HALLOWEEN

 

HORROR

Datemi tanti viscidi

squamosi trucidi

verdastri orribili

(ma riconoscibili!

ma affrontabili!)

bavosi mostriciattoli

perché io possa

attribuire volti

e assestare colpi

ai fantasmi informi

che mi porto dentro.

.
         (Lucio Angelini)
.
.
(Dalla raccolta "Sono tanto triste e faccio la solita cacca marrone")
.
.

(Immagine in alto da http://freethumbs.dreamstime.com/303/big/free_3033607.jpg; immagine in basso da http://www.leggievai.it/halloween/img/zucca_halloween.jpg )

Annunci

85 Risposte to “HALLOWEEN”

  1. utente anonimo Says:

    Salve, volevo segnalare che su http://www.ilrifugiodeimoai.it stiamo pubblicando in ebook gratuiti i romanzi dei nostri utenti, nel caso qualcuno fosse interessato alla pubblicazione, che è a titolo gratuito e senza nessun impegno se non la voglia pura di far leggere e di leggere, può inviare la propria opera a info@ilrifugiodeimoai.it o curiosare sul sito http://www.ilrifugiodeimoai.it un caro saluto

  2. kinglear Says:

    Se legge robertino questa qui, anche lui sarà felice e farà la cacca marrone. 😀 E ti includerà di diritto nella NISE. 😉

  3. Lioa Says:

    @Rifugio dei moai. Grazie, ma sono contrario alla pubblicazione indiscriminata di qualsiasi testo, bello o brutto che sia. C’è già Lulu per questo.

  4. Lioa Says:

    @ King. La cacca marrone si riferisce a un altro componimento della raccolta: “MELENA”. Puoi leggerla qui:
    http://www.filastrocche.it/contempo/angelini/lucio_it.asp

    (Clicca su poesie)

  5. Lioa Says:

    @ King. La cacca marrone si riferisce a un altro componimento della raccolta: “MELENA”. Puoi leggerla qui:
    http://www.filastrocche.it/contempo/angelini/lucio_it.asp

    (Clicca su poesie)

  6. kinglear Says:

    Ricorda che su Lulu, ad esempio, ci stanno anche Mozzi e Genna, e pure io.

    Fossi in robertino io dopo aver letto Melena, l’Orso esibizionista, ecc. ecc., non ci penserei su due volte e ti includerei nella NISE di brutto. Chi più di te, con la tua cacca marrone, meriterebbe d’entrare nella NISE? Chi, questo è il dilemma! 😀

  7. kinglear Says:

    Ricorda che su Lulu, ad esempio, ci stanno anche Mozzi e Genna, e pure io.

    Fossi in robertino io dopo aver letto Melena, l’Orso esibizionista, ecc. ecc., non ci penserei su due volte e ti includerei nella NISE di brutto. Chi più di te, con la tua cacca marrone, meriterebbe d’entrare nella NISE? Chi, questo è il dilemma! 😀

  8. kinglear Says:

    Ma tu sei un seguace di Tramutoli? 😀

  9. Lioa Says:

    @King. No, Tramutoli deve essersi ispirato a me, che esisto da molto prima di lui°-*

    P.S. Genna si è messo in Lulu per “degnazione”, breve epifania tra i comuni mortali – al grido: “Vedete? Sono anch’io come voi! Umano e divino ad un tempo!” – per tornare subito dopo nell’empireo degli eletti.

  10. Lioa Says:

    @King. No, Tramutoli deve essersi ispirato a me, che esisto da molto prima di lui°-*

    P.S. Genna si è messo in Lulu per “degnazione”, breve epifania tra i comuni mortali – al grido: “Vedete? Sono anch’io come voi! Umano e divino ad un tempo!” – per tornare subito dopo nell’empireo degli eletti.

  11. kinglear Says:

    Non so. Bisognerebbe vedere, studiare l’affare… cioè, chi prima fra voi due ha cominciato. ^_* Secondo me siete facce d’un’uguale medaglia.

    Genna nell’empireo degli eletti? Ma non facciamo ridere i polli. Oggi hai voglia di scherzare, vero? Be’, hai ragione: è Halloween. Genna vende così poco che è un mistero il perché viene pubblicato. Se arriva a vendere 1000 copie o giù di lì è un miracolo. L’hai mai visto nei miti mondadori? Io mai. Persino nella piccola biblioteca Oscar mondadori ci entra ogni morto di papa, e prima che tiri le cuoia Ratzinger, mi spiace per Genna, ma avrà da aspettare… Diciamocelo Lucio: ragazzine che scrivono romanzetti pseudo-erotici vendono molto ma moltissimo di più di Genna e vendono nel giro d’una settimana quello che per Giusè gli ci vuole un anno se gli dice bene. 🙂

    Lucio, grazie, m’hai fatto ridere proprio di gusto. L’empireo degli eletti è di tutt’altra pasta. Ragazzo, svegliati. Ah Ah Ah

  12. kinglear Says:

    Non so. Bisognerebbe vedere, studiare l’affare… cioè, chi prima fra voi due ha cominciato. ^_* Secondo me siete facce d’un’uguale medaglia.

    Genna nell’empireo degli eletti? Ma non facciamo ridere i polli. Oggi hai voglia di scherzare, vero? Be’, hai ragione: è Halloween. Genna vende così poco che è un mistero il perché viene pubblicato. Se arriva a vendere 1000 copie o giù di lì è un miracolo. L’hai mai visto nei miti mondadori? Io mai. Persino nella piccola biblioteca Oscar mondadori ci entra ogni morto di papa, e prima che tiri le cuoia Ratzinger, mi spiace per Genna, ma avrà da aspettare… Diciamocelo Lucio: ragazzine che scrivono romanzetti pseudo-erotici vendono molto ma moltissimo di più di Genna e vendono nel giro d’una settimana quello che per Giusè gli ci vuole un anno se gli dice bene. 🙂

    Lucio, grazie, m’hai fatto ridere proprio di gusto. L’empireo degli eletti è di tutt’altra pasta. Ragazzo, svegliati. Ah Ah Ah

  13. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Per eletti intendo quelli che – beati loro! – fin da giovanissimi hanno potuto contare su grossi editori e capillare distribuzione. Il solo fatto che siano riusciti a procurarseli è un merito in sé che non faccio fatica a riconoscere. Delle vendite non mi frega nulla, a me interessa la qualità. Genna, se vuole, sa essere bravo, ma spesso si lascia trasportare dalla otelmite. In ogni caso sa muoversi negli ambienti giusti ed eliminare le persone che non gli sono utili. Però non diciamoci sempre le stesse cose. Sai bene che non siamo sovrapponibili, ma ben distinti. Così come, tutto sommato, mi considero ben distinto anche da Tramutoli. Ognuno è quel che è. Auguro a tutti il miglior destino e mi dispiaccio quando vedo personaggi di grandi potenzialità immeschinirsi in voltafaccia e negazionismi di bassa lega. Ciao

  14. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Per eletti intendo quelli che – beati loro! – fin da giovanissimi hanno potuto contare su grossi editori e capillare distribuzione. Il solo fatto che siano riusciti a procurarseli è un merito in sé che non faccio fatica a riconoscere. Delle vendite non mi frega nulla, a me interessa la qualità. Genna, se vuole, sa essere bravo, ma spesso si lascia trasportare dalla otelmite. In ogni caso sa muoversi negli ambienti giusti ed eliminare le persone che non gli sono utili. Però non diciamoci sempre le stesse cose. Sai bene che non siamo sovrapponibili, ma ben distinti. Così come, tutto sommato, mi considero ben distinto anche da Tramutoli. Ognuno è quel che è. Auguro a tutti il miglior destino e mi dispiaccio quando vedo personaggi di grandi potenzialità immeschinirsi in voltafaccia e negazionismi di bassa lega. Ciao

  15. kinglear Says:

    Mah! Che senso ha pubblicare per Mondadori se poi hai visibilità uguale o minore a una ragazzina al suo primo libretto pseudo-erotico? Non parlo di qualità, parlo di visibilità. A me sembra che certe ragazzine riescano a farsi notare molto ma molto di più di un qualsiasi Genna senza neanche aver bisogno di lasciarsi prendere dalla “otelmite”. Genna è stato un bravo thrillerista, ma da quel che so di tornare al thriller non gli interessa più; e come scrittore mainstream, mi spiace, ma non ha le carte in regola… detto in termini spicci, non ha la statura dello scrittore tout court. Forse in futuro, ma al momento è impacciatissimo nella scrittura a 360 gradi. A che serve dunque pubblicare per un risultato che alla scrittura non porta alcunchè? A niente. E’ un po’ come essere uno sceriffo vestito da sceriffo ma senza la pistola e il distintivo, senza esser stato eletto dalla Legge sceriffo.

  16. kinglear Says:

    C’è niente per cui sentirsi in dovere di dire, beati!

  17. Lioa Says:

    Beati nel senso che hanno avuto l’opportunità di verificare l’eventuale riscontro, opportunità negata ai più. Quanto alle veline, chissenefrega di quel tipo di visibilità lì?

  18. kinglear Says:

    Hanno verificato, e che altro? Nient’altro.
    C’è modo e modo di verificare. Io non li ritengo beati. Si scrive per i posteri, e se non si è capaci tanto vale appendere la penna al chiodo. E non ti preoccupare: qualche velina passerà ai posteri, non tutte, ma qualcuna sì.

  19. kinglear Says:

    Hanno verificato, e che altro? Nient’altro.
    C’è modo e modo di verificare. Io non li ritengo beati. Si scrive per i posteri, e se non si è capaci tanto vale appendere la penna al chiodo. E non ti preoccupare: qualche velina passerà ai posteri, non tutte, ma qualcuna sì.

  20. Lioa Says:

    Eh noooooo! A me dei posteri non frega assolutamente nulla. Morto io, morti tutti. Se dovessi avere successo dopo morto, mi rivolterei nella tomba. Sarebbe come per mia madre, grandissima chef, preparare degli ottimi cappelletti alla fanese per qualcuno che li mangerà fra 300 anni… le passerebbe la voglia:-/

  21. kinglear Says:

    Be’, ti accontenteresti di poco. Allora meglio un uovo oggi che uno domani per te. Capisco. 🙂 Però mille volte meglio essere un Dostojevski, un Tolstoj, un Céchov, un Gogol, un Majakovskij… che uno scrittorino dell’oggi per l’oggi e poi una volta sepolto sepolto per sempre insieme a tutte le piccolezze che hai scritto. Io penso che chi scrive dovrebbe scrivere pensando a lasciare di sé qualche traccia indelebile, utile ai posteri; se scrive e si fa accettare solo dal suo tempo storico è un andare incontro alla moda del proprio tempo per rimanerci seppellito. Un lavoro inutile.

  22. utente anonimo Says:

    Solo per curiosità. Puoi indicare 5 autori contemporanei che secondo te saranno letti fra 300 anni?

  23. utente anonimo Says:

    Solo per curiosità. Puoi indicare 5 autori contemporanei che secondo te saranno letti fra 300 anni?

  24. Lioa Says:

    @giuseppe. non diciamo cazzate. non è che uno RINUNCIA ad avere successo oggi per assicurarselo domani, tipo uovo e gallina. sul domani nessuno è in grado di garantire un bel nulla, a parte il mago Otelma…
    Intanto uno scrive per cercare di pubblicare oggi. se poi la sua opera gli sopravviverà, tanto meglio, altrimenti amen. non dipende certo da lui, ma dai posteri. e quando uno scrittore scrive, dubito fortemente che si prefigga di rivolgersi ai posteri. quali, peraltro?
    semplicemente può consolarsi all’idea che, ignorato oggi, magari – chissà – qualcuno si accorgerà di lui dopo morto… a me ‘sto pensiero, francamente, non consola per nulla. spero consoli almeno te.

  25. Lioa Says:

    @giuseppe. non diciamo cazzate. non è che uno RINUNCIA ad avere successo oggi per assicurarselo domani, tipo uovo e gallina. sul domani nessuno è in grado di garantire un bel nulla, a parte il mago Otelma…
    Intanto uno scrive per cercare di pubblicare oggi. se poi la sua opera gli sopravviverà, tanto meglio, altrimenti amen. non dipende certo da lui, ma dai posteri. e quando uno scrittore scrive, dubito fortemente che si prefigga di rivolgersi ai posteri. quali, peraltro?
    semplicemente può consolarsi all’idea che, ignorato oggi, magari – chissà – qualcuno si accorgerà di lui dopo morto… a me ‘sto pensiero, francamente, non consola per nulla. spero consoli almeno te.

  26. Lioa Says:

    @anonimo 16. a chi lo chiedi? a me o a Jannozzi?

  27. kinglear Says:

    Lucio, non hai capito: scrivere bene oggi per pubblicare oggi, ma scrivere anche per essere nel domani. Chiunque scriva e abbia un minimo di testa si rende conto se sta scrivendo per essere letto dai soli contemporanei o se il suo lavoro è destinato a lasciare una qualche traccia. Non dipende dai posteri, non solo: dipende soprattutto da chi oggi scrive, se scrive solo per farsi pubblicare o se invece scrive perché veramente artista al di là delle mode temporanee. Non parlo di essere “riscoperti”, per essere postumi; ma tieni conto che moltissimi sono quegli scrittori riscoperti postumi, ahinoi. Però questo a noi oggi non ce li rende meno grandi. Magari tu ci sputi sopra a un Van Gogh che in vita sua ha venduto un solo quadro e al fratello per giunta. Il tempo presente spesso non merita gli artisti che gli dà. L’Arte rimane l’Arte. Lo scribacchino rimane lo scribacchino, qualcosa che è destinato a morire e ad esaurirsi nella sua tomba. A me il pensiero di esaurirmi nella tomba fa rabbrividire: e sai perché? Perché con meno rotture di coglioni avrei potuto fare un qualsiasi altro mestiere e non lo scrittore, e vivere così una vita più completa e ricca, di affetti e di possibilità e di ricchezza. Ma io non sono uno scrittore; ciò nonostante ho in orrore gli scribacchini.

    All’anonimo, se si rivolge a me, prima si firmi, altrimenti una mia qualsiasi risposta se la scorda.

  28. kinglear Says:

    Lucio, non hai capito: scrivere bene oggi per pubblicare oggi, ma scrivere anche per essere nel domani. Chiunque scriva e abbia un minimo di testa si rende conto se sta scrivendo per essere letto dai soli contemporanei o se il suo lavoro è destinato a lasciare una qualche traccia. Non dipende dai posteri, non solo: dipende soprattutto da chi oggi scrive, se scrive solo per farsi pubblicare o se invece scrive perché veramente artista al di là delle mode temporanee. Non parlo di essere “riscoperti”, per essere postumi; ma tieni conto che moltissimi sono quegli scrittori riscoperti postumi, ahinoi. Però questo a noi oggi non ce li rende meno grandi. Magari tu ci sputi sopra a un Van Gogh che in vita sua ha venduto un solo quadro e al fratello per giunta. Il tempo presente spesso non merita gli artisti che gli dà. L’Arte rimane l’Arte. Lo scribacchino rimane lo scribacchino, qualcosa che è destinato a morire e ad esaurirsi nella sua tomba. A me il pensiero di esaurirmi nella tomba fa rabbrividire: e sai perché? Perché con meno rotture di coglioni avrei potuto fare un qualsiasi altro mestiere e non lo scrittore, e vivere così una vita più completa e ricca, di affetti e di possibilità e di ricchezza. Ma io non sono uno scrittore; ciò nonostante ho in orrore gli scribacchini.

    All’anonimo, se si rivolge a me, prima si firmi, altrimenti una mia qualsiasi risposta se la scorda.

  29. utente anonimo Says:

    Lo chiedevo a Iannozzi, perché andando a zonzo nel suo blog mi sono accorto che predilige tantissimo libri di cui pochi parlano. Ma chiunque può dire la sua, è ovvio. Anzi meglio.

  30. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Parli per monoblocchi. Non c’è una sola scrittura, ma mille scritture con mille scopi diversi. Pensa a chi scrive la sceneggiatura di un film, per esempio. Hai in mente questo stereotipo dello Scrittore tutto tormento ed estasi che fa quasi sorridere. Senza contare che non è certo lo scrittore stesso a doversi giudicare, se non vuole rischiare l’effetto Nise (saggio su se stessi e la propria epicità)… Dici: “Chiunque scriva e abbia un minimo di testa ***si rende conto*** se sta scrivendo per essere letto dai soli contemporanei o se il suo lavoro è destinato a lasciare una qualche traccia.” Falsissimo. Non c’è persona più cieca di chi scrive, in realtà. La peggior mezzacalza è convinta di essere shakespeare, altroché! Comunque non voglio convincerti di niente. Rivolgiti pure ai posteri (quali? quelli del 2133? quelli del 2947? sono posteri tutti diversi… altro monoblocco!) e magari studia un po’ di storia della fortuna critica dei nostri maggiori letterati, che a seconda dei secoli furono riportati in auge o messi nel dimenticatoio…

  31. kinglear Says:

    Lucio, tranne tu voglia un papiro in un commento, per forza…
    Dimentica ‘sta cazzo di Nise. Che è il tuo di tormento. 🙂 Sei perseguitato da robertino e Holly e Benji. 😀
    Uno scrittore sa che cosa scrive e come lo scrive e che qualità ha il suo lavoro: tutte queste cose le sa, senza bisogno di rifarsi alle cazzate della Nise. Chiaro? Non ho l’idea dello scrittore tormentato; ma non ho neanche quella dello scrittorino tutto salamelecchi o nevralgie odontoiatriche. Chiaro? Dimentica ancora la Nise – che tu c’hai oramai il chiodo fisso 🙂 -, ma se in un Dostojevski ci vedi solo il tormento dello scrittore, allora sei messo ben male. Se una mezzacalsa crede d’essere la reincarnazione di Shakespeare, io gli consiglierei il manicomio; e uguale consiglio per chi crede d’essere Dumas o di lavorare allo stesso modo. Adesso con Dumas padre puoi metterci di mezzo la Nise se vuoi. Ma tra Dumas padre e Dumas figlio corre un abisso, perché il secondo è mille volte superiore, anche se avesse scritto solamente “La signora delle camelie”. Dumas padre era uno scribacchino per il popolino, con tanto di sigla cantata da Cristina D’Avena. Pure tu sei un post, a partire dalle ore 00:00, e così ogni giorno ripetutamente, fino a quando tirerai le cuoia. Che cazzo me ne frega di scrivere una minchiata che tempo un anno non se la caga manco il diavolo in croce? Ecco, questo è il punto. Ora puoi tornare alla Nise e ad Andersen e a robertino. 🙂 Che l’epico tormento ti tormenti sino alla fine dei tuoi giorni. 😀

  32. kinglear Says:

    Lucio, tranne tu voglia un papiro in un commento, per forza…
    Dimentica ‘sta cazzo di Nise. Che è il tuo di tormento. 🙂 Sei perseguitato da robertino e Holly e Benji. 😀
    Uno scrittore sa che cosa scrive e come lo scrive e che qualità ha il suo lavoro: tutte queste cose le sa, senza bisogno di rifarsi alle cazzate della Nise. Chiaro? Non ho l’idea dello scrittore tormentato; ma non ho neanche quella dello scrittorino tutto salamelecchi o nevralgie odontoiatriche. Chiaro? Dimentica ancora la Nise – che tu c’hai oramai il chiodo fisso 🙂 -, ma se in un Dostojevski ci vedi solo il tormento dello scrittore, allora sei messo ben male. Se una mezzacalsa crede d’essere la reincarnazione di Shakespeare, io gli consiglierei il manicomio; e uguale consiglio per chi crede d’essere Dumas o di lavorare allo stesso modo. Adesso con Dumas padre puoi metterci di mezzo la Nise se vuoi. Ma tra Dumas padre e Dumas figlio corre un abisso, perché il secondo è mille volte superiore, anche se avesse scritto solamente “La signora delle camelie”. Dumas padre era uno scribacchino per il popolino, con tanto di sigla cantata da Cristina D’Avena. Pure tu sei un post, a partire dalle ore 00:00, e così ogni giorno ripetutamente, fino a quando tirerai le cuoia. Che cazzo me ne frega di scrivere una minchiata che tempo un anno non se la caga manco il diavolo in croce? Ecco, questo è il punto. Ora puoi tornare alla Nise e ad Andersen e a robertino. 🙂 Che l’epico tormento ti tormenti sino alla fine dei tuoi giorni. 😀

  33. kinglear Says:

    @ ANONIMO

    Nei miei blog parlo perlopiù di autori di cui la stampa si occupa poco. Ad esempio Druznikov, autore di massima grandezza che pubblicato da Barbera, grazie a Dio, negli ultimissimi anni ha avuto un po’ di visibilità. Per nostra fortuna non c’è solo Camilleri o Umberto Eco, per quanto parli anche di loro. Negli anni 70, Eco disse di Solzenicyn che era una mezza calzetta, uno che aspirava ad essere un nuovo Dostojevski senza averne le capacità. Prese un abbaglio della madonna. Classica figura di merda. Per me veri scrittori sono Dostojevski e Moravia, Nikos Kazantzakis e Solzenicyn, Doris Lessing e Ursula LeGuin, Ernesto Sabato e Saramago, D’Annunzio e Malaparte, Hemingway e Faulkner, ad esempio; non ho pregiudizi sul genere trattato, anche se prediligo il mainstream, perche gli scrittori di genere perlopiù sono ignoranti nello stile, completamente. Se mi perdo Dumas padre, me ne frega un fico secco. La critica letteraria, soprattutto quella di oggi, fatta di dorrichismi e wuminghismi, mi fa solo stomacare e mi fa pensare che or come ora la cultura in Italia è messa peggio dell’Alitalia. Ad esempio, Alberto Ongaro scrive bene, delle trame à la Dumas padre; ma tutto lì, e si permette di scrivermi ancora macchina da scrivere. Maremma maiala! E un D’Orrico me lo indica come più grande scrittore vivente. Ma tanto per D’Orrico sono tutti grandi, un po’ come il Berluska che oggi ti dice una cosa e domani ha già cambiato posizione; poi ci stanno gli altri, gli Innominabili che sono l’ossessione e il tormento di Lucio, ma quelli non fanno testo, solo pubblicità e male per giunta.

  34. kinglear Says:

    @ ANONIMO

    Nei miei blog parlo perlopiù di autori di cui la stampa si occupa poco. Ad esempio Druznikov, autore di massima grandezza che pubblicato da Barbera, grazie a Dio, negli ultimissimi anni ha avuto un po’ di visibilità. Per nostra fortuna non c’è solo Camilleri o Umberto Eco, per quanto parli anche di loro. Negli anni 70, Eco disse di Solzenicyn che era una mezza calzetta, uno che aspirava ad essere un nuovo Dostojevski senza averne le capacità. Prese un abbaglio della madonna. Classica figura di merda. Per me veri scrittori sono Dostojevski e Moravia, Nikos Kazantzakis e Solzenicyn, Doris Lessing e Ursula LeGuin, Ernesto Sabato e Saramago, D’Annunzio e Malaparte, Hemingway e Faulkner, ad esempio; non ho pregiudizi sul genere trattato, anche se prediligo il mainstream, perche gli scrittori di genere perlopiù sono ignoranti nello stile, completamente. Se mi perdo Dumas padre, me ne frega un fico secco. La critica letteraria, soprattutto quella di oggi, fatta di dorrichismi e wuminghismi, mi fa solo stomacare e mi fa pensare che or come ora la cultura in Italia è messa peggio dell’Alitalia. Ad esempio, Alberto Ongaro scrive bene, delle trame à la Dumas padre; ma tutto lì, e si permette di scrivermi ancora macchina da scrivere. Maremma maiala! E un D’Orrico me lo indica come più grande scrittore vivente. Ma tanto per D’Orrico sono tutti grandi, un po’ come il Berluska che oggi ti dice una cosa e domani ha già cambiato posizione; poi ci stanno gli altri, gli Innominabili che sono l’ossessione e il tormento di Lucio, ma quelli non fanno testo, solo pubblicità e male per giunta.

  35. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Il tuo impianto dimostrativo ha il seguente schema: “è così e non cosà, chiaro?”. A ‘sto punto, che ognuno si tenga le proprie convinzioni e morta là. Ciao. Parto per la montagna (io alpinista della domenica).

  36. kinglear Says:

    @ LUCIO: Chissà come mai quando il discorso non conviene si finisce col dire all’avversario che è un tiranno punto e basta. 🙂 Se il mio discorso non ti garba hai solo da confutarlo: dimostrami che sto sbagliando! Dopo l’alpinismo domenicale, dammi ‘sta dimostrazione. Se sono in errore non dovrebbe esser difficile mettermi alle strette. L’hai già fatto con quelli della Nise, che vuoi che sia buttarmi a terra con una santa dimostrazione che tu hai la ragione dalla tua?

    Buon alpinismo. 😉

  37. kinglear Says:

    @ LUCIO: Chissà come mai quando il discorso non conviene si finisce col dire all’avversario che è un tiranno punto e basta. 🙂 Se il mio discorso non ti garba hai solo da confutarlo: dimostrami che sto sbagliando! Dopo l’alpinismo domenicale, dammi ‘sta dimostrazione. Se sono in errore non dovrebbe esser difficile mettermi alle strette. L’hai già fatto con quelli della Nise, che vuoi che sia buttarmi a terra con una santa dimostrazione che tu hai la ragione dalla tua?

    Buon alpinismo. 😉

  38. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Dici “quando il discorso non *conviene*”. Che significa? Boh. La sola possibile interpretazione è questa: “Non mi conviene appoggiarlo semplicemente perché rappresenta l’esatto CONTRARIO di quello che penso”. I tuoi assunti sono: 1) il vero scrittore scrive sub specie aeternitatis; 2) il vero scrittore sa che si rivolge ai posteri (a costo di ripetermi: quali, di grazia?).
    Il mio pensiero è: 1) il vero scrittore scrive SPERANDO di pubblicare finché è in vita (compensi ed eventuale gloria fanno più piacere da vivi che da morti); in aggiunta, può anche sperare di scrivere opere che sopravvivano in saecula saeculorum amen (la speranza non è mai morta), ma il raggiungimento di questo obiettivo non può garantirglielo proprio nessuno; 2) il vero scrittore scrive perché pensa di saperlo fare, altrimenti sceglierebbe altri mezzi espressivi (danza del ventre, composizione di brani per ukulele e orchestra e via discorrendo); ma di nuovo spetta agli altri dargliene conferma. Solo lo scrittore trombone preferisce valutarsi da sé. E’ possibile che questi “altri” possano farsi avanti a distanza di qualche secolo dalla sua morte (cfr. la leggenda dei manoscritti trovati in vecchie cassapanche), ma in tal caso dubito tu possa garantire che l’autore lo verrà a sapere e potrà trane la meritata soddisfazione.

    Tralascio poi il discorso sui molteplici scopi e sulle molteplici forme della scrittura…
    Chiudiamola qua.

  39. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Dici “quando il discorso non *conviene*”. Che significa? Boh. La sola possibile interpretazione è questa: “Non mi conviene appoggiarlo semplicemente perché rappresenta l’esatto CONTRARIO di quello che penso”. I tuoi assunti sono: 1) il vero scrittore scrive sub specie aeternitatis; 2) il vero scrittore sa che si rivolge ai posteri (a costo di ripetermi: quali, di grazia?).
    Il mio pensiero è: 1) il vero scrittore scrive SPERANDO di pubblicare finché è in vita (compensi ed eventuale gloria fanno più piacere da vivi che da morti); in aggiunta, può anche sperare di scrivere opere che sopravvivano in saecula saeculorum amen (la speranza non è mai morta), ma il raggiungimento di questo obiettivo non può garantirglielo proprio nessuno; 2) il vero scrittore scrive perché pensa di saperlo fare, altrimenti sceglierebbe altri mezzi espressivi (danza del ventre, composizione di brani per ukulele e orchestra e via discorrendo); ma di nuovo spetta agli altri dargliene conferma. Solo lo scrittore trombone preferisce valutarsi da sé. E’ possibile che questi “altri” possano farsi avanti a distanza di qualche secolo dalla sua morte (cfr. la leggenda dei manoscritti trovati in vecchie cassapanche), ma in tal caso dubito tu possa garantire che l’autore lo verrà a sapere e potrà trane la meritata soddisfazione.

    Tralascio poi il discorso sui molteplici scopi e sulle molteplici forme della scrittura…
    Chiudiamola qua.

  40. kinglear Says:

    In sintesi tu sei per il libro ridotto a pura merce, un prodotto su scala industriale e lavorato come tale; in pratica, seppur trasversalmente, avvalli la necessità per lo scrittore di pubblicare anche se ha scritto una cagata;

    io invece sono per qualche cosa di più elevato, per l’Opera d’Arte; lo scrittore trombone è per me colui che pensa gli sia dovuta la pubblicazione per il solo fatto che ha imbrattato la carta igienica posandoci sopra il suo deretano sporco di merda, e davvero non basta che alcuni pubblichino le loro insulsaggini su carta riciclata per assolverli.

    Ma chiudiamo pure, come vuoi tu.

    Ciaooo…

  41. kinglear Says:

    In sintesi tu sei per il libro ridotto a pura merce, un prodotto su scala industriale e lavorato come tale; in pratica, seppur trasversalmente, avvalli la necessità per lo scrittore di pubblicare anche se ha scritto una cagata;

    io invece sono per qualche cosa di più elevato, per l’Opera d’Arte; lo scrittore trombone è per me colui che pensa gli sia dovuta la pubblicazione per il solo fatto che ha imbrattato la carta igienica posandoci sopra il suo deretano sporco di merda, e davvero non basta che alcuni pubblichino le loro insulsaggini su carta riciclata per assolverli.

    Ma chiudiamo pure, come vuoi tu.

    Ciaooo…

  42. Lioa Says:

    Non hai capito praticamente nulla, oppure non mi sono fatto capire io. Vabbè, pazienza. Ti ricordo solo che 1) non esistono criteri oggettivi per definire “opera d’arte” alcunché; 2) meno che mai un libro è una “cagata pazzesca” solo perché tale è parso a te (o a me). Esempio: “Gomorra” a me è piaciuto moltissimo, a te quasi per niente (“minestrina riscaldata”, l’hai definito). Inoltre: se tutte le forme d’arte hanno pari dignità, secondo le tue teorie un attore, mentre recita, dovrebbe avere in mente i posteri, più che il pubblico presente in sala…

  43. kinglear Says:

    Dovrebbe avere in mente entrambi, i presenti in sala e i posteri. Oppure può fare come i Take That, ricordati sol più da qualche sparuto nostalgico che oggi si vergogna d’esser stato loro fan e che nel tentativo d’un riscatto li prende per il sedere.

    Non esistono criteri assoluti né giudizi di valore assoluti – quest’ultimi li lascio a Mozzi, che non ama il Gattopardo e la cui più alta critica che riesce a formulare è “Il Gattopardo è un brutto libro”. Ma io quando sente simile cazzate avrei voglia di strapparmi i pochi capelli che mi sono rimasti in testa.

    In ogni caso tu puoi pensare di star dietro ai dorrichismi e ai wuminghismi dei quali, sinceramente, me ne frega una sega e neanche quella, per tanto che sono campati in aria e dettati da ragioni commerciali piuttosto che da severe necessità critiche. Se posso concedere un cincinnino a D’Orrico lo faccio, ma ai Wu Ming no, non dopo la NISE che sono diventati a dir poco squallidi anche in virtù dei loro sédicenti interventi critici su questo e quell’altro libro. Ricordiamoci sempre Luca Casarini: di un libraccio così possiamo dire solo, e in ogni senso, che è una cagata pazzesca per come è stato condotto l’affare, per le cazzate pseudo-di-sinistra che Casarini si spara.

    Esiste la critica che è un saper dire “questo è un libro scritto bene, questo invece no”; lo diceva già Wilde nel suo saggio “Il critico come artista”: http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=674216

    O puoi anche rimaner radicato alla vetustà di Francesco De Sanctis. O se preferisci ai lipperismi, ai desiatismi e anche ai gargarismi, che poi sono sempre utili checché uno ne pensi.

    Ciaooo…

  44. kinglear Says:

    Dovrebbe avere in mente entrambi, i presenti in sala e i posteri. Oppure può fare come i Take That, ricordati sol più da qualche sparuto nostalgico che oggi si vergogna d’esser stato loro fan e che nel tentativo d’un riscatto li prende per il sedere.

    Non esistono criteri assoluti né giudizi di valore assoluti – quest’ultimi li lascio a Mozzi, che non ama il Gattopardo e la cui più alta critica che riesce a formulare è “Il Gattopardo è un brutto libro”. Ma io quando sente simile cazzate avrei voglia di strapparmi i pochi capelli che mi sono rimasti in testa.

    In ogni caso tu puoi pensare di star dietro ai dorrichismi e ai wuminghismi dei quali, sinceramente, me ne frega una sega e neanche quella, per tanto che sono campati in aria e dettati da ragioni commerciali piuttosto che da severe necessità critiche. Se posso concedere un cincinnino a D’Orrico lo faccio, ma ai Wu Ming no, non dopo la NISE che sono diventati a dir poco squallidi anche in virtù dei loro sédicenti interventi critici su questo e quell’altro libro. Ricordiamoci sempre Luca Casarini: di un libraccio così possiamo dire solo, e in ogni senso, che è una cagata pazzesca per come è stato condotto l’affare, per le cazzate pseudo-di-sinistra che Casarini si spara.

    Esiste la critica che è un saper dire “questo è un libro scritto bene, questo invece no”; lo diceva già Wilde nel suo saggio “Il critico come artista”: http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=674216

    O puoi anche rimaner radicato alla vetustà di Francesco De Sanctis. O se preferisci ai lipperismi, ai desiatismi e anche ai gargarismi, che poi sono sempre utili checché uno ne pensi.

    Ciaooo…

  45. Lioa Says:

    Beato te che, a ritroso, sai verificare che Tomasi di Lampedusa, mentre scriveva Il Gattopardo, aveva in mente i posteri (e te in particolare)… Secondo me scriveva e basta, senza preoccuparsi di chi lo avrebbe letto. (Che sfinimento)

  46. kinglear Says:

    Il mio giudizio su Gomorra non cambia d’una sola virgola. Anzi, cambia un pochetto: se ieri era una ministrina riscaldata, oggi con lo show che si sta sparando il Saviano nazionale su tv e carta stampata, Gomorra appare sempre più un brodino freddo con il dado. E’ più lagnoso d’una Lecciso alle prime armi. Insomma, prima di pubblicare il libro Gomorra, Saviano si è fatto una pubblicità della madonna per le strade di Napoli facendo lo sbruffone, facendo lo sceriffo che sfidava la Camorra perché lui mica c’haveva paura. Gli pubblicano il libro, in Mondadori, sottolineamolo di nuovo, in Mondadori; la gente boccalona “ohhh…”; Saviano viene minacciato, si accompagna al guerrafondaio in-Fausto Bertinotti tanto per dire un personaggino bello bello che ha fatto fuori la sinistra italiana in un battibaleno; e una volta minacciato finisce sotto scorta e piagnucola peggio d’una donnetta. Cazzo! Mi spiace un mondo che l’abbiano minacciato di morte, in tal senso tutta la mia solidarietà; che però non deve essere scambiata per stupidità del sottoscritto, perché la solidarietà è verso la vita di Saviano, non verso Gomorra che è un brodino freddo di dado; adesso Saviano si lamenta in ogni dove, peggio della Lecciso, non posso scrivere, mi sento solo e giù di questo passo, fa la vittima quando solo due anni or sono faceva lo sbruffone sulle copertine dell’Espresso, che gli mancava solo la stella di Walker Texas Ranger.

    Ad esempio: Bassolino e la nuova camorra. Indagine sulla svendita di una città di Luca Ferrari, 1997; Camorra politica pentiti, Barrese, 1994; La camorra e i bambini. Un’indagine nel contesto scolastico napoletano, Sestito Laura, 1997; e Il potere della camorra, Francesco Barbagallo… La lista degli autori che avevano già detto molto prima di Saviano è talmente lunga che c’è di che rabbrividire. Ora a me sinceramente me ne frega una cippa di Gomorra, e sai perché? Perché è un brodino freddo fatto con un comunissimo dado liebig.
    Ma ho già detto di Saviano e come gli ha arriso un immeritatissimo successo. Momentaneo. Se Saviano la piantasse una buona volta di rompere gli zebedei, adesso facendo la vittima che piagnucola, Gomorra non starebbe più in piedi manco con le stampelle. Chi ha lottato veramente contro la Camorra, contro la Mafia, Falcone, Dalla Chiesa, Borsellino. Questi sono eroi senza aver mai piagnucolato anche quando soli, abbandonati da tutto e da tutti; loro sì, perché combattevano in maniera concreta la sporcizia italiana, non a parole, non con l’aria fritta.

    Sì, disgiungiti. Lo so.

    Basta. Mi sono rotto e ho altro a cui pensare.

  47. kinglear Says:

    Il mio giudizio su Gomorra non cambia d’una sola virgola. Anzi, cambia un pochetto: se ieri era una ministrina riscaldata, oggi con lo show che si sta sparando il Saviano nazionale su tv e carta stampata, Gomorra appare sempre più un brodino freddo con il dado. E’ più lagnoso d’una Lecciso alle prime armi. Insomma, prima di pubblicare il libro Gomorra, Saviano si è fatto una pubblicità della madonna per le strade di Napoli facendo lo sbruffone, facendo lo sceriffo che sfidava la Camorra perché lui mica c’haveva paura. Gli pubblicano il libro, in Mondadori, sottolineamolo di nuovo, in Mondadori; la gente boccalona “ohhh…”; Saviano viene minacciato, si accompagna al guerrafondaio in-Fausto Bertinotti tanto per dire un personaggino bello bello che ha fatto fuori la sinistra italiana in un battibaleno; e una volta minacciato finisce sotto scorta e piagnucola peggio d’una donnetta. Cazzo! Mi spiace un mondo che l’abbiano minacciato di morte, in tal senso tutta la mia solidarietà; che però non deve essere scambiata per stupidità del sottoscritto, perché la solidarietà è verso la vita di Saviano, non verso Gomorra che è un brodino freddo di dado; adesso Saviano si lamenta in ogni dove, peggio della Lecciso, non posso scrivere, mi sento solo e giù di questo passo, fa la vittima quando solo due anni or sono faceva lo sbruffone sulle copertine dell’Espresso, che gli mancava solo la stella di Walker Texas Ranger.

    Ad esempio: Bassolino e la nuova camorra. Indagine sulla svendita di una città di Luca Ferrari, 1997; Camorra politica pentiti, Barrese, 1994; La camorra e i bambini. Un’indagine nel contesto scolastico napoletano, Sestito Laura, 1997; e Il potere della camorra, Francesco Barbagallo… La lista degli autori che avevano già detto molto prima di Saviano è talmente lunga che c’è di che rabbrividire. Ora a me sinceramente me ne frega una cippa di Gomorra, e sai perché? Perché è un brodino freddo fatto con un comunissimo dado liebig.
    Ma ho già detto di Saviano e come gli ha arriso un immeritatissimo successo. Momentaneo. Se Saviano la piantasse una buona volta di rompere gli zebedei, adesso facendo la vittima che piagnucola, Gomorra non starebbe più in piedi manco con le stampelle. Chi ha lottato veramente contro la Camorra, contro la Mafia, Falcone, Dalla Chiesa, Borsellino. Questi sono eroi senza aver mai piagnucolato anche quando soli, abbandonati da tutto e da tutti; loro sì, perché combattevano in maniera concreta la sporcizia italiana, non a parole, non con l’aria fritta.

    Sì, disgiungiti. Lo so.

    Basta. Mi sono rotto e ho altro a cui pensare.

  48. Lioa Says:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Arte#Evoluzione_storica_del_concetto_di_arte

  49. Lioa Says:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Arte#Evoluzione_storica_del_concetto_di_arte

  50. Lioa Says:

    P.S. Per tua e nostra fortuna, il tuo giudizio è solo il tuo giudizio. Quel che pensi tu di ‘Gomorra’ ha valore solo per te. Solo quando una somma di molti giudizi AUTOREVOLI conferisce credibilità a un’opera si può cominciare a ragionare… Nessuno può proclamarsi unità di misura di alcunché…*-°

  51. utente anonimo Says:

    Ciao Kinglear.
    La penso piu’ o meno come te. Non capisco perche’ si debba giustificare la pubblicazione di qualsiasi cartaccia. E’ impensabile considerare il libro come soltanto un prodotto di consumo, perche’ alla stregua di questa moda imperante ( tutti pubblicano) e’ diventato proprio questo: un prodotto da spacciare a grandi quantita’.
    In un discorso simile e con un tema simile, mi sembra persino irriverente nominare Faulkner e Saramago, per fare due nomi: significa fare un salto talmente in su’, da sembrare che si stia parlando di un altro discorso. Il problema e’ proprio questo: avere talmente massificato la letteratura da inglobare in essa anche quello che non e’, svalutandola in tal maniera, in una sorta di contenitore nel quale defluiscono tutti gli scritti di questo mondo. Bastano delle pagine, un po’ d’inchiostro e una rilegatura ed opla’, ecco a voi un libro.
    Io sono per una critica feroce e non per l’accondiscendenza di rispetto verso le varie scritture: se manca un filtro le acque chiare si mischiano con le acque scure in una forte corrente. E si sa: a furia di seguire la corrente si finisce in una fogna.

    Sergio

  52. utente anonimo Says:

    Ciao Kinglear.
    La penso piu’ o meno come te. Non capisco perche’ si debba giustificare la pubblicazione di qualsiasi cartaccia. E’ impensabile considerare il libro come soltanto un prodotto di consumo, perche’ alla stregua di questa moda imperante ( tutti pubblicano) e’ diventato proprio questo: un prodotto da spacciare a grandi quantita’.
    In un discorso simile e con un tema simile, mi sembra persino irriverente nominare Faulkner e Saramago, per fare due nomi: significa fare un salto talmente in su’, da sembrare che si stia parlando di un altro discorso. Il problema e’ proprio questo: avere talmente massificato la letteratura da inglobare in essa anche quello che non e’, svalutandola in tal maniera, in una sorta di contenitore nel quale defluiscono tutti gli scritti di questo mondo. Bastano delle pagine, un po’ d’inchiostro e una rilegatura ed opla’, ecco a voi un libro.
    Io sono per una critica feroce e non per l’accondiscendenza di rispetto verso le varie scritture: se manca un filtro le acque chiare si mischiano con le acque scure in una forte corrente. E si sa: a furia di seguire la corrente si finisce in una fogna.

    Sergio

  53. Lioa Says:

    @ Sergio. Si stanno confondendo molte acque, è vero. Ma alle tue obiezioni ho già risposto quando ti ho ricordato che il pubblico dei lettori non è composto di soli palati sopraffini. Perché infliggere la lettura di Hegel al povero Totti? Che ognuno si diverta ad andare a caccia degli autori che meglio si confanno alle proprie possibilità di ricezione. Sono per la libertà assoluta, sia di chi scrive, sia di chi pubblica. Meno che mai vorrei che a filtrare la produzione ci fosse Giuseppe Iannozzi… la considererei una grossa calamità naturale, contro cui chiedere il risarcimento danni:- )

  54. utente anonimo Says:

    Lucio, Totti non capirebbe niente di fenomenologia dello spirito. Per capirla, bisogna averne uno.

    Iannozzi come filtro: si! le pubblicazioni andrebbero meglio, molto meglio.

    Sul discorso della liberta’, d’accordo con te, ovvio: ognuno e’ libero di pubblicare e leggere cio’ che vuole, ma che si diano un contegno almeno: chi pubblica fumo non lo spacci per incenso. Anche la liberta’ del lettore va’ salvaguardata da eventuali truffe.

    Sergio

  55. utente anonimo Says:

    Lucio, Totti non capirebbe niente di fenomenologia dello spirito. Per capirla, bisogna averne uno.

    Iannozzi come filtro: si! le pubblicazioni andrebbero meglio, molto meglio.

    Sul discorso della liberta’, d’accordo con te, ovvio: ognuno e’ libero di pubblicare e leggere cio’ che vuole, ma che si diano un contegno almeno: chi pubblica fumo non lo spacci per incenso. Anche la liberta’ del lettore va’ salvaguardata da eventuali truffe.

    Sergio

  56. kinglear Says:

    Non vedo così tanti giudizi autorevoli per Gomorra; tutt’altro, vedo dei nomi autorevoli che sono stati chiamati in causa per difendere la vita di Saviano. E in ciò sono pienamente d’accordo: se dei Nobel possono con la loro parola far sì che Saviano, almeno per il momento, scampi al mirino della Camorra, una simile azione la giustifico e l’approvo. Tuttavia non credo che Gomorra sia stato letto da tutti i Nobel. Forse neanche da uno. Semplicemente sono realista: solidarietà verso l’uomo che viene minacciato di morte, ma il suo lavoro è altra cosa. E fine con Saviano.

    Il problema precipuo, come bene dice Sergio, è che oggi qui si fa un gran pasticciaccio mischiando artisti e ciabattini per poi spacciarli tutti per chissà quali incliti mostri delle Patrie Lettere. Alt! Diamoci una bella calmata: se l’intellighenzia italiana si è votata alla più bieca massificazione commerciale per cui ogni peperonata è messa sullo stesso piano de “La colonna infame”, allora forse è il caso di cominciare a pensare che c’è qualche cosa che non funziona ab imis. Come ho già detto, siamo affogati negli ismi, a partire dall’improbabilità della non-critica adoprata dalla Lipperini – comunque personaggio minore/generico della critica italiana – sino alle esagerazioni di D’Orrico. Ma il secondo ha il buon gusto di portare alle masse (al popolo) scrittori che perlomeno sono dei validi narratori, anche se non è quasi mai vero che siamo di fronte al più grande scrittore italiano vivente, altrimente a quest’ora dovremmo accettare senza batter ciglio che Piperno, che Colombati, che Ongaro, ecc. ecc., sono tutti “il migliore”. C’è poi da dire che con Colombati la formula D’Orrico ha fatto più male che bene: così “Rio” rimane una delle tantissime pubblicazioni inutili che l’editoria ha promosso in maniera talmente sfacciata da far ridere persino i polli più polli. Di “Rio” possiamo dire che è un libro brutto e scritto male senza tema di smentita; e a poco vale che un D’Orrico ci dica di no, tanto più che oggi non credo affatto che tenterebbe anche solo d’alzare al cielo un ma per difendere “Rio”, tranne nel caso il critico D’Orrico voglia farsi del male in maniera più che masochista. E D’Orrico non lo reputo uno scemo. Prendiamo ad esempio Evangelisti con “Il collare di fuoco” e “Il collare spezzato”: indarno ha tentato di scrivere un romanzo di respiro storico. E’ storico nei limiti del romanzo di genere, e neanche: i due libri sono talmente confusionari negli accadimenti descritti, che si può solo dire che Evangelisti non ha la statura dello scrittore mainstream. E forse neanche più quella di scrittore di genere, dopo “La luce di Orione”, un libraccio talmente splatter che è incredibile che sia stato pubblicato. In ogni caso oggi si pubblicano tantissimi libri, troppi e perlopiù perché di autori che in passato hanno piazzato qualche buon prodotto: si dovrebbe invece imparare a dire un secco “no” tanto a un Evangelisti che scrive di cazzi diabolici-angelicati grossi come il braccio d’un comune mortale, quanto a chi per la prima volta si presenta all’editore con un lavoro invalido. Il problema è che in una Italia di marchettari, che l’editoria soffra gliene frega niente a nessuno, o comunque a pochi: si pubblica non per meritocrazia, ma per il nome e le conoscenze che uno c’ha. Tieni sempre presente Casarini, Lucio.

    Ora Lucio tu puoi dire che il mio giudizio non vale un piffero, o anche meno: sinceramente la cosa non mi tange. Anzi, ti diro di più, mi fa sorridere di compiacimento luciferino. 🙂 Però io ho il buon gusto e il senno ancora di saper distinguere un’Opera da una vecchia scarpa. Tu, Lucio caro, se vuoi puoi metterti ai piedi tutte le vecchie scarpe spacciate per nuove che vuoi; ma io continuerò sempre a dire che “Il Gattopardo” è un Capolavoro e che chi dice il contrario invece è uno che di letteratura con la “L” maiuscola ci capisce poco o niente. Anzi, più niente che poco, perché bisogna essere ciechi per forza a definire un brutto libro il Gattopardo. Credo d’esser stato chiaro e trasparente come sempre.

    Ciaooo…

  57. kinglear Says:

    Non vedo così tanti giudizi autorevoli per Gomorra; tutt’altro, vedo dei nomi autorevoli che sono stati chiamati in causa per difendere la vita di Saviano. E in ciò sono pienamente d’accordo: se dei Nobel possono con la loro parola far sì che Saviano, almeno per il momento, scampi al mirino della Camorra, una simile azione la giustifico e l’approvo. Tuttavia non credo che Gomorra sia stato letto da tutti i Nobel. Forse neanche da uno. Semplicemente sono realista: solidarietà verso l’uomo che viene minacciato di morte, ma il suo lavoro è altra cosa. E fine con Saviano.

    Il problema precipuo, come bene dice Sergio, è che oggi qui si fa un gran pasticciaccio mischiando artisti e ciabattini per poi spacciarli tutti per chissà quali incliti mostri delle Patrie Lettere. Alt! Diamoci una bella calmata: se l’intellighenzia italiana si è votata alla più bieca massificazione commerciale per cui ogni peperonata è messa sullo stesso piano de “La colonna infame”, allora forse è il caso di cominciare a pensare che c’è qualche cosa che non funziona ab imis. Come ho già detto, siamo affogati negli ismi, a partire dall’improbabilità della non-critica adoprata dalla Lipperini – comunque personaggio minore/generico della critica italiana – sino alle esagerazioni di D’Orrico. Ma il secondo ha il buon gusto di portare alle masse (al popolo) scrittori che perlomeno sono dei validi narratori, anche se non è quasi mai vero che siamo di fronte al più grande scrittore italiano vivente, altrimente a quest’ora dovremmo accettare senza batter ciglio che Piperno, che Colombati, che Ongaro, ecc. ecc., sono tutti “il migliore”. C’è poi da dire che con Colombati la formula D’Orrico ha fatto più male che bene: così “Rio” rimane una delle tantissime pubblicazioni inutili che l’editoria ha promosso in maniera talmente sfacciata da far ridere persino i polli più polli. Di “Rio” possiamo dire che è un libro brutto e scritto male senza tema di smentita; e a poco vale che un D’Orrico ci dica di no, tanto più che oggi non credo affatto che tenterebbe anche solo d’alzare al cielo un ma per difendere “Rio”, tranne nel caso il critico D’Orrico voglia farsi del male in maniera più che masochista. E D’Orrico non lo reputo uno scemo. Prendiamo ad esempio Evangelisti con “Il collare di fuoco” e “Il collare spezzato”: indarno ha tentato di scrivere un romanzo di respiro storico. E’ storico nei limiti del romanzo di genere, e neanche: i due libri sono talmente confusionari negli accadimenti descritti, che si può solo dire che Evangelisti non ha la statura dello scrittore mainstream. E forse neanche più quella di scrittore di genere, dopo “La luce di Orione”, un libraccio talmente splatter che è incredibile che sia stato pubblicato. In ogni caso oggi si pubblicano tantissimi libri, troppi e perlopiù perché di autori che in passato hanno piazzato qualche buon prodotto: si dovrebbe invece imparare a dire un secco “no” tanto a un Evangelisti che scrive di cazzi diabolici-angelicati grossi come il braccio d’un comune mortale, quanto a chi per la prima volta si presenta all’editore con un lavoro invalido. Il problema è che in una Italia di marchettari, che l’editoria soffra gliene frega niente a nessuno, o comunque a pochi: si pubblica non per meritocrazia, ma per il nome e le conoscenze che uno c’ha. Tieni sempre presente Casarini, Lucio.

    Ora Lucio tu puoi dire che il mio giudizio non vale un piffero, o anche meno: sinceramente la cosa non mi tange. Anzi, ti diro di più, mi fa sorridere di compiacimento luciferino. 🙂 Però io ho il buon gusto e il senno ancora di saper distinguere un’Opera da una vecchia scarpa. Tu, Lucio caro, se vuoi puoi metterti ai piedi tutte le vecchie scarpe spacciate per nuove che vuoi; ma io continuerò sempre a dire che “Il Gattopardo” è un Capolavoro e che chi dice il contrario invece è uno che di letteratura con la “L” maiuscola ci capisce poco o niente. Anzi, più niente che poco, perché bisogna essere ciechi per forza a definire un brutto libro il Gattopardo. Credo d’esser stato chiaro e trasparente come sempre.

    Ciaooo…

  58. Lioa Says:

    @ Giuseppe. E’ bizzarro che, quando parli di capolavori, citi esclusivamente libri che hanno già superato da soli (= senza il tuo aiuto) il vaglio del tempo. Lasciamo che sia il tempo, dunque, a filtrare anche la gran massa di titoli attualmente in circolazione.

    P.S. Non hai capito il mio discorso su Hegel e Totti. A ciascuno secondo i suoi bisogni. Nessuno ti obbliga a leggere nessuno. Rinuncia a Evangelisti, se non lo apprezzi. Se ne farà una ragione. E se hai letto Casarin, forse sei rimasto stuzzicato anche tu dal personaggio. Se non l’hai letto, parli per sentito dire. L’importante è che il lettore impari a scegliere da solo quello che lo interessa. E ti sfido a farlo tra i milioni e milioni di titoli non filtrati di Lulu… che pure hai scelto come editore.

  59. Lioa Says:

    @ Giuseppe. E’ bizzarro che, quando parli di capolavori, citi esclusivamente libri che hanno già superato da soli (= senza il tuo aiuto) il vaglio del tempo. Lasciamo che sia il tempo, dunque, a filtrare anche la gran massa di titoli attualmente in circolazione.

    P.S. Non hai capito il mio discorso su Hegel e Totti. A ciascuno secondo i suoi bisogni. Nessuno ti obbliga a leggere nessuno. Rinuncia a Evangelisti, se non lo apprezzi. Se ne farà una ragione. E se hai letto Casarin, forse sei rimasto stuzzicato anche tu dal personaggio. Se non l’hai letto, parli per sentito dire. L’importante è che il lettore impari a scegliere da solo quello che lo interessa. E ti sfido a farlo tra i milioni e milioni di titoli non filtrati di Lulu… che pure hai scelto come editore.

  60. kinglear Says:

    Cito libri che hanno superato, come tu dici, il vaglio del tempo, perché oggi l’editoria italiana è messa peggio dell’Alitalia e non ci sono Capolavori di cui poter parlare a cuor sereno. Ma ti posso citare qualche autore, Vassalli e la sua “Chimera”, Eco e “Il nome della rosa”, Aldo Busi e “Seminario sulla gioventù”, Roberto Calasso e “Le nozze di Cadmo e Armonia”, Dacia Maraini e “La lunga vita di Marianna Ucrìa”… Qualche autore che è di grandezza di contenuti e di stile c’è. Contento ora?

    Hegel lascialo a Lucio, a Lucio Battisti e a Panella. Totti lascialo alla moglie, che è meglio. 🙂

    Ho citato Evangelisti, ma ho citato anche altri. Un critico non può rimanere legato all’amicizia quando ha intenzione di esprimere un giudizio che sia vero e sereno. E se come critico dico che Evangelisti è inciampato per scivolare e continua a scivolare sempre più in basso, credo che sì, se ne farà una ragione.
    Mi sono un po’ rotto le balle di gente che pensa che i libri non li legga: che cazzo devo fare? Se vuoi le prossime recensioni anziché mettere la copertina, ci metto la mia faccia sulla copertina, una bella foto che mi ritrae con il libro in mano; o meglio ancora, un video dove il sottoscritto legge ad alta voce un brano del libro che ha recensito. Lucio, quando scadi in simili bassezze ti fai davvero poco onore.

    E in quanto a Lulu: i libri vengono stampati solo quando c’è l’ordine, quindi, porco dio!, la gente deve essere proprio tanto scema da volerlo sul serio il mio libro, per leggerlo. E non ti preoccupare che i titoli di Lulu li leggo, non tutti i milioni che ci sono perché non mi basterebbero cento vite, ma se tu leggessi i miei blog forse te ne saresti accorto. Ma visto che non lo sai, ecco, vedi sei un altro con un po’ di blablà in bocca e nient’altro.

  61. kinglear Says:

    Cito libri che hanno superato, come tu dici, il vaglio del tempo, perché oggi l’editoria italiana è messa peggio dell’Alitalia e non ci sono Capolavori di cui poter parlare a cuor sereno. Ma ti posso citare qualche autore, Vassalli e la sua “Chimera”, Eco e “Il nome della rosa”, Aldo Busi e “Seminario sulla gioventù”, Roberto Calasso e “Le nozze di Cadmo e Armonia”, Dacia Maraini e “La lunga vita di Marianna Ucrìa”… Qualche autore che è di grandezza di contenuti e di stile c’è. Contento ora?

    Hegel lascialo a Lucio, a Lucio Battisti e a Panella. Totti lascialo alla moglie, che è meglio. 🙂

    Ho citato Evangelisti, ma ho citato anche altri. Un critico non può rimanere legato all’amicizia quando ha intenzione di esprimere un giudizio che sia vero e sereno. E se come critico dico che Evangelisti è inciampato per scivolare e continua a scivolare sempre più in basso, credo che sì, se ne farà una ragione.
    Mi sono un po’ rotto le balle di gente che pensa che i libri non li legga: che cazzo devo fare? Se vuoi le prossime recensioni anziché mettere la copertina, ci metto la mia faccia sulla copertina, una bella foto che mi ritrae con il libro in mano; o meglio ancora, un video dove il sottoscritto legge ad alta voce un brano del libro che ha recensito. Lucio, quando scadi in simili bassezze ti fai davvero poco onore.

    E in quanto a Lulu: i libri vengono stampati solo quando c’è l’ordine, quindi, porco dio!, la gente deve essere proprio tanto scema da volerlo sul serio il mio libro, per leggerlo. E non ti preoccupare che i titoli di Lulu li leggo, non tutti i milioni che ci sono perché non mi basterebbero cento vite, ma se tu leggessi i miei blog forse te ne saresti accorto. Ma visto che non lo sai, ecco, vedi sei un altro con un po’ di blablà in bocca e nient’altro.

  62. Lioa Says:

    @ Giuseppe. 1) Non accetto bestemmie nei commenti. Che sia la prima e ultima volta, grazie. 2) Anche tra i nuovi nomi hai attinto a quelli di noto e riconosciuto valore. Bello sforzo.
    Nei miei confronti hai un evidente rapporto di attrazione-repulsione. Ogni tanto fai la piazzata e lanci l’ ‘addio per sempre’, poi puntualmente ricompari. Io, come vedi, non mi scompongo. Ciao.

    P.S. Se hai letto Casarini, poi non lamentarti del fatto che lo si sia pubblicato. Peraltro ha venduto pochissimo. Comunque è vero, leggo solo rarissimamente il tuo blog, se non altro per come è lento a caricarsi.

  63. Lioa Says:

    @ Giuseppe. 1) Non accetto bestemmie nei commenti. Che sia la prima e ultima volta, grazie. 2) Anche tra i nuovi nomi hai attinto a quelli di noto e riconosciuto valore. Bello sforzo.
    Nei miei confronti hai un evidente rapporto di attrazione-repulsione. Ogni tanto fai la piazzata e lanci l’ ‘addio per sempre’, poi puntualmente ricompari. Io, come vedi, non mi scompongo. Ciao.

    P.S. Se hai letto Casarini, poi non lamentarti del fatto che lo si sia pubblicato. Peraltro ha venduto pochissimo. Comunque è vero, leggo solo rarissimamente il tuo blog, se non altro per come è lento a caricarsi.

  64. Lioa Says:

    P.S. Rilevavo la contraddizione tra il lamentarsi dell’eccessiva e non filtrata produzione, e il confidare in Lulu che produce a manetta e non filtra assolutamente nulla.

  65. kinglear Says:

    Bestemmia ad uso d’incazzatura, difatti dio è rigorosamente in minuscolo. Comunque accetto la critica e non accadrà più, neanche ad uso d’incazzatura.

    Lucio, da dove dovrei attingere?
    Dan Brown, lui, poco ma sicuro che rimarrà, non fosse altro che per la mole di libri venduti; praticamente ha costetto Dumas padre alle strette. Al di là della qualità, come lui con un solo libro nessun altro ha venduto così tanto. Lucio Angelini di sé non lascerà manco una briciola, poco ma sicuro. 🙂
    Se i Capolavori non sono stati ancora scritti e pubblicati, non posso parlarne. Io ad esempio ho un capolavoro nel cassetto, ma chissà se mai qualcuno lo saprà mai. :-)))
    Pietrangelo Buttafuoco con “Le uova del drago” credo che resterà; non è libro che si fa dimenticare tanto facilmente; davvero ben scritto, una grande storia in tutti i sensi.

    Non mi sembra d’averti detto addio in questo thread. Mi sto divertendo così tanto, anche se non hai trecce che possa tirarti. 😀

    Non è colpa mia se hai una connessione del piffero e un pc del piffero. 🙂 Se tu usi la locomotiva a carbone non è mica colpa mia. Io impiego 5 secondi netti a caricare il mio blog con la cache azzerata, questo perché ho una buona connessione e un pc configurato come dio comanda. 5 secondi netti non mi sembrano un’eternità, se splinder non è sotto manutenzione. Se non avessi una buona connessione e un pc che funziona a dovere, con tutti i siti di grafica artistica e professionale che amo navigare, starei fresco.

    Casarini l’ho letto prendendolo in prestito in biblioteca: non sia mai che dia dei soldi a Casarini foss’anche per sbaglio. Puoi metterci entrambe le mani sul fuoco su questo. Ma ciò che di più m’interessa di Casarini è l’intervista che ha rilasciato al Corriere della Sera: quella vale più di tanti titoli della Collana Strade Blu, è troppo figa, troppo IN, troppo CULT. Ovviamente il merito è tutto del giornalista Fabrizio Ronconi che l’ha praticamente distrutto con poche mirate domande, facendolo cadere in gabbia proprio come un fesso. Grandissimo Ronconi. Davvero grandissimo esempio di giornalismo che mette kappaò.

    Non filtra perché non ne ha bisogno, essendo che non è un editore, ma un servizio on demand. La gente che acquista il mio libro ad esempio lo acquista perché sa come scrivo, sa chi sono, sa che bene o male di me ci si può fidare, che non do delle sole. Perlomeno chi mi legge pensa che io sappia scrivere. Lulu.com non ingombra nessuno scaffale: stampa solo su richiesta, quando c’è l’ordine. Produce solo nel momento in cui c’è la richiesta da parte dei lettori: dì le cose in maniera esatta, Lucio caro. Non falsificare la realtà. Okay?

    Ricordati sempre che Genna, Mozzi… hanno su Lulu.com Anche loro sono allora in contraddizione. Ecchecavolo!

  66. kinglear Says:

    Bestemmia ad uso d’incazzatura, difatti dio è rigorosamente in minuscolo. Comunque accetto la critica e non accadrà più, neanche ad uso d’incazzatura.

    Lucio, da dove dovrei attingere?
    Dan Brown, lui, poco ma sicuro che rimarrà, non fosse altro che per la mole di libri venduti; praticamente ha costetto Dumas padre alle strette. Al di là della qualità, come lui con un solo libro nessun altro ha venduto così tanto. Lucio Angelini di sé non lascerà manco una briciola, poco ma sicuro. 🙂
    Se i Capolavori non sono stati ancora scritti e pubblicati, non posso parlarne. Io ad esempio ho un capolavoro nel cassetto, ma chissà se mai qualcuno lo saprà mai. :-)))
    Pietrangelo Buttafuoco con “Le uova del drago” credo che resterà; non è libro che si fa dimenticare tanto facilmente; davvero ben scritto, una grande storia in tutti i sensi.

    Non mi sembra d’averti detto addio in questo thread. Mi sto divertendo così tanto, anche se non hai trecce che possa tirarti. 😀

    Non è colpa mia se hai una connessione del piffero e un pc del piffero. 🙂 Se tu usi la locomotiva a carbone non è mica colpa mia. Io impiego 5 secondi netti a caricare il mio blog con la cache azzerata, questo perché ho una buona connessione e un pc configurato come dio comanda. 5 secondi netti non mi sembrano un’eternità, se splinder non è sotto manutenzione. Se non avessi una buona connessione e un pc che funziona a dovere, con tutti i siti di grafica artistica e professionale che amo navigare, starei fresco.

    Casarini l’ho letto prendendolo in prestito in biblioteca: non sia mai che dia dei soldi a Casarini foss’anche per sbaglio. Puoi metterci entrambe le mani sul fuoco su questo. Ma ciò che di più m’interessa di Casarini è l’intervista che ha rilasciato al Corriere della Sera: quella vale più di tanti titoli della Collana Strade Blu, è troppo figa, troppo IN, troppo CULT. Ovviamente il merito è tutto del giornalista Fabrizio Ronconi che l’ha praticamente distrutto con poche mirate domande, facendolo cadere in gabbia proprio come un fesso. Grandissimo Ronconi. Davvero grandissimo esempio di giornalismo che mette kappaò.

    Non filtra perché non ne ha bisogno, essendo che non è un editore, ma un servizio on demand. La gente che acquista il mio libro ad esempio lo acquista perché sa come scrivo, sa chi sono, sa che bene o male di me ci si può fidare, che non do delle sole. Perlomeno chi mi legge pensa che io sappia scrivere. Lulu.com non ingombra nessuno scaffale: stampa solo su richiesta, quando c’è l’ordine. Produce solo nel momento in cui c’è la richiesta da parte dei lettori: dì le cose in maniera esatta, Lucio caro. Non falsificare la realtà. Okay?

    Ricordati sempre che Genna, Mozzi… hanno su Lulu.com Anche loro sono allora in contraddizione. Ecchecavolo!

  67. utente anonimo Says:

    Casarini? ah ah ah! ci mancava anche questo.

    Sergio

  68. utente anonimo Says:

    Casarini? ah ah ah! ci mancava anche questo.

    Sergio

  69. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Se ti interessa c’è un nuovo libro scritto da Patrizio Peci: “Io l’infame. La mia storia di terrorista pentito”, Sperling & Kupfner. Per consolarti, anche: “Vini d’Italia 2009”. Quest’ultimo, ahimè, solo per contemporanei, niente posteri…

    P.S. Sospetto che Genna e Mozzi abbiano pubblicato su Lulu solo per snobberia o perché assoldati per contribuire al lancio del sito. Comunque possono scegliere l’editore che vogliono (Mozzi ha appena firmato per Mondadori). Gli altri, in genere, scelgono Lulu per mancanza di alternative…
    Se di me i posteri non si ricorderanno più, chissenefrega? E poi che ne sai tu? I miei sei titoli hanno comunque raggiunto qualche migliaio di lettori negli anni Novanta, sia in Italia, sia in Francia (cerca il mio nome in http://www.amazon.fr). E vuoi mai che qualche postero non rinvenga un mio capolavoro nel fondo della solita polverosa cassapanca ?

  70. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Se ti interessa c’è un nuovo libro scritto da Patrizio Peci: “Io l’infame. La mia storia di terrorista pentito”, Sperling & Kupfner. Per consolarti, anche: “Vini d’Italia 2009”. Quest’ultimo, ahimè, solo per contemporanei, niente posteri…

    P.S. Sospetto che Genna e Mozzi abbiano pubblicato su Lulu solo per snobberia o perché assoldati per contribuire al lancio del sito. Comunque possono scegliere l’editore che vogliono (Mozzi ha appena firmato per Mondadori). Gli altri, in genere, scelgono Lulu per mancanza di alternative…
    Se di me i posteri non si ricorderanno più, chissenefrega? E poi che ne sai tu? I miei sei titoli hanno comunque raggiunto qualche migliaio di lettori negli anni Novanta, sia in Italia, sia in Francia (cerca il mio nome in http://www.amazon.fr). E vuoi mai che qualche postero non rinvenga un mio capolavoro nel fondo della solita polverosa cassapanca ?

  71. utente anonimo Says:

    Iannozzi, se non esistono criteri assoluti né giudizi di valore assoluti, perché tutti i libri pubblicati dal piccolo editore Cicorivolta, sono stati recensiti da te in maniera favorevole o addirittura entusiastica, e i suoi autori quasi sempre intervistati? Tutti capolavori, o la tua indipendenza di giudizio si può comprare?

  72. kinglear Says:

    @ TuttoDeveCrollare

    Se è per questo anche Barbera, Sironi (ho pure intervistato Mozzi nel suo giardinetto), Santacroce, Fazi, MEF, Fanucci, il Foglio editore, Newton & Compton, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.
    Accidenti! Ma che blog hai letto? Non era il mio, forse di qualcuno che si spaccia per me. E poi lo san tutti che io stronco solamente i libri del Berluska e di Casarini. 🙂 Ecco dove sta’ l’arcano.

    TuttoDeveCrollare, adesso torna nella cuccia, che è meglio. O hai bisogno dell’osso di gomma? 🙂

    @ LUCIO

    Vero. Le cassapanche sono ricche di tesori. Ma ti devo avvertire: da quando la Bruni è diventata moglie di Sarkozy, le cassapanche son state tutte occupate dai suoi dischi con conseguente sbolognamento del vecchio targato anni Novanta al Mercato delle Pulci. In pratica non c’è una sola possibilità che un postero ti ritrovi fra cent’anni. E’ una questione politica, capiscili ‘sti francesi. Ah Ah Ah

  73. kinglear Says:

    @ TuttoDeveCrollare

    Se è per questo anche Barbera, Sironi (ho pure intervistato Mozzi nel suo giardinetto), Santacroce, Fazi, MEF, Fanucci, il Foglio editore, Newton & Compton, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.
    Accidenti! Ma che blog hai letto? Non era il mio, forse di qualcuno che si spaccia per me. E poi lo san tutti che io stronco solamente i libri del Berluska e di Casarini. 🙂 Ecco dove sta’ l’arcano.

    TuttoDeveCrollare, adesso torna nella cuccia, che è meglio. O hai bisogno dell’osso di gomma? 🙂

    @ LUCIO

    Vero. Le cassapanche sono ricche di tesori. Ma ti devo avvertire: da quando la Bruni è diventata moglie di Sarkozy, le cassapanche son state tutte occupate dai suoi dischi con conseguente sbolognamento del vecchio targato anni Novanta al Mercato delle Pulci. In pratica non c’è una sola possibilità che un postero ti ritrovi fra cent’anni. E’ una questione politica, capiscili ‘sti francesi. Ah Ah Ah

  74. utente anonimo Says:

    Quindi hai recensito bene TUTTI i libri di Barbera, Sironi, Santacroce, Fazi, ecc. così come TUTTI i libri di Cicorivolta. Devo proprio aver letto un altro blog. Torno nella cuccia, senza osso di alcun tipo, che tanto sono secco.

  75. kinglear Says:

    BRAVO. Proprio così. Posso offrirti allora una pallina di gomma? 🙂

  76. utente anonimo Says:

    Due no, ma una sì.

  77. kinglear Says:

    Una sola pallina?
    Vabbe’, vorrà dire che solo una. Piccolina però, altrimenti poi mi prendi il vizio. 😀

  78. kinglear Says:

    Una sola pallina?
    Vabbe’, vorrà dire che solo una. Piccolina però, altrimenti poi mi prendi il vizio. 😀

  79. cloubar Says:

    La paura del vizio è una malattia della mente.

  80. Lioa Says:

    @ Giuseppe. Su, da bravo, ora smettila di giocare al vate (vater?) e parla per te. Come critico letterario, secondo me, non vedi più in là del tuo naso, benché esso sia piuttosto lungo…

  81. kinglear Says:

    Lucio, ti lascio perdere per ora, oramai sei scaduto di brutto in questo thread: sei passato dalle argomentazioni condivisibli per chi la pensa come te alla denigrazione in toto delle mie idee.

    OM OM OM OM OM OM OM OM OM

    A’ la prochain, mon ami!
    Bonne soir!

  82. kinglear Says:

    Lucio, ti lascio perdere per ora, oramai sei scaduto di brutto in questo thread: sei passato dalle argomentazioni condivisibli per chi la pensa come te alla denigrazione in toto delle mie idee.

    OM OM OM OM OM OM OM OM OM

    A’ la prochain, mon ami!
    Bonne soir!

  83. Lioa Says:

    Rileggi le ultime spiritosaggini indirizzate al grandissimo Cannella, che ha tutta la mia stima come scrittore. Ciao

  84. utente anonimo Says:

    Lucio, ti ringrazio per la stima. Ma Iannozzi bisogna prenderlo per quello che è. Vuole sempre fare il cattivo, anche se non ci riesce tanto bene. A questo punto ci metto una faccetta pure io, via 🙂

  85. Lioa Says:

    @ Carlo. Quasi quasi scrivo un saggio sullo iannozzismo in rete e lo nascondo in una vecchia cassapanca, nella speranza che i posteri possano scoprirlo e – finalmente – apprezzarlo*-°

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...