ORNELLA VANONI E LO SCUDO DI FERRO

Ieri pomeriggio parevo l’asino di Buridano, quello che, posto tra due fasci uguali di fieno, finì per morire di fame. Non sapevo decidermi, infatti, se andare al Centro Culturale Candiani di Mestre per la presentazione della rivista  "Il primo amore. Giornale di sconfinamento

(http://www.ilprimoamore.com/testo_719.html )

con Gianfranco Bettin, Tiziano Scarpa, Antonio Moresco e Carla Benedetti, o alla Biblioteca di via Miranese, sempre a Mestre, featuring Marco Travaglio in "Prima Lezione di… giornalismo: quando i fatti scompaiono". 
 
Se fossi andato al Candiani di sicuro Tiziano Scarpa mi avrebbe presentato Carla Benedetti, che poi non avrebbe esitato a fare di me una star della letteratura… (ehm, sono occasioni che si presentano una volta sola nella vita:-) ). Inoltre avrei potuto far venire le bave alla bocca dall’invidia al fanciullone webbico Andrea Barbieri, raccontandogli di aver toccato con mano la sua adorata SACRA TRIMURTI al completo.

Marco Travaglio, d’altro lato, garantiva una sana ossimorica dose di amare risate…

Alle 16.00 ero ancora lì che titubavo tra i due corni dell’alternativa quando, buttando l’occhio sul calendario, mi accorgo che per le 18.00 avevo preso da tempo un altro impegno: sarei dovuto andare ad aprire la sede veneziana della Giovane Montagna per poi presidiarla fino alle 19.30…

Com’è finita?

È finita che ho dovuto rinunciare sia a Carla Benedetti, sia a Marco Travaglio, naturalmente, dato il forte senso del dovere che mi contraddistingue. In compenso, finito il turno di servizio alla GM, come premio di consolazione mi sono regalato un posto in piccionaia al teatro Goldoni, dove si esibiva Ornella Vanoni, in tour con il suo "Una bellissima ragazza". Adoro, infatti, andare a controllare come se la cavano in scena le nostre glorie d’antan. Ebbene, devo ammettere che Ornella se l’è cavata benissimo. La voce è ancora robusta e squillante, malgrado i 73 anni suonati, e la presenza scenica di tutto rispetto. Fisicamente, inoltre, è davvero una bellissima ragazza, almeno vista dal IV ordine di palchi:- )

Ornella ce l’ha messa tutta a fare bella figura nella sua "città d’elezione" (ha preso casa a Venezia anche lei), intrattenendo il pubblico fino quasi alle 23.30 con canzoni vecchie e nuove, tutte applauditissime. Divertenti anche gli intermezzi parlati sul contenuto dei vari fagotti che ingombravano la scena.

Si è congedata con il pezzo di Bardotti e Cammariere "L’AZZURRO IMMENSO", che ha definito "una resa per chi crede, e per chi non crede… cavoli suoi!" (pare che di recente abbia avuto una crisi religiosa). Ecco il testo:

Ti voglio, mi vuoi
I miei occhi aprirai
Un filo di luce
Come un’alba lontana
E disegnerai un cammino che va
Dalle rovine in alto fino a te
Poserò, poserò questo scudo di ferro
Volerò, volerò in quell’azzurro immenso su di me
Segreti e bugie io li lascerò qui
Guerriero di luce tutto d’oro e d’argento
E mi arrenderò al tuo amore che dà un’altra vita
Un’altra libertà
Poserò, poserò questo scudo di ferro
Lascerò dietro me il tempo dei pensieri e dormirò
Poserò, poserò questo scudo di ferro
Volerò fino a te che sei l’azzurro immenso su di me.

[Immagine da festival.blogosfere.it/images/vanoni-thumb.jpg ]

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