EMILY BRONTË E IL LIVELLO 2

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Ho sempre trovato stroaordinaria l’analisi di “Cime Tempestose” operata da David Cecil e ripresa da Mario Praz nella sua “Storia della letteratura inglese” (Sansoni Editore, 1968), splendido manuale su cui a suo (mooolto suo🙂 ) tempo preparai alcuni esami. L’ho recuperata per voi. Eccola:
 
“La filosofia, se così vuol chiamarsi, che s’incarna in Wuthering Heights è che tutto il creato, animato o inanimato, fisico e psichico, è espressione di certi vivi princìpi spirituali: da un lato quel che può definirsi il PRINCIPIO DELLA TEMPESTA – l’aspro, lo spietato, il selvaggio, il dinamico – dall’altro il PRINCIPIO DELLA CALMA – il dolce, il clemente, il passivo, il mansueto. I due principi sono in contrasto, e insieme compongono un’armonia. Così osserva David Cecil (Early Vctorian Novelists, Londra, 1934), e può aggiungersi che a questo modo la concezione della vita di Emily Brontë appare straordinariamente vicina a quella di William Blake, l’unico artista inglese, anch’egli un isolato, a cui la Brontë, che forse non ne seppe neanche il nome, rassomiglia. La tigre – l’agnello: quel contrasto che è il motivo centrale del Blake lo è pure della Brontë. Ancora: la vita degli uomini e quella della natura sono per lei sullo stesso piano; un uomo irato e un cielo irato non sono simili metaforicamente, ma essenzialmente, manifestazioni di un’unica realtà spirituale. Ai personaggi della Brontë non è applicabile l’ordinaria antitesi tra bene e male. Essi non cercano di por freno alle loro passioni devastatrici, non si pentono dei loro atti di distruzione; ma siccome quegli atti e quelle passioni non sgorgano da impulsi di natura distruttiva, bensì da impulsi che son distruttivi solo perché stornati dal loro corso naturale, essi non sono ‘cattivi’. Inoltre la loro ferocia e la loro spietatezza hanno, nel loro ambito naturale, una parte da rappresentare nel disegno del cosmo, e come tali devono accettarsi. Il punto di vista di Emily Brontë non è immorale, ma premorale. Sicché il conflitto cui assistiamo nel suo libro non è quello consueto dei romanzi vittoriani, tra bene e male; è piuttosto un contrasto tra simile e dissimile. Se non si tien presente questo sostrato filosofico della Brontë, se invece di pensare all’ ‘enantiotropia’ di un Eraclito, pensiamo all’imperativo categorico di Kant, l’amore di Catherine, tra l’altro, diventa incomprensibile, ché, a giudicarlo coi canoni ordinari, il lettore non intende che cosa la donna trovi d’attraente in Heathcliff, né perché il marito di lei non dovrebbe prendere offesa della sua passione per costui. In verità, il sesso ha poco a che fare coi personaggi della Brontë: l’amore di Catherine è esente da sensualità come la forza che attrae la marea alla luna, il ferro alla calamita, e non ha più tenerezza che se fosse odio. A quell’amore par si addica il nome di ‘ira’ che i nostri antichi davano all’ardore dell’appetito: ‘destandos’ira la qual manda fuoco’ (Guido Cavalcanti, canzone ‘Donna mi prega’). Ira e umiltà, tigre e agnello: ecco i termini del cosmo della Brontë. Da un lato Wuthering Heights, la terra della tempesta, su nell’arida brughiera, nuda all’assalto degli elementi, naturale dimora della famiglia Earnshaw, indomiti figli della tempesta. Dall’altro, protetta dalla frondosa valle sottostante, Thrushcross Grange, l’appropriata dimora dei figli della calma, i gentili, i passivi, timidi Linton (il paesaggio, piuttosto che direttamente descritto, è costantemente presente nelle parole, nelle allusioni dei personaggi; così la Brontë ha compiuto il miracolo del massimo effetto di scenario col minimo dei mezzi). Ciascuno di quei due gruppi, seguendo la natura nella sua sfera, cospira a comporre un’armonia cosmica. È la distruzione (a opera di Heathcliff) e la restaurazione di quest’armonia che, secono l’analisi del Cecil che abbiamo seguita, forma il tema del racconto. Che è molto complesso: c’è infatti una seconda generazione in cui la netta distinzione tra i figli della tempesta e i figli della calma s’è smussata; essi partecipano d’entrambe le nature; ma con questa differenza, che Hareton (figlio di Hindley Earnshaw) e Catherine (cioè la seconda Catherine, o Cathy, la figlia di Catherine Earnshaw e di Edgar Linton ) sono figli dell’amore, e così combinano le qualità positive dei loro genitori, la gentilezza e la costanza della calma, la forza e il coraggio della tempesta; Linton, invece (il figlio di Isabella e di Heathcliff) è figlio dell’odio, e combina le qualità negative dei propri genitori: la viltà e la debolezza della calma, la crudeltà e la spietatezza della tempesta. Tale lo schema del romanzo, logico come il profilo d’una fuga musicale, per adoperare la felice similitudine di Cecil: schema da poema epico e da tragedia più che da romanzo.”
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[Immagine in alto da www.lowryjames.com/lowry/images/items/1664.jpg ]
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A “Cime tempestose” – divenuto più volte sceneggiato televisivo e film -qualche anno fa si ispirò anche la cantante KATE BUSH per il suo  hit “Wuthering Heights“, così adempiendo anzitempo alle profezie dei Wu Ming sul LIVELLO 2, “il luogo dove i contenuti di un romanzo vengono amplificati, estesi, messi in risonanza”:- )

Out on the wiley, windy moors
We’d roll and fall in green.
You had a temper like my jealousy:
Too hot, too greedy.
How could you leave me,
When I needed to possess you?
I hated you. I loved you, too.
Bad dreams in the night
You told me I was going to lose the fight,
Leave behind my wuthering, wuthering
Wuthering Heights.

Heathcliff, it’s me, your Cathy, I’ve come home. I´m so cold,
let me in-a-your window

Heathcliff, it’s me, your Cathy, I’ve come home. I´m so cold,
let me in-a-your window.

Ooh, it gets dark! It gets lonely,
On the other side from you.
I pine a lot. I find the lot
Falls through without you.
I’m coming back, love,
Cruel Heathcliff, my one dream,
My only master.

Too long I roamed in the night.
I’m coming back to his side, to put it right.
I’m coming home to wuthering, wuthering,
Wuthering Heights,

Heathcliff, it’s me, your Cathy, I’ve come home. I’m so cold,
let me in-a-your window.

Heathcliff, it’s me, your Cathy, I’ve come home. I’m so cold,
let me in-a-your window.

Ooh! Let me have it.
Let me grab your soul away.
Ooh! Let me have it.
Let me grab your soul away.
You know it’s me–Cathy!

Heathcliff, it’s me, your Cathy, I’ve come home. I´m so cold,
let me in-a-your window
Heathcliff, it’s me, Cathy, I’ve come home. I´m so cold,
let me in-a-your window.

Heathcliff, it’s me, your Cathy, I’ve come home. I’m so cold.

14 Risposte to “EMILY BRONTË E IL LIVELLO 2”

  1. kinglear Says:

    Non riesci neanche più a divertire con la tua pubblicizzazione sotterranea ma non troppo ai Wu Ming. Oramai mi chiedo solo quand’è che parlerai di galletti amburghesi allo spiedo infilandoci dentro manituana a livello 3. Che tristezza. :-(((

  2. Lioa Says:

    Figurati quanto riesci a divertire tu con la tua sotterranea, anzi evidentissima acrimonia per chiunque ottenga o abbia ottenuto attenzione dagli editori:- /

  3. utente anonimo Says:

    Cinema Sperimentale???: Cinema 2.0: Nokia chiede al pubblico di non fare (solo) il pubblico
    ———————————-
    A partire da lunedì 28 maggio 2007 sarà on line su http://www.playthelab.it NseriesLovesCinema, il primo progetto nato dalla convergenza tra diversi media e strumenti di comunicazione che vedrà gli spettatori partecipare attivamente allo sviluppo e realizzazione della storia come autori o come attori.
    Collegandosi al laboratorio creativo http://www.playthelab.it si potrà accedere alla prima traccia da seguire per
    partecipare come autori o come attori all’episodio iniziale di “Tigri di carta”, l’unico serial movie interamente realizzato dali utenti.
    Un serial-movie, in 14 episodi della durata di 3 minuti ciascuno, che fonde il cinema con il fumetto.
    Due grandi attori italiani come Alessandro Haber e Rocco Papaleo saranno i protagonisti di questo serial che nasce sotto il segno del noir e porterà il pubblico in un mondo tanto surreale da essere reale. Sarà solo grazie ai contributi che gli spettatori vorranno fornire sia in qualità di autori che di attori che la storia prenderà vita nella sua forma più completa e finale. Il serial sarà coprodotto con On my Own di Roberto Cicutto e Luigi Musini, già fondatori della Mikado ed in collaborazione con Medusa Multicinema.
    Il risultato finale sarà una contaminazione di stili e tecniche: in fase di lavorazione del serial, alcune
    ambientazioni fotografate con il multimedia computer Nokia N95 o filmate con il Nokia N93i, saranno trattate in post produzione e integrate con il girato realizzato con la tecnica Chroma key che, inserendo gli attori in un ambiente costituito unicamente da un fondale verde, permette di ottenere effetti speciali di grande suggestione che imprimeranno al serial-movie un tono da Graphic Novel.
    Il fumetto diventa così uno degli elementi fondamentali nella realizzazione di questa sperimentazione e per questo Nokia Nseries non poteva che coinvolgere due grandi protagonisti di questo mondo. A “guidare” tutti i partecipanti sul sito http://www.playthelab.it , che da anni si è avvalso della partecipazione di alcuni grandi protagonisti del cinema internazionale tra i quali Terry Gilliam, Wim Wenders, Ferzan Ozpetek, Valeria Golino , ci saranno infatti Lorenzo Bartoli, autore del famosissimo fumetto cult John Doe, e Daniel Zezelj, visionario e poetico illustratore nonché autore di famosissime “graphic novels” per il New York Times Book Review, la DC Comics e non solo.
    A partire dal 28 di maggio su http://www.playthelab.it i due fumettisti, ogni 15 giorni, forniranno agli aspirtanti attori o sceneggiatori una nuova traccia per la realizzazione di ogni singolo episodio. Le tracce saranno sintetizzate anche in un’illustrazione che aiuterà a sviluppare la trama o a scegliere il personaggio per cui candidarsi. Per ciascun episodio, ogni 15 giorni durante i quali sarà favorito lo scambio e l’interazione tra i partecipanti al progetto, la Giuria artistica composta da Haber, Papaleo, Bartoli, Zezelj ed il regista del serial Dario Cioni selezionerà un autore e due attori che saranno invitati sul set a fine settembre per partecipare alla realizzazione del serial movie.
    NseriesLovesCinema è la nuova sfida per coinvolgere attivamente il grande pubblico nel quotidiano processo di convergenza, commistione e contaminazione tra le diverse forme di comunicazione che sta delineando i nuovi modelli di creatività, a dimostrazione delle grandi potenzialità espressive dei multimedia computer Nseries. Lo spettatore può partecipare a tutte le fasi della lavorazione, dalla stesura della trama al casting, fino alla presenza virtuale o reale per i più fortunati sul set.
    Gli aspiranti “protagonisti” potranno candidarsi sul sito http://www.playthelab.it o presentandosi presso lo stand Nokia Nseries che accompagnerà tutte le tappe del Cinetour oltre che alcuni dei più importanti Festival di Cinema italiani.

  4. Lioa Says:

    Grazie per l’ospitalità e scusate l’OT:- )

  5. utente anonimo Says:

    che meraviglia questi pezzi sulle Brontë! E poi la canzone di Kate Bush! Mamma mia, che ricordi, era splendida. Che voce! Bravo, Lux! :* (gaja, sloggata senza sapere perché)

  6. Pupettelarose Says:

    Il libro è ancora bellissimo ed attualissimo e la canzone di Kate Bush credo che abbia segnato una pagina nella storia musicale. Deanna

  7. japa Says:

    Il mio ‘soggetto’ preferito..non avevo mai colto queste sfumature, ci voglio riflettere per un racconto.
    La passione, come dice Vitaliano Trevisan nel suo ultimo spettacolo “Quattro stanze con bagno” è un sentimento ingiusto..e se fosse per questo..?

  8. Lioa Says:

    Cecil addita nascoste e, a un tempo, evidentissime geometrie/simmetrie :- )

  9. sabrinamanca Says:

    analisi perfetta, perfettamente calzante.
    L’ho letto in inglese e l’ho trovato di una potenza incredibile.

  10. japa Says:

    E la brughiera?

  11. Lioa Says:

    Vale da sola un viaggio. Vedi mio post del 31 maggio…

  12. BOCL N. 23 (LOVE IS A FORCE OF NATURE) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

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