A COSA MI SERVIVA LA FEDE ANARCHICA?

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Gaja Cenciarelli (1) tra Carlo Cannella (in camicia bianca) e Lucio Angelini. La foto è stata scattata da Giulio Mozzi alla libreria Kaosmosi di Padova la sera del 3 maggio scorso, in occasione della presentazione di "TUTTO DEVE CROLLARE".

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«Come ho già detto tante volte, non sono sempre stato il porco fascista a cui anche dopo morto gli uomini gentili si divertono a fare il verso nei salotti della borghesia illuminata, sorseggiando caffè rigorosamente senza zucchero e leggendo pagine di Alessandro Baricco al suono dei violoncelli e delle chitarre acustiche, come se parlare dell’inferiorità femminile fosse il più riprovevole dei peccati e non un’evidenza inconfutabile. Anch’io ho coltivato il grande sogno dell’amore universale. Certo, è passato un sacco di tempo, a ripensarci adesso mi sembra impossibile, mi fa perfino ridere, ma le cose stavano proprio in quel modo lì: ero imbottito di baggianate filosofiche e vedevo nell’emancipazione delle donne un’ipotesi di società egualitaria. Probabilmente ero solo un piccolo idiota che credeva ancora nelle favole e coltivava banali e noiose inclinazioni, tipo distruggersi gli occhi sui libri durante la notte e preparare attentati con la dinamite per dare sfogo alle proprie frustrazioni, ma allora non la pensavo così. Solo dopo essere finito a consumarmi i polmoni in una miniera di ferro in Brasile, ormai lontano dalle farneticazioni sull’ingiustizia sociale e sul caos economico nella produzione capitalista, cominciai a guardarmi dentro e ad avere un quadro logico della situazione. Stavo sprecando la mia vita in un angolo sperduto del mondo, passando dodici ore al giorno a piedi scalzi nel fango acido delle scorie, con la voce arrochita dal veleno e la pelle bruciata da porcherie chimiche. A cosa mi serviva la fede anarchica? La verità era che stavo consumando il mio tempo dietro a stupide ciance che non mi avrebbero portato a niente, se non a spezzarmi la schiena e a morire di sfinimento. Ero disperato. Non riuscivo a pensare ad altro, e più ci pensavo più mi dicevo che dovevo fare qualcosa. Ero in uno stato di prostrazione fisica e di annichilimento intellettuale molto prossimi alla rassegnazione, ma fortunatamente trovai la forza di reagire e di salvare così la mia vita. Fu in questo modo che il grande amore per gli oppressi e i diseredati finì in qualche angolo nascosto della mia anima, in attesa di inaridire la sua sorgente e di spegnersi completamente…» 

(Carlo Cannella, Tutto deve crollare, pp. 118-119) 

«Il primo bordello lo misi su in un centro minerario sulla sponda occidentale del Rio Negro. Avevo frequentato un numero sufficiente di prostitute per rendermi conto di cosa avevano bisogno gli uomini che si stavano catapultando in Amazzonia alla ricerca di oro e di diamanti. Niente di sofisticato, naturalmente, solo qualcosa di perverso e peccaminoso. Quella era gente che non ci avrebbe pensato due volte a spendere un anno di lavoro pur di avere fra le mani una bambina e poterne disporre a piacimento per un paio d’ore. Sapevo anche che una prostituta procurava un guadagno superiore a quello della droga e delle armi, perché certi articoli li puoi vendere una sola volta, una donna invece puoi rivenderla migliaia di volte, fino a quando muore di malattie, impazzisce o si uccide.» (ivi, p. 120)

1) Buon compleanno, Gaja. Benvenuta tra gli Anta:- )

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16 Risposte to “A COSA MI SERVIVA LA FEDE ANARCHICA?”

  1. kinglear Says:

    Non toccare la mia Gajetta, brutto d’un Lucio cattivo. 😀
    Guardalo come si allarga il disgraziato. :-)))

  2. GajaC Says:

    sono ORRIBILE in questa foto! LUCIOOOOOOO!!! non potevi prima chiedermelo, UFFA!!! snort.

    e poi OGGI E’ ANCHE IL MIO COMPLEANNO!
    vedi mio blog!

  3. Lioa Says:

    Guarda che l’altra delle due è peggiore… se preferisci la sostituisco. Consolati guardando l’over 60 dei Tre Immortalati. Auguroni e abbraccioni. La bellezza non svanirà:- )

  4. GajaC Says:

    MA IN QUESTA FOTO NON C’E’ BELLEZZA (mia)!!! potevi prendere quella in cui sono dietro al pannello di plastica, a Torino! almeno lì non mi si vede… bene!:D

  5. Lioa Says:

    Gaja, ma di Cannella ho solo DUE foto: che c’entri tu?*-°

  6. GajaC Says:

    c’entro sempre come i cavoli a merenda, io!

    strasob!

    :-DDD

  7. utente anonimo Says:

    proverbio veneziano *la bela va e vien la bruta se mantien* auguri bye

  8. GajaC Says:

    ecco vedi lucio? mi sono già fatta la reputazione di essere brutta!!! l’anonimo ha confermato!

    SOOOOOOOOB!!!
    :-DDD

  9. Lioa Says:

    Macché brutta! Malgrado il giro di boa dagli Enta agli Anta, come ti ho scritto nel tuo blog: “Il tuo volto ebbro è molle di pioggia come una foglia, le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l’erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe…

    [Volto “ebbro” senza riferimenti al vino che ingurgiti, ovviamente:-)]

  10. GajaC Says:

    #^________________^# (graaaazie!)

    e se sapessi quanto ne ho ingurgitato oggi a pranzo, lucius… ;-)))

  11. utente anonimo Says:

    In abbondante ritardo, auguri anche da parte mia, Gaja.
    La tua energia, il tuo ottimismo, il tuo contagioso buon umore, ti faranno restare giovane sempre.
    Un abbraccio.
    Bart

  12. RottamieViolini Says:

    Sono incredibilmente stupefatto dalla tua foto, Lucio. Ci somigliamo tantissimo ( sono solo leggermente più carino):D

  13. Lioa Says:

    Sarai anche leggermente più giovane*-°

  14. RottamieViolini Says:

    non credo proprio, ho 51 anni, ma la somiglianza, almeno in quella foto, è strabiliante.

  15. Lioa Says:

    Bene, allora quando sono in zona (vado spesso a Fano) potremmo incontrarci e discutere del tema del Doppio in Letteratura:-)

  16. RottamieViolini Says:

    Se vieni a Fano contattami sul mio blog, (e dai pure una sbirciata, tanto non sono neo epico :D).
    Magari si mangia assieme al mare e ti parlo di un progetto molto interessante nel quale mi piacerebbe coinvolgerti. Sempre che t’aggradi.

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