CARLA FORCOLIN SU CHIESA E PEDOFILIA

Ieri pomeriggio sono andato a vedere il film Breakfast on Pluto [titolo che si è avuto cura di non tradurre in italiano: "Colazione su Plutone" suona un po’ burino, n.d.r.]. Sala vuota. Io unico spettatore. Ho trovato irritante il doppiaggio (soprattutto la voce in falsetto del trans ‘Gattina’, figlio occulto di un prete e della sua giovane perpetua); belle le canzoni; abbastanza improbabile – anche se a suo modo capace di intrattenere – il mix di bombe (nell’Irlanda degli anni’70)/ ricerca e ritrovamento della mamma inghiottita dalla grande metropoli/ peripezie di Patrick finito in un corpo sbagliato.
Tornato a casa, ho trovato una mail di Carla Forcolin (l’autrice di "Mamma non mamma", Marsilio, e presidente della fondazione La Gabbianella), sul servizio passato l’altra sera in tivù da Santoro. Faccio notare che il conduttore si è più volte premurato di ribadire: "STIAMO PARLANDO DI SINGOLI EPISODI, NON VOGLIAMO FARE GENERALIZZAZIONI SU CASI A SÉ NEL MONDO ECCLESIASTICO"…
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Ecco la lettera di Carla:
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"Ieri sera ho visto quasi per caso il programma di Santoro e il filmato sui preti pedofili. Ho sentito le testimonianze di persone che sono state abusate per anni (una donna dai 10 ai 25 anni!) senza riuscire a ribellarsi per l’insieme di pressioni psicologiche, di vergogna, di abuso di potere, di connivenze, esercitato su di loro. Ho sentito cose orrende: bambine costrette a rapporti orali spacciati per cose simili all’eucarestia, bambini additati dai coetanei come ‘spose’ del prete, trasferimenti continui dei preti pedofili da parte delle autorità ecclesiastiche, anziché loro immediata sospensione e denuncia ai tribunali ordinari. Non posso fare a meno di pensare che l’Italia, dove il potere della Chiesa è più grande di quello di qualsiasi partito, subisce in continuazione la volontà sessuofoba della chiesa in tutte le questioni di coscienza e di cura dell’infanzia: siamo l’unico paese, tra quelli europei che hanno un osservatorio sull’infanzia, a non permettere l’adozione ai single, costringiamo le coppie sterili ad andare all’estero per farsi aiutare nel concepimento, le coppie divorziate non possono avvicinarsi all’eucarestia, le comunità religiose continuano ad ospitare i bambini senza famiglia, ricevendo laute rette, senza che ci si impegni veramente nel riformare la legge sull’adozione e a varare l’affidamento famigliare, l’insegnamento della religione cattolica è d’obbligo nelle scuole e la materia alternativa è sempre stata una cenerentola, eccetera. Tutto ciò non per colpa della chiesa, ma perché i politici di tutti gli schieramenti vogliono i voti cattolici. Io non ho mai visto un prete buono e sano essere sessuofobo, ma la chiesa lo è ed è causa di sessuofobia nel paese. Pochi giorni fa, sentendo che la sottoscritta, come single, aveva preso due volte in affidamento dei bambini, un giornalista mi ha chiesto: “Ma lei è eterosessuale?”. Come se essere non sposata significasse essere omosessuale, come se il matrimonio fosse l’attestato della ‘normalità’. Purtroppo equazioni che nascono da menti malate si fanno in continuazione ed allora, come ‘single’ potrebbe essere sinonimo di omosessuale, l’omosessualità viene scambiata con la pedofilia. Solo menti malate possono pensare questo, mi sono sempre detta: ora è chiaro che certi diktat che fanno a pugni con il sentire comune vengono proprio dalla stessa chiesa che copre i preti pedofili. Da quella chiesa (non marginale) che preferisce mantenere intatto il proprio potere piuttosto che consegnare i pedofili esistenti al proprio interno alla giustizia. Spero che i politici se ne ricordino alla prossima occasione in cui ci si troverà a dover combattere con il cosiddetto ‘partito trasversale’ fedele alla rigida morale cattolica, che tutti predicano quando si deve votare e pochi rispettano, a partire da chi la predica." 
(Carla Forcolin)
Segnalo anche l’articolo: "L’immunità sull’altare del peccato", di Slavoj Zizek, su www.carmillaonline.com e le riflessioni di Luca Tassinari ("Dei delitti e delle pene ecclesiastiche") su www.letturalenta.net (post del 1° giugno).
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Una Risposta to “CARLA FORCOLIN SU CHIESA E PEDOFILIA”

  1. utente anonimo Says:

    Grazie per aver linkato il pezzo di Zizek. Che è stato originariamente pubblicato dal “manifesto” (7 settembre 2005) e ripreso su http://www.rekombinant.org

    girolamo

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