SONO LAICO, MA…

Sono laico ma, quando ho letto qui:

http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/08_Agosto/06/stupro_omicidio_transessuale_fermati.shtml

della "FINE ATROCE DEL TRANS SAMANTHA"

e anche

http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/08_Agosto/06/trans_massacrato_testimonianza_amica.shtml

mi è sfuggita di bocca una sola frase: «Signore, pietà!»

Dice l’articolo: «Di fronte alle evidenze, il 19enne non ha potuto fare altro che confessare, ma come il suo socio non ha mostrato alcun segno di pentimento. I due giovani sono accusati di sequestro di persona, rapina, violenza sessuale di gruppo e omicidio.»

Già, vecchia storia quella del RIMORSO (o risonanza emotiva per le proprie nefandezze)…

[Immagine da http://www.salvatorebennardello.com/gallery/Disegni/Via%20Crucis/11_Particolare%20Cristo%20in%20croce.jpg ]

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5 Risposte to “SONO LAICO, MA…”

  1. jolyjoly54 Says:

    ..davvero orribile….

    ciao

  2. NoirPink Says:

    Violenza e indifferenza. Contro trans*, contro rom. E’ questa l’Italia. Che tristezza…
    http://noirpink.blogspot.com/2008/08/attualit-violenza-ed-indifferenza.html

  3. Lioa Says:

    Ti copio-incollo dal Gazzettino del 4 agosto:
    «Scrive poesie quindi è gay» Giovane mafioso violentato in carcere da otto del suo clan

    ROMA – Un gruppo di otto mafiosi avrebbe stuprato in carcere un affiliato al loro stesso clan giudicandolo gay per il fatto che scriveva poesie. Il fatto sarebbe avvenuto oltre due anni fa nel carcere di Piazza Lanza a Catania secondo quanto raccontato ora dall’avvocato Antonio Fiumefreddo, legale del giovane violentato , alle telecamere di Klauscondicio, la trasmissione di KlausDavi su You Tube. «Ho deciso di rendere pubblico il fatto dopo la denuncia del giudice Antonio Ingoia che ha rivelato come i boss, anche solo sospettati di omosessualità, vivano in un clima di terrore -ha detto Fiumefreddo- Ingroia ha ricordato il caso di Johnny D’Amato, boss mafioso usa, assassinato perché gay. Ma non è il solo caso.
    «Io ne so qualcosa visto che nella mai carriera ho difeso un ventenne indagato per associazione mafiosa e detenuto nel carcere catanese di Piazza Lanza. Il ragazzo -ha raccontato l’avvocato, che è anche Sovrintendente del Teatro ‘Bellini’ di Catania- scriveva poesie e aveva modi che potremmo definire effeminati. Non so nemmeno se fosse omosessuale, ma per il suo modo di essere, per la sensibilità artistica, e le sue poesie d’amore, venne ritenuto dagli altri detenuti omosessuale e venne trattato in carcere come tale. Fu violentato da un gruppo di otto detenuti, tutti in carcere per gli stessi reati, e fu costretto al ricovero in infermeria con nove punti di sutura all’ano. Oggi il ragazzo è ancora in carcere, ma per quell’episodio non ci fu alcuna conseguenza o punizione per i suoi aggressori”.

    Immediata presa di posizione di Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay, e Paolo Patané, presidente di Arcigay Sicilia in una nota congiunta. «Riteniteniamo stupefacente che si venga a conoscenza dopo due anni, grazie alla denuncia dell’avvocato Fiumefreddo, che un ragazzo appartenente ad un clan mafioso, sia stato stuprato da altri appartenenti al clan perché ritenuto omosessuale. Chiediamo immediati ragguagli alle autorità competenti».

  4. utente anonimo Says:

    Mah, Lucio. Sospetto che frasi come “non ha mostrato alcun segno di pentimento” appartengano semplicemente alla retorica giornalistica. Derivata dai romanzi-fiume ottocenteschi…

    giulio

  5. Lioa Says:

    Mi auguro sia così, Giulio. Sarebbe bello se il rimorso e il pentimento esistessero davvero. Purtroppo gli efferati sono tali proprio perché reificano i propri simili… li considerano cose. E di una cosa “rotta”, poco importa più…
    Lioa

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