A CIASCUNO IL SUO SESSANTOTTO

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Nel 1998 Alberto Giovanni Biuso pubblicò il volume "CONTRO IL SESSANTOTTO", Guida Editore. Ecco la quarta di copertina:

«Stretto fra nostalgia e oblio, il ’68 rischia di perdere una delle sue caratteristiche decisive: l’aver costituito un’antropologia utopica di enorme fascino e quindi di sicura vittoria. A questa antropologia Contro il Sessantotto rivolge una critica serrata e documentata. Con la vivacità di una indagine storica che non rimane una semplice ricostruzione di avvenimenti, è un libro che intende pensare il ’68. Ma è anche un libro che tenta di cimentarsi con il presente, con i frutti ambigui di quella stagione, nel mondo della scuola. La conclusione è sorprendente: l’erede del ’68 abita dove meno lo si cerca, fra le fila della Destra televisiva»

Contro il "Sessantotto", Guida, Napoli 1998, pagine 108, £ 18.000    (Vincitore del premio Erewhon per la saggistica 1998)
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Quest’anno, invece, il 2007, ALESSANDRO BERTANTE ha pubblicato il volume: "CONTRO IL ’68", Agenzia X editore.
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 copertina
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Ecco la quarta di copertina:
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"Con questo pamphlet amaro e provocatorio Alessandro Bertante, figlio di quella generazione, solleva contro il mito del ’68 i dubbi, le critiche e i rancori di chi si è trovato a fare i conti con una realtà molto distante dalle favole compiaciute che i contestatori di un tempo si ostinano a rievocare.".
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Nel 1999 era comunque uscito:
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"SCOPPI IN ARIA: SCHOPENHAUER E I PINK FLOYD A VENEZIA", di Anonimo Veneziano, Edizioni Libri Molto Speciali, Venezia. Eccone un passo:.
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«… Tre giorni dopo le prime lapidarie spiegazioni sul Sessantotto, era stato suo padre a riprendere il discorso: "Vedi", gli aveva chiarito, "da sempre i figli, giunti a una certa età, hanno prima messo tra parentisi i genitori, quindi sono entrati in aperta polemica con loro e infine hanno rifiutato il loro mondo. Se ogni generazione accettasse tali e quali i modelli culturali di quella che l’ha preceduta, l’evoluzione culturale sarebbe esasperantemente lenta o non si realizzerebbe affatto. Il conflitto generazionale non è uno strano sbaglio della natura, tutt’altro! Anzi, è uno dei tratti più qualificanti della società umana. Certo, adesso la condizione giovanile si è fatta sconcertante e contraddittoria. Da un lato il bambino, cresciuto in un ambiente ricchissimo di stimoli e di informazioni, si crede presto adulto e comincia a quattordici anni a maneggiare motori, a compiere scelte autonome… ". La voce gli vacillò per un attimo (forse pensava a Guiscardo), ma riprese: “Dall’altro l’ambiente, proprio per la sua complessità, esige da lui una lunghissima, insopportabile preparazione, che nei casi limite può arrivare fino a trenta-trentacinque anni, prima di rilasciargli la patente di membro della società. È una condizione terribile, di cui gli anziani devono rendersi conto prima di condannare ribellioni e intemperanze. Con questo non voglio dire che tutte le forme di protesta siano da accettarsi come proficue, tuttavia… " 
E poi gli aveva raccontato dei Beatles ("We all live in a yellow submarine, yellow sumarine, yellow submarine!"), del Vietnam, di Mao… 
Anche a Costante era venuta una gran voglia di ribellarsi, come ai sessantottini di allora.
"Purtroppo a te", gli aveva ricordato suo padre con un sorriso sornione, "è toccato essere giovane proprio negli anni del RIFLUSSO!"».
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Ieri 9 maggio 2007 Valerio Evangelisti in www.carmillaonline.com ha replicato a Bertante con l’articolo:
 
"MI DISPIACE, IL ’68 FU TUTT’ALTRO!"
Questo il link
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http://www.carmillaonline.com/archives/2007/05/002231.html#002231
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Nei commenti al post su Bertante in  Lipperatura dell’8 maggio scorso, tale SESSANTOTTINO DOC aveva ironicamente precisato:
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"Caro Bertante, troppo comodo dare la colpa ai padri. Noi ex sessantottini ci siamo fatti un culo così per fare il ’68. Adesso tocca a voi: fatevi il 2007, o il 2008, se preferite, ma lasciateci godere in santa pace le nostre meritatissime baby-pensioni…  La ricetta di dare la colpa ai padri resta vecchia, ma qualcuno disposto a trovarla comunque originale lo si trova sempre… La realtà è che, da un lato, la rivoluzione deve essere permanente, dall’altro bisognerà pure che chi ha già dato passi il testimone. O si vuole sempre la pappa pronta?"
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[http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/05/contro_il_68_1.html#comments]
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2 Risposte to “A CIASCUNO IL SUO SESSANTOTTO”

  1. kinglear Says:

    Il 69 è mOOOltOOO megliOOO. 😀

    Fidati, Lucio.

    Sm@ckkk 😉

    Beppe

  2. BOCL N. 41 (SIMONA VINCI È USCITA DAL NIUSGRUPP0) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] A CIASCUNO IL SUO SESSANTOTTO […]

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