BALLARÒ SPECIALE

 

Scrive Valerio Evangelisti qui:

http://www.carmillaonline.com/archives/2008/01/002526.html

«La settimana scorsa è andato in onda su Rai Tre un "Ballarò speciale" che aveva tra i protagonisti Mario Calabresi, corrispondente da New York de La Repubblica, figlio del commissario Luigi Calabresi e autore del libro di grande successo Spingendo la notte più in là, Mondadori, 2007. Posto che è giusto che un figlio difenda la memoria del padre, certe affermazioni, come quella relativa all’assenza di Luigi Calabresi dalla stanza da cui cadde, il 15 dicembre 1969, il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli – incolpato della strage di Piazza Fontana, di cui era innocente – sono più controverse di quanto la trasmissione facesse trasparire. Ecco, per esempio, la testimonianza resa a suo tempo dall’anarchico Pasquale Valitutti, arrestato con Pinelli […].

[La testimonianza di Valitutti su www.carmillaonline.com ]

Conclude Valerio Evangelisti:

«… Spero in un futuro "Ballarò Speciale" che intervisti le figlie di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico, innocente delle accuse, trattenuto illegalmente in questura dal suo amico Calabresi, colto da "malore attivo", caduto come un peso morto da una balaustra che gli arrivava quasi al petto. Spero, ma una vocina mi dice che un "Ballarò" così non lo faranno mai.»

Approfondimento:

"Ballarò è il più antico mercato di Palermo, frequentato giornalmente da centinaia di persone di tutte le razze, animato dalle cosiddette abbanniate cioè i chiassosi richiami dei venditori che, con il loro caratteristico e colorito accento locale, cercano di attirare l’interesse dei passanti." (WIKIPEDIA)

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4 Risposte to “BALLARÒ SPECIALE”

  1. giacomob Says:

    – Premetto che credo sia molto difficile per quelli della mia generazione (sono nato nel 76) capire il clima assurdo che c’era in quegli anni, un clima all’interno del quale può nascere un’accusa tanto dura come quella di “complicità oggettiva”. Penso che la maggior parte delle persone che ha vissuto in prima linea quegli anni oggi, rileggendo i comunicati di allora, provi fastidio di fronte ad un linguaggio assurdo, delirante, fatto di parole vuote. Ecco, il punto del linguaggio è focale secondo me: la lingua utilizzata da allora è assolutamente incomprensibile oggi, è un insieme di luoghi comuni, di frasi fatte, di odio e violenza tradotto in lettere alfabetiche.

    – Parlare delle proprie tragedie personali è sempre estremamente doloroso però Calabresi è riuscito a farlo con una dignità e una partecipazione eccezionali. Proprio per questo il suo libro mi è piaciuto molto e ho trovato molto intenso e struggente lo speciale di Ballarò, pur avendo ben chiaro il senso globale della situazione, e con “senso globale” intendo il dramma tremendo di Pinelli e dei suoi familiari.
    Il fatto è che credo che continuare a cercare punti di rottura non aiuti molto, soprattutto in questa fase in cui stiamo ancora cercando (molto faticosamente) di superare quegli anni tremendi. La sensazione è che continuiamo a farci la guerra tra poveri: Calabresi e Pinelli restano vittime entrambi, pur se con ruoli molto diversi visto che Calabresi era un ispettore di polizia e Pinelli un povero diavolo assolutamente innocente. Ma ecco che torna il punto di prima: ricordiamo qual era il clima di quegli anni (e con questo non voglio giustificare nessuno).
    Credo inoltre che sia assolutamente necessario ribaltare per una volta il punto di vista con cui guardiamo quegli anni dando voce a chi ha sempre e solo subito in silenzio, cosa che questo libro ha iniziato a fare. Dare a quelle vicende un volto più umano può servire per far capire l’inutile banalità del male fatto e subito in quegli anni.
    Ci sarebbe ancora tantissimo da dire e da discutere…

  2. Lioa Says:

    Figurati se non sono ***dalla parte degli orfani*** io, che ho perso mio padre a pochissimi anni di età. Purtroppo, per stragi come quelle di piazza Fontana, dobbiamo ancora accontentarci di spiegazioni meramente fantastoriche quali quelle fornite da Andrea Comotti nella trilogia “L’organigramma”, di cui Vibrisselibri ha pubblicato solo la prima parte. Fantastoriche, aggiungo, ma con un forte e dolorosissimo sapore di verità…

  3. utente anonimo Says:

    “Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di sui si sono resi colpevoli.
    Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi…..”

    già Pasolini….
    e siamo ancora qui

    Marzia

  4. GajaC Says:

    Esatto, Marzia. Sono d’accordo.

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