ANCH’IO HO SOGNATO PADRE PIO…

Premetto che non ho nessuna intenzione di essere né blasfemo né offensivo. Ieri sera, verso le 23.00, accendendo en passant la tivù mi è schizzata addosso una puntata di "Porta a Porta". L’argomento era la riesumazione delle spoglie di Padre Pio. Fra gli ospiti c’era anche l’ex bambino Matteo Colella, miracolato a sette anni e ora quindicenne. Con lui entrambi i genitori, Irene Pivetti e un’altra manciata di opinionisti…  Il tema e la presenza di Matteo mi hanno subito fatto tornare in mente che qualche settimana fa, esattamente il 26 gennaio scorso, passando verso le 17.00 davanti alla Libreria Mondadori di Venezia, lessi nella locandina appesa all’esterno che proprio a quell’ora era ospite Antonio Socci, in tournée per la presentazione del suo nuovo libro "Il segreto di Padre Pio", dopo i precedenti su Fatima, Medjugorie eccetera. Incuriosito, salii al secondo piano (spazio eventi) e ascoltai dalla sua viva voce proprio la storia del bambino Matteo: colpito a sette anni da meningite fulminante, nel giro di qualche ora era stato dato per spacciato. Il grave collasso cardiocircolatorio, la difficoltà a ossigenarsi nonostante la ventilazione meccanica, la sofferenza renale e la grave alterazione del sangue avevano fatto pensare al peggio. La mamma di Matteo invocò con fiducia Padre Pio, di cui era devota, e il bambino recuperò rapidamente salute e speranza di vita…

Scrive Socci nelle pagine del libro riportate qui:

http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm 

«La signora riferisce di segni inequivocabili della vicinanza del padre (per esempio un intenso “dolcissimo e gioioso” profumo di rose e viole da lei avvertito) e aggiunge: “Solo il Signore sa il senso di tutto ciò che è accaduto alla nostra famiglia. La mia certezza è che Egli ci è stato vicino e ci ha benedetti, grazie anche alla intercessione e alla preghiera amorevole di Padre Pio che, della sua missione sulla terra, diceva: ‘Come sacerdote la mia è una missione di propiziazione: propiziare Iddio nei confronti dell’umana famiglia’. E così è stato, caro Padre Pio, ci hai abbracciati nella prova e ci hai raccomandati a Dio”… [cut]… E il piccolo Matteo? Ricorda nulla di quelle ore di incoscienza? Per la medicina egli non doveva sentire, né vedere nulla, tantomeno ricordare qualcosa. Ma interpellato subito dopo il suo risveglio, Matteo riferì invece un ricordo molto preciso e sconvolgente: “Durante il sonno io non ero solo. Ho visto un vecchio. Mi sono visto da lontano, in questo letto, attraverso un buco tondo. Io ero vicino ai macchinari e un vecchio con la barba bianca e vestito lungo e marrone, mi ha dato la mano destra e mi ha detto: ‘Matteo, non ti preoccupare, tu presto guarirai’, e mi sorrideva. Per la verità il racconto del piccolo Matteo, nella sua interezza, è ancora più sconvolgente. Infatti prosegue così: “Dall’altro lato ho visto tre angeli (…) i loro visi perché erano luminosi. Un altro giorno ho raccontato poi allo zio Giovanni che sempre quella notte ho guarito un bimbo rigido con gli occhi celesti-verdi e i capelli neri e stava sul lettino di un ospedale a Roma. Poi ho ripetuto il sogno alla mia mamma, la mamma mi ha chiesto: come sei andato a Roma? E io ho risposto: ho fatto una specie di volo con Padre Pio che mi teneva la mano e mi ha parlato con la mente, e quando siamo arrivati mi ha chiesto: ‘Vuoi guarirlo tu?’. E io ho detto: come si fa? Così, con la forza di volontà. La mamma mi ha chiesto: come hai capito che eri a Roma? Ho riconosciuto il Luna Park dove ero andato con zio Giovanni”. Conclusione del bambino: “Mi ha guarito Padre Pio”.»

Dopo la presentazione veneziana del libro, un signore del pubblico fece osservare a Socci che, pur non negando nulla, vicende quali quella del piccolo Matteo lo lasciavano puntualmente perplesso. Erano soprattutto la qualità e la quantità dei miracoli a metterlo in crisi. «Che cosa cambia nel mondo – si chiedeva ogni volta – se a fronte di milioni e milioni di altri bambini (o adulti) che soffrono o hanno sofferto (nel Darfour, nei lager… ), per non parlare di interi popoli travolti dalla guerra, dalle carestie, dalla fame e via discorrendo, qualche singolo caso scampa miracolosamente a una malattia o persino alla morte? Nell’economia generale, nell’ oceano del Male, nello scandalo della sofferenza, a che giova che qualche sporadica eccezione la faccia franca? In sostanza: già che si scomoda a intervenire nelle vicende umane, perché la Divinità non risolve qualche problema di portata maggiore o più generale?»

Socci rispose che no, che andava bene così, che lo scopo dei miracoli era semplicemente quello di consolidare la fede nella presenza costante e amorevole della Divinità accanto a noi e nell’efficacia della preghiera…

Ieri sera, a "Porta a Porta", c’era anche lo scettico Odifreddi, secondo il quale invocare i santi per ottenere benefici e favori non è segno di grande spiritualità, bensì di grande materialità. Si invocano i santi,  peraltro, nell’illusione che possano  miracolare in proprio, mentre a quel che risulta a lui possono solo intercedere presso Dio…

A quel punto mi è tornato in mente un "sogno con Padre Pio" capitato nientemeno che… a me!

Nel mio sogno, ovviamente, c’entravano i libri… e guarda caso i miei:- ) Non avevo ancora smaltito, in effetti, il duro colpo di NUVOLE A COLAZIONE con la conseguente cacciata dal mondo dell’editoria ad opera del mio editore di allora, la terribile Orietta Fatucci di Einaudi Ragazzi (qui la storia: http://lucioangelini.splinder.com/post/6257856 ).

Con beneficio d’inventario, mi ero appuntato il sogno su un pezzetto di carta, in attesa di sviluppi che, ad oggi, non ci sono stati… Giustamente, forse, data anche la mia scarsa o inadeguata devozione…

Ecco gli appunti:

«Nelle prime ore del mattino di oggi 25.5.1997 ho avuto questo sogno: c’erano due tovagliette poste su due pance (chissà di chi!), a coprire doni abbondanti e graditi che si stavano preparando. A un certo punto Padre Pio, che era disteso da qualche parte e sofferente, si è sollevato in piedi, si è portato a passi balzellanti nella ex camera dei miei figli V. e F. (appartamento di calle Racchetta, in cui ho abitato fino al giugno 1995) e mentre dicevo: "Nonna, guarda, padre Pio si è alzato!", lui è volato di colpo sopra la porta che dà nell’antibagno e mi ha indicato una vaschetta appesa al muro, una sorta di piccola acquasantiera pensile dai colori indiani (quei celestini sfumati di arancio e rosa pallido…) e mi ha detto: «Lucio, il tuo libro pubblicato è qui con sicurezza, anzi lo scriverai per me!» Lì il sogno si è interrotto. Che cosa cavolo può significare? E che c’entra la nonna [una mistica minore del ‘900 le cui visioni sono rimaste note solo all’interno della ristretta cerchia famigliare, n.d.r]?»
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Be’, a distanza di 11 anni dal sogno, non ho ancora trovato una risposta, e quel che è peggio non ho ancora messo in cantiere alcun progetto di libro da scrivere "per" Padre Pio, con tutto il rispetto per la Sua figura. Che dire se non: "Mah. Bah. Chissà. Se vivrò vedrò… "? Dubito, in ogni caso, che Padre Pio voglia ricompensare con doni abbondanti e graditi proprio me, tra le tante migliaia di vittime dell’ingiustizia, o che persino lui riuscirebbe a sciogliere il duro cuore dell’Orietta:- ) 
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4 Risposte to “ANCH’IO HO SOGNATO PADRE PIO…”

  1. utente anonimo Says:

    forse la sera prima avevi mangiato lasagne, cipolle fritte, fegato, involtini primavera e tiramisù?
    😉

    baci
    Marzia

    p.s. ma che lavoro è l’opinionista?

  2. Lioa Says:

    Forse “mi ero” mangiato il fegato:- )

  3. Marica Rango Says:

    CIAO HO LETTO PROPRIO ORA IL TUO SOGNO. I TUOI FIGLI POTREBBERO INDICARE UN PERIODO DI TEMPO PRIMA CHE TU CAPISSI QUALCOSA DI QUESTO SOGNO PROBABILMENTE 20 ANNI. POI SEI SICURO CHE TRA LE VISIONI DI TUA NONNA NON CI SIA QUALCOSA DI IMPORTANTE CHE RIGUARDI PADRE PIO E CIO’ CHE HA FATTO?VORREI CONSIGLIARTI DI RILEGGERTELE. MI VIENE DA CONSIGLIARTI ANCHE LA LETTURA DEL QUADERNO DELL’AMORE DEL DOTT LUIGI GASPARI SCRITTO NEL LONTANO 68 PER VOLONTA’ DEL SACRO CUORE DI GESU’ E DI PADRE PIO. E’ L’INTIMO COLLOQUIO DEL CUORE DI GESU’ CON IL CUORE DELLA PERSONA CHE LEGGE, SONO LE SUE PAROLE DI GRAZIA, DI GIOIA E DI PERDONO. INFATTI PADRE PIO TI INDICAVA E TI PARLAVA DI UN LIBRO NELL’ACQUASANTIERA, IL LIBRETTO QUADERNO DELL’AMORE E’ BENEDIZIONE VOLUTO ANCHE DA PADRE PIO. LO PUOI TROVARE SUL SITO http://WWW.ARCHIVIOGASPARI.IT. TI AUGURO TANTE BELLE COSE E SPERO DI ESSERTI STATA UTILE. MARICA.

  4. Luan Says:

    In realtà non ho capito quasi nulla, se non che vorresti farmi comprare il libretto di Gaspari:-9

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