QUEL BRUTTO COPIONE DI GIROLAMO DE MICHELE!!!

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(Wu Ming 1 sbarca sulla spiaggia del Massachussetts Institute of Technology)

Ricordate il mio pezzo:

"WU MING 1 COME CRISTOFORO COLOMBO"

[ http://lucioangelini.splinder.com/post/17024848/WU+MING+1+COME+CRISTOFORO+COLO  ] ?

Iniziava così:

«Cristoforo Colombo non inventò l’America: la scoprì. Come dire che c’era anche prima che lui ci arrivasse. Semplicemente in Europa non si sapeva della sua esistenza. Allo stesso modo Wu Ming 1 non ha inventato il NIE (New Italian Epic). C’era anche prima che lui ci incollasse sopra l’anglofila etichetta. Semplicemente nessuno ci aveva fatto caso [nemmeno i quotidiani "La Repubblica" e "L’Unità", ma allertarli non sarebbe stato un problema, n.d.r.]. O per lo meno così si sostiene in questo saggio… »

Ebbene, leggo ora su Carmilla

http://www.carmillaonline.com/archives/2008/06/002676.html

un articolo di Girolamo De Michele che inizia così:

«Salamanca 1486. Cristoforo Colombo, davanti al Real Consejo, «presenta la hipótesis de que es posible "buscar el Levante por el Poniente"», suscitando lo scandalo dei dotti. Non solo non esiste alcuna possibilità di raggiungere il Cipango, ma la stessa grande navigazione è un assurdo: a fronte delle misure di Eratostene (peraltro sottovalutate da Colombo) non esistono più i grandi navigatori di un tempo. La navigazione è possibile solo all’interno del conosciuto, ogni mappa essendo già stata disegnata dai cartografi accademici. Colombo parte lo stesso, e torna con evidenze empiriche che dimostrano che la navigazione dalle Canarie al Cipango è fattibile. I dotti reagiscono con livore. Alcuni rifiutano persino di discuterne – «¡es una tontería!», dichiarano sdegnati. Altri meditano, e dopo ampie consultazioni stabiliscono una linea di condotta: «América existe, es verdad, pero es malo que exista»; la sua scoperta non rappresenta «alguna novedad» rispetto a quanto già si sapeva. E comunque, se a dettare le rotte non sono più i cartografi ufficiali, ma personaggi come questo Cristóbal Cólon, «¿donde iremos a parar?». Così, sintetizzando, Milo Temesvar raccontava, nel suo classico (anche se mai tradotto) The Pathmos Sellers la situazione culturale del suo tempo [1]. Solo del suo tempo?

Italia, 2008. Alcuni scrittori, al di fuori dei salotti accademici, tentano una diversa navigazione. Provano a tracciare una rotta che colleghi alcune opere della narrativa italiana dell’ultimo decennio [casualmente, le loro stesse. N.d.r.]cercano l’allegoritmo della narrativa italiana contemporanea… Eccetera.»

Non è chi non veda l’evidente PLAGIO*-°

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4 Risposte to “QUEL BRUTTO COPIONE DI GIROLAMO DE MICHELE!!!”

  1. utente anonimo Says:

    te lo giuro mi sto sforzando ma il plagio non lo vedo.

  2. Lioa Says:

    Da quando non passi dall’oculista per un controllo?

  3. desireeland Says:

    il signor Girolamo De Michele non è solo un copione…ma in realtà riporta fatti e notizie del tutto errati……quando inveisce contro heidegger dice che la celebre frase “Là dove c’è pericolo, cresce anche ciò che salva” di Hölderlin lui si inventa che è una frase di Rilke …per fortuna che ha intitolato il suo articolo “giù dalla torre” o cosa simile…..quanti ciarlatani nello sprezzo d ciò che è sacro e profondo!

  4. Lioa Says:

    Un bel tromboncello, in effetti.

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