QUANDO WU MING 1 DECISE DI FARE “AL SCRITOR”

 
(Roberto Bui dei Wu Ming)

Ero lì che chiacchieravo con Iannozzi nei commenti al mio stesso post "Donne, du du du, in cerca di guai" e gli stavo spiegando che non si trattava di una lunga citazione da Manituana, come aveva capito lui, ma solo di un affettuoso collage sul ruolo della donna nel romanzo.  "Potevi dirlo!", fa Iannozzi. E io:
"Scusa, Iannox, se davvero i Wu Ming scrivessero testi inconsequenziali come questo, ci sarebbe da preoccuparsi. Per fortuna come artigiani conoscono perfettamente il loro mestiere, anche se a volte scelgono argomenti per me – ripeto, solo per me! – un po’ tediosi… "
"Ma tu il romanzo l’hai letto per intero o ti sei solo divertito a fare il collage?"
"L’ho letto per intero, ovviamente", rispondo con una punta di fastidio.
Poi mi lascio scappare di bocca la confidenza:
"Ma aspetto sempre il giorno in cui i Wu Ming, anziché fingere di parlare dell’America per parlare, in realtà, di Bologna, invertiranno la rotta e si metteranno a parlare di Bologna per parlare, in realtà, dell’America."
È a quel punto che un grumo di elettroni di passaggio nell’aere si materializza in Roberto Bui, uno dei cinque Senzanome, e mi fa:
"Sappi che con Bologna abbiamo azzerato i rapporti da diversi anni. Non credo proprio che in ‘Manituana‘ ci sia qualcosa che abbia a che fare anche solo remotamente con quella città."
"Maddai", reagisco. "Che fai? Te metti a iannozzà pure tu? Bologna sta per il Vicino. L’America per il Lontano. Ovvio che non alludevo a Bologna in sé e per sé."
E il grumo di elettroni:
"Ma è questo il punto: Bologna, ormai, a me sta per il lontano… "
"Vabbè, allora facciamo Ostellato e non se ne parli più."
"Per la precisione Dogato. Una frazione".
"Okay. Sai da sempre che a me i grandi affreschi epico-storici interessano relativamente. Non credo che abbiate me come target. Sono felicissimo del successo del libro, che è costruito con grande abilità. Per i miei gusti, però, ‘bello senz’anima’. Sono sicuro che quando scriverai di Dogato, tu DA SOLO, riuscirai a commuovermi e a farmi traboccare di gratitudine come mi è successo qualche giorno fa per Patrick Berhault (vedi mio post del 2 aprile)."
Roberto Bui ci pensa un attimo e butta là con nonchalance:
"Qualcosa c’è già qui:
http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/wm1_su_battiato.htm ", poi si dissolve.
Vado a controllare e leggo:

"Una domenica dell’81. Ho undici anni. Pomeriggio sfibrato, in tivù un tizio magro. Un tizio magro col naso adunco. Si chiama Battiato, mai visto prima. La trasmissione è Discoring, in onda all’interno di Domenica in. Il pezzo s’intitola Bandiera bianca, Battiato canta: ‘Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare / quei programmi demenziali con tribune elettorali’. Canta il ritornello in un megafono: ‘Sul ponte sventola bandiera bianca’. Riconosco la citazione, il morbo infuria, il pan ci manca. Stava in un libro di scuola di mio padre, di quelli accatastati nel garage. È brutto, Battiato, ed è quasi uno shock. Mai vista una pop star davvero brutta, che se ne frega d’esser brutta, nessun compromesso, nessun tentativo di limitare il danno. Battiato è il primo concerto rock della mia vita. Non il primo show dal vivo di un personaggio famoso: due o tre anni prima ho visto i Gatti di Vicolo Miracoli alla Festa de l’Unità di Denore. Facevano ridere, ma meno che in televisione. L’anno dopo il Pci di Denore ha chiamato una grossa orchestra di liscio e il padre del mio amico Benny ha commentato: – Stavolta a ghè d’la zént seria, mina di can e di gat! Certo, ho visto suonare le orchestre, sempre alle feste del Partito. Le feste de l’Unità sono parte della mia bildung: dieci giorni ogni estate a quella di Dogato, il mio paesello. Mio padre gestisce lo stand della ‘pesca’. È un gioco a premi con in palio ninnoli, piccoli elettrodomestici, gadget elettronici che diventeranno modernariato. Battiato arriva a Ferrara che è all’apice della scalata, anzi, forse ha iniziato a perdere momentum, mi sovviene che sono incazzato, io e Marco Massari siamo incazzati, Bella ‘mbriana di Pino Daniele ha scalzato Battiato dal primo posto. Sì, la settimana è quella. Pino Daniele non ci piace per niente…[cut]… Festa de l’Unità provinciale. La location è il parco del ‘Montagnone’. In realtà è una collinetta di quattordici metri. Sono qui coi miei ma non c’è mio fratello, non ricordo come mai. Con noi ci sono i Massari, amici di famiglia: Mauro, Marinella e il figlio Marco, che ha la mia età. Trentamila persone, mai viste tante schiene, e teste, e paia di gambe. A mia madre il concerto non interessa, vuole sedersi a ‘veder passare la gente’. Le piace guardare la gente che passa, le è sempre piaciuto, figurarsi stasera. A Dogato, poco più di mille abitanti, se ti metti alla finestra vedi passare sempre le stesse facce. Qui c’è il mondo. Noialtri vogliamo proseguire verso il palco, ma è tutto intasato. Non sono abituato, cerco di andare avanti e dico: – Con permesso… permesso… permesso… – Permesso un cazzo! – mi risponde un tale, di schiena… Nell’82 esce L’arca di Noè. Di nuovo sette canzoni. I giornali parlano di un tale Tommaso Tramonti che ha spedito a Battiato due testi. Due testi per posta. A Battiato sono piaciuti, ne ha tratto due canzoni dell’album, L’esodo e Clamori. Non mi paiono granché, come lyrics. ‘Ciuffi di isotopi in mano / passeggio tra le particelle dei miei atomi’ e altra roba del genere, tipo: ‘Incrostati di particelle / piene di minuscoli computer / mangiando farfalle giapponesi…’ Però questo Tramonti diventa la pietra di paragone: se ci è riuscito lui, posso riuscirci pure io. Il suo esempio mi fa venir voglia di scrivere. Da quel momento, quando mi chiederanno: – Ti sa vot far finì la scòla? – risponderò sempre: – Al scritor."

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4 Risposte to “QUANDO WU MING 1 DECISE DI FARE “AL SCRITOR””

  1. kinglear Says:

    Dunque il flusso di elettroni ti ha spiegato che M. non ha niente a che vedere con Bologna.

    Scusa Lucio, ma i flussi di elettroni si materializzano come i fantasmi? 😀

    Ma non è vero che Battiato è brutto.
    Ora so pure io perché R.B. ha fatto quel che ha fatto, “al scritor”. ^^

  2. Lioa Says:

    Battiato non è brutto? Forse hai ragione. Bisognerebbe dire “E’ appena meno bello di Iannozzi”:- )

  3. kinglear Says:

    Ecco, Lucio, tu sì che hai visto giusto. 🙂 Ma sai che io e Battiato abbiamo lo stesso naso, uguale uguale!

    Ma io mi chiedo: perché si fanno chiamare “senzanome” se un nome ce l’hanno e anche la faccia dei presunti “senzanome” oramai la conoscono tutti da un po’ di anni? Mah! E’ un po’ come se Madonna – la cantante – di punto in bianco decidesse di essere Veronica Ciccone altrimenti non canta più. Un’assurdità. Boh!

    iannozzare = cioè, dire cazzate grosse forti come solo iannozzi sa fare 😀 C’è lo smile ma è solo una forma di protesta gandhiana.

  4. kinglear Says:

    Comunque come la raccontano Guccini e Loriano Bologna non ce n’è per nessuno. E lo dico col massimo della serietà.

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