Archive for novembre 2007

LA SUA FINE È STATA IL SUO INIZIO

6 novembre 2007

INTERVISTA BARBARICA: FOLCO TERZANI

(Folco Terzani)

Ormai di mestiere fa il figlio di Tiziano Terzani, ha un’aria un po’ invasata, però non è antipatico e schiva le banalità sempre in agguato per chi, in genere, si volge all’Oriente da Occidente. Guardate questi due video: uno, il più recente, contiene l’ospitata da Daria Bignardi alle ‘Invasioni Barbariche’ de La7, l’altro il passaggio da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’:

1) http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni&video=5304 (oppure cliccare sull’immagine di Fosco qui sopra)

2)  http://www.raidue.rai.it/Static/video/10/FolcoTerzani_18mar06_1.ram

Che bello fare il giro delle sette chiese:- )

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NELLE AZZURRE LONTANANZE

5 novembre 2007

MontanaiaVia.

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(Il Campanile di Val Montanaia)

Quando – molti anni fa – Ada Tondolo, oggi ottantacinquenne, decise di ritirarsi dall’arrampicata, scelse la guglia del Campanile di Val Montanaia come salita di commiato. I compagni di cordata che erano con lei la lasciarono per qualche minuto sola lassù, a far rintoccare a morto la campanella che corona la vetta…

Alla celebre via di roccia sono legati anche alcuni suoi malinconici ricordi sentimentali di gioventù, e insomma è stato con grande emozione che ieri mattina, insieme al gruppo veneziano di Trekking Italia, Ada si è portata al doppio spettacolare Belvedere sul Campanile. L’abbiamo raggiunto con il ripido sentiero352 che dai pressi del rifugio Pordenone, in fondo alla val Cimoliana, si inerpica per un bosco di faggi e betulle.

conadacampanile

Sulla via del rientro a Venezia, ci siamo fermati in un bar di Cimolais, dove abbiamo visto esposto (e acquistato per lei) il libro: "Addio al campanile", di Spiro Dalla Porta Xydias, Luca Visentini Editore. Scrive Mauro Corona nella presentazione: "Addio è parola triste. Addio non lascia scampo, significa mai più, per l’eternità. Anche se pronunciata in un contesto allegro o a mo’ di battuta spiritosa, è un suono che non concede speranza, né ritorno. C’è questa parola nel quarto libro di Spiro – Addio al Campanile si intitola – dedicato alla sua amata guglia, all’urlo pietrificato del Montanaia. Significa che il grande vecchio dell’alpinismo non tornerà più al suo amato Campanile. Gli ha detto addio. Del resto Spiro non si fa illusioni, soprattutto sa contare. Il numero dei suoi anni non gli è favorevole per tornare lassù, sulla vetta del Montanaia. Allora lo saluta a modo suo, per l’ultima volta… Pochi alpinisti hanno rispettato la montagna come il vecchio Spiro… È un uomo intelligente, creativo, sensibile, non poteva non innamorarsi di una guglia come il Campanile di Val Montanaia. Lo ha amato per tutta la vita e oggi, alla soglia dei novant’anni, lo ama ancora di più perché il missile di pietra è decollato, è andato lontano. L’età allontana le cose, ce le rende distanti, le disperde – come scriveva Herman Hesse – nelle azzurre lontananze. Questo è il libro più forte di Spiro, quello più autentico."

E Spiro stesso, nell’explicit:

"Non credo di avere detto tutto: è stato troppo luminoso per me. Mi ha dato il concetto della bellezza nella montagna. Ha rappresentato l’ideale, non solo alpino. Mi ha insegnato che la terra tutta – e noi con essa – tende al cielo. Nella sua magica e drammatica solitudine ho specchiato la mia incomunicabilità. Nel suo slancio verso l’alto, ha chiarito l’insostenibile necessità dell’etica e della fede. Con la sua irripetibile bellezza ha significato l’idea platonica del Bello. Mi ha concesso, toccando la sua vetta, la somma felicità di chi raggiunge il sogno. Ha espresso per me tutto il senso più elevato dell’alpinismo. Mi ha rivelato la sublime verità di Dio."

Naturalmente, nella dedica ad Ada, abbiamo scritto: "Non addio, ma arrivederci alla prossima escursione":-)

[Foto in alto da www.abcdolomiti.com/…/MontanaiaVia.jpg
Foto di Ada e Lucio di A. Bianchi]

MARÌ ‘GGIOVANNA, MA QUANTO ME HORNY!

3 novembre 2007

«La canapa indiana può essere coltivata in piccole ‘piantagioni’ domestiche per essere venduta come pianta ornamentale. Lo dice la Cassazione che ha confermato l’assoluzione di un uomo che vendeva, sistemate in vasetti, piantine di marijuana prodotte in casa e ‘allevate’ nella vasca da bagno. In particolare la Corte ha respinto il ricorso presentato dalla Procura di Genova contro l’assoluzione di un uomo nella cui abitazione erano state trovate cinque piante di canapa, l’ultima delle quali ancora ‘a dimora’ nella vasca da bagno.»

[Dal Gazzettino di giovedì 1 novembre]

(L’uomo, un savonese di 57 anni, ornava con le piantine l’interno di vasetti di vetro che, riempiti di paraffina e muniti di stoppino, venivano messi in commercio come lumini, n.d.r.)

Commenta tale Ceppox qui:

http://www.ivg.it/2007/11/01/la-marijuana-si-puo-coltivare-come-pianta-ornamentale/ 

Ceppox scrive:

"di sentenze stupide ne ho sentite ma questa… quindi se io dimostro che ho un Kg di cocaina e la tengo come sabbia del presepe non mi possono far nulla perchè è ornamentale?? E se tengo un bazooka in casa su caminetto idem???"

Ma Gianpaolo Silvestri dei Verdi su la Repubblica dello stesso giorno:

«È bello sapere che anche la Cassazione ama la natura.»

Per chi fosse interessato a un uso alternativo della propria vasca da bagno, comunque, esiste il sito:

www.cannabismarijuana.com/

  • [Immagine da http://www.substrali.at/Bilder/Pflanzen/hanf.JPG ]

  • MANIFESTARE IL DISSENSO

    1 novembre 2007

    «Avete voglia di manifestare il vostro dissenso nei confronti della classe politica come hanno fatto gli autori di quest’antologia? Scrivete la vostra lettera a uno o più politici della terra e partecipate al concorso “I nostri ponti hanno un’anima, voi no”

    con una email (max 2000 caratteri) e inviatela a 

     lettereaipolitici@fazieditore.it

    entro e non oltre il 15 novembre 2007. Le migliori saranno lette dagli autori stessi in occasione della presentazione dell’antologia che si terrà l’8 dicembre 2007 alla Fiera Più libri più liberi a Roma e pubblicate sul sito della casa editrice. Gli autori riceveranno inoltre 10 libri in omaggio dal catalogo Fazi Editore. Perché qualcuno lassù smetta di pensare che quaggiù ci va sempre tutto bene, come in un gregge

    I MITTENTI: Simona Baldanzi | Cinzia Bomoll | Arianna Giorgia Bonazzi | Cesare Cremonini | Emma Dante | Federica De Paolis | Stefano Di Leo | Giorgio Falco | Giulia Fazzi | Alberico Giostra | Arnaldo Greco | Cristina Guarducci | Franz Krauspenhaar | Simone Laudiero | Chiara Marchelli | Giovanni Martini | Sergio Nazzaro | Clara Nubile | Maria Serena Palieri | Paolo Ricchiuto | Viola Rispoli | Giordano Tedoldi | Ortensia Visconti | Pietro Vizpara

    I DESTINATARI: Antonio Bassolino | Ségolène Royal | Giorgio Almirante | Stjepan Mesic | Giorgio Napolitano | Giulio Andreotti | Aldo Moro | Amarilli Caprio | Massimo D’Alema | Fidel Castro | Kim Il Sung | Pol Pot | Condoleezza Rice | Karol Wojtyla | Fabio Mussi | Antonella De Giusti | Roberto Formigoni | Giuseppe Mazzini | Clemente Mastella | Badshah Khan | Giorgio Rosa | Vladimir Putin | Marco Pannella | Ai politici tutti

    Tutto ciò è qui:

    www.fazieditore.it

    Ed ecco la lettera di dissenso di Franz Krauspenhaar, già leggibile in rete. Qui:

    http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/lemozione-della-politica/

    Destinatario: GIORGIO ALMIRANTE ["perché qualcuno lassù in cielo smetta di pensare che quaggiù in terra ci va sempre tutto bene, come in un gregge:- )].

    Qualche stralcio:

    "Caro onorevole, sono passati quasi vent’anni da quando lei si dimise dal Tutto. Era estate, me lo ricordo. Un brutto agire, ricordare la morte al morto… Sono passati vent’anni e mi ricordo ben poco. Strappi della memoria, spizzichi, bocconi appena accennati, d’assaggio. Se non, nettamente, un servizio del TG, con la bara che esce dalla chiesa portata a spalla da camerati che piangono come vitelli neri. E anch’io, sì che sono lì – mi ricordo davanti al televisore, mio padre incredulo –, incollato al video, piangente a calde lacrime per la sua morte… Non piansi per Moro, che finì dentro quella Renault 4 rossa, trovato lì, come un cadavere di morto ammazzato qualsiasi, assassinato dalle Brigate della morte d’ogni dignità… Mentre per lei buttai fuori dagli occhi lacrime di dolore autentico, che vennero via sgorganti come se lei fosse stato un parente stretto, uno di famiglia… Com’era possibile che lei, fascista che mai aveva rinnegato il fascismo, parlasse tranquillamente di pace, di vita civile, di non belligeranza? Forse ci prendeva tutti in giro?… basta rileggere "Autobiografia di un fucilatore” e vi troviamo cose che soltanto parecchi anni dopo furono dette e ridette da tutti, come prescrizioni naturali, di buon senso, ma che soltanto allora lei aveva avuto il coraggio di dire e ribadire nel vuoto quasi totale di consensi…"

    Eccetera.

    Gli ha fatto notare Tashtego nei commenti:

    "Certo chi non ha visto Almirante e il fido Caradonna dare ordini ai suoi per meglio rompere le teste, completamente a freddo, di studenti inermi assiepati sulla scalinata della facoltà di lettere a Roma, 1968, si può pure fare l’idea che fosse un politico, invece che un volgare picchiatore come i suoi adepti…"

    GLI ANTECEDENTI ILLUSTRI:

    1) «Nel 1968 suscitò non poco scalpore il clamoroso intervento di Pierpaolo Pasolini "Il Pci ai giovani!!", con cui attaccava il gruppo dirigente del Pci e difendeva i poliziotti d’origine proletaria contro gli studenti, figli di borghesi e piccolo-borghesi che si erano scontrati a Villa Giulia… "Quando a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti. Perché i poliziotti sono figli dei poveriA Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri"

    Scriverà poi Pasolini, a proposito della notorietà che quelle parole raggiunsero: "quei miei versi, che avevo scritto per una rivista per pochi, Nuovi Argomenti, erano stati proditoriamente pubblicati da un rotocalco, L’Espresso (io avevo dato il mio consenso solo per qualche estratto): il titolo dato dal rotocalco non era il mio, ma era uno slogan inventato dal rotocalco stesso, slogan (Vi odio, cari studenti) che si è impresso nella testa vuota della massa consumatrice come se fosse cosa mia." »

    [Da http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Valle_Giulia ]

    2) 06/10/2007

    INTERVISTA BARBARICA di Daria Bignardi su La7 ad Assunta Almirante: 

    http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni&video=4373