TI AMO DA (FARTI) MORIRE…

Ci si lamenta sempre della tivù, eppure ogni tanto qualcosa di buono può ancora capitare di vedere. Ieri sera, per esempio, ho seguito con grandissimo interesse una puntata di "Amore criminale" su Rai Tre. Storie vere di donne perseguitate, maltrattate, spesso anche uccise da partner profondamente inadeguati e insicuri [così li ha definiti Gianrico Carofiglio, magistrato e scrittore, ospite della puntata]; personaggi ambigui, che cercano di crearsi un’identità compensativa, anche se malata, istituendo un rapporto di potere e sopraffazione nei confronti di soggetti fragili o incapaci per varie ragioni di sottrarsi al loro assoggettamento. Del tutto "malate" e "inadeguate" (ad assicurare la necessaria protezione) anche le leggi attualmente in vigore, laddove la malcapitata di turno trovi la forza di denunciare il proprio carnefice o molestatore o stalker ("cacciatore"). La povera Deborah della puntata di ieri, per esempio, aveva accumulato più di sette inutili denunce contro l’uomo-incubo che poi l’ha uccisa a coltellate…

«La prima storia accade a Cossato (Biella). È la mattina del 22 novembre 2005: Deborah Rizzato, 25 anni, sta andando a lavorare quando Emiliano Santangelo le tende un agguato e la uccide con 7 coltellate. Sono trascorsi più di dieci anni dal loro primo incontro, e dalla violenza sessuale subìta da una Deborah appena tredicenne che considerava Emiliano il suo principe azzurro. Anni in cui quella breve storia tra adolescenti si trasforma in una vera e propria persecuzione, con minacce, appostamenti, telefonate ossessive, registrate dalla stessa Deborah. Fino all’omicidio. A nulla sono servite le continue denunce di Deborah nei confronti di Emiliano. Nessuno ha potuto fermare quella mano omicida.

Frida, invece, è una giovane donna di Roma. Dopo anni di violenze fisiche e ricatti psicologici subìti tra le quattro mura di casa, dopo un ultimo, brutale pestaggio che la porta al confine tra la vita e la morte, riesce a mettersi in salvo e a denunciare il suo compagno. Oggi vive in un centro antiviolenza.» (Sintesi rai dell’ottava puntata).

Copio-incollo dal sito rai

http://www.amorecriminale.rai.it/category/0,1067207,1067002-1071112,00.html

«In Italia l’amore continua ad uccidere… Una contabilità di sangue che non si arresta. E che uccide una donna ogni tre giorni. Ognuna delle vittime conosceva bene il proprio assassino. Era il fidanzato, il marito, il compagno di una vita. L’uomo che un giorno ad ognuna di loro aveva detto "ti amo" e che le ha uccise non potendo sopportare l’abbandono, la separazione, il rifiuto…  Sono ragazze, mogli e madri normali. Ognuna col proprio bagaglio di sogni e desideri. Accomunate dallo stesso tragico destino. Tutte si sono innamorate di un uomo che diceva di amarle più di ogni cosa al mondo. Tutte sono rimaste vittima di un solo sentimento: il possesso. A tutte il proprio assassino ha ripetuto: se non sarai mia non sarai di nessun altro”.  E per questo sono morte.»

A condurre il programma è la bravissima Camila Raznovich. Ogni puntata è dedicata al ricordo di una donna uccisa. E «in un percorso narrativo che va dall’amore alla morte, la puntata ricostruisce la vita della vittima: dall’inizio della storia d’amore fino al tragico epilogo dell’omicidio. Il linguaggio usato è un linguaggio misto che si avvale di fiction, materiale documentaristico, repertorio e testimonianze dirette.»

Sulla figura dello "stalker", si veda anche:

http://www.crimine.net/wp/?p=67

«La traduzione letterale di “stalker” è “colui che segue furtivamente la preda”. Si tratta di una categoria di criminali fin troppo sottovalutata. Sono quelle persone (soprattutto uomini) che seguono la gente (soprattutto donne), si appostano, aspettano sotto casa o fuori dal lavoro, fanno telefonate anonime. Di solito si tratta di ex che non si rassegnano alla fine di un rapporto, ma spesso sono veri e propri maniaci che hanno sviluppato un’ossessione nei confronti di una persona e hanno deciso di diventare la sua ombra. A volte dall’ombra scivolano fuori, passano ai fatti e aggrediscono la “preda”. La rapiscono e/o la violentano, qualche volta la uccidono. Ricordo il caso di Debora Rizzato, 23 anni, uccisa dal proprio persecutore in un parcheggio nel novembre dello scorso anno. Da anni e anni la molestava, e le denunce erano solo servite a fargli scontare un (evidentemente) troppo breve periodo di detenzione. Che ovviamente era scattata solo quando l’individuo era passato ai fatti, violentandola che era ancora ragazzina. Una denuncia contro una persona che si “limita” a importunare, purtroppo, non serve praticamente a niente. In Italia non ci sono vere e proprie leggi contro lo stalking. Rassicurante, no?»

[L’immagine di Camila Raznovich è tratta da www.sosiapistoia.it/uploads/881/amorecriminal]

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5 Risposte to “TI AMO DA (FARTI) MORIRE…”

  1. munk Says:

    Ciao, grazie della citazione e soprattutto di avermi avvertita! Qui ti scrivo dall’account di splinder, ma sono la “mamma” di crimine.net. Riguardo allo stalking finalmente sembra che si muova qualcosa: http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/osservatorio-stalking/osservatorio-stalking/osservatorio-stalking.html

  2. Lioa Says:

    Ciao. Per le quote azzurre, se posso spezzare un’arancia:- ), anche John Lennon fu ucciso da uno stalker, benché per le celebrità si tratti di un fenomeno tutto particolare. Grazie per la segnalazione.

  3. utente anonimo Says:

    “una puntata di “Amore ciminale” su Rai Tre”

    Le hai proprio nel sangue, le cime, eh Lucio? 😉

    CatW

  4. Lioa Says:

    Mio Dio, perdo lettere a tutto spiano… la vecchiaia e l’Alzheimer incalzano… Cmq grazie per la segnalazione. Ho rimediato:-)

  5. utente anonimo Says:

    peccato, mi sembrava molto in topic 😀

    CatW

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