STERMINATO TIBET; TIBET STERMINATO

(Tibet. Il monte Kailash)

Bell’articolo di Luigi Zanzi sul numero di novembre-dicembre 2007 de "LA RIVISTA" del Club Alpino Italiano. Ne stralcio qualche passo:

«Sono tornato da poco da una spedizione che ho fatto con Claudio Schranz in Tibet, con l’intento di visitare, un po’ per fare alpinismo, un po’ per ragioni di studio, e un po’ anche in spirito di personale pellegrinaggio, talune montagne attorno a quella che viene ritenuta la più sacra del ‘Tetto del mondo’ – la ‘kora’ del monte Kailash e oltre – (già visitata da Giuseppe Tucci, Fosco Maraini e, più recentemente, più volte da Reinhold Messner); nonché con l’intento di esplorare talune regioni del versante settentrionale della catena dell’Himalaya dove ancora sopravvivono gli ultimi nomadi d’alta quota… [cut]… ho potuto constatare come in Tibet, nello sterminato silenzio delle terre quasi desertiche che s’inoltrano fino alla soglia dei colossi ghiacciati più elevati del mondo, sta avvenendo propriamente uno sterminio, tragico e crudele, che condurrà in breve tempo all’estinzione di quei popoli montanari e della loro civiltà, una delle culture più ricche di una risorsa spirituale di cui il resto dell’umanità sembra aver perso le tracce ormai da tempo. Sterminato Tibet, Tibet sterminato. Sterminato Tibet: terra senza confini, dove ogni valle conduce al valico verso un’altra valle, con un incessante richiamo successivo, senza fine, di valle in valle, di colle in colle, un richiamo che trova voce nel vento, in cui sventolano volatili e risplendenti di vari colori le preghiere di seta annodate alle rupi come ragnatele; terra montana dove le montagne innevate, alte all’orizzonte, sembrano nuvole chimeriche che costellano un cielo d’un blu quasi nero, teso a mezz’aria come una sostanza eterea in cui vive il respiro degli déi, più che mai presenti ancorché invisibili… [cut]… Tibet sterminato… questo paese che andrebbe salvato intatto così com’è, con la sua natura e con le sue genti a dimostrazione unica di uno ‘stile di vita’ inventato dagli uomini, che appare sempre più come una meraviglia della natura; questo paese meraviglioso sta per essere del tutto sterminato in tutt’altro senso della parola, nel senso terribile dello sterminio che l’uomo, di tanto in tanto, pratica per odio etno-culturale come se fosse in preda a una furia devastante di cui è inconsapevole, teso soltanto a distruggere, senza riserva alcuna, il retaggio culturale del proprio passato, come se avesse in odio se stesso nella sua stessa storia evolutiva. Sterminato Tibet; Tibet sterminato: nel silenzio complice degli affaristi che intessono traffici con la Cina, nella tacita trascuratezza degli indifferenti a ogni sorte umana diversa dalla propria, la terra del Tibet è in questi anni teatro di una devastazione freddamente precalcolata e perpetrata dalla polizia cinese con incessante persecuzione di quella popolazione montanaro-nomade che sola, da secoli, si è fatta cura di ‘abitare’ queste montagne perse in una solitudine estrema, facendone la ‘nicchia’ di uno ‘stile di vita’ inventato da quella gente con un’arditezza che appare vicina alla follia… [cut]… sterminio di un popolo mite e solitario di pastori ad opera di una macchina militare che persegue soltanto l’interesse strategico-territoriale di trasformare il Tibet in un’area deserta…» (Eccetera).

Da http://www.amitaba.net/I%20viaggi%20di%20Amitaba/Tibet/720%20Il%20monte%20Kailash.htm

«KORA DEL MONTE KAILASH
.
Il Kailash è venerato in oriente come il punto di congiunzione tra la dimensione del mondo umano e le sfere pure degli esseri superiori. Le religioni d’oriente concepiscono questo luogo con riferimento alle proprie simbologie e visioni cosmologiche: per gli induisti questo è il trono di Shiva, per i jainisti di Tirthankara, per i bön quello di Tonpa Shenrab e per i buddisti tibetani della forma buddica di Chakrasamvara, espressione della chiara luce della mente onnisciente. Tutti i pellegrini che compiono con devozione la circumambulazione del monte (kora) ritengono, grazie alla particolare connessione che questo luogo avrebbe con i piani di esistenza puri, di ottenere una profonda purificazione del proprio karma. La tradizione afferma che se una persona riuscisse ad eseguire in una vita 108 kora in modo corretto conseguirebbe la completa purificazione di tutte le negatività accumulate nel corso del proprio incommensurabile ciclo di trasmigrazione. In un nostro viaggio abbiamo incontrato uno yogi indiano che stava cercando di fare questo nel corso di una sola stagione estiva; in settembre era arrivato a circa 80 kora! Il sentiero che segue il circuito attorno al monte Kailash parte da Darchen, un brutto e sporco paesino posto a circa 4600 metri di quota, ed è lungo circa 54 chilometri. Viene percorso in senso orario, la direzione che offre una progressione di salita graduale fino al passo di Dolma, da tutti eccetto che dai seguaci della religione bön. Riempie il cuore di commozione percorrere il sentiero sacro attorno al monte osservando a volte delle anziane donne tibetane o dei bimbi, che senza porsi troppi problemi avanzano con calma recitando dei mantra calzando delle scarpe da tennis! Il tempo impiegato varia: i pellegrini tibetani spesso partono alle prime luci del giorno e proseguono ininterrottamente il cammino fino alla fine del percorso, mentre i pellegrini che eseguono il kora con le prostrazioni impiegano alcune settimane. Normalmente gli occidentali utilizzano due giorni e mezzo, ponendo un primo campo a Dirapuk a circa 5000 metri di quota ai piedi della parete nord, per affrontare da lì nel giorno successivo il passo di Dolma, dove si arriva a circa 5600 metri di altezza, ponendo un secondo campo verso Zutrulpuk nella valle orientale; da qui si raggiunge poi Darchen. Per alleviare la fatica alcuni scelgono di andare con la jeep da Darchen fino a Tarboche, nella valle occidentale, e di essere poi raccolti all’uscita della valle orientale dopo Zutrulpuk, risparmiando qualche ora di cammino. Chi avesse dei timori potrebbe però in alternativa noleggiare un cavallo a Darchen, e completare così l’intero circuito tradizionale… »

[Immagine da www.sacredsites.com/…/mt-kailash-500.jpg ]

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3 Risposte to “STERMINATO TIBET; TIBET STERMINATO”

  1. utente anonimo Says:

    Linkato, grazie Lucio 🙂

    CatW

  2. Lioa Says:

    Grazie, o donna-gatto-delle-nevi. E’ davvero tristissimo pensare a quanto sta avvenendo in Tibet.

  3. Lioa Says:

    Grazie. Detto da un linguista come te non può che sdilinquermi.

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