AL CLUB ALPINO CINESE…

Nella rubrica delle lettere del bimestrale "La rivista" del Club Alpino Italiano (numero di settembre-ottobre 2008) si legge un nuovo intervento di Luigi Zanzi, già autore dell’articolo "Sterminato Tibet. Tibet sterminato" di cui qui:

http://lucioangelini.splinder.com/post/14987917/STERMINATO+TIBET%3B+TIBET+STERMI

Luigi Zanzi comunica di aver diffuso un appello a sostegno del popolo tibetano, "ideatore e custode della più ardimentosa scelta di vita adattata alle più alte terre montane del mondo… e del più avventuroso, più nobile, più alto ‘stile di vita’ dei popoli montanari".

Ecco il testo dell’appello  

"I Club Alpini d’Europa, facendosi interpreti di un’opinione diffusa tra centinaia di migliaia di propri iscritti, si uniscono nel rivolgere al Club Alpino Cinese l’invito a farsi a sua volta interprete, presso il Governo della Repubblica Popolare Cinese, di una richiesta, a nome degli alpinisti di tutto il mondo, affinché, pur compatibilmente con le proprie ragioni di controllo strategico del territorio, vengano rispettate le popolazioni nomadi d’alta quota nelle loro costumanze e nelle loro tradizioni culturali, che vengono riconosciute valori irrinunciabili per la cultura alpinistica di tutta l’umanità. In particolare, si chiede che i nomadi tibetani vengano lascati liberi di seguire, secondo le proprie secolari usanze, i propri percorsi e le proprie tecniche di conduzione degli animali (principalmente yak e capre), senza essere sottoposti a obblighi stanziali o a forzose pratiche di vita che non possono reggere nell’ambiente d’alta quota in cui vivono. Con i metodi attualmente perseguiti, tali popolazioni nomadi stanno per estinguersi: sarebbe una perdita irreparabile per la cultura alpinistica dell’umanità. Occorre, invece, che si porti rispetto alla libertà di movimento di tali nomadi nelle loro terre, alla loro cultura pastorale, alla loro spiritualità che ha sempre trovato sostegno vivo nelle istituzioni monastiche d’alta quota (che sono, pertanto, da tutelare anch’esse come radici imprescindibili della vita culturale delle montagne del Tibet). Occorre, inoltre, affidare a tali popolazioni la cura di quei paesi che tuttora possono costituire le sole basi per spedizioni alpinistiche d’alta quota e che attualmente sono stravolti in stato di degrado proprio da forzosi tentativi di artificiose installazioni di strutture artificiali (di ferro, di vetro, di plastica, ecc.) che sfigurano il paesaggio tibetano e che, essendo inadatte ad essere abitate dai contadini d’alta quota, versano in uno stato miserevole di abbandono e di sporcizia. I Club alpini d’Europa si dichiarano disponibili a concordare un piano di volontariato di aiuto a sostegno dei pastori nomadi tibetani d’alta quota".

All’appello ha prontamente aderito Reinhold Messner.

(Immagine da http://amnesty.panservice.it/wp-content/uploads/tibet.jpg )

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