SE SOLO QUALCUNO GLI SPIEGASSE MEGLIO…

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone

«È il ’77 e ogni cosa è politica, non c’è nulla di neutro, men che meno gli accessori. Io so da che parte stare, quella dei miei fratelli, quindi compro una "Tolfa", una borsa di cuoio piuttosto rozzo che a Roma indicava l’essere compagni meglio di un distintivo. Essere di sinistra mi pare un’ovvietà alla quale chiunque sia dotato di buon senso può – deve – aderire. Sono convinta che chi non è comunista lo diventerebbe senz’altro se solo qualcuno gli spiegasse meglio. Basterebbe spiegare bene ai democristiani che il messaggio di Gesù è molto più simile alle dottrine marxiste che a quelle di Fanfani, e loro farebbero "Ah già!" e passerebbero dall’altra parte. I fascisti poi si stanno estinguendo, sono rimasti in quattro gatti, generazioni di anziani induriti troppo vecchi per mutare opinione. Morti loro, non ci sarà più il fascismo, mentre il nazismo, quello è morto da un pezzo, chi è che può rifarsi a quella banda di assassini feroci? Sono passati più di trent’anni dalla fine della guerra ma nella consapevolezza collettiva c’è ancora la puzza dei cadaveri cremati e un senso di orrore paralizzato. Anche Guccini contribuisce a tenerlo vivo. Il sapore della guerra senza vincitori lo porta De André. Bennato attualizza, e De Gregori, ma Rimmel è uno dei miei album mantra, lo ascolto tutti i giorni dal mio stereo che ripropone sempre la stessa facciata, e io sento solo il lato A, quello che finisce con Buonanotte fiorellino. La mia illusione politica deriva anche dal fatto che la musica dei cantautori piaceva a tutti, anche ai ragazzi bene del mio quartiere. Quelli coi mocassini troppo lucidi e le Clarks troppo nuove. Quelli che una volta, a una festa, hanno tirato fuori dei 33 giri, ridacchiando. Imbarazzati, ma un po’ ostentati, ridacchiando. Hanno messo su questo disco toccandolo con tatto e cura, "Se glielo rovino mio padre si incazza". La punta si abbassa e il 33 gracchia un po’, poi un applauso e la voce caprina e romagnola di Mussolini. Un gruppetto, cinque-sei, all’inizio un po’ timidi, ma poi insieme in piedi a braccio teso, ridacchiando. Li guardo, questi ragazzini, e cerco di capire. Cerco lo scherzo, la rassicurazione. "Vabbè, togliamolo", "Ma no ascolta, è fichissimo, senti che dice adesso", "Dài, ragazzi, rimettiamo la musica", "OK, rimettiamo la musica, se vuoi vieni un altro giorno che te lo faccio sentire tutto", ridacchiando. Ma era solo perché nessuno gli aveva spiegato bene. Potevo farlo io. Fare ragionamenti sui valori e il senso della vita…»

(Da Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, di Monica Viola, Rizzoli, pp. 49-50)

E nei ringraziamenti finali, a pag. 159:

"Ai miei cento pre-lettori che spesso hanno pianto e riso con me, commuovendomi, colmandomi, consigliandomi. Vibrisselibri. I punti G: Gaja Cenciarelli, Giulia Tancredi, Giuseppe D’Emilio e Giulio Mozzi. A Lucio Angelini e Luca Tassinari, magnifici lettori, e Grenar che mi ha fatto piangere con la sua videorecensione… "

Su www.24sette.it

TANA PER LA BAMBINA CON I CAPELLI A OMBRELLONE di Monica Viola: in libreria in formato cartaceo il romanzo pubblicato in precedenza solo online da vibrisselibri.it di Giulio Mozzi. L’educazione alla vita di una bambina nella Roma degli anni settanta e ottanta, tra il mitico Piper, la psichedelia dei Pink FLoyd e l’Italia che rideva con il «Drive In» di Italia 1. Una famiglia-tribù di fratelli, sorelle e "aninali vari"; uno spaccato sugli anni che hanno segnato la storia del nostro Paese – come il sequestro Moro – con una prosa autentica ed equilibrata che erompe dalla gabbia classica del romanzo di formazione. Pubblichiamo un articolo di Stefano Gallerani per 24sette.it e un recente articolo di Valeia Parrella per «Grazia».

E il link:

http://www.24sette.it/contenuto.php?idcont=1359

Nato in prima versione sul web, per vibrisselibri.it, di Giulio Mozzi, l’esordio narrativo di Monica Viola, Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, guadagna finalmente la carta stampata con i tipi di Rizzoli (“24/7”, pp. 160, € 15,00). Più che il semplice riconoscimento di una scrittura arrivata in libreria dopo essere già passata al vaglio di lettori e recensori internauti, si tratta piuttosto dell’espressione di una nuova forma di produzione letteraria, cui sono legate possibilità inedite, dal semplice calco di post e commenti alla costante esposizione di sperimentali work in progress; una specie di circuitazione costante, insomma, di cui oltre a Tana è recente esempio, da ultimo, anche Hitler, il romanzo che Giuseppe Genna ha appena pubblicato facendolo seguire al libro on line Medium, che tra il nuovo titolo e il precedente, Dies Irae (uscito nella stessa collana della Viola due anni fa), fa quasi da spola e ne rappresenta, per così dire, il palinsesto di lavoro.
Quanto al romanzo di Monica Viola, attraverso quarantasette stazioni – quarantasette capitoli sincopati, lunghi in media tre pagine e mezzo – si spiega sotto i nostri occhi l’intera educazione sentimentale di un’adolescente nata negli anni sessanta. Più che una famiglia, la sua sembra una tribù: «otto figli, madre, padre, suocera, più vari animali domestici […] Bisogni, voci, pianti e urla si accavallavano e incrociavano nelle stanze disposte in fila, come un lungo e lento verme». Sullo sfondo, Roma è la spianata sorniona che ospita il villaggio: la Roma che la protagonista vive in prima persona, quella dei licei borghesi, dei pomeriggi Genesis e delle notti Piper; ma anche la Roma degli scontri tra estremisti di destra e esponenti della sinistra radicale, la Roma di Via Fani e del sequestro Moro: «la sensazione dominante era quella di una generica e diffusa insicurezza, come se qualcosa di inaudito e sconvolgente fosse accaduto, uno spartiacque senza ritorno».
Una città tutta da scoprire, aperta come la vita e al pari della vita interdetta dal lutto, dalla morte: «un pomeriggio mi chiama Alice da una cabina, in lacrime. Mi grida “Hanno sparato a Luca” […] Accendo il telegiornale, lo presentava Emilio Fede quella sera. Dice che qualcuno ha sparato al volto di un giovane, in una via a due isolati da casa mia […] Non faccio mai quella via, quella dove il giorno dopo la morte di Luca ho visto il suo sangue sul marciapiede». Nella scrittura di Viola niente resta fuori – il dramma familiare, la scoperta della sessualità, la coscienza di una generazione -, e se per un attimo ci perdiamo nelle estati di Santa Marinella o nelle vacanze in Veneto, è solo una parentesi, perché quelli sono pur sempre gli anni delle “strategie”: «la strategia della tensione produceva efficaci paranoie collettive. Per un periodo inizio a pensare che forse mi riconosco più nel  socialismo che nel comunismo, che il comunismo ha in sé qualcosa di potenzialmente pericoloso, senza ritorno. Che ci sono libertà che il comunismo non tutela. Non sono pensieri veri e propri, sono sensazioni di un pensiero, qualcosa che respiro, nel 1978, in terza media». Niente resta fuori, ma niente prende violentemente il sopravvento sullo sguardo della “bambina con i capelli a ombrellone”. E a ben riflettere è proprio in questo equilibrio tra facilità di respiro, sua autenticità, e sicurezza nella prosa che sta il carattere più impressionante della scrittura di Monica Viola.  (Stefano Gallerani)

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23 Risposte to “SE SOLO QUALCUNO GLI SPIEGASSE MEGLIO…”

  1. kinglear Says:

    159 pp. 15€
    E la copertina è davvero brutta.

    Be’, se l’ufficio stampa lo manderà, altrimenti niente.

    Gli Dei non faranno per te quello che tu puoi fare da te. ^___^

    Dove
    l’hai
    nascosta
    la Gajetta?
    Dove,
    Lucio
    cattivo? ^___^

  2. kinglear Says:

    159 pp. 15€
    E la copertina è davvero brutta.

    Be’, se l’ufficio stampa lo manderà, altrimenti niente.

    Gli Dei non faranno per te quello che tu puoi fare da te. ^___^

    Dove
    l’hai
    nascosta
    la Gajetta?
    Dove,
    Lucio
    cattivo? ^___^

  3. Lioa Says:

    Giuseppe, fai il bravo, evita di mandarmi nei commenti immagini così pesanti, ok? Thank you…

  4. GajaC Says:

    JOSEPH!!! UN PO’ PIU’ GRANDE NO, EH??? :-DDDD
    Comunque sono qui! (povero lucio! scusami!:*)

  5. GajaC Says:

    JOSEPH!!! UN PO’ PIU’ GRANDE NO, EH??? :-DDDD
    Comunque sono qui! (povero lucio! scusami!:*)

  6. kinglear Says:

    @ LUCIO

    Non ti preoccupare, Lucio. L’immagine è pesante sì, ma è su lapoesiaelospirito.com

    Comunque in futuro evito. 🙂
    O intendi forse dire che non ti piace Gajetta a prescindere? 😀

    @ GAJETTA

    Hai visto che bella che sei, Gajetta. E quel cattivone di Lucio non ti vuole. :-))) Ma se tu sei la sola luce di questo blog! Lo accendi come farebbe un angelo, Gajetta.
    Hai proprio degli occhioni da gattina. ^____^”’

  7. kinglear Says:

    @ LUCIO

    Non ti preoccupare, Lucio. L’immagine è pesante sì, ma è su lapoesiaelospirito.com

    Comunque in futuro evito. 🙂
    O intendi forse dire che non ti piace Gajetta a prescindere? 😀

    @ GAJETTA

    Hai visto che bella che sei, Gajetta. E quel cattivone di Lucio non ti vuole. :-))) Ma se tu sei la sola luce di questo blog! Lo accendi come farebbe un angelo, Gajetta.
    Hai proprio degli occhioni da gattina. ^____^”’

  8. GajaC Says:

    JOSEPH!!!

    CHE TE POSSINO!!!
    (e basta che mi fai arrossireeeee!!! :-DDDD)
    #^__________^#

  9. GajaC Says:

    JOSEPH!!!

    CHE TE POSSINO!!!
    (e basta che mi fai arrossireeeee!!! :-DDDD)
    #^__________^#

  10. utente anonimo Says:

    Mi appello all’ufficio stampa Rizzoli perché NON spedisca copia del libro al dottor Iannozzi. Se lo leggesse e recensisse, sarebbe la fine di un mito: dove andrebbe a finire la fattispecie di recensione definita “alla Iannozzi”, cioè fatta senza avere la minima idea del libro?

    Lino Jannuzzi De Turris

  11. utente anonimo Says:

    Mi appello all’ufficio stampa Rizzoli perché NON spedisca copia del libro al dottor Iannozzi. Se lo leggesse e recensisse, sarebbe la fine di un mito: dove andrebbe a finire la fattispecie di recensione definita “alla Iannozzi”, cioè fatta senza avere la minima idea del libro?

    Lino Jannuzzi De Turris

  12. kinglear Says:

    Mi appello anch’io all’ufficio stampa Rizzoli: non mandate alcuna copia, altrimenti, come molto bene evidenzia il Dottor Lino Jannuzzi De Turris, verrei privato della gioia di recensire dai risvolti di copertina. 😀

    GRANDE LINO JANNUZZI DE TURRIS! 😀

  13. kinglear Says:

    Mi appello anch’io all’ufficio stampa Rizzoli: non mandate alcuna copia, altrimenti, come molto bene evidenzia il Dottor Lino Jannuzzi De Turris, verrei privato della gioia di recensire dai risvolti di copertina. 😀

    GRANDE LINO JANNUZZI DE TURRIS! 😀

  14. kinglear Says:

    @ GAJETTA SUZANNE

    Che bello! ^___*
    Le belle bimbe come te quando arrossiscono un poco sono irresistibili.

    DUE BACIONI PER I TUOI OCCHIONI E ALTRI DUE PERCHE’ COSi’ ARROSSISCI DI PIU’ ^_____*

  15. kinglear Says:

    @ GAJETTA SUZANNE

    Che bello! ^___*
    Le belle bimbe come te quando arrossiscono un poco sono irresistibili.

    DUE BACIONI PER I TUOI OCCHIONI E ALTRI DUE PERCHE’ COSi’ ARROSSISCI DI PIU’ ^_____*

  16. Lioa Says:

    Giuseppe, mi stupisci! Hai avuto una reazione curiosamente pacata verso il tuo quasi omonimo Jannuzzi:- )

  17. utente anonimo Says:

    lucio, non ti senti neanche un pochino in colpa? lo sai che a milano c’è una donna che cerca di orientarsi nella pianura dell’eco?

  18. Lioa Says:

    ah, sì… vox clamantis in deserto:- )

  19. kinglear Says:

    Lucio caro, la pace è di chi pacifica, non di chi ingrossa la tempesta con l’eco della sua voce. 🙂

  20. Lioa Says:

    Secondo me stai frequentando un corso di Buddhismo Zen finanziato dalla regione:-

  21. utente anonimo Says:

    beh, sì. d’altra parte, hoc erat in votis.

  22. kinglear Says:

    Tutto ha un prezzo eccetto la saggezza. 🙂

  23. utente anonimo Says:

    yawn…

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