ORA ANCHE WALTER VELTRONI SA DI VIBRISSELIBRI:-)

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[Un espressivo primo piano di Loredana Lipperini allo Iuav di Venezia, ieri:-) ]

Ieri mattina a Venezia nell’Aula Magna della Facoltà di Architettatura si è tenuto il convegno tematico ‘Il valore della cultura per la crescita del Paese’.

Aveva anticipato Loredana Lipperini in Lipperatura:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/10/09/la-venexiana/

"[Insieme a Veltroni e Franceschini, il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli e il sindaco di Venezia Massimo Cacciari saranno chiamati a concludere un dibattito arricchito tra gli altri dai contributi di Carmen Consoli, Giorgio Barberio Corsetti, Valerio Magrelli, Carlo Mazzacurati, Piergiorgio Odifreddi. Sono previsti interventi di giovani operatori che hanno avviato interessanti attivita’ culturali nel Paese. AdnKronos]

«Augurandosi che il terrificante raffreddore di cui ai post precedenti la lasci respirare, la vostra eccetera andrà a raccontare un po’ di cose (sui blog, sul copyleft, sul fandom, quel che già sapete insomma). Poi vi dico tutto, promesso.»

In un commento avevo minacciato: "Quasi quasi vengo a guardonarvi°-*"

E così ho fatto. Ebbene: Rutelli non è venuto, la Lipperini, diligentemente, sì. E quale non è stata la mia sorpresa, mentre si effondeva con le ben note vivacità e competenza sulle meraviglie del web (un giovane scrittore che si fa luce in Nazione Indiana con contributi sulla camorra e poi diventa Roberto Saviano!, i ragazzi dei fandom e della fanfiction, la libera circolazione dei saperi, il copyleft che non deprime, bensì esalta il diritto d’autore eccetera) nel sentirla nominare anche l’esperienza di www.vibrisselibri.net?

Confesso che sono arrossito di piacere. Cara, cara Loredana, grazie a te adesso anche Walter Veltroni (era seduto in prima fila, n.d.r.), leader carismatico del costruendo Partito Democratico, sa di noi:- ).

Celie a parte, la mattinata è stata davvero interessante. Il rettore dello Iuav ha ricordato l’ammonimento agli studenti "Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza!". Felicita Platania [l’accento sulla i, n.d.r.] l’esperienza di Zo [vd www.zoculture.it ]; Luca Fois quella di zona Tortona (agglomerato di ex fabbriche a dieci minuti dal Duomo di Milano) e di design-Italia alla Bovisa; Cacciari la liberazione dal mito del programma (eh???): "Molto più importante è stato riuscire a definire la collocazione del Partito Democratico nel sistema politico italiano", ha precisato, gongolando: "Ma il Rubicone è stato passato!". Giorgio Todde ha parlato del festival di Gavoi (in Barbagia) e dell’imminente forum nazionale sulla lettura; Franceschini del fatto che i cinesi potranno copiare e taroccare ogni sorta di prodotto, ma non certo l’Italia in sé con tutte le sue bellezze e le sue risorse storico-culturali, su cui il nuovo partito dovrà saper investire e puntare. Fra le proposte concrete: la costruzione della più lunga pista ciclabile italiana al posto dell’ottocentesca e obsoleta ferrovia adriatica che, correndo a pochi metri dal mare tra Pesaro e Termoli, inibisce la valorizzazione dei litorali. Odifreddi ha contestato l’esaltazione cacciariana della con-fusione tra laici e cattolici (= voci diverse all’interno di uno stesso contenitore) per auspicare una forte rappresentanza del pensiero laico; Giorgio Barberio Corsetti la necessità di guardare con fiducia alla nuova intrapresa politica, che ha invitato a moltiplicare gli spazi culturali e le esperienze di decentramento anche teatrale: "Un film lo si può gustare anche da soli, ma il teatro no", ha precisato Corsetti. "Il teatro ha senso solo se fatto CON il pubblico!". Carmen Consoli (applauditissima) ha deprecato lo stato di abbandono in cui versa l’immenso patrimonio etnico-musicale italiano. "Dobbiamo riscoprire diversità e molteplicità, attingendo alle ricchissime tradizioni regionali, mentre attualmente la musica autorale o di nicchia viene tristemente negletta". Lo scrittore Valerio Magrelli ha dichiarato che se mai la letteratura dovesse morire, questo sarebbe sicuramente il momento meno opportuno: l’importante è che all’ispirazione si sostituisca sempre più l’inspirazione (ovviamente dal reale e dal sociale). A Veltroni il compito di tirare le conclusioni. Ha dichiarato che la politica è, almeno in teoria, la più nobile delle attività umane, giacché mira alla soluzione dei problemi collettivi e alla composizione dei conflitti. "Senza la mediazione della politica in ogni situazione di contrapposizione finirebbero per trionfare i più forti e prepotenti". "Ovviamente", ha precisato, "la vera politica non ha nulla a che vedere con la sua forma aberrata di costruzione di carriere individuali." Citando la dichiarazione di un ragazzo sulla lettura  ("Guardare la tivù non costa fatica perché le immagini scorrono da sole davanti agli occhi, mentre leggere un libro sì, perché in quel caso bisogna far scorrere gli occhi sulle righe delle pagine!") ha esaltato la capacità degli individui di trasformarsi in forze motrici, contro ogni tentazione di passività. "Un politico – ha aggiunto – ha il dovere di essere ottimista. Il senso critico non deve mai tradursi in disfattismo e autodistruttività". Quanto ai giovani d’oggi, li ha definiti eroi costretti a combattere in un mondo di futilità, dove una politica che si occupi di loro, delle loro energie e della loro creatività è quasi completamente assente. Il nuovo Partito Democratico dovrà saper invertire tale sconfortante tendenza, arginando i tristi fenomeni registrati sinora: fuga all’estero dei migliori cervelli italiani & compagnia bella.

P.S. Dimenticavo: il sito dei tempi nuovi è www.lanuovastagione.it :-/

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39 Risposte to “ORA ANCHE WALTER VELTRONI SA DI VIBRISSELIBRI:-)”

  1. kinglear Says:

    Lucio, confessa, tu a scuola eri il “lecchino”, non il “secchione”, proprio il lecchino.

    Ecco le prove, Lucio da giovane che lecca e lecca e lecca senza ritegno alcuno.

    Veltroni, te lo assicuro io, si è già dimenticato tutto, ma proprio tutto. L’avevo incontrato qualche anno fa… gli dicevi una cosa, tempo due minuti l’unico pensiero era quello di prendere l’aereo.

    Non mi piace Veltroni. Preferisco la Brambilla, che almeno è bella. Moltooo.

    La Sinistra, inutile ostinarsi con la respirazione bocca a bocca, ha fallito.

    E per inciso: se schiaccio la coda alla mia gatta, mi fa dei dischi migliori di quelli di Carmen Consoli. Per non dire dei suoi testi, quanto di più orrendo sia mai stato scritto in ambito musicale.

    Siamo proprio messi male.
    E’ tutto da rifare. Altro che partito democratico.

    Ma tu illuditi pure.

  2. Lioa Says:

    “Iannozzi, parola di burro…” (da un testo di Carmen Consoli)

    Pure berlusconiano, sei! Ma le hai proprio tutte…

    P.S. Lecchina sarà tua nonna:-/

  3. kinglear Says:

    La Consoli? Ma chi è?
    Se la filano i ragazzini dei centri sociali e morta lì. E Veltroni e il Festivalbar.

    Non hai argomenti. Come tutta la sinistra ha saputo dimostrare tradento tutto, ma proprio tutto, quanto promesso in campagna elettorale. Sono stufo di Prodi che spara contro Santoro, stufo di Mastella, arcistufo di Bindy, stufo di Bertinotti che va all’ateneo a dire che la guerra era necessaria e che poi abbraccia Saviano, stufo di tutte queste contraddizioni immani, stufo di Schioppa…

    Almeno io ce l’ho il coraggio di ammetterlo, che ho sbagliato a fidarmi di questo Governo. Ma come mi sono fidato, per come sono stato tradito insieme ad altri 25 milioni di italiani, oggi che ancora sono libero dico che è meglio per tutti se questo governo cade. Questa non è la Sinistra, è “una cosa pasticciata tutta all’italiana di spaghetti e di mandolini e di pulcinella”.

    Ciao.

  4. Lioa Says:

    Capisco in parte le tue ragioni, ma di qui a confidare in Forza Italia… suvvia, Iannozzi, pensa in positivo, think pink!

  5. kinglear Says:

    Non ho detto che confido in Forza Italia.
    Non confido nella Destra.
    Non confido in questa sinistra all’italiana.

    Ho detto solo che a Veltroni preferisco la Brambilla, in quanto molto bella. Capiscimi: se proprio si deve morire fra le braccia di qualcuno, che siano quelle della Brambilla, di una bella donna, e non di Veltroni. Poi, i gusti son gusti. 🙂

    In ogni caso, oggi come oggi, se proprio devo dar fiducia la agli uomini, alle donne, al limite anche agli stronzi, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, in quanto credo che né la Destra né la Sinistra (italiana) siano in grado di risanare il paese. Preferisco guardare ai singoli, a quei pochissimi che forse, sulla carta, in teoria, potrebbero riuscire a realizzare qualcosa di concreto e positivo per tutti.

    Troppi volti vecchi. Troppi politici incollati alle poltrone da cui non li schiodi manco a cannonate.

    E’ tutto da rifare, Lucio. L’Italia è messa male, molto male. Solo un cieco non se ne accorgerebbe. E sta pur sicuro che se si andasse alle elezioni anticipate, oggi vincerebbe la Destra senza troppi problemi: non perché abbia un programma costruttivo e utile agli italiani, ma solo perché gli italiani sono proprio esasperati da questa sinistra di pulcinella e sono pronti a tutto pur di levarsi dalle palle ‘sto governo di buffoni incapaci. Non c’è un solo uomo che valga in questo governo, anche Fausto è diventato infausto. Lo dico con profonda amarezza e rabbia, ma è quello che ho sotto gli occhi: una sinistra che ha tradito la pace, la libertà, il diritto al lavoro, etc. etc. etc.

  6. Lioa Says:

    Venendo al sodo: bocci in partenza il progetto del Partito Democratico? Alle prossime elezioni politiche ti asterrai dal votare?
    Pensi che dire: “Destra e Sinistra, son tutti uguali” serva a qualcosa?
    Se tutto è male pensi non valga la pena nemmeno optare per il male minore?

  7. utente anonimo Says:

    Bel resoconto della giornata, bravo Lucio.

    Sulla Brambilla non sono d’accordo con Iannox: non è bella, finge.
    Concordo invece sulla Consoli. Una vera iattura.

    G.B.

  8. kinglear Says:

    Però finge bene. 😉

  9. Lioa Says:

    Grazie, G. B. Tu zona Oggiaro?:- )

  10. kinglear Says:

    Lucio, quale sarebbe il male minore?
    Un’altra sinistra “di pulcinella”?
    No, non credo proprio che questo sia il male minore.

    Sarei tentato sì, di non votare: la sinistra che abbiamo ora è peggio della destra. Con l’aggravante che dice di essere “la sinistra”, però si comporta come la destra. Perlomeno la Destra si dichiara per quel che è, e se non lo fa ci vuol poco a smascherarla.

    Te l’ho detto: non credo più nei partiti, non in questo momento storico. Sono disposto a credere nelle persone, indipendentemente dall’appartenenza politica. In persone che abbiano idee concrete per il bene e la libertà di tutti, nessuno escluso. Ma non ti dirò in chi credo, perché anche coi “singoli” ci vado coi piedi di piombo. Oggi è così, domani non è nemmeno più pomì. Le idee cambiano troppo facilmente, e non mi va di essere preso per i fondelli, né dai partiti, né dai singoli presi a sé. Non più. Mi sono rotto le palle delle promesse.

    Qualunque cosa accada a questo governo, che cada o meno, c’è di sicuro che questa sinistra non avrà più la fiducia degli italiani: il malcontento è troppo alto perché la sinistra possa chiedere ancora la fiducia degli italiani.

    In quanto a Veltroni: non lo nego, sono stato tentato di crederci. Sono ancora tentato di crederci. Ma la tentazione è solo la tentazione.

    Ci vogliono facce nuove, gente nuova. Tutti ‘sti pulcinella incartapecoriti vorrei che si togliessero dalle scatole: hanno magnato fin troppo, hanno mosso fin troppe guerre, hanno blaterato fino ad esasperare e rovinare l’Italia.

    Il male minore è non votare. Alla fine sì, penso che sia questo il male minore. Ma il mio voto la sinistra, questa sinistra di pulcinella, se lo scorda.

  11. Lioa Says:

    Sei grande abbastanza per decidere come meglio credi, l’importante è che tu veda un minimo oltre il tuo naso.

    P.S. Hai presente quel vecchio comunista che, in punto di morte, volle iscriversi al partito fascista? “Visto che devo morire – si era detto – meglio che muoia uno di loro!”

    Iannozzi, dai retta a me, diventa un cincinino più costruttivo e propositivo:- )

  12. utente anonimo Says:

    Boh, c’è: 1) un centrodestra neoliberista e potenzialmente eversivo col suo caudillo televisivo 2) un centrosinistra anemico incaricato di salvare l’essenziale del welfare e dei diritti dei lavoratori 3) una sinistra frammentata, litigiosa e senza idee che come i cattivi generali vuol difendere tutto e corre il rischio di perdere (e far perdere) tutto, a me non sembra poi così difficile scegliere.
    Vabbè, partiti e leaders ci hanno nauseato, Veltroni è fumo e nebbia, ma lasciar vincere quell’altri è ancora il male peggiore. Per me.

  13. kinglear Says:

    Lucio, non sono in punto di morte.

    Se la Destra avesse idee propositive e costruttive, che reputassi buone per tutti, passerei alla Destra senza problemi né rimorsi.

    Al momento la sinistra è quella dei pulcinella. La destra è quella degli arlecchini.

    A me non piacciono né i pulcinella né gli arlecchini.

    Qual è quella canzone di Battiato, com’è che dice…? Aspetta che rimembro…

    What joy to breathe the scent of open air
    which die like the last rays of the sun
    no mortal man has lifted my veil.

    I’m neither Muslim nor Hindu
    nor Christian nor Buddhist
    I’m not for the hammer
    neither for the sickle
    and even less for the tricolour flame
    because I’m a musician

    Chissà se sono stato chiaro, o se hai ancora voglia di pensarmi fascista, perché è poi quello di cui mi stai accusando.

    No, caro, il sottoscritto non ci tiene a morire sotto dittatura, sia essa di destra sia essa di sinistra o di centro. E non penso affatto che il male minore sia la dittatura di sinistra: non sono un limone che qualcuno si possa permettere di spremere fino all’ultima goccia.

    Pensa piuttosto a come morirai tu, abbracciato all’immagine di Cofferati! Perché Cofferati, sicuramente, è ancora un rosso, talmente rosso che Bologna è diventata una delle città più intolleranti a memoria d’Italia. Se per te questo è il male minore, se ne sei felice, allora per me puoi pure morire di questo male minore ma solo quando l’Iddio lo vorrà.

  14. kinglear Says:

    ciao

  15. utente anonimo Says:

    Tipico dei fascisti negare di esserlo.

  16. kinglear Says:

    Chissà chi potrà mai esser quella gran figlio di puttana che non si firma e mi dà del fascista: sicuramente un fascio o uno stalinista di merda, difatti ha bisogno di nascondersi in quanto vigliacco fin dentro al buco del culo.

  17. utente anonimo Says:

    Lucio, a parte Uéltron, del quale non parlo essendo inesistente, da sempre, mi preoccupano le dichiarazioni alla Carmen Consoli, troppo simile alla solita lecchinata per raccattare soldi – anche miei – a favore di qualche nullafacente cantante e convinto di essere insostituibile per la cultura italiana.

    Che li mandassero a giocare a carte, la Consoli e quelli delle tradizioni canore in cerca di soldi non loro.

    Per il resto,nonostante il tuo reportage accurato, mi pare la solita rimestata sceneggiata politica alla ricerca di consensi pre-primarie.
    Come mai non c’era la Bindi? Chi ha pagato questa pubblicità gratuita per Uèltron? Bah…

    Blackjack.

  18. Lioa Says:

    La cosa bella del convegno, caro Blackjack, sono state le testimonianze di giovani operatori che, come Felicita Platania, anziché gemere e lamentarsi di tutto, si sono rimboccati le maniche e hanno tentato di costruire qualcosa. Capisco perfettamente le ragioni di chi si è arreso alla speranza, ma ancora di più quelle di chi preferisce sperare ancora e organizzarsi di conseguenza: “Pensiero e azione”, diceva quel tizio…:- )

  19. kinglear Says:

    D’accordo con l’acuto Blackjack, sia per la Consoli che per la “sceneggiata politica”.

  20. Lioa Says:

    Se la tua pars costruens si sintetizza in “E’ tutto da rifare”, dovresti anche dire CHI dovrebbe rifare tutto. Limitarsi a dire “E’ tutto da rifare” senza poi muovere un dito per, appunto, cercare di rifare alcunché (ognuno nei limiti delle proprie possibilità, certo, ma in unione con altri, si spera) serve a ben poco.

  21. kinglear Says:

    Non questa Destra, non questa sinistra di pulicinella. Si potrebbe ricominciare dai “grillini”: sarebbe il primo mattone per… E i puntini sono d’obbligo. Ma basta con Prodi e Berlusconi, che hanno rotto in tutti i sensi.

  22. utente anonimo Says:

    il solito leccaculo dei potenti.

    art.

  23. utente anonimo Says:

    Lucio, non dubito che le cose più interessanti siano state dette dai giovani che si rimboccano le maniche, però mi piacerebbe (non ne ho il tempo purtroppo) raccogliere i ‘comunicati’ della stampa ufficiale dopo il Convegno e contare lo spazio dedicato ai discorsi intelligenti e quello dedicato alle cazzate della Consoli e alla presenza del supremo Uèltron.

    E’ un gioco al massacro e i giovani sono la foglia di fico per falliti male istruiti che si sono autoeletti nel ruolo di politici di rango.
    Dovrebbero, i giovani, smetterla di giustificare questi personaggini e provare a muoversi da soli senza andare sempre, perché questo volenti o nolenti è il risultato finale, a pietire attenzione per le briciole che cadono dal tavolo dei potenti.

    Blackjack.

  24. utente anonimo Says:

    Non capisco quale sarebbe il nesso causale tra Roberto Saviano che scrive in Nazione Indiana e Roberto Saviano che meritatamente vende migliaia di copie.

    Non capisco perché si continua a parlare di ‘copyleft’ senza inquadrarlo nelle strategie di ‘marketing virale’ in modo da permettere di capire di cosa si tratta nella sostanza.

    Mi pare che come al solito vengono fabbricati racconti mitici sul web che un piccolo affiatato pubblico è felice di ascoltare prima di addormentarsi.

    andrea barbieri

  25. Lioa Says:

    Andrea, la Lipperini è stata invitata a parlare come blogger ed esperta della rete, non come giornalista. Ha evidenziato le opportunità che la rete indubbiamente offre a chi voglia far udire la propria voce. Ha parlato di circolazione dei saperi. Ovviamente ogni invitato aveva a disposizione solo dieci minuti per sintetizzare la propria esperienza, quindi si è potuto solo accennare a molte novità. Sul copyleft c’è appena stato un convegno specifico ad Arezzo. Se poi tu pensi che la rete non serva a nulla o non abbia alcuna influenza sul presente, per carità, nessuno ha voglia di convincerti del contrario…

  26. utente anonimo Says:

    Il mio punto di vista è che si dà della rete una rappresentazione diversa da quello che la rete effettivamente è, e non penso che avere a disposizione dieci minuti giustifichi la cosa.
    Tirare in ballo Saviano come esempio per sostenere che la rete offre la possibilità di diventare un caso editoriale è ‘mitologia’ perché il caso Saviano è esploso grazie a un atto accaduto fuori della rete, cioè il discorso a Casal di principe. Poi sono arrivate le minacce, poi c’è stato lo schierarsi di intellettuali influenti, poi c’è stata la notorietà mediatica.
    Se si vuole parlare di best seller nati in rete, bisogna fare l’esempio di Pulsatilla, non agitare la bandiera di Saviano.
    Ovviamente nel mio post sopra non davo nessuna valutazione delle possibilità della rete, quindi non vedo perché secondo te ci sarebbe bisogno di convincermi di questo o quello…

    andrea barbieri

  27. utente anonimo Says:

    Anche quello che scrivi sul copyleft, dici: ‘il copyleft che non deprime, bensì esalta il diritto d’autore’.
    Che significa?
    Il diritto d’autore è una legge, il copyleft è marketing, sono due cose su piani diversi.
    Se tu, o il relatore di un convegno, vuole confrontare cose sullo stesso piano dovrà parlare di copyleft e dati di vendita, sostenere che so ‘il copyleft non deprime le vendite’, cosa che attesterebbe la bontà del copyleft come tecnica di marketing.

    E’ infatti ovvio che il copyleft non incide sul diritto d’autore, questo rimane sempre in capo all’autore che ne dispone, e se gli va ne limita la portata per vendere più copie o semplicemente per ottenere la circolazione di uno scritto senza scopi commerciali.

  28. Lioa Says:

    Eh no. Qua ti sbagli tu. Il primo nucleo di Gomorra furono gli articoli pubblicati da Roberto su Nazione Indiana, che colpirono chi so io, che a sua volta insistette per far pubblicare Gomorra non come saggio, ma come romanzo.

  29. Lioa Says:

    Il copyleft non è nato con l’intenzione di aumentare le vendite, ma la “circolazione dei saperi”. Poi si è scoperto che non deprimeva le vendite (timore degli editori), ma le agevolava. Insomma, se hai voglia di intendere, intendi.

  30. utente anonimo Says:

    Lucio, non stiamo parlando del fatto che Gomorra è stato pubblicato, stiamo parlando del fatto che Gomorra è diventato un best seller. Questo non è dovuto alla rete ma a un fatto ‘extra rete’ e addirittura ‘extra libro’.
    Se Saviano (inteso come scrittore) è diventato Saviano (inteso come celebre scrittore) non dipende dalla rete.
    Mentre se facciamo l’esempio di Pulsatilla, la rete è stata la causa del suo successo oltre che della pubblicazione.

    Il copyleft, come scrivevo sopra, e come tu dici, è uno strumento per ‘far circolare’ sia testi commerciali che testi non commerciali. E’ comunque studiato e sviluppato come strumento di marketing. Vederlo in quella veste aiuta a capire meglio come funziona.
    Del resto Bui, che è stato in rete il primo a parlarne massicciamente nella sfera dei lit-blog, ha sempre dichiarato di leggere con interesse studi di marketing.
    Non so tu, io in questo non ci trovo nulla di male. Non credo però che confondere uno ‘strumento’ con un ‘fine’ sia utile. E spessissimo nei discorsi che leggo in rete trovo questa confusione.

    a.b.

  31. Lioa Says:

    Non sono d’accordo. Al successo di Gomorra – almeno nella fase iniziale -contribuì con sicurezza il tam tam in rete. Io lo comprai solo perché avevo conosciuto Saviano su Nazione Indiana, poi dedicai ben tre post nel mio blog al libro.
    In editoria il copy left non è solo marketing. Ci sono dietro precise convinzioni: quelle spiegate da Monica Mazzitelli nel suo filmato su YouTube, che ha ormai superato il milione di cliccate.

  32. utente anonimo Says:

    Sì, Lucio, però io parlo del successo delle centinaia di migliaia di copie vendute. Dei treni con i pendolari universitari con la testa infilata in Gomorra.

    Sul copyleft forse sono io a usare la parola marketing un po’ estensivamente. Diciamo semplicemente così ‘mezzo di diffusione di testi commerciali e non’. Però ‘mezzo’ non ‘fine’, senza confonderli.

    a.b.

  33. Lioa Says:

    1) Si sa che il successo moltiplica se stesso. Il problema è la spinta iniziale, che venne sicuramente dalla rete.
    2) Se definisci il copyleft in quella maniera, fai cadere le palle, ehm, il palco…
    3) Ma certo! il Fine ultimo è il ritorno all’Uno, attraverso una Molteplicità di Mezzi 🙂

  34. utente anonimo Says:

    Lucio, la spinta iniziale si sarebbe esaurita alla prima tiratura di 5000 copie se non ci fosse stata un’attenzione mediatica venuta dalle minacce, a loro volta venute dal discorso contro i boss.
    E dalla rete l’unico best seller che è arrivato è un libro conformista come la Ballata delle prugne secche.
    Guarda che a me piacerebbe che le cose fossero come dici tu, come le dici tu sono molto belle e fanno stare sereni.
    ‘notte

    a.b.

  35. Lioa Says:

    Che io ricordi, le minacce vennero abbastanza dopo l’innesco del successo di vendita, anzi IN CONSEGUENZA di tale successo. E certo lo amplificarono.
    Non sto, poi, a farti il caso dei Radiohead o di Beppe Grillo… Insomma, la rete aumenta le possibilità di farsi udire e conoscere, anche se non garantisce nulla a priori a nessuno e non sostituisce gli altri media: semplicemente si affianca ad essi e ha il pregio di consentire una certa rapida contro-informazione… non a caso nell’ex Birmania la prima iniziativa del gruppo attualmente al potere è stata proprio quella di spegnerla.

  36. utente anonimo Says:

    Le minacce furono la conseguenza del discorso a Casal di principe del 23 settembre 2006: non è stato nemmeno il libro a scatenare i boss, è stato un ventottenne che davanti a un pubblico di ragazzi ha detto: ”Cacciateli!!! Non sono di questa terra, la stuprano, la usano. Schiavone, Bidognetti, Zagaria: non valete niente.” Per qusta sfida ricevette minacce di morte e la cosa arrivò sui quotidiani nazionali, dove presero posizione intellettuali famosi tra cui Eco. Le copie del libro finirono immediatamente perché la tiratura fu piuttosto bassa. Ci fu un periodo in cui la gente chiedeva Gomorra e rispondevano che era in ristampa. In ottobre gli assegnarono la scorta.
    Ora stanno girando il film tratto da Gomorra. Su Repubblica scrivevano che i boss locali non pongono nessun problema, infatti pensano di essere mitizzati.
    Ora tu mi prenderai per il culo per quello che dico, ma Gomorra non vive se non è seguito da una rivolta rabbiosa delle persone che lo leggono. Quello che Saviano gridava dal palco del teatro è ciò che rende vivo il libro.

    Comunque sia io sono perfettamente d’accordo con te che ‘la rete aumenta le possibilità di farsi udire e conoscere’, ma questa frase sottolinea come la rete è un ‘mezzo’, può essere usata per scambiarsi saperi, per cercare, e anche come mercato. Non sempre le due cose vanno d’accordo. Il fatto che il vero best seller della rete sia stato Pulsatilla a mio parere ci dice che c’è parecchio da fare, appunto perché la rete è un mezzo straordinario.
    a.b.

  37. Lioa Says:

    Ultima replica, almeno mia: Saviano non sarebbe arrivato a Mondadori (almeno così presto) se non si fosse prima fatto conoscere e notare su Nazione Indiana. Eccetera. Altre campagne mediatiche, per contro, non hanno sortito alcun effetto. Al tempo di Casal del principe, Gomorra era già perfettamente in corsa. Poi, certo, la corsa si fece frenetica.

  38. utente anonimo Says:

    Questo è vero, senza Nazione Indiana, Saviano avrebbe faticato un po’ di più a pubblicare e poi l’attenzione di Helena è stata preziosa per la sua scrittura.

    Quindi onore ai fondatori di Nazione Indiana che avevano in mente questo utilizzo della rete:
    ‘Mentre la situazione attuale è che ciascuno viene relegato nel suo ruolo e nel suo campo e trova uno spazio solo se accetta di rimanere confinato entro questi limiti, delegando a specialisti e mediatori il compito di raffigurarlo e di collocarlo in una apposita nicchia preordinata, in un piccolo gioco chiuso e – a noi pare – senza futuro.
    La rete ci permette invece di tornare a una economia di scambio da Nazione Indiana dove contano soprattutto le cose che facciamo – che ognuno fa a suo modo scegliendo di volta in volta argomenti, stili, generi che lo attirano di più – e non la nostra “qualifica professionale” preconfezionata.’

    a.b.

  39. Lioa Says:

    Vedi che, se vuoi, diventi ragionevole?:- )

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