“LONTANO DA OGNI COSA”, di MATTIA SIGNORINI (3)

Away from It All

 

PARTE TERZA
 
Stefano e Saverio Fucqa lavorano alla sceneggiatura con un accanimento “non frenabile”. Il titolo a cui hanno pensato è Buongiorno Margherite, ma Fucqa, nonostante “quella sua solita energia”, appare sempre più stanco. Il produttore Gualtiero Brighi li va a trovare “con QUESTA Bentley” e l’io narrante puntualizza: “Portava al polso un vistoso orologio, ma tuttora non saprei dire di che marca fosse” [tranquillo, Signorini, della marca del vistoso orologio non frega nulla a nessuno, n.d.r.]. Quelli della Polipo [un’allusione alla Medusa Film?, n.d.r.] non accettano che la vicenda sia ambientata a Padova, a cui preferiscono senz’altro la Grecia. Ed è così che il produttore Gualtiero Brighi e lo sceneggiatore Stefano Bersani sono costretti a fare le valigie e a trasferirsi a Mykonos. Purtroppo hanno idee diverse. Stefano dice: “Dovremmo raccontare quello che vediamo. Questa energia continua e imperfetta. Mostrare come, dopo qualche giorno in questo posto, qualsiasi forma di eternità [???, n.d.r.] e incapacità di fermarsi cominci a trasformarsi in una specie di routine”. Ma Gualtiero Brighi è teso a “voler mischiare pochi tratti di situazioni che succedevano a quintali di altri che scivolavano addosso a liceali del tutto normali; contesti in cui poco o niente era fuori posto” (p. 220). Gualtiero, inoltre, trova incredibile “l’energia che scatena questo posto”, mentre Stefano presto non ne può più di “tutta quella gente inesausta”, senza contare che ormai considera Gualtiero Brighi “incapace di distinguere la luce di una stella cadente da quella di un Boeing” (p. 222). Rientrano in Italia, dove Saverio Fucqa peggiora a vista d’occhio. Le gambe di Chiara Valentini, al contrario, risplendono in bella mostra su cartelloni pubblicitari affissi per tutta Roma. La fanciulla convive adesso con il prestigioso scrittore-attore Liberio Carli, di trentacinque anni più vecchio di lei, ma la cui partecipazione al film potrebbe sbaragliare le perplessità di molti sponsor. Chiara si offre di cercare di convincere Liberio a recitare nel film e ci riesce. Quando Stefano rivede Chiara, le dice pieno di gratitudine: “Energia, Chiara”.
Alberto Lari, intanto, si è spostato a Londra, dove convive con una certa Giulia e un gatto di nome Faith. Ha smesso di dipingere e ripreso a fotografare con la stessa Pentax con cui una volta faceva scatti agli alberi. L’unica differenza è che adesso lo interessa “raccontare il mondo di fuori da come lo vedeva lui dentro”, mentre in passato… pure.
Iniziano le riprese del film, sotto il coordinamento di Elena Fiori che “aveva QUESTO modo involontario e distaccato di percepire il mondo e di dare alle cose la giusta importanza ed era quello che ci voleva” (p. 243). La ragazza ha una peculiarità: ad ogni parola che sente pronunciare, vede mentalmente il numero delle sue lettere costitutive: se, per esempio, le si dice “TRE”, le si accende in testa il numero “3”. A metà delle riprese una lettera di Alberto Lari ne preannuncia l’arrivo su una Citroën scassata. Quando, un mattino, Chiara Valentini si presenta sul set con un occhio pesto, Alberto Lari va a cercare il colpevole (Liberio Carli) e gliele suona di santa ragione, così compromettendo la partecipazione al film dell’importante attore. Gli sponsor se la danno a gambe e anche Alberto torna a Londra, dove, probabilmente a corto di energia naturale, si infila in vena una poltiglia di pastiglie per l’ansia. Se ne vanno, ovviamente, anche Chiara e Liberio.
Il set si sposta a Padova per gli esterni [che la figura di Saverio Fucqa sia ispirata al regista Carlo Mazzacurati?, n.d.r.], ma in dirittura d’arrivo, ovvero appena prima che sia finito il montaggio, il regista muore. Sulla sua tomba Stefano e Gualtiero faranno scrivere: “Credere nell’invisibile, nell’erba, nella poesia”, convinti che adesso Saverio Fucqa vaghi “nel flusso della Grande Energia[Bastaaaaaaaaa!!!!!, n.d.r.], anche se il mondo ha un poeta in meno. Quando il film è pronto, nessuno pare volerlo distribuire. Stefano, sconfortato, trova lavoro come commesso in un negozio di CD "per una paga da schifo". Di Alberto Lari non sa più nulla. “Non avrei mai pensato – si lagna di nuovo – di ritrovarmi ad avere un lavoro regolare e di finire a letto ogni sera prima di mezzanotte. Pensavo spesso a cosa avrebbe detto il me di qualche anno prima”. Per non restare con le mani in mano, mette mano a una seconda sceneggiatura. Un bel giorno Gualtiero Brighi si rifà vivo per annunciargli che ha finalmente trovato un distributore. Il loro film è entrato nel circuito delle rassegne d’autore e ne hanno parlato persino il Venerdì di Repubblica e Panorama. Stefano lo raggiunge a Roma. Il film, nel frattempo, ha cambiato titolo: non più “Buongiorno Margherite”, ma “Lontano da ogni cosa”, calco italiano dell’ inglese "Away from it all", di John Cleese. Il circolo si chiude con l’incipit del romanzo che, dopo orge di parole in corsivo e di passati prossimi usati anche per eventi molto lontani nel tempo, diventa l’explicit dello stesso.
 
L’opera è dedicata a “tutti quelli che hanno puntato la loro strada, dritta in faccia. E hanno svoltato”. In terza di copertina l’angelico viso dell’angelico Mattia Signorini.
Qui il sito dell’autore:
www.mattiasignorini.com 
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P.S.
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Ciao, Mattia. Non incazzarti per i miei bonari cazzeggi, ma continua imperterrito a svoltare:- )
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8 Risposte to ““LONTANO DA OGNI COSA”, di MATTIA SIGNORINI (3)”

  1. utente anonimo Says:

    INFAME

  2. Lioa Says:

    Bastardone!:- )

  3. kinglear Says:

    Bravo, bravissimo… avanti, avanti, parole parole parole… bravo bravissimo…

    GLANDE GRANDE!:-D

  4. Lioa Says:

    Nel frattempo quel gran trombone di Franz Krauspenhaar mi ha interdetto definitivamente l’accesso al blog “La poesia e lo spirito”. Non sopporta che io replichi alle sue provocazioni. Viva la poesia. Viva lo spirito (di patate) di Franz).

  5. kinglear Says:

    Ah, l’uomo con i baffi. 🙂
    Te lo dico in un orecchio, ma a forza di tappare la bocca a uno e poi a un altro rimarra circondato da “nessuno”.
    Molto brutto per uno che vorrebbe essere… come dire!… amato da tante persone. O no?

  6. Lioa Says:

    Vorrebbe apparire autorevole ed è solo autoritario… poveretto.

  7. kinglear Says:

    Si crede un arrivato?
    E’ una possibilità da non escludere.
    Comunque prima non era così, intendo prima che pubblicasse Cattivo sangue. Dopo ho l’impressione che si sia montato la testa, fin troppo. Comunque, Lucio, se si vuol far del male, non gli e lo si può impendire. 😉 Lo si lascia al suo sperito di patata. Tra l’altro sembrerebbe che la terra della Germania sia ottima per coltivare patate, solo quelle però. 😉

  8. BOCL N. 45 (ALTRI RAGAZZINI DELLA LETTERATURA) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] “LONTANO DA OGNI COSA”, di MATTIA SIGNORINI (3) […]

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