QUELLA SPORCA QUINDICINA

(Fellini, Otto e Mezzo: la Saraghina)

Domani prendo il treno e "scendo" a FANO, dove il giorno dopo, 10 ottobre, alle ore 21.00, si terrà la più volte annunciata presentazione di NERO MARCHE presso la Libreria del Teatro. Interverranno Chiara Bertazzoni di ThrillerMagazine, Giuseppe D’Emilio, curatore della raccolta, ed Ermanno Lolli, che ha firmato la rece appena apparsa in Carmilla:

http://www.carmillaonline.com/archives/2008/10/002801.html#002801

Due parole su ciascuno dei racconti: 

1)     Paolo Agaraff: “Scapeccio’ ”. Lo snuff movie sbarca tra le rasserenanti colline anconetane. “Il matrimonio è il carcinoma dell’amore ed Elvira s’impegna a diffondere la metastasi”, dichiara il protagonista del racconto, che colleziona e commissiona video imperniati sulla lenta morte di vittime sottoposte a torture erotiche (dall’ inglese to snuff: "spegnere lentamente")…
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2)     Alberto Cola, “Le bastarde”. A far sparire e uccidere a Civitanova Marche prima una coppietta, poi un bagnino, poi ancora un barbone, infine una bambina non è un temibile serial-killer, ma strane creature che arrivano dal mare una volta al mese, in una notte senza luna, “nuvola di puntini rossi, come goccioline di sangue, ma brillanti”…
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3)     Lucio Angelini, “Dora Squarcialenzuola”. Una sorta di felliniana Saraghina
 
        [ http://it.youtube.com/watch?v=cJQuZXoyc5U
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        e soprattutto:
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     http://it.youtube.com/watch?v=cbiLyepkVTo&NR=1 ]
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     divezza “adolescenti ancora ignari della vita, che conoscono anche attraverso il suo matriarcale dispotismo" (Cesare De Michelis). Il barbiere Saturno viene trovato ucciso nel giardino di piazza Leopardi a Fano…
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4)     Manuela Maggi, “Suor Cecilia”. La maestra delle bambine del secondo anno di asilo impone loro piccole regole sadiche. “Una mancina come me non può permettersi i capelli lunghi perché, se ti piace disegnare e sei mancina, le suore ti legano la mano sinistra dietro la schiena con uno spago”, si lamenta la giovane protagonista del racconto. Per fortuna ha dalla sua parte un misterioso gatto che la guarda con un piccolo lampo giallo negli occhi…
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5)     Raffaello Ferrante, “Quella notte d’inverno”. Amilcare, ennesimo marito inquieto e insoddisfatto, si ubriaca, va a puttane e a notte fonda torna a casa, dove Amanda l’aspetta con la solita rassegnata pazienza. Solo che questa volta ha il cranio fracassato…
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6)     Enrico Santori, “Verità”. Incubi e allucinazioni di un moribondo, fra cui l’apparizione di un bambino dal ghigno scheletrico, con cappellino da baseball dei Red Stox, brandelli di pelle semimarcita e un verme giallo e schifoso nella cavità dove un tempo era stato il naso…
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7)     Piero Calibano, “Morte di un tramonto”. I nuovi palazzi di Pesaro sono talmente alti che “in gran parte del centro non si vede più la luce del tramonto perché alle tre del pomeriggio già non c’è più il sole”… “pochi si erano resi conto prima d’ora del ruolo che gioca la luce del sole nella nostra vita, un ruolo fondamentale che influenza l’umore e il nostro rapporto col mondo”, ma tutte le licenze, le concessioni e i permessi erano stati rilasciati molti anni prima che arrivasse il nuovo sindaco. “Così si uccide un tramonto. Dicono si chiami democrazia”.
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8)     Biancastella Lodi, “Dalla finestra”. Un’algida Madre, un austero Padre, lo Zio Marchese, il ragazzo Mino… “Gli studi, a cui aveva finito con l’affidare la sua sopravvivenza al clima opprimente e claustrale della casa e del paese, rischiavano di diventare un’altra sbarra per la sua prigione”… Carramba che sorpresa! Vuoi mai che quel Mino lì sia Giacomino Leopardi??? “Me ne uscirò, si disse, me ne andrò e vivrò finalmente la vita che voglio. Sospirò di nuovo, ma con un senso di attesa e di speranza. Era duro, a sedici anni, vivere in un borgo come Recanati.”
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9)    Alessandro Cartoni, “Il mare colore del vino”. Il bar della stazione di Falconara pullula di extracomunitari. Per la serie “Le generazioni cambiano come gli insetti dopo l’autunno” (pensiero del protagonista). “Le donne ti fanno diventare cattivo, non cercarle e vedrai che starai bene”, dice il maresciallo delle guardie carcerarie al profe che sta per uscire di prigione. Ma l’uomo non gli dà retta, cerca la sua Linda e…
10)  Carlo Cannella, “Lo strano caso del calciatore di colore Kofi Mensah”. Il calciatore ghanese Kofi Mensha va a rimestare nel marciume delle mafie ascolane e questo “certa gente non poteva perdonarglielo”, benché sul valore delle sue prestazioni calcistiche siano tutti d’accordo. “Il calcio è lo specchio della decadenza culturale dei bianchi”.
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11) Roberto Fogliardi, “Fermati attimo”. Nulla è come sembra. Una diagnosi errata genera la decisione di farla finita, poi la speranza riaffiora, ma il destino, al solito, si rivela “cinico e baro”…
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12) Elena Coppari, “La pulizia prima di tutto”. Il maresciallo Nevia Grassi indaga su recenti casi di omicidio per avvelenamento in Ancona. Per poco non ci lascia le penne quando sta per accettare un the offerto da una delle indagate…
13) Davide Miliozzi, “Lo scrittore autobiografico”. Uno scrittore ombelichista pensa in grande, ma riesce a scrivere solo in piccolo, perché si ostina ad attingere alla banalità del proprio vissuto, finché un giorno succede qualcosa di eclatante anche a lui, dato che la "bianca polverina" ha ormai raggiunto anche Macerata…
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14) Marica Petrolati, “Favola nera della campagna marchigiana”. Il monastero delle Clarisse a Serra de’ Conti ospita suor Angela. Un contadino giovane e bello cura l’orto delle suore e anche nel ventre di suor Angela cresce un frutto… Suor Angela scappa e scompare, ma nelle notti di vento si sente ancora il pianto di una donna e quello di un bambino mai nato…
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15) Pelagio D’Afro, “In questa mortal marca”. Una prostituta viene trovata uccisa con un pezzo degli scacchi (una regina) infilato nella vagina. L’ispettore Dante Iaccarino, che si occupa del caso, cita continuamente Dante. Di qui l’arcaicità del titolo del racconto…
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