FAMILY PRIDE

<B>Paolo Rossi e Travaglio show<br>"Salviamo la Costituzione e la tv"</B>

(Marco Travaglio)

Gli esseri umani nascono liberi e uguali. Essi sono naturalmente dotati di orifizi e appendici. Tendono, inoltre, a procurarsi episodi di piacere. Tra i loro divertimenti c’è, per esempio, quello di infilare o farsi infilare questa o quell’appendice corporea in questo o quell’orifizio. Benissimo. Affari di ognuno. La legge ha da tempo deciso di rispettare tali peculiarità di comportamento a patto che non vi sia coercizione o coinvolgimento di minori. Alcuni individui preferiscono "fare sesso" (come è curiosamente denominato lo sport) cambiando continuamente partner, altri interagendo con una sola persona per periodi più o meno lunghi (formula: "l’amore è eterno finché dura"), se non addirittura PER TUTTA LA VITA, in modo da averla sempre a portata di mano. Benissimo. Affari di ognuno. Il divertimento, tuttavia, può avere un suo serio risvolto: procurare gravidanze. Benissimo. Se le gravidanze sono desiderate, non c’è problema. Nasceranno dei piccini rispetto ai quali la legge prevede giusti obblighi di cura e di mantenimento da parte dei generanti. Se le gravidanze, invece, non sono desiderate, il discorso si complica notevolmente, ma questo non succederebbe se ciascuno di noi si desse la briga  di imparare, prima di darsi allo sport dell’infilare proprie appendici in altrui orifizi (o di offrire proprie cavità ad altrui convessità), come si faccia non tanto a generare figli, quanto a separare l’attività ludico-ricreativa da quella riproduttiva, in modo da poter decidere in modo consapevole se offrire un contributo personale alla perpetuazione della specie  (e, oggi, al sovraffollamento del pianeta) o rinunciare a farlo. Affari di ognuno.

Veniamo, adesso, alle unioni affettivo-coabitative: esistono forme di convivenza impostate sullo schema uomo+donna+eventuali figli, magari sancito da un particolare rituale religioso, ma anche schemi combinatorii più creativi, magari aborriti da questo o quel credo religioso. Benissimo. Affari di ognuno.

Proprio oggi, in Italia, si è deciso di celebrare il Family Day, col preciso intento di rimarcare la presunta superiorità dello schema uomo+donna+figli+benedizione cattolica rispetto a tutti gli altri tipi di unione: una sorta di (Catholic) Family Pride.  OK. Liberi di presumerlo. Ma non di pretendere l’accaparramento in esclusiva di tutta una serie di diritti da cui escludere chi la pensa diversamente.

Tutto qui. Anzi no. Aggiungo un documento. La

"Lettera di Marco Travaglio al cardinale Camillo Ruini"

«Eminenza reverendissima cardinale Camillo Ruini,

…. [cut]… 

come lei sa, hanno aderito all’iniziativa [Family Day, n.d.r.] moltissimi politici così affezionati alla famiglia da averne due o tre a testa. Come Berlusconi, che ha avuto due mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa. Le cito qualche altro esempio da un bell’articolo di Barbara Romano su Libero. Vediamo la Lega, che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2 mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una moglie in chiesa e l’altra davanti al druido. Poi c’è l’Udc, l’Unione democratico cristiana, dunque piena di separati e divorziati. Divorziato Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e ora vive con Azzurra. Divorziati l’ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago, mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato. D’Onofrio ha avuto l’annullamento dalla Sacra Rota. Anche An è ferocissima contro i Dico. Fini ha sposato una divorziata. L’on. Enzo Raisi ha detto: "Io vivo un pacs". Altro "pacs" inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero Matteoli, è divorziato e risposato con l’ex assistente. Adolfo Urso è separato. L’unico big in regola è Alemanno: si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat (convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra Rota, poi ha convissuto a lungo. E Forza Italia? A parte il focoso Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il vicecapogruppo Antonio Leone. L’altro vice, Paolo Romani, è già al secondo matrimonio: «e non è finita qui», minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle una moglie e "diverse convivenze". Divorziati anche Previti, Adornato, Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini, grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs [Oggi ‘Dico’, n.d.r.]. Risposàti pure Malan, D’Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco, pure lui divorziato. Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l’idea che questi signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal ‘93 l’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori. E che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari. Ora però non vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di beccarsi una scomunica. Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d’imbarazzo parecchi. Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie, magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l’iniziativa Multifamily Day. Marco Travaglio »

(Da http://www.anarkismo.net/newswire.php?story_id=5583 )

[Immagine da www.repubblica.it/…/stor_4134640_01510.jpg ]

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13 Risposte to “FAMILY PRIDE”

  1. ZioSalvo Says:

    grande Travaglio, questa volta a colto proprio nel segno!!! 😉

  2. nedovannini Says:

    Grandissimo Travaglio. Peccato non averlo nel mio ambulatorio, e neppure nella trattoriteca.

  3. nedovannini Says:

    … o si dirà TRATTOROTECA?

  4. lasacerdotessa Says:

    trattoratorio

  5. lasacerdotessa Says:

    Sono d’accordo sul multifamily day. Pero’ trovo poco interessante l’argomento di fondo. Si contnua a invocare il valore della coerenza come se non fosse ormai chiaro, evidente, acclarato che il principio di non contraddizione é ormai superato. E non solo dalla teoria della relatività in fisica dal pensiero debole in filosofia ecc. Ma soprattutto dalla prassi nella vita sociale e nel modo di intendere e fare politica

  6. lauraetlory Says:

    Ciao Lucio,
    concordo con l’analisi che fai e con ciò che scrive Marco Travaglio. Il ché mi fa pensare che forse dovrei concordare anche con il tuo suggerimento di fare coppia fissa con Vincenzo (sul blog di Loredana, a proposito del ’68). Quasi quasi ti do retta.
    Laura

  7. utente anonimo Says:

    a quando l’AGNUS DAY?

  8. nedovannini Says:

    …tratt-oratorio…

    C’è del sacro in questa parola!

  9. utente anonimo Says:

    e il PORCUS DAY?

  10. Ocadabrodo Says:

    Credo che Travaglio mi ami. E immagino già un Ocus Day.

  11. Lioa Says:

    Torno ora dalla mia ferrata domenicale (il “Vaio Scuro”, oggi). Grazie a tutti per le visite e le struggenti parole di apprezzamento:-)

  12. utente anonimo Says:

    LA FAMIGLIA DI SERIE “B” HA IL DIRITTO DI ESISTERE E DI AVERE OGNI DIRITTO
    di: Giacomo Montana

    Secondo un sondaggio del Il Corriere della Sera, il 67.3% vede favorevolmente i DICO, mentre per il 32.7% li vede come un matrimonio di serie B che minaccia l’integrità dell’istituto familiare. In particolare:

    per il 35.5% dei partecipanti i DICO sarebbero un primo passo nella giusta direzione

    per il 16.6% sarebbero il giusto riconoscimento di diritti alle coppie conviventi non sposate

    il 15.2% avrebbe voluto più diritti. Fonte:
    http://www.tuttotrading.it/granditemi/famiglia/070312codadiconoglitalianideidico.php

    Io come tanti altri, sentiamo che, pensando attentamente al nostro passato, c’è un che di avvincente nei ricordi, nomi del tutto dimenticati da anni, come compagni di scuola, compagni d’armi, di lavoro, amici d’un tempo, vicini di casa di allora etc. Essi risvegliano in noi, improvvisamente, sopite memorie di piacevoli giornate, ma anche di incidenti di percorso, di speranze e di delusioni, di straordinarie intese, d’irrimediabili amarezze. Si prova una sensazione strana quando ti rammenti di altre persone.

    Ti sembra quasi di commettere un’indiscrezione. Ad un certo punto i ricordi del tempo passato senti che dilagano nella memoria. Molti di questi ricordi rievocano fosche scene di tragedia umana, accadute in Italia, ma anche all’estero a migliaia di chilometri da qua. Ma tutti aprono una più viva luce sulle conquiste di vera civiltà già fatte e nel contempo ti inducono a porgere alla gente sofferente un gesto di speranza e un messaggio, una promessa di solidarietà anche per il futuro.

    Grazie al cielo ho avuto la fortuna di incontrare più di una volta persone straordinarie, oneste, leali, per dirlo in breve, più uniche che rare. E’ da qui che ha avuto origine quanto mi ha indotto a riconoscere fermamente che l’essere umano deve essere trattato senza alcuna ipocrisia: nella vita si deve fare una scelta e si deve stare dalla parte di chi viene maltrattato, umiliato, danneggiato, deriso, schernito. E’ troppo comodo stare dalla parte di chi è più forte e protetto dalla politica e dalla Chiesa. Come dice il proverbio: “Non è l’abito che fa il monaco”.

    Tutto questo merito legato alla chiarezza e schiettezza, lo attribuisco alle persone che ho conosciuto e che mi hanno insegnato a ragionare con la mia testa senza farmi influenzare da strumentalizzazioni di percorso e tanto meno da eventuali individui dall’apparenza normali, gentili, religiosi, quasi convincenti, ma tuttavia tanto, tanto ipocriti! Essi approfittano della brava gente, convincendola su delle tesi apparenti, formali, ma non sostanziali: “L’aspetto inganna”.

    Talvolta si inducono le persone a farle ragionare con una mentalità che mal si accorda con la realtà della vita. Si spingono così le persone che non ragionano senza condizionamenti altrui, ad essere superficiali, insicure, impulsive, cioè degli scontenti. Anche se i forti crescono senza pulizia morale e usano strumentalmente quest’ultima per dividere i cittadini in schieramenti opposti, mi sento di dire apertamente che i DICO meritano anche loro tutti i diritti di legge, perché pagano anch’essi le tasse allo Stato come tutti noi!

    Tiriamo le somme. Questa nostra Italia, se non ci fossero gigantesche ipocrisie e colossali saccenterie partorite dal mondo della politica, oggi sarebbe uno dei migliori luoghi per nascerci, di quanto non fosse per il passato. Attualmente invece l’orizzonte dell’ipocrisia e suoi derivati si vanno sempre più allargando e spingono il popolo italiano sempre più nell’incertezza di potere avere un futuro libero e dignitoso. Ci vorrebbe un risveglio del popolo.

    Noi cittadini possiamo solo accorgerci in tempo e impedire che possa dilagare ad oltranza qualsiasi tipo di “guerra” tra poveri. Sarebbe un indebolimento della società, una retromarcia e un invito ad un ritorno di qualsiasi tipo di dittatura. Già oggi da quello di violento che mi è stato fatto assistere da oltre dieci anni, anche ai danni di una donna, ridotta ammalata grave e disabile sul posto di lavoro in ospedale a Milano, mi è stato fatto constatare che per una vittima del crimine occulto, qualunque essa sia tra la gente semplice e debole della società, qualunque siano gli sforzi convulsi che fa per sottrarsi alle torture, questi restano vani e ancora una volta devastanti della persona.

    A questo punto, tirando le somme, si capisce, anche a colpo d’occhio, che la democrazia se ne sta andando in punta di piedi, senza neppure fare rumore. Se ne sta andando preparandosi a giacere estinta, soffocata, annientata. Per ora ci vogliono fare finire così.

    Vedi http://sisu.leonardo.it

    e http://agimurad.splinder.com

    e http://www.liberoreporter.it/nuke/news.asp?id=663

    “Dicono che capendo noi stessi, capiremo meglio gli altri. Ma io vi dico, amando gli altri impareremo qualcosa in più su noi stessi.” (GIBRAN)

  13. utente anonimo Says:

    Un post doveroso e giustissimo.. impossibile non concordare, e Travaglio ha fatto davvero un ottimo lavoro di segugio : )
    L’ unica cosa che mi stona sempre quando si parla di unioni omosessuali è il fatto che si parli molto più in termini sessuali che affettivi. Credo che la costruzione di relazioni affettive sia il criterio più dirimente. Non è questione di “con chi scopo” ma “di chi mi innamoro”. Il sesso è una manifestazione di desiderio emotivo e “sentimentale”, non il motore.
    Monica

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