L’INFERMIERA E LA PARRUCCHIERA NELLA NOVITÀ DI FERRAZZI

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Riccardo Ferrazzi, I nomi sacri (romanzo). Scaricabile gratuitamente.

«… Non sai che dal punto di vista erotico le donne si dividono in due categorie?».

«Ah sì? E quali sarebbero?».

«Ma come! Le infermiere e le parrucchiere, no?».

Giorgio, con i gomiti puntati sui ginocchi e la testa fra le mani, si lasciò scappare uno sbuffo di riso. Alberico lo guardò come se fosse un minorato psichico.

«Si vede che non hai mai avuto una storia con un’infermiera, altrimenti non rideresti come un cretino. L’infermiera, caro mio, non dovrebbe mai mancare nell’educazione sentimentale di un bravo ragazzo. Per l’infermiera il sesso è qualcosa di concreto: lei cerca la quantità e non perde tempo con le sfumature. Ci si butta con entusiasmo e non ha schifo o vergogna di niente. È convinta che per ottenere sensazioni forti ci vogliano stimoli forti. E ciò che la eccita sono soprattutto il gusto, il tatto e l’odorato. Per capirci: l’infermiera è l’equivalente della cucina emiliana».

Giorgio rise ancora, con la testa china e le spalle che sussultavano, ma il tono di Alberico, e la sua espressione, non avevano niente di allegro.

«Il rovescio della medaglia è che l’infermiera è prosaica, ha poca fantasia. Se le proponi una stravaganza non è che si tiri indietro, però non ci mette entusiasmo, collabora senza passione, senza inventiva. È come un’attrice che non entra nella parte».

Giorgio alzò la testa e sentì un brivido in fondo alla nuca. Il vapore distorceva la faccia di Alberico in una maschera oscena. Si rese conto, con notevole fastidio, che quello era il volto che immaginava da bambino quando gli raccontavano storie di orchi. Il volto di suo padre quando lo picchiava.

«All’estremo opposto, agli antipodi, c’è la parrucchiera. Per lei il sesso è mistero e fantasia. Si eccita a base di immagini e parole, perché la sua sessualità è cerebrale e si esalta soprattutto con le provocazioni. Il suo gioco preferito è trasgredire un divieto e pretendere di non averlo fatto. Adora rotolarsi nella libidine per poi proclamarsi casta e pura: gran signora in pubblico e puttana a letto. L’infermiera preferisce la nudità esibita? La parrucchiera vuole essere spogliata con la violenza o con l’inganno. Le piace soffrire e far soffrire. Per l’infermiera il sesso è un piacere naturale e andrebbe fatto al sole, en plein air; per la parrucchiera è un tormento artificiale e va praticato a luci basse, in una cella insonorizzata e chiusa a chiave. Capisci? Infermiera e parrucchiera sono il giorno e la notte, la realtà e la fantasia, la vita e la morte».

Il resto qui:

http://dwarfurl.com/57684

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14 Risposte to “L’INFERMIERA E LA PARRUCCHIERA NELLA NOVITÀ DI FERRAZZI”

  1. kinglear Says:

    “Riccardo Ferrazzi, è nato nel 1947. Contrastando la vocazione letteraria, si è laureato in economia e per vent’anni ha lavorato senza alzare la testa, facendo l’impiegato, il dirigente, l’imprenditore. Quando ha raggiunto un certo successo ha piantato tutto per provare a raccontare delle storie. Ha sempre pensato che, nel migliore dei casi, sarebbe stato pubblicato postumo. Sbagliava.”

    Sembra tantissimo la biografia di un nickname, d’un nom de plume. Riccardo. Ferrazzi. Sembra, sembra, sembra… amo il verbo “sembrare”, non dà certezze, non ne porta ad alcuno. Ah Ah Ah

  2. Lioa Says:

    Giuseppe, se tu fossi De Gregori scriveresti:
    “torneremo ancora a cantare
    e a farci fare l’amore, l’amore
    dalle infermiere”
    o
    “torneremo ancora a cantare
    e a farci fare l’amore, l’amore
    dalle parrucchiere” ?

  3. kinglear Says:

    Purché siano bone, parrucchiere o infermiere, sempre la mani in testa ti mettono prima o poi, o per fasciartela o per sfasciartela o per carezzartela. 🙂

    Dài, una che ha avuto una vita così non è credibile per niente. E’ chiaro che è un nom de plume. Dirigente, imprenditore, laureato in economia… sembra la trama di un film di serie C, “Rapina di sangue alla Borsa di Milano, ma conto criptato in Svizzera”. Ah Ah Ah

    Fosse stato tutte queste cose, sai gli agganci! Altro che pubblicazioni per piccolissimi editori microscopici e e-book per vibrisselibri. Ah Ah Ah

    Devo andare al cine a vedere “Cemento armato”: c’è il mio amato, amatissimo Giorgio Faletti. E qui non c’è proprio alcuna forma d’ironia. Su Faletti non scherzo mai.

  4. rferrazzi Says:

    Iannozzi, non dirmi che hai letto “Il tempo, probabilmente” !!!
    Dove diavolo hai rintracciato quella nota bio-biblio? Che io mi sappia, apparve solo sul summenzionato libello.
    Riccardo Ferrazzi (sum propi mi!)

  5. kinglear Says:

    @ RICCARDO FERRAZZI 🙂

    Sì, esatto. E dov’altro allora?
    E’ tutto quel che c’è su di te.
    Non una foto, nient’altro.

    Mai una foto che ti ritragga in compagnia o da solo.

    Per essere stato un imprenditore, per quanto piccolo, fa proprio strano… Peraltro di te non c’è nessuna traccia nella Camera di Commercio. Niente. Per loro non sei mai esistito. Basta solo questo per farmi venire i sospetti.

    Giù la maschera!

  6. kinglear Says:

    Giù la maschera! Ah Ah Ah

  7. giuliomozzi Says:

    Iannozzi, una delle due:
    [a] hai informazioni precise, secondo le quali Riccardo Ferrazzi è uno pseudonimo;
    [b] non hai informazioni.
    Se [a], allora ti dico: pubblica il vero nome di Riccardo Ferrazzi, e va’ a farti benedire. Alberto Pincherle alias Moravia, Aldo Giurlani alias Palazzeschi, Ettore Schmitz alias Italo Svevo ecc. ti saranno grati per il grande impegno da te profuso nello svelamento della vera verità: e riceverai sicuramente il premio Lit-Gossip per il 2007.
    Se [b], che parli a fare?

  8. rferrazzi Says:

    Iannozzi, ti consiglio di andare a leggere il post del 14 settembre sul mio blog: mi sembra fatto apposta per te.

  9. kinglear Says:

    Ah Ah Ah

  10. kinglear Says:

    Che url avrebbe il tuo blog, Riccardo…?

  11. giuliomozzi Says:

    Iannozzi, [a] o [b]?

  12. kinglear Says:

    Voglio prima la statuetta. D’oro massiccio. Altro che A o B. Se devo essere messo sul piano d’una pettegola, d’una portinaia, allora che prima mi si dia l’Oscar in oro massiccio per il miglior Lit-Gossip, altrimenti non vale la pena. Che poi gli faccio pure un piacere, gli faccio pubblicità immeritata; e voglio anch’io qualcosa, l’Oscar mi può bastare. Quando avrò l’Oscar in oro massiccio fra le mani, allora parlerò.

    Ecchediavolo! Tutti dicono panzane sul web, immani panzane, e tu Giulio devi proprio angosciare me? Ma ce ne sono tanti di idioti, più idioti di me, in Rete: getta l’amo e vedrai che li peschi. Perché non vai a fare una bella rampogna a tutti quelli che sparano a salve malvagità su di me? Ogni giorno ne scopro qualcuna di malvagità, di lingue biforcute e peggio. Però a me non mi difendi mai, non intervieni mai. Te ne freghi altamente. Allora, perché mi devi angosciare?

    Statti bene.

  13. Lioa Says:

    Iannozzi. Qui Ferrazzi:

    http://www.merlincocai.splinder.com

  14. utente anonimo Says:

    Iannozzi, almeno spiegaci perchè mister x pubblicherebbe sotto pseudonimo. E’ un pentito di mafia? Deve sfuggire alle grinfie di qualcuno? Teme i giudizi dei criticoni? Soffre di qualche forma d’ansia particolarmente acuta?

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