SATURDAY NIGHT FEVER

crotSe mi vedete così poco energeticamente riverso nella neve (= colto di sorpresa in un momento di ripiegamento interiore) nei pressi di Forcella Federa (1899 m), al termine di una domenicale salita in ciaspole nello zoldano, compatito da altre gitanti, è perché avevo dormito pochissimo. Ero uscito di casa, infatti, al Lido di Venezia, alle 5.30 del mattino, dopo esservi rientrato all’una di notte e solo, udite udite, grazie all’aiuto dei pompieri. Vi spiego. Nel pomeriggio di sabato avevo lasciato l’appartamento senza ricordarmi di sfilare le chiavi dalla parte interna della serratura della porta. Alle 20 ero andato al teatro Malibran per assistere al one woman show di Mariangela Melato

.                   "SOLA ME NE VO PER LA CITTÀ"

["L’idea e il tema dello spettacolo – ricordano le note di regia di Giampiero Solerisono lei, la sua sensibilità, i suoi ricordi, la sua immaginazione, la sua ironia, e una grande voglia di giocare con se stessa". In scena Mariangela balla, dialoga con il pubblico, cita testi teatrali di Brecht, Gaber, Shakespeare, Tennesee Williams, canta: per esempio la canzone "In cerca di te" di Sciorilli-Testoni, il cui primo verso dà il titolo allo spettacolo: "Sola me ne vo per la città/passo tra la folla che non sa/che non vede il mio dolore/cercando te, sognando te, che più non ho./ Ogni viso guardo e non sei tu/ogni voce ascolto e non sei tu/Dove sei perduto amore?/Ti rivedrò, ti troverò, ti seguirò...",

ma anche "Creola" (adattata in "Creolo"), "Ti parlerò d’amor" (vestita da Wanda Osiris) e persino "Marieta monta in gondola" (forse inserita per le sole rappresentazioni veneziane). Il testo è firmato da Vincenzo Cerami, Giampiero Solari, Riccardo Cassini e dalla stessa attrice che, nel corso dello spettacolo, conquista continui e meritatissimi applausi.]

Torno al Lido e scopro di non avere le chiavi di casa. Recupero quelle di scorta prudentemente affidate a persona degna di stima, ma niente, la porta non si apre. Come trovare un fabbro in the heat of the night? Impresa disperata. Dopo un’ora di inutili e sempre più spazientiti armeggi, compongo il mitico 115 al cellulare e vengo soccorso da una squadra di pompieri disposti a raggiungere la mia terrazza al quarto piano con le loro scale telescopiche. Ma non ce n’è bisogno, per fortuna. La porta si apre con più semplici manovre e strumenti in loro dotazione. Ringraziati e congedati i pompieri (una delle più geniali invenzioni umane) preparo lo zaino, metto la sveglia alle 4.55 e finalmente mi abbandono alle braccia di Morfeo per una fugace sessione di riposo di appena 3-4 ore…

[Foto di Lucio nella neve: Manuela Benedetti; foto di Mariangela Melato: da www.teatrionline.com/recensioni/melato.jpg ]

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7 Risposte to “SATURDAY NIGHT FEVER”

  1. kinglear Says:

    Mio Dio! Non credevo che il Kamikaze d’Occidente ti avesse fatto perdere così tanto la testa. Sei praticamente cotto andato.

    Invece Scarpa pare che dopo averti steso e usato, se la goda ancora, però leggendo. 🙂 Starà scegliendo la lista nozze. 😀

  2. kinglear Says:

    E poi diciamoci la verità: è Scarpa che ha le chiavi del tuo cuore del tuo cervello del tuo pipino. In pratica sei un succube. 😀

  3. Lioa Says:

    Direi che gli scherzi divertono finché, iterati all’infinito, cominciano a procurare sbadigli:-/

  4. utente anonimo Says:

    in questo week end non ti sei fatto mancare nulla!! La strategia per rialzarti affondato nella neve e’ stata divertentissima. Grande, grosso e giuggiolone bye

  5. utente anonimo Says:

    Io ti avrei fatto una multa..
    I pompieri dovrebbero servire ad altro che ad un imbecille che si scorda le chiavi di casa nella toppa.

    Paoletta

  6. Lioa Says:

    E’ ovvio che, in presenza di incendi in città, sarei stato tranquillamente ignorato. Onore, comunque, alla gentilezza dei pompieri del Lido.
    La prossima volta che avrò un momento di “imbecillità” chiederò consiglio sul da farsi a te, che mi sembri particolarmente competente in materia.

  7. utente anonimo Says:

    Hai fatto benissimo a chiamare i pompieri: servono anche a questo 🙂
    Fede

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