Antonio Armano:

"Paola Gallo (Einaudi) riceve 2000 manoscritti l’anno. L’Einaudi ha dei lettori professionali pagati a una tariffa base lorda di 25 euro a manoscritto (prima erano 50mila lire, cambio perfetto per una volta!). In molti casi ci si ferma alle prime pagine, non vale la pena di andare avanti. Ma il conto è fatto: 25 euro per 2000 manoscritti fa 50mila euro l’anno. Con 50mila euro si possono comprare i diritti di un autore straniero di grido. E cosa conviene fare?… [cut]… Ma se pubblicare non è impossibile, il difficile è continuare a farlo dopo il secondo o terzo libro. Questo porta movimento nel mercato. Ci sono autori che passano da un editore all’altro, da un piccolo a un grande editore e viceversa. «Io non posso permettermi di pubblicare tre libri l’anno di Tiziano Scarpa!» dice la Gallo. «Mi è costato lacrime e sangue farglielo capire ma ora lui ha anche altri sbocchi editoriali ed è contento così».

[Da http://www.vibrissebollettino.net/archives/2007/02/scrivete_scrive.html#more]

Massimo Giacon, Tiziano Scarpa: AMAMI
[Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, 2007, pp. 132, € 8,00]

di Daniela Bandini

Amami è una geniale raccolta di profili psicologici impietosamente tracciati dal fumettista e illustratore Massimo Giacon, su testo di Tiziano Scarpa. La trama è assolutamente intrigante. Poniamo il caso che vi troviate o abbiate a che fare con una situazione che non prevede le solite rapide scorciatoie antidepressive a base di nutella o margaritas e decidiate di affidarvi a uno specialista. Ciò che di sicuro vi spaventerà maggiormente è la non certezza della pena che una psicoterapia vi propone, ovvero sapere da dove si comincia ma non intravederne mai la fine. E la prospettiva di pagare, se vi va bene, un mutuo ultradecennale a tassi di interesse variabile…

IL RESTO QUI:

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/02/002139.html 

LA SINISTRA GIOVANILE IN VIA DEL CAZZO

12 febbraio 2007
(Roberto Papetti, il direttore de ‘Il Gazzettino’)
Domenica 4 febbraio sul quotidiano del Nordest
"IL GAZZETTINO"
è apparsa la seguente precisazione:

"Un indirizzo improprio"

Nelle Brevi di cronaca dell’edizione di ieri, per un increscioso errore, nell’annuncio del congresso provinciale della Sinistra giovanile è comparso un indirizzo improprio . Ci scusiamo con gli organizzatori della manifestazione e con tutti i lettori."

Incuriosito, ho recuperato il giornale del giorno prima e individuato l’improprietà. Eccola:

"Sabato 3 febbraio BREVI DI CRONACA

NELLA SEDE DEI DS

Sinistra giovanile oggi al congresso provinciale

Con il 2007 è iniziato il lungo percorso congressuale della Sinistra Giovanile e dei Democratici di Sinistra. Nell’annunciare l’odierno congresso, in programma alle 15 nella sede dei ds in via del cazzo, il segretario provinciale Giorgia Cestonaro sottolinea l’importanza del rinnovamento anche all’interno dei Ds veneziani anche in vista della nascita del Partito Democratico."

Non ci credete? E’ ancora qui: 

http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Mestre&Codice=3250212&Data=2007-02-03&Pagina=2&Hilights=via+del+cazzo

Immagine da http://media.qne.it.esperia.com/images/643-thumb-big.jpg

PREMIO “LUCIO ANGELINI”

10 febbraio 2007
Giovanni Arpino
Come (ex?) autore per ragazzi continuo a ricevere quasi settimanalmente bandi di concorso sempre più deprimenti. L’ultimo dalla città di Bra.
"Trasmettiamo in allegato il bando del ‘Premio G. Arpino’ promosso dall’Amministrazione Comunale di Bra in occasione del salone del libro per ragazzi in programma a Bra dal 16 al 20 maggio 2007. Il Concorso è riservato ad autori italiani di letteratura per ragazzi. Il premio quest’anno assume un rilievo particolare ricorrendo il ventennale della morte dello scrittore. La presente con preghiera di darne ampia diffusione."
Eccomi pronto ad accontentarli. Divulgo attraverso il mio blog l’allettante iniziativa, insieme alla mia risposta… non proprio civilissima. Questa:
<< Cito dal vostro ‘BANDO DI CONCORSO’:
Art. 4. I partecipanti dovranno inviare n. 25 copie dei lavori presentati
 
PRIMO PREMIO. Euro 1.000.
 
Vi ricordo che il costo di 25 copie e della loro spedizione supera quasi l’ammontare del premio, peraltro riservato a UN SOLO PARTECIPANTE.
 
Vogliamo smetterla con queste stronzate? Grazie
Lucio Angelini>>
Ovviamente ho subito pensato al Premio internazionale di poesia Stazione ferroviaria di Tricase citato da Maria Strofa nel suo post di martedì 6 febbraio in www.mariastrofa.splinder.com
A proposito, sto pensando di bandire io un "Premio Lucio Angelini" – consistente in un mio racconto inedito – rivolto a tutti i comuni italiani che mi invieranno un assegno da 1.000 euro in 25 esemplari:- )
Immagine da www.nonsolobiografie.it

LA SCENEGGIATA CENCIARELLI-IANNOZZI

9 febbraio 2007

 sceneggiata

 

 

 

 

 

 

 

Erostratos/Dandy Roll, l’autore di questa splendida LOCANDINA (ispirata all’amore telematico di Giuseppe Iannozzi per Gaja Cenciarelli, la capo-redattrice di Vibrisselibri), è il tipo che se Linnio Accorroni borbotta:

"Una volta bisognerebbe puranco parlare del sottile discrimine che esiste – se esiste – fra bibliofilia e bibliomania"

subito ribatte:

"buttandola più sull’antropologico, ci sarebbe pure la bibliofagia. per esempio, se prendi ‘kannibalismus’ di ewald volhard, tagli tutta la prima parte idiografica (essendo scarsamente credibile che nel delta del niger o in melanesia ci si sbafi il calepino col brossurato di contorno), ma la seconda, quella nomotetica, torna buonissima e tutto quaglia.  c’è la bibliofagia profana o alimentare, robetta per genti lurche non che leccarde, lectio sub specie cuppediae con gran pompa di aggettivi gastronomici prelibato sapido gustoso, lettore che vuol godere di panza e di papilla – e ce n’è un fracco, vero. c’è la bibliofagia giuridica o punitiva, tipo quello che spunta le letture, alé, fuori dai coglioni, avanti un altro. e qui ci incisterei pure l’astioso che vagheggia di legger "tutti i libri", ché per leggerli tutti (non che una qualche inclinazione alla coprofagia, s’intende) bisogna averci chiaro il sentimento della natura ostile e inimichevole del libro, bisogna sapercelo che i libri sono una minaccia per la nazione per la morale per l’economia per tutto, e allora sbarazzarsene. leggerli tutti, via, soluzione finale. c’è poi la bibliofagia magica o appropriativa, latria del libro utile illuminante, del libro che serve, che ti accresce e ti arricchisce, tipo che ti leggi platone integrale e poi fai il mazzo a tutti, non ce n’è per nessuno, ti aggiri per le vie come godzilla. gulliver studiato, estingui incendi pisciandoci sopra. oppure, volendo, ti estingui da te sotto il fico di casa e accedi a filosofica famiglia, t’incieli nel nirvana di color che sanno. c’è infine la bibliofagia rituale o funeraria, identificativa quant’altre mai, roba all’avanguardia, meglio della dieta del fantino. il meccanismo è semplice ma ingegnoso: stante che sono i morti simbolicamente a pasteggiare, ingozzi tu ma ingrassa dostoevskij. no, dico." (Dal thread "La deriva bibliofila", in it.cultura.libri, 19 marzo 2004)

Insomma uno che sa il fatto suo. Maria Strofa, peraltro, ne ha pubblicato anche diversi pregevoli disegni e schizzi nel suo blog www.mariastrofa.splinder.com .

Con questa locandina, tuttavia, che potete ammirare più in grande

qui ,

Erostratos sta esilarando non solo i quattro diretti interessati (Cenciarelli/Iannozzi = Essa & Isso; Angelini = o Prevete; Ferrucci = o Malamente), ma anche tutti coloro che si stanno appassionando alla vicenda e ne commentano via via gli sviluppi. Ha promesso, per esempio, Luca Tassinari, l’8 febbraio nel blog di Maria Strofa:  

"Dirò di Iannox in un metesmo tratto
cosa non detta in prosa mai, né in rima:
che per amor venne in furore e matto.

E aggiunto:

"Gaja nei panni di Angelica ce la vedo benissimo! :-)"

Come dargli torto?

BOMBASICILIA A VENEZIA:-)

8 febbraio 2007

LE ARANCE DEL SIGNOR RADICCHIO

di Lucio Angelini

"Il signor Radicchio, veneziano per scelta (condizione che gli appariva decisamente più meritoria dell’esserlo per nascita) salì sul vaporetto a Piazzale Roma. Si era iscritto a un corso di nuoto alla piscina di Sacca Fisola, l’isola vicina all’inceneritore, e non vedeva l’ora di arrivare. Aveva con sé uno sgargiante borsone con dentro il suo bravo accappatoio, le sue brave ciabatte di gomma, la sua brava cuffietta di plastica e, ovviamente, anche il suo bravo liquido doccia-sciampo. Si stava domandando se, dopo la prima dozzina di lezioni, l’istruttore di nuoto avesse notato dei miglioramenti nella sua tecnica. Certo, la prima volta il poverino era stato messo a dura prova. Il signor Radicchio, infatti, non aveva potuto nascondergli la sua paura dell’acqua e c’era voluto del bello e del buono perché il pazientissimo giovane riuscisse a convincerlo a immergersi. Ancora adesso il signor Radicchio aveva degli improvvisi e irrazionali ritorni di panico, in cui temeva di poter affogare miseramente, anche se l’acqua della piscina gli arrivava appena al torace. Stava ripensando a tutte queste cose quando il controllore, sopraggiunto con passo felpato, gli toccò una spalla… "

Il resto qui:

http://www.bombasicilia.it:80/rubriche/?p=46

IANNOZZI INNAMORATO

7 febbraio 2007

 

(Gaja Cenciarelli)

Invece di farvela lunga con la segnalazione dell’appuntamento di oggi pomeriggio a Torino (al Circolo dei Lettori, alle ore 18.30, saranno presentati i primi libri pubblicati da Vibrisselibri: la prima parte del romanzo "L’organigramma" di Andrea Comotti e il saggio "Una tragedia negata" di Demetrio Paolin; interverranno Giulio Mozzi, Demetrio Paolin, e Marco Revelli, professore di scienza della politica all’Università del Piemonte Orientale, sociologo ed economista) la butto sul pettegolezzo.

Dunque: la nostra redattrice-capo è Gaja Cenciarelli ("sora Cencia"), autrice del recente:

Ebbene, Giuseppe Iannozzi di http://biogiannozzi.splinder.com/

benché non l’abbia mai vista di persona né toccata con mano, se ne è ugualmente invaghito visitando il sito http://www.sinestetica.net

Ecco, per esempio, che cosa le ha scritto il 31 dicembre scorso:

"Suzanne, bella Suzanne dagli occhi verdi e i capelli rossi… Ti immagino come una gran bella donna, sensuale, che agitata s’inalbera, che tira su un mezzo vaf*****, sortendo come tutto risultato di risultare ancora più eccitante. Credo bene che l’operatore ha continuato a conversare [Gaja si era lamentata dell’assistenza Telecom che tardava a sistemarle l’ADSL, n.d.r.] piuttosto che risolverti il problema: ti ha sentita sensuale, calda, e lui qui a Torino dove la nebbia la tagli col coltello e fa un freddo micidiale, prova a metterti un po’ nei suoi panni, di uomo però… diciamo che si è eccitato… [cut]… Voglio andare a vivere in campagna. Vieni con me? #^_____^# Poi mandiamo un sms a quell’operatore, gli diciamo di noi, e lo facciamo schiattare dall’invidia. Che ne dici? ^____* Bacioni, Bella Suzanne"

La nostra roscia di fuego ha risposto:

"Joseph, io con tutti i complimenti che mi fai, oltre a essere rossa di capelli divento di un rosso incandescente pure di viso #^__^# Ecco, io non sono proprio una gran bella donna, (anzi, sono piuttosto piccola di statura) e poi quando traduco anche io sono rachitica… sto sempre curva sulla scrivania… se mi vedessi adesso cambieresti opinione!:)) Ehm… vabbè, si sente che sono imbarazzata, eh?  Bacioni anche a te :* P.S. Hai ragione: i casini capitano a PIOGGIA proprio quando hai da fare…"

Per rassicurarla, mi sono messo di mezzo io:

"Tranquilla, Gaja. Con Iannozzi non sfiguri. Lui è un puro naso con un po’ di contorno…"

Non l’avessi mai fatto! Iannozzi, a cui le Muse – ogniqualvolta gli venga in mente di scomodarle – non negano davvero nulla, ha inseguito Gaja nei commenti al mio post di ieri su Pino Prati, per esclamare, pazzo di gelosia:

"Ridammi Gaja, cattivo Lucignolo!"

Non contento, ha composto per me la seguente invettiva in versi, divulgata sia nel suo blog, sia in quello di Gaja:

Le vibrisse di Lucignolo
(a Gaja, la Bella Suzanne ) 
 
Lucignolo ti ha liberata?
O sei fuggita?
 
Quello ha due occhi spiritati
e in bocca tante di quelle otturazioni!
Fa davvero paura
E’ brutto come la fame
Più gretto di qualunque demone
…s’attorce alle gambe della Padrona
per rubare dalla sua mano
il boccone più succoso
 
Lucignolo lo devi lasciare!
Quando ti si fa vicino
un bel calcio basso e pestagli pure la coda
E’ il Diavolo, quel Lucignolo
Non ti fidare, Bimba
Non ti fidare delle sue vibrisse
Vuol metterti sotto, è un gatto nero
Non permettere che sia lui a dominare il fato
Tu sei più forte
Sei più bella d’una poesia e d’una moina
Così ti dico di lasciare Lucignolo
 
Lucignolo lascialo da solo
Non ascoltarne la voce
– che pare umana
Turati gli orecchi
Cerca rifugio sotto le lenzuola bianche
Ma prima, pestagli ben bene la coda
Ma prima, strappagli quei baffi
E poi portati lontana, lontana
o affrontalo a viso scoperto:
e crollerà, con un aperto miagolio
perderà l’equilibrio e tutt’e nove le vite
 
Dammi retta, quel Lucignolo non merita
una sola tua carezza né il caldo del tuo respiro
Dammi retta, quel Lucignolo è maligno
Non l’ha voluto con sé nemmeno Belzebù
Ha preferito la solitudine eterna delle fiamme
a un gatto come quello che ti fa la corte
 
Pestagli la coda, pestagliela forte
e con un calcio ben assestato castralo
E dopo strappagli le vibrisse
 
Coraggio, Bimba, ce la puoi fare
Tu sei più d’un bocconcino
Tu sei più d’una carezza
Coraggio, mandalo al diavolo quel Lucignolo
Dagli il fatto suo, mettilo steso
Coraggio, coraggio, mettilo a dormire per sempre
 
Ha due occhi spiritati
e una bocca piena di otturazioni:
fallo fuori, dopo ti sentirai libera
e la solitudine non ti miagolerà più alla porta
Portagli via quell’alito diabolico
che lo fa miagolare da mane a sera
Coraggio, Bimba, ce la puoi fare
 
Lucignolo lo devi mandare al diavolo!
 
Ce la puoi fare, fallo fuori
E poi castralo e strappagli le vibrisse
 
Ti dico che ce la puoi fare, fallo fuori
E poi castralo e strappagli le vibrisse
 
Ce la puoi fare, fallo fuori subito
Adesso, fallo fuori adesso
che si gratta con quella zampa zoppa:
un calcio basso ed è fatta
Fallo fuori, fallo fuori, fallo per te.

PINO PRATI (1902-1927)

6 febbraio 2007

Brenta. Il Campanile Basso.
"Se vuoi avere un concetto della grandiosità e forza dell’alta montagna, che sa foggiare meravigliosamente certi suoi gioielli petrosi, allora recati nel Gruppo di Brenta, nella Busa dei Massodì ed ammira il Campanile Basso, che dorato dal sole, si spinge come una fiamma verso l’infinito. È una cima leggendaria, un’audacissima torre, che nella nostra fantasia appare come una colonna piena di luce, un pauroso e fantastico obelisco, uno spettro spaventoso. Ed è terribile e minaccioso, se circondato da grige nubi. Una visione più impressionante non puoi averla mai vista!… [cut]… Dalla Busa dei Massodì, a lungo lo contemplo; pare che dica: ‘La felicità che ti dono è sì grande, che tu tremi di fronte ad essa. Tu sei mio, e sarai mio fino a che vivrai’. Grandiosa è la voce del monte! Sembra il rimbombo di enormi campane oscillanti. Davanti a lui sono ben meschino."
Così annotava PINO PRATI il 22 luglio 1923 sul suo diario. Titolo del paragrafo: "Tentativo al Campanile Basso (2872 m.)". Purtroppo, quattro anni più tardi, il Campanile Basso l’avrebbe davvero fatto suo, appena venticinquenne.
"La tragedia del Campanile Basso dell’agosto 1927, nella quale Pino Prati perse la vita assieme a G. Bianchi, privò l’alpinismo trentino ed italiano d’allora di uno dei suoi ‘uomini nuovi’, quelli che di lì a poco l’avrebbero portato a livelli mai toccati prima. Fu una perdita irreparabile che idealmente segnò, sui nostri monti, la fine dell’alpinismo dell’epoca classica. Appena due anni dopo, nel 1929, Videsott e Rudatis vincono lo spigolo della Busazza e Micheluzzi apre la sua difficilissima via alla Marmolada: il sesto grado è ormai alle porte".
(Da Marino Stenico, "Cento anni di alpinismo trentino: dai pionieri alla Grande Guerra", in Romano Cirolini ed Ezio Mosba (a cura di). "La SAT: cento anni: 1872-1972", Trento: SAT, 1973, pp. 376-448)
"Pino Prati era un ottimo arrampicatore ma non aveva mai avuto né il tempo né la possibilità di diventare un campione. Egli era però la più vera espressione dell’ amore per la montagna ed aveva realmente la fede e l’anima di un apostolo delle montagne. Le Dolomiti di Brenta senza Pino Prati diventavano delle montagne spiritualmente solitarie, così come un bel bosco già risonante dei canti degli uccelli e poi diventato improvvisamente silenzioso".
(Da "Liberazione: avventure e misteri delle montagne incantate" di Domenico Rudatis; Belluno: Nuovi sentieri, 1985, pp. 88-89)
Il diario di Pino Prati è stato pubblicato nel 2006 sotto il titolo "RICORDI ALPINI" dalla Società degli Alpinisti Tridentini, Biblioteca della montagna-SAT, Trento. Scrive il curatore Claudio Ambrosi nell’Introduzione: "Il diario si apre con il 7 settembre 1911 e si conclude con l’annotazione del 16 agosto 1925… Gita dopo gita vi si legge un resoconto, a volte minimo, a volte più esteso, delle escursioni e scalate compiute… Oltre alle descrizioni delle escursioni vi si trovano anche ampi paragrafi con impressioni e considerazioni dell’autore legate al suo modo di vivere ed interpretare il rapporto con la montagna. Non mancano poi alcuni brevi racconti… Erano anni in cui le sole marce di avvicinamento, con lunghissimi tragitti a piedi, dopo aver magari passato molte ore su di un treno o una corriera, erano di per sé ‘eroiche’. Il clima di quest’epoca fortunata dell’alpinismo sociale trentino si respira in tutto il diario… "

INCUBI

5 febbraio 2007

 

Ho da poco ritrovato una mia vecchia lettera a ***:

"Premetto che mi sono sempre interessato di psicologia e psicanalisi, e che ho meditato spesso sui meccanismi della simbolizzazione, della riconversione, dello spostamento, sulle misure fobiche e controfobiche, sui dinamismi della rimozione e compagnia bella, pur mantenendo un sano atteggiamento di distacco rispetto all’efficacia di certi lunghi e costosissimi trattamenti. Ebbene, stanotte mi è capitato di avere un incubo, nel corso del quale sognavo di stare scappando, inseguito da una figura orribilmente minacciosa. Alla fine le mie possibilità di fuga si sono ridotte a una sorta di inghiottitoio a spirale che si restringeva sempre più e in cui avrei sicuramente finito per restare intrappolato/soffocato, se solo mi ci fossi calato. Allora mi sono voltato indietro e ho dovuto fronteggiare la figura che mi inseguiva. Curiosamente, in una sorta di “sogno dentro il sogno”,  ho avuto il sangue freddo di domandarle con voce artatamente tediata: "Scusa, e tu di che cosa vorresti essere il simbolo? Dai, togliti la maschera, tanto lo so che voi personaggi dei sogni non siete che mere simbolizzazioni, utili solo a trasporre in forma narrativa le nostre più recondite paure o desideri!" Tu non ci crederai, ma alle mie parole la minacciosa figura è scoppiata letteralmente a ridere, come sentendosi scoperta. E si è presto dissolta. Ma il colmo è stato che, svegliandomi, mi sono ritrovato in uno stato di assoluta grazia…"

Immagine da mysite.freeserve.com

AUTODECEREBRARSI E UCCIDERE

3 febbraio 2007

<B>Follia a Catania, agente arresta ultrà<br>viene aggredito ed ucciso da bomba carta</B>

Sono cresciuto orfano. Mio padre precipitò con l’aereo da lui stesso pilotato quando avevo pochissimi anni di età. Anche i figli di Filippo Raciti cresceranno orfani di padre, ma questa volta il destino non c’entra. C’entra quella vera e propria malattia sociale che spinge dei perfetti adulti, magari sposati e con prole, ad autodecerebrarsi nel week-end, cercando il morto per sentirsi vivi, come a Catania ieri. Morire per frapporsi a due tifoserie di ultras autodecerebrati non è giusto. Che si scannino tra di loro, i cosiddetti violenti del calcio, chiusi in appositi stadi. Senza né giocatori né portatori sani di un tifo sano, ovviamente.

[Immagine da http://www.repubblica.it/]