SBARCHI CLANDESTINI

sservolo1.

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(Lucio Angelini a San Servolo, laguna di Venezia)
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Se posto commenti come Lucio Angelini in Lipperatura, la Lipperì li cancella lipperlì, da quando il master WM 1 ha ordinato ai suoi slave di considerarmi una sorta di Rom della rete (lui, il sedicente difensore dei diritti degli ultimi della società). Allora io, di tanto in tanto, mi diverto a sbarcare sull’isola lipperiniana come clandestino senza documenti e così rianimo un po’ lo stracco dibattito di un commentarium in cui, dalla Giovanna Cosenza in su, paiono essere tutti sempre d’accordo su tutto. Per esempio ieri la Lippa ha raccontato del PROF di grafica di sua figlia Carlotta che, in classe, avrebbe PROFerito (una sola effe, mi raccomando!) la giovanilistica e, si sottintendeva, vituperabile frase: "La grafica mi fa schifo".
Travestito da straccione (= nickname "DOCENTE") ho commentato:
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«Posso dirti che è un errore clamoroso, da parte di un genitore, prendere per oro colato tutto ciò che un figlio racconta dei propri insegnanti e solidarizzare immediatamente con lui contro di loro?»
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Sono seguiti vari interventi a mio sostegno, ma anche la seguente precisazione della Lippa:
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«Allora: numero uno. Nel caso della primogenita, per quel che posso conoscerla, non ci sono motivi di raccontare palle a proposito dell’insegnante. Numero due: non sto angariando proprio nessuno. Ho scritto un raccontino. Numero tre: un giudizio sul valore del medesimo lo riservo a quando ne farò la conoscenza. E comunque non ne parlerò mai male davanti a mia figlia. Numero quattro: qualora le cose fossero andate in questo modo, eh no, non esiste assoluzione.»
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A mia volta:
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«Un’unica osservazione. Immagino che i compagni e gli insegnanti della figlia della Lipperini, oltre che Carlotta stessa, possano talvolta sentirsi tentati di curiosare nel blog della madre. Vedendo questo post il prof. sarà facilmente identificato e potrebbero comunque nascere zizzanie di vario genere. Raccontino per raccontino, sarebbe stato meglio evitare indizi così scoperti.»
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E la Lippa:
«No, caro Docente. Nessuno sa che mia figlia è mia figlia, visto che il cognome è un altro. E ti assicuro che i suoi compagni hanno ben altro da guardare, in rete… » (Ma Carlotta stessa si è affacciata più volte nel blog della madre, n.d.r.).
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Il cazzone Girolamo ha commentato:
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«Da docente a Docente: posso dire che un collega che facesse un discorso come quello di cui sopra a ora di cena sarebbe un cazzone? Raccontino per raccontino, eh?»
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A quel punto, raccontino per raccontino, ho chiosato:
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«Mettiamo che a scuola si sappia che Carlotta è figlia di una giornalista di Repubblica che tiene un blog letterario. Mettiamo che qualche genitore lo legga. Mettiamo che lo riferisca al preside. Mettiamo che, di bocca in bocca, il racconto arrivi alla Gelmini. Mettiamo che Gelmini e Brunetta licenzino in tronco il povero prof. Mettiamo che il povero prof si suicidi. Mettiamo che il figlio del prof suicida si vendichi contro Carlotta… Pupi Avati insegna.»
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Allora anche Guglielmo Pispisa l’ha buttata sul surreale:
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«E io che scrivo solo per soldi ma la scrittura mi fa schifo e invece vorrei fare il professore?»
(Foto di A. Bianchi)
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7 Risposte to “SBARCHI CLANDESTINI”

  1. killerpiteless Says:

    che palle

  2. Lioa Says:

    Risollevati leggendo il tuo blog.

  3. kinglear Says:

    Ma falle scrivere il raccontino. Che te ne frega, che ce ne frega!

  4. kinglear Says:

    In fondo se ha voglia di scrivere, tu che ci puoi fare? A lei Pupi Avati, probabile, che non abbia insegnato nulla. E secondo me neanche i Ragazzi della 3C. ^___^

  5. Lioa Says:

    La commentatrice e oca giuliva Maria Luisa mi ha definito non semplice troll, ma caso patologico. Le ho risposto: “Finché non sono stato riconosciuto, tutti hanno tranquillamente discusso con Docente, che, quindi, tanto patologico non doveva sembrare”. Ovviamente la Lipperini ha subito cassato la mia replica, poco utile a quel Pensiero Convergente di cui si è fatta paladina. Ormai accetta solo pareri simili ai suoi o, al massimo, firmati da autori Einaudi: per esempio Girolamo De Michele ha detto di Pupi Avati la stessa cosa che tale The Dax ha affermato di Baricco. Il primo è stato riverito, il secondo definito “cazzaro”.

  6. kinglear Says:

    Possibile che su quel blog si voglia dimostrare in maniera più che mai evidente che le mafiette letterarie e i club non esistono? Che senso ha avere dei commentatori, sempre uguali, sempre riverenti, sempre gli stessi, le cui opinioni sono di cliché o accomodanti nel migliore dei casi? Non lo so. Secondo me è una pura perdita di tempo cercare di aprire una seppur piccola breccia là dove le opinioni non vengono tenute da conto. Io m’incazzerei come una iena, ad esempio, se dovessi commentare, spiegare le mie ragioni criticamente e dopo mezzo minuto vedere il mio commento cancellato, come se mai l’avessi scritto. Uno: avrei perso del tempo prezioso e sprecato la mia intelligenza; due: verrei cancellato e per quale motivo non mi verrebbe spiegato. Che pensare se non che le mie critiche non sono gradite, ma non perché prive di fondamento, bensì perché non in speculari a quelle della proprietaria del blog?
    Non ha senso. Non ha senso per me neanche tentare di passare con un nickname: potrei cambiare il mio nome ma mai e poi mai le mie opinioni, quindi non ci provo neanche.
    Su quel blog funziona così: penso che la cosa migliore sia lasciarli discutere fra di loro. In fondo non fanno male a nessuno proprio perché sono prigionieri del circolo che hanno voluto e creato a loro solo uso e consumo.

  7. BOCL N. 46 (LOREDANA LIPPERINI: LA NOTTE DELLA BLOGGER) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] SBARCHI CLANDESTINI […]

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