Archive for dicembre 2007

ORNELLA VANONI E LO SCUDO DI FERRO

19 dicembre 2007

Ieri pomeriggio parevo l’asino di Buridano, quello che, posto tra due fasci uguali di fieno, finì per morire di fame. Non sapevo decidermi, infatti, se andare al Centro Culturale Candiani di Mestre per la presentazione della rivista  "Il primo amore. Giornale di sconfinamento

(http://www.ilprimoamore.com/testo_719.html )

con Gianfranco Bettin, Tiziano Scarpa, Antonio Moresco e Carla Benedetti, o alla Biblioteca di via Miranese, sempre a Mestre, featuring Marco Travaglio in "Prima Lezione di… giornalismo: quando i fatti scompaiono". 
 
Se fossi andato al Candiani di sicuro Tiziano Scarpa mi avrebbe presentato Carla Benedetti, che poi non avrebbe esitato a fare di me una star della letteratura… (ehm, sono occasioni che si presentano una volta sola nella vita:-) ). Inoltre avrei potuto far venire le bave alla bocca dall’invidia al fanciullone webbico Andrea Barbieri, raccontandogli di aver toccato con mano la sua adorata SACRA TRIMURTI al completo.

Marco Travaglio, d’altro lato, garantiva una sana ossimorica dose di amare risate…

Alle 16.00 ero ancora lì che titubavo tra i due corni dell’alternativa quando, buttando l’occhio sul calendario, mi accorgo che per le 18.00 avevo preso da tempo un altro impegno: sarei dovuto andare ad aprire la sede veneziana della Giovane Montagna per poi presidiarla fino alle 19.30…

Com’è finita?

È finita che ho dovuto rinunciare sia a Carla Benedetti, sia a Marco Travaglio, naturalmente, dato il forte senso del dovere che mi contraddistingue. In compenso, finito il turno di servizio alla GM, come premio di consolazione mi sono regalato un posto in piccionaia al teatro Goldoni, dove si esibiva Ornella Vanoni, in tour con il suo "Una bellissima ragazza". Adoro, infatti, andare a controllare come se la cavano in scena le nostre glorie d’antan. Ebbene, devo ammettere che Ornella se l’è cavata benissimo. La voce è ancora robusta e squillante, malgrado i 73 anni suonati, e la presenza scenica di tutto rispetto. Fisicamente, inoltre, è davvero una bellissima ragazza, almeno vista dal IV ordine di palchi:- )

Ornella ce l’ha messa tutta a fare bella figura nella sua "città d’elezione" (ha preso casa a Venezia anche lei), intrattenendo il pubblico fino quasi alle 23.30 con canzoni vecchie e nuove, tutte applauditissime. Divertenti anche gli intermezzi parlati sul contenuto dei vari fagotti che ingombravano la scena.

Si è congedata con il pezzo di Bardotti e Cammariere "L’AZZURRO IMMENSO", che ha definito "una resa per chi crede, e per chi non crede… cavoli suoi!" (pare che di recente abbia avuto una crisi religiosa). Ecco il testo:

Ti voglio, mi vuoi
I miei occhi aprirai
Un filo di luce
Come un’alba lontana
E disegnerai un cammino che va
Dalle rovine in alto fino a te
Poserò, poserò questo scudo di ferro
Volerò, volerò in quell’azzurro immenso su di me
Segreti e bugie io li lascerò qui
Guerriero di luce tutto d’oro e d’argento
E mi arrenderò al tuo amore che dà un’altra vita
Un’altra libertà
Poserò, poserò questo scudo di ferro
Lascerò dietro me il tempo dei pensieri e dormirò
Poserò, poserò questo scudo di ferro
Volerò fino a te che sei l’azzurro immenso su di me.

[Immagine da festival.blogosfere.it/images/vanoni-thumb.jpg ]

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HO VINTO UN NATALE DA SOGNO CON COIN!!!

18 dicembre 2007

L’acquirente che faccia acquisti da Coin per almeno 50 Euro entro il 20 dicembre di quest’anno partecipa di diritto all’iniziativa "VINCI UN NATALE DA SOGNO!" . Come dire che, una volta alla cassa, si vede consegnare dalla commessa una cartolina con un codice per giocare.

Per quanto mi riguarda venerdì scorso ho speso, del tutto ignaro della suddetta Grande Opportunità,  oltre 200 euro. E quale non è stata la mia sorpresa, digitando al cell il codice ricevuto, nel veder lampeggiare un SMS di risposta con la notizia che avevo vinto uno dei numerosi premi istantanei? Recitava, infatti, il messaggio di Coin:

"HAI VINTO UN BIGLIETTO PER IL CINEMA. PORTA SCONTRINO E QUESTO SMS DOVE HAI EFFETTUATO L’ACQUISTO."

Vagamente infastidito dalla risibilità della vincita, mi reco all’ufficio Coin e ricevo un buono per la visione del film "La bussola d’oro".  Interesse per il film: zero. "Sempre meglio che un calcio negli stinchi", borbotto comunque. Scopro, tuttavia, che in tutta VENEZIA (Lido compreso), la città in cui abito, non c’è nessun cinema convenzionato con la Hollywood Movie Money (conditio sine qua non perché il biglietto sia accettato) e che nel retro del buono è scritto:

"Ingresso valido solo con l’acquisto contestuale di un biglietto intero".

Ma vaffanculo, Coin, e vaffanculo anche al tuo Natale da sogno! Certe vincite pelose sarebbe meglio non prometterle, no?

Che miserabili:- )

AFFERRATI GIÀ SCIVOLATI VIA

16 dicembre 2007
sixties
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ÀÀÀ.
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afferrati già scivolati via?" (Wilma)

di Lucio Angelini

[Racconto finalista all’ultima edizione del Premio Teramo]

Premetto che attraversavo un periodo di fastidiosa depressione. La militanza politica non aveva risolto certe mie esigenze espressive, e il gruppo da me fondato, la SI.RA, si era presto dissolto, anziché consolidarsi e raccogliere proseliti. Stavo, tuttavia, con un compagno non ancora in crisi, gran confezionatore di bombe, che era arrivato alla lotta armata clandestina dopo la solita parentesi orientaleggiante. Nessuno vi ha mai parlato dei tre gradi dell’ascesi mistica classica? A quel tempo, a me, ancora no. Cristo (così lo chiamavano, a causa di un suo intercalare) mi assicurò che il percorso altro non era che un continuum cogitatio-meditatio-contemplatio, o qualcosa del genere. Che lui l’aveva attraversato tutto, ma che, deluso, alla fine si era dato alla lotta armata. Piazzava ordigni dappertutto: ai grandi magazzini, dentro i confessionali, sotto le pantere della polizia, e non riuscivano mai a pizzicarlo…

IL RESTO QUI:

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/12/002473.html

[Immagine da www.rockspot.com/images/sixties.jpg ]

CE L’AVETE PICCOLO? TRANQUILLI…

15 dicembre 2007

 banca

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È la pubblicità di una banca tedesca. Dice: "Ci occupiamo dei vostri affari anche se sono piccoli":- )

IL PIÚ BEL LIBRO DELL’ANNO

13 dicembre 2007

 

Come sapete, da qualche tempo il TG 1 invita gli ascoltatori a votare per il più bel libro dell’anno mandando una mail qui:

tg1libri@rai.it

dopo la campagna Benjamin testimonializzata da Roberto Benigni:

Rai.tv – TG1 – A Benjamin Benigni e i libri dell’anno

Volete sapere per chi ho votato io?

Ebbene sì, lo confesso, ho giocato sporco. Per uno dei libri in catalogo qui:

http://www.vibrisselibri.net/?page_id=13

Non so nemmeno se il voto verrà considerato valido, a dire la verità, dato che Vibrisselibri produce solo libri webbici, ma tant’è. Per quel che mi è costato mandare una mail:- )

[Immagine da www.digitalhit.com/row/benigni.jpg ]

ESPLORATORI VENEZIANI

13 dicembre 2007

Giancarlo Ligabue

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«… Dopo il dottorato di ricerca in Paleontologia presso la Sorbona di Parigi ha ricevuto quattro lauree honoris causa: a Modena in Scienze Naturali (1981), a Venezia in Lettere e Filosofia (1991), a Lima (Perù) in archeologia (1992), ad Asgabat (Turkmenistan) in storia ed archeologia (1992)… Ha visitato e studiato alcune etnie in via di estinzione nei territori più importanti del Pianeta e ha scoperto due popolazioni nuove che non avevano mai avuto contatti con l’uomo bianco, ed inoltre una decina di giacimenti di dinosauri alcuni dei quali portano il suo nome, e alcuni siti contenenti fossili di ominidi.. »

Altre notizie biografiche qui:

http://www.istitutoveneto.it/iv/presentazione/soci/biografia_socio.php?id=6

Di chi parlo?

Di GIANCARLO LIGABUE, naturalmente.

Perché ne parlo?

Perché ieri pomeriggio, nella sala del Piovego di Palazzo Ducale, è intervenuto alla presentazione del volume: "Sulla via delle oasi" (Tesori dell’Oriente Antico), edizioni Il Punto. Cito dall’introduzione dei curatori:

«Dopo "Bactria" e "Dea Madre", con questo volume il Centro Studi Ricerche Ligabue fa il punto su un altro tema archeologico molto dibattuto che sta entusiasmando ricercatori, studiosi, appassionati: l’individuazione del "motore" che ha assicurato dal III al I millennio le interrelazioni culturali tra il mondo mesopotamico-elamita, la Valle dell’Indo, il Golfo Persico e il Mediterraneo. Dopo le numerose testimonianze di arte battrio-margiana raccolte negli ultimi vent’anni, gli archeologi si sono chiesti se queste appartenessero ad una nuova civiltà o a una cultura di confine o, ancora, se fossero la conseguenza della diffusione in Asia centrale di civiltà stabili già note avvenuto attraverso un sistema di interscambi capillari. Ma da parte di chi? Si è risposto a questi interrogativi sia immaginando l’esistenza di una Civiltà dell’Oxus (l’equivalente occidentale del russo Bactrian Margian Archaelogical Complex) sia opponendovisi, sia, ancora, ipotizzando l’intervento di una cultura-ponte alimentata sprattutto dal traffico carovaniero che si snodava lungo una via delle Oasi che qui cercheremo di documentare. Una cultura che, dopo diciotto anni di esperienze in Margiana che rappresentano la naturale continuazione di una lunga tradizione di scavo già maturata in Iran e in Oman, noi abbiamo pensato di chiamare "CULTURA DELLE OASI"… »

Alla presentazione del volume, oltre al sindaco Massimo Cacciari, amico personale di Giancarlo Ligabue, erano presenti Agnès Benoit, conservateur en chef al Département des Antiquités du Musée du Louvre, Gabriele Rossi-Osmida, uno dei curatori del volume, Renata Codello, soprintendente ai Beni Architettonici, Giandomenico Romanelli, direttore dei Musei Civici veneziani, e Alberto Angela (della ditta televisiva Piero & Alberto Angela), che Giancarlo Ligabue ha praticamente visto crescere e, di recente, anche nominato direttore della sua prestigiosa rivista "LIGABUE MAGAZINE".

Splendida la sala, commovente la testimonianza dell’ormai 76enne Giancarlo Ligabue e delizioso pure il rinfresco che ha concluso l’evento (immagino a cura della Ligabue Catering: vd www.ligabue.it ). Confesso di aver ingurgitato almeno una ventina di tartine con gamberetto e mirtillo:- )

[La foto di Ligabue è tratta da www.aidanews.it ]

TROPPA GRAZIA SANT’ANTONIO!

12 dicembre 2007

(Padova, Basilica del Santo: reliquario con la lingua di Sant’Antonio)

Come sapete, Vibrisselibri si è abbastanza consolidata nel corso del primo anno di vita. Siamo stati alluvionati di manoscritti e, dato l’esiguo tempo che alcuni valutatori interni hanno a disposizione per continuare a lottare contro la logica del profitto editoriale (quella che induce gran parte degli editori cartacei a considerare pubblicabile solo ciò che ha una discreta speranza di vendita, senza badare troppo alla qualità), di recente abbiamo deciso di allargare il comitato di lettura. Sia www.vibrissebollettino.net, sia www.vibrisselibri.net hanno pubblicato un appello di Giulio Mozzi intitolato:

Volete diventare lettori di vibrisselibri?

Ebbene, hanno risposto in più di settanta, che ovviamente dovranno comprovare le proprie attitudini alla valutazione letteraria con la concreta redazione di schede. Parlando con altri vibrisselibrai, mi è scappato di bocca il commento: "Troppa grazia sant’Antonio!". Poi mi è sorto il dubbio di aver usato un’espressione poco nota o poco comprensibile, così l’ho cercata in Google e mi sono rassicurato. Ho scoperto, infatti, che esiste effettivamente e che la si usa quando si riceve più di quanto si desidera. Pare derivi dalla storiella di un tale che, non riuscendo a salire a cavallo, dopo ripetuti sforzi invocò il santo, ma solo per ritrovarsi, al nuovo energico tentativo, addirittura steso a terra dall’altra parte dell’animale. Fu allora che esclamò:«Troppa grazia sant’Antonio!».

Anche Jacopo Fo – segnala Google – nel suo blog ha un post che si intitola "Troppa grazia Sant’Antonio". Qui: http://www.jacopofo.com/?q=node/1730

Lo riporto:

«Troppa grazia, Sant’Antonio

Charles Lennon, 68enne di Rhode Island, si era fatto impiantare una protesi nel pene per risolvere il suo problema di impotenza. A causa di un malfunzionamento del sistema, da una decina di anni ha un’ erezione permanente. Adesso il sesso va bene, ma l’uomo ha comunque fatto causa alla società produttrice e ha ottenuto 400mila dollari di risarcimento danni, soldi che si è portato via senza usare le mani… » (Fonte: Tgcom)

UMBERTO ECO NON CREDE AI COMPLOTTI

11 dicembre 2007

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(Lucio Angelini prima dell’ 11 settembre 2001: le Torri Gemelle sono ben visibili sullo sfondo)

Recupero una bustina di Minerva di UMBERTO ECO da L’espresso del 1° novembre scorso:

«Com’è noto sull’ 11 SETTEMBRE circolano molte teorie del complotto. Ci sono quelle estreme (che si trovano in siti fondamentalisti arabi o neonazisti), per cui il complotto sarebbe stato organizzato dagli ebrei, e tutti gli ebrei che lavoravano alle due torri sarebbero stati avvisati il giorno prima di non presentarsi al lavoro – mentre è noto che circa 400 cittadini israeliani o ebrei americani erano tra le vittime; ci sono le teorie anti-Bush, per cui l’attentato sarebbe stato organizzato per potere poi invadere Afghanistan e Iraq; ci sono quelle che attribuiscono il fatto a diversi servizi segreti americani più o meno deviati; c’è la teoria che il complotto era arabo fondamentalista, ma il governo americano ne conosceva in anticipo i particolari, salvo che ha lasciato che le cose andassero per il loro verso per avere poi il pretesto per attaccare Aghanistan e Iraq (un poco come è stato detto di Roosvelt, che fosse a conoscenza dell’attacco imminente a Pearl Harbour ma non avesse fatto nulla per mettere in salvo la sua flotta perché aveva bisogno di un pretesto per iniziare la guerra contro il Giappone); e c’è infine la teoria per cui l’attacco è stato dovuto certo ai fondamentalisti di Bin Laden, ma le varie autorità preposte alla difesa del territorio statunitense hanno reagito male e in ritardo dando prova di spaventosa incompetenza. In tutti questi casi i sostenitori di almeno uno tra questi complotti ritengono che la ricostruzione ufficiale dei fatti sia falsa, truffaldina e puerile. Chi voglia avvere una idea circa queste varie teorie del complotto può leggere il libro a cura di Giulietto Chiesa e Roberto Vignoli, "Zero. Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso", edizioni Piemme, dove appaiono alcuni nomi di collaboratori di tutto rispetto come Franco Cardini, Gianni Vattimo, Gore Vidal, Lidia Ravera, più numerosi stranieri. Ma chi volesse ascoltare la campana contraria ringrazi le edizioni Piemme perché, con mirabile equanimità (e dando prova di saper conquistare due settori opposti di mercato) hanno pubblicato un libro contro le teorie del complotto, "11/9. La cospirazione impossibile", a cura di Massimo Polidoro, con collaboratori di altrettanto rispetto come Piergiorgio Odifreddi o James Randi. Il fatto che ci appaia anch’io non va né a mia infamia né a mia lode perché il curatore mi ha semplicemente chiesto di ripubblicare in quella sede una mia Bustina che non era tanto sull’11 settembre quanto sull’eterna sindrome del complotto. Tuttavia, siccome ritengo che il nostro mondo sia nato per caso, non ho difficoltà a ritenere che per caso o per concorso di varie stupidità vi avvenga la maggior parte degli avvenimenti che l’hanno tormentato nel corso dei millenni, dalla guerra di Troia ai giorni nostri, e quindi sono per natura, per scetticismo, per prudenza, sempre incline a dubitare di qualsiasi complotto, perché ritengo che i miei simili siano troppo stupidi per concepirne uno alla perfezione. Questo anche se – per ragioni certamente umorali, ma per impulso incoercibile – sarei propenso a ritenere Bush e la sua amministrazione capaci di tutto. Non entro (anche per ragioni di spazio) nei particolari degli argomenti usati dai sostenitori di entrambe le tesi, che possono parere tutti persuasivi, ma mi appello soltanto a quello che io definirei la "prova del silenzio". Un esempio di prova del silenzio contro quelli che insinuano che lo sbarco americano sulla Luna sia stato un falso televisivo. Se la navicella americana non fosse arrivata sulla Luna c’era qualcuno che era in grado di controllarlo e aveva interesse a dirlo, ed erano i sovietici; se pertanto i sovietici sono rimasti zitti, ecco la prova che sulla Luna gli americani ci sono andati davvero. Punto e basta. Per quanto riguarda complotti e segreti l’esperienza (anche storica) ci dice che: 1. Se c’è un segreto, anche se fosse noto a una sola persona, questa persona, magari a letto con l’amante, prima o poi lo rivelerà (solo i massoni ingenui e gli adepti di qualche rito templare fasullo credono che ci sia un segreto che rimane inviolato); 2. Se c’è un segreto ci sarà sempre una somma adeguata ricevendo la quale qualcuno sarà pronto a svelarlo (sono bastati qualche centinaio di migliaia di sterline in diritti d’autore per convincere un ufficiale dell’esercito inglese a raccontare tutto quello che aveva fatto a letto con la principessa Diana, e se lo avesse fatto con sua suocera [la regina Elisabetta, n.d.r.] sarebbe bastato raddoppiare la somma e un gentiluomo del genere l’avrebbe ugualmente raccontato). Ora per organizzare un falso attentato alle due torri (per minarle, per avvisare forze aeree di non intervenire, per nascondere prove imbarazzanti, e così via) sarebbe occorsa la collaborazione se non di migliaia almeno di centinaia di persone. Le persone utilizzate per queste imprese non sono mai di solito dei gentiluomini, ed è impossibile che almeno uno di questi non abbia parlato per una somma adeguata. Insomma, in questa storia manca la Gola Profonda(Umberto Eco, da L’Espresso del 1° nov. 2007)

Luciograve(3).

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(Lucio Angelini, di colpo invecchiatissimo, dopo l’ 11 settembre 2001)

I SETTE DOLORI DI MARIA

10 dicembre 2007

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Cosa ho fatto il giorno dell’Immacolata? Ma un pellegrinaggio, che diamine!

Dove? Al santuario della Madonna della Corona sul Monte Baldo. A dire il vero a me, che ho un modo tutto mio di vivere le cosiddette emozioni religiose, interessava soprattutto il sentiero di avvicinamento, con i suoi 1500 gradini scavati nella roccia. Sono anni che dall’autostrada Modena Brennero, all’imbocco della Valdadige, vedo il santuario a mezza costa e così ho approfittato di una gita della Giovane Montagna di Venezia per arrampicarmi fin lassù.

http://www.magicoveneto.it/Baldo/SMCorona/sentiero1.htm

Il dislivello non è gran cosa: appena 600 metri in continua alternanza tra gradini selciati e tratti di sentiero, a partire dal paese di Brentino, sulla destra dell’Adige. Una parte del percorso è scolpita in verticale sul fianco del monte Cimo e nella lunga scalinata finale si incontrano i sette caratteristici capitelli che richiamano – ricordava il foglietto di presentazione della gita – i SETTE DOLORI DI MARIA.

Mentre salivamo, ho provato a interrogare i miei compagni di escursione per vedere se qualcuno di loro sapeva anticiparmeli a memoria. Invano.

E voi che mi state leggendo, sapreste forse snocciolarmeli uno dietro l’altro?

Immagino di no. Grande è l’ignoranza delle cose religiose sotto il cielo…

Eppure avrete ben visto da qualche parte una qualche immagine di Maria trafitta dalle SETTE SPADE!

Vabbè, eccovi un utile link per colmare le vostre lacune:

http://www.preghiereagesuemaria.it/rosari/rosario%20dei%20sette%20dolori%20di%20maria.htm

Nel primo Dolore si contempla Maria Santissima che presenta Gesù Bambino al Tempio e incontra il santo vecchio Simeone che le profetizza la «spada» del dolore:

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, se­gno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2, 34-35).

Nel secondo Dolore si contempla Maria Santissima che fugge in Egitto per salvare Gesù Bambino dalla morte:

Un angelo del Signore ap­parve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nel­la notte e fuggì in Egitto. (Mt 2, 13-14). Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Alzati, prendi con te il bam­bino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino». (Mt 2, 19-20).

Nel terzo Dolore si contempla Maria Santissima alla ricerca di Gesù ritrovato nel Tempio a Gerusalemme:

Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cer­cavamo». (Lc 2, 43-44, 46, 48).

Nel quarto Dolore si contempla Maria Santissima che incontra il Figlio Gesù sulla via del Calvario:

Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente» (Gv 19, 26).
 
Nel quinto Dolore si contempla Maria Santissima Addolorata presente sul Calvario alla Crocifissione e Morte di Gesù :
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Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei» (Lc 23, 33; Gv 19, 19). Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E, chinato il capo, spirò. (GV 19, 30). E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27)..
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Nel sesto Dolore si contempla Maria Santissima Addolorata che riceve tra le braccia Gesù deposto dalla Croce.
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[Ehm, il Vangelo non lo dice, almeno non in maniera esplicita, n.d.r.]
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Nel settimo Dolore si contempla Maria Santissima che vede seppellire Gesù morto nel sepolcro:
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Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò co­raggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove ve­niva deposto. (Mc 15, 43, 46-47). 

PREGHIERA: Santa Madre deh! Voi fate Che le Piaghe del Signore Ed i Vostri Gran Dolori Siano impressi nei nostri cuori.

P.S. Accanto ai sette dolori, bisogna ricordare che Maria ebbe anche sette gioie e sette virtù. Clicca qui:

Le Sette gioie di Maria
Le sette virtù di Maria

[Foto in alto di A. Bianchi]

A MASSIMO CACCIARI PIACCIONO LE GRANDI PALLE DI FUOCO

7 dicembre 2007

Chi pensa che un filosofo goda esclusivamente quando può sprofondare in abissi di pensiero si sbaglia di grosso. È stato chiesto a Massimo Cacciari quali siano le cinque CANZONI della sua vita. Non ha esitato a indicare, in prima posizione:

1) Great balls of fire (Jerry Lee Lewis)

[con il commento: "Se non avete mai ballato in vita vostra, è il brano giusto per cominciare. Con quella canzone potrei perfino propormi come insegnante di ballo."]

Le altre sue quattro favorite sono nell’ordine:

2) Sittin’ on the dock of the bay (Otis Redding),

3) Me & Bobby McGee (Janis Joplin),

4) Angie (Rolling Stones),

5) Ne me quitte pas (Jacques Brel).

La fonte di ‘sì ghiotte notizie è il Corriere del Veneto (allegato al Corriere della Sera) di ieri.

Qui il video della favorita di Cacciari:

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Questo il testo:

You shake my nerves and you rattle my brain
Too much love drives a man insane
You broke my will, oh what a thrill
Goodness gracious great balls of fire

I learned to love all of Hollywood money
You came along and you moved me honey
I changed my mind, looking fine
Goodness gracious great balls of fire

You kissed me baba, woo…..it feels good
Hold me baba, learn to let me love you like a lover should
Your fine, so kind
I’m a nervous world that your mine mine mine mine-ine

I cut my nails and I quiver my thumb
I’m really nervous but it sure is fun
Come on baba, you drive me crazy
Goodness gracious great balls of fire

Well kiss me baba, woo-oooooo….it feels good
Hold me baba
I want to love you like a lover should
Your fine, so kind
I got this world that your mine mine mine mine-ine

I cut my nails and I quiver my thumb
I’m real nervous ‘cause it sure is fun
Come on baba, you drive me crazy
Goodness gracious great balls of fire

I say goodness gracious great balls of fire…oooh…

["Ti agitare il mio nervi e il mio cervello si sonaglio
Troppo amore spinge un uomo matto
Lei ha rotto la mia volontà, o ciò che un brivido
Bontà graziosa grande palle di fuoco

Ho imparato ad amare tutti i soldi di Hollywood
Siete venuti insieme e mi avete spostato il miele
Ho cambiato la mia mente, cercando bene
Bontà graziosa grande palle di fuoco

Lei lo ha baciato Baba, woo ….. si sente bene
Mi Baba, imparare a permettetemi ti amo come un amante dovrebbero
Il tuo bene, così gentile
Sono nervoso mondo che il tuo miniera miniera miniera mine, dobbiamo

Ho tagliato le unghie e quiver mio pollice
Sono molto nervoso, ma di sicuro è divertente
Vieni su Baba, è guidare pazzesco
Bontà graziosa grande palle di fuoco

Bene bacio Baba, woo – oooooo …. si sente bene
Mi Baba
Voglio ti amo come un amante dovrebbero
Il tuo bene, così gentile
Ho ottenuto questo mondo che la vostra miniera miniera miniera mine, dobbiamo

Ho tagliato le unghie e quiver mio pollice
Sono davvero nervoso ‘causa di sicuro è divertente
Vieni su Baba, è guidare pazzesco
Bontà graziosa grande palle di fuoco

Dico bene grazioso grandi palle di fuoco … oooh …

[Traduzione a cura di http://translate.google.com/translate_t] 

P.S. Una curiosità. Nel film del 1939 Gone with the Wind [Via col vento] , Scarlett O’Hara (interpretata da Vivien Leigh) esclama con frequenza: "Great balls of fire!"

P.P.S. Il titolo italiano del film del 1989 "Great balls of fire", che racconta la vita di Jerry Lee Lewis,  è "VAMPATE DI FUOCO" [???]

[http://www.repubblica.it/trovacinema/scheda_film.jsp?idContent=116758 ].

P.P.P.S. Pare che l’interiezione "Great Balls of fire" (ritenuta blasfema da alcuni cristiani) derivi dalla Bibbia e alluda al momento in cui lo Spirito Santo, nella Pentecoste, si manifesta in forma di lingue di fuoco [wikipedia].

[Immagine da www.robertodamiani.it/content/images/Massimo%]