IL PRIMO SESTO GRADO NON SI SCORDA MAI…

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(Ada Tondolo al Lido di Venezia nel 1950)

Il primo gennnaio 2008 ha compiuto 85 anni Ada Tondolo, ex campionessa di ginnastica artistica, grande alpinista e rocciatrice in tempi in cui rarissime donne si dedicavano alla specialità e tuttora membro attivo della Giovane Montagna di Venezia (http://www.gmvenezia.it/ ), oltre che del Cai e di Trekking Italia. Alla sua età, nelle continue e spesso impegnative escursioni della sezione, smaltisce senza battere ciglio dislivelli di oltre mille metri.
ada

Ecco un brano tratto dalla sua collezione di articoli pubblicati su riviste di alpinismo dal 1949 in poi,  "Racconti di salite in montagna", che mi ha prestato di recente:

«IL MIO PRIMO SESTO GRADO

Ho fatto una prima ripetizione di 6° grado! Vorrei gridarlo ai quattro venti! No, non per farmene vanto, ma perché sono tanto, tanto felice, e quando sono felice vorrei dirlo a tutti. Sì, è vero, lo spigolo S.E. del Sass Maor non è duro come tanti sesti gradi, ma è sempre una via di sesto grado! E poi, quella paretina di 25 metri, tutta estremamente difficile, Vittorino dice che… ma procediamo con ordine. Dunque, per tre sabati consecutivi Vittorio Penzo partiva con un compagno per fare questo benedetto spigolo. Ma ogni volta il brutto tempo impediva la salita. Forse il buon Dio era dalla mia parte e voleva serbare per me questa grande gioia. Venerdì primo agosto: il tempo promette bene, ma questa volta Vittorio è senza compagni. In mancanza di un gambero, è buona anche una zampa… e così egli fece a me la proposta… Mamma mia! Io arrampicare con Vittorio! Fare una prima ripetizione di sesto grado! [lo spigolo S.E. del Sass Maor, alto 700 metri, era stato vinto il 26 luglio 1934 da E. Castiglioni e B. Detassis, n.d.r.] No, non poteva essere vero. Le mie aspirazioni alpinistiche arrivavano al sesto grado solo nei sogni. Avrei gettato le braccia al collo a Vittorio, per via della salita e per la fiducia che egli, con questa proposta, mi dimostrava. Confesso che quel venerdì sera stentai a prendere sonno. 6° grado! 6° grado! La mia mente era tutta occupata da queste due parole. Avrei voluto gettar via le lenzuola e correre verso il Sass Maor.

Sabato, partenza con un tempo splendido… Arrivo di corsa in un casolare di Villa Welsberg sotto una pioggia torrenziale. L’amico lancia gentili ‘moccoli’ e io, sebbene allegra in apparenza, avrei voglia di piangere. Ma, ohibò, dopo un’oretta il cielo, quasi all’improvviso, è completamente stellato. Riconciliati con la vita, allegri, riprendiamo la salita. Buffe le scene per rintracciare il sentiero verso Malga Pradidali, al lume di candela, perché privi di mezzi d’illuminazione meno primitivi. Ma eccoci in malga. C’è un po’ di paglia. Ci intrufoliamo nei nostri sacchi da bivacco e buona notte. Alle 4 e mezzo sveglia. Il cielo è ancora tutto stellato ed un sottile spicchio di luna illumina le crode. L’aria è fresca (anche troppo, veramente) e noi la respiriamo con tutta l’anima, mentre gli occhi guardano lassù, verso la nostra cima… Verso le 5 lasciamo il nostro asilo e ci incamminiamo per il sentiero. Eccoci alla base dello zoccolo, alto 400 metri. Lo risaliamo per facili rocce, pendii erbosi e mughi che ti fanno ricuperare la lingua, fino ad una grande terrazza ghiaiosa. Qui c’è il vero attacco. Perdiamo quasi un’ora per mangiare, riposarci e prepararci per la salita, e verso le 9 iniziamo l’arrampicata. L’attacco dovrebbe essere qui: camino strapiombante. Ma, per dindirindina, questo è un tetto bello e buono, impossibile a salirsi. E se lo dice Vittorio, che di sesti gradi se ne è mangiati, deve essere proprio vero. Difatti, ecco più a sinistra il vero attacco. Cominciamo a salire per rocce non certo molto facili. Coraggio, Ada, lo dovevi pur sapere che  una via di sesto grado non si fa con le mani in tasca! Vittorio attraversa verso destra e sparisce alla mia vista. Deve essere giunto in un passaggio molto duro e sento che invano cerca di conficcare un chiodo nella roccia. Ma finalmente un bel canto mi dice che il chiodo sta entrando. Siamo giunti al primo passaggio di sesto grado. Ed ora tocca a me. Coraggio, Ada e… su le orecchie!… Ed eccomi, afferrata con la mano sinistra ad un appiglio, i piedi in pressione sulla liscia parete, mentre con tutta la mia forza e l’ira messe assieme dò colpi all’impertinente chiodo, che non vuol mollare la roccia. È il primo chiodo che tolgo in vita mia e sono un po’ emozionata. Una cosa semplicissima, ma per un po’ essa rappresenta un rito. Finalmente il chiodo se ne esce. Sono molto stanca, lo confesso, ma per fortuna la mano sinistra è ancora capace di sostenere il corpo e non volo. Con fatica raggiungo tutta felice il compagno, il quale, dopo una lode che mi entra nel più profondo del cuore, prosegue…  »" (Ada Tondolo, da "Le Alpi venete, primavera 1949).

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(Sass Maor, via Castiglioni-Detassis)

[L’immagine del Sass Maor è tratta da www.sassbaloss.com/pagine/uscite/sassmaor/07.jpg ;
la foto di Ada al Palughet è di Daniele Querini

8 Risposte to “IL PRIMO SESTO GRADO NON SI SCORDA MAI…”

  1. utente anonimo Says:

    ritornata da poche ore dall’India, leggere il racconto di Ada mi ha fatto battere forte il cuore! L’amore per la montagna non ti abbandona e non ti tradisce mai bye

  2. Lioa Says:

    Bentornata. Se ti interessa, domenica 13, Dolomiti di Sesto…

  3. utente anonimo Says:

    linkato of course. Con foto di Ada bassamente scopiazzata da qui (potevo? se no fischia che rimuovo)

    PS: dolomiti di sesto dove???

  4. utente anonimo Says:

    ah, sono la donna gatto qui sopra, scusa

    CatW Mosco

  5. Lioa Says:

    Ciao Cat. Sono contento che ti sia simpatica l’Ada. Se vieni alle Dolomiti di Sesto domenica 13, forse la conoscerai…

    http://www.trekkingitalia-veneto.it/calendario.htm#20

  6. utente anonimo Says:

    copy/paste anche di qua:

    ara, ora come ora sono talmente piena di virus che rischio di contagiare i cani e anche le marmotte in letargo. Se stessi meglio pero’…

    Peta che controllo… si ho ancora il tuo cello. Se non ti smsso entro sabato sara’ per un’altra volta.

    baciotti🙂

    CatW

  7. utente anonimo Says:

    Grazie per aver inserito la fonte della fotografia!!! In pochi (purtroppo) lo fanno

  8. utente anonimo Says:

    ogni volta che vado al mare mi piace vedere quanti rocce sono a posto, credo che le rocce sono come opere d'arte perché esistono in tutte le dimensioni e forme che li rendono unici e speciali.MedMensHealth

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