FIGARO QUA, FIGARO LÀ

dogibarbuti

.

.

.

.

.

Qui al Lido di Venezia il barbiere di riferimento è Loris, in via Negroponte (una traversa del Gran Viale). Anch’io, da quando sono diventato lidiota (senza l’apostrofo tra la prima e la seconda lettera, per piacere), mi affido a lui per una semplice "pareggiata" periodica agli ultimi capelli rimasti:-). Si discuteva, l’ultima volta, di crisi delle vocazioni nel settore (anche lì!), considerando che le nuove leve tendono a preferire il femminile; del fatto che è scomparsa da decenni l’abitudine di andare a farsi fare la barba, appunto, dal barbiere, in barba all’etimologia del termine (i barbieri di oggi sono soprattutto "capellieri"); e dello speciale "osservatorio" che un salone di barbiere può costituire, con la sua variegata clientela, in genere abbastanza comunicativa. Tra una sforbiciata e l’altra un barbiere può, infatti, cogliere e riciclare storie, umori, pettegolezzi, informazioni di varia natura concernenti i più disparati campi dell’attività umana…

Era il 12 febbraio scorso e proprio quel giorno, qualche ora dopo, trovo sul Gazzettino il seguente articolo di Predrag Matvejevic:

«Sono tanti i mestieri, gli artigianati, le botteghe a Venezia. È difficile contarli e quasi impossibile descriverli. Non si può resistere, tuttavia, al fascino particolare dei saloni da barba. Un tempo facevano concorrenza alle osterie e sostituivano talvolta anche le sagrestie. Si trovavano a ogni passo, oggi sono più rari. E i pochi superstiti non somigliano a quelli di una volta. Il lavoro dei barbieri non era soltanto un mestiere, ma anche una vocazione o perfino un sacerdozio. I loro gesti erano più eleganti dei gesti degli artigiani. Il loro parlare era più elevato del parlare dei commercianti. Le loro mani erano più mansuete delle mani degli amanti. Il loro nome si trasformava spesso in cognome. Nella bottega di barbiere si poteva venire a sapere quello che succedeva in giro, conoscere quasi tutto sulla città e la sua storia. Talvolta si aveva l’impressione che lì si svolgesse la storia stessa. I barbieri veneziani sapevano raccontare come veri narratori. Sapevano divertire, consolare, talvolta anche commuovere o turbare i clienti con i loro racconti. Conquistarono ruoli incomparabili sulle scene: in commedie, drammi, melodrammi e opere liriche. Sono entrati anche nella letteratura – anzi è strano che non vi siano ancor più presenti, essendo veri e propri personaggi letterari. Goldoni non poté fare a meno di dedicargli la propria attenzione. Quando i nobili ed i cittadini d’alto rango si tolsero dal cranio la parrucca , al momento in cui cadde l’aristocratica Repubblica che la privilegiava, i barbieri continuarono comunque a mantenere l’appellativo di parrucchieri. E continuarono a occupare il proprio posto sui palcoscenici. Gli attrezzi e strumenti del mestiere, di cui si servivano e continuano a servirsi, sono semplici e utili: il pennello da barba e il rasoio, varie specie di forbici, il lavamano e l’accappatoio, il pettine e la spazzola, la saponiera e la schiuma di sapone. Gli svariati profumi, ciprie, pomate e lozioni da loro adoperati e le fluidi frasi in lingua italiana e in dialetto veneziano completano l’inventario. I barbieri più (istruiti) provveduti si esprimevano anche in furlan, e conoscevano perfino qualche parola tedesca o slava. In nessun’altra parte d’Europa, nemmeno a Siviglia, c’erano tanti conciatori di teste, tonsori e barbitonsori, "figari" di mano lesta e di lingua sciolta, quanti ce n’erano a Venezia. Rossini conosceva meglio i barbieri che operavano nei pressi del teatro La Fenice che quelli di Castiglia.Non c’era una sola galea veneziana di grosso tonnellaggio che, mettendosi in viaggio per lidi lontani, non prendesse a bordo un marinaio incaricato di sbarbare una parte dell’equipaggio, soprattutto gli ufficiali e il capitano. La Serenissima ci teneva a che i propri cittadini, sbarcando in porti e città di altre sponde, mostrassero un volto sereno. Intorno all’Arsenale erano ogni giorno al lavoro una decina di questi barbieri-marinai. Alcuni barbieri divennero famosi per la loro maestria, ma nessuno di loro fu eletto doge. Nonostante sapessero tutto della politica – in politica non ebbero successo. Molti uomini politici, invece, erano dei barbieri mal riusciti o irrealizzati. Sono scomparse le vecchie e buone guide turistiche che sapevano indicare dove e quando c’era stata una bottega da barbiere, nel centro città o in periferia, dalla Riva dei Sette Martiri ai Giardini di Papadopoli.»

(Da http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3679300&Data=2008-02-12&Pagina=16&Hilights=barbiere )

Si veda anche il link:

ANTICA BARBIERIA COLLA LA CURA DEL CAPELLO DAL 1904

Approfondimento wikipedico:

Il barbiere di Siviglia è un’opera lirica di Gioacchino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais

Qui il libretto on line:

http://www.librettidopera.it/barb_siv/barb_siv.html

da cui:

«Rasori e pettini,
lancette e forbici,
al mio comando
tutto qui sta.
Rasori e pettini,
lancette e forbici,
al mio comando
tutto qui sta.
V’è la risorsa
poi del mestiere
con la donnetta…
col cavaliere…
con la donnetta…
trallalallero
e col cavaliere
la la!
Ah, che bel vivere,
che bel piacere
che bel piacere
per un barbiere
di qualità 
di qualità !
Tutti mi chiedono,
tutti mi vogliono,
donne, ragazzi,
vecchi, fanciulle:
Qua la parrucca
Presto la barba
Qua la sanguigna
Presto il biglietto
Tutti mi chiedono,
tutti mi vogliono,
tutti mi vogliono,
tutti mi vogliono,
Qua la parrucca
Presto la barba
Qua la sanguigna
Presto il biglietto
Figaro, Figaro
Figaro, Figaro
Figaro, Figaro
Figaro, Figaro
Figaro
Ahimè, ahimè, che furia!
Ahimè, che folla!
Uno alla volta,
per carità ,
per carità ,
per carità!
Figaro
Son qua!
Figaro
Son qua!
Figaro qua,
Figaro la
Figaro qua,
Figaro la
Figaro su,
Figaro giù
Figaro su,
Figaro giù»

(Nell’immagine: i dogi barbuti della boutique di Fiorella Mancini a Venezia. Foto di A. Bianchi.)

Annunci

3 Risposte to “FIGARO QUA, FIGARO LÀ”

  1. milano08 Says:

    Bello il Barbiere di Siviglia, ma a me piace sopratuttto la Carmen di Bizet.
    Sono figlia di un grande intenditore
    di musica operistica.

  2. milano08 Says:

    Bello il Barbiere di Siviglia, ma a me piace sopratuttto la Carmen di Bizet.
    Sono figlia di un grande intenditore
    di musica operistica.

  3. utente anonimo Says:

    bella figura poliedrica quella del barbitonsore che faceva la “barba e il contropelo a tutti”…Ma vuoi mettere il fascino dell’uomo con barba e baffi bye

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...