Archive for gennaio 2008

BALLARÒ SPECIALE

31 gennaio 2008

 

Scrive Valerio Evangelisti qui:

http://www.carmillaonline.com/archives/2008/01/002526.html

«La settimana scorsa è andato in onda su Rai Tre un "Ballarò speciale" che aveva tra i protagonisti Mario Calabresi, corrispondente da New York de La Repubblica, figlio del commissario Luigi Calabresi e autore del libro di grande successo Spingendo la notte più in là, Mondadori, 2007. Posto che è giusto che un figlio difenda la memoria del padre, certe affermazioni, come quella relativa all’assenza di Luigi Calabresi dalla stanza da cui cadde, il 15 dicembre 1969, il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli – incolpato della strage di Piazza Fontana, di cui era innocente – sono più controverse di quanto la trasmissione facesse trasparire. Ecco, per esempio, la testimonianza resa a suo tempo dall’anarchico Pasquale Valitutti, arrestato con Pinelli […].

[La testimonianza di Valitutti su www.carmillaonline.com ]

Conclude Valerio Evangelisti:

«… Spero in un futuro "Ballarò Speciale" che intervisti le figlie di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico, innocente delle accuse, trattenuto illegalmente in questura dal suo amico Calabresi, colto da "malore attivo", caduto come un peso morto da una balaustra che gli arrivava quasi al petto. Spero, ma una vocina mi dice che un "Ballarò" così non lo faranno mai.»

Approfondimento:

"Ballarò è il più antico mercato di Palermo, frequentato giornalmente da centinaia di persone di tutte le razze, animato dalle cosiddette abbanniate cioè i chiassosi richiami dei venditori che, con il loro caratteristico e colorito accento locale, cercano di attirare l’interesse dei passanti." (WIKIPEDIA)

CARNEVALE DI VENEZIA 2008. PRIMO DRAG QUEEN CONTEST

30 gennaio 2008

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VENEZIA, Carnevale 2008. La vincitrice del Primo Drag Queen Contest ieri sera a piazza San Marco.  Si è esibita in "LIGHT MY FIRE". Altre concorrenti qui sotto:

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[Foto di A. Bianchi]

COME CONVIVERE CON GLI ANIMALI SINANTROPICI

29 gennaio 2008

[Continua da ieri]

Giovanna Zucconi ha poi chiesto a Corrado Augias come regolarsi nella scelta dei libri senza annegare nel gran mare di novità oggi disponibile. Augias ha risposto che sì, è vero, si produce un overplus di titoli, il 95% dei quali passa quasi direttamente dalla tipografia al macero senza colpo ferire, ma che per selezionare il poco nel troppo in fondo si hanno dei precisi punti di riferimento: 1) l’affidabilità dell’editore, a parziale garanzia della decorosità di un prodotto. (A questo proposito ha citato con divertimento il caso di un editore italiano che, ispirato dal successo del titolo straniero "Jesus The Magician" (Gesù il mago),  ha predisposto per il mercato nostrano il meno pretensioso "Il mago Silvan"); 2) l’affidabilità di un autore (quando conosciuto) o comunque la presenza di paratesti (quarte di copertina, risvolti, bandelle e compagnia bella) da cui lasciarsi guidare nel caso di autori meno noti; 3) l’affidabilità di qualche recensore o critico. Tutto ciò, ha chiarito, vale ovviamente solo per i libri a stampa [il tapino ignora, evidentemente, l’esistenza di Vibrisselibri, n.d.r., :-)].

Marino Sinibaldi ha contestato tali parametri riferendo come, di recente, si sia dovuto occupare di libri per ragazzi e abbia scoperto che: 1) il nome dell’editore può lasciare tranquillamente al buio un lettore (Topi Pittori??? Orecchio Acerbo??? e che roba è?); 2) il nome di certi autori per ragazzi può risultare sconosciuto anche dopo la pubblicazione di una trentina di libri; 3) è quasi impossibile trovare recensioni per quel tipo di prodotto letterario. 

Michele Serra ha aggiunto che i criteri di selezione sono eminentemente soggettivi. Nel suo, anzi nel loro caso, era probabile che la maggior parte dei titoli arrivasse direttamente a casa a cura degli uffici stampa degli editori… il che poteva avere non solo vantaggi, ma anche svantaggi. Sicuramente, però, in libreria, non avrebbe mai preso in mano un volume dal titolo respingente quale

      "COME CONVIVERE CON GLI ANIMALI SINANTROPICI".

Invece, avendolo ricevuto in omaggio, l’ha aperto con beneficio d’inventario e vi si è trovato immerso con imprevisto piacere e soddisfazione. Cercare libri in un megastore – ha aggiunto Serra – può risultare più straniante che rivolgersi alla libreria-bottega sottocasa, dove si è rassicurati dalla figura del libraio-virgilio. "Ma il megastore – gli ha obiettato Corrado Augias – può far scoprire più facilmente il titolo accanto a quello cercato, se un libro è stato posto tra i cugini giusti!". 

Marino Sinibaldi, anche lui tra i privilegiati che ricevono le novità direttamente a casa,  ha comunque segnalato la propria frequente sensazione che gli editori non gli mandino soprattutto i titoli che preferirebbe ricevere, per una sorta di meccanismo di dislocamento in avanti del desiderio… il che conferma che il POSTO DEI LIBRI resta per eccellenza la libreria.

La conversazione è poi scivolata su temi più generali, quali "libri e televisione". Augias ha ricordato le discussioni avute con il direttore di Rai3 Guglielmi, secondo il quale la televisione non è un mezzo (con cui veicolare libri) ma un linguaggio! E lui giù a ribattere che la televisione è, sì, un linguaggio, ma anche un servizio e, in quanto tale, tenuto a dirci anche quali libri siano usciti di recente. Il più scalcagnato dei programmi – ha ricordato Augias – ha pur sempre almeno mezzo milione di ascoltatori, e la televisione è pertanto il mezzo più potente per la diffusione dei libri, insieme alla grande distribuzione o distribuzione di massa. Certo, tra un programma con signorine che sgambettano e un programma interamente dedicato ai libri, in genere un teleutente non esita…

Michele Serra ha citato, a quel punto, il programma di Fabio Fazio "Che tempo che fa", che ha registrato ottimi ascolti anche con Sanguineti, Rigoni Stern eccetera. Non sempre, quindi, il teleutente scappa quando si parla di libri, se lo si sa fare  in maniera gradevole e accessibile a tutti. C’è, eccome, anche un mercato per la cultura! Si può fare cultura e vendere libri senza necessariamente morire di fame…

[CONTINUA]

P.S. Approfondimento per i più volonterosi: "Gli animali sinantropici sono quelli che vivono con l’uomo e nei suoi ambienti artificiali, ma senza mai diventare domestici. Sono i nostri ospiti indesiderati: piccioni e gabbiani sui tetti, pidocchi nelle scuole, meduse sulle spiagge, mosche e zanzare nelle case eccetera." (Da http://bellacopia.splinder.com/ )

COME FAR LEGGERE

28 gennaio 2008

 

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Il quadro dietro il tavolo degli oratori è ovviamente “Le nozze di Cana” del Veronese, anzi il suo FACSIMILE, vista l’indisponibilità della Francia a restituire l’originale. La riproduzione, ottenuta con le più moderne tecniche foto-tipografiche, è stata collocata esattamente nel contesto per il quale il dipinto era stato concepito: l’ex refettorio o cenacolo del convento dei benedettini nell’isola di San Giorgio, Venezia.

[Si veda:

http://www2.cini.it/italiano/attivita/mostre/mostra.php?idmostre=74 ]

Venerdì 25 gennaio scorso, comunque, ho stazionato per ore in quella sala non tanto per ammirare l’efficacia del facsimile, quanto per ascoltare gli oratori della giornata conclusiva dell’ormai tradizionale Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri (Messaggerie Italiane S.p.A.), un appuntamento a cui partecipa assolutamente TUTTA l’editoria italiana (l’invito continua ad arrivare persino a me, ex responsabile delle defunte micro-edizioni Libri Molto Speciali). Quest’anno Inge Feltrinelli, per dirne una, era in viola:- )

Questo il programma:

Ore 9.30 Previsioni dell’economia italiana nel 2008, con Angelo Tantazzi.

Ore 10.15 IDEE PER LA LETTURA. Come far leggere. Dove mettere i libri, con CORRADO AUGIAS, MARINO SINIBALDI, MICHELE SERRA coordinati da GIOVANNA ZUCCONI.

Ore 11.45 Possono le regole aiutare a vivere meglio? Con Gherardo Colombo e Eva Cantarella.

Ore 13.45 Predrag Matvéjevic: Omaggio a Venezia

Ore 15.30 I libri che attraversano una vita, con Albert Manguel.

A metà giornata, un’eccellente colazione:- )

Riassumo il dibattito delle 10.15:

Augias ha raccontato di essersi avvicinato alla lettura grazie alla bravura del suo professore di ginnasio, che gli fece capire cosa potesse nascondersi dietro dei versi di Foscolo. Poi ha citato una lettera pervenuta di recente alla sua rubrica su laRepubblica in cui una madre lamentava come il proprio figlio, malgrado il buon esempio di due genitori entrambi forti lettori , fosse del tutto insensibile alla lettura, attratto/distratto da tutt’altro tipo di piaceri. Piuttosto che leggere, anzi, preferiva decisamente anche solo girarsi i pollici. Tale mamma doveva aver poi mostrato la lettera – una volta pubblicata sul quotidiano – al proprio figlio il quale, scosso nell’orgoglio, si era finalmente tuffato in Harry Potter, divorandone in un sol giorno un intero volume. (La stessa signora si era premurata di riferirlo ad Augias qualche giorno dopo.). Insomma, ne ha concluso l’oratore, la lettura può cominciare da un corto circuito, da occasionali e disparatissime spinte eccentriche, ma quali esattamente? Non aveva ricette da suggerire o indicazioni che potessero funzionare in tutti i casi.

Anche Marino Sinibaldi ha confessato di non avere alcuna risposta alla domanda “COME FAR LEGGERE”. Secondo lui, oggi, tutto sembra congiurare contro la lettura, cui vengono spesso anteposte attività alternative ritenute – a torto o a ragione – più gratificanti. Quanto al vecchio stereotipo sull’importanza di avere due forti lettori per genitori, considera molto più importante, per un giovane, avere piuttosto un compagno che legge (coetaneo). Resta dell’idea che la lettura, con la sua capacità di accendere l’IMMAGINAZIONE e innescare l’IMMEDESIMAZIONE, sia un’attività ben più proficua della fruizione di prodotti multimediali. Le rappresentazioni che saturano tutti i sensi, infatti, non lasciano molto spazio all’immaginazione. A lui capitò di immedesimarsi nell’eroina di Guerra e Pace solo leggendo il libro (prestò segretamente alla Natascia letteraria il volto di una compagnuccia di scuola), mentre nemmeno il viso splendido di Audrey Hepburn (la Natascia cinematografica) riuscì a comunicargli lo stesso senso di appagamento. Ha aggiunto che, forse, è bene desacralizzare il libro e farlo diventare un oggetto banale, reperibile ovunque.

Nemmeno Michele Serra ha dichiarato di avere alcuna risposta precisa alla domanda “COME FAR LEGGERE?”. Sicuramente il problema, a suo dire, non è tanto “come far leggere” quanto “come far amare la lettura”. Per scherzo si potrebbe rispondere “Minacciando il giovane renitente alla lettura con un randello”. Ma la costrizione non funziona mai. Fosse stato denunciato lui da sua madre in una lettera indirizzata a laRepubblica, per ripicca si sarebbe rifiutato di leggere PER SEMPRE. Come dire: a parità di stimolo, i risultati possono essere i più imprevedibili. E “a parità di genitori“, Serra ha semplicemente riferito il proprio caso personale di padre di due figli: una è una forte lettrice, l’altro un “giratore di pollici”. Nemmeno crescere in una casa piena di libri può essere determinante. Il pericolo che venga compromesso ogni senso di conquista è sempre in agguato… Quanto alla banalizzazione dell’oggetto-libro, rischia semplicemente di aggiungersi alla banalizzazione di tutto il resto. Serra ha evidenziato come LEGGERE sia UN’ATTIVITÀ INNATURALE E FATICOSISSIMA, per il grado di concentrazione che richiede. Non a caso lui, da giovane, leggeva solo quando era disperato (senza compagni, senza altre possibilità di intrattenimento alternativo). Forse i giovani di oggi, iperstimolati e costretti a giornate troppo piene di ogni sorta di diversivi, devono prima riattraversare il vuoto, la noia, l’assenza di ogni attività intrusiva, per poter arrivare a desiderare di aprire un libro…

[Continua domani]

P.S. Fossi stato io uno degli oratori, avrei senz’altro letto il mio racconto-saggio: “IL FANTOMATICO PIACERE DELLA LETTURA (Dialogo tra un Appassionato di Libri e un Giovane Alitterato[1])”, contenuto nella raccolta: “Quel bruttocattivo di papà Cacciari!”, edizioni Libri Molto Speciali, Venezia.

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[1] Calco sul neologismo inglese aliterate (persona poco abituata a leggere o a cui non piace leggere), a sua volta coniato su illiterate, che indica colui che non sa leggere, che è analfabeta.

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(Foto di A. Bianchi)

“UNA VOLTA C’ERA”: SECONDA PUNTATA

26 gennaio 2008

Il primo viaggio importante.

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Una volta c’era… 2/4

di Lucio Angelini

«Da quando, in casa, era arrivato quel brutto piscialletto di suo fratello con il suo perpetuo bisogno  di assistenza, il principino era attanagliato da dubbi cocenti. Ma chi l’aveva chiamato, quello lì?  Non bastava già lui a riempire di gioia la vita dei suoi genitori? Così, a poco a poco, aveva cominciato a paventare un vero e proprio ripudio da parte dei suoi genitori, a sospettare che in lui o nei suoi  desideri ci fosse qualche grave colpa, tale da giustificare quella che andava percependo come una vera e propria caduta a picco nell’inferno, dopo il felice Eden della prima infanzia.
“Sai, nonna”, disse un giorno alla sua navigata consigliera, “che da un po’ di tempo mi è venuto un  sospetto?”
“Quale sospetto, caro?”
“Che il babbo e la mamma ne abbiano abbastanza di me, che si siano stancati di volermi bene e intendano occuparsi soltanto di quell’odioso poppante piovuto in casa da non si sa dove… ”
“Va là, va là, scioccherello. Sono sensazioni che TUTTI i bambini provano, prima o poi, all’arrivo di un fratellino o di una sorellina!”, gorgogliò la vecchia.» 

VEZZI DEL WEB: LA FINTA CANCELLATURA

25 gennaio 2008

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Babsi Jones ha fatto scuola. Adesso un sacco di scrittori, nei loro blog, ogni qualche parola ne mettono una con il frego tirato sopra, come a significare: "Vedete? È tutto talmente fresco e genuino che non ci ho ancora manco avuto il tempo di eliminare le correzioni". Esempio:

il romanzo Hitler a ‘Fahrenheit’

dedicata al romanzo e all’autore.

 la stesura del romanzo Hitler

leggere questo romanzo per aprire gli occhi

(Scherzo, naturalmente. Sono io, in realtà, che non ci ho ancora avuto il tempo di leggere il romanzo Hitler ):-)

DIO ODIA I GAY

24 gennaio 2008

Gay.it -

«I fanatici della Westboro Baptist Church faranno un picchetto al funerale di Ledger. L’intenzione è protestare per il ruolo che l’attore ha interpretato nel film Brockeback Mountain

«Dio odia i gay e chiunque li sostiene! Ergo, Dio odia quel secchio di melma conosciuto come Brokeback Mountain – e odia tutte le persone che hanno avuto a che fare con quel film. Heath Ledger – ha proseguito il reverendo – adesso è all’inferno e la sua sentenza è già scritta.»

Questa – e altre tragiche stronzate – qui:

http://www.gay.it/channel/attualita/24026/Dio-odia-i-gay-Proteste-al-funerale-di-Ledger.html

Secondo me Dio odia il reverendo Fred Phelps, se gli fa fare queste figuracce… La mia parola contro la sua.

Ma comunque:

«VAFFANCULO, REVERENDO FRED PHELPS.

E ALL’INFERNO VACCI TU.»

Heath Ledger 

[Heath Ledger alla mostra del cinema di Venezia nel settembre scorso]

[Prima immagine dal sito citato; immagine di Ledger a Venezia da www.labiennale.org/62/78058.jpg]

ADDIO, ENNIS DEL MAR…

23 gennaio 2008

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L’amore fu una forza della natura. Altre montagne, altri pascoli, ora, per l’indimenticabile cow boy dello Wyoming…

PUBBLICARE CON UN GROSSO EDITORE

23 gennaio 2008

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Sostiene Barbara Garlaschelli qui: 

http://barbara-garlaschelli.splinder.com/post/15291659/sfidaproposta

«Amo i racconti. La mia carriera di scrittrice è cominciata con un libro di racconti. Faulkner sosteneva che scrivere racconti è la cosa più difficile dopo la poesia. E più il racconto è breve, più le difficoltà crescono. È difficile raccontare una storia in poche righe. Una storia compiuta, intendo. Ci vuole ritmo, scrittura, equilibrio, intensità, disciplina. La sfida/proposta è questa: scrivete UN SOLO racconto che non superi le 30 righe (la classica cartella 30 x 60 ovvero 1800 battute)  riguardante un episodio della vostra vita che ritenete significativo quindi deve essere un racconto autobiografico o di fantasia ma comunque in prima persona. Mandatelo via mail a questo indirizzo cortosipuofare@gmail.com. Le giurate siamo io e Daniela Losini. La scadenza? Entro il 31 gennaio.

Importante! I racconti DEVONO essere INEDITI su carta (se un domani troviamo un editore non ci possono essere problemi di diritti). Quindi possono essere stati pubblicati su blog (meglio sarebbe di no. Un inedito inedito sarebbe perfetto!).»

Sulle prime volevo mandare il mio storico

                                      GROSSO EDITORE

«Tutti dicono che pubblicare è difficile, che gli editori sono schizzinosi, che ci sono più scrittori che lettori o, se mi consentite la metafora, “più santi che nicchie”. E allora spiegatemi perché, per me, le cose sono state così facili: non faccio in tempo a completare la mia prima “fatica letteraria” (“Come farsi pubblicare al primo colpo da un grosso editore“) che subito ricevo una proposta di pubblicazione da un grosso editore. Sarà solo fortuna o magari anche genio? C’è chi deve aspettare decenni prima di trovare uno straccio di editore. Io invece, al mio primo tentativo, ho subito trovato un grosso editore. Vi pare poco? Correte, dunque, festosi ad acquistare il mio primo lavoro. Si intitola “Come farsi pubblicare al primo colpo da un grosso editore“, Grosso Editore

Poi ci ho ripensato e ho scelto un altro “corto”:-/

DEMETRIO PAOLIN, TRA L’ALTRO…

22 gennaio 2008

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Qualche sera fa l’ho incontrato a quattr’occhi al circolo "Tralaltro" di Padova in occasione della presentazione della versione cartacea di "Una tragedia negata", Il Maestrale editore.

Al Tralaltro Paolin mi ha rivelato, tra l’altro, che

[metto lo spoiler alert se no i potteriani della ML di Evangelisti si incazzano come iene, n.d.r.]

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il 2008, accanto al primo figlio di carta, gli porterà anche una bimba in carne e ossa, Rebecca…  insomma diventerà papà.
Ieri 21 gennaio, Tralaltro:-), il sito www.vibrisselibri.net ha iniziato a pubblicare on line del materiale "indotto" da Una tragedia negata ma non inserito nel libro per non farla troppo lunga (la negazione della tragedia).
Il primo pezzo è un’intervista-racconto che contiene – tra l’altro – le seguenti annotazioni antifumo:

"Il catrame della sigaretta percorre la trachea e sedimenta nei polmoni. Lascia una macchia opaca tra gli alveoli di spugna gelatinosa e rimane lì, sopita come una bomba a orologeria… Vedo i cerchi di fumo formarsi dalla sua bocca, immagino lo sforzo della gola nel produrre quell’anello che esce dalle labbra e si disperde…"

e la mail privata – strictly confidential – dell’intervistato:

"Mi dici di trovare un nome per sostituire il mio. Qui è facile. E so che storcerai il naso, perché sembrerà una caduta in quel familismo che tu critichi. Quando io e la ragazza di cui ti parlai stavamo insieme, in uno dei rari momenti di felicità e di futuro, pensammo a come avremmo chiamato nostro figlio. Fu una giornata bella, alla fine sorridendo lei mi disse: lo chiameremo Andrea."

Ho fatto notare a Demetrio, con mail privata anch’essa strictly confidential, che "Lo chiameremo Andrea" si intitolava anche un film di Vittorio De Sica del 1972, con Nino Manfredi e Mariangela Melato (vd il post di ieri), ma lui non si è scomposto.

Paolin, Tralaltro, ha nel cassetto un romanzo nuovo di zecca. Quando l’ha fatto leggere in via strictly confidential a Giuseppe Genna, quest’ultimo, dopo vari "Cazzarola!", ha gridato agli editori di passaggio nel suo blog:

        "Pubblicate Il mio nome è legione di Demetrio Paolin!"

[ http://www.giugenna.com/interventi/pubblicate_il_mio_nome_e_legio.html ]

Il racconto di cui sopra, Tralaltro:-), è qui:

                             http://www.vibrisselibri.net/?p=334

ma l’Andrea dell’intervista – vale la pena precisarlo – non c’entra nulla
con Andrea Comotti di "L’organigramma". "Andrea" è solo un nick di (scarsa) fantasia. Potevano chiamarlo – chessò io? – "Legione"…