UNO PSICHIATRA ALLA MIA TAVOLA

(Guido Gozzano)
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Nemmeno due mesi fa Nedo Vannini entrò nei commenti al mio blog quasi in punta di piedi:
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"… ma se io capito qui per caso e non so neanche di che parlate posso intervenire?

Risposi:
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"Ma prego: hai degli aspirapolvere da promozionare? Sei della Folletto?"
Nedo:
"Veramente faccio lo psichiatra, ma mi occupo anche di trattori d’epoca. Ho una baracca (non proprio un garage) dietro l’ambulatorio. Lì faccio esperimenti con un Landini del 1923."
Lucio Angelini:
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"Ti occupi di trattori d’epoca? Divertente. Me ne presti uno per andare su e giù per Venezia?"
Nedo:
"In realtà mi occupo principalmente di psichiatria. Voglio dire che ho un ambulatorio ben avviato con quei 4 o 5 pazienti che mi danno da vivere (come si sa le cure sono all’incirca eterne). Dietro l’ambulatorio ho una baracca (tra l’altro con un tetto di eternit) che mi serve come sala d’attesa e come laboratorio per gli esperimenti trattoristici. Una parte di questa baracca (che è 300 mq) è adibita a museo. Più che altro colleziono Landini, ma anche Same, Fiat, Hurliman, Agrifull, Massey Ferguson. Diciamo che in sé il trattore non mi interessa nemmeno tanto. È il motore diesel applicato al lavoro di sterramento che mi affascina. Si tratta per così dire di uno scavo psichiatrico motorizzato. Credo sia una mia scoperta. In ogni caso dà buoni frutti, e i miei pazienti sono soddisfattissimi. Dottor Nedo Vannini"

Lucio Angelini
"Sempre più interessante. In che zona abiti? Se vengo a trovarti magari improvvisamente salta fuori una motosega? (Cfr. il tranquillo psichiatra della porta accanto). E a proposito, trovi adatto il mio racconto "Pavor nocturnus" per il Family Day?:- )"
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Nedo:
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"Ogni compressa di Tavor Nocturnus da 1,0 mg contiene :
Lorazepam mg 1,0.
Eccipienti : lattosio; cellulosa microcristallina; polacrilin potassio;
magnesio stearato; idrossipropil metilcellulosa E15; polietilen glicole
6000; titanio biossido; talco.
Il racconto omonimo (anamnesico-reminiscenziale) è molto ipnotico (come tutte le cose ciclicamente perfette cioè pasticchiformi). È ovvio che certe pasticche sono semplici imitazioni delle ruote di un Landini in miniatura. E in effetti, appena ingollata la ruota di un trattore, non riconosco nemmeno i miei 4-5 pazienti. Addirittura l’incertezza sul numero (cioè se sono 4 o 5) diventa lacerante proprio come una motosega."
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Lucio Angelini:
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"Sicuro, almeno, di non essere tu uno dei 4-5?:-) "

Tale Don Lurio:
"ho avuto la sfortuna di "frequentare" il dott. (?) Vannini per qualche mese, e mi sento in dovere di fare qualche precisazione:

1- lo studio non è in campagna come parrebbe: trattasi di uno squallido monolocale senza bagno in cui il dott. vegeta, ricavato dal sottopassaggio della stazione vecchia delle corriere di Viareggio. appena condonato, il Van. si è allargato un paio d’anni fa con una baracca abusiva in cui riceve i pochi clienti. la baracca insomma è il vero e proprio (?) studio.

2- ai tempi, l’innovazione di cui si vantava era aver sostituito il classico lettino con una sedia a sdraio (traballante). quando poi gli prese la mania dei trattori, forzò i pazienti a trasferirsi sul Landini.

3- lì io interruppi il trattamento.

4- che io sappia, di pazienti ne ha ancora solo due, miss Sacher e mr. Baghetta. E’ tutto. Don Lurio"

Lucio Angelini:

"Sempre più intrigante. Quasi quasi gli dedico un post… "

Nedo:
"Lo sapevo che Lurio mi avrebbe seguito anche qui. È un omuncolo volgare e intrigante ma balla bene. Lo sa Dio come fa! È questo piroettare incontrollato e quasi autistico che lo fa rotolare dove ci sono io. Lui viene qui, mi guarda con due occhietti da tartufo bigio e comincia a dileggiarmi mentalmente. Sì, non dice un sola parola, ma lo sento che misura lo studio non in metri ma in "piedi danesi". Naturalmente i conti non gli tornano mai (perché lui il danese non lo conosce affatto) e allora gli viene in mente (magari in buona fede) che il mio studio è un bugigattolo e che io sono un mentecatto. E più che altro che i miei 4 – 5 pazienti si restringono in proporzione. Gli viene in mente che il piatto forte del mio pazientado è la Pasticciera Sacher (una donnona oligofrenica che ha ammazzato il marito soffocandolo nel sonno con una siringa per la panna). Gli viene in mente che tra i miei pazienti non c’è la Contessina Bianca da Brodo (che invece c’è dal momento che è un’oca assolutamente ubiqua). L’unica cosa vera è che Lurio è stato per 17 anni mio paziente. Un paziente naturalmente senza speranza. Anzi, nell’ultimo lustro di trattamento la sua bassezza morale aveva raggiunto una profondità così abissale che simulava la vertigine dell’altezza. In effetti ballava sul filo del bucato mostrando il sedere alla Contessina da Brodo che un giorno sì e uno no mi sveniva tra le braccia. Che fare se non praticargli un interruzione coatta del trattamento???
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Nedo Vannini di nuovo:
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Noto con grande dolore che manca una a: "un(a) sola parola".E  manca l’apostrofo: "un(‘) interruzione". La presenza di refusi nei miei discorsi mi rende folle di rabbia. E allora comincio a gridare e a rotolarmi a rotolarmi e a gridare… La colpa comunque è di Lurio che mi esaspera e mi fa sbagliare. Credo che berrò una tanica di gasolio e di me non sentirete più parlare.
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Tale Baghetta
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"il mio incontro col Vannini risale a 17 anni fa: ero in vacanza con la famiglia ai Bagni Angela di Viareggio, e il Vannini prometteva terapie brevi convenzionate coi Bagni stessi. Mi pareva un’idea valida, anche perché veniva lui all’ombrellone (non c’erano ancora i marocchini). La cosa si è rivelata prima un pacco, e poi una palla al piede da cui non riuscivo più a. risultato: da 15 anni a questa parte ho rinunciato alle vacanze in Versilia."

Tale Ocadabrodo

"Il dottor Vannini mi ha detto che era capitato qui per serendipità, e che qui aveva trovato, sempre per serendipità, una ragazza dal profilo un po’ etrusco che si chiama Lioa. Naturalmente sono stata un po’ gelosa. Anche perché, per serendipità, tanti anni fa aveva trovato me… Non che il Vannini sia proprio uno zoofilo, ma insomma… corteggiare mi corteggiava. E un po’ allungava le mani…"

Lucio Angelini:

Blogger: Lioa

"Tranquilla, Ocadabrodo. La ‘ragazza dal profilo un po’ etrusco’ è in realtà il Principe dei Gigli del palazzo di Cnosso, che il signorino Lioa ha scelto come avatar."
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Nedo:
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"Ecco, io salto come una cavalletta da un post(o) all’altro, cercando di capire che cos’è un blog(olo). Ero venuto qui – lo confesso – con animo messianico. Mi pareva di essere atteso… e che insomma… la Trattorizia avesse in sé qualcosa di sublime, o almeno di liturgico. Non che mi senta male accolto (o deriso), questo no, però non mi sento affatto compreso. Forse è meglio che ritorni tra i miei 4 – 5 pazienti che mi amano molto e per farmi piacere mi spolverano anche i trattori con un bellissimo pennacchio di struzzo."

Lucio Angelini:

"Ti sbagli. Ho apprezzato subito il tuo umorismo. Se fossi Tony Dallara ti direi:

‘Non partir, non partir,
tu sei chiuso nel mio cuor, lo sento,
questo amore è tutto il mio tormento.
Non partir, non partir.

Forse tu, forse tu
vai lontano per cercar l’oblio,
vuoi lasciarmi senza dirmi addio,
forse tu… "
(Eccetera)

(N.B. E’ una canzone d’epoca come i tuoi trattori)"

Nedo:

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"Umorismo? Uno entra qui prima per caso, poi per disperazione. Voi non potete capire che significa essere incerti sul numero (perfino limitato) dei pazienti. Poi non sapete che tormento avere la testa tutta piena di trattori, e trattori di un’altra epoca, e che parlano tutti insieme un altro linguaggio. Insomma, io andavo accolto, qui, come un tarlo celeste, come una ciste destinata a esplodere, ma solo per spalmare chiarezza sulle tenebre del Blogolo. Si perché ormai mi è chiaro che i blogoli sono luoghi tenebrosi, dove i commentatori sono quasi tutti defunti (o in limine). E io non saprei come vivere qui senza nessuno che guarda la mia collezione di trattori e dice "oh meraviglia!".

Lucio Angelini:

"Nedo, è la prima volta che lo dico a un uomo: ti amo!"

Nedo:

"È primavera Lioa, pensa come sarebbe bello andar per albicocche susine e ciliegie. Purtroppo capisci bene che il mio cervello è tutto un rumore di iniettori e di cingoli. E non solo. Enormi pagine di manualistica mi stormiscono nell’encefalo. Basta che dica "albicocca" e mi si apre una finestra sul lobo temporale:

‘I trattori da frutteto e vigneto devono avere dei buoni sistemi idraulici in quanto molte delle attrezzature che utilizzano, richiedono l’uso di uno o più distributori idraulici, per l’innesto o il disinnesto di determinati comandi. E’ il caso dei muletti applicati ai trattori, oppure delle falciatrici, o delle botti azionate idraulicamente, e via dicendo. Si capisce quindi come il sistema idraulico di questi trattori sia un elemento molto importante nella valutazione del trattore.’.

Insomma, parlare d’amore con me è come parlare di benzina verde con un trattore. Gasolio, solo gasolio."

Lucio Angelini:

"OK. Mi arrendo, prostrato dalle fatiche del corteggiamento."

Utente anonimo:

"Favola oscura, nespola dura,
la paglia e il tempo te le matura."

Nedo:

"Incantevole Lioa,
permettetemi intanto di darvi del Voi perché io sono un uomo all’antica. Questa è, credo, l’ultima lettera che vi scrivo (dunque il Voi sottolinea il distacco). Vedete bene che i miei nemici mi hanno raggiunto. Non permettono che trovi un angolino nel quale rasserenarmi. Credo lo facciano per demenza, piuttosto che per invidia. Lurio, se non fosse così malato, sarebbe perfino un piacevole compagno di giochi. Anche lui – ne sono certo – ama i trattori. D’altra parte, signorina Lioa, come potemmo non amare delle creature così infantili, così legate alla crostosa fragilità della terra? Il Landini del 1925, ad esempio, si può dire che è nato in una stalla ed è stato allevato con i vitelli. Insomma, incantevole Lioa, vedete bene che questa mia passione non è insana. Sarà un delirio agreste (come diceva il meccanico Scardanelli). Mah. Non so che dirvi, anche perché l’amore mi ha confuso l’Es, e mi sento, al vostro misterico cospetto, quasi incapace di intendere e di volere. In effetti non voglio nulla. Nemmeno restare in questo Blogolo nel quale, me ne rendo conto, sono un perfetto estraneo, anzi: un Estraneo Imperfetto, dato che qui (anche qui!) mi hanno seguito i miei nemici, e qui, la loro delazione in un certo qual modo mi delimita. Sì, signorina Lioa, voi pensate che Nedo sia uno spazio chiuso tra le brutali rivelazioni di Lurio (che si finge il Baghetta) e le complesse pannosità della Sachertortessa. Ci sono addirittura dei pazzi (probabilmente amici dei miei sparuti pazienti) che mi danno del "lupo solitario"!!! Io che temo perfino i barboncini e che cambio immediatamente marciapiede se intravedo un carlino!!!
Ma ho divagato, Lioa, volevo solo dirvi che il vostro possibile amore mi scalderebbe come una candeletta di preaccensione. E forse, con voi al mio fianco, io potrei aprire qui una modesta (ma dignitosa) succursale del mio ambulatorio. Potrei perfino estendere il mio pazientado. E insomma: nuovi clienti, aria fresca. Sì, la lugubre psicosi di Lurio non dà respiro. A volte me ne sento perfino contagiato; e il mio meccanico Scardanelli mi guarda fisso con due occhietti che sembrano due rivetti zincati e mi dice: "Sei pazzo, Nedo.". Io non so che rispondergli, ma davvero mi sento le ruote artigliate al posto dei piedi, e sono così rigido che avrei voglia di ungermi le giunture con un delicatissimo grasso di litio (che tra l’altro è un’assurdità per un tetragono trattore). Purtroppo continuo a divagare. E questo mi fa capire che il nostro amore è impossibile. Anzi, che tutti gli amori sono impossibili per uno psichiatra di provincia. Allora è bene che sparisca. Certo non so come fare. Ieri ho bevuto una tanica di gasolio (10 litri) e dopo stavo meglio di prima. Potrei stendermi dietro il Landini e dare la soddisfazione a Lurio di ingranare la retromarcia. Ma questo mi pare un po’ immorale. E, come mi fa notare Scardanelli:

Non si abbandonano i pazienti
alla furia perversa
dei loro torbidi destini
Né si abbandonano i Landini
alla perfida leggerezza
dei nani ballerini.

Lucio Angelini:

"Nedo, tesoro, preparati a un duro colpo: non sono una signorina, ma un signorino, per giunta over50. A volte mi firmo Peter Lioa, è vero, ma just for a change. Il mio nome e cognome sono esattamente quelli che precedono l’ indirizzo con splinder.com. Adesso potrai ben dire, con Gozzano: "Non amo che le rose che non colsi". Un bacio."

Nedo:

"Incantevole Lioa,
smettete vi prego di fingervi un maschio, e soprattutto non citate mai più
Guidino. Voi naturalmente non lo sapete, ma ci sono nomi che io non posso udire senza un attacco di bile. È una cosa familiare. Il mio bisnonno Efisio tutte le volte che in casa nominavano Domenico Modugno correva a stendersi sui binari del treno (naturalmente mio nonno Gigino ce lo levava)."

Lucio Angelini:

"Nedo, creatura, il ricordo dei vostri nonno & bisnonno ha risvegliato in me quello di due tenerissime figure: nonna Speranza e l’amica Carlotta, ritratte nei celebri versi di Guidino:

"Le amiche – bambini, fate pian piano! –
le amiche provano al piano un fascio di musiche antiche:

motivi un poco artefatti nel secentismo fronzuto
di Arcangelo del Leuto e di Alessandro Scarlatti;

innamorati dispersi, gementi il "core" e "l’augello",
languori del Giordanello in dolci bruttissimi versi:

…caro mio ben
credimi almen,
senza di te
languisce il cor!
il tuo fedel
sospira ognor
cessa crudel
tanto rigor!

Carlotta canta, Speranza suona. Dolce e fiorita
si schiude alla breve romanza di mille promesse la vita."

mr. B

"Penso e ripenso: – che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.
Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.
– O papera, mia candida sorella,
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s’é pensato.
Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l’essere cucinato non è triste,
triste è il pensare d’esser cucinato.

(Guido Ocozzano)"

Immagine da en.wikipedia.org/wiki/Guido_Gozzano

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38 Risposte to “UNO PSICHIATRA ALLA MIA TAVOLA”

  1. kinglear Says:

    Altro che Tavor! Tu hai bisogno d’una bella lobotomia, che ti metta a posto.

    “Il” psichiatra è d’accordo? Penso proprio di sì.

    E visto che ci sei, vedi di metterti “i” javascript”S”. 😀

  2. utente anonimo Says:

    Giusto per mettere i puntini sulla u: il Pavo nocturnus, assieme al Pavo cristatus, al Pavo muticus e al Pavo teddyrenicus, costituisce la famiglia delle Phasianidae.

    vet. Ilario De Becchis

  3. utente anonimo Says:

    Vedo ora l’ultima (?) lettera del Vannini:

    *Lurio, se non fosse così malato, sarebbe perfino un piacevole compagno di giochi. Anche lui – ne sono certo – ama i trattori. D’altra parte, signorina Lioa, come potemmo non amare delle creature così infantili?*

    ecco, non per infierire, ma:

    potremmo, non *potemmo*…

    D. L.

  4. Aditus Says:

    Ecco il dottore!

    (Io, per esempio, non ho mai capito se sono paziente. Come dire, mi cura a spruzzi e lazzi.)

  5. nedovannini Says:

    Caro Lurio,
    ovviamente la erre è rimasta nell’unghia. Non penserà che confonda un passato remoto con un condizionale… Ma vede, grazie a questo piccolo lapsus calami, mi accorgo che il discorso prende un significato molto ma molto più profondo. Dunque ci domandiamo come mai noi che (oggi) amiamo così teneramente i trattori non potemmo amarli allora, quando avevamo il cuore ancora sgombro (da veicoli più complessi come ad esempio le trebbiatrici). Ebbene “allora” noi non li amammo!!!

  6. nedovannini Says:

    Sì, più ci penso e più mi convinco che è così:

    NOI NON LI POTEMMO AMARE!

  7. Lioa Says:

    Nedo! Sei tu! In elettroni e ossa!
    … Un mio amico ha così giudicato il “nostro” sinergico post di oggi:

    “E’ una lunghissima creazione eteronimo-surrealista, o uno scherzo, o ambedue. In ogni caso: da conservare con cura.”

    Vuoi che diventiamo la nuova coppia letteraria alla Sveva Casati Modignani?

  8. Ocadabrodo Says:

    Il veterinario De Becchis è stato il mio primo amore. Parlo del tempo felice nel quale io non ero ancora un’oca ma vestivo la gonna talare: ero il Priore Priust, e mi gettavo dal campanile come una piuma nel vuoto. Insomma: un sassolino nel grande fegato del mondo. E il mondo – benignamente – mi accoglieva come una cosa sua.
    Chi sono io (ora) mi è difficile dirlo, anche perché non interessa a nessuno, nemmeno ai distratti commentatori di questo Blogolo.
    Comunque non sono una bestia cattiva, anche se Ilario ha sempre pensato il contrario. Ricordo che in un momento di follia (Ilario è uno psicopatico polimorfo e perverso) arrivò a dire che sono “marcia dentro”. Beninteso, senza nemmeno una visita sommaria, senza neppure spiumarmi parzialmente.
    Ma non lo so cosa volevo dire…
    Forse voglio difendere il Vannini, che è un uomo mite e modestissimo; e che proprio stamani mi ha telefonato semisconvolto per avvisarmi che lo hanno messo in un Postulo. Ha detto proprio così. O forse no, ha detto in un Posticulo, o in un Postocolo… Beh, ma sono dettagli senza importanza… Ecco, in realtà volevo dire che è tempo di beatificare il Vannini: SANTOSUBITO!
    Anche Lioa dovrebbe occuparsene (perché l’odore di santità non può non averlo sentito). Certo la Santità non è un’opinione come la Trattoristica… Ma che dire delle miracolose guarigioni? Io posso testimoniare… E anche il De Becchis ha visto coi propri occhietti cisposi la guarigione del Filosofo Dario (malato da far paura!, malato dall’ipotalamo al duodeno, dall’ipocondrio ai piedini biforcuti…).
    Ma taccio.
    Parleranno i miracoli.

  9. nedovannini Says:

    Mia amatissima Lioa,
    come mi ha fatto notare Lurio una erre mi rimase nell’unghia come una spina.
    Voi sapete benissimo quanto io detesti i refusi, voglio dire: quanto mi agitino, e mi mettano in uno stato di insopportabile confusione mentale.
    Sono un uomo confuso lo ammetto. E allora? E allora non so… Noi non potremmo mai diventare una coppia letteraria, perché i refusi ci perseguiterebbero anche in viaggio di nozze. Voi capite benissimo, signorina Lioa, che la letteratura è praticamente un deposito di refusi. Voi stessa, se io vi mettessi incinta, partorireste soltanto refusi.

    Leggo proprio ora quello che la Contessina Da Brodo dice di me, e, credetemi, arrossisco.
    Certo, lo ammetto, la gloria degli altari mi attira. Miracoli… sì, qualcuno ne ho fatto… Ma, come dire?, la Santità mi toglierebbe dalla mia serra di trattori…
    Certo… dal trattore all’altare il passo è breve… Ma, credetemi, nulla è più celestiale di un Landini del 1923.

  10. Lioa Says:

    Tranquillo, Nedo Vannini. Ho un forte senso della realtà per cui, sapendovi perdutamente preso dai vostri trattori, sono tornato a concentrarmi sulla mia precedente (ancorché rocciosa) fidanzata: la Tofana di Rozes.

  11. CinemaSuperga Says:

    Complimenti ed in bocca al lupo per il tuo blog
    Passa a trovarci siamo una rivista di cinema… in molti cinema e videoteche di roma
    Da poco anche sul web

  12. utente anonimo Says:

    Potreste togliere dal post la foto di Pippo Franco da giovane?
    Grazie

  13. utente anonimo Says:

    Caro Nedo, le può interessare questo? Purtroppo va a benzina, ma ci si può abituare. Si tratta di un Landini REX Vigneto. *La serie REX Vigneto è un punto di riferimento per i veri professionisti, adotta motori Perkins 3 e 4 cilindri raffreddati a liquido di elevate prestazioni in termini di potenza, ocoppia motore e riserva di coppia oche unite alla ocomprovata affidabilità ne fanno uno dei punti forti della gamma. Le trasmissioni modulari, in linea con la filosofia LANDINI, sono semplici ed affidabili ma soprattutto sono ocaratterizzate da un basso assorbimento di potenza tipico di una trasmissione meccanica; l’ ocambio è dotato di inversore sincronizzato, 3 gamme con la possibilità di scegliere tra Over-drive per ocorrere a 40 Km/h, Under-drive per la riduzione di ogni rapporto del 20% oppure il Superriduttore porta la velocità di avanzamento a 300 m/h (-80% di tutti i rapporti). La versione “stretta” del REX V vanta una larghezza fuori tutto di 980 mm con pneumatici da 28″ indifferentemente nelle versioni PLAT e OCAB. Il circuito idraulico con pompa semplice oppure doppia lo rende il “primo della oclasse” in termini di prestazioni e versatilità potendo offrire fino a N° 8 distributori supplementari.*

    Che dice, si può fare? Appartiene ad un’altra generazione, ne vado conscio. Ma ad un collezionista come lay…

    Ing. Petras Palmata

  14. utente anonimo Says:

    Dimenticavo di dirLe che provengo da una famiglia di convinti Landinisti (tutti iscritti all’omonimo club). Io sono per certi versi la peocora nera, o la moscoca bianca (qui l’epiteto cade in base al verso della famiglia che mi addita, dalla generazione di mamma o da quella di papà). Infatti non mi sono mai interessato della faccenda e mentre i miei fratelli saltavano gioiosi sul nostro vecchio Landini (in realtà il Landini era di proprietà di tutte le famiglie che vivevano nella nostra corte, anche se il vecchio bisnonno Costante Palmata pretendeva per sé tutta la proprietà. Pensi che ancora oggi gira per casa col vecchio bastone e una T-shirt inutilmente giovanile [scopre certi ammassi di rughe sui gomiti marroni…] che raffigura il vecchio 40 HP (o forse è un “testa calda”) all’altezza della pancia. La maglietta è un dono del presidente del club, un tipo pazzo proveniente da Cingoli (MC). Il giorno del compleanno di nonno Costante gli ha dato il presente: non se l’è più tolto), mentre i fratelli saltavano sul Landini, dicevo, e s’inebriavano del lascito della trebbiatura oltre che ad improvvisare ocanti a cappella col ritmo del vecchio motore scoppiettante ma pur sempre regolare, io giravo disinteressato con le mani in tasca. Quella condizione da emarginato mi rendeva bilioso, decisi in fretta di fare la spia, mettermi dalla parte del vicinato. I vicini adottavano infatti un dignitoso Lanz Bulldog del ’36. Dignitoso, sì, ma nulla in confronto al nostro Landini. La cosa grave era che questi avevano in mente di estendere in tutto il territorio l’utilizzo del loro mezzo. Gli zii materni passarono molto tempo a darmi della carogna per via del mio tradimento, ma sa come vanno queste cose, io ero molto giovane e l’indole da ribelle vinceva sull’attaccamento famigliare.
    Fu così che nella battaglia della corte in cui ero nato contro la corte rivale (quella del Lanz Bulldog), battaglia che sfociò in un vero e proprio Fronte Landinista di Liberazione, io feci buon gioco per la parte avversa. Per fortuna tutto volse al meglio e il Landini tornò a dominare.

    Ing. Petras Palmata

  15. utente anonimo Says:

    Come può un trattore essere il paravento dietro al quale nascondersi per non svelarsi nel gioco dell’amore? Il ricorso al pavone, sempre e solo alle sue piume, non discrimina l’agreste tacchino, più consono all’ambiente e dal piumaggio variopinto e robusto? Il pavone ha senso se se ne vuol far dono e allora perché non lo struzzo, in boa? Qualche bottone del Papa? Una begonia? Un ramo di calicantus? Il profumo di un lillà? Un omaggio floreale d’annata al frutto della propria passione, suvvia, uno slancio!

    Ghega

  16. utente anonimo Says:

    tra Nedo e Lioa finirà a trattorucci e vino?

    Oca Rogna

  17. nedovannini Says:

    Caro ingegnere,
    sono stanco di vivere.
    Anche stasera ho bevuto 10 litri di gasolio, ma mi fa solo bene. È un fatto genetico. Il mio bisnonno Efiso mi raccontava che un nostro avo, il pittore di scene campestri Vincenzino Van Nini, una volta volle bere un bottiglione di essenza di trementina per digerire una mezza dozzina di tubetti di biacca. Consideri che la biacca (bianco d’argento) è velenosissima. Eppure Vincenzino se ne andò a letto tranquillo, e alle 6 di mattina era già in mezzo a un campo di segale cornuta col cavalletto ben piantato.
    Dicevo che sono stanco di vivere perché anche discutere con lei è troppo faticoso. E poi discutere per modo di dire…
    La nostra idea della trattorizia è troppo diversa. Lei tende al “sociale”. Mi parla di gruppi familiari schierati, di club…
    Per me il Landini è un’incarnazione angelico-messianica.
    Un preambolo cristologico.
    Che potrei aggiungere?
    Nulla.
    Togliere invece è fatale.
    Credo che questa sera toglierò me stesso.
    In fondo è solo questione di dosi: 10, 20, 30 litri…

    Addio.

  18. utente anonimo Says:

    Lei non dovrebbe fare di questi pensieri, il suo annuncio del Landini è per noi troppo importante. Così non mi dia un addio, a me che sono appena arrivato in questo campo della trattorizia.

    E aggiungo che il Landini potrà pur essere un preambolo cristologico, ma cristo ci insegnano che scende sulla terra per salvare i molti. La causa Landinista è la causa che permise ai molti del mio casale di trovare un’unità fraterna, un amore comune, un valore in cui credere. Non credo che la mia idea sociale della trattorizia sia così distante dalla sua, penso invece che si tratti di un semplice e logico conseguimento. Ma verranno momenti in cui anche la mia idea del Landini sarà superata e del Landini nessuno sentirà l’interna (e l’esterna) esigenza. Il Landini sarà morto, infine dimenticato, ma prima strumentalizzato (cosa singolare per il vecchio Landini, che pur essendo strumento funzionava da “fine”).

    Ing. Petras Palmata

  19. utente anonimo Says:

    caro lucio angelini,
    ti sei imbattuto nel magico mondo di un fantastico e fantasioso autore di burle in rete.
    Cominciò sui fora, sette anni fa.

    si faceva chiamare *lupo solitario*, era ovunque.

    ora nel mondo-blog frequenta i letterati: nazione indiana – per dirne una – l’ha cacciato poco tempo fa (dove fra le mille identità di fantasia s’era presentato anche col suo nome)

    perché l’adoro?
    semplice: lascia il segno

    vedrai lucio angelini. frequenterà questo lido per un po’. presenterà dieci-dodici cloni, li farà litigare fra loro, poi con te, con altri

    tra un paio di weeks ripasso, per vedere com’è andata

    —————————————-

    ciao lupo, sei il migliore; un giorno verrò a stringerti la mano (spero di non trovare un piccolo uomo stempiato)

  20. Lioa Says:

    Grazie per le dritte, ma non mi impressiono per così poco. La rete pullula di appassionati del morphing. Ho apprezzato la vena surrealista di Nedo, chiunque egli sia. Certo, dovesse farla troppo lunga con la storia dei trattori, sciuperebbe in parte l’effetto di divertimento prodotto finora. Attendo fiducioso gli sviluppi.

  21. Ocadabrodo Says:

    Caro Angelini,
    scherzando siamo diventati un po’ amici.
    Non preoccuparti. Nedo è in rianimazione (50 litri di nafta gli sono stati fatali), e credo che non potrà parlare mai più di Landini…
    Ti volevo dire che io questo Lupo Solitario non lo conosco neppure (oltretutto il nome mi piace poco).
    Dunque NON sono Lupo Solitario.
    Non sono neppure uno degli utenti anonimi che mi hanno seguito qui. Mentre, come vedi, ammetto di essermi travestito da Oca.

    Chi sono io comunque non mi è chiaro. Pensa che nel 2004 ho partecipato al Festivaletteratura di Mantova e nel “catalogo degli autori” accanto alla mia nota biografica hanno messo la foto di un altro (uno sconosciuto!).
    Se invece tu potessi raggiungermi con Google (a Festivaletteratura) troveresti la foto di un tale (abbastanza buffo) coi capelli grigetti, gli occhiali, e la punta dell’indice sul labbro di sotto.
    Quello credo di essere io.

    Spero di poterti incontrare prima o poi.
    A me le fiabe di Andersen piacciono molto, specie “Il brutto anatroccolo”.

    r.a.

  22. Lioa Says:

    Trovato:

    Roberto Amato
    Roberto Amato è nato nel 1953 a Viareggio dove vive e lavora. Le sue poesie sono uscite su Nuovi Argomenti e Paragone. Con Le cucine celesti ha vinto il Premio Viareggio per la poesia.

    Bravo Roberto. Se ne hai voglia, vieni a sentire Monica Viola a Padova venerdì. E’ destinata a diventare una lit-star.
    Complimenti per il premio Viareggio.

  23. Ocadabrodo Says:

    NEGO DI ESSERE IO!

  24. baghetta Says:

    Purtroppo la notizia non è bella: il Vannini è deceduto stamani alle 6 circa nel reparto Rianimazione dell’Ospedale Versilia, dove era stato ricoverato in condizioni gravissime per avere ingerito 50 litri di Gasolio.
    I funerali si svolgeranno oggi stesso (data l’infiammabilità del feretro).

  25. utente anonimo Says:

    Con lui se n’è andato l’ultimo bonzo.

    don Lurio

  26. Lioa Says:

    L’avevamo tanto AMATO,
    per un mese o forse più…

  27. utente anonimo Says:

    L’abbiamo pelato.

  28. utente anonimo Says:

    Ing. Petras Palmata (#27)

  29. utente anonimo Says:

    Dott. Vannini
    Che ora fai? È un’ora inglese, si va
    agguanta la mia mano e ce ne andiamo…
    tanto di noi si può fare senza,
    e chi vuoi
    che noti mai la nostra assenza…
    Ah, dottore, scappi in sella
    per qualche giorno o più…
    non farti prender dalla sonnolenza
    C’interessa, no, questa conferenza
    che tanto il tempo passa
    anche sotto ai sofà…

    Sì che il tempo passa sotto ai sofà,
    nemico numero uno
    degli aspirapolvere di tutta città,
    è là che lui tiene la sua accademia
    sotto lo sguardo vitreo
    dei bicchieri di Boemia,
    e intanto il Comune
    cambia colore ai tramways
    è che la gente poi ci prende confidenza…
    sì, ma di noi si può fare senza…
    da-da-da-da-da-da-da-da-da-da…

    È tutto un grande addio,
    un giorno Gondrand passerà,
    te lo dico io,
    col Landini giallo porterà
    via tutto quanto e poi più niente resterà
    del nostro mondo…
    da-da-da…

    La fuga nella vita, chi lo sa…
    …che non sia proprio lei
    la quinta essenza…
    sì, ma di noi si può fare senza…
    Sì, tanto il tempo passa anche sotto ai sofà…

    Avv. P.Canto

  30. utente anonimo Says:

    Di lui resterà almeno “Lo zen e il tiro a motore”, Ocairo ed.

  31. Aditus Says:

    Il dott. Nedo Vannini ci ha lasciati da un giorno. Pochi si sono accorti di lui, quasi nessuno. Ha vissuto nel suo monolocale senza bagno di Viareggio come uno straniero, forse perché era straniero dappertutto. Bazzicava solo in modesti blogoli o blogoli d’affitto. Lo ricordano coloro che lascia, i quattro o cinque pazienti, che continueranno la terapia con il lascito del dottore: un pennacchio di struzzo spennacchiato, un mucchietto di polvere e squame sul sellino del suo caro Landini del ’23. Lo salutano i sodali, i curati d’ una campagna rivendicata, coloro che amano la trattorizia.

  32. Lioa Says:

    Vannini è morto. Viva Vannini. Il suo insegnamento è vivo e lotta insieme a noi. Landini forever.

  33. baghetta Says:

    DALL’ULTIMA LETTERA DI NEDO VANNINI

    ieri notte mi è giunta un’e-mail del dottore, che attaccava col solito “mio caro paziente” e poi, tra le proverbiali divagazioni, piazzava un voto è un dettato:

    1- “la mia più intima ispirazione è di curare un curato”.
    2- “nei momenti di sconforto penso che mi farò scremare”.

    Chi l’avrebbe detto mai che di lì a poche ore…

  34. utente anonimo Says:

    Invece ha curato il curando: io infatti, dopo la disavventura versiliana di 17 anni fa, mi feci prete, e da una decina sono il parroco di Pavone Canavese, 3.000 anime in provincia di Torino. Vedo che il Vannini ci ha lasciato l’ultimo refuso: scremare invece di cremare (a meno che sconforto non sia da leggere conforto). Sia pace al calamo suo.

    don Lurio

  35. utente anonimo Says:

    io il Vannini lo vedevo sempre alla Pedofila di Ocamaiore. (a scanso di equivoci, io sto all’attigua Bocciofila)

    un pensionato

  36. utente anonimo Says:

    Non é semplice parlare per me in questo momento di
    sconforto. Quanto ho fatto per diventare una paziente
    del dottor Vannini. La prospettiva mi ha tenuto appesa
    a una speranza vana per troppo tempo. E quando pensavo
    di essere finalmente giunta alla meta, ecco il risultato
    dissolversi nelle onde tempestose della rete e distendersi nella tavola piatta della superficie di un lago (il lago di como). Come un vecchio lamento o un vizio assurdo. Con lui me ne vado anche io perche’ io ero lui
    Sachertortessa

  37. lasacerdotessa Says:

    Dicono che ieri sera, nel corso di una seduta spiritica svoltasi nel campo davanti al garage di vannini, pare che un trattore abbia arato sul terreno ‘addio pescedate’
    Ma forse é stata solo una visione, il prodotto dell’immaginazione di una mente folle

  38. baghetta Says:

    dall’ECO DELLE APUANE del 18.05.07

    … Complice la temperatura africana, la camera ardente s’è trasformata in rogo. La magistratura parla di suicidio doloso…

    Gigi La Pira

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