LA CAVALCATA DEL WALKIRIO

"Ma che musica che musica che musica maestro
Hai trovato la via giusta per la celebrità
Ma che musica che musica che musica maestro
Questa bella sinfonia il mondo canterà"

(Raffaella Carrà: "Ma che musica maestro!")

Ogni tanto vado a dare una sbirciatina al sito di Giuseppe Genna (www.giugenna.com) per vedere se nel frattempo l’autore di "HITLER" si sia deciso a riportare, oltre quella del mio compaesano Giuseppe Bonura e tante altre, anche la mia recensione in cinque puntate del romanzo col frego tirato sopra, ma, ahimè, resto puntualmente deluso. Il birbantello, infatti, che ormai pensa solo alla Daria Bignardi, non mi caca proprio. E dire che l’avevo scritta solo per amor suo, la miniserie, perché a me di torturarmi il cervello per chiedermi se Hitler fosse una persona in carne e ossa o non piuttosto una non-persona [= discesa di cielo in terra, insieme al lupo Fenrir, a mitologia mostrare, n.d.r.] in realtà fregava abbastanza poco, anzi, a dirla tutta, d’istinto appoggerei senz’altro la prima ipotesi. In compenso, scartabellando fra le analisi che GIU-GIUgenna ha GIU-GIUdicato più ostensibili della mia, ho trovato interessante il cappello posto in testa alla rece di WU MING 1 «Spàrati, Adolf. Spàrati adesso»:

http://www.giugenna.com/hitler_romanzo/wu_ming_1_su_lunita_sul_romanz.html

"Non riesco ad ascoltare Wagner tanto a lungo. Dopo un po’ mi viene voglia di invadere la Polonia". È una celebre battuta di Woody Allen, densa e folgorante. L’allusione è chiara: la musica di Richard Wagner – colonna sonora prediletta dei crimini nazisti – è stata per molto tempo proibita in Israele. Nel 2001 il pianista e direttore d’orchestra Daniel Barenboim ruppe il tabù e le reazioni furono violente, si discusse a lungo, si riaprì il dibattito su "Wagner precursore del Terzo Reich". Intervennero intellettuali prestigiosi, Edward Said difese la scelta di Barenboim e scrisse che la musica di Wagner ("ricca e straordinariamente complessa") andrebbe in parte separata dal suo compositore ("personaggio oggettivamente ripugnante"). Vecchio e irrisolvibile dilemma, il rapporto tra autore e opera. Oggi possiamo apprezzare un’ouverture di Wagner senza patemi d’animo, ma nel mondo tedesco fin-de-siècle le sue opere, miscelate ad altri reagenti, ebbero un effetto politico e mitopoietico, contribuirono ad alterare la chimica della mente sociale. Lo stesso Adolf Hitler, com’è noto, era un grandissimo fan di Wagner. A conquistarlo era la titanica teatralità di Wagner. Si esaltava per la rappresentazione maestosa, andava in trance per la grande e percussiva messa in scena. Wagner calza scarpe chiodate, parte alla carica, ti assalta e frastorna finché non ti domina totalmente. Francis Ford Coppola si riferiva a questo quando, in Apocalypse Now, mostrò gli elicotteri USA calare sui villaggi vietnamiti al suono della Cavalcata delle Walkirie… "

[Immagine da http://solomonsmusic.net/HitloH.gif ]

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19 Risposte to “LA CAVALCATA DEL WALKIRIO”

  1. kinglear Says:

    Il nazismo ha “rubato” Wagner e Nietzsche, ma non solo, per farli suoi, quando questi non potevamo ribellarsi alla strumentalizzazione; c’è da dire che Elisabeth, sorella di Wilhem, come sappiamo, rimaneggiò alcuni scritti del fratello per compiacere il fuhrer. Ma tutto ciò non fa di Wagner né di Nietzsche dei nazisti. E’ come se io dicessi: “Per me è duro ascoltare Mozart troppo a lungo. Dopo un po’ mi viene voglia di scoparmi qualsiasi cosa che respiri”. La battuta di Allen è folgorante quanto la mia, per il semplice fatto che gioca sull’assurdità del contenuto espresso. Leggevo di Tom Cruise al centro dell’ennesima polemica: il film da lui interpretato, “Valkyrie”, film prodotto da Scientology, è stato subito indicato per diventare un flop. Il critico della Fox, Roger Friedman, dopo aver visionato il trailer, ha sentenziato: “Valkyrie promette di essere non solo un fallimento, ma di sfiorare il ridicolo.” Probabilmente ha ragione. Dal poco che ho potuto vedere mi pare una cagata tremenda: la mitizzazione del fuhrer, in maniera più o meno blanda, oggi come oggi ha preso l’anima di molti, l’ha messa in un lager, senza concedergli alcuna coscienza critica.
    Der Untergang di Oliver Hirschbiegel, nonostante la buona interpretazione di Bruno Ganz, è stato un mezzo flop accompagnato da non poche critiche: Hitler appare ritratto nel “particolare”, persino umano nel tentativo del regista di disumanizzarlo oltremodo e di presentarlo al pubblico per un demonio totale. La disumanizzazione ha reso, neanche poi troppo per assurdo, “umano” Hitler, almeno in alcuni momenti. Un film che io reputo pericoloso ma che non censuro: però avvertirei chi lo volesse vedere di vederlo con coscienza, avendo bene in testa che cosa è stato il nazismo; e ovviamente lo sconsiglierei almeno ai minori di 18 anni, anche se ciò non risolve la possibilità che il film venga ingiustamente esaltato, come è accaduto tra alcuni giovani tedeschi e non, con il pallino per il nazismo. Da quel che ho potuto leggere in Rete, recensioni, assaggi, “Hitler” di Genna si candida all’inutilità più ridicola, ed è questo il motivo precipuo per cui mi sembra del tutto inutile perdere del tempo dietro qualcosa che non è né carne né pesce.

  2. kinglear Says:

    Il nazismo ha “rubato” Wagner e Nietzsche, ma non solo, per farli suoi, quando questi non potevamo ribellarsi alla strumentalizzazione; c’è da dire che Elisabeth, sorella di Wilhem, come sappiamo, rimaneggiò alcuni scritti del fratello per compiacere il fuhrer. Ma tutto ciò non fa di Wagner né di Nietzsche dei nazisti. E’ come se io dicessi: “Per me è duro ascoltare Mozart troppo a lungo. Dopo un po’ mi viene voglia di scoparmi qualsiasi cosa che respiri”. La battuta di Allen è folgorante quanto la mia, per il semplice fatto che gioca sull’assurdità del contenuto espresso. Leggevo di Tom Cruise al centro dell’ennesima polemica: il film da lui interpretato, “Valkyrie”, film prodotto da Scientology, è stato subito indicato per diventare un flop. Il critico della Fox, Roger Friedman, dopo aver visionato il trailer, ha sentenziato: “Valkyrie promette di essere non solo un fallimento, ma di sfiorare il ridicolo.” Probabilmente ha ragione. Dal poco che ho potuto vedere mi pare una cagata tremenda: la mitizzazione del fuhrer, in maniera più o meno blanda, oggi come oggi ha preso l’anima di molti, l’ha messa in un lager, senza concedergli alcuna coscienza critica.
    Der Untergang di Oliver Hirschbiegel, nonostante la buona interpretazione di Bruno Ganz, è stato un mezzo flop accompagnato da non poche critiche: Hitler appare ritratto nel “particolare”, persino umano nel tentativo del regista di disumanizzarlo oltremodo e di presentarlo al pubblico per un demonio totale. La disumanizzazione ha reso, neanche poi troppo per assurdo, “umano” Hitler, almeno in alcuni momenti. Un film che io reputo pericoloso ma che non censuro: però avvertirei chi lo volesse vedere di vederlo con coscienza, avendo bene in testa che cosa è stato il nazismo; e ovviamente lo sconsiglierei almeno ai minori di 18 anni, anche se ciò non risolve la possibilità che il film venga ingiustamente esaltato, come è accaduto tra alcuni giovani tedeschi e non, con il pallino per il nazismo. Da quel che ho potuto leggere in Rete, recensioni, assaggi, “Hitler” di Genna si candida all’inutilità più ridicola, ed è questo il motivo precipuo per cui mi sembra del tutto inutile perdere del tempo dietro qualcosa che non è né carne né pesce.

  3. utente anonimo Says:

    No, Kinglear, non è proprio così, la questione è molto più complessa e si capisce bene che non conosci le posizioni di Wagner. Sono quelle, le sue, a farne un precursore del nazismo, non la presunta strumentalizzazione di un Wagner “innocente”:

    While Richard Wagner lived decades before the birth of Nazism, his influence on the National Socialist movement and especially on its leader was enormous. In a tractate, Das Judenthum in der Musik, first published in 1850 under a pseudonym in the Neue Zeitschrift für Musik, Wagner wrote that Jewish music is bereft of all expression, characterized by coldness and indifference, triviality and nonsense. The Jew, he claimed, has no true passion to impel him to artistic creation. The Jewish composer, according to Wagner, makes a confused heap of the forms and styles of all ages and masters. To admit a Jew into the world of art results in pernicious consequences. In Deutsche Kunst und Deutsche Politik, Wagner spoke of the “harmful influence of Jewry on the morality of the nation,” adding that the subversive power of Jewry stands in contrast to the German psyche.
    All these ideas, together with the ultranationalistic character of his operas, especially “The Ring,” provided a fertile feeding ground for Nazi ideology and cultural conception.

    http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/anti-semitism/Wagner.html

  4. utente anonimo Says:

    No, Kinglear, non è proprio così, la questione è molto più complessa e si capisce bene che non conosci le posizioni di Wagner. Sono quelle, le sue, a farne un precursore del nazismo, non la presunta strumentalizzazione di un Wagner “innocente”:

    While Richard Wagner lived decades before the birth of Nazism, his influence on the National Socialist movement and especially on its leader was enormous. In a tractate, Das Judenthum in der Musik, first published in 1850 under a pseudonym in the Neue Zeitschrift für Musik, Wagner wrote that Jewish music is bereft of all expression, characterized by coldness and indifference, triviality and nonsense. The Jew, he claimed, has no true passion to impel him to artistic creation. The Jewish composer, according to Wagner, makes a confused heap of the forms and styles of all ages and masters. To admit a Jew into the world of art results in pernicious consequences. In Deutsche Kunst und Deutsche Politik, Wagner spoke of the “harmful influence of Jewry on the morality of the nation,” adding that the subversive power of Jewry stands in contrast to the German psyche.
    All these ideas, together with the ultranationalistic character of his operas, especially “The Ring,” provided a fertile feeding ground for Nazi ideology and cultural conception.

    http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/anti-semitism/Wagner.html

  5. utente anonimo Says:

    No, Kinglear, la questione è molto diversa da come la descrivi tu, a fare di Wagner un precursore del nazismo sono le SUE posizioni, espresse direttamente da lui quand’era vivo, non la presunta strumentalizzazione di un Wagner “innocente”:

    http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/anti-semitism/Wagner.html

  6. utente anonimo Says:

    No, Kinglear, la questione è molto diversa da come la descrivi tu, a fare di Wagner un precursore del nazismo sono le SUE posizioni, espresse direttamente da lui quand’era vivo, non la presunta strumentalizzazione di un Wagner “innocente”:

    http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/anti-semitism/Wagner.html

  7. kinglear Says:

    Parsifal era l’opera preferita di Hitler.
    La lettura, una delle letture che si possono fare delle opere di Wagner è che accolgano anche metafore antisemitiche. Ma è “una” delle possibili interpretazioni. Daniel Baremboim fu al centro di un mezzo scandalo per aver portato Wagner a Gerusalemme: «E’ una musica che può evocare associazioni col nazismo, e per questo, quando volli dirigerla a Gerusalemme, parlai prima al pubblico spiegando i perché della scelta, e dicendo che chi non gradiva poteva uscire dalla sala. Diressi, dal Tristano e Isotta, il Preludio e la Morte di Isotta, e su tremila persone ne uscirono una trentina. Gli altri seguirono in silenzio. Bisogna rispettare i sentimenti di chi soffre di certi nessi, ma non si può impedire ad altri di godere di una musica oggettivamente splendida. E poi Wagner è morto mezzo secolo prima dell’ascesa di Hitler al potere”. Aggiunge poi che rileggendo “La passione secondo Giovanni” di Bach, ha scoperto essere il testo più radicalmente antisemita della musica. Indubbiamente Wagner esaltava i miti del popolo tedesco. Ma anche il nostrano Giuseppe Verdi, se Wagner alla gogna: fu infatti sostenitore dei moti del risorgimento, un patriota convinto fino al midollo, fu deputato del primo Parlamento nazionale, mantenne rapporti con Cavour e Vittorio Emanuele secondo ma anche con la Contessa Maffei e l’imperatore francese Napoleone III addirittura. Non è forse la sua musica simbolo dell’identità nazionale italiana, non è forse Verdi considerato un simbolo di patriottismo?
    Indubbiamente si può dire che Wagner diceva della sua musica che solo un tedesco la poteva capire; e non c’è dubbio che la chiosa delle sue opere può portare a indentificare Wagner come un antisemita. Ma se ciò è vero, è vero solo in parte: esaltava l’identità tedesca, e questo sì, può dare fastidio ancora oggi. Ciò non toglie che le opere di Wagner, insieme a quelle del filosofo Nietzsche, sono state adoprate da Hitler a fini propagandistici per un bieco nazionalismo che è sfociato con le persecuzione degli Ebrei.

  8. kinglear Says:

    Parsifal era l’opera preferita di Hitler.
    La lettura, una delle letture che si possono fare delle opere di Wagner è che accolgano anche metafore antisemitiche. Ma è “una” delle possibili interpretazioni. Daniel Baremboim fu al centro di un mezzo scandalo per aver portato Wagner a Gerusalemme: «E’ una musica che può evocare associazioni col nazismo, e per questo, quando volli dirigerla a Gerusalemme, parlai prima al pubblico spiegando i perché della scelta, e dicendo che chi non gradiva poteva uscire dalla sala. Diressi, dal Tristano e Isotta, il Preludio e la Morte di Isotta, e su tremila persone ne uscirono una trentina. Gli altri seguirono in silenzio. Bisogna rispettare i sentimenti di chi soffre di certi nessi, ma non si può impedire ad altri di godere di una musica oggettivamente splendida. E poi Wagner è morto mezzo secolo prima dell’ascesa di Hitler al potere”. Aggiunge poi che rileggendo “La passione secondo Giovanni” di Bach, ha scoperto essere il testo più radicalmente antisemita della musica. Indubbiamente Wagner esaltava i miti del popolo tedesco. Ma anche il nostrano Giuseppe Verdi, se Wagner alla gogna: fu infatti sostenitore dei moti del risorgimento, un patriota convinto fino al midollo, fu deputato del primo Parlamento nazionale, mantenne rapporti con Cavour e Vittorio Emanuele secondo ma anche con la Contessa Maffei e l’imperatore francese Napoleone III addirittura. Non è forse la sua musica simbolo dell’identità nazionale italiana, non è forse Verdi considerato un simbolo di patriottismo?
    Indubbiamente si può dire che Wagner diceva della sua musica che solo un tedesco la poteva capire; e non c’è dubbio che la chiosa delle sue opere può portare a indentificare Wagner come un antisemita. Ma se ciò è vero, è vero solo in parte: esaltava l’identità tedesca, e questo sì, può dare fastidio ancora oggi. Ciò non toglie che le opere di Wagner, insieme a quelle del filosofo Nietzsche, sono state adoprate da Hitler a fini propagandistici per un bieco nazionalismo che è sfociato con le persecuzione degli Ebrei.

  9. kinglear Says:

    Anonimo, sappi comunque che gli anonimi non mi piacciono in nessun senso. Io mi assumo la responsabilità di quel che dico sempre, e mi auguro che anche qualcun altro abbia a parlare senza nascondersi dietro un dito.

    Giuseppe Iannozzi

  10. kinglear Says:

    Anonimo, sappi comunque che gli anonimi non mi piacciono in nessun senso. Io mi assumo la responsabilità di quel che dico sempre, e mi auguro che anche qualcun altro abbia a parlare senza nascondersi dietro un dito.

    Giuseppe Iannozzi

  11. utente anonimo Says:

    Sì, vabbe’, due minuti di google e zac!, ecco che chiunque può mostrarsi grande esperto. Hai digitato “Barenboim e Wagner”, il primo risultato di google cita questo link:

    http://www.rodoni.ch/busoni/dibattiti/baremboim.html

    tu ci sei andato, poi hai copiato e incollato frasi di Barenboim, anche se il punto del mio rilievo non era quello. Troppo facile, troppo finto. Io parlavo soprattutto di cose che Wagner diceva esplicitamente nei suoi scritti, non di esegesi delle sue opere.

    Valerio
    valerio.langelli@gmail.com

  12. utente anonimo Says:

    Sì, vabbe’, due minuti di google e zac!, ecco che chiunque può mostrarsi grande esperto. Hai digitato “Barenboim e Wagner”, il primo risultato di google cita questo link:

    http://www.rodoni.ch/busoni/dibattiti/baremboim.html

    tu ci sei andato, poi hai copiato e incollato frasi di Barenboim, anche se il punto del mio rilievo non era quello. Troppo facile, troppo finto. Io parlavo soprattutto di cose che Wagner diceva esplicitamente nei suoi scritti, non di esegesi delle sue opere.

    Valerio
    valerio.langelli@gmail.com

  13. kinglear Says:

    D’accordo Valerio, tu sei l’esperto, difatti per dimostrare la tua tesi mi hai lasciato un link. Scusa, ma che discorso stai facendo???

    Mi dici che Wagner era antisemita e me lo dici con un link. Vabbe’, ti sei sforzato molto. In pratica però non fai altro che avallare la tesi esposta da Lili Eylon. Una tesi come un’altra. Però tu dai per scontato che quella è l’unica tesi e che è solo quella tesi è valida. Ti ho risposto con le parole di Barenboim, per dimostrarti che non tutti gli Ebrei pensano che la musica di Wagner non sia buona. Mi credi fesso o scemo forse? Chiunque puo’ trovare questa informazione in rete. Ce l’ho messa apposta. Bravo Watson!!! Ti sto dicendo che nel momento che ti ho dimostrato che non tutti gli Ebrei reputano Wagner un cattivo musicista e che non si sono trovati infastiditi, tu giochi a carta sasso forbice.

    Ora, tu sei libero di mettere alla gogna Wagner. Ma non ci fai una bella figura. Dal 1850 o giù di lì che Wagner diceva della musica tedesca, dei suoi miti e che solo un tedesco la poteva comprendere, di acqua sotto i ponti ne è passata e tanta, si spera dunque che l’intelligenza umana sia migliorata nello spirito critico. Ma qui sembra che si sia arrestata al 1300 o più addietro.

    Che dovremmo dire allora di Verdi?

    Sai, pensavo che si potrebbero mettere alla gogna, o meglio ancora preparare dei roghi per tutti quei direttori d’orchestra e cantanti e musicisti che hanno avuto a che fare con Wagner, perché sicuramente tutti sono stati degli antisemiti. Meglio castigarli subito, per prevenire che domani a qualche pazzo passi per la testa di portare in scena L’anello del Nibelungo o il Crepuscolo degli Dèi. Prevenire, prevenire, prevenire. E poi potremmo chiedere a Ratzinger che musica ascoltare: possibilmente solo musica con bolla papale. No, non andrebbe bene perché mi pare di ricordare che i papi non sono mai stati tanto buoni con gli Ebrei.

    Il tuo ragionamento, Valerio, è quanto di più razzista e stupido mi è toccato di leggere oggi. Chissà domani che mi tocchera!

    Statti bene.

  14. kinglear Says:

    D’accordo Valerio, tu sei l’esperto, difatti per dimostrare la tua tesi mi hai lasciato un link. Scusa, ma che discorso stai facendo???

    Mi dici che Wagner era antisemita e me lo dici con un link. Vabbe’, ti sei sforzato molto. In pratica però non fai altro che avallare la tesi esposta da Lili Eylon. Una tesi come un’altra. Però tu dai per scontato che quella è l’unica tesi e che è solo quella tesi è valida. Ti ho risposto con le parole di Barenboim, per dimostrarti che non tutti gli Ebrei pensano che la musica di Wagner non sia buona. Mi credi fesso o scemo forse? Chiunque puo’ trovare questa informazione in rete. Ce l’ho messa apposta. Bravo Watson!!! Ti sto dicendo che nel momento che ti ho dimostrato che non tutti gli Ebrei reputano Wagner un cattivo musicista e che non si sono trovati infastiditi, tu giochi a carta sasso forbice.

    Ora, tu sei libero di mettere alla gogna Wagner. Ma non ci fai una bella figura. Dal 1850 o giù di lì che Wagner diceva della musica tedesca, dei suoi miti e che solo un tedesco la poteva comprendere, di acqua sotto i ponti ne è passata e tanta, si spera dunque che l’intelligenza umana sia migliorata nello spirito critico. Ma qui sembra che si sia arrestata al 1300 o più addietro.

    Che dovremmo dire allora di Verdi?

    Sai, pensavo che si potrebbero mettere alla gogna, o meglio ancora preparare dei roghi per tutti quei direttori d’orchestra e cantanti e musicisti che hanno avuto a che fare con Wagner, perché sicuramente tutti sono stati degli antisemiti. Meglio castigarli subito, per prevenire che domani a qualche pazzo passi per la testa di portare in scena L’anello del Nibelungo o il Crepuscolo degli Dèi. Prevenire, prevenire, prevenire. E poi potremmo chiedere a Ratzinger che musica ascoltare: possibilmente solo musica con bolla papale. No, non andrebbe bene perché mi pare di ricordare che i papi non sono mai stati tanto buoni con gli Ebrei.

    Il tuo ragionamento, Valerio, è quanto di più razzista e stupido mi è toccato di leggere oggi. Chissà domani che mi tocchera!

    Statti bene.

  15. utente anonimo Says:

    Fammi capire, Kinglear: tu ti stai sforzando di dimostrarmi il contrario di una posizione che io non ho espresso e che nessun altro ha espresso. Cioè tu stai cercando di dimostrarmi che la musica di Wagner è bella, come se qualcuno avesse detto il contrario. E siccome sospetti che io abbia detto il contrario, mi dai – chissà perché – dello stupido e del razzista. E’ il solito metodo di intorbidare le acque, cambiare discorso, confondere i piani per non dover rispondere sulle questioni poste. Lo stesso Barenboim e anche Said hanno invitato a distinguere la musica dall’autore, ed è quello che ho fatto anch’io intervenendo. Tu difendevi Wagner pensando che il suo proto-nazismo stesse nella musica, io ti ho risposto di no, che le prese di posizione contro gli ebrei Wagner le ha espresse a parole, nero su bianco e di suo pugno. Ma tu continui a insistere sulla musica, sul fatto che la musica è bella, e così cerchi di spostare il discorso. Che Wagner fosse antisemita mi sembra incontestabile, come lo chiami uno che attacca gli ebrei in quanto ebrei? E che concepisse la propria musica come “non per ebrei” è altrettanto assodato. E’ da questo viatico che passa la ricezione nazista di Wagner, che non è affatto campata in aria ma conseguente. Poi che la musica sia bella, maestosa ecc. e’ davvero tutto un altro paio di maniche.

    “Mi credi fesso o scemo forse?”

    A te la scelta, io mi limito a dire che non sai o non vuoi discutere. Mai visto un simile menare il can per l’aia.

    Valerio

  16. utente anonimo Says:

    Fammi capire, Kinglear: tu ti stai sforzando di dimostrarmi il contrario di una posizione che io non ho espresso e che nessun altro ha espresso. Cioè tu stai cercando di dimostrarmi che la musica di Wagner è bella, come se qualcuno avesse detto il contrario. E siccome sospetti che io abbia detto il contrario, mi dai – chissà perché – dello stupido e del razzista. E’ il solito metodo di intorbidare le acque, cambiare discorso, confondere i piani per non dover rispondere sulle questioni poste. Lo stesso Barenboim e anche Said hanno invitato a distinguere la musica dall’autore, ed è quello che ho fatto anch’io intervenendo. Tu difendevi Wagner pensando che il suo proto-nazismo stesse nella musica, io ti ho risposto di no, che le prese di posizione contro gli ebrei Wagner le ha espresse a parole, nero su bianco e di suo pugno. Ma tu continui a insistere sulla musica, sul fatto che la musica è bella, e così cerchi di spostare il discorso. Che Wagner fosse antisemita mi sembra incontestabile, come lo chiami uno che attacca gli ebrei in quanto ebrei? E che concepisse la propria musica come “non per ebrei” è altrettanto assodato. E’ da questo viatico che passa la ricezione nazista di Wagner, che non è affatto campata in aria ma conseguente. Poi che la musica sia bella, maestosa ecc. e’ davvero tutto un altro paio di maniche.

    “Mi credi fesso o scemo forse?”

    A te la scelta, io mi limito a dire che non sai o non vuoi discutere. Mai visto un simile menare il can per l’aia.

    Valerio

  17. kinglear Says:

    Valerio, anche H.P. Lovecraft era un razzista. Così anche Céline, furono fasci anche Pirandello, e fu nazista anche Thomas Mann, però quest’ultimi resisi conto della pazzia del nazismo e del fascismo se ne allontanarono quasi subito. Quel che ti sto dicendo è che l’antisemitismo di Wagner, scritto di suo pugno, era agli albori, non di certo quello bestiale e di disposta carneficina di Hitler e Mussolini e Stalin. Consentimi di dirti che dire “non è musica per ebrei” è un pensiero, una presa di posizione fastidiosa. Ma morta lì. Diverso invece quello che hanno fatto i pazzi carnefici prendendo Wagner e la sua musica per farne triste colonna sonora alle loro folli stragi.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Wagner_controversies

    Wagner ha scritto il phamplet contro gli Ebrei, di suo pugno, ma al tempo il nazismo non era ancora nato: si deve dunque parlare di spirito antisemita, per correttezza storica e filologica.

    Un appunto sul mio primo commento che tu, Valerio, hai un po’ infangato a tuo vantaggio. Io scrivevo: Il nazismo ha “rubato” Wagner e Nietzsche, ma non solo, per farli suoi, quando questi non potevamo ribellarsi alla strumentalizzazione; c’è da dire che Elisabeth, sorella di Wilhem, come sappiamo, rimaneggiò alcuni scritti del fratello per compiacere il fuhrer. Ma tutto ciò non fa di Wagner né di Nietzsche dei nazisti.Scrivo che non fa di loro dei nazisti perché il nazismo è venuto con Hitler, con la Golden Dawn, ecc. ecc. Un conto è parlare di spirito antisemita, tutt’altro è parlare di nazismo. Che io sappia Wagner non ha mai ucciso degli Ebrei nonostante le sue idee antisemite, Hitler e Mussolini e Stalin invece sì: lager e pogrom, anche se qualche idiota revisionista oggi ci vorrebbe far credere che i lager non ci furono. E non mancano quelli che fanno di Stalin un santo a trecentosessanta gradi, quando è invece vero che è stato un mostro uguale a Hitler se non peggiore.
    Io non ho mai parlato di un Wagner innocente: questa idea me l’hai messa malamente in bocca tu, Valerio. In “Das Judenthum in der Musik”, pubblicato nel 1850 sotto pseudonimo, Wagner esponeva un’idea di spirito antisemita, indubbiamente. Ma quel phamplet è appunto del 1850. Il nazismo è venuto dopo, con la strumentalizzazione da parte di Hitler e dei suoi carnefici. Poi tu puoi pensare che Wagner e Nietzsche non siano stati strumentalizzati: ma ciò non è per niente vero, non per la Storia.

    Iannozzi

  18. kinglear Says:

    Valerio, anche H.P. Lovecraft era un razzista. Così anche Céline, furono fasci anche Pirandello, e fu nazista anche Thomas Mann, però quest’ultimi resisi conto della pazzia del nazismo e del fascismo se ne allontanarono quasi subito. Quel che ti sto dicendo è che l’antisemitismo di Wagner, scritto di suo pugno, era agli albori, non di certo quello bestiale e di disposta carneficina di Hitler e Mussolini e Stalin. Consentimi di dirti che dire “non è musica per ebrei” è un pensiero, una presa di posizione fastidiosa. Ma morta lì. Diverso invece quello che hanno fatto i pazzi carnefici prendendo Wagner e la sua musica per farne triste colonna sonora alle loro folli stragi.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Wagner_controversies

    Wagner ha scritto il phamplet contro gli Ebrei, di suo pugno, ma al tempo il nazismo non era ancora nato: si deve dunque parlare di spirito antisemita, per correttezza storica e filologica.

    Un appunto sul mio primo commento che tu, Valerio, hai un po’ infangato a tuo vantaggio. Io scrivevo: Il nazismo ha “rubato” Wagner e Nietzsche, ma non solo, per farli suoi, quando questi non potevamo ribellarsi alla strumentalizzazione; c’è da dire che Elisabeth, sorella di Wilhem, come sappiamo, rimaneggiò alcuni scritti del fratello per compiacere il fuhrer. Ma tutto ciò non fa di Wagner né di Nietzsche dei nazisti.Scrivo che non fa di loro dei nazisti perché il nazismo è venuto con Hitler, con la Golden Dawn, ecc. ecc. Un conto è parlare di spirito antisemita, tutt’altro è parlare di nazismo. Che io sappia Wagner non ha mai ucciso degli Ebrei nonostante le sue idee antisemite, Hitler e Mussolini e Stalin invece sì: lager e pogrom, anche se qualche idiota revisionista oggi ci vorrebbe far credere che i lager non ci furono. E non mancano quelli che fanno di Stalin un santo a trecentosessanta gradi, quando è invece vero che è stato un mostro uguale a Hitler se non peggiore.
    Io non ho mai parlato di un Wagner innocente: questa idea me l’hai messa malamente in bocca tu, Valerio. In “Das Judenthum in der Musik”, pubblicato nel 1850 sotto pseudonimo, Wagner esponeva un’idea di spirito antisemita, indubbiamente. Ma quel phamplet è appunto del 1850. Il nazismo è venuto dopo, con la strumentalizzazione da parte di Hitler e dei suoi carnefici. Poi tu puoi pensare che Wagner e Nietzsche non siano stati strumentalizzati: ma ciò non è per niente vero, non per la Storia.

    Iannozzi

  19. RavelloFestival Says:

    Ciao a tutti! Vi segnalo una bellissima opportunità per tutti gli appasionati di Barenboim: un fuori programma d’eccezione al Ravello Festival, che accoglierà – nell’unica tappa italiana del tour europeo 2008 – la West-Eastern Divan Orchestra diretta da Daniel Barenboim: due i concerti previsti, lunedì 11 e martedì 12 agosto. E’ la prima volta che la splendida orchestra giovanile fondata da Barenboim (e che riunisce soprattutto musicisti israeliani e palestinesi) si esibisce in Italia dopo il concerto tenuto alla Scala nel 2007. Straordinario il cast vocale messo insieme da Barenboim per l’occasione: il mezzosoprano Waltraud Meier, considerata oggi tra i massimi interpreti wagneriani (indimenticabile la sua Isolde nel “Tristano” scaligero dello scorso dicembre), il tenore Simon O’Neill (già Parsifal a Santa Cecilia e Siegmund nella “Valchiria” diretta da Maazel al Metropolitan), il basso Sir John Tomlinson (interprete di riferimento del Ring, prediletto da grandi direttori come Boulez, Levine, Mehta e dallo stesso Barenboim). Per ulteriori informazioni visitate il blog: http://www.ravellofestival.splinder.com

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