ESSERE, APPARIRE, RISORGERE…

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Un po’ per pigrizia, un po’ perché sto partendo per Fano, un po’ perché mi piace davvero tanto, riprendo anche per le vacanze pasquali di quest’anno un pasqualissimo, anche se lievemente dissacratorio, brano di Antonio Moresco, già postato in questo blog il 15 aprile del 2006. Chiarisco, però, che se se il mistero della Croce e della Resurrezione "ci assicura che L’ODIO, LA VIOLENZA, IL SANGUE, LA MORTE non hanno l’ultima parola nelle vicende umane" (Giovanni Paolo II), mi unisco volentieri a tale nobilissima speranza. 
 
«COME ASCENDERE
 
"Sono passati già quaranta giorni…", constatò Gesù. "Mi tocca ascendere." 
Il sentiero cominciava a salire, non si poteva guardare dalla parte di Betania…
Uno degli apostoli gli si era accostato, gli stava dicendo qualcosa, sottovoce.
"Sapevo da sempre che questa battuta sarebbe stata pronunciata…", mormorò Gesù passandosi una mano sulla fronte…
… [cut]…
Erano ormai arrivati quasi in cima.
"Come posso tenerle, le mani?", si ricordò di chiedersi Gesù. "Non tutte e due incrociate sul petto come un bambolotto, ma neppure stecchite lungo i fianchi… A tenerle tutte aperte e allargate ai lati della testa assumerei un aspetto insopportabilmente pretenzioso durante l’ascensione… Ecco… potrei forse tenerle dietro la schiena, con le dita intrecciate, la testa leggermente inclinata da una parte, le spalle un po’ strette… Potrei grattarmi d’un tratto un angolo della bocca, o di un occhio, volendo, per minimizzare un po’ la cosa…"
Non sentiva già più il terreno sotto i piedi, gli apostoli dovevano già arrovesciare la testa per vederlo, sulla cima del colle che oscillava.
"Forse non ci sarà più nessuno ad aspettarmi…", si disse ancora Gesù, "troverò tutto vuoto e deserto, abbandonato, le luci spente, cartacce che volano, sedie rovesciate…"»

(Antonio Moresco, "Gli esordi", Feltrinelli)

(Immagine da http://www.juancarlosgarciaweb.com/ascension.jpg )

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Una Risposta to “ESSERE, APPARIRE, RISORGERE…”

  1. kinglear Says:

    Siamo caduti, caduti
    non insieme
    ma siamo per sempre qui
    fra macerie e corpi avvolti
    nella precarietà
    d’un’eterna fragilità

    Tu, proprio tu
    che a tutti giurasti
    d’essere di Dio
    il Prediletto,
    oggi schiumi
    dalla bocca avida
    la Bestemmia
    che ti farà grande
    ancora,
    che ai cieli più negri
    mostrerà senza amore
    la Spada e la Sfida

    I Morti han scavato via
    la terra, gl’avelli divelti
    e le chiome degl’ulivi
    di sangue già dipingono
    l’orizzonte; e tu
    – tu che promettesti mari
    e monti -, adesso piangi
    non più coraggioso
    d’un agnello destinato
    al macello

    Ai piedi di Giuda ti getti
    quasi a chiedergli perdono,
    perché ti sia salva la vita;
    ma trenta danari son tanti
    per chi non ha visto niente
    Rassegnato accogli il bacio,
    con nel cuore già piantata
    la Croce

    Tu, tu che fosti oggi qui
    domani altrove, non farai
    più un solo passo da vivente
    su questa terra che ai Morti
    già appartiene per governo
    e sconfitta democrazia;
    così alta è la tua bestemmia

    Demonio, così alta, per Dio!

    😉

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