OFFICINA ITALIA E IL QUARTO SESSO

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(Antonio Scurati)

"Il bravo Antonio Scurati organizza (con Alessandro Bertante) un festival dedicato alla creatività artistica italiana e convoca i migliori scrittori italiani a leggere in anteprima i brani delle opere che stanno creando (da cui il titolo «Officina Italia», dal 3 al 5 maggio alla Palazzina Liberty di Milano). Il bravo Antonio Scurati, divenuto famoso per aver attaccato Bruno Vespa in diretta tv mentre ritirava il Premio Campiello (edizione 2005, vinto con Il sopravvissuto) e che fece parlare di sé per l’invettiva contro Federico Moccia (definito «un nemico della civiltà letteraria»), invita al suo festival molti bei nomi: Roberto Saviano, Alessandro Baricco, Luciano Canfora, Alessandro Piperno, Carlo Lucarelli, Maurizio Maggiani e Gabriele Salvatores (che non è uno scrittore, ma parlerà del ruolo del libro in una civiltà dominata dalla cultura visuale – altra ossessione di Scurati, che ce l’ha a morte con la televisione per poi accorrere ogni volta che lo chiamano…). Bei nomi, niente da eccepire. Ma le donne? Possibile che non ci sia in Italia una donna abbastanza creativa per il bravo Scurati? Ahi ahi, molto politicamente scorretto. Ahi ahi, e adesso chi le sente Hillary e Ségolène? Però il bravo Scurati ha una risposta per tutto. Alla domanda: come mai non c’è una donna al suo festival? sapete cosa ha detto? «Me ne scuso. Il progetto è nato in fretta. Comunque il prossimo anno sarà tutto dedicato alle donne e ai transgender»…"  (Caterina Soffici su Il Giornale, 1° maggio 2007)

(Il resto qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=174838

"Gentile Caterina Soffici,
nel suo sferzante corsivo di martedì scorso mi biasima per non aver invitato nessuna donna a «Officina Italia», la manifestazione dedicata alla letteratura e alla creatività culturale italiana che aprirà i battenti domani a Milano. Ci sono alcune inesattezze nel suo articolo. Per esempio, non ho mai annunciato di voler dedicare l’edizione dell’anno venturo alle donne e ai transgender, come lei scrive, ma, eventualmente, «al secondo e al terzo sesso», che mi pare una nozione più inclusiva, interessante e meno provocatoria… " (Scurati su Il Giornale del 3 maggio 2007)

Il resto qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=175139

"Caro Antonio, voglio essere sincera così come lo sei stato tu ieri, scusandoti pubblicamente di fronte alla «grave mancanza» che incombe sulla prima edizione della tua officina letteraria… A titolo di parziale rimedio, infatti, ci informi che l’edizione dell’anno prossimo sarà «eventualmente» dedicata «al secondo e terzo sesso». La notizia non mi consola. Nemmeno mi intriga. Per me, l’altra metà del cielo siete voi. Tutto è relativo, ma sino a un certo punto: il secondo sesso non fa per me. Parliamoci chiaro: o è nato prima l’uovo o è nata prima la gallina. A metterla in termini agonistici (e siamo in tema, mi pare) sono entrambi farina del sacco nostro… e a proposito di sesso. Ho anche io una specie di presentimento. E cioè che oltre il secondo e oltre il terzo, cioè oltre il transgender, stia acquattato un quarto sesso. Quello degli uomini che la pensano un po’ come noi donne. Che si sentono più a loro agio in un pollaio che in un’arena per galli da combattimento. Per loro, come per noi, la letteratura non è competizione, ma passione. Elena Loewenthal"

La lettera integrale qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=175389 

Si veda anche Manuela Perrone qui:

http://blogodot.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1469781

"… Tra gli illustrissimi autori incaricati di scuotere la grigia gabbia invecchiata della cultura nostrana non c’è neppure una donna. Allora, già affranti ma non vinti, cerchiamo disperatamente nell’articolo sul Corriere uno straccio di scrittrice, un nome, soltanto un nome, anche del passato, pure straniero, una citazione a mezza penna, un’evocazione mitica. Niente di niente. Tranne la giornalista, autrice del pezzo. Che parte dai maschi protagonisti dell’Officina Italia per individuare i tre  gruppi maschi del potere letterario emergente: quello milanese (Scurati docet), quello romano (la scuola di Nuovi Argomenti) e quello "cannibale", a suo dire emarginato (Ammaniti, Scarpa&Co). Ci chiediamo se non sia lo specchio di un Paese intero. Questa è la cultura? Questa è l’avanguardia di cui siamo capaci?"

[Le ho ricordato nei commenti: "Be’, a Vibrisselibri.net, se ti può consolare, abbiamo Gaja Cenciarelli a capo della redazione, Stefania Nardini a capo dell’Ufficio Stampa, con Manuela Perrone come braccio destro… più un sacco di lettrici nel comitato di lettura:- ) ]

Ha dichiarato Giuseppe Genna qui:

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/05/002223.html#002223 

"… quello che càpita a Milano, nel giro di pochi anni càpita a tutta Italia…"

Be’, – e mi picco di parlare a nome del quarto sesso – speriamo di no:- )

(Immagine da http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=175389 )

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9 Risposte to “OFFICINA ITALIA E IL QUARTO SESSO”

  1. kinglear Says:

    Per fortuna nostra che questi *** non sono gli scrittori italiani ***, altrimenti leggerei sol più Moccia. Eccetto Maggiani, tutti gli altri? Vabbe’, che ci si può aspettare da uno che ha scritto il solito ennesimo thriller all’italiana credendo d’essere un Connelly?

    Per fortuna che esistono nomi di tutt’altro spessore in Italia, che non sono quelli fatti da Scurati, altrimenti le Patrie Lettere hai voglia a soffrire la fame eterna.

  2. utente anonimo Says:

  3. nedovannini Says:

    Io sono amico intimo di Scurati eppure non ha invitato nemmeno me.

  4. utente anonimo Says:

    qui a Viareggio si sa che il Vannini è intervenuto pesantemente su Il sopravvissuto, tagliando tutta la parte riguardante la bidella.

    mr. B

  5. nedovannini Says:

    Ho solo consigliato Antonio di ridurre la bidella. Nel primo dattiloscritto che mi fece leggere era un personaggio a tutto tondo (troppo rotonda: una vera donna cannone), e sbilanciava un po’ (un bel po’) il romanzo.

  6. Ocadabrodo Says:

    Io avrei detto “ad Antonio”. Ma il Vannini tende (dice lui) a una sorta di minimalismo sintattico. Poi dice che “ad” è troppo poco trattoristico. E, la Trattoristica (secondo il Vannini), è la sola igiene del mondo.

  7. nedovannini Says:

    Maledetta oca!!!

  8. utente anonimo Says:

    Vannini, non è che ad Oca vuoi ridurre le budella?

    mr. B

  9. nedovannini Says:

    Penso e ripenso: – che mai pensa l’oca
    gracidante alla riva del canale?
    Pare felice! Al vespero invernale
    protende il collo, giubilando roca.
    Salta starnazza si rituffa gioca:
    né certo sogna d’essere mortale
    né certo sogna il prossimo Natale
    né l’armi corruscanti della cuoca.
    – O papera, mia candida sorella,
    tu insegni che la Morte non esiste:
    solo si muore da che s’é pensato.
    Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
    Ché l’essere cucinato non è triste,
    triste è il pensare d’esser cucinato.

    Guido Ocozzano

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