ERANO TRECENTO, ERANO GIOVANI E FORTI…

Domenica scorsa alle 17.30 nel salone del Piovego di Palazzo Ducale ho assistito al concerto-tributo "OMAGGIO A LUIGI TENCO", organizzato, udite udite!, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Venezia e Laguna in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2008. Accanto alle canzoni più famose, ne sono state presentate altre poco conosciute e, in particolare, la versione originale (antimilitarista) di "Ciao amore ciao", la cui esclusione dalla serata finale del festival di Sanremo del 1967 provocò le note tragiche conseguenze. Il repertorio di Tenco, di cui quest’anno ricorrono i settant’anni dalla nascita, è stato rivisitato dai cantanti Roberto Nardin e Grazia De Marchi, accompagnati al pianoforte da Giannantonio Mutto. Al termine del concerto sono stati proiettati alcuni spezzoni del film "La cuccagna", scritto e diretto nel 1962 da Luciano Salce, in cui Luigi Tenco era attore protagonista. Al pubblico in sala è stata donata la riedizione degli otto Numero Unico realizzati dal Club Luigi Tenco di Venezia tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70.

Qui una presentazione di CRISTINA ROMIERI dell’opuscolo:

http://www.giuseppecirigliano.it/tenco_romieri_unbelgiorno.htm

Ecco la versione originale di "Ciao amore ciao" e quella ritoccata per il festival:

1) LI VIDI TORNARE (CIAO AMORE CIAO)

Li vidi passare
vicino al mio campo
ero un ragazzino
stavo lì a giocare

Erano trecento
erano giovani e forti
andavano al fronte
col sole negli occhi

E cantavano cantavano
tutti in coro
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Avrei dato la vita
per essere con loro
dicevano domani
domani torneranno

Aspettai domani
per giorni e per giorni
col sole nei campi
e poi con la neve

Chiedevo alla gente
quando torneranno
la gente piangeva
senza dirmi niente

E da solo io cantavo
in mezzo ai prati
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ma una sera ad un tratto
chiusi gli occhi e capii
e quella notte in sogno
io li vidi tornare

Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

.
.
2) CIAO AMORE CIAO (VERSIONE SAN REMO)

La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c’è il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grige come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent’anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.

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Una Risposta to “ERANO TRECENTO, ERANO GIOVANI E FORTI…”

  1. kinglear Says:

    Le due versioni sono così tanto diverse da potere essere due testi differenti.

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