“LONTANO DA OGNI COSA”, di MATTIA SIGNORINI (2)

[Mattia Signorini, dalle belle guance:-)]

PARTE SECONDA
 
Passa un anno. Stefano si laurea “con QUESTA sensazione di inutilità e idiozia” (p.117) e l’impressione schifata che “l’università con tutto il suo fagotto [fagotto???, n.d.r.] di professori e studenti rinsecchiti fosse diventata una specie di contenitore vuoto con parentesi rade di divertimento e fasci di energia pulita”. Per consolarsi, va a vivere con Marta Ferro in un alloggetto dietro la stazione. Non ha nessuna intenzione di finire in una fabbrica o in un ufficio o in un qualsiasi posto con un orario stabilito e le sue ricerche di qualcosa di più gratificante lo conducono alla grande officina creativa Armadillo, dove nel dipartimento di fotografia tale Cesare Borromeo ha da poco sostituito l’iperfamoso Fiorenzo Carciofi [si noti l’inventiva di Signorini nell’ideare cognomi, n.d.r.] (p.120). Nell’ambiente razzolano anche due stagiste, Giorgia Paoli e Lavinia Manca. Il Borromeo, purtroppo, si rivela un paraculo & figlio di puttana che fa lavorare gli altri per poi attribuire a se stesso ogni merito dei vari progetti, così Stefano abbandona lo studio e si mette alla ricerca di una nuova opportunità di lavoro: è preso in simpatia da tale Letizia Marechiaro, che lo fa assumere come maschera strappa-biglietti in un cinema della catena Multiflex. Marta, nel frattempo, è diventata barista e ha introdotto surrettiziamente nel loro menage la detestabile gatta Misa. Stefano non tarda a scoprire che “strappare i biglietti e restare fermo ore nella stessa posizione distrugge le cellule del suo cervello”, spegnendole “una dietro l’altra a velocità pazzesca” (p.136), così, guardando “i suoi ventisette anni”, torna a domandarsi “cosa penserebbe di tutto questo il me di qualche anno fa”. Si chiede, inoltre, "dove cazzo" sia finito Alberto Lari. A quest’ultima curiosità risponde Chiara Valentini, che, materializzatasi all’improvviso, lo trascina a Milano con “addosso un misto di emozioni elettriche[elettricità ed energia sono, come ognuno avrà ormai intuito, un po’ i chiodi fissi di Signorini, n.d.r.]: sono stati entrambi invitati, infatti, alla vernice di una mostra di Alberto Lari presso la galleria Ljegerbach. Nel corso dell’evento Alberto Lari risponde con menefreghismo e fastidio ai numerosi giornalisti e fotografi intervenuti. È come se “la sua stessa energia pura e violenta fosse stata rispedita a tutti gli sconosciuti presenti con le stesse velocità e vibrazioni scoperte” (p.151). I suoi quadri hanno raggiunto una perfezione di cui Stefano non l’aveva quasi ritenuto capace: “Non c’è una sola pennellata fuori posto”, è costretto ad ammettere, ma si rifà pensando che “a guardarli bene mancava qualcosa… gli spazi bianchi senza-colore e la difformità di altri spazi troppo pieni”. Alberto, Stefano e Chiara vanno a cena “in QUESTO ristorante con i camerieri in livrea”, ma subito dopo si fiondano a casa di Alberto, impazienti di baloccarsi con due bustine di una sostanza psicotropa chiamata “Mondi paralleli”. Tra le conseguenze, un lungo bacio tra Alberto e Stefano. Durante il viaggio di ritorno in treno, Stefano e Chiara fanno all’amore in uno scompartimento. "Due o tre volte la porta scorrevole viene aperta e richiusa subito dopo". Stupefacente il loro commento: “Chissà cosa credono stiamo facendo!” (p. 161). Il successo di Alberto mette addosso una compulsiva urgenza di esprimersi anche a Stefano, il quale, tuttavia, per differenziarsi dall’amico, decide di cimentarsi nel campo della sceneggiatura. Tra una trombata e l’altra con Chiara Valentini, il ragazzo si chiede se “le storie sognate, le storie che iniziano con un’energia [aridajjje!, n.d.r.] violenta e un insieme di sensazioni forti e incontrollabili durino per sempre”. [È evidente che non ha letto l’Ecclesiaste, n.d.r.]. Marta Ferro, capìto l’andazzo, gli dà il benservito e si dilegua con un altro a bordo di un furgoncino. Verso la fine di settembre Alberto Lari riappare nell’appartamento padovano di Stefano, ma “il suo baricentro energetico sembrava come imploso nel centro dello stomaco”: insomma ha litigato con Ljeberbach. I due amici riprendono a convivere, Stefano tutto compreso nella propria scrittura, Alberto nella propria pittura. A una festa universitaria Stefano dice a una certa Emma Bini (con “addosso QUESTO cappellino rosso”): “Tu ci credi, nell’energia?” E lei: “Quale energia?”. Stefano: “Non si può spiegare. O la senti o non la senti”. [Si confronti il Quélo di Corrado Guzzanti: "La risposta è dentro di te, solo che è sbajjata!", n.d.r.] Segue un nuovo episodio di amore a tre.
A un certo punto nel cinema Multiplex viene programmato un ghiotto evento: la presentazione dell’ultimo film del mitico Saverio Fucqa [ma per piacere!, n.d.r.], di cui Stefano conosce a memoria ogni pellicola precedente. Il nuovo capolavoro si intitola “Poche luci a cielo aperto” [forse qualcuna di più a cielo chiuso?, ci si domanda, n.d.r.]. Stefano, purtroppo, ne rimane deluso e lo dice senza tanti peli sulla lingua al regista intervenuto alla serata, aggiungendo che vorrebbe fargli leggere la propria sceneggiatura. Fucqa accetta di esaminarla e – tu guarda la vita! -, la trova “maledettamente fresca”, così anche per Stefano paiono spalancarsi le porte del successo artistico. Per aiutare il destino, il ragazzo lascia non solo il lavoro, ma anche la sonnolenta città di Padova per muovere alla conquista di Roma. “Non sapevo cosa mi preparava il futuro, ma adesso sapevo almeno che ogni spirale in cui ci sentiamo costretti ha sempre una via d’uscita” (p.198). Ce la farà il nostro eroe a entrare nel magico mondo del cinema? Lo sapremo alla prossima puntata…
. 
[CONTINUA]

(Foto di Maurizio Sabbadin)

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4 Risposte to ““LONTANO DA OGNI COSA”, di MATTIA SIGNORINI (2)”

  1. utente anonimo Says:

    Ti ho scritto qualche giorno fa richiedendoti un manoscritto da leggere per vibrisselibri. Ho indirizzato a Ptlio, ma non ho ricevuto risposta.
    Inviamelo al più presto. Ce la fai in giornata? Altrimenti comincio altre cose…

    Di Mattia Signorini, mi sono occupato anch’io, qui:
    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=914

    Buona giornata.

    Bart

  2. kinglear Says:

    GRANDE. 😀

  3. Lioa Says:

    @ Bart. Mandato. Fammi sapere.

  4. BOCL N. 45 (ALTRI RAGAZZINI DELLA LETTERATURA) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] “LONTANO DA OGNI COSA”, di MATTIA SIGNORINI (2) […]

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