UN PEZZO CHE NON USCIRÀ SU CARMILLA

(Valerio Evangelisti)

L’ormai storico post in cui gettavo uno SGUARDO OBLIQUO sulla beffa del NIE:
http://lucioangelini.splinder.com/post/16883086/SMASCHERATA+LA+NUOVA+BEFFA+DEI

seguito da quello con la scomposta reazione, a sorpresa e in simultanea, della Sacra Trimurti Genna-WM1-Lipperini:

http://lucioangelini.splinder.com/post/17037784/NEO-EPICHE+REAZIONI+AL+POST+DI
ha compromesso la pubblicazione in www.carmillaonline.com
di un pezzo intitolato:
«BACKSTAGE: MINIDIALOGO TRA LUCIO ANGELINI E CARLO CANNELLA»
Anche Evangelisti, infatti – in nome del buon nome del NIE, evidentemente – ha preferito rinunciare alla mia collaborazione, benché in un’altra circostanza si fosse dimostrato più coraggioso. Pazienza. Tanti auguri al Movimento dei Neo-Pomposi. A me, però, Wu Ming 1 ricorda sempre più da vicino un personaggio de "Il monello", popolarissimo fumetto della mia infanzia: SUPERBONE, lo spaccone cicciottello con una poderosa zia armata di scopa come unica parente visibile e un gruppetto di amici "monellini" come cornice alle sue prodezze. Lo disegnava Erio Nicolò.
superbone.
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Non mi resta, dunque, che proporre il minidialogo con Cannella qui:
LUCIO
«Ciao Carlo. Ho provato a mandare a Carmilla la mia rece del tuo libro, ma Valerio ha detto che non va bene perché è già apparsa in Vibrisse e anche qui:
http://lucioangelini.splinder.com/post/16677867
Loro chiedono materiale originale, o almeno sottoposto a nuovo trattamento (con introduzioni e annotazioni diverse, ecc.). Cosa potremmo architettare? Un’intervista? Tu prepara una decina di  risposte su quello che vuoi tu, ché poi io ricostruisco le domande:-) »
CARLO
«Ciao Lucio. Allora ecco qua quello che sono riuscito a buttar giù per l’eventuale intervista su Carmilla. Come vedi ho spezzato il discorso in 4 parti (primi approcci alla scrittura, breve biografia fino a "Tutto deve crollare", prime reazioni al testo, un’analisi di chiusura). Ho pensato che 4 cose fatte bene, abbastanza articolate, fossero meglio di 10 raffazzonate. Anche così l’intervista verrebbe abbastanza corposa e articolata. Al limite si potrebbe riaccorpare il tutto, sul modello della cosa per lpels e farlo uscire come una specie di sfogo a mano libera. Comunque fammi sapere. Al limite scrivo altro e aggiungo. Grazie e a presto. Carlo.»
CARLO CANNELLA RACCONTA
«Da piccolo ero un bimbetto malinconico, gracile e malaticcio. Ero ossessionato dalle ombre e da oscuri presentimenti. Avevo già dentro il senso tragico, scrivevo favole nere. Ce n’era una che raccontava di un bambino cieco. Come un selvaggio identificavo dio con il sole, così nella favola il sole puniva la malvagità degli uomini e spegneva la sua luce. L’umanità si barcamenava nell’oscurità come meglio poteva, ma non è che le cose andassero molto bene. Il bambino cieco pensava all’infelicità degli altri bambini, che pur avendo il dono della vista non potevano gioirne. Un giorno era volato fino al sole per chiedergli di avere pietà e far tornare la luce, ma il sole non aveva raccolto la sua preghiera. Il bambino cieco era morto di crepacuore. Allora il sole aveva pianto di commozione ed era tornato a splendere. 
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Intorno ai 15 anni cominciai a sognare di essere diventato un essere mostruoso con la pancia enorme e l’alito puzzolente, che s’appiccicava alle cosce delle donne per succhiarne l’anima. Mi presi una pausa di riflessione per vedere quello che sarebbe successo. Quando i sogni svanirono ero già diventato un tipo marcio di cui non ci si poteva fidare. Punk, si diceva. Niente a che spartire con i tatuaggi o la parrucchieria, più che altro viaggiavo sui treni di notte per vedermi i concerti dei Dead Kennedys, dei Black Flag e dei Millions of Dead Cops. Più tardi formai dei gruppi, suonai nelle case occupate, registrai dei dischi, fondai un’etichetta. Per Goddam Church Records incisero il loro primo pezzo su vinile i Marlene Kuntz, in una compilazione intitolata “Attitudine Mentale Positiva vol. 2”, e anche una band americana chiamata Corrupted Morals, dal cui scioglimento sarebbero poi nati i Green Day. Con gli Affluente registrai 5 dischi, l’ultimo dei quali, “Libera fame”, nel 2006. Punk a 43 anni, una tragedia anche questa. Dopo di ciò mi presi un’altra pausa. Lasciai tutto e andai a vivere in Olanda. Mi chiesi cosa volessi fare. Mi dissi: scrivi. Per prima cosa tirai fuori un romanzo di stampo autobiografico e rigorosamente autoprodotto, dal titolo “La città è quieta… ombre parlano”. Quando alcuni cominciarono a dirmi che non scrivevo poi così male, iniziai a buttar giù le prime pagine di “Tutto deve crollare”. Le rilessi, ebbi mal di stomaco, vomitai. Mi dissi: cosa stai facendo, ti prenderanno per pazzo. Andai in bagno, mi lavai la faccia, mi rimisi al computer e continuai a scrivere.
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La pubblicazione on line per Vibrisselibri ha colpito nel segno, ha aperto una discussione. Gli aggettivi più usati per parlarne vanno dall’intollerabile, all’indecente, al disgustoso. Nel migliore dei casi ci si è trattenuti dicendo che è un romanzo trasgressivo e dirompente, una fucilata al comune senso di crudeltà. Chi lo ha letto non ha potuto reprimere il senso di nausea, oppure lo ha divorato in una notte con entusiasmo. Bene così. Quando non si rimane indifferenti, quando in un modo o nell’altro i personaggi restano in mente, quando la storia la mastichi in bocca per giorni, allora hai raggiunto lo scopo. Detto questo non credo che “Tutto deve crollare” sia violento in maniera gratuita, non c’è fra le sue pagine una fascinazione perversa per l’estetica della morte. Certo non è un libro romantico, il sentimento della pietà e la commiserazione per l’osceno non gli appartengono. Piuttosto cerca di entrare nei corpi, di violentare il lettore, di scuoterne la coscienza.
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Quello che un po’ m’infastidisce è che questo discorso sulla violenza lasci in secondo piano tutto il resto. Cos’è “Tutto deve crollare?”, solo ed esclusivamente un compendio di efferatezze? Non credo. È una riflessione sulla forza corrosiva del tempo, sulle persone che cambiano, sull’azione propulsiva e insieme disgregante del profitto. È un avvitarsi inesorabile verso il male radicale. Uno sguardo sul futuro prossimo, per niente rassicurante. Poi c’è di mezzo una storia. Com’è questa storia? Ecco, mi piacerebbe si parlasse anche di questo.»

tdc1.jpg Scarica gratuitamente il libro (pdf da 821 kb)

Scarica gratuitamente la copertina (pdf da 1,59 Mb)

 
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[Immagine di Evangelisti da http://www.horrormagazine.it/imgbank/NEWS/evangelisti.nb.jpg ]
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7 Risposte to “UN PEZZO CHE NON USCIRÀ SU CARMILLA”

  1. cloubar Says:

    Vabbè dai, non importa. Indipendentemente da quello che pensa del NIE, Valerio resta uno di quelli bravi, da leggere sempre. Il suo approccio alla politica, poi, è quello in cui mi rispecchio meglio. Diciamo che il mio pezzo non era nemmeno granché e la finiamo qui. Pace.
    Carlo.

  2. Lioa Says:

    Lo so, lo so. Valerio è solo troppo buono e troppo pigro per aver voglia di opporsi a Superbone. Ciao:- )

  3. kinglear Says:

    Come a dire: uno che tiene il piede in due staffe o anche in tre o quattro o cinque o sei… :-(((
    Io con l’ho conosciuto prima di te, Valerio, non era così “buono” e “pigro”, per usare due aggettivi usati da te. Oggi è proprio una mozzarella con idee politiche a dir poco pericolose, non da ultimo la difesa ad oltranza di un brigatista qual è Cesare Battisti, perché tale è finché non sarà dimostrato il contrario dalla Legge e dalla Giustizia italiane.

  4. Lioa Says:

    Giuseppe, a volte – per la tua serenità di giudizio – mi ricordi Olindo & Rosa:- )

  5. kinglear Says:

    Qualcuno deve pur tenerli i piedi al proprio posto, ben saldi. Fino a prova contraria Battisti è un brigatista. O per la Legge italiana c’è scritto in qualche documento che Battisti non ha commesso alcun reato? Se sì, indicami dove per la Legge e la Giustizia italiane Cesare Battisti sarebbe un uomo lindo.

    E poi, ancora, Evangelisti che se la prende con La Fiera del Libro e però pubblica in Mondadori felice come una pasqua; e Valerio ancora che difende il suo diritto di fumare… c’è una lunga serie di idee evangelistiche, per così dire, che sono ben più che urticanti.

    Non ci provare mai più a fare simili raffronti: Olinda e Rosa lo dici a qualcun altro, foss’anche con lo smile.

    Sinceramente stai cominciando a rompere. Ma ricordati che io sono feroce. T’è chiaro il concetto? Speriamo.

  6. Lioa Says:

    OK, Rosa°-*

  7. BOCL N. 29 (L’AVVENTURA VIBRISSELIBRI 3.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] UN PEZZO CHE NON USCIRÀ SU CARMILLA […]

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