ANCORA SULL’AUTORE PIÙ CATTIVO DELL’ANNO…

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(Carlo Cannella)

Indubbiamente la citazione da "Tutto deve crollare" riportata nel mio post di ieri era pesantuccia da digerire, tanto che il postatore Vincenzoni di it.cultura.libri ha scritto:

"Lucio non ti riconosco più. Tu non eri così una volta."

Ho ribattuto:

"Il mio parere integrale è qui: http://www.vibrisselibri.net/?p=357

«Tutto deve crollare è una sorta di greve noir che fin dalla prima pagina prende il lettore per le budella, mettendolo davanti a un’atroce scena di stupro. La vittima è una povera bimba dell’Amazzonia, reificata con cattiveria da un personaggio che porta lo stesso nome e cognome dell’autore: Carlo Cannella, narratore in prima persona. E qui occorre aprire subito una digressione. In genere, da un autore che chiami un personaggio con il proprio stesso nome e cognome, ci si aspetta che lo tratteggi in modo da fargli conquistare la complicità o l’identificazione del lettore dotandolo – vecchio e collaudato espediente – di qualche invidiabile caratteristica o capacità d’iniziativa. Invece questa volta no: il Carlo Cannella personaggio viene dipinto a tinte così fosche che il Carlo Cannella autore non potrebbe renderlo più detestabile: cinico, perverso, demoniaco, superomista, nazisteggiante, pedofilo. Insomma il peggio del peggio. Per comodità d’esposizione chiamerò, dunque, di qui in poi, Cannella A l’autore del libro, Cannella P il suo ripugnante personaggio. Ebbene, nella prima parte del romanzo Cannella P – quel Cannella P che, ribadisco, è solo un’invenzione letteraria di Cannella A e non va assolutamente confuso con lui -, sbatte in faccia al lettore una filosofia di vita talmente rozza, animalesca e inaccettabile da rendere autoevidenti le reali intenzioni del romanzo: stomacare a tal punto il lettore, attraverso un continuo accumulo di orrori, da rendergli continuamente desiderabile, benché in absentia ovvero senza quasi mai materializzarglielo davanti, un contropersonaggio dalle caratteristiche opposte, una sorta di ghost-character o controcannella che rimetta al giusto posto le scale di valori così odiosamente irrise dal protagonista. Di qui la paradossale eticità del romanzo. La rappresentazione dell’orrore, della mancanza d’aria, della reificazione dell’essere umano ha sostanzialmente il compito – secondo me – di spingere il lettore a evocare-invocare continuamente, dentro di sé, gli ignorati valori della fratellanza e del rispetto della dignità di ognuno. L’unico personaggio improntato a tali positive caratteristiche è quello di Sergio Labruna, l’amico di gioventù e dei perduti ideali di Cannella P, se vogliamo il dottor Jekyll che il nostro novello Edward Hyde ha soffocato e represso dentro di sé. Ma a Sergio – e secondo me tutt’altro che a caso – Cannella A riserva uno spazio inversamente proporzionale a quello della sua grandezza morale. Lo incontriamo in due capitoli e poi mai più, proprio perché l’intento prevalente dell’autore, ripeto, è quello di condurre per mano il lettore non già nel Paese dei Balocchi, bensì alla Fiera degli Incubi e degli Orrori, fargliene fare una tale scorpacciata da rendergli detestabili per sempre i principi di vita in cui Cannella P si è illuso di trovare la propria pacificazione. Cannella A, dunque, immerge il lettore in una notte dello spirito così abominevole e plumbea, costantemente permeata di tanfo di orina, sudore e sperma, solo per ripetere il gioco utilizzato da Marco Ferreri nel film La grande abbuffata, in cui l’ingestione ossessiva di cibo diventa metafora per una critica feroce alla società del benessere e dei consumi. Anche lì "tutto deve crollare" e la società dei consumi finisce per distruggere se stessa. Nel film, infatti, uno dei personaggi muore nel tentativo di liberarsi dei gas intestinali, un altro in seguito alle contrazioni di una digestione impossibile, un terzo continuando a mangiare tra gli ululati dei cani e i camerieri della macelleria che portano ancora cibo. Da un lato la notte di Tutto deve crollare è abitata da ogni sorta di possibile mostro che il più deprecabile Sonno della Ragione possa generare, dall’altro, dall’incubo di una parabola così cupa il lettore per fortuna emerge solo con una rinnovata voglia d’aria pura."

Tale Phil Free, invece, ha commentato:

"Riporto dal sito www.vibrisselibri.net un estratto della presentazione:  

*[…] Con uno stile piano e curato, la cui pacatezza è in forte contrasto con la violenza del racconto […]* .

Mi scapperebbe un *Esticazzi*, ma mi trattengo…

NOTA BENE. Lo scrittore Carlo Cannella è, sì, il cantante del gruppo hardcore AFFLUENTE, ma non ha nulla a che vedere con l’omonimo presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione del lancio AGI di ieri:

«Il presidente dell’Inran, Carlo Cannella ha chiarito che per raggiungere la soglia di diossina raccomandata dall’Oms "bisognerebbe mangiare in un giorno sette chilogrammi di mozzarella tutta assieme"; i consumatori possono quindi stare tranquilli perché il sistema di sicurezza – ha aggiunto Cannella – "ha funzionato egregiamente".» (AGI)

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4 Risposte to “ANCORA SULL’AUTORE PIÙ CATTIVO DELL’ANNO…”

  1. utente anonimo Says:

    Di Cannella si parla su La poesia e lo
    spirito. Grazie.
    marino

  2. Lioa Says:

    Volevo lasciare un commento, ma quel gran cogl**** di Franz Krauspenhaar mi ha interdetto l’accesso al sito. Cmq, bellissimo pezzo, che ho ripreso qui. Ciao

  3. GajaC Says:

    GIUSTISSIMO! me ne ero dimenticata… ora lo linko anche io. grazie marino e grazie lucio di avermelo ricordato (ho anche lasciato due commenti, ma evidentemente la senilità avanza…;))!

  4. laPetruzzelli Says:

    Cannella già mi piace!

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