VILIPENDIO ALLA LIPPERINI

Lipperini.

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Sabina Guzzanti è stata denunciata per vilipendio contro papa Ratzinger, ma il ministro Alfano, nella sua bonomia, ha poi negato ai magistrati di Roma l’autorizzazione a procedere contro la comica.
 
Si parva licet componere magnis, io verrò forse denunciato per vilipendio contro la papessa dei lit-blogger Loredana Lipperini.
 
Sintetizzo:
 
FASE 1)
“… sul tuo blog ci sono post molto interessanti e molto ben scritti. Personalmente li leggo tutti i giorni” (Postato Giovedì, 26 Aprile 2007 alle 10:36 am da La Lipperini).
Scambio di mail anche in privato e un paio di amichevoli incontri di persona a Venezia.
 
FASE 2) (recenti mesi)
 
La pubblicazione nel mio blog di alcuni articoli satirici contro il saggio di Wu Ming 1 sul NIE e l’invio di contributi non consoni al pensiero della Lipperini nel commentarium di Lipperatura provocano la mia radiazione dal detto blog (= sistematica censura dei miei commenti, ironici e non, se firmati con nome e cognome reali). 
http://www.lucioangelini.splinder.com/post/17037784
Vengo ufficialmente degradato a troll, con diffusione di imprecisioni o vere e proprie fandonie sul mio conto da parte della Lipperini stessa, e costante denegazione del mio diritto di replica, come documentato più volte in “Cazzeggi Letterari".
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FASE 3)
19 settembre 2008. Nel blog della Lipperini tale Anna Luisa mi insulta definendomi “caso patologico” per aver postato un commento del tutto PERTINENTE al tema del giorno sotto il nick "Docente". Consapevole di non poter replicare con il mio vero nome e cognome, posto sotto altro nick il commento: «Non capisco perché come "Docente" nessuno abbia trovato patologico il commentatore tanto sgradito alla signora Lipperini. Come Lucio Angelini, invece, sì. Non sono forse la stessa persona?… Trovo più patologica Anna Luisa, per esempio, con la sua uscita alla cazzo.”
La suddetta e altre repliche vengono tutte puntualmente cassate. Esasperato, alla fine tento di reagire all’offesa di Anna Luisa con un ironico e finto messaggio della stessa: “Sono pentita. La deficiente sono io”.
Curiosamente, questa volta, il messaggio non viene bloccato, ma lasciato passare con la minacciosa precisazione:
“A questo punto Lucio Angelini si prenderà le responsabilità delle molestie e degli insulti che vanno avanti da quasi sei mesi. Postato Domenica, 21 Settembre 2008 alle 1:54 pm da La Lipperini
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[Il tutto, ovviamente, in osservanza alla nuova consegna del santone emiliano Wu Ming 1, di cui la Lipperini è fervida devota e zelatrice: "il tempo dell’ironia è finito, occorre sforzarsi di essere tutti rigorosamente neo-epici", n.d.r.]
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Nella mia umile opinione, chi tiene un blog pubblico DEVE aspettarsi (e accettare) commenti anche non favorevoli a quanto espone o propone, altrimenti farebbe meglio a trasformarlo in semplice NEWSLETTER informativa da inviare ad amici e conoscenti in linea con le posizioni del mittente. Troppo comodo etichettare come "molestie e insulti" commenti contrari alle personali opinioni del tenutario di un blog!
Aggiungo una citazione:
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«… L’Avvocato Antonello Tomanelli ha tradotto in termini giuridici le parole di Fo in un documento che introduce almeno due distinzioni degne di  considerazione. La prima riguarda l’elemento che differenzia la satira dalla critica e che ne spiega “la diversità del linguaggio attraverso cui essa si manifesta”. "La CRITICA, spiega il legale, è valutazione negativa ma lucida, che implica l’analisi di un fatto o di un comportamento. E il suo linguaggio può essere duro nella misura in cui sia utile a far comprendere al pubblico quella valutazione. La SATIRA, invece, sbeffeggia, colloca il personaggio pubblico in una dimensione grottesca. La satira non vuole valutare, ma mettere “il re in mutande”, come dice Dario Fo. Per questo necessita di un linguaggio che “non può essere elegante”. La seconda distinzione si riferisce al cosiddetto “nesso di coerenza causale” tra la qualità della dimensione pubblica del personaggio preso di mira e il contenuto del messaggio satirico”. La qualità della dimensione pubblica va intesa “come un enorme contenitore di vetro nel quale confluiscono tutte le informazioni che il personaggio, volente o nolente, si vede attribuire dai media nel corso della sua vita pubblica: fattezze fisiche, tic, idee, modo di esprimersi, guai giudiziari, gaffes, pettegolezzi, etc. Ogni informazione costituisce un frammento, che inserito in quel contenitore contribuisce a caratterizzare la sua dimensione pubblica. L’autore satirico prende uno o più di questi frammenti, li cesella, li orna e li ripropone al pubblico. Un’attività “artigianale” che va ricondotta all’art. 33 della Costituzione, che sancisce senza limitazione alcuna il principio della libertà dell’arte (“L’arte e la scienza sono libere”). I frammenti così riproposti danno luogo ad un messaggio satirico che sarà sempre in coerenza causale con la qualità della dimensione pubblica del personaggio cui quei frammenti appartengono”. E il parere tecnico così continua: “In presenza del nesso di coerenza causale, non può avere alcun senso valutare la legittimità della satira secondo i parametri della verità e della continenza formale, elementi che al contrario si esigono nella cronaca e nella critica. La satira non soddisfa esigenze informative, né si propone di analizzare o valutare un comportamento. La satira, come dice Dario Fo, è uno "sghignazzo” cui il concetto di “nesso di coerenza causale” attribuisce quel senso, quel significato che permettono all’autore satirico di creare con il pubblico un “circuito d’intesa”, usando un’espressione cara alla stessa giurisprudenza. E ritenere una satira “volgare” prescindendo dalla valutazione dell’esistenza di quel nesso significherebbe limitare la libertà dell’arte garantita dall’art. 33 Cost. Sarebbe come sostenere che un dipinto è tecnicamente osceno, quindi illecito, a causa dell’eccessivo uso del colore rosso da parte del pittore. L’unico limite che incontra l’autore satirico è il non poter “lavorare” un frammento non presente in quel contenitore, ossia da lui appositamente creato”. Ne deriva l’assoluzione dei comici di Piazza Navona e della stessa Sabina Guzzanti, accusata di aver adoperato un un linguaggio "virulento, sfacciato, insultante" nella sua condanna di Papa Ratzinger all’Inferno, "tormentato da dei diavoloni, frocioni, attivissimi e non passivissimi". È il prezzo che la Guzzanti farebbe pagare a Benedetto XVI “per la sua nota intransigenza nel condannare l’omosessualità. Come fece Dante nella Divina Commedia, che colloca nel girone infernale dei simoniaci Papa Bonifacio VIII ed altri ecclesiastici per aver fatto commercio di beni sacri, condannandoli a restare a testa in giù mentre il fuoco brucia loro le piante dei piedi”… » 

 

(Da La Guzzanti, il Papa e le ragioni del declino della satira politica ]
(Immagine della Lipperini dal blog della stessa)
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59 Risposte to “VILIPENDIO ALLA LIPPERINI”

  1. kinglear Says:

    Lucio, dico seriamente: quando si arriva a certi punti, di rischiare d’essere querelato da chi più volte ti ha detto e fatto capire d’essere tu un indesiderato, non per vigliaccheria o altro, ma non sarebbe meglio lasciar perdere? Le tue opinioni non vengono accettate mi par di capire, non passano, vengono cancellate sistematicamente, tant’è che non ce n’è traccia in rete. Se come riferisci non appena posti un commento “contrario all’opinione del suddetto blog” questo viene cancellato, il commento non arriva nemmeno alla cache di Google. Ti rendi conto che è inutile postare commenti? A leggerli sarà giusto il proprietario del blog: morta lì. E forse una o due persone. Non vale la pena, proprio per niente.

    Fattene una ragione. I Wu Ming non sono più quelli di una volta, e molti altri non sono più quelli di una volta. Forse, e sottolineo il forse, hanno finalmente mostrato la loro vera faccia dopo anni a mostrare una maschera: bene. Bene, perlomeno adesso si sa chi sono in realtà. Non è già abbastanza? Io direi di sì. Lasciali a sé stessi: l’indifferenza è la più forte delle armi, al di sopra del bene e del male in una declinazione nicciana.

    Ciao

  2. Lioa Says:

    Giuseppe, come sai l’onere della prova è a carico di chi querela, non del querelato. Sono impaziente di leggere le offese e gli insulti di cui blatera la Lipperini, a meno che non si tratti di termini inerenti al dato REALE della sua continua opera di censura del mio pensiero (solo nella fase recente, preciso) in un blog in teoria NON MODERATO.
    Che sospenda i commenti come hanno fatto Genna e altri, se non è in grado di accettare opinioni diverse dalle proprie.

  3. utente anonimo Says:

    “in un blog in teoria NON MODERATO”

    E dove sta scritto che un blog è o non è moderato? Cioè, dove sta la “teoria”? Non mi sembra che la Lipperini faccia mistero del fatto che modera i commenti di alcuni indesiderati. La scelta della moderazione dei commenti credo sia a totale discrezione del blogger padrone di casa, che non è tenuto a giustificarla con nessuno, come chi commenta non ha nulla da pretendere al riguardo né può obbligare chicchessia ad accettare i suoi commenti. Quindi non ha senso gridare alla censura: nessuno è obbligato ad accettare in casa propria qualunque visita, e ha il diritto indiscutibile di rifiutare quelle di persone la cui compagnia non gradisce. Se la Lipperini non gradisce (più) la compagnia di Lucio Angelini, il tentativo di imporre quest’ultima da parte di Angelini stesso non può che essere avvertito come “molestia”.

    Karl-Heinz Mezzogaudio

  4. Lioa Says:

    Per “non moderato” intendevo APERTO AI COMMENTI, firmati o anonimi. Quindi anche ai miei, che può cancellare, appunto, solo se vuole AUTO-INFLIGGERSI tale MOLESTIA. Ne ha appena cancellato un ennesimo in cui replicavo a un tale che mi insulta in maniera a lei gradita. Altrettanto libero sono io di infliggermi la molestia di segnalare le sue contraddizioni zdanoviste.

  5. kinglear Says:

    Il querelante deve dimostrare che c’è motivo di vilipendio con prove chiare ed inequivocabili. Certo che se per vilipendio il querelante dovesse intendere l’aver tu Lucio espresso una opinione diversa dalla sua, allora va da sé che non c’è vilipendio, ma soltanto divergenza di opionioni e in una democrazia dove la libertà di espressione è ancora integra (!) non costituisce reato.
    Io a tutt’oggi non ho fatto passare 7 commenti, due perché di apologia al fascismo, altri 4 perché di incitamento al razzismo. :-((( Sono stato accusato d’essere un censore comunista. Vabbe’. Ma da me simili commenti sui miei blog non passano. Tutto il resto è passato, offese e calunnie anche, nei miei confronti. Sin tanto che si è da me e si ha voglia di insultarmi, va bene… si fa per dire, ma non censuro. Preferisco averli certi commenti di certe persone. Capiscimi.

    Limitare la libertà di pensiero, quando questo non è violento, è un atto non piacevole né desiderabile. Ma non è possibile inquadrarlo come molestie, tranne nel caso il proprietario del blog per la sua serenità (!) desideri solo opinioni in linea con le sue. Ma se così fosse, non vedo che motivo ci sarebbe nel tenere un blog aperto al pubblico. Nel momento in cui non si accettano le opinioni altrui, tanto vale tenere un blog privato accessibile solo a chi designato gradito. Tanti che non accettano opinioni diverse dalla propria hanno deciso per un blog privato, una mailing list privata, etc. etc.

  6. Lioa Says:

    Ti segnalo che sei stato citato da “E che rott” nell’ultimo commento accettato di buon grado dalla Lipperini. Secondo me quello lì è il Masaniello che tutti sappiamo… *-°

  7. utente anonimo Says:

    Innozzi, io credo che Lucio faccia bene, sta documentando un’ipocrisia con precisione e cura, è l’unica cosa che funzioni contro accuse generiche da passaparola. Chi vorrà avrà gli elementi per farsi un’opinione autonoma.

    Lucio, un solo consiglio, quando usi uno pseudonimo, e vedi i tuoi commenti pubblicati, salva la videata prima che la tenutaria del blog si renda conto della tua identità e li cancelli.

    Ghega

  8. Lioa Says:

    Grazie Ghega. Già fatto. La titolare è libera di cancellarmi, io di considerarla una paracula della simil-sinistra.

  9. utente anonimo Says:

    Ah, c’è chi si ostina a equiparare il blog a un festino di compleanno nel proprio appartamento, in realtà è una festa sulla pubblica piazza.
    Così, tanto per dare occasione al bulletto di dispensare altre velate ipotesi di denuncia.

    Ghega

  10. Lioa Says:

    Lipperini mi ricorda quei baristi che nei propri bar si rifiutano di servire il nero o il rom o l’immigrato di turno…

  11. w. Says:

    il blog è un luogo pubblico. e infatti la scelta di avere un blog coincide con quella di pubblicarsi. se così non fosse la lipperini troverebbe il modo di limitare l’accesso al suo blog a pochi intimi o amici. se lo tiene aperto a tutti è anche aperta a ricevere il commento di chiunque.

  12. kinglear Says:

    @ GHEGA

    Infatti io sono con Lucio. Sino ad ora ha sempre documentato con puntiglio tutte le cancellazioni che ha subito su quel blog, sempre specificando il perché. Al suo posto avrei fatto lo stesso. Diversi attacchi li ho subiti anch’io e continuo a subirli: mi limito a pubblicarli per intero sul mio blog, perché scripta manent verba volant; ma di questi tempi anche gli scritti non rimangono, allora bene pararsi il culo e far in modo che una volta detta una cosa questa non scompaia tanto facilmente dalla rete.

  13. utente anonimo Says:

    Accidenti, vuoi dire che è passato di moda il fascino dell’appartenenza a una minoranza anche nei circolini? Che tempi!
    (A me rievoca l’immagine di… un radicale libero, ovvero l’adagiamento del tessuto in posizione comoda, come tutti i radicali liberi ci dimostrano giorno per giorno)

    Ghega

  14. utente anonimo Says:

    Iannozzi, ricordo, gli stessi attacchi sono stati portati anche a te. E’ evidente come gli interlocutori in questione siano abituati a manipolare le informazioni, visto il maldestro tentativo di fare disinformazione alla prima occasione utile, questo la dice lunga sull’onestà intellettuale di detti signori e amplifica, se possibile, una megalitica pochezza intellettuale. La critica al potere esercitata da costoro in gioventù dimostra, con il passare degl’anni, la vera natura di tale contestazione: l’invidia.
    Parere personale.

    Ghega

  15. kinglear Says:

    @ GHEGA

    Portarono ieri gli attacchi, e ultimamente anche Genna sul blog che ha su LA7 ha manifestato una acredine tutt’altro che nei limiti della decenza. Ancora adesso non mi spiego che faccia abbia avuto per osare tanto: roba che se fossero stati decenti i gestori di quel blog l’avrebbero dovuto prendere a calci nel sedere, punto e basta. Sono purtroppo umano anch’io, e ad un certo punto, visti simili comportamenti, il minimo che ci si può aspettare è che certi personaggini mi diventino altamente antipatici.
    Qui alcune delle sparate più grosse di Genna contro il sottoscritto:

    Genna calunnia Iannozzi

    Dopo questa schifezza che ha saputo fare, con la complicità dei suoi trollacci, Genna e amici si possono scordare che comperi anche solo per sbaglio un loro libro o che osi dirne una parola in bene o in male. Solo la più alta e sacra indifferenza. Perché sarebbe omaggio troppo grande che ne parlassi male: no, niente purché se ne parli. Per simile gente ci vuole l’indifferenza perché solo quella meritano. Poi quando se ne vengono fuori con simili calunnie e diffamazioni, allora prenderele e pubblicarle per far sì che lo scritto rimanga a futura memoria dei posteri.

    Si possono fregiare del titolo di scrittori e intellettuali questi qui?
    Io credo di no, neanche volendo loro accordare la virtù della pochezza intellettuale.

    Ciao Ghega,

    Beppe

  16. utente anonimo Says:

    GHEGA = GENNA
    e voi ci cascate, abboccate verme, amo e lenza!

  17. utente anonimo Says:

    Ho avuto modo di apprezzare lo scambio in diretta, e ho trovato la cricca disgustosa.
    Dopo quell’accanimento immotivato si è rafforzata in me l’idea che la niupippepica rappresenti, con l’indotto che se ne vuole ricavare, soprattutto una possibilità di guadagno. Quando in gioco ci sono i soldi, il concetto di “pensiero unico” può diventare seducente e azzittire le voci dissonanti è un imperativo epico, etico e pure cavalleresco.
    E’ lodevole lo sforzo del cerimoniere di tentare il lancio di nuove parole d’ordine (“non raccogliete le provocazioni dei detrattori, non degnateli di attenzione!”), peccato che a tanto sforzo corrisponda un’uguale e contraria defezione comportamentale degli adepti, i quali, attaccandovi, dimostrano il vostro aver colpito nel segno.

    Ciao Giuseppe

    Ghega

  18. utente anonimo Says:

    Anonimo, per vedere Genna ovunque devi esserne segretamente innamorato! Libera la tua passione e confessagli tutto il tuo amore! (Sciò!)

    Ghega

  19. kinglear Says:

    @ GHEGA

    Cara, non avrei saputo dir meglio.
    La niueppica (bellissimo questo neologismo or ora da te coniato ^___^… potrei rubarterlo con il tuo consenso!) è in sintesi una cagata pazzesca, come direbbe Fantozzi: credo che oramai ben pochi prendano sul serio il settarismo della niueppica come qualcosa di serio a cui prestar fede, tranne nel caso non siano in essa coinvolti per una squallida questione di danè. Difatti dentro la niueppica ci stanno poi solo chi ha da promuovere, cioè da vendere libri Mondadori ed Einaudi perlopiù, mica gli editori indipendenti. I soldi sono una colla in tutti sensi per alcuni. D’accordo che il tempo storico è di crisi e di droghe a buon mercato, ma c’è modo e modo di guadagnarsi la pagnotta. Di pessimo gusto poi dedicare la niueppica 2.0 a David F. Wallace: ma come si può arrivare fino a questo punto, davvero non riesco a capacitarmene. Quando ho visto la dedica m’è salito un conato di vomito amaro in gola. Non c’è proprio più vergogna. Wallace non sapeva che diavolo fosse ‘sta cosa niueppica e credo che la cosa non gli avrebbe fatto piacere in vita, figuriamoci adesso che è scomparso. Di pessimo gusto sfruttare la morte di uno scrittore conosciuto a livello mondiale per promuovere la niueppica. Questa non la digerirò mai e poi mai.

    Se ci attaccano, in maniera sotterranea e subdola, ci sarà bene un motivo: forse il fatto che noi non si sappia tacere e che non si voglia essere complici di qualche cosa in cui non crediamo e che reputiamo essere una grossa presa per i fondelli, soprattutto nei confronti del pubblico, dei lettori, della gente che vuole leggere libri belli non prestati alle convenienze del momento.

    Baci, e vieni a trovarmi. 🙂

    @ ANONIMO

    Non vedere quello lì dove non c’è. Conosco Ghega. Torna a farti le tue solite passeggiate solitarie.

  20. utente anonimo Says:

    (niu-pippe-epica=niupippepica, è peggio di come l’hai letta!)
    Passerò 🙂

    Ghega

  21. Lioa Says:

    Ah, sì, il famoso NISE o New Italian Self Essay, saggio scritto da se stessi su se stessi…

  22. kinglear Says:

    @ GHEGA

    niupippepica: stupendo e superlativo. C’è in questo neologismo tutta l’essenza di quella cosa che si sono inventati di sana pianta, o mala pianta!, i WM e amichetti. Ci metti il copyright su niupippepica? ^___^

    Smaaackkk

  23. utente anonimo Says:

    Va bien mi fido, è una gran merda, ma… mi sapreste elencare con precisione i motivi per cui le argomentazioni sulla New Epic non vanno bene? Voglio dire: “questo punto non sta in piedi”, “questo esempio non è calzante”, “questa definizione non convince per i seguenti motivi”, “questo passaggio non si capisce” ecc.? Insomma una critica puntuale nel merito di quello che viene detto, al posto di una critica alle intenzioni (che non discuto, potrebbero anche essere quelle che dite voi). Come mai altrove questo si è verificato, come mai c’è un confronto e si discute? Tutti fessi? Tutti grulli? Oppure tutti in malafede a parte voi? Tutti complici dell’operazione che descrivete? Mi è difficile crederci, anche perché persone che apprezzo e amici sono interessati alla cosa. Insomma, gli attacchi alle persone possono anche essere motivati, anzi avere le migliori ragioni di questo mondo, ma se queste ragioni non stanno nel dire cose sbagliate e, in più, non si dimostra come mai sono così sbagliate ma mi accontento di dire che sono sbagliate perché le dicono loro, a conti fatti si fa la figura degli acrimoniosi e basta. Che infatti mi sembra l’immagine che state dando, perché mi sembra che dedicate un tempo e uno spazio ABNORMI alla New Epic, abnormi, ma sempre girando intorno ai punti. Ok la NIE può essere davvero “una cagata pazzesca”, ma ditemi il perché. Perché quei libri e quegli scrittori non sono epici? Perché quei libri e quegli scrittori non hanno niente in comune tra loro? Perché quei libri e quegli scrittori non vi piacciono? E allora ditemi perché non vi piacciono e perché il fatto che non vi piacciono ha un significato importante. Così spiego anche ai miei amici che hanno preso un abbaglio.

    Colui

  24. Lioa Says:

    L’avevo ampiamente fatto nel blog della Lipperini, ma quella brutta megera – temo su tuo suggerimento – ha cancellato tutti i miei contributi. Allora ti ho inviato le mie osservazioni in una mail privata che non deve esserti pervenuta, da quando hai messo il mio indirizzo nel kill filter°-*

  25. utente anonimo Says:

    Lucio, NISE è più elegante.
    Giuseppe, se ti piace usa, anche perché pare non sia gradito, visto l’intervento divino di questa mattina.
    (Le divinità non hanno amici, come ben sa un cerimoniere.)

    Ghega

  26. utente anonimo Says:

    beh, come non detto. “traveggole”, si chiamano, quando il “nemico” è ovunque e paranoiate del genere. Abbastanza poco probabile che tu mi abbia mandato una mail privata, a me. Comunque se ti piace pensarlo… ;-D

    Colui

  27. Lioa Says:

    @WM1. Ti consiglio di rileggere il post:
    http://lucioangelini.splinder.com/post/17037784/NEO-EPICHE+REAZIONI+AL+POST+DI

    Non mi sono certo sognato che una bella mattina di qualche mese fa mi sono arrivate in simultanea le “disdette” dalla precedente amicizia con me da parte tua, di Giuseppe Genna e di Loredana Lipperini. Solo V.E., vero uomo libero, si è astenuto da un voltafaccia del genere.

  28. kinglear Says:

    No, non dedichiamo spazio alla niupippepica o NISE che dir si voglia: è bello però vedere come i capponi sbattono le teste le une contro le altre nel tentativo di dar senso a ciò che un senso non ce l’ha. La niupippepica è una pippa, ‘na spada, tutto qui: dentro ci sono autori Mondadori e Einaudi, tutti di uno stesso circolo. Non mi sembra che nessuno di questi autori venda chissà quanto. Allora ci si è inventati la niupippepica che raccoglie tutti questi scrittori sotto una stessa pippa: dentro, chissà come mai, ci è finito pure Saviano. Mah! Evidentemente avevano bisogno di uno che ha venduto veramente… grazie alle spacconerie dell’autore. Adesso però voglio proprio vederlo Saviano: continua a ripetersi, a dire le stesse cose, non si smuove, non sa più che dire, finisce su Repubblica e l’Espresso ma quello che dice è sempre la stessa cosa, i Casalesi etc. etc. Non scriverà mai un secondo libro: al massimo una raccolta di quei pezzi che in questi due anni ha piazzato un po’ qua e un po’ là. Poi più niente. L’unione fa la forza? Questo hanno pensato quelli della niupippepica? Adesso gli andrà pure bene che se parli purché se ne parli, Colui caro. Ma chi volete che creda seriamente che questi che si sono raccolti ed autoeletti niupippepici siano un progetto comune, la strada maestra, i guru che fanno l’Italia e la raccontano? Ci sono romanzieri che hanno raccontato l’Italia, a partire da Aldo Busi per arrivare a Carmen Covito, e poi ancora Umberto Eco e Melania Mazzucco… Che hanno fatto vera Letteratura, alta Letteratura, che hanno raccontato sul serio l’Italia, poi arrivano i niupippepici e ti dicono che no, che loro soltanto hanno raccontato. Che cosa hanno raccontato? Un bel niente. Hanno scritto dei romanzi, in alcuni casi piacevoli, in altri casi pessimi, vedi “La luce di Orione” di Evangelisti ad esempio. Morta lì. Si sono autoeletti, si sono fatti Uno & Trino. Sta niupippepica è diventata talmente ridicola in bocca anche a chi ne scrive, come me per dire che è una presa per i fondelli e null’altro, che non riesce più neanche a strapparmi un sorriso. Le comiche le vedi una due tre volte, e ridi; alla quarta cominci ad avere crisi di rigetto, cominci ad odiare con tutto te stesso le risate che hai loro dedicate… La niupippepica ha proprio trifolato gli zebedei anche a chi, in un primo momento l’ha presa sul ridere. Basta! Pietà, per l’amor del cielo, basta co ‘sta cavolata immane. O meglio: lasciamo che si dicano niupippepici e basta. Tanto non fanno male a nessuno, solo a sé stessi. Amen.

  29. Lioa Says:

    Giuseppe, mi dissocio totalmente dall’attacco a Saviano, davanti al quale posso solo fare tanto di cappello. Ineccepibile anche il suo comportamento, ovunque e sempre.

  30. kinglear Says:

    Non fare la verginella, Lucio! 😀 Ho solo detto che si ripete a ogni pezzo e che sono dell’avviso che non sarà in grado di scrivere un secondo libro nuovo in toto. Ma dissociati pure, io quello che ho detto l’ho detto e non mi rimangio di certo il detto, tanto più che è di innocuo disarmante. Ma se ti può consolare penso anche che Eco non scriverà un altro libro bello come “Il nome della rosa”, nonostante i suoi lavori successivi al suo Capolavoro siano comunque di livello eneguagliabile. Ti dissoci anche da questa mia affermazione su Eco? 😉

  31. Lioa Says:

    Giuseppe, francamente non so come tu faccia a prevedere il futuro creativo degli altri. Non ho mai creduto a quelli che millantano di saperlo leggere nella propria sfera di cristallo.

  32. kinglear Says:

    Tipo ci hai presenti i nonni che se c’hanno i reumatismi capiscono che tempo butterà? Ecco, io più o meno la stessa cosa, solo che non mi affido ai reumatismi. 🙂 Che non ho.

    ‘Notte

  33. utente anonimo Says:

    Se io fossi Wu Ming1, quel che dici delle mail sarebbe senz’altro successo, non lo discuto. Ora se a te va bene così, io posso essere Wu Ming1 e anche la Amy Winehouse, Ferruccio De Bortoli, Ignazio La Russa e chi altri vuoi tu. Però, cazzate a parte, io avevo chiesto di spiegarmi perché questa cosa della new epic vi manda – a te a kinglear – così tanto fuori dai gangheri (non che siate gli unici, non dico questo, vengo qui passando da idiotaignorante, ma voi dedicate molto molto, molto tempo a questa cosa) e non era una domanda provocatoria, era proprio voglia di capire, e invece mi parli di altre cose molto autoreferenziali. Siccome anche rummando nei tuoi vecchi post non trovo approfondimenti (ma forse sono io che cerco male), ripeto la domanda, hai visto mai?

    Colui

  34. Lioa Says:

    OK, non sei WM1, anche se ripeti più o meno le stesse parole da lui usate in vari interventi in rete per squalificare i diffidenti. Non ho nessuna voglia di redigere il controsaggio di un saggio che mi ha stupito solo per la sua fumosità e gli evidenti intenti autopromozionali. Sostanzialmente, insomma, sono d’accordo con Carla Benedetti. Volendo, si potrebbe individuare “più della metà” delle otto caratteristiche elencate da WM1 persino in “Pinocchio” (con la sua “esplorazione di punti
    di vista inattesi e inconsueti, compresi quelli di animali, oggetti, luoghi e addirittura flussi immateriali”). Affermazioni quali “gli autori della New Epic utilizzano tutto quanto pensano sia giusto e serio utilizzare” o “hanno una grande fiducia nel potere maieutico e telepatico della parola, e nella sua capacità di stabilire legami
    (lēgere)” fanno sorgere spontaneamente la domanda “E i non epici, invece? Nessuna fiducia nella parola? Scrivono solo per perdere tempo?”.
    Come ho segnalato nel post “http://lucioangelini.splinder.com/post/18406282/WM+1%2C+A+FELLOW+OF+FINITE+JEST “, laddove Wu Ming 1 asseriva “La modalità ironica è ben presente anche in molti dei libri che ho citato, in primis quelli di Camilleri e poi altri, non ultimi i nostri 54, Guerra agli Umani, Canard à l’orange mécanique, New Thing e American Parmigiano. La differenza è che ironia e sarcasmo sono mirati, si esercitano nei confronti di precisi comportamenti e situazioni, senza esondare e investire l’atto stesso di scrivere. La fiducia nel potere della parola è un must”, alla mia ingenua replica: “Quali comportamenti e situazioni sono precisi, WM 1? Chi stabilisce se ironia e sarcasmo sono mirati o fuori mira? Sempre tu, immagino”, la reazione della Lipperini è stata semplicemente quella di cancellare il quesito, impedendo a WM1 di rispondere. E in effetti, più che alle ambizioni del saggio di WM1, ho dedicato “molto, molto, molto tempo” soprattutto alla stolidità censoria della suddetta blogger e a contrastare il trombonismo di certi autori che solo in teoria si battono contro l’Autorialità, in realtà hanno il mito di se stessi e della propria capacità di scuotere la letteratura con opere che, al pari delle Mille Bolle Blu di Mina: “dal centro della nebulosa già ripartono, volano in ordine sparso, divergono, s’incrociano, divergono” brrr le mille bolle blu, brr le mille bolle blu…

  35. Lioa Says:

    P.S. Te lo vedi il sobrio (lui sì!) Roberto Saviano, all’ombra del quale si sono vantaggiosamente collocati i fanciulli in fiore del Nie, scrivere un saggio su se stesso o sulla propria epicità? Nel suo caso, per fortuna, parlano i FATTI.

  36. Tevis Says:

    Caro Angelini, in tutta questa quarrel così estesa e sfiancante a dire il vero – c’è una cosa che mi rattrista più di tutte. Non l’autopromozione, lo scrivere saggi su se stessi e autolegittimarsi come school: del resto l’hanno fatto per un decennio quelli del “noir” bolognese con la loro associazione e la loro rete di relazioni con le amministrazioni locali e con i giornalisti culturali. Ora loro si sono sfocati, dopo aver riscosso tutto il riscuotibile, la sorgente si è seccata e la loro narrativa non resterà. The newepics li hanno scavalcati a sinistra: sono arrivati alla teorizzazione in grande stile, quindi hanno creato un precedente molto interessante, da manuale direi. Molto più sofisticato dei metodi piccolo-lobbistici di chi li ha preceduti.
    Ciò che più mi rattrista, dicevo, è il fatto che i pochi interlocutori che ora parlano con te lo fanno nell’anonimato. Non uno che esibisce un nome vero o un avatar identificabile, a parte King Lear che non ha nulla da perdere. Come se tutti hanno paura di sporcarsi: rivolgerti la parola sembra diventato un rischio, come se il gruppo che ti ha degradato a “Rom” avesse il potere di emarginare a priori chiunque si azzarda a farsela con te. Di che hanno paura questi? Hanno un libro nel cassetto che temono che un domani può essere boicottato? Sono le fobie stupide e meschine che si trovano in molti piccoli ambienti, come i villaggi e le cittadine di provincia.
    E’ orribile vedere che quando qualcuno diventa un “paria” tutti lo evitano. E’ disgustoso. E purtroppo gli scrittori che si autopromuovono (la maggioranza) non tollerano detrattori, perché questi possono mettere i bastoni fra le ruote e diventano automaticamente nemici.
    Sono americano ma scrivo molto bene in italiano, quindi non si pensa a un fake.
    Ciao Lucio

  37. Lioa Says:

    Tevis, vedo che condividiamo la passione per l’authenticity. Lascia che ti abbracci “allegoritmicamente”, dunque, come direbbe Liala, anzi no, Umberto Eco, ma che dico?, facciamo Roberto Bui e non se ne parli più:- )

  38. Tevis Says:

    Secondo me, Lucio, dovresti usare le stesse armi: scrivere un counter-essay vs/newepic e diffonderlo nello stesso modo. Anche in collaborazione, possibilmente.
    bye 🙂

  39. utente anonimo Says:

    Lucio, pare si debba parlare con te per dirigere i propri attacchi trasversali 🙂

    Ghega

  40. Tevis Says:

    Io ho parlato con Lucio, non ho diretto attacchi strasversali. Lucio, per caso questo genga è uno della gang?

  41. utente anonimo Says:

    tetris, io non appartengo a una gang, quello sei tu. Pucci-pucci, miao-miao.

    Ghega

  42. kinglear Says:

    Non ho che non abbia nulla da perdere. E’ solo che la mia lingua non sa tacere. E anche se la tagli, ricresce sempre come la coda delle lucertole.

    Comunque la niupippepica mi ha stancato: non riesce neanche più a strapparmi un sorriso, quindi penso che sia ora di pensare egoisticamente a me stesso, o no? ^___* Non sono mica nato per restare a vita spaghettaro! Io voglio fare il Kung Fu. 🙂

    Ciao Belli 😉

  43. Tevis Says:

    Capito KingLear, è chiaro quello che dici.
    Bye

  44. Lioa Says:

    @Tevis. Certo, un saggio su me stesso e sui miei epigoni, magari intitolato “I nuovi gregoriani”. Un saggio che annoverasse tutti quegli scrittori capaci – come me – di frazionare i toni in semitoni e rinunciare a dividere i tempi. Il nostro tempo primo, infatti, è flessibile come la sillaba latina, ma indivisibile. Il nostro ritmo ignora la misura isocrona, la quadratura, le simmetrie sistematiche, i tempi
    forti, la sincope, gli allegoritmi e tutte le altre diavolerie della scrittura buiana. Ma la nostra povertà evangelica non ha nulla a che vedere con l’indigenza. La nostra scrittura è semplice, elastica, libera nell’andamento, vivace nei movimenti, diretta all’essenziale, anche quando
    lussureggiante di ornamenti. In una parola: bella.

    P.S. Sono reduce da un concerto di Vespri Gregoriani all’isola di San Servolo:- )

    @ Ghega: dai, dicci chi sei. Per caso Luca Di Meo, il transfuga dei Wuminghi?

    @ Giuseppe, ti ho già chiesto più volte di non postare immagini nei commenti… puoi memorizzare? Grazie. Ciao.

  45. utente anonimo Says:

    Lucio, faccio il giochino di Treves (Blues Band)? Son un’americana che scrive molto bene in italiano 😛

    Ghega

  46. utente anonimo Says:

    (Però il 21 novembre verrò a porre il mio cero attraversando il ponte di barche)

    Ghega

  47. Tevis Says:

    Lucio, come inizio di saggio mi sembra buono. Mi piace. Bisogna trovargli un titolo efficace, però. Tipo: “Contro la Nuova Epica” o qualcosa del genere. E poi confutare le affermazioni come sai fare tu.

  48. Lioa Says:

    No no. Direi che basta così. Ho già parodiato i wuming quando ero ancora nelle loro grazie. Vedi qui:
    http://www.wumingfoundation.com/ourbooks/news.php?extend.54

  49. Tevis Says:

    Ok Lucio, ti capisco. Io avrei ceduto prima, sono meno forte…

  50. Lioa Says:

    E comunque, detto tra noi: WM1 è molto in gamba, a parte la trombonata di questo saggio. Confido che un giorno scriverà un’opera straordinaria, se solo troverà la forza di mettersi in proprio e la smetterà di perdere tempo con personaggi quali Sir William Johnson, sovrintendente agli affari indiani
    del Nordamerica, e Hendrick, capo irochese, di cui non frega niente a nessuno*-°

  51. Tevis Says:

    I agree. A me il Nordamerica e il capo irochese piacciono molto, ma qui forse no.

  52. Lioa Says:

    Infatti, secondo me, da quei drittoni che sono hanno scelto l’argomento pensando soprattutto al mercato americano…

  53. utente anonimo Says:

    Chiedo scusa se ho usato termini banali che qualcun altro aveva già usato, non è che mi preoccupo di essere originale quando voglio fare una domanda o sapere una cosa, se vado al ristorante ordino la bistecca con la stessa frase, più o meno, che usano tutti gli altri clienti… e poi chiedo scusa se sto usando un nick, ma mi sembra che nei blog sia sempre stata una cosa normale e tu stesso su altri blog li usi e ti camuffi ecc. Queste cose non vanno bene solo quando le fanno gli altri.
    Non sono ancora convinto di quello che scrivi come critica nei punti ma almeno ci provi, però a me sembrava che la polemica sulla fiducia o sulla sfiducia nella parola fosse rivolta contro il cosiddetto “postmodernismo” di certi autori che fanno prevalentemente “cazzeggio”, e Pinocchio non è letteratura contemporanea scritta dopo la caduta del muro di Berlino, e Wu Ming1 dice che questa NIE è solo una delle cose che stanno succedendo nella narrativa dell’Italia dell’ultimo periodo ecc. Mi sembra sempre che siamo più sull’attacco alle intenzioni e alla personalità di chi scrive che sull’argomento in oggetto, anche l’osservazione su chi stabilisce se l’ironia è mirata o no, secondo me il lettore tendenzialmente non è un idiota e lo capisce quale era l’intenzione dell’autore e contro chi o che cosa voleva fare ironia (riuscita o no).
    Insomma, ancora non capisco – a parte i l discorso sulla censura che per me è un po’ troppo vittimistico e autoreferenziale – perché quel testo ha suscitato tutta questa rabbia e ostilità. Non doveva dire che sente qualcosa in comune tra i libri che scrive e alcuni libri scritti da altri? e poi gli scrittori hanno sempre spiegato o provato a spiegare quello che facevano come individui o come generazione, pensa a quante cose ha scritto Tondelli in questo senso… O Pavese se proprio vogliamo scomodare per un attimo i pezzi grossi. Non vedo niente di nuovo o di scandaloso, da lettore e da frequentatore poco affezionato della rete.

    Colui – un “cervello espatriato”

  54. utente anonimo Says:

    Non avevo capito il riferimento a Roberto Saviano, poi sul suo sito ufficiale ho trovato questo:
    http://robertosaviano.com/documenti/9513/132/0
    Se il riferimento era a questa lettura del film “Gomorra”, a me sembra che Saviano mettendola sul proprio sito non stia per niente prendendone le distanze.

    Colui

  55. Lioa Says:

    @ Colui. Prima di tutto chiarisco che se mi sono camuffato nel sito della Lipperini è stato solo per protesta all’idea che la titolare mi avesse messo in castigo dietro la lavagna, anzi no, proprio buttato fuori dalla classe come Lucio Angelini (vd post “Lipperini cattiva maestra”). Comunque: tu trovi autoreferenziale me, io trovo autoreferenziale il saggio di WM1 e fumoso il suo Ottuplice Sentiero (= parametri generici e applicabili praticamente a tutto ciò che esiste, compresa Sveva Casati Modignani), ma la cosa che mi ha fatto incazzare e su cui ho insistito nel MIO blog è stata soprattutto l’improvviso, simultaneo e inqualificabile voltafaccia della Sacra Trimurti Bui-Genna-Lipperini nei miei confronti per aver io osato fare dell’ironia sul loro proclama. Se a loro fa piacere pensare che non ci sia più posto per l’ironia (in particolare quella verso le loro consegne letterarie), amen. Se WM1 pensa che la tonalità di fondo del Postmodernismo (secondo me, invenzione pure quella) sia esecrabile e datata, amen. A me risulta che si viva in un’epoca in cui ognuno è libero di vestire come gli pare: classico, casual, Dolce&Gabbana… e chi più ne ha più ne metta. Se WM1 è convinto che stia succedendo il NIE, cioè soprattutto lui e i suoi amici, buon pro gli faccia. Dell’articolo di GERVASINI (e non di Saviano) sul sito da te citato… chissenefrega?

  56. Tevis Says:

    Io contesto quando Colui (il solito ignoto, anche se ha buone intenzioni, ma ancora sembra che ha paura) dice:
    “Wu Ming1 dice che questa NIE è solo una delle cose che stanno succedendo nella narrativa dell’Italia dell’ultimo periodo”.

    Non è vero: perchè la segnalazione (che sembra un proclama) che mettono in fondo a un articolo di Carmilla su un editore Francese (come fanno anche in tanti altri articoli) dice così:

    “Domani, giovedì 25 settembre, Wu Ming 1 presenterà a Milano il memorandum New Italian Epic 2.0. …
    Come ricordato da Serge Quadruppani, il 2 ottobre si terrà una conferenza sul NIE alla University of London

    La X edizione del festival Scrittorincittà (Cuneo, 13-16 novembre 2008) darà molto spazio alla discussione sul NIE. In particolare, il dibattito “New Italian Epic: gli stati generali della narrazione” vedrà la presenza di Wu Ming, Massimo Carlotto, Giuseppe Genna, Antonio Scurati, Letizia Muratori, Mauro Gervasini e – come moderatrice – Loredana Lipperini. Qui il comunicato-stampa con le prime anticipazioni del programma.
    AGGIORNAMENTO. Ha confermato la sua partecipazione al dibattito anche Carlo Lucarelli.”

    Il tono di questi proclami (“gli stati generali”) sembra: “qui ci siamo noi, noi siamo la narrazione in Italia, e chi non è noi o non è simile a noi è come se non esiste”. Chi non è epico secondo le loro regole o non è segnalato da loro sembra che non fa narrazione, insomma. Il messaggio è questo. Non è una cosa neutra come dice Colui.
    Accaparrare tutto questo spazio per sè è una intenzione brutta, perchè significa voler togliere spazio a chi vuol fare narrazione diversa e non si riconosce in loro. Affermare continuamente (anche in modo non diretto) che la narrazione sono “loro” intende (ma poi non è detto che ci riescono) togliere la visibilità agli altri per concentrarla tutto su loro.
    Mi sembra come Berlusconi questo.
    Si dice: “Solo in Italia si può avere uno che possiede giornali e televisione e poi va anche a capo del governo”. Allora da oggi si può dire anche:”Solo in Italia c’è un gruppo di scrittori (o uno solo) che scrive un saggio in cui spiega che i veri scrittori sono loro (anche se non usano queste parole il senso è quello, non dite di no) e questa è la tendenza vera da seguire nella narrazione. Quindi anche nella lettura: voi lettori, se volete essere al passo dovete leggere noi e quelli come noi. E per il resto cosa facciamo, ci pisciamo sopra?
    Mi sembra propaganda questa, qualcosa che ricorda il fascismo, non so.

  57. Lioa Says:

    P.S. Non mi risulta che Saviano abbia mai detto: “Ma come? Non ve ne siete accorti? Sto succedendo io!!!”
    Bsogna precisare, peraltro, che del fenomeno Saviano (fenomeno reale) si sono presto accorti tutti, mentre del fenomeno NIE (fenomeno inventato) nessuno ha avuto idea prima degli strombazzamenti dei diretti paladini interessati.

  58. BOCL N. 35 (BOOK E BLOOK 3.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] https://lucioangelini.wordpress.com/2008/09/22/vilipendio-alla-lipperini/ […]

  59. BOCL N. 39 (LA BUFALA DEL NEW ITALIAN EPIC 2.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] VILIPENDIO ALLA LIPPERINI […]

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