COME FAR LEGGERE

 

.

cana

 

Il quadro dietro il tavolo degli oratori è ovviamente “Le nozze di Cana” del Veronese, anzi il suo FACSIMILE, vista l’indisponibilità della Francia a restituire l’originale. La riproduzione, ottenuta con le più moderne tecniche foto-tipografiche, è stata collocata esattamente nel contesto per il quale il dipinto era stato concepito: l’ex refettorio o cenacolo del convento dei benedettini nell’isola di San Giorgio, Venezia.

[Si veda:

http://www2.cini.it/italiano/attivita/mostre/mostra.php?idmostre=74 ]

Venerdì 25 gennaio scorso, comunque, ho stazionato per ore in quella sala non tanto per ammirare l’efficacia del facsimile, quanto per ascoltare gli oratori della giornata conclusiva dell’ormai tradizionale Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri (Messaggerie Italiane S.p.A.), un appuntamento a cui partecipa assolutamente TUTTA l’editoria italiana (l’invito continua ad arrivare persino a me, ex responsabile delle defunte micro-edizioni Libri Molto Speciali). Quest’anno Inge Feltrinelli, per dirne una, era in viola:- )

Questo il programma:

Ore 9.30 Previsioni dell’economia italiana nel 2008, con Angelo Tantazzi.

Ore 10.15 IDEE PER LA LETTURA. Come far leggere. Dove mettere i libri, con CORRADO AUGIAS, MARINO SINIBALDI, MICHELE SERRA coordinati da GIOVANNA ZUCCONI.

Ore 11.45 Possono le regole aiutare a vivere meglio? Con Gherardo Colombo e Eva Cantarella.

Ore 13.45 Predrag Matvéjevic: Omaggio a Venezia

Ore 15.30 I libri che attraversano una vita, con Albert Manguel.

A metà giornata, un’eccellente colazione:- )

Riassumo il dibattito delle 10.15:

Augias ha raccontato di essersi avvicinato alla lettura grazie alla bravura del suo professore di ginnasio, che gli fece capire cosa potesse nascondersi dietro dei versi di Foscolo. Poi ha citato una lettera pervenuta di recente alla sua rubrica su laRepubblica in cui una madre lamentava come il proprio figlio, malgrado il buon esempio di due genitori entrambi forti lettori , fosse del tutto insensibile alla lettura, attratto/distratto da tutt’altro tipo di piaceri. Piuttosto che leggere, anzi, preferiva decisamente anche solo girarsi i pollici. Tale mamma doveva aver poi mostrato la lettera – una volta pubblicata sul quotidiano – al proprio figlio il quale, scosso nell’orgoglio, si era finalmente tuffato in Harry Potter, divorandone in un sol giorno un intero volume. (La stessa signora si era premurata di riferirlo ad Augias qualche giorno dopo.). Insomma, ne ha concluso l’oratore, la lettura può cominciare da un corto circuito, da occasionali e disparatissime spinte eccentriche, ma quali esattamente? Non aveva ricette da suggerire o indicazioni che potessero funzionare in tutti i casi.

Anche Marino Sinibaldi ha confessato di non avere alcuna risposta alla domanda “COME FAR LEGGERE”. Secondo lui, oggi, tutto sembra congiurare contro la lettura, cui vengono spesso anteposte attività alternative ritenute – a torto o a ragione – più gratificanti. Quanto al vecchio stereotipo sull’importanza di avere due forti lettori per genitori, considera molto più importante, per un giovane, avere piuttosto un compagno che legge (coetaneo). Resta dell’idea che la lettura, con la sua capacità di accendere l’IMMAGINAZIONE e innescare l’IMMEDESIMAZIONE, sia un’attività ben più proficua della fruizione di prodotti multimediali. Le rappresentazioni che saturano tutti i sensi, infatti, non lasciano molto spazio all’immaginazione. A lui capitò di immedesimarsi nell’eroina di Guerra e Pace solo leggendo il libro (prestò segretamente alla Natascia letteraria il volto di una compagnuccia di scuola), mentre nemmeno il viso splendido di Audrey Hepburn (la Natascia cinematografica) riuscì a comunicargli lo stesso senso di appagamento. Ha aggiunto che, forse, è bene desacralizzare il libro e farlo diventare un oggetto banale, reperibile ovunque.

Nemmeno Michele Serra ha dichiarato di avere alcuna risposta precisa alla domanda “COME FAR LEGGERE?”. Sicuramente il problema, a suo dire, non è tanto “come far leggere” quanto “come far amare la lettura”. Per scherzo si potrebbe rispondere “Minacciando il giovane renitente alla lettura con un randello”. Ma la costrizione non funziona mai. Fosse stato denunciato lui da sua madre in una lettera indirizzata a laRepubblica, per ripicca si sarebbe rifiutato di leggere PER SEMPRE. Come dire: a parità di stimolo, i risultati possono essere i più imprevedibili. E “a parità di genitori“, Serra ha semplicemente riferito il proprio caso personale di padre di due figli: una è una forte lettrice, l’altro un “giratore di pollici”. Nemmeno crescere in una casa piena di libri può essere determinante. Il pericolo che venga compromesso ogni senso di conquista è sempre in agguato… Quanto alla banalizzazione dell’oggetto-libro, rischia semplicemente di aggiungersi alla banalizzazione di tutto il resto. Serra ha evidenziato come LEGGERE sia UN’ATTIVITÀ INNATURALE E FATICOSISSIMA, per il grado di concentrazione che richiede. Non a caso lui, da giovane, leggeva solo quando era disperato (senza compagni, senza altre possibilità di intrattenimento alternativo). Forse i giovani di oggi, iperstimolati e costretti a giornate troppo piene di ogni sorta di diversivi, devono prima riattraversare il vuoto, la noia, l’assenza di ogni attività intrusiva, per poter arrivare a desiderare di aprire un libro…

[Continua domani]

P.S. Fossi stato io uno degli oratori, avrei senz’altro letto il mio racconto-saggio: “IL FANTOMATICO PIACERE DELLA LETTURA (Dialogo tra un Appassionato di Libri e un Giovane Alitterato[1])”, contenuto nella raccolta: “Quel bruttocattivo di papà Cacciari!”, edizioni Libri Molto Speciali, Venezia.

——————————————————————————–

[1] Calco sul neologismo inglese aliterate (persona poco abituata a leggere o a cui non piace leggere), a sua volta coniato su illiterate, che indica colui che non sa leggere, che è analfabeta.

.

.

.

 

(Foto di A. Bianchi)

4 Risposte to “COME FAR LEGGERE”

  1. kinglear Says:

    Io mi sono avvicinato alle lettrici, e devo dire che sono molto meglio dei libri che loro leggono.🙂

    Non ho però capito che ente di statistiche sarebbe l’augias.😦

  2. Lioa Says:

    Augias si occupa di libri da un bel pezzo, mi pare. Non di statistiche. L’analisi statistica, se leggi meglio il programma, era affidata a Tantazzi:-/

  3. utente anonimo Says:

    Il rapporto con la lettura è una strana alchimia,
    non credo possa essere indotto,
    si può smettere di respirare? Forse è la stessa cosa, se ne hai bisogno per vivere leggi,
    altrimenti no.
    La scuola ha strani effetti sulla voglia di leggere, ricordo con un affetto grande il mio professore
    del liceo, un uomo buffo timido e spaventato, molto dolce, una volta è stato deriso dai miei compagni di classe perché aveva marcato come errore ROSSO “il gatto delle nevi = complemento di causa efficiente”, per lui il gatto era appunto un essere animato e quindi un agente.
    Aveva una ridotta esperienza della realtà ma grande, almeno ai miei occhi, del sapere.
    Di lì a pochi giorni ci ha letto il Cappotto di Gogol, ed era come essere a teatro, d’improvviso Akakievic leggeva la sua storia.
    Io forse ero al tempo una ragazzina un po’ strana, ma è l’episodio che mi ha fatto diventare ancor più onnivora, ho sentito la forza dirompente degli acuti osservatori ed amo ancora oggi la capacità di chi delinea come col pennello un uomo un sentimento un fatto una fuggevole impressione un odore….di chi trova le parole per dirlo

    Un bacio
    Marzia

  4. Lioa Says:

    Ciao Marzia. Dici “non credo possa essere indotto” (l’amore per la lettura), poi: “ci ha letto il Cappotto di Gogol… è l’episodio che mi ha fatto diventare ancora più onnivora”… Insomma, da un lato è vero che non ci sono metodologie sicure, dall’altro perché escludere che, magari procedendo per tentativi ed errori, qualcosa per incrementare la pratica della lettura si possa fare? Io, ripeto, i miei consigli li ho dati nel racconto-dialogo “Il fantomatico piacere delle lettura”. Ricordo che l’amica/nemica (a seconda dei periodi) Maria Strofa osservò in it.cultura.libri: “Nel libro *Quel bruttocattivo di papà Cacciari!* c’è un racconto che DOVREBBE essere inserito di diritto
    nelle antologie che raccolgono contributi di Pennac, di Sklovskij,
    Steiner, e di tutti quelli che hanno parlato della lettura. Il racconto si chiama “Il fantomatico piacere della lettura”. Tutti i genitori sani di mente, che desiderino inoculare il virus della lettura nei loro figli, sanno adesso dove rivolgersi… (eccetera).” Qui:

    http://groups.google.it/group/it.cultura.libri/browse_thread/thread/4cd9e7b1886ab600/08e9ac8c7f4021d3?hl=it&lnk=st&q=it.cultura.libri+maria+strofa+il+fantomatico+piacere+della+lettura#08e9ac8c7f4021d3

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...