TIZIANO SCARPA: STABAT FILIA DOLOROSA…

«Negli anni sessanta del secolo scorso, il reparto di maternità dell’Ospedale Civile di Venezia si trovava nella sede dell’antico Ospedale della Pietà. Io sono stato partorito in quell’edificio, sono nato nelle stanze dell’ex orfanotrofio, dove Vivaldi insegnava e dirigeva le sue allieve, componendo per loro un’infinità di concerti e musiche sacre. Per me questa coincidenza è stata una specie di ammonimento del destino, un sigillo all’origine della mia fantasia, del mio pensare attraverso personaggi diversi da me… Da tanto tempo desideravo offrire un tributo alla musica del mio compositore preferito e alla malinconica sorte delle sue allieve. La Pietà era una delle quattro istituzioni della repubblica veneziana in cui venivano allevate le piccole orfane, per dare loro un’educazione, un mestiere e una possibilità di inserimento sociale, non solo attraverso il matrimonio ma anche concedendo loro di impartire lezioni private di musica. Alcune delle ragazze facevano parte dell’organico musicale di quegli istituti, che richiamava pubblico, benefattori e donazioni per il sostentamento degli orfanotrofi. Grazie alla loro eccezionale maestria esecutiva, le musiciste della Pietà attraevano ascoltatori da tutta Europa, soprattutto nei decenni in cui don Antonio Vivaldi prestò il suo impareggiabile estro all’istituto… Le musiciste della Pietà suonavano sospese ad alcuni metri di altezza, dietro una balaustra, seminascoste da grate metalliche che ne lasciavano indovinare la sagoma ma non permettevano di scrutarne i volti… [CUT]… Il mio libro è colmo di clamorosi anacronismi. Ne menziono solo un paio: né lo splendido oratorio Juditha triumphans, né tantomeno i concerti delle Quattro Stagioni sono stati composti nei primi anni dell’insegnamento di Vivaldi alla Pietà, come le mie pagine lascerebbero intendere. La lista delle incongruenze di Stabat Mater sarebbe molto lunga e costellata di gravi falsificazioni. Basti dire che ne sono perfettamente consapevole; chiedo indulgenza agli storici e agli estimatori di Vivaldi. Mi sono preso la libertà di fantasticare a partire da una suggestione storica, senza badare troppo alla verosimiglianza documentaria… »
 
Così Tiziano Scarpa alle pgg 139-142 della sua ultima opera narrativa: Stabat Mater, Einaudi 2008.
 
«Il tuo Vivaldi è come una fiammata di vita in un deserto. È stato così anche per te, in qualche modo?» chiede Monica Capuani a Tiziano nell’intervista leggibile qui http://www.ilprimoamore.com/testo_1160.html . E Tiziano:  «Io sprofondo nella sua musica scura quando mi assale il fantasma dei bambini che non ho avuto. » 
 
Stabat Mater racconta la storia della violinista Cecilia, che di notte scrive lettere allucinate alla madre mai conosciuta e parla con una specie di testa di Medusa dai capelli di serpente. “È un’amica immaginaria che non la consola affatto, ma la punzecchia, la rimprovera, la sprona. La morte ci prende in giro. Dobbiamo essere alla sua altezza” (Tiziano Scarpa, stessa intervista citata sopra).
 
Ecco un “compact” dal libro:
 
“Signora Madre, vi è mai capitato di immaginarmi? Vi siete mai chiesta come ho trascorso i miei primi anni di vita?… Volete sapere come mi sento quando sto male?… Esiste al mondo una persona meno sola di me?… Molte di noi vengono abbandonate nella nicchia dell’Ospitale con un segnale addosso. Sono piccole medaglie tagliate a metà, o pezzi di immagini sante, strappate in modo che non vi siano dubbi sull’identità di chi si presenta a riprendersi la figlia, portando la metà del segnale perfettamente combaciante con quella custodita nei registri dell’archivio. Signora Madre, avete fatto lo stesso anche voi?… Perché si nasce? Perché mi avete fatta nascere, Signora Madre?… Noi siamo una parvenza che secerne musica… Signora Madre, sono disperata. Qualcuno ha scoperto le lettere che vi ho scritto e le ha rubate… I giorni passano senza senso… Don Antonio, il nuovo insegnante di violino e compositore dell’Ospitale, ci porta la musica che ha scritto… Passo la vita in estraneità totale, non me ne importa niente degli altri, non riesco a interessarmi alle preoccupazioni delle mie compagne, non partecipo alle loro beghe, non ascolto i loro pettegolezzi… Oggi, alle prove, don Antonio ci ha chiesto se abbiamo mai visto arrivare la bella stagione in campagna… Tutta la città è rimasta conquistata dai concerti sulle stagioni… Ieri abbiamo suonato per il re di Danimarca… Don Antonio ha voluto che fossi io a suonare la parte principale a due violini insieme a lui… Don Antonio prepara musica per tutte le occasioni, sposalizi, funerali, feste e lutti. Sono sicura che lo faccia in anticipo, senza aspettare una richiesta specifica… traduce tutti i suoi umori in musica, li fa ascoltare e la gente s’infervora… Canteremo la storia di Giuditta che si offre al capo dei nemici per salvare il suo popolo, entra nella tenda di Oloferne per concedergli il suo amore e invece gli taglia la testa… so che da un momento all’altro potrebbe arrivare don Antonio a chiacchierare con me per qualche minuto… Signora Madre, don Antonio non viene più a trovarmi di notte, a parlare con me su questo gradino… Signora Madre, sono sconvolta. Il mio sangue mensile è in ritardo… Alle prove non rivolgo mai lo sguardo a don Antonio. Ricevo ordini e obbedisco… Signora Madre, questa è l’ultima volta che vi scrivo…»
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Lo STABAT MATER di Tiziano Scarpa verrà presentato oggi pomeriggio qui a VENEZIA al Caffè Ateneo di Ca’ Foscari, Dorsoduro 3246, alle ore 17.30. 
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6 Risposte to “TIZIANO SCARPA: STABAT FILIA DOLOROSA…”

  1. kinglear Says:

    Come dire? Non m’interessa manco di striscio.

  2. Lioa Says:

    OK. Non ti interessano le note del prete rosso per le putte della Pietà. Tiziano se ne farà una ragione.

  3. utente anonimo Says:

    ,non ho ancora letto questo libro solo questo brano ,grande!veramente toccante!te lo dice una che è stata abbandonata in un orfanatrofio x otto anni senza neanche vivaldi_

  4. Lioa Says:

    Poverina. Mi dispiace molto. Anch’io mi sono fatto sette anni di collegio come orfano di un aviatore… se ti può consolare. Ciao

  5. utente anonimo Says:

    Chiunque fosse interessato ad avere  maggiori informazioni sul fondo musicale contenente i manoscritti con le musiche scritte per le “putte” dell’Ospedale della Pietà di Venezia può cliccare al seguente indirizzo:http://fondocorrer.wordpress.com/cordiali saluti 

  6. BOCL N. 47 (VENEZIA) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] TIZIANO SCARPA: STABAT FILIA DOLOROSA… […]

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