BASTA, ANGELINI!

Della LULULATA di Genna ha parlato entusiasta la Lipperini nel post "STRADE" del 7.3.07:

Il suo progetto di “abbraccio fuori mercato fra autore e lettore” è bellissimo. Qui.

Mio commento:

Purtroppo l’iniziativa di Giugenna, lodevole in sé, è vanificata dalle spese di spedizione di Lulu, come ho evidenziato nel mio blog (mi riferisco al cartaceo, ovviamente). Meglio una sana edizione economica in libreria, a ‘sto punto. Solo un esordiente assoluto potrebbe trovare conveniente rivolgersi a Lulu, che, priva di filtri com’è, pubblica [abbraccia!] cani e porci.

[Mi torna in mente il commento di EI-FU già riportato nel post ‘Il cinico Angelini’ del 6.3.07: "Ma quanto manca al giorno in cui ciascuno scriverà, pubblicherà, leggerà e rileggerà soltanto il proprio libro?"]

Commento di SECCATO:

E naturalmente Vibrisselibri è meglio. Basta, Angelini.

Okay, okay. Ho esagerato. Il tentativo di una rivoluzione da scrittore a lettore senza mediazioni è perfettamente riuscito. Lo scrittore Genna è uguale a ogni lettore [non fosse che ha un buon posto alla Mondadori e che, dopo questa estemporanea lululata, potrà tornare a scegliere – giustamente, dato il suo indiscusso talento -, l’editore che crede]. E 15 euro per un libro sono definitivamente un abbraccio fuori mercato.

P.S. "Lulu [di Franz Wedekind] è una giovane fioraia che si serve del suo fascino demoniaco come mezzo di ascesa sociale, conducendo alla perdizione e alla morte gli uomini che si innamorano di lei":- ). 

(da http://www.girodivite.it/antenati/xx1sec/_wedekin.htm )

[Immagine da http://www.tell-online.de/i-k-n-lulu.jpg ]

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13 Risposte to “BASTA, ANGELINI!”

  1. utente anonimo Says:

    Angelini,
    dire che sei un ingeneroso oltreché un inesperto è poco. Se compri un libro su Amazon, il delivery costa 8.98. Su Lulu.com, costa 4.98. Lulu è un sito americano. Niente è vanificato. Il paragone con vibrisselibri è allucinante: vibrisselibri si mette a fare da agente per i suoi autori, qua io cerco, al meglio, di regalare più che posso.
    Evidentemente, con certe persone, a poco vale.

  2. Lioa Says:

    Ho appena risposto a certa Maria Luisa in Lipperatura:

    “Ho lodato senza risparmio Giuseppe Genna quando è stato il caso. La lululata è una boiata, benché commessa in buona fede. Alla mia età sono oltre l’invidia e il veleno. Considero Giuseppe un caro amico. Honny soit qui mal y pense.”

    Giuseppe, mi spiace tu mi prenda per un ingeneroso. La mia obiezione riguarda la concreta spesa per un tuo libro dal punto di vista di NOI ACQUIRENTI: edizione tascabile ma accurata in libreria, senza sbattimenti postali; edizione inaccurata (in tal senso la battuta sull’impaginazione di Vibrisselibri) con Lulu, ma + costosa del tascabile. Nulla da dire sulla pubblicazione on-line, ormai prassi ampiamente diffusa.

    Ti ricordo che anche Cacciari, quando gli va, anziché usare il water-taxi che pur gli mettono a disposizione come sindaco, prende democraticamente il vaporetto. Un abbraccio.

  3. utente anonimo Says:

    Lucio il problema della tua “ingenerosità” sta tutto qui: hai acceso la luce mentre si metteva in scena una pièce dal titolo L’abbraccio. E’ lo spettacolo che hai rovinato. E’ inutile che stai a giustificarti facendo due più due. E’ ovvio che dal tuo punto di vista, dei costi per il lettore, hai ragione, solo che dal loro punto di vista tu hai acceso le luci prima della fine.

    Ieri ho comprato il libro “Diario di un qualunquista – Political comics” di Gianluca Costantini. Sono pagine già apparse in rete, condivise gratuitamente tra Gianluca e i suoi lettori. Nessuno lì ha pensato di mettere in scena L’abbraccio, ha caricato le pagine e basta. Nemmeno ora che il libro è stampato, libro che a Costantini renderà due lire che nemmeno ripagano il materiale per realizzarlo (non dico il tempo, questo è pacifico), qualcuno parla di Abbraccio. Il libro costa 12 euro, per 150 pagine, stampato con cura e rilegato.
    a.b.

  4. utente anonimo Says:

    Ok, Genna anziché “€ 6” poteva scrivere “€ 15 comprese le spese di spedizione”, e in questo modo non si sarebbe prodotto un corto circuito di aspettative.
    Ok, Genna poteva scrivere in anticipo che si può scegliere tra “economy” e “standard”, così tutto sarebbe stato più chiaro.
    Ok, Genna poteva cercare un altro servizio di stampa su ordinazione, ce n’è anche in Italia (anche se, va detto, meno versatili di Lulu).

    Ok, concediamo tutto questo.

    Però io mi chiedo: anche stante il fastidio perché son soldi che vanno alle Poste invece che all’autore, è davvero così incredibilmente, scandalosamente, improponibilmente costoso un libro acquistato a 15 euro?

    Davvero questo dettaglio basta a inficiare l’operazione di Genna?

    Suvvia, Lucio, non esageriamo. Tant’è che, se non sbaglio, alla fine l’hai comprato. Cosa che ho fatto anch’io.

    Un conto è trarre da questo episodio suggerimenti per la prossima volta, come quelli che ho appena elencato io, altro paio di maniche parlare di “boiata”.
    Questo è il libro in cui Genna racconta la morte di suo padre, sicuramente per scriverlo gli ci sono voluti stomaco e impegno, e a me pare encomiabile che decida di regalarlo senza farci una lira.

    Quanto ai “Piccoli fans” di balilliana attitudine, impavidi e sprezzanti, fez svettante contro il cielo e pugnale alla cintola, pronti a gettare vetriolo in faccia al nemico di turno delle Patrie Lettere, ci pensino prima di scrivere.
    Un simile ardore, se portato ad assoluta coerenza, li spingerebbe a trattare da “grassatori” e “plutocrati” anche – addirittura! – i loro eroi, in fila dal primo all’ultimo.

    “Batticuore fuorilegge” di Scarpa costa 15 euro.
    “Kamikaze d’occidente” costava 15 euro già quattro anni fa.
    “Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno” di Moresco costa 15 euro.
    “Zio Demostene” ne costava 12 due anni fa, e sono solo 101 pagine.
    “L’invasione” costava 13 euro già nel 2002.
    “Lettere a nessuno” costava l’equivalente di 18 euro nel 1997.
    “L’ombra lunga dell’autore” di Carla Benedetti costava l’equivalente di 17 euro nel 1999.

    Tutti soldi che mica andavano alle Poste, se non erro.
    E allora? Croce addosso pure a tutti loro? Voglio sperare di no.

    Su, dai, Barbieri: capisco l’odio, capisco il rancore, capisco la piccolezza, la grettezza, il miserando alzare il ditino a fare l’appuntino, capisco la strabordante mediocrità, l’angustia degli orizzonti, capisco tutto, però su, a cuccia, fai il favore, a cuccia. C’è chi regala libri, magari commettendo qualche perdonabile errore, e chi invece – non avendo alcunché da regalare, in quanto platealmente incapace di *fare* alcunché – impone tutti i giorni al mondo le proprie biliose stronzate.

    E adesso scatenati e sputazza, ciao.

    WM1

  5. utente anonimo Says:

    Per completezza, e adottando una prassi seguita da Lucio, riporto qui il commento che ho lasciato su Lipperatura:

    Tra cielo e terra ci son più cose che etc., quindi può pure capitare che io non mi trovi d’accordo con Lucio Angelini.
    Ebbene, stavolta capita: non sono d’accordo su come Lucio ha proposto e portato avanti questa polemica.

    Tuttavia, trovo sbagliato pensare che dica certe cose in malafede. Semplicemente, credo abbia sbagliato impostazione: la questione del prezzo si poteva far notare in altro modo, senza dare l’idea di trarne un giudizio sull’intera operazione pensata da Genna.

    Ad ogni modo, faccio notare che c’è un’enorme differenza tra Angelini (che comunque distingue tra operazione e libro) e chi invece liquida operazione e libro in base a preconcetti o logiche di schieramento, senza aver letto una riga.

    Se c’è una cosa a cui Angelini è estraneo, quella è la logica degli schieramenti, delle cordate, delle lobbies. Come polemista, non guarda in faccia a nessuno e fa bene. Poi capita che sbagli, ma capita a tutti.

    Inoltre Angelini, al contrario di altri che affollano la blogosfera, non sminuirebbe mai – né tantomeno stroncherebbe – un libro senza averlo letto. Leggerà anche “Medium” e il suo giudizio – buono o cattivo – sarà sicuramente svincolato da questa polemica sul prezzo.

    WM1

  6. MariaStrofa Says:

    Che Genna non guadagni niente è cosa encomiabile, che il libro costi è altrettanto encomiabile, ripeto, visto che i libri regalati sono un insulto per chi li riceve (parrebbe) oltre che un insulto all’intelligenza di chi continua a regalarli.

    Sul fatto tecnico, poi, non ho elementi per intervenire. Un libro regalato o che non costa niente è fallimentare in partenza: per fortuna che ci sono i costi di spedizione a riequilibrare il tutto.

    Questa storia che il lettore non deve pagare per leggere è una delle boiate più clamorose dell’intellighenzia novecentesca e inizio duemila.

  7. Lioa Says:

    Rispondo a Wu Ming:

    1) >> Anche stante il fastidio perché son soldi che vanno alle Poste invece che all’autore, è davvero così incredibilmente, scandalosamente, improponibilmente costoso un libro acquistato a 15 euro?

    Tutt’altro. E’ il prezzo più normale del mondo. Proprio di qui, anzi, la mia incredulità nello spacciarla per un “rivoluzionario abbraccio tra autore e lettore”.

    > la questione del prezzo si poteva far notare in altro modo, senza dare l’idea di trarne un giudizio sull’intera operazione pensata da Genna.

    Anche Genna poteva proporla in altri termini. Traduco il suo discorso in soldoni: “Come sapete, potrei permettermi qualunque editore. Invece no. Mi voglio abbassare al livello di quelli che, se non si autopubblicano con Lulu, non se li fila proprio nessuno (tanto già a gennaio ho un altro titolo in uscita per Mondadori). Anzi, sapete che vi dico? Voglio essere talmente generoso da regalarvi il mio libro ad appena 6,9 euro, così si compie l’abbraccio tra autore e lettore.”

    Ordino comunque il libro di Genna non certo perché estasiato dall’operazione, ma perché lo apprezzo come scrittore. Avrei preferito trovare comodamente il volumetto in libreria, anziché farlo arrivare dall’estero, ma pazienza. Scelgo la spedizione “standard” perché, a occhio, mi suona come “ordinaria” (anziché postacelere o altro). Confermo l’acquisto e finalmente appare l’importo complessivo: 15 euro e rotti. Benissimo. Li avrei spesi comunque anche in libreria, ma ragionando mi dico: Genna ha rinunciato alle royalties, ma l’acquirente non ci ha guadagnato un cazzo. Continua a sfuggirmi l’abbraccio.

    Riassumendo:

    Penso di saper distinguere un fatto rivoluzionario da un fatto “inane”: se per una volta Genna rinuncia alle proprie royalties senza alcun reale vantaggio per l’acquirente (che paga il libro al solito prezzo tra gli 11 e i 16 euro), anzi con il fastidio aggiuntivo di farglielo ordinare all’estero (arriverà davvero? quando? e se non sei in casa al momento dell’arrivo può essere che torni indietro?) a me sembra un’operazione degna dell’ufficio complicazioni affari semplici. Nulla da dire, invece, sul fatto che lo metta on line, tantopiù che proprio voi wuminghi avete dimostrato come la prassi, anziché nuocere alle ordinazioni, le moltiplica .

    Giuro che appena Genna, a cui continuo a voler bene come prima, compie un gesto davvero rivoluzionario, gli dedico dodici post di fila.

    A patto che eviti di autoincensarsi con frasi dell tipo: “Non ho notizia di autori che, pluripubblicati da grandi case editrici e tradotti all’estero, espongano in questo modo un libro inedito e denso, a cui tanto tengono.”

  8. utente anonimo Says:

    Ha detto tutto Angelini benissimo.
    Vorrei solo aggiungere una cosa. Un libro di valore (nel senso del contenuto, non del prezzo) è sempre una cosa grandissima, perché per scriverlo occorrono anni, lavoro, studio, esperienza, sacrifici.
    Io, da compratore, non batto ciglio nello spendere 50 euro per uno dei volumi Adelphi che raccolgono i romanzi della Ortese, così come decido di comprare, mi pare a quasi settanta euro, l’antimeridiano dedicato a Bianciardi. Sono cifre alte, ma va bene, perché quello che trovo dentro è qualcosa di esistenzialmente grande. E’ già dono, abbraccio e tutto quello che volete.
    Occorre aggiungere che Bui in quell’elenco, e come al solito, ci dà la misura della sua grandezza intellettuale e umana?
    a.b.

  9. utente anonimo Says:

    Ecco, l’unica cosa su cui riesco a essere d’accordo con Bui – ma del resto è una constatazione talmente banale – è di non liquidare il libro a causa del “bug” promozionale.
    Il libro è un’altra cosa, non ha colpe di marketing, è lì per dire altre cose. Io non amo l’ultima scrittura di Genna, e da quanto ho letto fino a ora, questo lavoro ci sta dentro, però non è detto che il suo testo non riesca a fare centro. Genna è sicuramente uno scrittore capace di fare grandi cose.
    a.b.

  10. utente anonimo Says:

    A maria strofa

    “ripeto, visto che i libri regalati sono un insulto per chi li riceve (parrebbe) oltre che un insulto all’intelligenza di chi continua a regalarli.

    Sul fatto tecnico, poi, non ho elementi per intervenire. Un libro regalato o che non costa niente è fallimentare in partenza: per fortuna che ci sono i costi di spedizione a riequilibrare il tutto.

    Questa storia che il lettore non deve pagare per leggere è una delle boiate più clamorose dell’intellighenzia novecentesca e inizio duemila.”

    Va bene dirlo una volta, ma due no

    Mi costa molto parlar di me, ma tant’è, così è (se vi pare). Da uomo di 32 anni, quasi laureato in lettere (da tre anni devo dare la tesi, se mi decido e la vita mi lascia respirare), disoccupato ecc dico che il suo commento è un insulto verso chi non si può permettere di investire denaro in cultura come desidererebbe e lotta giorno per giorno per poter leggere autori contemporanei. Pdf gratis, libri omaggio e copyleft sono una manna dal cielo per quelli nella mia situazione e NON SONO UN INSULTO. Anzi, spesso sono i libri ad essere oscenamente costosi

    Suo
    francesco sasso

  11. Laooconte Says:

    lulu ha ancora il difetto della mancanza di un filtro qualitativo, anche se poi credo che i vari gruppi di appartenenza degli scrittori potrebbero diventare una sorta di etichetta sulla qualità del prodotto.

    che genna abbia tentato lulu è un fatto ovvio e notevole.
    è conosciuto ed ha già dalla sua il riconoscimento di “professionalità” sulle sue opere.
    è questo che manca ad un esordiente.
    …ed è quasi come la scritta autorevole messa in evidenza in copertina ed estrapolata da un intervista, o una recensione, e riportata in grassetto corsivo come sigillo di garanzia.

  12. BOCL N.11 (LA LULULEIDE) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] https://lucioangelini.wordpress.com/2007/03/10/basta-angelini/ […]

  13. BOCL N. 11 (LA LULULEIDE) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] https://lucioangelini.wordpress.com/2007/03/10/basta-angelini/ […]

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