PUBBLICARE CON UN GROSSO EDITORE

grossoeditore

Sostiene Barbara Garlaschelli qui: 

http://barbara-garlaschelli.splinder.com/post/15291659/sfidaproposta

«Amo i racconti. La mia carriera di scrittrice è cominciata con un libro di racconti. Faulkner sosteneva che scrivere racconti è la cosa più difficile dopo la poesia. E più il racconto è breve, più le difficoltà crescono. È difficile raccontare una storia in poche righe. Una storia compiuta, intendo. Ci vuole ritmo, scrittura, equilibrio, intensità, disciplina. La sfida/proposta è questa: scrivete UN SOLO racconto che non superi le 30 righe (la classica cartella 30 x 60 ovvero 1800 battute)  riguardante un episodio della vostra vita che ritenete significativo quindi deve essere un racconto autobiografico o di fantasia ma comunque in prima persona. Mandatelo via mail a questo indirizzo cortosipuofare@gmail.com. Le giurate siamo io e Daniela Losini. La scadenza? Entro il 31 gennaio.

Importante! I racconti DEVONO essere INEDITI su carta (se un domani troviamo un editore non ci possono essere problemi di diritti). Quindi possono essere stati pubblicati su blog (meglio sarebbe di no. Un inedito inedito sarebbe perfetto!).»

Sulle prime volevo mandare il mio storico

                                      GROSSO EDITORE

«Tutti dicono che pubblicare è difficile, che gli editori sono schizzinosi, che ci sono più scrittori che lettori o, se mi consentite la metafora, “più santi che nicchie”. E allora spiegatemi perché, per me, le cose sono state così facili: non faccio in tempo a completare la mia prima “fatica letteraria” (“Come farsi pubblicare al primo colpo da un grosso editore“) che subito ricevo una proposta di pubblicazione da un grosso editore. Sarà solo fortuna o magari anche genio? C’è chi deve aspettare decenni prima di trovare uno straccio di editore. Io invece, al mio primo tentativo, ho subito trovato un grosso editore. Vi pare poco? Correte, dunque, festosi ad acquistare il mio primo lavoro. Si intitola “Come farsi pubblicare al primo colpo da un grosso editore“, Grosso Editore

Poi ci ho ripensato e ho scelto un altro “corto”:-/

7 Risposte to “PUBBLICARE CON UN GROSSO EDITORE”

  1. kinglear Says:

    Quello non è grosso. E’ grasso.

    Comunque.
    La poesia è per pochi eletti. Una buona poesia vale quanto tutto un romanzo di mille pagine, diciamo così.
    Un buon racconto breve quanto un romanzo o più.
    Scrivere un romanzo è la cosa più semplice di tutte: gli errori, le imperfezioni si accumulano, quasi non si fanno notare. E’ questo il motivo per cui si scrivono tanti romanzi e tanti vengono pubblicati per essere subito dimenticati, per nostra somma fortuna. I grossi editori pubblicano le minchiate più assurde, purché abbiano il nome di Fabio Volo o di Luca Casarini ad esempio: gliene frega niente della qualità, solo del nome e del trambusto che i nomi possono sollevare per un po’ di tempo. Tutti i coglioni scrivono romanzi e poi qualcuno glieli pubblica pure. Mi dispiace per la carta sprecata, anche quando è riciclata. Mi dispiace per la carta sprecata, per tutti quegli alberi che ci vengono tolti, per che cosa? Per un po’ di macabro business. Un grosso spreco che accorcia la vita del pianeta sempre più ridotto a deserto sotto una barriera di ozono ridotta a gruviera. :-(((

  2. Lioa Says:

    Dai, non bisogna fare di ogni erba un Fascio… te l’ho detto anche ieri. Non è facile farsi un nome nel campo dell’intrattenimento. Anche solo diventare Fabio Volo o Luca Casarini costa un certo impegno:- )

  3. kinglear Says:

    Ma io faccio di tutta l’erba una fascina. Troppo davvero imputargli l’onore di farne Fascio, onore negativo ovviamente ma grosso comunque, non fosse altro per la grancassa.
    Posso capire quello spinellato di Volo – spinelli a gogò per sua stessa ammissione -, ma Casarini. Certo che bisogna essere proprio bacati per pubblicare certa roba. Ma come ti ho detto, a me dispiace per la Terra che vedo ogni giorno più maltrattata e senza più un angolo di verde. Le città sono prigioni claustrofobiche, le foreste che un tempo erano i polmoni del pianeta sono oggi ridotte a deserti di ceppi. :-(((

    E’ morto:

    😥

  4. Lioa Says:

    Tranquillo, non tutto è perduto. Nel mercato librario, come nella realtà, trovi ancora di tutto, nel bene e nel male, nel retrivo e nel progressista. Come diceva Carletto: “A ciascuno secondo i suoi bisogni: da Harmony in su… ”
    Quanto al vero “scouting”, qualcuno ancora lo fa, per esempio Vibrisselibri, con il limite inevitabile di dover scegliere fra quello che ***concretamente*** arriva in redazione:- )

  5. kinglear Says:

    Sì, per fortuna ancora si trova del buono. Bisogna saper cercare e avere anche il tempo di cercare, perché non tutto ciò che si può sfogliare sono poi dei veri libri. Un forte lettore sa riconoscere meglio di un lettore occasionale il libro che vale da quello che è invece solo business. Però anche i lettori occasionali si sono fatti molto diffidenti, e a ragione: la crisi ha fatto gli italiani un po’ più furbi nell’operare selezioni radicali.

    Se solo Mozzi non fosse così fondamentalista.🙂 E vabbe’.

  6. danielaelle Says:

    caro lucio
    bene avresti fatto a mandarci anche il grosso editore, avremmo apprezzato perché noi siam donne di spirito

  7. Lioa Says:

    Non ne dubito. Ma, come disse la mucca appena munta, inutile piangere sul latte versato:- )

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