Archive for luglio 2008

FERRATE, CHE PASSIONE!

29 luglio 2008

Iopiazzetta2.

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Bon, mi assento per qualche giorno: hiking, mountaineering, vie ferrate… finché le zampette mi reggono. A presto. Ciao.ON

RISCIACQUARE I PROPRI PANNI IN ARNO…

28 luglio 2008

Dal Gazzettino di ieri:

"Ha tentato di uccidersi, gettandosi nell’Arno, perché era stanco di vivere. A 103 anni ha tentato il suicidio ma è stato salvato da due poliziotti a cavallo. «Sì, è vero, mi sono gettato nel fiume perché volevo morire, non voglio più campare, sono stufo. Volevo farla finita» conferma l’ultracentenario, un ex contadino originario di San Fele (Potenza). Dopo aver fatto colazione, è uscito dalla casa di riposo di Firenze dove vive dal 1969, ha raggiunto una fermata dell’autobus e si è recato nella zona di Isolotto. Qui ha deciso di gettarsi nell’Arno, all’altezza della passerella pedonale per il parco delle Cascine. L’uomo è stato salvato da due poliziotti, che hanno legato i cavalli agli alberi e si sono tuffati in acqua per riportarlo a riva…»

(Immagine da http://www.beppegrillo.it/immagini/Pinocchio_e_i_carabinieri.jpg ) 

DI UN CALCIATORE NEGRO UCCISO AD ASCOLI PICENO

26 luglio 2008

«Questo è un affare di negri», dice. «Con i negri bisogna andarci cauti, ci vuole prudenza. È gente alla quale la natura ha ristretto il cervello per compensarla con cazzi da bestia. Per come gira il mondo, una puttanella bianca la trovano sempre, e un cornuto deciso a vendicarsi pure… [cut]… si sarà reso conto di che razza di posto sta diventando l’Italia. Siamo un Paese di smidollati. Stiamo aprendo le porte a un esercito di miserabili che non sanno fare altro che rubare, stuprare donne e bambini e cacare nelle strade. Stiamo rapidamente cancellando la nostra storia di progresso, imbastardendoci il sangue con la filosofia dell’accoglienza e dell’amore fraterno, come se il passato non ci avesse insegnato niente. Continuiamo a rivendicare i principi dell’uguaglianza, della giustizia sociale e della legalità internazionale, eppure non sarà un caso se i negri hanno dimostrato le loro capacità migliori nei campi di cotone, piuttosto che in quelli della scienza e della tecnica. Di questo passo il mondo finirà col ridursi a un orinatoio… »

(Da Carlo Cannella, "Lo strano caso del calciatore di colore Kofi Mensah", in "NEROMARCHE", Ennepilibri, 2008:

http://www.ibs.it/ser/serpge.asp?type=keyword&x=neromarche)

P.S. Di Carlo Cannella si veda anche:

http://www.vibrisselibri.net/?p=357

[Immagine da http://whoisbarackobama.name/who-is-barack-obama.jpg ]

JOAN BAEZ A VENEZIA: BLOWING IN THE RAIN

23 luglio 2008

Spettatori sotto l’ombrello, unfortunately, ieri sera a piazza San Marco per Joan Baez e Vinicio Capossela, che si esibivano pro EMERGENCY.

«How many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?»

«Quanti mari una bianca colomba dovrà attraversare/prima di potersi addormentare nella sabbia

La domanda, purtroppo, suona ancora maledettamente attuale…

«Mi scuso per quello che il governo americano sta facendo nel mondo» ha scandito l’ormai 67enne folk singer, paladina del pacifismo anni Sessanta (i tempi della guerra del Vietnam) e che proprio nel 2008 festeggia cinquant’anni di carriera. Quanti ricordi!… anche se

«We both know what memories can bring
They bring diamonds and rust»

(Sì, "Diamanti e Ruggine", uno dei miei pezzi preferiti).

Alla fine è apparso sul palco anche Gino Strada, per ricordare che ogni anno la guerra – questa follia che spinge gli uomini a spararsi a vicenda – e la povertà distruggono la vita di milioni di persone, e che nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime è dato da civili…

Vivo successo anche per Vinicio Capossela, nella seconda parte del concerto.

 — 

(I soldi del concerto sono destinati al centro di cardiochirurgia di Khartoum…, n.d.r. )

Immagine da http://www.boston.com/ae/music/blog/joanbaez.com

DORA SQUARCIALENZUOLA

21 luglio 2008

Quando da giovane, per attenuare il tedio del servizio militare, scrissi il romanzo "DORA SQUARCIALENZUOLA", avevo in mente sia Shakespeare (ehm… nel senso del suo personaggio DOLL TEARSHEET, che cosa avevate capito?), sia Paola P., uno dei grandi amori della mia adolescenza e tuttora personaggio tra i più pittoreschi che si aggirino per Venezia. Il romanzo non venne mai pubblicato, ma di recente ne è uscita una divertente (secondo me) riduzione a racconto nella raccolta: 

copneromarche.

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http://www.ennepilibri.it/scheda.asp?id=619

Ecco uno dei soliloqui finali:

«… Addio Leone, Colombo, Sebastiano. Non ci vedremo per un bel po’. Percorrerete la città in bicicletta e vi spingerete lontano, alla ricerca del paradiso. Invano. Visioni e sofferenze sempre. Ma Dora Squarcialenzuola mai più. Questi fulgori acciarini che ancora emetto si spegneranno. Vi porgo un volto duro, banale, leggendario. Cedo alla tentazione di una pausa lunga. Mi attardo nel finale. Quieta è la stanza. Addio, compagni del mio gioco, ombre della mia tristezza e inganno, giovinetti dalle labbra tumide. Vado su un’altra stella, a tormentare i sogni di altri bambini. Vi lascio per l’ultima volta. Sieti pronti per il gran salto?»

[Immagini da http://www.arcibalbo-santarcangelo.it/store/saraghina.jpg  e da http://www.felliniana.com/images/saraghina.jpg. Naturalmente si tratta della felliniana "Saraghina":- ) ]

VENEZIA, LA NOTTE FAMOSISSIMA

19 luglio 2008

Scoppi.

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Quella tra il 19 e il 20 luglio, a Venezia, sarà di nuovo la NOTTE FAMOSISSIMA, la "notte dei foghi" in bacino San Marco, in occasione della festa del Redentore. Come dimenticare quella del 1989, con il concerto in laguna dei Pink Floyd?

Pink Floyd – Live In Venice1989 – Comfortably Numb Pink Floyd Live In

Ne avrebbero parlato, a distanza di anni, anche i PITURA FRESKA (ormai sciolti, n.d.r.), nel celeberrimo "PIN FLOI":

Pitura Freska - Pin Floi (1991)

[CLICCA SULL’IMMAGINE PER ASCOLTARE LA CANZONE]

o’ i
o’ i
o’ i
o’ i
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
vip
inbarca’ co i fioi
invita’ al concerto dei pin floi
navigavo
guai’vo
dentro un dirigibie
che coreva a un’ ora e mesa
de ritardo
supplemento lire otomila
parche’ " detto: rapido "
sto bastardo !
go tolto do caffe’
na bira
rivo meso un gran casin
dove ‘se el barchin ?
elll ‘se ndai via …
bon dio
e po’ rin tin tin
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
fin poco tenpo prima
viaggiando sul cuel
‘saterone prevolante
in vagone ristorante
e vedar sul ponte
sti’ fioi
a pie che va vedar i pin floi
ridevimo e disevimo
ma dove voi ndar
sti cua ‘se proprio
s’ciopai o’ i ?!
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
persi par persi
ndemo a consoarse
ndemo al paradiso a
inbriagarse
e’ l’alba
venessia e’ piena
di gente a tochi
coi tochi sui copi
eh !
tanta ma tanta
" mona "
mese roste
mese in coma
ae sincue dea matina
co i ste chi su i oci
in me so na
calca mai vissta
go’ fato el giornaista
e ghe go’ scrito
sora l’ intervista
so sto casso de
concerto dei pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
domanda: siete qui per i pin floi ?
risposta:
hi hi hu hu ah ah eh eh eh eh
hi hi uh
ah ah ah eh
ritenete giusto
i concerti di
queste dimensioni
proprio a venesia
no par che e’ na cita’
tropo picoa
pero’ le’ gratis
vuto do tiri ?
" grassie "
vien vanti do cocone
dai che ndemo dee bone
due tissie con passo
semitrascinato
due tissie semibuone
semi scic
semi vip
semi frick
che gridano
io venezia la odio !
domanda:
perche’ odi venessia
perchè fa schifo
domanda:
perche’ non te ne sei stata a casa tua ?!
i cincue energumeni assieme
alle due tissie
mi guardano
molto minacciosi e mi
fasso ea bea !
fasso ea bea !
ore sei e cinque in diligensa
ndando casac
vardo el sol e rido
par no pianser
la gente scaturia
dise
cueo cossa el ga’
e no ti ‘ lo vedi
che el ‘ se uno
de cuei s’ciopai
che ‘se ndai a vedar i pin floi
el ‘ se uno de
cuei s’ciopai
che ‘ se ndai vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi
o’ i ndemo vedare i pin floi

[Immagine qui sopra da http://www.avenezia.com/img/venezia_redentore.jpg  ; copertina del libro "SCOPPI IN ARIA: SCHOPENHAUER E I PINK FLOYD A VENEZIA" da www.librimoltospeciali.splinder.com ]

MORIRÒ DIECI ANNI PIÙ GIOVANE

18 luglio 2008

 

DALL’ANSA:

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_729179985.html

» 2008-07-17 18:47
Bolzaneto, Guardian: polizia agì da fascista
LONDRA  – Per il Guardian la vera storia che nessuno vuole raccontare sul G8 di Genova è "il comportamento fascista della polizia italiana". Il quotidiano progressista britannico giunge a questa conclusione in un lungo reportage sui fatti accaduti quel luglio del 2001 per le strade del capoluogo ligure. "Nessun politico italiano è stato portato in tribunale benché vi sia il forte sospetto che la polizia abbia agito come ha agito perché qualcuno gli ha promesso l’impunità", accusa il giornale. Che oltre a ricostruire gli episodi della Diaz e di Bolzaneto, raccoglie le testimonianze di chi era presente quei giorni a Genova e di chi ha "combattuto" perché i responsabili di quella "macelleria messicana" fossero infine condannati.

"Se non fosse stato per il coraggio del Pm Emilio Zucca, della fermezza del tribunale, e dell’aiuto fornito da Mark Covell la polizia sarebbe forse riuscita a farla franca", scrive ancora il Guardian. E solo ieri Covell – il giornalista inglese picchiato a sangue dai poliziotti italiani prima del raid alla Diaz – commentando la sentenza del processo Bolzaneto aveva detto: "Ho perso gli anni migliori della mia vita quel 21 luglio: i risarcimenti in denaro vanno bene ma non ci si può riprendere dopo una cosa del genere. Io morirò 10 anni più giovane del dovuto a causa dei traumi subiti e ognuno di noi soffre di crisi direttamente connesse allo stress subito". Il Guardian ha poi fatto notare come "nessuno dei 15 poliziotti condannati sconterà mai la pena inflitta grazie a indulto e prescrizione" e che "nessuno ha mai chiesto a Gianfranco Fini – l’allora vice primo ministro, che secondo alcuni giornali era in quei giorni al quartier generale della polizia – di spiegare quali ordini abbia dato, ammesso che ne abbia dati". 

[Immagine da http://i195.photobucket.com/albums/z42/lameduck1960/2_g.jpg ]

LA MONTAGNA MANGIAUOMINI

17 luglio 2008

Himalaya, disperso Unterkircher A rischio i compagni di scalata

[Karl Unterkircher ]

immagine generica

«Questa mattina è arrivata la notizia della tragica scomparsa di Karl Unterkircher sul Nanga Parbat. L’altoatesino stava cercando di aprire una nuova via sulla parete Rakhiot. A circa 6.400 metri di quota la costola di neve dove Unterkircher stava battendo traccia è crollata sotto i suoi piedi, facendolo precipitare in un crepaccio. In ricordo del grande alpinista vi proponiamo una videogallery a lui interamente dedicata»

http://www.montagna.org:80/node/4895

(Foto in alto da:

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/unterkircher-crepaccio/unterkircher-crepaccio/unterkircher-crepaccio.html )

GIUSEPPE GENNA E IL NEW ITALIAN BAKUNINISM

16 luglio 2008

giugennaimghome.gif

Leggo in http://www.carmillaonline.com/archives/2008/07/002710.html

dopo la premessa: "Le opinioni qui espresse sono da considerarsi di responsabilità oggettiva solo e unicamente dello scrivente e non includono alcun coinvolgimento editoriale di chiunque altro scriva su questo blog. gg":

«Il primo commento alla indegna sentenza che riduce la tragedia della scuola Diaz a una rissa in cui qualcuno ha alzato un po’ troppo il gomito (col gomito fracassando calotte craniche e lacerando tessuti) sarebbe che ha ragione Berlusconi. La Magistratura è da riformare. Ogni sentenza risulta disomogenea rispetto alle altre emanate per vicende consimili. Sui fatti nodali della storia italiana, i giudici non hanno giudicato niente. Sul passato devastato di questa nazione, i magistrati sono forcaioli in attesa di incrementare l’intensità con cui il passato non è devastato ma devastante. Avrebbe ragione Berlusconi e, di conseguenza, avrebbe ragione quello che non so più come definire (centro, pallida socialdemocrazia cristiana, incrocio genetico dell’a-politica…), insomma, quella roba rosa pallido lì: si dovrebbe riformare la Giustizia, ma finché c’è Berlusconi non lo si può fare. E sarebbero giudizi sbagliati. Perché la sentenza sui fatti di Bolzaneto evidenzia che è lo Stato tutto, in qualunque sua funzione, a risultare compromesso, purulento, contaminante. Il giudizio va tracciato oltre ogni tentazione ideologica. Si ha da essere contro lo Stato… [cut]… Io mi vergogno non soltanto di vivere in uno Stato la mia esistenza che forzosamente è resa miseranda dalla struttura statuale stessa, ma mi vergogno maggiormente a vivere in questo Stato… [cut]… sono orripilato quotidianamente dalla visione delle cosiddette Forze dell’Ordine, che con l’Arma dei Carabinieri sortiscono il massimo gradimento e fiducia dei miei concittadini, e si stanno visibilmente moltiplicando sotto i miei occhi, godendo di leggi fatte all’impromptu per permettere loro un controllo ancora più serrato sulle persone, non bastando il fatto che, trascorsa la stagione di Piombo, non sono state ancora abrogate le leggi restrittive emanate ai tempi da Francesco Cossiga, cosicché senza accorgersi i miei concittadini vivono in uno stato di guerra legislativo, senza che ci sia più quella guerra; mi viene da vomitare al pensiero che si sorveglino militarmente inesistenze e astrazioni dette "confini", purissimi atti di volontà di potenza che nessun geomorfismo giustifica; sono angosciato dal fatto che lo Stato permetta a difensori e pm e giudici di trattare donne violate come le tratta in quelle enclave che sono le aule giudiziarie; sono sconvolto dall’aberrazione dell’ideologia trionfante (quintessenziale all’idea di Stato stesso) della pena, questo protocollo per cui, anziché arrivare a una civiltà, si invera in forma legislativa l’occhio per occhio e il dente per dente, appalesando con somma serenità e assenza di opposizione qualunque la reale natura vendicativa dell’istituzione stessa, che condiziona chiunque; sono sconcertato dall’assoluta assenza di reazione coscienziale di chi abita con me in questo che, prima che uno Stato, è un luogo, puramente e semplicemente un luogo, dove si è sviluppata una lingua comune e peraltro la lingua più poetica del mondo moderno. Il mio pensiero va agli ultimi tra i calpestati dallo Stato, che sono i massacrati della Diaz. Si aggiungono a una teoria infinita di persone, non di cittadini, per cui non c’è stata la tanto vantata tutela dello Stato, perché non può esserci, e dunque sarebbe anche inutile aspettarsela o berciare, come sto facendo, perché non c’è. E dico le vittime e i colpevoli tutti, tutti gli abitanti di questo luogo, che ha una storia cangiante e multiforme, che non si trova nei manuali di storia statale che vengono comminati nelle scuole, per l’attuale disinteresse delle giovani generazioni, le più condizionate che abbiano calcato questa penisola e vissuto in questa civiltà, erettasi su fondamenti etruschi e cioè asiatici, greci, mediorientali, ebrei, arabi, normanni, tedeschi, francesi, spagnoli, africani, cinesi e, purtroppo, sì, anche vaticani. Concludo citando quello di prima [BAKUNIN, n.d.r.], perché si comprenda che non a caso ho citato il connubio vomitevole di cui l’Italia è attuale avanguardia residuale (un paradosso che da solo qualifica questo posto in cui stiamo) – quello tra Stato e Chiesa, cioè tra Idea dello Stato e Dio. Buon futuro a tutti, concittadini, ovverosia voi che vi sentite cittadini… »

P.S. Loredana Lipperini ha linkato Genna nel post di oggi "IL MASSACRO". Ho inviato il commento:

«Ho ripreso anch’io il testo nel mio blog (alle 7.57). Condivido parecchie affermazioni, ma ho affidato al titolo “Giuseppe Genna e il New Italian Bakuninism” alcune riserve.

Postato Mercoledì, 16 Luglio 2008 alle 9:07 am da Lucio Angelini »

A mezzogiorno e tre quarti il commento era ancora in moderazione. Poi è stato definitivamente CENSURATO. Che malinconia questi suoi recenti cipigliucci da maestrina dalla penna rossa, povera Lipperini…

[Immagine da http://www.giugenna.com/ ] 

AHI, SERVA ITALIA…

15 luglio 2008

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A scoppio ritardato (sono appena rientrato dall’estero) ripropongo la lettera che Umberto Eco ha inviato a Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell’8 luglio in Piazza Navona. Il decreto sarà anche stato ritoccato nel frattempo, ma insieme alla proposta di bavaglio alla stampa resta un atto di una gravità politica senza precedenti. 

«Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

Negli ultimi giorni è stato approvato un decreto sicurezza che dice che i processi con una pena minore di 10 anni commessi fino al 30 giugno 2002 vengono sospesi. I reati che sono compresi in questo provvedimento sono i seguenti:

– aborto clandestino
– abuso d’ufficio
– adulterazione di sostanze alimentari
– associazione per delinquere
– bancarotta fraudolenta
– calunnia
– circonvenzione di incapace
– corruzione
– corruzione giudiziaria – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
– detenzione di documenti falsi per l’espatrio
– detenzione di materiale pedo-pornografico
– estorsione
– falsificazione di documenti pubblici
– frodi fiscali
– furto con strappo
– furto in appartamento
– immigrazione clandestina (‘pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi’ – Marco Travaglio)
– incendio e incendio boschivo
– intercettazioni illecite
– maltrattamenti in famiglia
– molestie
– omicidio colposo per colpa medica
– omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (‘tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa’ – Marco Travaglio)
– peculato
– porto e detenzione di armi anche clandestine
– rapina
– reati informatici
– ricettazione
– rivelazioni di segreti d’ufficio
– sequestro di persona
– sfruttamento della prostituzione
– somministrazione di reati pericolosi
– stupro e violenza sessuale
– traffico di rifiuti
– truffa alla Comunità Europea
– usura
– vendita di prodotti con marchi contraffatti
– violenza privata

Cioè un processo per stupro o per malasanità verrà sospeso. Un processo per sequestro di persona o sfruttamento della prostituzione o scippo si ferma. La questione dell’immigrazione clandestina tanto pubblicizzata nel decreto sicurezza? Si blocca pure quella.

In preparazione in questi giorni anche  il famoso descreto Lodo-Schifani che definisce una cerchia di politici intoccabili (le 5 cariche più alte dello stato) sospendendone i processi per 5 anni. Come voi capirete ai cittadini non gliene viene nulla, anzi si viola il principio costituzionale per cui ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.’ (art 3 della costituzione) o anche semplicemente per la frase ‘La legge è uguale per tutti’. Per loro no, la legge non esiste.

Altro importante punto è la legge sulle intercettazioni che vieta ai magistrati di ordinare intercettazioni per inchieste su ipotesi di reato, la cui pena sia inferiore ai dieci anni (corruzione esclusa). E stabiliscono anche il divieto assoluto di pubblicazione e di utilizzo del contenuto delle intercettazioni, fino all’inizio del dibattimento. Pena per i giornalisti e gli editori, addirittura il carcere. Ovvero, tutti gli scandali e le intercettazioni pubblicate finora che hanno permesso ai cittadini di conoscere inganni, imbrogli, malasanità, corruzione, raccomandazioni, ecc.., dovranno essere taciute. Pena la galera.

Da il sole24ore:

‘Il silenzio imposto alla stampa è totale, anche se sugli atti di indagine non c’è più il segreto: di un arrestato si potrà dire o scrivere il nome e il cognome, forse il reato, ma nulla sulla vicenda, nulla sulle ragioni dell’arresto e dell’apertura dell’inchiesta né, tanto meno, su quelle a sua discolpa. Chi lo fa, rischia 6 mesi di carcere. Peggio ancora se la pubblicazione riguarda intercettazioni telefoniche – qualunque intercettazione – perché in questo caso il carcere sale a 3 anni. Con la nuove legge, ad esempio, non sarebbe mai stato possibile dare notizia delle telefonate da cui è emerso lo scandalo della clinica degli orrori «Santa Rita» di Milano. Inoltre, per scoraggiare ulteriormente la tentazione di informare l’opinione pubblica sulle inchieste in corso, il Governo ha previsto che a pagare siano anche gli editori, con una multa che potrà andare da 50mila a 400mila euro.’

Questioni come la mondezza di Napoli, i salari dei dipendenti, il fatto che il paese sia sull’orlo del crollo economico e sociale, le difficoltà dei pensionati, la questione Alitalia, i mutui, l’incremento del prezzo della benzina, sono problemi che non vengono per il momento presi in considerazione. Le questioni considerate urgenti sono quelle elencate qui sopra.
Basterebbe questo per scendere in piazza e protestare.»